Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Posts contrassegnato dai tag ‘controllo’

Nuove norme per la supervisione dei bilanci della zona euro

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 marzo 2013

Le nuove norme approvate martedì dal Parlamento sono volte a promuovere la crescita e aumentano i poteri di sorveglianza e di veto sui bilanci dei paesi della zona euro della Commissione, rinforzandone allo stesso il controllo democratico. La normativa introduce anche regole per i paesi che richiedono assistenza finanziaria all’UE.I deputati, guidati da relatori Jean-Paul Gauzès (PPE, FR) e Elisa Ferreira (S&D, PT), non hanno radicalmente modificato gli obiettivi originali del pacchetto legislativo, ma hanno aggiunto una serie di disposizioni per assicurare che la necessità di stimolare la crescita e l’occupazione sia tenuta in debito conto. Hanno anche inserito molte clausole per migliorare la trasparenza e la responsabilità democratica del sistema di supervisione.

Pubblicato in: Politica, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Farmacovigilanza, la maggioranza dei farmacisti ne fa poca

Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012

Pure per il 2011 L’Italia si riconferma tra i primi della classe nella farmacovigilanza, grazie anche all’importante contributo dei farmacisti. Non di tutti, però. Anzi, per essere precisi i meriti vanno soltanto a una ristretta parte, quella rappresentata dai farmacisti che lavorano nelle strutture pubbliche. La spiacevole verità arriva dai dati dell’Aifa sulle segnalazioni di eventi avversi ricevute nel corso dell’ultimo anno. Come già scritto (vedi F33 di giovedì scorso) nel 2011 sono state registrate 21.473 reazioni sospette, per un tasso di 356 segnalazioni ogni milione di abitanti. Come già l’anno prima, l’Italia si colloca così nel ristretto club dei paesi che dispongono di un sistema di farmacovigilanza avanzato, perché capaci di collocarsi al di sopra del tasso che per l’Oms rappresenta il “gold standard” di riferimento, cioè 300 segnalazioni per milione di cittadini.Tra le cifre dell’Aifa, tuttavia, non tutto luccica come oro. Innanzitutto esistono ancora forti differenze a livello regionale, tali per cui il superamento della soglia di cui s’è detto è di fatto merito solo di quattro Regioni (Lombardia e Toscana hanno fatto registrare tassi superiori alle 800 segnalazioni per milione di abitanti e da sole sommano più della metà delle segnalazioni registrate nel 2011). Stesse distanze da un analisi in base alle professioni: i medici sono in testa alla classifica con il 55% delle segnalazioni, seguit i al secondo posto dai farmacisti con il 12% (ancora più staccati gli operatori dei distretti e, al quarto posto, i medici di famiglia). Per i farmacisti parrebbe una performance di cui andare fieri, ma come si è detto così è solo in apparenza: «La maggior parte delle segnalazioni» osserva infatti l’Aifa «proviene da tre regioni, Lombardia, Toscana e Campania, dove alcuni farmacisti ospedalieri sono coinvolti in un progetto di monitoraggio attivo». In particolare, puntualizza ancora l’Agenzia, «il 70% delle segnalazioni 2011 provenienti da farmacisti è stato inviato da 10 farmacisti ospedalieri inseriti in questo progetto». In altri termini, delle 2.530 segnalazioni “addebitate” alla professione, soltanto 760 circa possono essere rivendicate dalla categoria nel suo insieme. «Il “peso” dei farmacisti nella segnalazione spontanea» è l’inevitabile conclusione dell’Aifa «è ancora molto basso». È un dato da tenere in stre tta considerazione nel momento in cui si parla di riforma della remunerazione e di compensi legati alle prestazioni professionali in farmacia. (fonte farmacista33)

Pubblicato in: Medicina, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Cancro e visite di controllo

