Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Conoscere la storia

Pubblicato da fidest su venerdì, 18 gennaio 2013

il dibattito culturale italiano si è imbattuto sul come e cosa leggere della storia dell’umanità recente e remota che sia. Al riguardo mi viene in mente quanto osservava Giulio Andreotti quando rilevava: “nel libro di storia con cui studia-vamo al liceo, sembrava che il genere umano avesse fatto solo guerre”. Si parlava di solo guerre. “Quella dei 30 anni, la guerra di successione, dei cento anni e via gi questo passo”. Si riservava solo mezza pagina alla creazione della stampa ed altrettanto si scriveva per la macchina a vapore, mentre la storia dell’arte era considerata come un acces-sorio, come la ginnastica insomma, cinquanta minuti alla settimana e così via.” Lo stesso discorso vale per la politica vissuta: è qualcosa che riguarda solo i professionisti della politica, secondo una vulgata ricorrente nell’opinione pubblica. In effetti, è proprio l’assenza di una diffusa pratica politica l’aspetto più deteriore della nostra cultura popolare. Noi oggi, più che mai, dovremmo creare in modo particolare nei giovani, ma anche i non giovani, un minimo di base di orientamento politico. Non va dimenticato come siamo nati e come siamo stati formati. Siamo stati formati su due grandi indirizzi: uno è l’importanza del metodo democratico che non vuol dire soltanto il rispetto delle forme istituzionali, ma vuol dire una coscienza effettiva anche di una democrazia che se è tale non può che essere socialmente evolutiva. E sta proprio ai giovani, poiché chi è più avanti negli anni non l’ha fatto, cercare di porre riparo ai guasti provocati dallo sdoppiamento del concetto di demo-crazia che è stata praticata in modo virtuoso in patria e negata, ipocritamente, nei paesi del terzo mondo. A questo riguardo vi è, persino, un certo ritorno di fiamma facendo regredire la democrazia nei paesi più sviluppati avallando un interesse politico partigiano e di convenienze lobbistiche. Se dobbiamo fare dei giovani i nostri convinti continuatori è necessario che proprio ai giovani sia offerta sufficiente materia per la costruzione di un mondo più egualitario, più giusto nel rispetto dei diritti fondamentali di vita e di riguardo per il nostro simile ovunque alberghi, e che essi acquistino la consape-volezza che questo cammino vada intrapreso con quelle che sono le doti più caratteristiche e significative della politica. (Riccardo Alfonso)

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Strage Capaci 23 maggio 1992: anniversario

Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 maggio 2012

“Ricordare la storia di chi ha creduto nello Stato e’ un dovere morale”, “Un personaggio come Falcone avrebbe avuto bisogno di una presenza forte al suo fianco da parte dello Stato”, “Giovanni Falcone non diede la sua vita per essere imbalsamato da morto”, “Falcone e’ stato una sorta di mito, e non soltanto per gli addetti ai lavori”, “E’ stato un personaggio fondamentale per l’Italia, nonostante le accuse che gli sono piovute addosso durante il suo lavoro”. Sono questi i pensieri principali di alcuni tra i piu’ importanti scrittori di libri dedicati a Giovanni Falcone, il giudice ucciso in un attentato il 23 maggio 1992.
A vent’anni dalla strage di Capaci, Libreriamo (www.libreriamo.it), il primo social book magazine ideato e diretto dal mood maker e presidente di Comunicazione Perbene Saro Trovato, volto alla promozione della lettura e dei libri, dedica uno speciale dedicato alla figura di Giovanni Falcone, attraverso le piu’ prestigiose firme italiane, da Saverio Lodato a Francesca Barra, che hanno parlato di lui raccogliendo testimonianze dirette e materiale riguardante la sua vita. La giornalista e scrittrice Francesca Barra ha di recente realizzato il libro “Giovanni Falcone, un uomo solo”. L’autrice sottolinea l’importanza di ricordare una figura importante come quella del giudice morto a Capaci 20 anni fa. “Ricordare la storia di qualcuno che crede nello Stato e nell’applicazione delle leggi, quando oggi sembra che le leggi siano contro la societa’ civile e lo Stato non piu’ un punto di riferimento, ho pensato che fosse un dovere morale”. Un ricordo che assume un significato ancora piu’ forte a pochi giorni di distanza dall’attentato di Brindisi, dove ha perso la vita la giovane Melissa. “Ci sono uomini che hanno calpestato il sangue di altri uomini e uomini che sono chiamati a pulirlo. Quello che e’ successo sabato a Brindisi e’ terribile, aberrante. Colpisce una generazione che stava smettendo di avere paura e tentando di tornare a combattere. Ma i giovani oggi vogliono pulire quel sangue versato. Non ignorano assolutamente cosa sta succedendo e questo e’ un grande valore della nostra societa’”.
Il giornalista e autore televisivo Giammaria Monti, oltre ad aver scritto il libro “Falcone e Borsellino: la calunnia il tradimento la tragedia”, nel 2007 ha realizzato il libretto dell’opera sinfonica “Falcone e Borsellino. Il coraggio della solitudine”, rappresentata in giro per l’Italia e all’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, alla presenza degli studenti e con Remo Girone a leggere il testo. A 20 anni dalla strage, Monti sottolinea l’importanza di non ripetere l’errore fatto con Falcone e Borsellino, ossia quello di delegittimare i magistrati che lottano contro la mafia. “Un personaggio come Falcone avrebbe avuto bisogno di una presenza forte al suo fianco da parte dello Stato, di un supporto. La cosa peggiore che puo’ accadere a uno che combatte la mafia e’ essere isolato”. “Ricordare quegli attacchi, le infamie, e’ un dovere nei loro confronti. Come diceva Primo Levi, chi non ricorda la propria storia, e’ condannato a riviverla”.
Il giornalista e saggista Saverio Lodato, autore di “Ho ucciso Giovanni Falcone: la confessione di Giovanni Brusca”, “La mafia ha vinto” e “Quarant’anni di mafia”, si chiede cosa penserebbe Falcone oggi della situazione italiana. “Giovanni Falcone non diede la sua vita per essere imbalsamato da morto. Lo infastidirebbero gli elogi retorici e ipocriti. Sapeva che a lui, e ai suoi colleghi del pool antimafia di Palermo, era toccato il compito di aggredire innanzitutto il profilo militare di Cosa Nostra. Ma sapeva altrettanto bene che sarebbe dovuto venire il tempo di recidere le complicita’ istituzionali economiche e politiche di Cosa Nostra. Che questo, a vent’anni dal suo sacrificio, resti in Italia un limite invalicabile, e’ la spiegazione del perché Cosa Nostra sia sopravvissuta a Falcone. Il che, in uno Stato moderno e civile, non sarebbe dovuto accadere”. Il giornalista palermitano Leone Zingales ha scritto in collaborazione con le sorelle del giudice il libro “Giovanni Falcone, un uomo normale”. “Scrivere di e su Falcone ha rappresentato un momento di riflessione sui temi della legalita’ e della lotta alla mafia. Falcone e’ stato una sorta di mito, e non soltanto per gli addetti ai lavori”. Zingales sottolinea l’importanza di ricordare una figura come Giovanni Falcone, soprattutto per i piu’ giovani. “Ritengo che conoscere il lavoro di una persona come il giudice Falcone e’ importante per le nuove generazioni, perché l’uomo Falcone ha sacrificato la sua vita privata nel nome del suo difficile lavoro ed il magistrato Falcone ha sacrificato tutto se stesso per debellare il cancro mafioso in Sicilia come nel resto del Paese.
John Follain, corrispondente del «Sunday Times» e prima dell’agenzia Reuters, scrive sull’Italia da anni. Ha gia’ pubblicato diversi libri, tra i quali “I 57 giorni che hanno sconvolto l’Italia” e “Gli ultimi boss”. Durante il suo lavoro, ha avuto l’onore di conoscere direttamente Giovanni Falcone. “Lo intervistai sette mesi prima che fosse ammazzato. Fui subito impressionato dal suo coraggio e dalla sua determinazione. Aveva degli ideali forti. E’ stato un personaggio fondamentale per l’Italia, nonostante le accuse che gli sono piovute addosso durante il suo lavoro. Non aveva voglia di parlare di se – lui era semplicemente un servitore dello stato. Alla domanda su cosa lo spingesse ? Solo la consapevolezza che ognuno deve fare il proprio lavoro. Basta.” “E’ importantissimo ricordarlo e parlare di figure come la sua, soprattutto per le nuove generazioni. Il suo ideale, la sua stima per lo Stato, dovrebbe rappresentare un modello per i giovani”.

