Roma 18 novembre 2009, ore 9.15 Aula Álvaro del Portillo Università della Santa Croce – La giornata si dividerà in due parti. Al mattino verrà affrontata la funzione comunicativa del sacerdote in relazione alla sua consacrazione sacramentale. Sarà preso anche in esame l’esempio dei Padri della Chiesa nel loro ruolo di comunicatori e si concluderà con una riflessione pratica sull’omelia domenicale quale momento privilegiato della trasmissione della Parola. Durante la sessione pomeridiana si analizzeranno le conseguenze della testimonianza e della presenza del sacerdote nei diversi ambiti comunicativi: come dovrebbe mostrarsi nei mezzi di comunicazione, quale comportamento dovrebbe avere nelle circostanze in cui si rivela fonte informativa privilegiata. Per finire, si vaglierà l’impatto della serie televisiva della RAI “Don Matteo”, come esempio di fiction che riesce a comunicare la bellezza della vocazione sacerdotale. Vi parteciperanno, S.E.R. Mons. Mauro Piacenza, Segretario della Congregazione per il Clero; Mons. Paul Tighe, Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; il Rev. Giovanni D’Ercole, F.D.P., della Segreteria di Stato della Santa Sede; il Rev. Prof. Mario Maritano, dell’Università Salesiana; la dott.ssa Alessandra Caneva, co-autrice della serie Don Matteo; e i professori della Santa Croce Rev. Philip Goyret, Rev. John Wauck e Rev. Sergio Tapia.
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“La comunicazione nella missione sacerdotale”
Pubblicato da fidest su Lunedì, 16 Novembre 2009
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Il Ruolo dei Media
Pubblicato da fidest su Venerdì, 13 Novembre 2009
Roma, 26 novembre 2009, Campidoglio, Sala della Protomoteca Il Terzo Obiettivo del Millennio “promuove l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne”, due temi che l’IPS ha scelto di mettere al centro dell’intera produzione giornalistica, attraverso il programma “Communicating for Change: Getting Voice, Visibility and Impact for Gender Equality” Il seminario, organizzato durante i 16 Giorni di Attivismo contro la Violenza di Genere (25 Novembre-10 Dicembre), darà voce a giornaliste ed esperte di genere provenienti da tutto il mondo per parlare di come l’informazione e la comunicazione possano contribuire a fermare la violenza contro le donne. Rappresentanti di Association for Progressive Communication (APC) e del Global Media Monitoring Project, (monitoraggio globale della società civile su come i mezzi di informazione trattano i temi di genere) presenteranno metodi innovativi di trasmissione del messaggio sulla violenza. Fra i giornalisti, saranno con noi Laila Al-Shaikhli, anchorwoman di Al Jazeera; Najiba Ayubi, direttore della più importante agenzia di informazione afgana, The Killid Group, e Bianca Berlinguer, neodirettore del TG3. Insieme alle tante ONG e agenzie ONU presenti (fra cui Aidos, Action Aid, U.N. Millennium Campaign, UNIFEM, CAWTAR, FAO, IFAD, WFP) si parlerà di quali sono la responsabilità dei media, quando si comunica la violenza di genere. Con l’occasione, sarà presentato e distribuito il manuale per i media dal titolo “Reporting Gender Based Violence”, appena pubblicato da IPS Africa. Uno spazio speciale sarà dedicato al trentesimo anniversario della Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW). L’introduzione sarà a cura di Emma Bonino, vicepresidente del Senato. Il seminario ‘Il Terzo Obiettivo del Millennio e il Ruolo dei Media’ è la parte pubblica del “Support Group Meeting” organizzato ogni anno dall’IPS, nel quale il gruppo dei paesi donatori si riunisce per valutare l’operato dell’agenzia e rinnovare il loro sostegno. Saranno quindi presenti i rappresentanti dei governi di: Brasile, Finlandia, India, Italia, Giappone, Norvegia, Spagna, Uruguay, Belgio, Paesi Bassi, Sud Africa, oltre a IFAD, OIM, Oxfam, UNDP, UNIFEM, UNFPA, UNEP, World Bank, Group of 77.
