Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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CdR: Forum sulla coesione territoriale

Pubblicato da fidest su sabato, 28 aprile 2012

Il prossimo 10 Maggio avrà luogo a Bruxelles un Forum organizzato dal Comitato delle Regioni dal titolo “Regioni e città per uno sviluppo territoriale integrato. Una Strategia Comune per la coesione politica, lo sviluppo rurale e i fondi ittici per il 2014-2020”. L’intento è quello di rappresentare tramite uno strumento comune una strategia che si armonizzi alle indicazioni che giungono dalla Commissione europea in tema di coesione politica a partire già dal 2013. È già stato stilato un documento che riassume la strategia da seguire in vista di Euro 2020 all’insegna di uno sviluppo sostenibile e inclusivo secondo cinque fondi cardine: il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per il mare e la pesca. Scopo di questa strategia sarebbe quello di rendere più chiare le priorità su cui investire all’interno degli Stati membri nei prossimi anni (2014–2020). In linea con il Trattato di Lisbona, la Strategia comune tenterà la via dell’integrazione territoriale. Il Forum ospiterà anche esperti di gestione di fondi strutturali del settore rurale e ittico. Si prevede inoltre l’intervento del Presidente del CdR Mercedes Bresso, oltre che di alcuni commissari europei, tra cui Johannes Hahn, László Andor e Dacian Ciolos e l’intervento di Lowri Evans, direttore generale di DG MARE. Sarà possibile seguire l’evento sul web dal sito ufficiale del Comitato delle Regioni. (Valeriano Valerio) (fonte: http://www.aiccre.it)

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Il PE approva stanziamenti per la politica di coesione

Pubblicato da fidest su sabato, 28 aprile 2012

Il Parlamento europeo ha appena approvato la proposta della Commissione che permette di utilizzare gli importi, ancora disponibili, stanziati per la politica di coesione, al fine di assicurare le garanzie e i prestiti degli istituti finanziari come la Banca europea per gli investimenti (BEI). I fondi dell’UE verranno utilizzati per creare alcuni «strumenti di ripartizione dei rischi». Questo strumento favorirà gli investimenti economici e quindi la creazione di posti di lavoro. (fonte: http://www.aiccre.it)

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Azione Universitaria: marò liberi

Pubblicato da fidest su martedì, 6 marzo 2012

Italiano: Logo di Azione Universitaria

Image via Wikipedia

“Quello che sta accadendo in India è un insulto a tutta la Nazione, la nostra diplomazia ha fallito, è arrivato il momento che questo Governo si assuma le proprie responsabilità e riporti a casa i nostri soldati” lo dichiara Andrea Volpi Coordinatore Nazionale di Azione Universitaria in merito alla annosa questione dei due Marò arrestati in India. “Oggi – continua la nota – anche Azione Universitaria parteciperà alla maratona oratoria organizzata da alcuni parlamentari del PdL su suggerimento dell’On. Ignazio La Russa per chiedere a gran voce la liberazione di Salvatore e Massimiliano, e soprattutto per svegliare dal torpore questo Governo che sembra non avere il minimo interesse nella vicenda”. “Chiediamo al Ministro Terzi di alzare la voce – conclude Volpi – di chiedere spiegazioni e di coinvolgere l’Unione Europea e gli Stati membri per dimostrare coesione internazionale. Questo Governo, che tanto si vanta di aver ridato all’Italia credibilità e prestigio a livello internazionale solo perchè dice di aver fatto diminuire lo Spread, sta invece dimostrando di contare meno di zero nei rapporti di forza sovranazionali, o forse ci sono in ballo interessi più importanti che il benessere e lo stato di salute di due servitori dello Stato”. (Andrea Volpi)