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Isofestival sbarca a Roma

Pubblicato da fidest su giovedì, 12 aprile 2012

Roma 30 aprile, ore 22, L’Asino che vola, Via Antonio Coppi 12/d. Una grande serata di musica per festeggiare la pubblicazione del volume “Isofestival”, realizzato dal Mei (Meeting degli Indipendenti) in collaborazione con Rai Isoradio e “Rete dei festival”.
L’appuntamento è per il 30 aprile quando, sul palco dell’Asino che Vola di Roma, la band veronese le Maschere di Clara presenterà il nuovo album prodotto da Max Monti, manager dei Quintorigo. Sul palco si avvicenderanno, inoltre, numerosi altri artisti, come i Lemmings (prodotti da Piotta), Orlando Ef (che proporrà brani dal nuovo album “Yor11”), Carmine Torchia (in rappresentanza di “Musicacontrocorrente”), Eildentroeilfuorieilbox84 (prodotti da Trovarobato), Chiara Morucci (in rappresentanza del Premio Bindi), Piji (vincitore di 13 premi in vari festival), Legittimo brigantaggio (in rappresentanza di “Voci per la libertà”), Laika vendetta (che proporranno brani del loro album “Laika, Sylvia, Jeanne e le altre”) . Interverranno Giordano Sangiorgi, patron dei Mei, e molti altri operatori, organizzatori di festival e giornalisti. Il coordinamento e l’organizzazione della serata sono del giornalista Enrico Deregibus, membro del direttivo della “Rete dei Festival”.
“Isofestival. Viaggio nei festival musicali in Italia” (Editrice Zona) raccoglie le schede delle rassegne aderenti alla “Rete dei festival”, organismo che riunisce circa 150 festival musicali italiani per emergenti. Presentato in anteprima a London Live 2.0 (Rai Due) e sulle frequenze di Isoradio, è il primo catalogo dei festival musicali che – da nord a sud – animano la scena indipendente del nostro Paese, una delle guide più interessanti alla musica italiana dal vivo. Perché la nuova musica di oggi non passa soltanto dal web, ma da decine e decine di sudatissimi palchi, che ospitano ogni giorno centinaia di contest ed esibizioni, attraverso i quali si selezionano le migliori leve del futuro. Una ricchezza che va sostenuta e protetta, nel nome della lunga e gloriosa tradizione musicale italiana. L’Asino che Vola è un live club di Roma (in Via Antonio Coppi 12/d) diventato oramai punto di riferimento della musica emergente e non. Il locale, che l’8 febbraio scorso ha riaperto battenti in una nuova struttura di 400 metri quadrati, vuole essere un luogo di ritrovo per chi ha voglia di stare insieme, divertirsi, ascoltare, guardare, conoscere, scoprire, approfondire, ritrovare melodie, ritmi e parole. L’Asino che Vola, infatti, non è solo musica ma anche arte a 360 gradi, con le sue mostre, i suoi tavoli appositamente realizzati da giovani creativi, gli incontri multi espressivi e le domeniche teatrali.