Pubblicato da fidest su giovedì, 17 maggio 2012

Il 73% dei pazienti con una precedente diagnosi di tumore teme la recidiva della malattia, ma vive la visita di follow up (cioè l’insieme dei controlli clinici e strumentali successivi alla fine del trattamento) come un momento rassicurante, un modo per prendersi cura della propria salute. In meno del 20% dei casi questi controlli provocano ansia e preoccupazione. Il peso di questa attività non può però ricadere solo sull’oncologo, ma deve essere assorbito da più figure professionali, a partire dal medico di famiglia. È quanto emerge dalla prima indagine sull’organizzazione del follow up, che ha coinvolto sia gli oncologi che i pazienti, presentata oggi al Senato nella VII Giornata nazionale del malato oncologico organizzata dalla FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). L’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha promosso un gruppo di studio permanente in collaborazione con CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e FAVO su questo tema. “Il follow up – sottolinea il prof. Stefano Cascinu, presidente AIOM – ha un impatto fondamentale sulla qualità di vita e sulla riduzione della mortalità dei pazienti. È necessario creare strumenti operativi per realizzare una proficua collaborazione con altre figure professionali. Più del 90% degli oncologi afferma che il ruolo del medico di famiglia andrebbe valorizzato meglio”. Il modello organizzativo prevalente nel nostro Paese è quello “sequenziale”: dopo una prima fase di follow up esclusivamente specialistico, è prevista una completa delega del paziente al medico di medicina generale. “Ma il tempo che intercorre tra i due momenti – continua il prof. Cascinu – è variabile tra le diverse strutture (2-3, 5 o 10 anni) e non è trascurabile la percentuale di oncologi che dichiarano di mantenere in cura i pazienti per tutta la vita (55% nel caso delle neoplasie del seno e 30% di quelle del colon-retto). Il 35% dei pazienti riferisce di essere in follow up da più di 5 anni, a conferma che è diffusa, nelle oncologie italiane, la tendenza a proseguire indefinitamente questa pratica”. In Italia vi sono circa 2.250.000 persone (pari ad oltre il 4% della popolazione residente) che vivono con una precedente diagnosi di tumore. Il 57% di questi casi (pari a 1.285.680 persone) ha ricevuto la diagnosi di neoplasia da oltre 5 anni e rappresenta una quota rilevante di persone con bisogni peculiari. “Chiediamo – afferma il prof. Francesco De Lorenzo, presidente FAVO – che venga adottato un modello di ‘cure integrate’ che si caratterizza per una costante interazione tra i professionisti coinvolti nel follow up, in tutte la fasi della storia clinica della persona. Tale modello, pur non facendo mancare al paziente un riferimento sicuro, definisce un percorso di cura condiviso, garantisce un adeguato trasferimento delle competenze e distribuisce in modo più uniforme il peso dell’assistenza. Dal punto di vista delle risorse l’applicazione di un simile modello potrebbe contribuire a distribuire il carico assistenziale tra ospedale e territorio, evitando di privare il paziente e il medico di medicina generale del supporto dello specialista. Il mantenimento di un contatto con il centro di cura rappresenterebbe una garanzia di rapido rientro nel ‘circuito’ specialistico nel caso di sospetta ripresa di malattia.”
Le competenze necessarie sono articolate e non possono essere concentrate da un unico attore. Ripetuti studi clinici hanno documentato come non sia cruciale “chi” esegue il follow up: nel sistema sanitario anglosassone, ad esempio, sono stati testati con successo il follow up del medico di famiglia e quello infermieristico in alternativa al controllo specialistico, senza alcuna ricaduta negativa sull’anticipazione diagnostica e sulla soddisfazione dei pazienti. “La sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi di tumore è del 52% fra gli uomini e del 61% fra le donne – continua il prof. De Lorenzo -. È necessario prendere in considerazione tutti gli aspetti che incidono sulla qualità della vita dopo il tumore. L’oncologia moderna deve saper rispondere ai nuovi bisogni di salute delle persone guarite dal cancro. A questo si aggiunge il problema delle risorse: infatti, l’esplosione della domanda, non accompagnata da una seria riflessione organizzativa né da una adeguata programmazione sanitaria, sta mettendo in crisi le strutture oncologiche obbligandole a ridurre la qualità dell’offerta per poter mantenere i servizi”. Esiste inoltre un problema di appropriatezza delle procedure. “A fronte di numerose raccomandazioni istituzionali autorevoli contro l’uso eccessivo di accertamenti – conclude il prof. Cascinu -, nel follow up esiste una diffusa tendenza alla richiesta di esami, probabilmente non sempre appropriata. Il 53% delle persone riferisce di eseguire in media tre o più esami per ogni visita. Un dato coerente con quanto riportato dagli oncologi. L’elemento fondamentale della visita di follow up è rappresentato dall’esame clinico, che consiste nel riscontro anamnestico e nell’esame obiettivo. A ciò si aggiungono pochi accertamenti di laboratorio e strumentali che, almeno per le patologie oncologiche più frequenti, sono definiti a priori e sono limitati. Solo in caso di sospetto su base clinica si eseguiranno approfondimenti diagnostici più complessi. La ricerca clinica ha dimostrato in diversi settori oncologici che metodiche di follow up strumentale più intensive non producono reali vantaggi in termini di sopravvivenza complessiva. Il problema del corretto impiego delle risorse assume un’importanza rilevante: i tempi e gli strumenti diagnostici utilizzati dovrebbero essere rigorosamente definiti”. Al questionario, contenuto nel IV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, hanno risposto 395 pazienti (nel 62% dei casi i sondaggi sono stati compilati da donne con cancro del seno) e hanno partecipato circa cento strutture.