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La coesione nazionale

Pubblicato da fidest su martedì, 1 novembre 2011

Il torrino del Quirinale

Image by Air Force One via Flickr

Quanto sta accadendo in Italia da alcuni anni a questa parte è, a dir poco, sconcertante. Se ci limitiamo a considerare il solo aspetto del nostro malessere dello stare insieme in un paese che si chiama Italia possiamo dire che la situazione è andata deteriorandosi fino a far emergere una confusa e ingenerosa valutazione dei fatti storici che ci hanno portati ad essere una nazione di là di quella è stata la penisola degli stati regionali. Credo che siano note, se non altro per averlo scritto in più riprese, le mie critiche sull’unità nazionale vista più come un “affare” dalla monarchia sabauda che un serio intendimento di unire i tanti tronconi che pavesavano la penisola. Ciò non di meno dobbiamo inchinarci ai patrioti che con sincero spirito italico non hanno esitato ad esporsi fisicamente per quello che hanno considerato un imperativo della storia civile e culturale di un Paese. Ora dopo 150 anni appare persino stonato che qualcuno ci dica che la bandiera nazionale non ci rappresenta, che l’inno nazionale è sgradito, che il meridione è una terra irrecuperabile e sarebbe meglio lasciarla al suo destino e che un pedagogo nordista vale molto di più di quello del sud a prescindere dalle sue doti culturali. Tutto questo è un modo maldestro di seminaria zizzania per il solo gusto di fare chiasso e di generare malumori anche dove non ve ne sono né avrebbero motivo d’esservi.
La verità, come sempre, è di ben altra natura se pensiamo a questa unità di cui oggi festeggiamo i suoi 150 anni. Allora perdemmo una preziosa occasione per uno scambio intelligente delle risorse: la ricchezza del sud contro una maggiore identità statuale da parte del Nord. Il nostro meridione sentiva forte il bisogno di una autorità statuale presente, attenta, sensibile, pronta a far sentire la sua voce per una costruzione di un modello sociale unitario, una cultura della partecipazione e della condivisione, ma anche della solidarietà e del rispetto reciproco. Invece vi fu forte la percezione, da subito, che eravano in presenza di una logica deformante sulla stregua: togliti tu che mi ci metto io al solo scopo di “tutto cambiare per nulla cambiare”. E’ mancata quella necessaria discontinuità con il passato che avrebbe permesso al meridione di riconoscere e riconoscersi nell’unità del Paese.
Ora se vogliamo voltare pagina dopo 150 anni di errori e di abusi e di sfruttamenti dovremmo seguire l’insegnamento che ci viene dalla Germania dove l’unità del Paese, dopo il crollo del muro di Berlino, pose la parte ricca e più organizzata industrialmente ed economicamente ad affrontare il recupero delle regioni più svantaggiate con un piano di crescita che ebbe il solo scopo di unificare le risorse e non certo di continuare a segnare un distinguo. E’ questa l’idea nazione dove si cresce insieme o si muore insieme. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Costi politica e bozza Calderoli

Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 luglio 2011

“Un disegno di legge opportuno anche se può essere migliorato”. Così Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud, commenta il ddl costituzionale firmato dal ministro Calderoli. Secondo noi – spiega l’ex ministro e senatore di Coesione Nazionale – Io Sud – il provvedimento può essere rimpinguato con altri interventi nell’ottica di un completamento di un quadro di riassetto istituzionale e di ottimizzazione dei costi degli apparati burocratici. Per questo stiamo studiando degli emendamenti anche sulla scorta di un nostro disegno di legge che va in questa direzione” Il disegno di legge in questione, presentato da Adriana Poli Bortone lo scorso 13 giugno, e sottoscritto da altri 10 parlamentari di tutti gli schieramenti, prevede l’istituzione del Senato delle autonomie, la cancellazione del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la soppressione delle province e dei comuni sotto i 5000 abitanti ed il perfezionamento della riforma del federalismo fiscale. Il tutto porterebbe ad un dimezzamento degli attuali costi. Il provvedimento sarà illustrato alla stampa martedì 26 Luglio nel corso di una conferenza al Senato.

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Unità d’Italia: Roma presente

Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011

«Le parole del Presidente Napolitano ci onorano e ci devono far riflettere, sia sui valori condivisi che da questo importante anniversario emergono, sia dal ruolo di Roma Capitale anche nella storia dell’Unità d’Italia». E’ quanto dichiara il vicesindaco di Roma Capitale, sen. Mauro Cutrufo. «Il Presidente Napolitano parla giustamente della necessità di coesione nell’interesse nazionale, salvaguardando però i valori federalisti sanciti dalla Costituzione – continua Cutrufo – Il Capo dello Stato ribadisce anche stamattina a Torino ciò che Cavour dichiarò nel 1870, cioè che non si poteva pensare all’Italia senza Roma, né allo Stato italiano senza Roma Capitale. Nel 1871 Roma venne dichiarata Capitale d’Italia e da quelle dichiarazioni e dalle azioni conseguenti ci deriva un grande orgoglio unito ad una grande responsabilità. In questi giorni di celebrazioni Roma, insieme all’Italia tutta, ha dimostrato un grande amore patrio che inorgoglisce e commuove. Grazie Presidente per il suo impegno. Roma a cui lei plaude ha fatto il suo dovere».