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Speciale cultura “conoscere e vivere”

Pubblicato da fidest su domenica, 17 luglio 2011

Lunedì 18 luglio 2011 alle ore 21,30 su TGS sarà trasmesso lo “Speciale Cultura” dal titolo Conoscere e vivere ideato e condotto dalla giornalista Melinda Zacco. Lo “Speciale” tratterà i seguenti argomenti di cultura:
Si parlerà di Villa Bonocore-Maletto considerata una tra le più alte espressioni dell’età barocca in Sicilia, situata nella splendida Piana dei Colli – tra i siti preferiti dall’aristocrazia settecentesca palermitana.
Si intervisteranno: Rita Cedrini, docente antropologia culturale; Gabriele Arezzo di Trifiletti, proprietario del museo “Tre secoli di Storia”; Renato Barraja, proprietario di villa Bonocore; Valeria Michelucci, agronomo. Proprio in Corso Vittorio Emanuele, all’interno della Caserma Bonsignore, sede del Comando Carabinieri Sicilia in Palermo, sorge un gioiello dell’arte Arabo-Normanna dedicata a Santa Maria Maddalena. Un monumento Nazionale scampato alla demolizione.
padre Salvatore Grimaldi, cappellano della chiesa; Pasquale Hamel, storico; Patrizia Cannatella, architetto; ten. col. Antonello Bucciol, Stao Maggiore Legione Sicilia.

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“Apologia dell’ebraismo”

Pubblicato da fidest su sabato, 14 maggio 2011

Quest’opera di Dante Lattes, pubblicata per la prima volta dall’editore Formiggini nel 1923, all’interno di una collana di Apologie, continua ad essere un valido strumento per un primo, esaustivo approccio alla religione e alla cultura ebraica, ancora oggi poco o approssimativamente conosciute in Italia, ma alle quali tutti siamo largamente debitori. Se a ragione l’uomo moderno “non può non dirsi cristiano”, non è meno vero che la storia dell’umanità avrebbe preso una strada diversa, e senza dubbio peggiore, senza l’apporto fecondo e determinante del popolo ebraico. Conoscere l’ebraismo è, dunque, necessario per riflettere sulle nostre radici e, nel contempo, valutare se il nostro percorso ha pienamente tenuto conto degli insegnamenti morali e sociali elaborati dalla Chiesa e dalla intellighenzia di Israele.
Dante Lattes (1876-1965), uno dei maggiori rappresentanti dell’ebraismo italiano, è stato scrittore, giornalista (“Il corriere israelitico”, “Israel”, “La Rassegna Mensile di Israel”, del quale è stato direttore fino alla morte), traduttore, educatore, rabbino. Oltre al presente volume, si ricordano: “Commento alla Bibbia”, “Il sionismo”, e “Nel solco della Bibbia”. Prefazione di Giuseppe Laras, Nota di Claudio Vercelli, Edizioni La Zisa, pp. 122, euro 9,90
Le Edizioni La Zisa aderiscono ad “Addiopizzo” e a “Libera” di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati “pizzo free”.

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La politica del conoscere, amare, servire

