Mentre la fidest raccoglie e rilancia la lettera di Orlando Masiero riguardo il dramma che colpisce le piccole medie imprese italiane costrette a traslocare in Svizzera per sfuggire alla morsa del fisco e all’incertezza di una bancarotta, intende sottolineare, al tempo stesso, il reale malessere di un sistema di gestione delle politiche governative che sta mettendo in ginocchio la parte sana del paese per la dichiarata incapacità di porre mano alle vere riforme. Abbiamo una classe politica che non può non rendersi conto della gravità della situazione e che sta peggiorando di ora in ora. Abbiamo scritto e lo ribadiamo,anche se molti italiani ancora non se ne rendono conto, che siamo al cospetto del peggiore governo in termini assoluti che abbiamo avuto a partire dall’unità d’italia. Ci fa specie in questa circostanza che il presidente della Repubblica, uomo di grande spessore politico e sensibilità istituzionale, non percepisca il fatto di trovarsi al cospetto di un governo preposto a fare il “lavoro sporco” ma lo fa solo nei confronti della povera gente, dei precari, dei disoccupati,dei pensionati. Un governo che si preoccupa solo a togliere i diritti e ad accanirsi sui doveri, ma lascia i diritti solo ai percettori di redditi alti e non ci vengano a dire che anche loro danno un contributo: Se togliamo 100 euro ad una modesta retribuzione non è la stessa cosa se togliamo mille euro a chi percepisce un emolumento superiore ai 100.000 euro all’anno. E ancora: Perché il parlamento è stato così sollecito a far pagare ai poveri e così lento ad imporre la patrimoniale? Perchè il parlamento non legifera per la lotta senza quartiere agli sprechi, alle evasioni, al lavoro nero con leggi adeguate? E potremmo andare avanti all’infinito ma ci rendiamo conto che non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Il malessere dell’Italia
Pubblicato da fidest su venerdì, 23 marzo 2012
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Assicurazioni: cambio classe di merito
Pubblicato da fidest su martedì, 3 gennaio 2012
A Gennaio si concentra il maggior numero di rinnovi delle polizze auto e, secondo i dati resi noti oggi da Facile.it, il principale broker online del settore, saranno 1,4 milioni gli italiani che, avendo causato un incidente nel corso dello scorso anno, saranno costretti a cambiare la loro classe di merito. Il dato, più basso rispetto a quello dello scorso anno, riflette anche la scelta di molti italiani di rinunciare, per questioni economiche, all’automobile.
Secondo i dati dell’analisi, il maggior numero di denunce alle assicurazioni è stato presentato in Toscana, Marche e Sicilia; Molise, Trentino Alto Adige e Basilicata le regioni in cui i guidatori sono stati più prudenti. Dando uno sguardo alle categorie professionali, in cima alla classifica di chi ha causato incidenti nel 2011 sono gli insegnanti (rispettivamente 4,77%); gli automobilisti più ligi alle regole, invece, sono risultati essere gli studenti (2,32%). (cambio classe)
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Nuova classe dirigente italiana
Pubblicato da fidest su giovedì, 3 marzo 2011
Venezia come interlocutore privilegiato dell’Oriente forma la nuova classe dirigente che risponde alle necessità dell’internazionalizzazione e dello sviluppo sostenibile delle PMI del Nord Est. E’ il risultato del Globalization Program organizzato da Venice International University in collaborazione con Ca’ Foscari e IUAV, presentato ieri sull’Isola di San Servolo. All’evento erano presenti Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Stefano Micelli direttore della VIU, Tiziana Lippiello direttrice del dipartimento di Studi sull’Asia Orientale dell’Università Ca’ Foscari, Guido Zucconi e Margherita Turvani dello IUAV.“Abbiamo iniziato molti anni fa, proprio qui alla VIU – ha ricordato Corrado Clini – formando gli alti funzionari cinesi che oggi sono diventati viceministri e direttori generali di ministeri. Un patrimonio di oltre 6.500 allievi che oggi generano come controparte un importante movimento di studenti verso la Cina e gli altri Paesi dell’Est”. Il Globalization Program ha registrato un progressivo incremento degli iscritti, fino alle 144 adesioni del 2010 e alle 149 già raccolte per il 2011. Per Stefano Micelli, direttore di VIU, “Il Globalization Program promosso dalla VIU in collaborazione con il polo universitario veneziano e sostenuto dal Ministero dell’Ambiente ha un’immediata ricaduta sul territorio: abbiamo formato giovani manager, preparati per supportare le aziende nei processi di internazionalizzazione e nei percorsi di sostenibilità, già in grado di dare un contributo fattivo alla crescita delle imprese”. Alcuni di questi giovani si sono già inseriti nel mondo del lavoro trovando occupazione all’interno della Comunità Europea, di aziende italiane in Cina, di aziende cinesi o in Università americane. Da Venezia e dal Nord est partono stimoli nuovi per lo sviluppo del paese. La crescita costante degli iscritti ai programmi della VIU mette in evidenza l’importanza di una formazione capace di mescolare gli studi di economia e di scienze sociali con una preparazione culturale che faccia propria una specifica sensibilità alle dinamiche della sostenibilità ambientale. Alla Venice International University si formano oggi professionisti che già stanno consolidando la storica capacità di relazione e dialogo di Venezia con l’Oriente, contribuendo a fare della città lagunare la piattaforma privilegiata di scambi con le culture e i mercati emergenti. confermati da Guido Zucconi dello IUAV che ha ribadito l’impegno a sviluppare intensamente questo progetto del suo ateneo, volto a consolidare il ruolo di VIU come piattaforma internazionale dell’offerta universitaria Venezia.