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Istat: Rapporto coesione sociale

Pubblicato da fidest su venerdì, 7 gennaio 2011

(Centro Maderna)  L’Istat ha diffuso il Rapporto sulla coesione sociale (periodo di riferimento: 2009-2010). Nella prima sezione sono presenti tre quadri informativi di scenario sui contesti socio-demografico, economico e del mercato del lavoro. Nella seconda sezione si rappresentano alcuni fenomeni rilevanti come il capitale umano, la conciliazione tempo di lavoro e cura della famiglia, la povertà. Nell’ultima sezione sono raccolti i dati sulla spesa e sugli interventi per la coesione sociale, sulla spesa delle amministrazioni pubbliche, distinta per funzione e per livello istituzionale, comprese le spese sostenute in ambito locale per la erogazione di servizi sociali e di cura dell’infanzia, sul sostegno del reddito dei pensionati e delle famiglie, nonché sui beneficiari delle politiche attive del lavoro. (Istat, 20 dicembre 2010)

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A Siena I solisti dell’Ort

Pubblicato da fidest su martedì, 27 aprile 2010

Siena 1 maggio alle ore 21.15 nel Duomo di Siena si terrà il concerto – a ingresso libero – de I solisti dell’Orchestra della Toscana con Andrea Tacchi primo violino concertatore. Il programma prevede l’esecuzione de Le ultime sette parole del nostro Redentore sulla croce di Haydn. Il complesso d’archi I Solisti dell’Ort si è costituito nel 1982 e da allora ha maturato un vasto repertorio che spazia dalla musica barocca al periodo classico – romantico e alla musica del Novecento. Caratteristica del gruppo è la versatilità del suo organico che, oltre a prevedere l’inserimento di altri strumenti, consente l’alternarsi di tutti i componenti in ruoli solistici. Il gruppo, il primo nato all’interno dell’Orchestra, è oggi un solido ensemble con una forte coesione e una sua personalità interpretativa, qualità che gli permettono di affrontare i repertori più inusuali come la straordinaria esibizione insieme a Richard Galliano nei prestigiosi festival italiani di musica jazz e in tournée in Francia. Il concerto, registrato per la Dreyfus di Parigi, è sul mercato dal 1998. Insieme alle altre formazioni da camera dell’Ort, I Solisti sono protagonisti di importanti rassegne musicali organizzate a Firenze e in altri teatri e festival della Toscana. Inoltre si sono esibiti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano per le Serate Musicali e al Teatro Caio Melisso di Spoleto. Il complesso è guidato da Andrea Tacchi, primo violino dell’Ort con all’attivo numerose esperienze in importanti formazioni cameristiche. Tacchi è, secondo l’uso barocco, concertatore del gruppo e con esso si esibisce frequentemente anche in veste di solista.

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Manca la coesione della struttura politica