Pubblicato da fidest su sabato, 22 gennaio 2011

Se limitiamo la nostra riflessione sugli ultimi accadimenti che hanno assegnato alla politica una svolta comportamentale discontinua rispetto al passato dobbiamo necessariamente parlare degli uomini che l’hanno gestita e quelli che lo hanno permesso con il loro consenso elettorale. La grande svolta l’abbiamo avuta con la caduta del muro di Berlino. Con essa si è dissolta una ideologia che aveva celebrato il primato del capitalismo di stato nei confronti di quello privato. Seguì un risveglio di perbenismo con una magistratura che prese di mira chi aveva fatto della politica un mercimonio. Ma crebbe anche la grande paura di una cospicua parte dell’elettorato per il vuoto creato da una Democrazia Cristiana trascinata nel fango dall’indegnità di taluni suoi uomini. Fu l’occasione che permise ad un parvenu dell’imprenditoria della comunicazione, che aveva già assaporato il piacere di gestire la politica nell’ombra, di uscire allo scoperto e fondare un partito sui resti di quelli che si erano dissolti. Creò anche le premesse per alleanze, ritenute proibitive, sia recuperando i voti del Msi, poi destra nazionale del fu già Giorgio Almirante e poi di Gianfranco Fini, sia con la Lega di Bossi con la sua idea della Padania e un vago sentore separatista. Questo nuovo leader non poté, comunque, sottrarsi al suo passato, al suo modo disinvolto di gestire i propri affari che, come tanti nodi, arrivarono puntualmente al pettine. E da 17 anni se li porta dietro non riuscendo a liberarsene del tutto, nonostante i numerosi marchingegni adoperati grazie anche alle acquisite leve del potere esecutivo e legislativo. Ma, pur con il grande potere che si è conquistato, e che lo ha convinto che tutto ora gli è permesso, forse non si è ancora reso conto che i “cinici e rassegnati italiani” non sono gli gnoccoloni che pensa ma lo hanno votato solo per necessità e non per virtù: si sono semplicemente turati il naso. Nonostante ciò vi è stato l’uomo che l’ha battuto elettoralmente e per ben due volte ma se ha gettato la spugna deve dire grazie ai suoi stessi alleati. Quest’uomo si chiama Romano Prodi. Ora neutralizzato il rivale più pericoloso continua a trovarsi con un elettore alle prese con un centro sinistra e la stessa area di centro destra che non riescono a cavalcare il cambiamento senza litigare e autoescludersi con i capricci da primi della classe. E la storia, pur con un clima differente e uomini diversi, continua a ripetersi: nel 1922 prevalse il fascismo di Mussolini perché gli oppositori erano divisi. Nel 1994 di nuovo litigiosi, pur essendo maggioranza sulla carta, e lo stesso si può dire negli anni successivi. Possibile che non hanno capito le lezioni del passato? Ora si vuole andare al voto ma chi sarà il candidato dell’opposizione? Uno, nessuno, centomila. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Speciale cultura “conoscere e vivere”

Pubblicato da fidest su lunedì, 22 novembre 2010

Martedì 23 novembre 2010 alle ore 19,30 su TGS sarà trasmesso lo “Speciale Cultura” dal titolo Conoscere e vivere ideato e condotto dalla giornalista Melinda Zacco. Lo “Speciale” racconta la storia del “Castello di Salemi” dove Garibaldi giunse nel 1860 e del “Museo della mafia”, realizzato grazie al suo sindaco Vittorio Sgarbi, che racconta 150 anni di storia della Sicilia.  Intervista: Vittorio Sgarbi, Sindaco di Salemi. INtervista: Bernardo Tortorici di Raffadali, Assessore Centro  Storico di Salemi.

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La criminologia

Pubblicato da fidest su martedì, 21 settembre 2010

Massimo Centini Comportamenti criminali e tecniche d’indagine Collana Tascabili 13×19,5  -  128 pagg. ISBN 978-88-7273-680-7  – € 6.50  Siamo talmente convinti di “conoscere” la criminologia grazie ai numerosi telefilm di successo sull’argomento, che ci sembra ormai sempre possibile individuare facilmente “chi è l’assassino”. La realtà è però ben altra cosa. Poiché la criminologia sta affascinando un pubblico sempre più vasto, questo libro si propone di fare chiarezza, rivolgendosi in maniera accessibile ai non addetti ai lavori che desiderano avere un quadro generale, sia dal punto di vista storico che da quello metodologico, fornendo anche indicazioni e curiosità.
Massimo Centini, antropologo e studioso di temi legati alle religioni, ha scritto per Xenia numerosi Tascabili tra cui Il cammino di Santiago e Il protestantesimo, e Il grande libro delle religioni del mondo nella collana Grandi Economici. Vive e lavora a Torino.

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Senza ali la cosina non vola

Pubblicato da fidest su sabato, 18 settembre 2010

Lettera al direttore. Io non lo sapevo. Non lo sapevo, nonostante l’età piuttosto avanzata. E magari, se non mi fossi soffermato ogni tanto ad ascoltare la pubblicità televisiva, avrei rischiato di giungere alla fine della mia vita senza conoscere cose importantissime sul mondo femminile. Mi riferisco a tutta quella pubblicità che reclamizza assorbenti con le ali e senza ali (senza ali sembra che la cosina non voli); salvaslip e salva – salvaslip dai mille profumi da sogno. Insomma, solo in prossimità ormai della vecchiaia son venuto a sapere che le donne hanno prurito, piccole perdite di pipì, e che sono maleodoranti. Io non lo sapevo.  E da una reclame, sempre riguardante le monde féminin, sono venuto a sapere che alle donne non piace il calcio. Ma sembra sia solo una voce. Lo dicono in giro. Io queste cose non le sapevo. Un bel grazie quindi ai signori della pubblicità, che hanno colmato le mie lacune. (Attilio Doni)