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Corso per rappresentanti di classe
Pubblicato da fidest su lunedì, 29 novembre 2010
Può sembrare banale, ma fare il rappresentante di classe non lo è affatto. Un ruolo gratuito e difficilissimo, tutto basato sui rapporti interpersonali, che pochi riescono a portare a termine con successo. E neppure la posta in gioco è delle più banali, anzi: solo se il clima è favorevole può realizzarsi la tanto decantata comunità educante, nella quale i giovani apprendono in un clima sereno e favorevole, e di questo il rappresentante di classe è il primo artefice. Sarà mai possibile imparare questo difficile mestiere senza affannarsi tanto? Adesso sì, con i corsi in teleconferenza organizzati dall’A.Ge. Toscana. Ogni mercoledì dalle 18 alle 19 piccoli gruppi di genitori potranno imparare strategie e normativa in diretta con la presidente dell’A.Ge. Toscana Rita Manzani Di Goro, che in questi anni di impegno associativo ha incontrato e formato migliaia di genitori, traendo da questa esperienza il fortunato manuale del rappresentante di classe “Come rappresentare i genitori …e vivere felici”, edito da Bignami, e il successivo “Come coinvolgere i genitori”, che è scaricabile gratuitamente dal sito dell’A.Ge. Toscana http://www.agetoscana.it. Per iscriversi agli incontri in teleconferenza basta scrivere ad agetoscana@age.it indicando i propri recapiti e la scuola di appartenenza. Ciascun aderente riceverà il calendario e le modalità di connessione. Il servizio è gratuito per i soci dell’A.Ge. Toscana; per tutti gli altri partecipanti è prevista una quota di iscrizione di euro 10,00. Per sostenere l’impegno dei genitori a scuola, sul sito dell’A.Ge. Toscana http://www.agetoscana.it sono disponibili anche: Normativa per genitori; Documenti scaricabili; Rubrica di consulenza in ambito scolastico “L’esperto risponde” ; Consulenza su educazione, disagio, dislessia. I più amati, e cliccati, restano comunque il Patto di corresponsabilità scuola-famiglia e il Bilancio delle scuole spiegato ai genitori.
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Handicap, disabilità e integrazione scolastica
Pubblicato da fidest su sabato, 28 agosto 2010
Il Tar del Lazio nella sentenza 31203 del 23 agosto 2010, ha accolto il ricorso dei genitori di uno studente romano affetto da dislessia, contro il provvedimento con cui il Consiglio dei docenti del suo istituto aveva deciso la sua non ammissione alla classe successiva. Secondo il Giudice lo studente affetto da un disturbo dell’apprendimento, come la dislessia, può essere ammesso alla classe successiva anche se ha riportato gravi insufficienze in molte materie. Pertanto la bocciatura è illegittima se i professori non hanno tenuto conto della particolare situazione dell’alunno. I genitori del ragazzo sottolineavano che i professori non avevano minimamente considerato la patologia del figlio, limitandosi a tener conto dei risultati insufficienti in quasi tutte le materie. Secondo i professori e il dirigente scolastico, la bocciatura avrebbe dovuto consentirgli di consolidare le sue conoscenze proprio nelle materie in cui aveva mostrato le maggiori difficoltà. Il Tar ha invece smentito quest’impostazione, e, richiamandosi anche ad alcune indicazioni del Ministero dell’istruzione, ha annullato il provvedimento, in quanto “il consiglio dei docenti, in sede di formulazione del giudizio finale sull’alunno affetto da disturbi di apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia). certificati da diagnosi specialistica, deve tener conto di tutti gli altri elementi di valutazione imposti dalla legge, diversi da quello prettamente tecnico dell’esito dei risultati tecnici conseguiti”. (Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumator)
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Esiste ancora in Italia una «vecchia classe politica»?