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Viscom Italia 2009 in fiera Milano Rho
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 4 Novembre 2009
Milano. Apre il 5 novembre e prosegue fino a sabato 7 novembre in Fiera Milano Quartiere Rho la 21 edizione di Viscom Italia, la mostra convegno dedicata all’industria della comunicazione visiva e servizi per l’evento. Più di 500 fornitori internazionali, 40.000 mq di superficie espositiva, oltre 25.000 visitatori-preregistrati on line, 30 seminari, laboratori live, premi sono il biglietto da visita di un’edizione all’avanguardia. Moltissime le novità in campo per manifestazione che rivoluziona il classico concetto di fiera e che proporrà ai visitatori una finestra sul futuro, un luogo dove scoprire le nuove frontiere della comunicazione: tecnologie e materiali che permettono la creazione di mezzi di comunicazione al di là del tradizionale. Dal grande formato agli eventi aziendali, dall’allestimento del punto vendita alla textile promotion, dal shop fitting al digital signage. Un’occasione unica per conoscere quali sono le tecnologie che stanno emergendo e quali applicazioni sono già integrabili, come funziona, a che cosa serve, come si costruisce un progetto di comunicazione interattiva e per scoprire da vicino come raggiungere il cliente giusto, con il messaggio giusto, al momento giusto. Tanti i testimonial , le case history e i temi che animeranno il ricco programma di seminari. www.visualcommunication.it
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Tecniche di negoziazione e comunicazione persuasiva
Pubblicato da fidest su Lunedì, 26 Ottobre 2009
Bolzano, 2, 3 e 4 dicembre 2009 Scuola Provinciale per le Professioni Sociali via Santa Geltrude, 3. Il seminario si propone di offrire ai partecipanti un opportunità per conoscere i modi, i contenuti, gli stili, i linguaggi del parlarsi: leggere ed interpretare gli interlocutori della relazione per avvicinare, incontrare l’altro nella dimensione interpersonale ed organizzativa; sperimentandosi direttamente in esperienze di relazione che sviluppino competenze comunicative quali il saper dialogare, negoziare e persuadere. La comunicazione in presenza, l’arte dell’esserci parlando: la comunicazione verbale e non verbale, stili narrativi; il processo dialettico della discussione interpersonale: le differenze, lo scambio, il consenso; il processo dialettico della discussione organizzativa: la negoziazione distributiva e incrementale, le fasi e le strategie negoziali; l’inquietudine del persuadere: il difficile viaggio tra vero e falso.
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Comunicazione audiovisiva
Pubblicato da fidest su Venerdì, 23 Ottobre 2009
Presso il Dipartimento di Studi politici e sociali dell’Università degli studi di Parma nel prossimo anno accademico 2009-10 sarà attivato il Corso di perfezionamento “Fonti orali e metodi della ricerca storica e sociale per la comunicazione audiovisiva”, unico post-lauream universitario specificamente dedicato al tema. Esso è rivolto a tutti gli operatori che si occupano di comunicazione audiovisiva, per motivi di studio o per conto di enti e organismi di varia natura che con grande frequenza oggi sono soggetti produttori di strumenti audiovisivi. Esso ha l’obiettivo di offrire a operatori e professionisti presenti nel settore sia le regole di base e di metodo per un approccio scientificamente corretto alle fonti orali, sia le basilari norme e procedure tecniche per la raccolta, conservazione e valorizzazione, sia una gamma molto estesa di esperienze pratiche e laboratori relativi a loro impieghi nella realizzazione di prodotti audiovisivi. L’intento è quello di fornire le competenze non solo per gli usi tradizionali della ricerca storica, antropologica e sociologica con le fonti orali, ma anche quelle per gli impieghi nelle attività didattiche, nei servizi sociali, nelle mediazioni interculturali, nelle attività sanitarie, nella ricerca territoriale e ambientale, nella comunicazione interna di amministrazioni, imprese, organizzazioni. Il Corso è realizzato in fattiva collaborazione con il Centro studi per la stagione dei movimenti di Parma e con l’Istituto nazionale di sociologia rurale (INSOR), l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi di Roma, e il Laboratorio della memoria di Isola Dovarese (Cr); sono state interessate l’Associazione italiana di storia orale (AISO), la Survivors of the Shoah Foundation for the Visual History fondata da Steven Spielberg (Los Angeles), la Scuola di Pace di Monte Sole (Marzabotto, Bologna), l’Associazione Duccio Bigazzi per la storia d’impresa di Milano e l’Associazione italiana per le Scienze etnoantropologiche (AISEA). Il Corso comprenderà 160 ore di lezione e laboratori, che si terranno di preferenza nelle giornate di sabato per favorire la frequenza anche di coloro che lavorano. Potranno accedervi come perfezionandi coloro che siano in possesso di diplomi universitari e lauree di durata triennale o superiore del vecchio o del nuovo ordinamento universitario, nonché coloro che siano in possesso di diplomi triennali di Accademie, Conservatori e istituti assimilati. Potranno inoltre accedere coloro che siano in possesso di qualsiasi altro titolo di livello universitario riconosciuto previsto da ordinamenti di altri paesi, europei e non. I laureandi della sessione di novembre-dicembre 2009 potranno essere ammessi con riserva in attesa di laurea. Allo stesso modo, coloro che alla data del 31 dicembre prevedono di terminare gli esami curriculari. In difetto di titolo di studio universitario, potrà essere ammesso in qualità di uditore chi è in possesso di un titolo di scuola media superiore o di un’esperienza lavorativa ritenuta equipollente dai coordinatori.
