“Chi si aspettava un cambio di marcia rispetto alla Presidenza di Emma Marcegaglia non può che essere rimasto deluso”. E’ questa l’opinione di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), rispetto alla presentazione dell’ agenda per il confronto con il Governo del neo Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha trascurato ogni serio riferimento ai consumatori.
“E’ sorprendente -dichiara Dona- che Confindustria continui ad operare come un normalissimo lobbysta senza preoccuparsi di aprire la propria politica ad una maggiore attenzione dei diritti dei consumatori: finché gli industriali non comprenderanno che la crescita deve necessariamente fare leva su una maggiore correttezza e trasparenza del mercato -conclude Dona- le nostre aziende perderanno competitività tanto sul mercato internazionale quanto su quello europeo”.
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Confindustria: manca attenzione per i consumatori
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
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Governo Monti: Si volta Pagina?
Pubblicato da fidest su sabato, 31 marzo 2012
Non direi e lo dimostro. Già nel precedente articolo (cliccare qui) ho indicato il background di questa nuova esperienza governativa e che ci ha portati, tanto per riallacciarmi al precedente articolo, ad avere la prova provata che nemmeno una maggioranza parlamentare qualificata è in grado di avviare il processo di rinnovamento del paese. E ora, come giustamente osserva l’on.le Massimo Donadi “Dopo il decreto Salva-Italia, da 30 miliardi finanziati dall’aumento delle tasse, all’aumento dell’Iva e delle accise, fino alle reintroduzione dell’Imu, non c’è traccia di alcun provvedimento per la crescita. Le misure adottate in passato, nel recente passato, stanno mostrando la loro efficacia? A quanto pare no. La mission del governo tecnico si sta rivelando impossibile per incapacità oggettiva e manifesta? A quanto pare sì. Il punto è non tanto quello di non opporsi alle riforme e di contribuirvi con spirito costruttivo, come dice Bersani. Il punto è di quali riforme stiamo parlando. Dell’articolo 18? Di quello che lo stesso presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha definito inutile per le imprese che non sapranno cosa farsene? Del decreto liberalizzazioni, un pannicello caldo deturpato, svilito, spolpato dalle grandi lobbies? E per il futuro? Cosa si prospetta all’orizzonte? A quali misure per la crescita sta pensando il governo “dei tecnici” per risollevare il Paese, per farlo uscire dalla recessione? Per ora, le uniche risposte che sono giunte sono state quelle a favore di banche e assicurazioni, non dei cittadini e delle piccole e medie imprese”. Per essere meno impietosi dovremmo dire che i limiti che si è posto questo governo non è quello del rilancio del paese ma solo per garantire i nostri creditori che possiamo essere solvibili non per quello che potremmo fare ma per le disponibilità che abbiamo. Non so se gli italiani hanno chiara la percezione del danno che stiamo ricevendo. Non mi riferisco alla nostra perdita del potere di acquisto, pur grave e che poteva essere evitata, con un carrello dei beni di prima necessità aumentato di circa il 5% mentre le retribuzioni (per via delle addizionali irpef, e di altri tributi in corso d’opera) sono calate del 4%, ma alla caduta verticale del prestigio istituzionale. Ci troviamo con un parlamento sotto “amministrazione controllata” ed umiliato con continui voti di fiducia e l’ammonimento a non cambiare i disegni di legge governativi e con un presidente della Repubblica passato nel giro di qualche mese da “salvatore della patria”, per via del ben servito dato al governo Berlusconi e alla sua fallimentare politica, a un difensore delle cause perse perché ha perso l’occasione per rimettere in gioco con un voto anticipato la volontà popolare e a far riassumere al Parlamento il suo ruolo istituzionale e al governo di trovarne la sintesi. D’altra parte è proprio i complimenti che dall’estero provengono a Monti che ci dimostrano quanto in basso siamo calati. Sembra un controsenso ma non lo è. E’ semmai lo stupore che possa accadere che un presidente del consiglio tartassi i suoi sudditi, in specie se poveri, e ne ricavi il convincimento di avere il loro consenso. A Napoli direbbero: cornuti e mazziati”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Università: eccellenze industriali
Pubblicato da fidest su giovedì, 20 ottobre 2011