Pubblicato in: Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Il controllo politico di internet in Cina

Pubblicato da fidest su giovedì, 3 maggio 2012

Arriva in libreria il saggio di Consuelo Cannas, Il controllo politico di internet in Cina, Edizioni Ex Libris, pp. 80, euro 9,90 (ISBN 978-88-96867-05-1) Internet ha subito svelato, fin dalla nascita, tutte le sue potenzialità. Molte le democrazie che sono cambiate grazie alla Rete e attualmente le dittature faticano a controllare i sempre più numerosi blog di cittadini che richiedono un cambiamento. In questo contesto si inserisce la Cina che, dal modesto inizio di 2.000 naviganti, ora ne conta più di 100 milioni. Costretta dall’arrivo della new economy ad aprirsi al mondo esterno, la Repubblica popolare non ha voluto però concedere ai cinesi la piena libertà e così il Governo ha ingaggiato una vera propria guerra cibernetica fatta di censure, controlli, restrizioni e arresti per mantenere lo status quo della nazione. Fino a quando la Cina riuscirà a bloccare il rilevante numero di blogger che chiedono libertà e democrazia? Sarà dunque proprio grazie alla Rete se ci si avvierà verso questo sbocco? Quesiti a cui questo libro cercherà di dare una risposta, compiendo un’analisi della situazione cinese e delle sue contraddizioni.Da sempre appassionata di cultura cinese, Consuelo Cannas si è laureata a “La Sapienza” di Roma discutendo la tesi dal titolo “Il controllo politico di Internet in Cina”. Ha vissuto per lavoro nel continente asiatico, operando tra Pechino e Singapore, e lì ha potuto constatare come, con il passare del tempo, la politica cinese si sia fatta sempre più impermeabile grazie all’isolazionismo applicato dal governo, che vuole a tutti i costi impedire le contaminazioni esterne, salvo rare eccezioni, per mantenere il proprio status quo. http://www.exlibris.in

Pubblicato in: Estero, Politica | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Gb, in farmacia microchip per regimi farmacologici complessi

Pubblicato da fidest su venerdì, 20 gennaio 2012

English: Several assorted integrated circuit c...