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Alluvione nel messinese
Pubblicato da fidest su Lunedì, 19 Ottobre 2009
Prosegue l’impegno della Caritas “Oltre ai luoghi dove l’alluvione è stata più violenta, Giampilieri Marina e Giampilieri Superiore, Molino, Altolia, Briga Marina e Briga Superiore, Scaletta Zanclea, i danni riguardano anche altri villaggi – come Itala Superiore, Guidomandri, Cumia, Pezzolo – che sono diventati difficilmente accessibili per via di diverse frane che hanno ostruito le vie di comunicazione”. Così il direttore della Caritas diocesana di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, don Gaetano Tripodo, sottolinea che, a distanza di 15 giorni dall’alluvione che ha colpito i Comuni di Messina e di Scaletta Zanclea, la situazione è alquanto complessa. Molte famiglie sono state colpite da lutti e tra di esse alcune da più lutti nello stesso nucleo familiare. La Caritas diocesana si è resa presente sin dal primo giorno dell’alluvione con l’associazione “Nucleo Diocesano di Protezione Civile “ ad essa strettamente collegata, portando aiuto in coordinamento con la protezione civile regionale. Sono stati mobilitati volontari, provenienti dalle comunità parrocchiali, da gruppi e associazioni, per gestire il centro di raccolta di generi alimentari e vestiario presso il centro operativo della protezione civile di Messina, per coordinare l’animazione ricreativa e spirituale negli alberghi ospitanti quanti avevano perso la casa o era stata dichiarata inagibile.Oltre agli aiuti immediati in favore delle fasce più deboli della popolazione, si stanno valutando nel medio e lungo termine interventi per la realizzazione e il ripristino di centri socio-pastorali e a sostegno della ripresa socioeconomica di quanti hanno perso il lavoro.
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I Media e il Papa: un anno difficile
Pubblicato da fidest su Lunedì, 5 Ottobre 2009
Si tratta di un tema complesso e assai rilevante, considerata l’importanza assunta nell’odierna società globalizzata dai mezzi di comunicazione e i rischi connessi a un loro uso distorto, soprattutto oggi che, “in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede” Le perplessità di qualche commentatore, legate per lo più alla proiezione sul nuovo Pontefice degli stereotipi non sempre del tutto positivi riferiti al cardinale Ratzinger ovvero alla sua presunta scarsa capacità comunicativa, sono state ben presto superate o comunque ridimensionate da un giudizio più attento ai contenuti del magistero, e dal riconoscimento della particolare attrattiva esercitata dal Papa sulle folle nonostante il suo stile volutamente sobrio, incentrato sulla parola più che sui gesti. Una minore considerazione è stata invece riservata a taluni incontri densi di significato per la vita ordinaria della Chiesa, come le visite alle parrocchie di Roma, i colloqui con i gruppi e le catechesi del mercoledì, che in realtà rappresentano spesso l’occasione per un’attività di predicazione e testimonianza da parte del Papa che meriterebbe ben altro rilievo e approfondimento. La Chiesa deve rendere Dio presente in questo mondo e aprire agli uomini l’accesso a Dio. Questa missione si realizza anzitutto attraverso la preghiera, personale e liturgica, e richiede di avere a cuore l’unità dei credenti: sono queste, la preghiera e l’unità dei credenti, ulteriori priorità dell’attuale pontificato che coinvolgono tutti, ciascuno per la propria responsabilità. Se si ignora o trascura questo quadro di priorità nel quale si collocano i diversi interventi del Pontefice è difficile evitare rappresentazioni parziali e fuorvianti, critiche ideologiche e preconcette, letture volte a far dire al Papa ciò che egli con tutta evidenza non dice, fino ad alimentare persino forme di ostracismo estranee alla dialettica democratica. In tutti questi casi, una rappresentazione corretta avrebbe consentito di superare i fraintendimenti e di chiarire l’effettiva portata di interventi che, lungi dal giustificare talune aspre critiche ch si sono registrate, in realtà sviluppano coerentemente alcune linee guida del pontificato e le priorità sopra richiamate. É stata invece preferita una lettura parziale e non di rado francamente scorretta, che induce a domandarsi se in alcune componenti della cultura e dei mezzi di informazione non si stia facendo strada un anticlericalismo interessato a nascondere il vero volto della Chiesa e a