Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 230

Posts Tagged ‘competitività’

Italia: competitività e austerità

Posted by fidest on Thursday, 5 September 2013

English: Official logo of the World Economic F...

English: Official logo of the World Economic Forum. (Photo credit: Wikipedia)

La perdita di posizioni di competitività dell’economia italiana certificata dai dati del World Economic Forum – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – non è che la prova di quanto male stiano facendo al paese le politiche recessive fino ad ora adottate e i ritardi nell’approvazione di quelle riforme in grado di ridisegnare in meglio l’assetto strutturale italiano. Il 49esimo posto tra le 148 economie censite – continua Tiso – è infatti il risultato di diversi anni di immobilismo, dell’adozione nell’ultimo quinquennio di politiche recessive, della mancanza di una visione strategica e della pesante struttura del mercato del lavoro: troppo ingolfato dalla burocrazia e da sistemi ormai superati. Esistono diverse autorevoli soluzioni alla difficile situazione economica venutasi a creare, ma prima di tutto c’è bisogno di una maggiore capacità di ascolto da parte dell’esecutivo, troppo impegnato in beghe interne che nulla hanno a che vedere con la vita dei cittadini. Investire nel mondo agricolo è una scelta che tutti i principali indicatori economici, considerate le specificità italiane, ritengono la più idonea per superare la crisi; ciò nonostante il governo non presta la giusta attenzione a questa ipotesi e rilega ancora oggi l’agricoltura ad un semplice aggregato economico. L’auspicio – conclude Tiso – è che si verifichi quanto prima una chiara inversione di tendenza e una presa di coscienza su cosa rappresenti il primario in Italia.

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La moderna industria cartaria cinese

Posted by fidest on Sunday, 6 May 2012

Il XII Piano Quinquennale Cinese, recentemente approvato dall’Assemblea Nazionale del Popolo, ha stabilito obiettivi ambiziosi per l’avanzamento di un’economia domestica più bilanciata dichiarando ingenti investimenti in protezione ambientale e in energia sostenibile. Il focus del XII Piano Quinquennale (relativo al periodo 2011-2015) è teso al miglioramento del potere d’acquisto dei cittadini cinesi, attraverso l’attenzione ai salari e al rafforzamento del sistema di protezione sociale (sanità, istruzione, alloggi) e si orienta decisamente verso la green economy e l’alta tecnologia. In questo quadro si inserisce la nuova relazione “Paper Contract with China” di APP Cina che fornisce un’analisi del 12° Piano Quinquennale ed evidenzia come dal Piano emerga chiaramente quanto sia chiave il ruolo dell’industria cartaria cinese per l’economia del Dragone, il suo fondamentale contributo al PIL della Cina e il grande potenziale del settore cartario quale nuova fonte di crescita economica del Paese. In base alle cifre ufficiali, gli utili dell’industria cartaria cinese per il 2010 si sono attestati attorno ai 600 miliardi di RMB (95 miliardi di USD) con una crescita di oltre il 25% rispetto all’esercizio precedente. Questi dati dimostrano come l’industria cartaria sia diventata una delle componenti chiave dell’economia nazionale cinese. L’ascesa dell’industria cartaria cinese nell’economia della nazione si riflette anche nell’indotto e nelle economie locali. L’industria cartaria, che è al centro di una estesa filiera industriale, ha un profondo impatto sui settori correlati quali la selvicoltura, l’agricoltura, la protezione ambientale, stampa ed editoria, nonché i comparti della chimica, della meccanica, dell’automazione industriale e dei trasporti. Questo si traduce anche in un incremento dell’occupazione che nell’indotto, per il solo settore della selvicoltura, è stato stimato in 43.000 unità. Tuttavia, l’industria cinese, compresa quella cartaria, è stata colpita negli scorsi anni da problemi ambientali, causati dall’uso diffuso di tecnologie obsolete e da una mancanza di consapevolezza di attenzione all’ambiente. Il nuovo Rapporto “Paper Contract with China” evidenzia però come l’industria della carta in Cina oggi abbia intrapreso una completa trasformazione. Le imprese cinesi del settore della carta si stanno velocemente modernizzando adottando misure attive con l’impiego di risorse rinnovabili, all’interno di un processo di produzione più ecosostenibile, con l’introduzione di tecnologie avanzate e con un rapido e progressivo allineamento alle normative nazionali in termini di sostenibilità e, infine, con una maggiore consapevolezza della responsabilità d’impresa.
Questo trend rispecchia le linee-guida inserite nel 12° Piano Quinquennale della Cina, che identifica i pilastri dello sviluppo futuro dell’industria della carta nel Paese in: avanzata tecnologia, risparmio energetico e sviluppo ecosostenibile. Durante il periodo preso in considerazione dal nuovo Piano Quinquennale cinese, l’industria della carta intensificherà le sue attività in termini di sostenibilità per migliorare la sua competitività a livello mondiale, pur preservando le sue risorse e l’uso di energia, per fornire ai propri clienti i più alti prodotti di carta in termini di qualità, dando quindi un contributo sempre più importante all’economia della Repubblica Popolare Cinese.(Stefania Biagini)