Pubblicato da fidest su lunedì, 23 agosto 2010
Questo “vecchio” lo intendiamo, è bene chiarirlo da subito”, non tanto e non solo per il suo dato anagrafico quanto di mentalità che possiamo trascinarci dietro in un “revival” tra il nostalgico e l’assurdo. Non vi è dubbio che dagli anni novanta in poi la classe politica italiana si è trovata dinanzi ad un panorama istituzionale diametralmente opposto ai suoi soliti schemi. Pensiamo, ad esempio, al crescente processo di globalizzazione che ha prodotto una corrispondente “territorializzazione” dell’economia e dello sviluppo ed aprendo ampi spazi alla competizione e alla concorrenza tra i territori. Come avrebbe potuto questa classe politica, adusa ad una sorta di reductio ad unitatem, affrontare con i suoi soliti strumenti culturali ed ideologici le dinamiche del potere così diverse dalle attuali? Per rendere meglio il concetto possiamo affermare che si è venuto ad instaurare nel nostro sistema politico, diciamo tradizionale, un governo ed un potere a più strati ma nel contempo in stretta correlazione tra loro ma senza che sia possibile individuare né un livello “base” né un “centro” o comunque una gerarchia ben definita. In pratica non esiste una “costituzione” complessiva, in ambito comunitario, di indirizzo generale che sappia regolare in ogni circostanza i vari livelli di governo e li possa esprimere in forma gerarchica per quanto vi possano essere alcune regole di interrelazione tra i livelli anche se non sono organizzate in un sistema chiuso e compiuto. E il tutto ci porta ad un agire politico molto complesso e di difficile governabilità in termini di coerenza di indirizzo e di risposte appropriate ai problemi emergenti. Lo dobbiamo al fatto che è entrato in crisi il “pensiero gerarchico” ma al suo posto non siamo ancora riusciti a trovare un suo degno sostituto.
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Nuove etichette per elettrodomestici e altri prodotti
Pubblicato da fidest su venerdì, 21 maggio 2010
Con il voto dei deputati, di mercoledì, le etichette poste sugli elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici e forni dovranno fornire maggiori informazioni sul consumo energetico. Il Parlamento ha approvato un nuovo formato per l’etichetta di efficienza energetica dell’Unione europea che aggiunge alcune classi “più” alla comune scala dei colori. In futuro, qualsiasi pubblicità su promozioni dei prezzi o efficienza degli elettrodomestici, dovrà indicare la classe energetica del prodotto. Con la nuova legislazione, il formato dell’etichetta tiene conto di tre nuove categorie energetiche che riflettono il progresso tecnologico, ma continua a mantenere fermo a 7 il numero totali delle classi. L’attuale scala va da “A” a “G”, in futuro potrà evolvere come segue: – Se un nuovo prodotto consuma meno energia di quelli già disponibili, la classificazione è rivista in “A+” per cui la classe di minore efficienza energetica diventerà “F” – Se un nuovo prodotto consuma ancora meno energia di quelli già disponibili, la classificazione sarà rivista in “A++” e la classe di minore efficienza energetica sarà “E” – Infine, se un nuovo prodotto consuma ancora meno energia di quelli già disponibili, la classificazione sarà rivista in “A+++” mentre la classe di minore efficienza energetica sarà “D” La scala cromatica – dal verde scuro per i dispositivi a maggiore efficienza energetica al rosso per quelli minore funzionalità – sarà adeguata di conseguenza così da avere la maggior efficienza segnalata con il verde scuro e la più bassa con il rosso. La classe energetica e il dispositivo specifico da etichettare saranno determinati da un gruppo di lavoro della Commissione europea. Qualsiasi pubblicità che citi il consumo di energia o il prezzo di un modello specifico di un elettrodomestico deve indicarne anche la classe energetica. La réclame con queste ulteriori informazioni dovrebbe aiutare il consumatore a compiere una scelta basata sul potenziale risparmio energetico, in funzione di un taglio alla bolletta nel lungo periodo. Disposizioni analoghe saranno applicate a qualsiasi documentazione tecnica come manuali e opuscoli di produzione, siano essi cartacei o consultabili in internet.