Ancona 21 ottobre alla Facoltà di Economia Giorgio Fuà un’intera giornata di studi dal titolo “Le eccellenze industriali nella storia d’Italia”. Saranno tre le sessioni che si susseguiranno nella giornata dopo il saluto del direttore del Dipartimento, professor Francesco Maria Chelli: L’eccellenza industriale in una prospettiva storica, Innovazione ed eccellenze aziendali in una prospettiva storica; infine Il tema delle eccellenze imprenditoriali nell’economia italiana. Presieduta, la prima, dal professor Ercole Sori, che con Carlo Carboni, Roberto Giulianelli e Francesco Orazi compone il Comitato Scientifico del Convegno, vedrà gli interventi dei professori Franco Amatori dell’Università Bocconi, Milano (Imprenditori e innovazione nella storia d’Italia); Pierangelo Maria Toninelli dell’Università Bicocca, Milano e Michelangelo Vasta dell’Università di Siena (Tipologie imprenditoriali nella storia del capitalismo italiano); Marco Moroni di Univpm (Istruzione tecnica e traiettorie imprenditoriali in un’ottica comparativa regionale tra Ottocento e Novecento). Dopo la pausa caffè, la seconda sessione, presieduta dal professor Amatori, vedrà l’apertura dei lavori affidata al professor Roberto Giulianelli di Univpm (Brevettare l’eccellenza nell’Italia del Novecento), cui seguiranno gli interventi dei professori Marco Cucculelli (I fattori dell’eccellenza: innovazione, governance, imprenditorialità) e Stefano Marasca con Sergio Silvestrelli di Univpm (Il mutamento dei paradigmi delle eccellenze aziendali). La terza sessione infine sarà presieduta da Carlo Carboni dell’Università Politecnica delle Marche, che introdurrà gli interventi dei professori Alessandro Sterlacchini di Univpm (Ricerca, brevetti e alta tecnologia in Italia); Pietro Alessandrini di Univpm (Banche, finanza e innovazione); Marco Simoni, dell’European Institute London School of Economics & Political Sciences (Le radici istituzionali del declino economico. Il modello italiano di capitalismo dal 1990); Francesco Orazi e Marco Socci di Univpm (Le imprese eccellenti in Italia. i risultati di una ricerca). Alle 17, infine, una tavola rotonda per concordare sulle caratteristiche de “Le imprese eccellenti in Italia” sarà moderata da Alberto Orioli, vicedirettore de Il sole 24 Ore e vi sono iscritti a parlare Massimo Bianconi, ABI, direttore generale di Banca delle Marche; Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Università di Trento; Gian Luca Gregori, preside della Facoltà di Economia “G. Fuà”; Alessandro Laterza di Confindustria, editore e vicepresidente della Luiss “Guido Carli”, Roma; Enrico Loccioni, imprenditore marchigiano; Marco Pacetti, rettore dell’Università Politecnica delle Marche.
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Serve un nuovo modo di fare politica
Pubblicato da fidest su lunedì, 10 ottobre 2011
Il risultato di questa mancanza di fiducia nella classe politica non e’ altro che un segno del profondo disagio e del presente malcontento delle famiglie e delle aziende, che non ha niente a che fare con destra e sinistra. Serve una grande alternativa che crei un nuovo centrodestra capace di dare risposte reali e pratiche che non sono quelle proposte dalla sinistra che sa solo strumentalizzare scelte che la gente fa per enfatizzare la propria critica situazione. Se vogliamo risanare le famiglie italiane serve una riforma economica atta a ridare vita e sopravvivenza alla piccola impresa che rappresenta la parte maggiore del settore economico del paese e che rappresenta le partite iva individuali, gli autonomi e le ditte a gestione familiare. Gli imprenditori sono stanchi, non ne possono piu’ di questo massacro mediatico che parla solo di sinistra, di bunga bunga e sfrutta l’unica arma di cui e’ fornita, l’odio verso Berlusconi . Fino a quando l’Italia sara’ governata da gruppi responsabili……solo del mantenimento delle proprie poltrone, da personalismi e da un opposizione incapace di creare un alternativa, l’unico modo per rilanciare una rinascita del nostro paese e’ la scesa in campo dei piccoli imprenditori. Protagonisti della rinascita del dopoguerra e sicuramente in grado di affrontare questa sfida di un paese lasciato allo sbando senza una strada da percorrere. Serve una nuova vita per il paese, un nuovo gruppo di politici che abbiano nel cuore la legalita’,che siano in grado di fare riforme impopolari, tagli pesanti alle spese ed ai privilegi di tutte le caste, Confindustria compresa. Ecco perche’ nella giornata di venerdi 14 ottobre presso il Caffe’ Letterario Pedrocchi di Padova alle ore 18.00 si terra’la presentazione del libro di Francesco Saverio di Lorenzo “ come Dia comanda” a cui seguira’ il dibattito sul tema “sicurezza lavoro e famiglia”.