Image via Wikipedia

Lloydspharmacy, catena di farmacie britanniche, ha firmato un accordo con la società californiana Proteus Biomedical per commercializzare un sistema di monitoraggio dell’assunzione di farmaci in regimi complessi costituito da un cerotto da applicare sulla pelle e da un microchip, che va ingerito. Le informazioni raccolte vengono trasmesse via bluetooth a un dispositivo come un smartphone che in mano al paziente o a chi se ne prende cura, permette di avere traccia dei farmaci assunti o magari dimenticati. Il cuore di questa tecnologia, che è stata chiamata Helios, consiste in un chip piccolo quanto un granello di sabbia, formato da un sottile strato di silicio che separa rame e magnesio, che è, a tutti gli effetti, una batteria microscopica che genera una corrente elettrica quando si trova in un ambiente acido come lo stomaco. Tali correnti vengono rilevate dal cerotto attaccato alla cute del paziente, più o meno con lo stesso principio con cui si esegue un elettrocardiogramma. Il patch è stato progettato per essere indossato per sette giorni e il sistema, che sarà in vendita in Gran Bretagna a fine anno, avrà un costo di 50 sterline al mese e sarà offerto a malati di diabete e con problemi cardiaci cronici. «L’idea è di dare tranquillità a individui alle prese con complicati regimi terapeutici e metterli in contatto con la famiglia, gli amici e le persone che si prendono cura di loro», ha indicato un portavoce di Proteus. La joint venture ha provocato perplessità tra i garanti della privacy. Secondo Nick Pickles, direttore del gruppo Big Brother Watch, potrebbero esserci rischi dal momento che pazienti e le loro famiglie «non hanno il completo controllo sul totale dei dati raccolti e su quante persone possono avervi accesso»

Pubblicato in: Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Più controlli sull’uso dei pesticidi

Pubblicato da fidest su domenica, 15 gennaio 2012

Bruxelles Dibattito: mercoledì 18 gennaio Votazione: giovedì 19 gennaioI prodotti di controllo dei parassiti – per respingere gli insetti o uccidere i batteri – devono essere autorizzati prima di essere venduti nell’UE. Giovedì, i deputati voteranno un accordo raggiunto con il Consiglio che prevede controlli sanitari e ambientali più
severi su questi prodotti e regole comuni per le imprese sul processo di autorizzazione alla vendita. Una volta che il Parlamento e il Consiglio avranno formalmente approvato l’accordo raggiunto, la legislazione europea del 1998 sul controllo dei prodotti contro i parassiti sarà aggiornata per includere anche i prodotti trattati – come ad esempio i mobili spruzzati con fungicida. I pesticidi per uso agricolo continueranno a essere disciplinati da una legislazione ad hoc. Le modifiche proposte introdurranno nuove regole su controlli più severi sulle procedure di
autorizzazione dei pesticidi per garantire l’assenza di pericoli per la salute umana e ambientale. Le sostanze più problematiche, come quelle cancerogene che colpiscono geni, ormoni o la riproduzione, saranno in principio essere vietate. Gli Stati membri potranno eventualmente introdurre delle eccezioni a tale regola solo quando assolutamente inevitabile, come ad esempio nel caso che un prodotto sia necessario per garantire la salute pubblica. Le
autorizzazioni, in questo caso, saranno soggette a regole ancora più dure e a scadenze brevi, in attesa che siano trovate alternative meno pericolose. Diminuire i test sugli animali Le nuove regole mirano anche a rendere omogenee le procedure di autorizzazione e i tempi previsti per la valutazione dei prodotti da parte delle autorità competenti. Altre misure previste prevedono la semplificazione del riconoscimento delle autorizzazioni fra i paesi europei e lo scambio di dati fra le imprese per evitare la duplicazione dei test sugli animali, in cambio di un compenso per chi ha eseguito i test.

Pubblicato in: Estero, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Farmacisti e controlli terapie

Pubblicato da fidest su mercoledì, 11 gennaio 2012

English: LED pharmacy cross in full color Fran...