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Europa: imprese e competitività

Posted by fidest on Thursday, 3 May 2012

Parlamento Europeo

Parlamento Europeo (Photo credit: Naroh)

Bruxelles 3 maggio 2012 Nel corso di un evento che si terrà domani, 3 maggio, a Bruxelles, le Regioni avranno l’opportunità di mostrare le loro best practice sull’adozione del Cloud. Rimuovere le barriere giuridiche e amministrative, incrementare le opportunità di crescita, aiutare le PMI a competere meglio dentro e fuori i confini dell’Unione europea. Sono questi gli obiettivi principali del progetto di Microsoft che coinvolge la maggior parte delle Regioni dell’UE, a partire da Italia, Spagna e Portogallo, i Paesi che potranno beneficiare più di altri dell’opportunità tecnologica garantita dal Cloud Computing.
La ragione va ricercata nell’elevata presenza di piccole e medie imprese nel sistema produttivo, aziende che precedentemente non potevano avere accesso a questi servizi. Il Cloud rappresenta un’opportunità di riduzione dei costi e un aumento di flessibilità e di efficienza. Insomma una vera rivoluzione tecnologica.
Coordineranno i lavori Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni Ue (COR EU) e John Vassallo, VP & AGC di Microsoft, mentre a chiuderli saranno Josè Pascual Marco Martinez, Deputy Permanent Representative of Spain to European Union, e Diego Canga-Fano, Capo di Gabinetto del VP European Commission, Antonio Tajani. Interverranno rappresentanti delle Regioni Italiane ed Europee, del Governo Italiano, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea.

 

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Competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali

Posted by fidest on Thursday, 19 January 2012

L’accordo permette a tutte le imprese, con fatturato non superiore a € 250 milioni generato per almeno il 10% all’estero, di richiedere ed accedere a finanziamenti, erogati da Carige e garantiti da SACE fino al 70%, destinati ad attività connesse alla propria crescita sui mercati esteri.“Le imprese che sono meglio riuscite a contrastare gli effetti della crisi sono quelle che hanno saputo puntare e investire su nuovi mercati ad alto potenziale – ha dichiarato Luis Cuttica, Direttore della Sede di SACE di Milano (Area Nord Ovest) –. L’accordo con Carige va in questa direzione, offrendo le risorse necessarie a sostenere i processi di internazionalizzazione, in particolare delle PMI, che potranno contare sulla capillarità della rete di Carige e sul supporto degli uffici di SACE per identificare gli strumenti più adatti a sostenere i propri progetti di crescita”. “Questo accordo – osserva Pier Giorgio Saladini, Dirigente Servizi alle Imprese di Banca Carige -, rappresenta una ulteriore opportunità per le aziende nostre clienti che intendono superare l’attuale congiuntura economica avvicinandosi o rafforzando la propria presenza sui mercati esteri. Carige conferma così l’attenzione nei confronti delle imprese e del territorio. È necessario che ogni componente del tessuto economico offra il proprio contributo per il rilancio della nostra economia e l’accordo di collaborazione con SACE va in questa direzione”.