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Yokohama comincia bene la stagione
Pubblicato da fidest su venerdì, 2 aprile 2010
Yokohama Italia Motorsports ha iniziato la stagione rally 2010 supportando il pilota veneto Umberto Scandola nella gara su terra Prealpi Trevigiane, conclusasi sabato 27 marzo. Il
giovane campione veronese, insieme al navigatore storico Guido D’Amore, ha partecipato a questa prima gara misurandosi con una vettura gruppo N4, una Subaru Impreza del team Car Promo Sport. Scandola ha raggiunto un risultato molto importante: 4° assoluto e 2° di classe. Un risultato del quale si dichiara soddisfatto, anche se con un pizzico di amaro in bocca: “Avrei potuto fare meglio: infatti ero primo di classe sino quasi alla fine della gara. Se non fosse stato per la rottura del cambio, che mi ha privato del 2° posto assoluto a ridosso del gradino più alto del podio, avrei festeggiato questo rally con la coppa in mano. Questa gara ha rappresentato comunque un’ottima occasione per iniziare la stagione e per sciogliere il ghiaccio.” Per la prima volta nella sua carriera da pilota Umberto Scandola ha corso in una gara ufficiale del campionato italiano con una vettura gommata ADVAN by Yokohama, stabilendo da subito un buon feeling con i pneumatici nipponici. Le gomme utilizzate in gara sono le ADVAN A053, il prodotto dedicato ai rally su terra più tecnologicamente avanzato e performante by Yokohama. L’ADVAN A053 è caratterizzato da un disegno asimmetrico e direzionale, adatto a sopportare lo sforzo e le sollecitazioni di una guida su fondi sterrati impegnativa e ricca di insidie quali buche, sassi, ghiaia. Grossi blocchi battistrada, posti sia parallelamente sia perpendicolarmente al senso di rotazione del pneumatico, ne creano il disegno. La misura montata sulla Subaru Impreza è stata la 170/650 R 15 in versione soft, più morbida e per questo adatta a una temperatura di utilizzo primaverile, non particolarmente elevata. La mescola nella versione più morbida è entrata infatti prima e più facilmente in temperatura, permettendo performance elevate e la massima sicurezza. Questa prima gara è stata anche un efficace terreno di prova per le gomme Yokohama, un test significativo in vista dei progetti per la stagione che si sta aprendo e per la quale la direzione sportiva italiana in capo a Yokohama Italia S.p.A. ambisce a risultati importanti. (umberto scandola)
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Per una informazione seria
Pubblicato da fidest su lunedì, 14 settembre 2009
Strasburgo 14 settembre ore 12 Pont du Wacken davanti al Parlamento Europeo gli aderenti all’Associazione italiana di cultura liberale “Societa’ Libera”, vogliono richiamare l’attenzione sullo stato comatoso dell’informazione in Italia. Il nostro sistema informativo segue esclusivamente una pura logica di appartenenza politica, che vede i mezzi di comunicazione schierati acriticamente o a favore o contro il governo, a discapito dei diritti dei lettori. I conflitti di interesse tra politica, informazione ed economia squalificano in Italia il ruolo dell’informazione inteso come necessario strumento di libertà. In Italia non si pratica giornalismo di inchiesta. In Italia non si praticano approfondimenti sugli scenari internazionali. In Italia si tratta qualsiasi argomento riportandolo, sempre e comunque, a favore o contro una parte politica. Finanziamenti pubblici all’editoria, precariato e controllo politico delle carriere hanno reso i giornalisti italiani politicamente dipendenti, con la conseguenza che completezza, qualità dell’informazione e professionalità hanno raggiunto livelli inaccettabili. Il grido di allarme, di chi come noi auspica l’affermazione di una società aperta e libera, è un atto di accusa verso il giornalismo italiano per la sua totale complicità, conformismo e sottomissione alla classe politica e ai potentati economici. Il nostro vuole essere anche un appello di sensibilizzazione degli organi rappresentativi del giornalismo italiano ed europeo.