Image via Wikipedia

“E’ assolutamente necessario che le Istituzioni pubbliche e private mettano a disposizione tutti gli strumenti, incluso un buon clima lavorativo e la formazione del personale, per prevenire tragedie come quella avvenuta a Palermo. La magistratura sta indagando, ma è inaccettabile che, come risulta dai primi accertamenti, una giovane donna muoia a causa di un numero scritto per errore”. La SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) interviene sul caso della madre di 34 anni deceduta il 29 dicembre scorso al Policlinico di Palermo, perché le sarebbero stati somministrati 90 milligrammi di vinblastina, un farmaco antitumorale, anziché i 9 necessari. “Manifestiamo preoccupazione e rammarico – spiega la dott.ssa Laura Fabrizio, presidente della SIFO – per ciò che è accaduto anche perché questo episodio tocca direttamente la nostra professionalità. Come Società scientifica sosteniamo l’uso di strumenti in grado di determinare significativi vantaggi per la sicurezza dei pazienti e dei professionisti: la prescrizione informatizzata, il carrello automatizzato che si interfaccia con l’operatore, i software per le posologie oncologiche provvisti di allerta automatici per dosi incongrue, fino alla robotica per la preparazione dei farmaci e al farmacista di dipartimento che affianca il medico in corsia. Con questi sistemi il farmacista potrà tenere sotto controllo ogni prescrizione e collaborare con infermieri e medici al letto del paziente suggerendogli dosaggi, indicazioni, incompatibilità, effetti collaterali. In particolare, procedure informatizzate, come già sottolineato dal senatore Ignazio Marino, avrebbero certamente evitato un episodio tanto grave”. In alcuni ospedali italiani è consolidato l’utilizzo dei software per la Prescrizione Elettronica Assistita (PEA) dei farmaci antitumorali, in grado di favorire il processo di standardizzazione delle tre principali fasi relative alla gestione delle terapie oncologiche (prescrizione, allestimento e somministrazione). Questi software, che vengono introdotti dalla Direzione Sanitaria o dal Dipartimento di Oncologia su indicazione dei farmacisti, risultano particolarmente utili per ridurre il rischio di errore associato alla trascrizione e al calcolo manuale di informazioni e dati. Prevedono blocchi e avvertimenti per il medico all’atto della prescrizione (ad esempio impedendo la possibilità di prescrivere dosi superiori alle massime consentite per alcuni medicinali), per il farmacista al momento della preparazione (ad esempio con avvertimenti sul tipo di protocollo), e per l’infermiere responsabile della somministrazione (ad esempio con un sistema di identificazione certa del paziente). In questo modo è garantita la tracciabilità di tutto il processo relativo al farmaco chemioterapico.”

Pubblicato in: Medicina, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Nasce LEO Pharma Italia guidata da Paolo Cionini

Pubblicato da fidest su mercoledì, 21 dicembre 2011

Dopo aver ricoperto la carica di Direttore della Divisione Primary Care in Abbott e con oltre 20 anni di esperienza nel settore farmaceutico, Paolo Cionini è il General Manager di LEO Pharma Italia, società danese leader nel settore dermatologico ed in particolare nella cura della psoriasi. Dal primo gennaio 2012 l’azienda, che ha sede a Roma e che potrà contare su circa 70 collaboratori, commercializzerà direttamente i propri farmaci, ad oggi proposti da Grunenthal e Intendis, sul territorio italiano.
Nel 2010 il fatturato globale di LEO Pharma, nata più di cent’anni fa in Danimarca e che occupa oltre 4.500 persone in 59 paesi, si è attestato intorno a 1 miliardo di euro. Il capitale e il controllo dell’azienda farmaceutica danese è totalmente detenuto dalla LEO Pharma Foundation.