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Riforme e competitività

Posted by fidest on Tuesday, 16 August 2011

Se con un certo distacco, se non altro per non farci influenzare dal contingente, osserviamo la situazione italiana il primo passo importante da compiere sono le riforme strutturali. “Ciò risulta – come avverte il Bollettino della Banca d’Italia – un aspetto particolarmente rilevante per i paesi che presentano disavanzi di bilancio e disavanzi esterni elevati o che in passato hanno subito perdite di competitività.” E si soggiunge in altra parte del Bollettino: “I paesi dell’euro che si trovano in difficoltà devono adottare provvedimenti atti a ripristinare la sostenibilità fiscale, la competitività e la stabilità finanziaria a medio termine.” Ne consegue che per dare attendibilità all’intero sistema occorre prendere di petto tutte le voci che presentano più ombre che luci. Pensiamo alla riforma fiscale che senza voler entrare nel dettaglio dovrebbe essere articolata per combattere l’evasione fiscale, far emergere il lavoro in nero, favorire l’integrazione migratoria e il lavoro, in specie giovanile. Un colpo mortale potrebbe essere inflitto dalla tributaria al mercato dei falsi e al gioco clandestino. In quest’ultimo caso si parla di un giro d’affari che supera annualmente il miliardo di euro e che oltre a costituire una grossa perdita per le entrate fiscale determinano ricadute negative sulle attività legali del settore. Oggi invece si propende per accertamenti di scarso valore andando a colpire i piccoli evasori, ma con perdite di tempo di mezzi e di personale assolutamente spropositati. Un altro punto debole e l’assistenza sanitaria. Allo stato è un meccanismo che fa acqua da tutte le parti. Prevalgono gli sprechi, l’utilizzo inappropriato di risorse che sovente tengono solo conti di ragioni di campanile e di clientele. Occorre porre mano ad una riforma radicale che consenta il passaggio dall’assistenza universale alla “prevenzione universale” ed con essa ad una rivisitazione dell’intera filiera a partire dal medico di base. In altri termini vanno aggredite tutte quelle voci del bilancio pubblico che assorbono denaro senza che sia effettuato un controllo più accurato sulle priorità e validità delle spese. (pensiamo alle consulenze, alle segreterie degli amministratori pubblici, alle nomine di persone “chiacchierate” per la gestione di enti economici pubblici). In altri termini si pagano troppo manager improvvisati o di chiamata “politica” e privi o scarsamente dotati di effettiva capacità professionale. Non ultimo avevamo proposto la costituzione presso la presidenza del consiglio di un dipartimento preposto al “recupero delle risorse” andando ad individuare opere pubbliche abbandonate nel corso d’opera, servizi annunciati e mai adempiuti, cattiva manutenzione degli edifici pubblici o loro uso eccessivo o inappropriato. E lo avevamo proposto a costo zero utilizzando personale già in pensione ma con una specifica conoscenza di merito. Un altro aspetto che non andrebbe sottovalutato è tutto quello che riguarda l’ordine pubblico fino alla costituzione, a livello di polizia municipale, di un corpo misto costituito da immigrati per favorire la conoscenza del quadro migratorio e dei possibili illeciti che in tale ambito si maturano ed anche per migliorare i rapporti con gli extra comunitari attraverso la consapevolezza d’essere compresi, consigliati, assistiti. Ma tutte queste cose e molte altre hanno un solo nemico: coloro che solo con il lassismo della pubblica amministratori possono lucrare e sviluppare i loro traffici illeciti. E se il pesce puzza da “la capa”, come si dice a Napoli, c’è poco da sperare in un cambiamento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Competitività e tecnologie