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Conoscere e vivere

Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 luglio 2010

07 luglio 2010 alle ore 21,30 su TGS sarà trasmesso lo “Speciale Cultura” dal titolo Conoscere e vivere ideato e condotto dalla giornalista Melinda Zacco. Lo “Speciale” tratterà i seguenti  argomenti di cultura: Palermo è protagonista nel 1700 di uno degli eventi artistici più significativi dell’epoca: l’arte di Giacomo Serpotta. Il suo segreto  stava indubbiamente in alcuni particolari accorgimenti che solo lui, e la sua famiglia, sapevano applicare. Un esempio di straordinaria bellezza è l’Oratorio di San Lorenzo. INTERVISTA: Salvatore Lo Bue, docente universitario di poetica e filosofia delle religioni; Pierfrancesco Palazzotto, vice direttore del Museo Diocesano. •  Da Palermo poi ci spostiamo, via mare con i mezzi della Guardia di Finanza, per approdare nell’isola di Favignana, la più grande delle isole Egadi, alla scoperta di una storia affascinante legata alla Tonnara della famiglia Florio.  •  Intervista: Gen. D. Domenico Achille, Comandante Regionale “Sicilia”; Silvio Manzo responsabile Beni architettonici di Trapani; Lucio Antinoro, Sindaco di Favignana; Clemente Veltrone, vice Rais; Paolo Zarcone, cantastorie.

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Benedetto XVI a Palermo

Pubblicato da fidest su sabato, 3 luglio 2010

Benedetto XVI, che ha accolto l’invito della Chiesa siciliana, sarà a Palermo il prossimo 3 ottobre 2010. Erano stati i vescovi di Sicilia a invitare il Santo Padre con una lettera del 23 maggio del 2009. “Una terra – spiegavano nella nota – dalle profonde radici cristiane, nella quale numerosi uomini e donne, lungo i secoli, accogliendo l’annuncio del Vangelo, hanno testimoniato Cristo con la santità della vita, spesso anche con il martirio. Di questa terra si vuole far conoscere al Successore di Pietro non solo la storia, ma anche l’attuale impegno comune delle diciotto diocesi per la costruzione del Regno di Dio e per un servizio concreto a favore dell’uomo, radicato nel tessuto vitale dell’intero territorio dell’Isola”. Momento centrale della visita del Santo Padre sarà la solenne celebrazione Eucaristica prevista alle ore 10 nella spianata del Foro Italico Umberto I. Accanto al Papa per la santa Messa tutti i Vescovi di Sicilia. Sarà folta, poi, la delegazione di giovani e famiglie provenienti da tutta l’Isola. Questi, peraltro, già nelle due giornate precedenti alla visita, saranno impegnati in manifestazioni culturali, occasioni di riflessione, confronto e intensi momenti di preghiera. In particolare, l’Ufficio regionale di Pastorale Giovanile e quello per la Pastorale Familiare della Conferenza Episcopale Siciliana organizzeranno un convegno rivolto alle équipes diocesane, ai responsabili di movimenti, associazioni, gruppi ecclesiali presenti nelle Chiese di Sicilia. Il tema della riflessione sarà “Si FIDAdiTE… Lo sguardo del coraggio.. per una educazione alla speranza”. Per l’appuntamento a loro rivolto, sabato 2 ottobre, i giovani incontreranno i Vescovi di Sicilia per l’iniziativa “Fontane di Luce, che avrà luogo in 20 chiese del centro di Palermo. In programma laboratori e riflessioni degli esperti che daranno elementi concreti per la programmazione dell’azione pastorale nell’Isola. I relatori e gli esperti invitati al convegno sono persone di alto spessore culturale, sociale e religioso, che vivono e operano nella nostra regione. Nel pomeriggio di giorno 3 ottobre, alle 17, Benedetto XVI incontrerà il clero, i membri di vita consacrata e i seminaristi in Cattedrale. Alle 18, in piazza Politeama, si svolgerà l’happening con i giovani provenienti da tutta l’Isola.