Pubblicato in: Economia, Recensioni | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Controllo glicemico

Pubblicato da fidest su martedì, 13 dicembre 2011

Regulação da glicemia - esquema adaptado

Image via Wikipedia

Ingelheim, Germania e Indianapolis, USA, Boehringer Ingelheim e Eli Lilly and Company (NYSE: LLY) hanno annunciato i risultati del braccio in aperto di uno studio di fase III, della durata di 24 settimane, su linagliptin in terapia iniziale d’associazione con metformina. I risultati, presentati al congresso internazionale dell’International Diabetes Federation (IDF) a Dubai, evidenziano riduzioni significative della glicemia in adulti con diabete di tipo 2 (T2D).1 Al completamento delle 24 settimane, la terapia iniziale d’associazione di linagliptin più metformina ha raggiunto riduzioni medie di HbA1c del 3,7% in pazienti con scarso controllo glicemico. La terapia è stata ben tollerata, infatti la percentuale di pazienti che ha avuto effetti avversi (EA) associati alla terapia farmacologica è stata del 9% e solo l’1,5% dei pazienti ha riferito episodi ipoglicemici.1
Inoltre, nel prolungamento di 34 settimane di uno studio di un anno con linagliptin in monoterapia ha dimostrato di ottenere miglioramenti duraturi del controllo glicemico con un basso rischio di eventi avversi.2, 3
Linagliptin è stato confrontato con glimepiride in pazienti con T2D che per ragioni di intolleranza o controindicazione non potevano assumere metformina. La riduzione dei livelli di HbA1c nei pazienti trattati con linagliptin è rimasta stabile passando da 7,5% alla settimana 18 a 7,4% alla settimana 52.2 Analoga stabilità è stata osservata nei pazienti che dopo le prime 18 settimane di trattamento con placebo sono stati trattati con glimepiride.2, 3 Il gruppo di pazienti che ha ricevuto linagliptin ha avuto un numero complessivamente inferiore di eventi avversi:2 Gli EA associati al farmaco sono stati inferiori con linagliptin (4,4%) rispetto a glimepiride (7,8%)
Gli episodi ipoglicemici sono stati tre volte meno con linagliptin (2,2%) che con glimepiride (7,8%) (statisticamente significativo); non si sono verificati episodi gravi in nessuno dei due gruppi
Il peso corporeo è rimasto stabile nel braccio in terapia con linagliptin mentre è aumentato nel braccio in terapia con glimepiride da 82,5 kg a 85,0 kg (aumento statisticamente significativo). Linagliptin (nome commerciale Tradjenta™ negli Stati Uniti, e Trajenta™ in Europa e negli altri mercati mondiali) è l’unico ipoglicemizzante approvato con dosaggio unico (5 mg/cpr, una volta/die) per tutti i pazienti adulti con diabete di tipo 2 che non richiede alcun aggiustamento di dose.4, 5 A differenza di altri inibitori dell’enzima DPP-4, linagliptin viene primariamente escreto non metabolizzato per via biliare ed intestinale, ciò significa che non è necessario alcun aggiustamento di dosaggio per pazienti con concomitante deterioramento delle funzionalità renale o epatica.4, 5 Inoltre, una metanalisi condotta su 8 studi internazionali di fase III supporta il promettente profilo di sicurezza cardiovascolare (CV) di linagliptin.6 L’endpoint primario è stato l’insieme di mortalità per cause CV, ictus non fatale, infarto miocardico non fatale e ricovero per angina instabile. I risultati combinati hanno rivelato una riduzione del 69% degli eventi dell’endpoint primario nei pazienti con il più alto punteggio di rischio Framingham* al basale che sono stati trattati con linagliptin rispetto ai rispettivi farmaci di confronto.6 Il profilo di sicurezza CV di linagliptin è attualmente oggetto di valutazione nello studio CAROLINA (Cardiovascular Outcome Study of Linagliptin Versus Glimepiride in Patients With Type 2 Diabetes, ovvero Studio sugli esiti cardiovascolari di linagliptin a confronto con glimepiride in pazienti con diabete di tipo 2 ) con 6.000 pazienti.7, 8

Pubblicato in: Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Autovie venete: Ghiaccio e neve sotto controllo

Pubblicato da fidest su mercoledì, 30 novembre 2011

Border between Friuli-Venezia Giulia and Venet...