Posted by fidest on Monday, 13 June 2011

Sembra naturale che i giovani siano più portati ad assimilare meglio le novazioni tecnologiche in atto e, in primo luogo, il loro sistema evolutivo rispetto agli “anziani”. Ma questo non è tanto la conseguenza di una legge anagrafica quanto di una cultura che tende a definire la conoscenza entro e solo in taluni ambiti scolastici e a spingere gli altri a vivervi di rendita. Tutto questo rischia di far diminuire la competitività del sistema Paese a fronte di una popolazione che tende ad invecchiare senza potersi avvalere di una adeguato turn over per la ridotta natività. Una alternativa potrebbe solo venire da un maggiore impegno nella formazione tecnologica successiva all’età scolare sia pure praticata per tipo d’impegno. In altri termini manca una visione globale del come impegnare il capitale umano a seconda delle necessità ed anche delle capacità ricettive di ciascun soggetto. Quando ci capita di incontrare taluni giovani funzionari di qualche ministero e ci sorprendiamo di notare che pur disponendo di un pc sul loro tavolo di lavoro ci confessano che ne fanno un uso limitatissimo confessando di non saperlo adoperare, ci chiediamo se tale limitazione sia il frutto di una istruzione scolastica inadeguata o di pigrizia personale nei confronti del nuovo e del diverso. Sta di fatto che si dovrebbe partire dal convincimento che l’uso del pc non è una diminutio per il funzionario e che esso vada riservato alla segretaria o alla copisteria, ma che è uno strumento oltremodo sofisticato e non certo strumentalmente sostitutivo della macchina da scrivere solo perché ha una tastiera. Molto potrebbero fare le istituzione se a cominciare dai loro funzionari si prevedesse come curricolo la conoscenza approfondita dell’informatica applicata ai sistemi operativi più d’uso corrente. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Fondo strategico d’investimento

Posted by fidest on Sunday, 3 April 2011

“Ora più che mai dobbiamo guardare avanti con una strategia di supporto all’innovazione per rilanciare la competitività del sistema Paese. Al di là del fatto che questa norma viene varata nell’ambito della vicenda Parmalat-Lactalis, è necessario che, così riformata, la Cassa Depositi e Prestiti allarghi l’attenzione alle ‘piccole imprese altamente innovative’, il vero cuore della competitività del nostro Paese” così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec – l’Associazione per lo Sviluppo delle Biotecnologie (oltre 120 associati tra aziende e parchi scientifici e tecnologici), che fa parte di Federchimica, a commento all’articolo 7 del decreto legge omnibus, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Questo decreto dà il via libera a che la Cassa Depositi e Prestiti assuma partecipazioni in società di evidente interesse nazionale in termini di strategicità, sul modello del fondo strategico di investimento francese (Fsi). “Condividiamo in pieno la scelta di rifarsi al modello francese del fondo strategico di investimento. Questo fondo interviene, tra le altre, anche nelle piccole imprese innovative, in quelle cioè che investono in ricerca oltre il 30% del totale dei costi aziendali, e che hanno almeno un terzo degli addetti impegnati a questo scopo. Per fare un esempio concreto, in Francia questo fondo ha scelto di intervenire nel capitale di NicOx, azienda francese con know-how e laboratori di ricerca in Italia, acquisendo il 5,1% del capitale, per un controvalore di 20 milioni di euro. Anche le piccole imprese innovative del nostro Paese, che già sono state tagliate fuori dal Fondo di investimento per le PMI, che è riservato a realtà con fatturato sopra i 10 milioni di euro, meritano di essere supportate nel loro difficile cammino di crescita. “Queste realtà industriali producono quella conoscenza e quell’innovazione che, soprattutto in aree “tecnologiche” è pervasiva, e contribuisce, perciò, alla competitività generale del Paese”.

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Fonti rinnovabili: elementi inconciliabili

Posted by fidest on Friday, 11 March 2011

Oggi siamo davanti ad un sistema di incentivazione che crea due problemi non conciliabili: da un lato le legittime aspettative sollevate negli operatori, decisamente elevate visto che nel 2011 abbiamo già raggiunto gli obiettivi di potenza installata prevista per il 2020, dall’altro l’insostenibilità del carico sulla bolletta energetica delle aziende che dovranno subire ricarichi importanti, 20% e oltre, che rischiano di mettere fuori competitività interi settori energivori, come quello siderurgico ma non solo, esposti alla concorrenza internazionale.  Va vista quindi in modo positivo l’azione del Ministro Romani che ha coraggiosamente rimesso il tema in discussione.  Ma la discussione va fatta portando avanti una informazione completa e corretta, cosa purtroppo finora largamente assente sui quotidiani e sulle emittenti televisive.  E’ chiaro infatti che nessuno vuole l’abbandono del programma di sviluppo delle rinnovabili, ma questo programma va ritarato con misure di buon senso e costruite su dati certi e obiettivi; ad esempio portando gli incentivi ad un livello paragonabile a quello esistente negli altri Paesi europei, verificando che gli stessi incentivi siano decrescenti e commisurati all’effettiva innovazione tecnologica, con l’obiettivo di mirare al raggiungimento della piena autosostenibilità della tecnologia. Il tutto all’interno di un quadro generale che assicuri la tutela degli imprenditori che sono oggi già con installazioni avviate, ma verifichi anche l’effettiva cantierabilità dei progetti rispetto al territorio ed ai vincoli di gestione della rete elettrica, riformulando obiettivi progressivi di installazione che siano effettivamente sostenibili dal sistema Paese, magari privilegiando le tecnologie europee ed italiane in particolare.  Auspichiamo quindi che la discussione su questo importante tema possa continuare nel rispetto reciproco, ricordando che il Prodotto Interno Lordo nazionale è costruito con il lavoro di tutti e quindi non bisogna penalizzare alcuni settori o favorirne altri, lavorando sulla base di dati corretti e trasparenti.