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Albania: conoscere, fare affari, investire

Pubblicato da fidest su martedì, 29 giugno 2010

Saranno i temi del seminario che la Camera di commercio di Udine organizza per mercoledì 30 giugno, alle 10.30, in Sala Valduga. L’appuntamento, che sarà introdotto dal vicepresidente della Cciaa Marco Bruseschi, vedrà la presenza del presidente e del direttore delle relazioni internazionali della Camera di commercio di Tirana, Nikolin Jaka e Koli Sinjari, in questi giorni in visita in Friuli, che avranno il compito di introdurre il mercato albanese, illustrando le opportunità commerciali e d’investimento. Dopo il loro intervento, sarà la volta di Daniela Maizeni, rappresentante dell’Ente camerale di Tirana in Fvg, che spiegherà le modalità di approccio al mercato dell’Albania, cui seguirà la presentazione di un caso di successo di un imprenditorie friulano nel Paese balcanico, tramite la testimonianza di Paolo Marpillero, di Marpillero e associati Architetti. Settori di interesse prevalente per le aziende che vorranno partecipare all’approfondimento sono logistica, nautica, turismo, costruzioni, energia e ambiente.
L’Italia è uno dei principali partner commerciali per l’Albania. Secondo dati Istat, il Pil reale è cresciuto del 6% su base annua nel primo trimestre del 2009, con una crescita su base quadrimestrale rallentata all’1,1%. Per il 2010 è prevista una crescita del 3%. Per l’Albania, dunque, sia per la vicinanza geografica, sia per gli intensi rapporti politico-commerciali, l’Italia rappresenta il principale mercato di sbocco, con interessanti possibilità per le nostre imprese.
Il valore dell’interscambio negli ultimi anni è in costante aumento, con saldo commerciale stabilmente positivo per l’Italia.

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“Conoscere e vivere”

Pubblicato da fidest su martedì, 22 giugno 2010

23 giugno 2010 alle ore 21,30 su TGS sarà trasmesso lo “Speciale Cultura” dal titolo Conoscere e vivere ideato e condotto dalla giornalista Melinda Zacco. Lo “Speciale” tratterà i seguenti argomenti di cultura:  Palermo è protagonista nel 1700 di uno degli eventi artistici più  significativi dell’epoca: l’arte di Giacomo Serpotta. Il suo segreto  stava indubbiamente in alcuni particolari accorgimenti che solo lui, e la sua famiglia, sapevano applicare. Un esempio di straordinaria bellezza è l’Oratorio di San Lorenzo.  Intervista: Salvatore Lo Bue, docente universitario di poetica e filosofia delle religioni; Pierfrancesco Palazzotto, vice direttore del Museo Diocesano. Da Palermo poi ci spostiamo, via mare con i mezzi della Guardia di Finanza, per approdare nell’isola di Favignana, la più grande delle isole Egadi, alla scoperta di una storia affascinante legata alla Tonnara della famiglia Florio.   Intervista: Gen. D. Domenico Achille, Comandante Regionale “Sicilia”; Silvio Manzo responsabile Beni architettonici di Trapani; Lucio Antinoro, Sindaco di Favignana; Clemente Veltrone, vice Rais; Paolo Zarcone, cantastorie. WWW. ITALIAONLINE.TV  (Melinda Zacco)

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Scuola per insegnare l’anticontraffazione