Il Partito delle Aziende(PDA) si presenta come testimone di legalita’ nella politica nel lavoro e nella famiglia, filo conduttore e indissolubile per la serenita’ di ogni
persona. Parteciperanno al dibattito oltre al Presidente Fabrizio Frosio, Gianmario Ferramonti, kim Carrara e Riccardo Sindoca, il Gen. Cc Eduardo Sivori, il Gen Esercito Carmine Bennato, il Gen CC Basilio Viola, il Gen GDF Pietro Matarese ed il Gen Alessandro La Posta dei Corpi Sanitari Internazionali ed avra’ come moderatore Federico Tassinari di Mondolibero.
La legalità se portata come valore nella politica si riflette per inerzia sull’economia e sulle aziende, ecco perche’ il PDA promuove la serenita’ nelle famiglie come diritto inalienabile. (Fabrizio FrosioPresidente PDA)
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Accordo Confindustria-UniCredit
Pubblicato da fidest su martedì, 19 luglio 2011
Roma 20 luglio alle ore 14:00 si svolgerà presso la sala conferenze stampa di Confindustria in Viale dell’Astronomia 30, la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell’accordo Confindustria- UniCredit e delle nuove iniziative per il supporto e il finanziamento delle Reti d’impresa. La crisi ha messo in evidenza i gap del nostro Paese e come la piccola dimensione delle imprese italiane sia un freno nella competizione sui mercati globali. Il contratto di rete rappresenta una soluzione aggregativa che consente alle aziende di essere più forti insieme mantenendo la propria autonomia e sta avendo una diffusione sempre crescente. E’ necessario adesso rafforzare questo strumento e renderlo vantaggioso per tutti gli attori coinvolti: imprese, banche e investitori. Interverranno
Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, Federico Ghizzoni, AD di UniCredit Group e Aldo Bonomi, Vice presidente di Confindustria con delega alle politiche territoriali e distretti industriali e Presidente di RetImpresa.
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Nuovo vicepresidente assoartigiani
Pubblicato da fidest su sabato, 9 luglio 2011
Il Presidente di Confindustria Arezzo Andrea Fabianelli è stato eletto Vice Presidente di Assoartigiani, l’associazione nata nel maggio 2008 presso la sede
nazionale di Confindustria a Roma in Viale dell’Astronomia, con l’obiettivo principale di dare una casa comune alle imprese artigiane nel sistema Confindustria. “Assoartigiani ci permetterà di accogliere all’interno della nostra Associazione quella moltitudine di piccole imprese che, in fase di crescita, necessitano di una particolare e approfondita assistenza in più campi – spiega Andrea Fabianelli – possiamo aiutare queste aziende a strutturarsi offrendo loro il valore aggiunto e l’esperienza dell’assistenza e dei servizi della nostra Associazione, nati per coprire a 360° i bisogni e le esigenze di qualsiasi tipologia di azienda di ogni dimensione. Tra le aziende associate alla nostra Territoriale, abbiamo un numero rilevante di piccole imprese, agili ed inventive, che apportano un determinante contributo alla nostra economia – continua Fabianelli – la Vice Presidenza che ho l’onore di andare a ricoprire ci permetterà di riunire all’interno della nostra Associazione imprese piccole, medie e grandi, ciascuna con le proprie peculiarità, per consolidare la nostra posizione ed affrontare con vigore le sfide che ci aspettano”.