Pubblicato da fidest su mercoledì, 31 marzo 2010

Editoriale fidest Queste ultime tornate elettorali ci hanno dato un segnale significativo: è aumentato l’astensionismo. Su questo punto riportiamo in un altro nostro post  qui il parere di uno psichiatra il prof. Massimo di Giannantonio per il quale è prevalso nell’elettore l’attenzione al proprio particolare rispetto al generale, al pubblico. Se è giusta questa diagnosi la terapia è difficile d’adottare in quanto il paziente risponde con l’effetto nocebo. Per lui, per dirla in altre parole, ciò che gli accade in famiglia, nel lavoro, nei rapporti sociali interessa sempre meno gli altri e in peggio se pensa ai politici e alle istituzioni. Incomincia a pensare che deve arrangiarsi da solo alzando sempre di più uno steccato tra il suo ambito famigliare e affettivo e il resto del mondo. Questa compressione della sua identità è motivata da ragioni, purtroppo, obiettive. In primo luogo non si sente tutelato. Non avverte la presenza di un’autorità che cerchi in qualche modo di dargli sostegno nei momenti di difficoltà e ve ne possono essere tanti: la disoccupazione propria e dei figli, il disagio degli anziani, la difesa degli interessi legittimi, una volta che ricorre alla giustizia, perché lenta, farraginosa, costosa e ancora una istruzione sempre più carente e costosa tanto che i master e gli stage post diploma e laurea diventano una regola e a prezzi sovente proibitivi per detentori di redditi medio-bassi. Si ha poi una sanità che sta marciando sul piano inclinato di una spesa che penalizza le famiglie senza un ritorno efficace. Sembra quasi che la filosofia delle società farmaceutiche sia quella di avere tanti, tantissimi malati cronici che hanno un bisogno crescente di medicine per tutto l’arco della propria esistenza e non certo possono pensare a soluzioni che portino la piena guarigione. Ne andrebbe dei loro profitti. E qui s’innesta la spirale egoistica di quanti cercano di speculare sugli altri per trarne benefici economici. La politica non sembra contenere queste devianze, anzi in taluni casi ne è complice. A questo punto siamo consapevoli che stiamo avvicinandoci ad un limite che precede la barbarie dell’homo homini lupus e allora perché non usciamo dal nostro guscio e diciamo basta a chi vuole schiacciarci con il suo peso invece di ricorrere allo strumento più sbagliato dell’astensionismo? La miglior difesa è l’attacco. Incominciamo con il dare fiducia a chi cerca di scuoterci e di farci capire che siamo una grande maggioranza, una maggioranza schiacciante e non meritiamo di essere umiliati e beffeggiati.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Comitato regioni: Politica di coesione

Pubblicato da fidest su venerdì, 19 febbraio 2010

La neoeletta Presidente del Comitato delle regioni Mercedes Bresso (IT/PSE) ha raccomandato di non trasformare la politica europea di coesione in un mero strumento di attuazione della nuova strategia europea per il 2020 in materia di crescita e di occupazione. Rivolgendosi agli alti organi decisionali dell’UE e ai ministri degli Stati membri responsabili della Politica regionale, presenti alla riunione informale di Saragozza (Spagna), la Presidente Bresso ha insistito affinché gli aiuti regionali dell’UE rispondano innanzi tutto alle esigenze delle regioni e delle città europee.   In vista del dibattito sulla strategia dell’UE per il 2020, che sostituisce la strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, la Presidente del CdR Bresso ha sottolineato che la politica di coesione può indubbiamente dare un contributo a questa strategia, ma non deve essere assorbita al suo interno. Per poter garantire risultati concreti sul piano locale, i fondi e i programmi di cooperazione esistenti non possono essere trasformati in strumenti di attuazione di obiettivi fissati a livello centrale. “Il Comitato delle regioni insiste sulla distinzione che occorre tracciare tra la politica di coesione, che è, ai sensi del Trattato, una politica di sviluppo dell’Unione europea, e la strategia dell’UE per il 2020. La politica di coesione non deve essere considerata un mero strumento al servizio della strategia dell’UE per il 2020. Per riflettere il suo valore politico, sarebbe opportuno dare vita ad un Consiglio formale dei ministri della Politica regionale”. La Presidente Bresso ha inoltre sottolineato che l’aver messo fuori gioco gli attori regionali e locali è stato uno dei motivi principali per i quali l’UE non è finora riuscita a realizzare gli obiettivi di Lisbona. “La strategia di Lisbona si è rivelata estremamente deludente, e una delle ragioni evidenti di questo insuccesso è stata lo scarso coinvolgimento degli attori istituzionali, economici e sociali sul terreno. Questo messaggio non è stato recepito, al punto che la strategia dell’UE per il 2020 riconosce a malapena il nostro ruolo di partner. Ma in realtà noi siamo ben più che partner: noi siamo i cardini di questa strategia”.

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«Gioventù in azione» 2007-2013