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Farmacie e competitività

Posted by fidest on Tuesday, 11 January 2011

“Il futuro del settore farmaceutico dipende dall’efficienza e dalla competitività di tutte le parti. Gli auspici del presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Andrea Mandelli per un confronto più sereno e una visione comune all’interno della filiera del farmaco sono validi e condivisibili”. Queste le parole del presidente della Farmindustria, Sergio Dompé, in un’intervista esclusiva al nuovo quotidiano elettronico organo ufficiale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, dove affronta anche i risvolti della crisi economica e le possibilità di uscirne, a partire dall’innovazione. “La crisi che stiamo attraversando, e parlo soprattutto per l’Italia, non si è caratterizzata con picchi ben definiti e tali da far ipotizzare momenti di ripresa facilmente individuabili. Siamo piuttosto dinanzi a una crisi di sistema e soprattutto del sistema di competitività che ha governato l’economia negli ultimi decenni” ha proseguito Dompé. Il testo completo può essere letto nell’home page del FarmacistaOnline (www.ilfarmacistaonline.it), che con questa esclusiva licenzia oggi il suo primo numero”. Siamo stati la prima rappresentanza professionale italiana ad assicurare un quotidiano di informazione agli iscritti” dice il presidente della Federazione Andrea Mandelli. “Dopo quattro anni di innegabile successo editoriale abbiamo deciso di rinnovare la formula per offrire un ventaglio di argomenti ancora più ampio e un maggiore approfondimento, mantenendo comunque il carattere di immediatezza e tempestività che caratterizza la nostra attività editoriale on-line”. Il nuovo quotidiano, realizzato da Health Communication, partner storico della Federazione, editore dell’organo ufficiale a stampa della Fofi, Il Farmacista, e del Quotidiano Sanità, ha una duplice struttura. Da una parte un sito aperto al pubblico (www.ilfarmacistaonline.it) nel quale gli aggiornamenti vengono realizzati in tempo reale; dall’altra, l’invio, ai soli iscritti all’Ordine dei Farmacisti, di una News Letter quotidiana, dal lunedì al venerdì, che raccoglie e sintetizza le notizie e i fatti della giornata. In linea con il nuovo sito, la News Letter assume una nuova veste editoriale, consultabile in modo più comodo e funzionale grazie alla possibilità di linkare tutte le news del giorno, con i relativi approfondimenti. “Siamo certi che la nuova formula aumenterà ulteriormente la platea dei lettori e contribuirà a trasportare anche sul piano dell’informazione quel ruolo di fonte affidabile che il farmacista riveste da sempre” ha concluso Andrea Mandelli”.