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Fiat: Preoccupante lettera Marchionne
Pubblicato da fidest su sabato, 2 luglio 2011
“Riteniamo preoccupanti sia la lettera inviata da Sergio Marchionne al Presidente Marcegaglia sia le comunicazioni di Fiat a Federmeccancia, dove si preannuncia un’uscita da Confindustria in assenza di opportune garanzie”. Lo dichiara Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, per il quale “l’accordo firmato il 28 giugno e i successivi passaggi intendevano anche trattenere all’interno del sistema Confindustria la più grande azienda manifatturiera d’Italia. Evidentemente le dure e prevedibili reazioni di un sindacato di categoria stanno nuovamente impedendo la serena riuscita di accordi che mirano al dialogo, alla concretezza e all’unità sindacale”. “A questo punto – conclude Centrella – diventa strategico e urgente, partendo dall’accordo del 28 giugno, arrivare alla stesura di un contratto nazionale del comparto Auto all’interno di Federmeccanica sia per garantire i livelli occupazionali del Gruppo sia dell’indotto. Una sfida a cui ci riteniamo assolutamente pronti”.
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Accordo Confindustria – Cgil Cisl Uil
Pubblicato da fidest su giovedì, 30 giugno 2011
L’accordo sottoscritto dalla Marcegaglia e dai segretari delle confederazioni collaborazioniste è la santificazione della dottrina Marchionne. Punto. Il Contratto nazionale non c’è più, rimane semplicemente un velo di copertura che dovrebbe evitare le efferatezze più brutali, ma è in totale balia della contrattazione aziendale che può stravolgerne legittimamente il contenuto al fine di adattarlo alle esigenze delle aziende in cui si deve applicare. E per farlo basta il 50% più uno delle RSU, la maggioranza democratica sembrerebbe salva, peccato che non c’è, nell’accordo, nessun accenno alla scomparsa della riserva di un terzo dei seggi delle RSU ai firmatari di contratto, e così il 50% diventa immediatamente 33% e così un terzo delle RSU decide sul contratto aziendale che deroga quello nazionale e nessuno può metterci bocca, tantomeno i diretti interessati, cioè le lavoratrici e i lavoratori che quell’accordo dovranno digerire.
Se poi tutto questo non bastasse il testo dell’accordo recita esattamente: “Per la legittimazione a negoziare è necessario che il dato di rappresentatività così realizzato per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro” non bisogna quindi avere il 5% dei voti e il 5% degli iscritti calcolato sui lavoratori complessivamente sindacalizzati come funziona oggi nel pubblico impiego, ma il 5% si calcola sul totale dei lavoratori della categoria!! Siamo alla definitiva conclusione del sogno di avere in Italia una qualche pur minima forma di pluralismo sindacale. Nessuna organizzazione che non siano quelle firmatarie di questo accordo potranno mai raggiungere, in mancanza di migliaia di funzionari, in mancanza di quote sindacali, in mancanza di spazi democratici un tale livello di presenza in categorie che contano centinaia di migliaia di addetti in centinaia di migliaia di piccolissime, piccole e medie imprese, che questa è la dimensione produttiva del nostro Paese!
Se a tutto ciò si aggiunge che nelle prossime ore sarà varata una manovra pesantissima da oltre 50 miliardi di Euro, circa 100.000 miliardi di vecchie lire, che colpirà direttamente i lavoratori dipendenti, i precari e i ceti popolari e nella cui pentola ci sono l’aumento di fatto delle tasse, l’aumento dell’età pensionabile, l’ennesimo blocco del turn-over nella pubblica amministrazione, l’ulteriore congelamento dei contratti per il pubblico impiego, l’aumento dei ticket sanitari e dell’IVA, tagli alle spese sociali ecc., allora diventa chiaro che questo accordo dovrebbe, funzionare da sigillo per impedire alla pentola di scoperchiarsi!