Image via Wikipedia

Oltre 1 milione e 300 mila euro l’investimento medio annuale di Autovie Venete per gestire la viabilità invernale. E’ una vera e propria “macchina da guerra” quella che Autovie Venete mette in campo per mantenere l’autostrada in condizioni di essere percorsa, d’inverno, anche in caso di ghiaccio o neve. Sedici spargisale (usati per prevenire la formazione di ghiaccio), 14 autobotti (entrano in azione per garantire una migliore rimozione della neve) e 72 lame (puliscono il manto stradale dalla neve) sono i mezzi utilizzati, mentre il “fattore umano” è costituito da una serie di squadre (un responsabile operativo, sei manutentori e altrettanti assistenti) che intervengono a chiamata. Un software dedicato, gestito dalla Centrale Radio Operativa o dal personale in servizio per la viabilità invernale, seleziona in automatico chi deve intervenire a seconda della zona territoriale interessata, utilizzando i numeri di telefono di una mailing list dove sono riuniti i diversi referenti, delle ditte che supportano la Società in questo servizio. Effettuati sempre di notte (durante il giorno il forte flusso di traffico presente sulla rete non reggerebbe la presenza di mezzi che procedono a 40 all’ora), gli interventi preventivi sono attivati sulla base di accurate previsioni meteorologiche. Alla rete di 11 postazioni fisse che rilevano temperatura, grado di umidità e vento, da quest’anno, a disposizione dei Servizi Manutentivi, si affianca un nuovo programma informatico che elabora, utilizzando sofisticati modelli matematici, i dati rilevati dalle stazioni meteo del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. I due strumenti, integrati fra loro, hanno un elevato grado di attendibilità e quindi consentono di svolgere un efficace lavoro di prevenzione soprattutto per quanto riguarda la formazione di ghiaccio. In caso di precipitazioni nevose (prevedibili, ma non eliminabili…) entrano in azione le “lame sgombraneve”, operanti in formazioni da 3, dette “treni di lame”: il mezzo operativo che precede gli altri in corsia di sorpasso rimuove la neve e la deposita alla propria destra, dove sopraggiunge dapprima il mezzo operativo in corsia di marcia e successivamente quello in corsia di emergenza, fino all’allontanamento completo dalla carreggiata di tutta la neve depositata. Il servizio è operativo dal 15 novembre al 15 marzo (sempre che le condizioni meteo non richiedano una proroga) e comporta un investimento di non poco conto. Premesso che la sicurezza non ha prezzo e che il costo è strettamente collegato con il numero di trattamenti effettuati, lo scorso inverno Autovie Venete, ha impegnato oltre 1 milione e 300 mila euro.

Pubblicato in: Cronaca | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Passera e il conflitto di interessi