Pubblicato da fidest su domenica, 10 gennaio 2010

La Commissione Europea approva l’invito a presentare proposte nell’ambito del programma «Gioventù in azione» 2007-2013. Gli obiettivi generali definiti nella decisione che istituisce il Programma Gioventù in azione sono i seguenti: promuovere la cittadinanza attiva dei giovani, in generale, e la loro cittadinanza europea in particolare; sviluppare la solidarietà e promuovere la tolleranza tra i giovani, segnatamente per rafforzare la coesione sociale dell’Unione europea; favorire la comprensione reciproca tra giovani in paesi diversi;  contribuire a sviluppare le possibilità di sostenere le attività dei giovani e la capacità degli organismi della società civile in campo giovanile; favorire la cooperazione europea nel settore della gioventù. Questi obiettivi generali verranno attuati a livello di progetto tenendo conto delle priorità permanenti di seguito illustrate: * cittadinanza europea, partecipazione dei giovani, diversità culturale, inserimento di giovani svantaggiati. Oltre alle priorità permanenti sopraelencate, le priorità specifiche del 2010 sono: Anno europeo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale; Disoccupazione giovanile e promozione della partecipazione attiva dei giovani disoccupati alla società; Sensibilizzazione e mobilitazione dei giovani intorno a sfide globali (sviluppo sostenibile, mutamenti climatici, migrazioni, finalità di sviluppo del millennio).Beneficiari:    Enti pubblici; ONG. Le scadenze sono diverse e variano dal 01-02-2010 all’1-11-2010

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L’Idv va alle regionali senza un suo candidato

Pubblicato da fidest su domenica, 15 novembre 2009

Firenze. Il Coordinamento Regionale della Toscana di Italia dei Valori, dopo aver preso responsabilmente atto della mutata situazione politica sulle primarie, con la candidatura unica da parte del PD di Enrico Rossi, e dopo i contatti di questi giorni, ha deciso di non proporre propri candidati. “Eravamo pronti – ha detto Fabio Evangelisti – a partecipare mettendo in campo tutte le nostre forze. Prendiamo responsabilmente atto del cambiamento di questi giorni. Un solo candidato darà una dimostrazione di forte coesione, sia in Toscana che a livello nazionale, della coalizione. Tutti i partiti politici del centro sinistra avranno pari dignità e il massimo di visibilità, indipendentemente dal risultato elettorale. Siamo da subito pronti a partecipare alla stesura del programma di governo regionale. L’intesa di massima, non ancora un accordo, ci tengo a sottolinearlo, non è il frutto di una contrattazione sugli assetti e sulle poltrone poltrone, non è questo il modus operandi di Italia dei Valori, ma significa essere coinvolti a tutti i livelli decisionali ed in questo abbiamo avuto le rassicurazioni richieste. Inoltre rilanciamo la sfida al PD sulla attuale legge elettorale toscana riproponendo da subito tale tema affinchè venga resa più democratica e non gravi sulle tasche dei cittadini. Italia dei Valori si concentrarà sin da oggi su come innovare le politiche regionali rilanciando in particolare l’economia.”

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Diritti umani e preminenza del diritto

Pubblicato da fidest su martedì, 1 settembre 2009

Appello del Presidente dei Cristiani per Servire Franco Previte sul tema sempre d’attualità del disagio mentale in occasione della Conferenza Internazionale di Parigi dell’11 settembre 2009: Scrive a questo riguardo il dr. Previte:“Nell’ambito delle situazioni vigenti in diverse regioni d’Europa, i valori comuni di difesa dei diritti umani e di preminenza del diritto appaiono minacciati, se non carenti. Il rispetto dei diritti di ogni persona al fine di raggiungere una maggiore coesione sociale, come è nella normativa nel Preambolo della Costituzione Europea, è la condizione posta nella Conferenza Internazionale di Parigi, che il Consiglio d’Europa istituito il 5 maggio 1949 e con sede istituzionale a Strasburgo, ha voluto nell’ambito delle celebrazioni del sessantesimo di Fondazione, nel rispetto della “Convenzione europea per i diritti dell’uomo”.  Quindi il Consiglio è quell’organo internazionale il cui scopo è promuovere, tra altri, i diritti dell’uomo. I diritti umani stanno subendo un processo mediatico di rimodulazione e la situazione sociale mostra segni di grande preoccupazione in quanto la politica, forse, favorisce forme di pseudo necessità, forse condivisibili per alcune, ma non prioritarie, perché le vere vittime colpite sono i più deboli, i malati incurabili all’ultimo stadio o psichicamente gravi, questi “ultimi fra gli ultimi”, talora oggetto di forme di eutanasia, esseri umani troppo spesso relegati nell’angolo buio del “palazzo del potere”. A seguito dello svilupparsi di episodi legati a violenze ed omicidi commessi da persone con problemi e forti disagi psichici, spesso ci chiediamo cosa deve avvenire ancora affinché questo nostro Paese e l’Europa dei 27 voltino pagina. Anche in ambito europeo i valori di difesa dei diritti umani, non appaiono in sintonia con i principi di preminenza del diritto. Bisogna ricordare i drammi che avvengono nella società, frequenti quelli nelle famiglie. A parte le vittime, genitori, figli, parenti, amici, a volte passanti nelle strade delle nostre città e delle città europee, che subiscono le “intemperanze” dei malati mentali, sono proprio questi ultimi a rappresentare ed essere i “desaparecidos della nostra civiltà”, abbandonati come sono nelle loro famiglie, nelle strutture manicomiali ancora in atto, “vittime” di crisi per le quali ricevono poca e saltuaria assistenza. Queste situazioni le abbiamo denunciate da lungo tempo ai massimi e minimi livelli istituzionali italiani ed europei e proprio per questo stato di abbandono nel quale  insistono le “problematiche neuropsichiche” degli stessi malati e delle loro famiglie vengono lasciati “marcire” in un siderale generalizzato silenzio dimostrato da un disinteresse di quanti dovrebbero provvedere. Per questo, in carenza di una Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa valenze in tutti i 27 Stati UE, chiediamo al Consiglio d’Europa nella conferenza di Parigi : quale futuro hanno i diritti umani, specie quelli inerenti i malati psichici”. http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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L’andamento dell’economia italiana