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Assemblea generale di Confindustria
Pubblicato da fidest su sabato, 25 giugno 2011
Arezzo. E’ in corso, presso la sede della Borsa Merci, l’Assemblea generale di Confindustria Arezzo che ha visto un’importante e qualificata partecipazione di autorità e di industriali. Nella parte privata dell’Assemblea si è proceduto alla votazione del nuovo vertice di Confindustria Arezzo. Il nuovo organo di governo degli industriali aretini sarà formato dal Presidente Andrea Fabianelli e da dieci componenti.
Gli altri componenti eletti in Assemblea insieme a Fabianelli sono i quattro Vicepresidenti: Alessandro Cantarelli, con delega al Marketing Associativo; Laura Del Tongo, con delega al Credito ed alla Finanza; Giuseppe Fabozzi, con delega alla Infrastrutture; Gian Giacomo Gellini con delega all’Education. A questi si aggiungono 3 componenti di diritto: il Past-President Giovanni Inghirami, il Presidente del Comitato Piccola Industria Dario Bonaguri, il Presidente del Gruppo Giovani Industriali Spartaco Comanducci. Completeranno la squadra di Presidenza, a luglio, i tre rappresentanti eletti dal Consiglio Direttivo che la Commissione di Designazione ha già ufficialmente individuato. Si tratta di Vittorio Municchi, che si occuperà dei Rapporti Interni, Fabrizio Bernini, incaricato di seguire il tema dell’Innovazione e Marco Sanarelli, cui spetterà il compito di sovraintendere i temi legati all’Ambiente, alla Qualità ed alla Sicurezza sui luoghi di lavoro. Già delineate le linee programmatiche della nuova Presidenza: “Continueremo ad affermare con forza la centralità del manifatturiero e ci concentreremo su alcune priorità fondamentali per le aziende: formazione, infrastrutture, credito, confronto con la pubblica amministrazione e servizi associativi – ha spiegato Fabianelli – sulla formazione stiamo portando avanti soluzioni, anche innovative, per mantenere una presenza forte della formazione universitaria ad Arezzo; per quanto riguarda le infrastrutture, lavoreremo affinchè le amministrazioni si impegnino in modo concreto su progetti fattibili; in merito al credito, ci impegneremo nei confronti delle banche per individuare una nuova finanza per la crescita; per quanto concerne il confronto con l’amministrazione locale sarà continuo, al fine di monitorare il rispetto degli impegni presi, dei programmi e degli accordi; cercheremo infine, in tema di servizi associativi, di dare risposte alle imprese in tempi sempre più rapidi”. (foto confindustria arezzo)
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Bene la vendita diretta a domicilio
Pubblicato da fidest su venerdì, 3 giugno 2011
«La Germania è tornata alla crescita pre-crisi, l’Italia ha fatto dieci anni di passi all’indietro». Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha lanciato il grido d’allarme: prima all’assise degli industriali di Varese poi durante quella dei colleghi bresciani. Parole chiare e forti: «Mancano le riforme, manca una nuova legislazione tributaria, manca uno slancio della politica senza il quale non si risolvono i troppi problemi dell’economia italiana». Un periodo nero, che non pare vedere la luce in fondo al tunnel quello dell’economia italiana. A portare un po’ di sereno è la vendita diretta a domicilio che, nel primo trimestre del 2011, ha fatto segnare un +3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, assestandosi oltre i 202 milioni di euro. I dati sono dell’associazione di categoria Univendita (Unione italiana vendita diretta) che raggruppa le più importanti aziende che operano in regime di vendita a domicilio. «Le parole della Marcegaglia sono molto chiare -commenta Luca Pozzoli, presidente di Univendita-. D’altro canto, il nostro comparto è l’unico che da sette anni, ancora prima dell’arrivo della crisi del 2008, continua a far registrare segnali di crescita sia sotto il profilo del fatturato sia per quanto riguarda il numero degli addetti alla vendita».