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Reti amiche: tra palazzo Vidoni e Icbpi

Posted by fidest on Friday, 3 December 2010

Il Capo Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l’Innovazione tecnologica Renzo Turatto e il Direttore Generale dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane Giuseppe Capponcelli hanno firmato oggi a Palazzo Vidoni un Protocollo d’intesa per l’erogazione ai cittadini e alle imprese di diversi servizi delle Pubbliche Amministrazioni attraverso “Reti Amiche”. L’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (ICBPI) è la società a capo di un gruppo bancario che fornisce servizi e infrastrutture per la competitività e la crescita di banche, istituzioni finanziarie e assicurative, imprese e Pubblica Amministrazione. Attraverso le proprie controllate e  partecipate opera principalmente su quattro asset: sistemi di pagamento, monetica (carte di pagamento, ATM, POS)  securities services e servizi di outsourcing informatico e consulenza specializzati. ICBPI, nell’ambito del programma Reti Amiche, fornirà la rete accessibile su tutto il territorio e gli strumenti funzionali e di facile utilizzo per consentire al cittadino e alle imprese di usufruire dei servizi della PA.L’accordo, pienamente coerente con il ruolo che ICBPI  ricopre nel fornire efficienza e innovazione a clienti che sostengono lo sviluppo delle realtà locali del Paese, prevede lo sviluppo dell’erogazione di servizi pubblici verso i dipendenti, i cittadini e le imprese clienti attraverso i canali propri e delle banche socie e/o clienti  di ICBPI.
Il progetto “Reti Amiche”, creato e promosso dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, agevola il rapporto tra il cittadino e la PA. Reti Amiche offre  ai clienti dei servizi pubblici i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie dell’informazione e presenta la comodità di utilizzare reti già esistenti, vicine a casa, amichevoli, senza costi aggiuntivi. Il risultato è una migliore qualità del servizio  con minori costi, un servizio efficiente utilizzabile dai cittadini che hanno minor dimestichezza con Internet o che hanno minore mobilità fisica, l’apertura delle reti pubbliche alla collaborazione non solo tra di loro ma anche con le reti private. La firma del protocollo di oggi rafforza ancora di più i 60.000 sportelli Reti Amiche già attivi sul territorio nazionale grazie agli accordi già siglati nei mesi scorsi, tra gli altri, con Poste, Tabaccai e Unicredit.

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Competitività del sistema Italia

Posted by fidest on Thursday, 30 September 2010

Roma. Alla prima seduta del nuovo Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli utenti, oggi a Roma, le Associazioni di Consumatori Adiconsum, Adoc e Cittadinanzattiva si associano al recente appello del Presidente della Repubblica riguardante la oramai incredibile assenza, che perdura da oltre 4 mesi, del Ministro dello Sviluppo Economico.
Il monito del Presidente Napolitano – dichiarano congiuntamente le tre Associazioni – andrebbe fatto proprio dal Governo affinché doti l’Italia di una seria politica industriale capace di rafforzare la posizione del cittadino all’interno del mercato, e dia adeguato ascolto agli organi consultivi che ne rappresentano gli interessi. Da troppo tempo, purtroppo, il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, espressione delle istanze dei cittadini presso il Ministero dello Sviluppo Economico, viene trascurato nelle consultazioni che contano, e anche questo è un indicatore di sviluppo e di crescita che non c’è. È interesse delle stesse Associazioni dei Consumatori assicurare il massimo impegno per far funzionare al meglio il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, e l’auspicio  – alla vigilia del nuovo corso del CNCU – è che tale organismo venga consultato obbligatoriamente in tema di competitività, oltre che sui necessari provvedimenti di riforma delle Autorità di regolamentazione.

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Crisi competitività in Italia

Posted by fidest on Tuesday, 21 September 2010

“Le preoccupazioni del neo presidente della Telecom Bernabè sulla necessità di un recupero di competitività del nostro paese sono condivisibili. Se non si migliora la dotazione informatica siamo destinati ad un inesorabile declinio” così Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera, commenta le parole di Bernabè. “Se arranchiamo in competitività e rischiamo di rimanere ai margini è per colpa di questo governo che da 139 giorni sta privando l’Italia di un ministro dello Sviluppo economico, strategico e fondamentale per il rilancio del sistema paese. Berlusconi se ne infischia dei problemi, delle aziende che chiudono, di sapere che fine abbia fatto la banda larga e si tiene stretto l’interim dello Sviluppo per i suoi interessi personali. E’ per questo che Italia dei Valori ha presentato una mozione di sfiducia all’interim di Berlusconi. E’ ora che per una volta il premier pensi agli affari degli italiani e non solo ai suoi” conclude Borghesi.