distorcere il significato del suo messaggio, così che questo risuoni come incoerente o anacronistico e la Chiesa appaia animata solo dalla volontà «di alzare muri e scavare fossati», soprattutto in materia di etica. Sarebbe questa la Chiesa dei «no», nemica dell’uomo e indifferente ai suoi bisogni, oscurantista e contraria alla razionalità scientifica. Tuttavia, la Chiesa non può venire meno alla propria missione. Esprimere liberamente la propria fede, partecipare in nome del Vangelo al dibattito pubblico, portare serenamente il proprio contributo nella formazione degli orientamenti politico-legislativi accettando sempre le decisioni prese dalla maggioranza non può essere scambiato per una minaccia alla laicità dello Stato. (Angelo Card. Bagnasco Arcivescovo di Genova – in sintesi)
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Regione Lazio: sulla libera informazione locale
Pubblicato da fidest su Domenica, 4 Ottobre 2009
Roma. “Dal 2006 giace in Commissione “Vigilanza per il pluralismo dell’informazione” la mia proposta di legge volta a garantire e rafforzare il principio Costituzionale della libertà di comunicazione” è quanto dichiara Claudio Bucci, portavoce dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, alla vigilia della grande manifestazione sul tema dell’informazione che si terrà domani, a partire dalle 16:00, a Roma. “Sollecito per l’ennesima volta il Presidente della Commissione assegnataria del mio ‘Testo unico in materia di comunicazione’ a mettere immediatamente all’ordine del giorno dei lavori la proposta” continua Bucci “Non è ammissibile che dopo tanti anni l’argomento non sia stato affrontato e oggi, momento in cui addirittura occorre una manifestazione per pretendere che la Costituzione ed i suoi valori siano rispettati, diventa ancor più importante che il testo venga discusso: sarebbe una risposta reale, che tutela la libera informazione locale, contro le censure a cui è sottoposta l’informazione nazionale”. “Purtroppo questo Governo di centro destra calpesta le libertà costituzionali e a questo occorre reagire: sembra assurdo ma siamo nell’imbarazzante situazione di dover ribadire principi che davamo come ormai acquisiti. Ecco perché, a partire dalla Regione Lazio, dobbiamo dare un segnale: approvare un testo che, oltre a riformare l’intero sistema delle comunicazioni, garantista la libera espressione di ogni istanza presente sul territorio, sarebbe un passo di alto valore morale e civile” conclude il portavoce IDV.
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Disservizi Tlc. e regole per le conciliazioni
Pubblicato da fidest su Lunedì, 28 Settembre 2009
Al contrario di quanto accade quando il problema riguarda un meccanico, idraulico, supermercato, ecc., in caso di problemi con fornitori di servizi di telecomunicazione elettronica (gestori telefonici, fornitori di connettivita’, tv a pagamento), non si puo’ ricorrere immediatamente al giudice di pace o in tribunale. Se telefonate, fax e raccomandate non sortiscono effetto, occorre prima rivolgersi al Corecom regionale o altro organismo non giurisdizionale per una conciliazione obbligatoria. Lo impone la delibera dell’Agcom n. 173/07/CONS. Ricevuta l’istanza, il Corecom comunica al gestore coinvolto e all’utente la data dell’udienza di conciliazione. A contestazione in corso, il gestore telefonico deve fermare tutto: nessuna intimazione di pagamento e/o minaccia di sospensione del servizio. Questo in teoria, nella pratica invece… non mancano le segnalazioni di utenti che, dopo aver presentato istanza al Corecom della propria regione, si vedono recapitare richieste di pagamento (relative ai servizi oggetto di conciliazione) da società di recupero crediti o direttamente dal gestore. E’ un abuso! La responsabilità può dipendere sia dai gestori, ben abituati ad eludere le prescrizioni di legge, sia dall’inefficienza dei Corecom, che lasciano passare molto tempo prima di dare comunicazione all’azienda coinvolta. Di sicuro a rimetterci e’ l’utente che, dopo aver subito un disservizio, dopo aver perso tempo ascoltando le inevitabili balle dei call center, dopo aver inviato fax e raccomandate e aver presentato istanza di conciliazione, si ritrovano la minaccia di sospensione del servizio. L’Agcom, che ha delegato molte funzioni proprio ai Corecom regionali, deve monitorare e prendere provvedimenti per porre termine a questi abusi.
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