Nel dettaglio, il comparto più dinamico è stato quello della “cosmesi e accessori moda” che ha segnato un incremento del 6,3%, seguito dai beni durevoli casa (+3,9%) che, con il 77% di quota di mercato, rimane il comparto più importante della vendita diretta a domicilio. Da segnalare che tra gli altri beni e servizi spicca il settore “viaggi e turismo” con un incremento del 36,3%, nonostante i problemi registrati dal settore nelle destinazioni del Nord Africa, tradizionale meta per molti italiani. In calo il comparto beni di consumo casa (-15,9%). Sul fronte occupazionale, cresce il numero degli incaricati alla vendita che, nel primo trimestre 2011, raggiungono quota 55.336, con un incremento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2010. Da sottolineare la cospicua componente femminile, pari all’81,8% del totale degli incaricati delle aziende associate Univendita. «Per molti la crisi sta davvero lasciando il passo a una nuova crescita -conclude Pozzoli-, ma in Italia questi segnali paiono non arrivare. Per quanto riguarda il nostro comparto, possiamo solamente essere orgogliosi di poter dare risposte sempre più concrete e veritiere a chi è alla ricerca di un posto di lavoro o ha necessità di essere reintrodotto nel mercato occupazionale. I numeri di questi anni lo dimostrano: siamo una risorsa per il Paese». La vendita a domicilio è in netta controtendenza rispetto al commercio tradizionale. Secondo i dati Istat, nel primo trimestre del 2011 il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha registrato una diminuzione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2010. Le vendite della grande distribuzione sono diminuite dell’1%, mentre quelle dei piccoli esercizi commerciali sono in calo dello 0,9%. Il calo delle vendite al dettaglio dimostra che l’onda lunga della crisi continua a tenere compressi i consumi; nonostante questo la vendita diretta, grazie alle sue peculiarità, riesce a incrementare le vendite.
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Giovani e futuro
Pubblicato da fidest su venerdì, 20 maggio 2011
Siracusa 20 maggio presso il Grand Hotel Minareto a partire dalle ore 15:00, con il patrocinio della Provincia Regionale di Siracusa e della Città di Siracusa, grazie alla partnership con ERG, ISAB, Confindustria Siracusa e Giovani Imprenditori di Confindustria Siracusa, e in social partnership con Libera Terra.
Portavoce del mondo politico saranno il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il presidente della XI Commissione Lavoro Silvano Moffa, e nel corso dell’Assise sarà divulgato un messaggio da parte del Presidente della Camera Gianfranco Fini. La prospettiva istituzionale sarà invece affrontata dal consigliere parlamentare Luigi Tivelli, il presidente diConfindustria Sicilia Ivan Lo Bello, il prefetto di Siracusa Carmela Floreno, il presidente di Confindustria Siracusa Aldo Garozzo. A dar voce al mondo accademico e dell’istruzione saranno Giulio Sapelli, docente di storia economica dell’Università Statale di Milano, Gianni Bocchieri, capo segreteria tecnica del ministero dell’istruzione, Max Bruschi, consigliere del ministro Gelmini, e Miriam Cresta, direttore generale di Junior Achievement Italia. Mentre il panorama aziendale e imprenditoriale affronterà la questione giovanile attraverso gli autorevoli interventi di Jacopo Morelli, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Stefano Scabbio, presidente di Junior Achievement Italia e presidente di ManpowerGroup Italia e Iberia, e Francesco Galante di Libera Terra Mediterraneo.
A condurre l’animato dibattito, in un incalzante alternarsi di focus tematici e face-to-face con i principali attori coinvolti nella questione giovanile, saranno Francesco Guidara, capo redattore centrale di Class CNBC, e Nino Amadore, giornalista de Il Sole 24 Ore e scrittore.