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“Agire in tempo sulla politica energetica”

Posted by fidest on Sunday, 22 August 2010

L’Università di Harvard ha ospitato di recente una conferenza dal tema “Agire in tempo sulla politica energetica” nel corso della quale il direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini, ha presentato i nodi critici delle discussioni in corso sui cambiamenti climatici in ambito G8 ed ha segnalato l’urgenza di sviluppare una partnership efficace tra UE e USA per la promozione a livello globale delle tecnologie a basso contenuto di  carbonio.  A questo proposito, nel corso della conferenza è emersa con chiarezza la situazione di perdita di competitività degli Stati Uniti in materia di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie a basso contenuto di carbonio, e l’assenza di sforzi significativi per aumentare l’efficienza energetica. E la situazione non sembra poter cambiare a breve. Per gli americani, invece,  la congiuntura economica interna, e il tema dei cambiamenti climatici è percepito come un fattore di rallentamento della crescita, non come volano economico. D’altra parte si fa osservare che la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra dell’Unione Europea avrà efficacia solo se gli USA assumeranno analoghi impegni: infatti, l’impegno operosissimo (1% del PIL) dell’Europa per modificare il sistema energetico avrà un effetto simbolico sulla riduzione delle emissioni globali (2%), e solo un’iniziativa congiunta delle più forti economie (USA/Europa/Giappone) potrà dare risultati significativi.

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Alemanno ai leghisti: smettetela

Posted by fidest on Saturday, 17 July 2010

Roma. «Non c’è niente da fare: ha ragione Totti. Li conosco bene gli amici della Lega, quando arrivano a Roma appena eletti deputati, fanno la faccia disgustata e hanno l’atteggiamento diffidente. Poi, nel giro di qualche mese o anno, si innamorano della città e vorrebbero non più andare via  anche se ai loro elettori del nord devono continuare a raccontare la favola della Roma brutta e cattiva. È ora di farla finita con queste sfide provinciali. C’è una nazione da ricostruire e che deve dimostrare la propria competitività nei confronti degli altri Paesi e può farlo solo attraverso una Capitale internazionale come Roma». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Innovazione e competitività

Posted by fidest on Friday, 16 July 2010

Design, innovazione tecnologica e competitività sono stati i temi al centro del Convegno organizzato da Confindustria Lazio,insieme a Confindustria nazionale ed in collaborazione con ADI – Associazione Design Industriale, nell’ambito del progetto Innovazione x Competitività. Emilia Gangemi, Vice Presidente di Confindustria Lazio con delega alla Ricerca, Innovazione e Formazione, nel proprio intervento ha messo in risalto come “il design rappresenti oggi uno straordinario fattore competitivo per l’innovazione di imprese e territorio, in grado cioè di mettere in sinergia percorsi creativi e processi produttivi.” .
Di particolare interesse l’intervento di Nicoletta Amodio, Responsabile Ricerca e Innovazione di Confindustria, che ha posto l’accento sull’innovazione di prodotto quale contributo sostanziale al successo economico di un’azienda”.
Luisa Bocchietto, Presidente ADI, Associazione per il Disegno Industriale, ha ribadito come “il design italiano sia universalmente riconosciuto e come gli imprenditori dovrebbero puntare sempre più su questo importante fattore di differenziazione e di successo per aumentare le performance e la competitività delle proprie aziende”.
Giovanni Anzani, Presidente Assarredo ha invece enfatizzato le diverse dimensioni del design, come espressione forte dei cambiamenti socio-culturali e degli stili di vita in atto, come fattore strategico di rinnovamento e quale componente significativa dello sviluppo socio-economico, sottolineando come “esso costruisce un insieme pervasivo in cui le ricadute del processo innovativo riguardano anche gli aspetti di miglioramento culturale e sociale-politico delle competenze dell’impresa e del suo ambiente operativo”.
Il Convegno si è concluso con la presentazione di quattro case history da parte della ceramica Flaminia, della Effeebigi, della Luceplan e della Valcucine tesi ad avvalorare come il design rappresenti una leva di innovazione e sviluppo per l’impresa nonché una spinta all’internazionalizzazione;ciò a dimostrazione di come si possa incrementare il successo dell’azienda anche, a volte, partendo da piccole realtà imprenditoriali e prescindendo dal territorio di appartenenza.

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