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L’avvento dei partiti di massa
Pubblicato da fidest su mercoledì, 26 agosto 2009
Il XX secolo è stato caratterizzato, tra le altre cose, dall’avvento dei partiti di massa che hanno avuto la caratteristica di essere “pluriclasse” per taluni versi come i movimenti di ispirazione cristiana e quelli socialisti. Altrettanto di massa ma segnatamente classisti lo sono stati, almeno ai primordi, i partiti di ispirazione marxista. Oggi, questi ultimi, hanno assunto un aspetto più defilato rispetto al passato dove predominavano le tute blu. Lo debbono anche al fatto che la classe operaia si è evoluta e, per contro, ha acquistato più coscienza “proletaria” il ceto medio. Ma vi è anche un altro aspetto evidenziato da Max Weber ovvero che la classe politica si è professionalizzata “gli eletti non sono più “dilettanti”, non sono più gli uomini più rappresentativi del collegio elettorale, ma sono professionisti della politica la cui missione è quella di assicurare la circolarità del processo comunicativo in modo da far prevalere il proprio partito politico rispetto agli altri, non solo nel corso delle competizioni elettorali ma in ogni momento della vita sociale che può assumere rilevanza politica.” In questo contesto il potere si struttura in forme rigidamente gerarchiche di tipo “piramidale” ed anche in forma più complessa ed articolata rispetto ai primi stati liberali “oligarchici”. Arriviamo, quindi, a quella democrazia “identitaria” come la chiamava Leibholz, ossia basata sui partiti di massa, organizzati e stabili, che competono per garantirsi la “appartenenza” degli elettori mediante una comunicazione essenziale e semplificata, per slogan e manifesti, fondata su meccanismi identitari elementari.” Ma questo concetto meglio si adattava ad un elettorato semialfabeta o fortemente dipendente da richiami etico-religiosi o ideologicizzati come il marxismo-leninismo. Gli effetti sono ben noti. Essi finirono con il porre un limite al sistema democratico di derivazione liberale in quanto fecero emergere, fra le due guerre mondiali, i vari fascismi, nazismi, franchismi, salazarismi e stalinismi e che imposero una rottura autoritaria dei concetti e delle idee che si erano formati a cavallo tra i due secoli. Questa sorta di “eredità” fu riscritta dai figli del secondo dopoguerra mondiale sgrossandola innanzitutto dai suoi paludamenti autoritari e dalle sue inclinazioni fortemente ideolocizzate. Da qui, per quanto riguarda l’Italia, abbiamo avuto una Democrazia cristiana con una vocazione laica sempre più accentuata, un socialismo interclassista con i successori di Nenni, un neofascismo più legalitario dopo il passaggio delle consegne da Almirante a Fini ed un comunismo meno confessionale a partire da Berlinguer che fu il primo a rivedere in chiave critica il rapporto del suo partito con l’internazionale comunista. Ora siamo giunti al terzo “livello”, ma è un’altra storia anche se conserva una sua naturale continuità con il passato dei nostri bisnonni e padri.
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Primo airbus a380 con i colori di Air France
Pubblicato da fidest su venerdì, 10 luglio 2009
Il primo Airbus A380 di Air France è stato dipinto, ad Amburgo-Finkerwerder, con i colori della nuova livrea della compagnia. Questo aereo entrerà in servizio, a novembre 2009, sulla rotta Parigi Charles de Gaulle – New York JFK. Air France sarà la prima compagnia aerea europea ad offrire ai propri clienti il comfort dell’Airbus A380 e sarà la prima al mondo a collegare l’Europa e gli Stati Uniti con il più grande aereo commerciale esistente. A bordo dell’A380 vi saranno 3 cabine di viaggio per un totale di 538 passeggeri: sul ponte superiore 80 posti in classe Affaires (business) e 106 in classe Voyageur (economy), sul ponte principale 9 posti in classe Première (first) e 343 in classe Voyageur (economy). Equipaggiato con quattro motori GP7200 concepiti appositamente da Engine Alliance, l’Airbus A380 di Air France trasporterà 538 passeggeri su una distanza massima di 13.000 km. Nel panorama degli aeromobili di nuova generazione, l’A380 è tra quelli che consumano meno carburante per passeggero. Air France ha ordinato 12 Airbus A380, di cui 4 entreranno in servizio tra l’inverno 2009 e la primavera 2010.
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