Al termine dell’Assise andrà in scena “Mafie in pentola”, spettacolo di teatro civile-gastronomico interpretato da Tiziana Di Masi e promosso da Libera Terra, tratto da un viaggio all’interno delle cooperative, straordinario modello di impresa sociale giovanile, create da Libera in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia
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Marchigiani vertici Confindustria
Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 aprile 2011
Jacopo Morelli, 35 anni, ha presentato nella sede di Confindustria Marche il programma per la presidenza dei giovani di Confindustria e la squadra con cui intende portarlo avanti nel triennio 2011-2014. Dopo Milano e Napoli, la tappa marchigiana ha concluso il ciclo di presentazioni ufficiali della nuova leadership nazionale dei Giovani di Confindustria, sostenuta da uno schieramento molto
ampio di gruppi regionali. Della nuova squadra fanno parte due marchigiani: il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Marche Simone Mariani, ascolano, candidato alla Vicepresidenza nazionale, con una delega strategica alla crescita dei giovani imprenditori italiani: Organizzazione e sviluppo del Movimento e relazioni interne. Oltre a Mariani, incarico di rilievo anche per la presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Macerata Lucia Dignani, candidata a far parte del Consiglio Direttivo nazionale dei Giovani di Confindustria. “Ancona è una delle grandi ‘porte’ storiche della frontiera italiana con il Mediterraneo, migliaia di chilometri di costa da cui è transitata la nostra ricchezza del passato. Anche oggi il mare nostrum ha due grandi giacimenti di sviluppo, quello energetico e quello umano; l’attenzione è tutta indirizzata al primo, dimenticando la grande spinta alla crescita che l’immigrazione governata con lungimiranza può dare allo sviluppo di tutta l’Europa. Ma l’accoglienza, la solidarietà e l’inclusione non esistono senza garantire opportunità; che, purtroppo, oggi mancano anche ai nostri giovani” ha precisato Morelli. (giovani)
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La Regione Lazio e Roma non crescono
Pubblicato da fidest su giovedì, 7 aprile 2011
I dati resi noti dalla Confindustria sono preoccupanti, in particolare la disoccupazione giovanile al 31,1% è un primato negativo e davvero allarmante”. Lo afferma il senatore del Pd Raffaele Ranucci che così continua: “E’ palese l’assoluta assenza di una politica di sviluppo economico regionale ed è evidente che la Capitale non riesce più ad esprimere uno sviluppo economico e produttivo come nel passato. Il guardare solo nel brevissimo termine, occupandosi dei problemi giornalieri senza avere una visione ampia e di medio e lungo termine di uno sviluppo nel tempo, ha provocato, per i tanti settori romani, storicamente vivi, come l’edilizia, il turismo e i servizi, una stagnazione prolungata da cui è necessario uscire al più presto”.
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Arezzo: osservatorio confindustria
Pubblicato da fidest su sabato, 25 dicembre 2010
Diversamente da quanto rilevato a livello regionale, la provincia di Arezzo secondo la consueta indagine sul comparto manifatturiero condotta da Confindustria Arezzo e Camera di Commercio di Arezzo, nel terzo trimestre 2010 accelera il recupero produttivo sul 2009. L’indicatore della produzione dopo il +4,8% dei primi tre mesi dell’anno e il +3,6% del secondo trimestre si attesta adesso a +6,3% superando il dato regionale fermo a +3,5%. In un contesto generale di diffuso rallentamento, quello di Arezzo è indubbiamente un risultato positivo anche se il recupero dei livelli pre-crisi resta ancora lontano. In linea con quanto rilevato nella precedente indagine il fatturato raggiunge il +8,7% confermando una ripresa che anche in questa provincia risulta trainata dall’export con gli ordinativi esteri a +12,3% e quelli interni fermi a +2,9%. Resta negativo il quadro occupazionale che infatti, nonostante il lieve miglioramento rispetto ai primi mesi dell’anno, nel terzo trimestre 2010 flette del 2,8% dopo il -4,9% dei primi tre mesi dell’anno e il -3,2% del periodo aprile-giugno. A livello territoriale Arezzo si distingue per la miglior performance provinciale (dopo Livorno) confermando un percorso di ripresa in continuo miglioramento dall’inizio dell’anno. Positivi anche i risultati di Firenze e Lucca mentre le altre realtà rallentano rispetto ai primi mesi dell’anno.
A livello settoriale in questo trimestre a differenza di quanto rilevato nei mesi precedenti tutti i comparti sembrano aver agganciato la ripresa. L’unico dato negativo riguarda la gioielleria e bigiotteria che infatti continua a flettere, in termini produttivi, del 6,8% evidenziando anche significative difficoltà dal lato della domanda (-10,7% la componente interna e -4,5% quella estera). In recupero invece il sistema moda con un +13,2% del pelli e cuoio, un +4,6% delle calzature e un +2,6% del tessile e abbigliamento e il comparto della chimica allargata che, dopo il -21,3% del secondo trimestre, adesso torna sulla stazionarietà. In crescita la meccanica (+8,1%), l’industria alimentare (+2,6%), i metalli (+4,4%) e i minerali non metalliferi (+3,2%) ma il dato più significativo interessa l’elettronica e i mezzi di trasporto che infatti, dopo il +32% del secondo trimestre, sale adesso al 43%.