Pubblicato da fidest su domenica, 5 luglio 2009

Tutti gli organismi mondiali segnalano da tempo con i loro dati l’andamento negativo dei paesi industrializzati, la crescente disoccupazione, il rischio per la coesione sociale. Lo dice l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico): “L’Italia sta attraversando un periodo di recessione «molto forte» che continuerà «fino alla fine del 2009», poi, nel 2010, ci sarà una «lenta ripresa». Nell’anno in corso il Pil scenderà del 5,5% per poi tornare a salire dello 0,4% il prossimo anno.”. Questi dati sono in linea con quelli del FMI (Fondo Monetario Internazionale). Ma lo dicono anche molti organismi e centri studi nazionali. Così Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, citando il proprio ufficio studi, conferma la caduta del Pil 2009 “attorno al 5%, se non succede nulla” ma avverte che per superare la crisi bisogna sostenere i consumi e l’occupazione: “La condizione per non far peggiorare le cose è che tengano i consumi. Per questo è essenziale una tenuta del mercato del lavoro”. Così Emma Marcegaglia, in base alle analisi del centro studi di Confindustria. Così Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato. E ancora Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio. Lo dice infine l’Istat, Istituto centrale di statistica in diretto coordinamento con Eurostat, che lo fa a livello di Unione Europea. L’anomalia italiana è che Berlusconi lo sa ma è convinto che gli italiani non lo debbano sapere. La spiegazione può avere varie sfaccettature ma in questo modo si droga il mercato e si fa passare gli italiani per dei poveri analfabeti. La verità è che l’Istat ad aprile ha rilevato la nona flessione congiunturale consecutiva pari al -3,7%. Il rapporto con il 2008 è preoccupante: -32,2% il calo medio annuo degli ordini”. Se si va avanti di questo passo anche i ciechi potranno avere la vista e allora? E’ pronta la ricetta:  Si afferma che “C’è un circuito vizioso di crisi per paura, alimentato dalle dichiarazioni di governi, opposizioni e di istituzioni economiche, nazionali, europee e internazionali che continua a dare numeri sul deficit e sul prolungarsi della crisi. Occorre neutralizzare queste voci per coprire un governo nulla facente. Berlusconi, a questo punto, se la prende con tutti. Gli fa eco Tremonti: «Troppe informazioni diventano deformazioni». E il riferimento in chiaro riguarda il governatore della B.I. Mario Draghi colpevole d’aver dichiarato che “se non si adottano misure straordinarie, entro il 2009 1,6 milioni di persone si ritroveranno senza lavoro e senza una tutela economica, tipo la cassa integrazione. Che fare allora per tacitare per sempre queste Cassandre? Con l’articolo 11 del DL 78 dell’1 luglio 2009 si mette il bavaglio a tutti coloro che per legge sono autorizzati a produrre dati in modo indipendente (Istat, Banca d’Italia). Si crea alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio una banca dati che raccoglie i risultati di tutti. Da quel momento i dati sull’andamento dell’economia sarà solo il Governo a darli. Un tempo c’erano i Beati Paoli oggi vi sono i Beati allocchi. (fonte Antonio Borghesi It.)

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