Pubblicato da fidest su lunedì, 31 maggio 2010

In questi tempi così drammatici per l’immagine del pubblico impiego e per le tasche dei lavoratori pubblici, a fronte della campagna di stampa denigratoria trasversale che da lungo tempo si è abbattuta sul nostro settore, è bello poter registrare uno dei tanti aspetti positivi che l’attività pubblica comporta a livello sociale e che la rende esclusiva rispetto al lavoro privato. Nel mese di febbraio, la UILPADOGANE LAZIO si era fatta promotrice di un accordo tra la Direzione Regionale di Roma e il Comune di Roma, finalizzato  a  realizzare, promuovere e sostenere l’iniziativa “FALSTAFF per le scuole “avente l’obiettivo di contrastare l’uso di prodotti contraffatti e non sicuri nel mondo giovanile attraverso un’azione informativa ed educativa volta a far conoscere le conseguenze  economico-sociali ed i rischi per la salute e l’ambiente derivanti dall’uso di tali prodotti. E’ opportuno sottolineare che l’Agenzia delle Dogane copre un ruolo principale a livello comunitario nella lotta alla contraffazione internazionale, e nel tempo – al fine di arginare l’ingresso di prodotti contraffatti sul territorio nazionale e comunitario – ha dato l’avvio al progetto FALSTAFF (Fully Automated Logical SysTem Against Forgery & Fraud) finalizzato al contrasto della circolazione di prodotti contraffatti e non sicuri attraverso , tra l’altro, la possibilità di consultare un Portale Internet per acquisire elementi utili a riconoscere un prodotto autentico da uno contraffatto e per prevenire l’acquisto e l’uso di prodotti non sicuri secondo le informazioni fornite per via telematica dai titolari dei diritti di proprietà intellettuale e dalle associazioni di categoria. L’accordo, sottoscritto a livello nazionale  per l’Agenzia delle  Dogane dal Direttore Centrale Tecnologie per l’Innovazione d.ssa T. Alvaro e il Ministero dell’ Istruzione dell’Universitàe della Ricerca, avrà – nel prossimo futuro -  applicazione nelle singole Regioni ed in tal senso la UILPA Dogane Lazio ha chiesto al Direttore Regionale per il Lazio e  l’Umbria la costituzione di un team di formatori  specializzato che possa garantire un’omogeneità e continuità di informazione adeguata alla platea di discenti che si andrà a sensibilizzare. La possibilità di mettere al servizio degli studenti la professionalità del personale doganale, per sensibilizzare le giovani coscienze su fenomeni importanti che incidono sulla nostra vita quotidiana (ricordiamo in proposito anche gli incontri dei colleghi dell’Ufficio delle Dogane di ROMA 2  presso le scuole romane sul fenomeno della tossicodipendenza ) è un ulteriore aspetto di come il lavoro pubblico possa fare la differenza  e debba essere considerato non un costo ma un investimento da un ceto politico che pensa ormai, purtroppo, soltanto a far quadrare i conti con tagli trasversali e non selettivi.

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Speciale Cultura: Conoscere e vivere

Pubblicato da fidest su lunedì, 22 marzo 2010

Martedì 23 marzo 2010 alle ore 19,30 su TGS sarà trasmesso lo “Speciale Cultura” dal titolo Conoscere e vivere ideato e condotto dalla giornalista Melinda Zacco. Lo “Speciale” tratterà i seguenti  argomenti di cultura:Sorvolando la città di Palermo, da un elicottero della Guardia di Finanza, giungeremo alla Caserma Cangialosi, in via Cavour, sorta come convento nel 1428, per opera dei Padri domenicani, che fecero edificare il vasto complesso religioso al posto di una precedente chiesa del 1300. Intervista al  Generale C.A. Mauro Michelacci, Comandante interregionale dell’Italia sud-occidentale della Guardia di Finanza; Don Andrea Di Paola, Cappellano militare capo del comando regionale Sicilia della Guardia di Finanza;  avv. Lino Buscemi, scrittore. Da Palermo ci spostiamo a pochi chilometri per raggiungere, via mare, Terrasini, dove sorge il Palazzo D’Aumale, oggi Museo Regionale. Intervista a Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare Regione Siciliana; Valeria Li Vigni, direttrice di Palazzo D’Aumale; Silvano Riggio, prof. ordinario di ecologia.  WWW. ITALIAONLINE.TV

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