A livello dimensionale anche ad Arezzo come in Toscana sono le grandi unità produttive (oltre 250 addetti) ad evidenziare lo slancio maggiore. Nel terzo trimestre 2010 la produzione in queste imprese risulta cresciuta del 21,8% contestualmente ad incrementi del 19% della domanda interna e del 46% di quella estera.
Positivi i risultati anche per le medie imprese (50-249 addetti) che rispetto al 2009 salgono dell’8,8% in termini produttivi e del 15% in termini di fatturato confermando un’accelerazione degli ordinativi esteri. Ancora incerto il quadro delle piccole (10-49 addetti) che dopo il -2,9% del secondo trimestre dell’anno si stabilizzano adesso a +0,5% trascinando il fatturato su valori simili (+0,9%). Anche la domanda non appare particolarmente vivace: il mercato interno continua a flettere mentre quello estero segna un timido +1,9%. Continuano ad essere positive e superiori ai dati regionali e nazionali le vendite all’estero dei prodotti aretini: i mesi luglio-settembre 2010 si chiudono infatti con un positivo +38,4% dopo il +1,6% e il +18,2% dei primi due trimestri dell’anno.
A livello settoriale, in linea con quanto già rilevato nella precedente indagine, migliora l’export dei due principali comparti della provincia: i metalli preziosi e l’oreficeria che infatti si attestano rispettivamente a +60,3% e a +22% in linea con il dato vicentino e decisamente al sotto della performance del distretto alessandrino (+150% e +87%). Sono indubbiamente due risultati incoraggianti anche se fortemente inquinati dall’incremento del prezzo della materia prima e, limitatamente alla gioielleria, dall’andamento particolarmente drammatico del III trimestre 2009 tanto che il confronto con il 2008 resta negativo (-8%). Fra le altre specializzazioni nonostante il miglioramento dei prodotti tessili continua a flettere del 13,5% l’aggregato del sistema moda che risente infatti delle negative dinamiche dell’abbigliamento e dei prodotti del pelli e cuoio. In recupero invece gli altri comparti tranne la gomma, plastica e i minerali non metalliferi che tornano in terreno negativo. Va evidenziato che la performance dell’elettronica (+193%) è legata all’ottimo andamento di un ristretto numero di imprese e che i comparti dei mezzi di trasporto (+176%) e della farmaceutica (+223%) seppur in forte crescita rappresentano ancora meno dell’1% del valore delle esportazioni provinciali. Bene l’industria alimentare (+10,1%), i mobili (+38,3%) e la meccanica (+2,1% nonostante la frenata rispetto al precedente trimestre). Il valore delle esportazioni complessive del settore manifatturiero aretino nel terzo trimestre 2010 è pari ad un miliardo e trecento milioni.
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Aniasa aderisce a Confindustria
Pubblicato da fidest su venerdì, 26 novembre 2010
Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici, ha aderito direttamente a Confindustria. L’adesione, ufficializzata dalla Giunta di Confindustria, è stata annunciata oggi. Aniasa, che sin dalla sua fondazione ha fatto parte del sistema mediante l’adesione alla Federazione Imprese di Servizi (FISE), entra ora direttamente nella Confederazione di viale dell’Astronomia. Aniasa rappresenta oggi oltre il 95% del settore del noleggio veicoli a lungo e a breve termine e in fleet management. Fanno parte dell’Associazione tutti i principali player del comparto.“Si tratta di un passaggio storico per il nostro settore e per l’Associazione”, ha dichiarato il Presidente Roberto Lucchini, “che oggi si propone come soggetto istituzionale autonomo e indipendente all’interno del sistema Confindustria e autorevole interlocutore delle istituzioni”.
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