Pubblicato da fidest su domenica, 20 novembre 2011

FONDAZIONE FILARETE LANCIO CON CORRADO PASSERA

Image by Michele Ficara Manganelli via Flickr

Corrado Passera è presidente della Società Autostradale Brescia-Padova (meglio nota come Serenissima). Al momento della fusione della Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno in Unicredit, quest’ultima eredita una quota del 20% della Serenissima. Biasi (monarca da quasi vent’anni della banca e della fondazione che non sono organismi privati in senso stretto) non riuscendo ad utilizzarla per un controllo sostanziale sulla società, la mette in vendita. Si fa avanti il finanziere bresciano Gambari (un passato con vicende penali di natura tributaria), che non avendo i 200 milioni di euro richiesti li deve prendere a prestito. Sapete chi glieli dà? Il Gruppo Intesa, guidato da Passera: siamo nel 2004 ma le cose non vanno come dovrebbero andare, in particolare nella società Infracom, che fa capo a Gambari, il quale non trova di meglio che coinvolgervi Serenissima, con operazioni assai discutibili anche attraverso paradisi fiscali, fino a rischiare di trascinarla nello stato di decozione della società, di cui l’autostrada si fa garante nei confronti di Intesa San Paolo. Risultato: alla fine della giostra in soccorso di Gambari entra in campo ancora Passera. Lo scorso anno infatti Biis-Banca infrastrutture innovazione e sviluppo, braccio operativo di Intesa Sanpaolo che Corrado Passera ha affidato all’ amministratore delegato Mario Ciaccia, rileva il 66% circa delle quote di Invester, la holding con cui l’imprenditore bresciano controlla il 25% dell’Autostrada Brescia Padova. Complessivamente Intesa Sanpaolo, che ha già in portafoglio il 6% di Serenissima, viene a detenere così il 31% del capitale. Secondo Gambari, Biis, che è specializzata nel settore delle infrastrutture, può dare un forte impulso al piano di efficienza. Intesa Sanpaolo fornirà le risorse finanziarie necessarie per ricapitalizzare la concessionaria Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, che sarà chiamata nei prossimi anni a realizzare un importante programma di investimenti. E l’amministratore delegato Ciaccia dichiara: «Oggi abbiamo definito un capitolo importante per favorire lo sviluppo in Serenissima che rappresenta un asse autostradale essenziale e strategico per il nord-est …».
D’altronde Intesa Sanpaolo ha messo in campo con la Biis una vera e propria banca dedicata alle infrastrutture, con la quale ha collezionato una serie di partecipazioni e progetti con notevole impiego di risorse. Infatti Passera già da qualche anno auspica il varo di un progetto di ampio respiro, in grado di mobilitare risorse per 250 miliardi in un quinquennio, pari a13% del Pil, da reperire attraverso recuperi di sprechi sulla spesa pubblica, miglior utilizzo di fondi Ue, lotta all’evasione e altre misure ad hoc senza appesantire il bilancio dello Stato. Un progetto di stampo keynesiano che finora non ha trovato risposta nella politica economica ma che è completamente condiviso da Palenzona, anch’esso considerato un uomo delle infrastrutture per i suoi molteplici impegni in questo campo, sia attraverso Unicredit sia con la presidenza di Aeroporti di Roma che sta portando avanti faticosamente il mega progetto di Fiumicino per le Olimpiadi del 2020. Al riguardo non dimentichiamo che la Brebemi (Brescia-Bergamo-Milano), ha nel Gruppo Intesa il socio di riferimento, ed ha deliberato un maxi aumento di capitale funzionale a proseguire la costruzione dell’arteria autostradale tra Milano e Brescia. Biis è anche socia di Tem (Tangenziale esterna Milano). Non si deve poi dimenticare che nel 2003, con Riccardo Illy e Giancarlo Galan a capo delle rispettive regioni e con Mediobanca advisor finanziario, venne lanciato il progetto “Autostrade del Nord”, fortemente sponsorizzato da Passera. Probabilmente rientra in un tale progetto anche ciò che in quegli anni avviene, cambiando orizzonte geografico, sull’asse Milano-Genova. Anche nella vicenda delle vendita del 15% della dell’Autostrada Serravalle dal Gruppo Gavio alla Provincia di Milano (Presidente Penati oggi ben noto alle cronache giudiziarie) entra di prepotenza Passera. E’ lui che fornisce ad Asam i 240 milioni di euro necessari per l’operazione: in cambio si prende in pegno il 53% di quote in mano alla Provincia e nomina un suo uomo, il vicepresidente di Intesa Bracchi. Per ridurre il debito la Provincia di Milano venderà poi le quote che possiede della Serenissima (ma guardate un po’) alla stessa Serravalle (così Passera le controllava avendola in pegno).
Per finire il Gruppo Intesa possiede il 2% circa di Atlantia (che controlla Autostrade Spa).
Oggi Corrado Passera, come Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, detiene il potere della vigilanza sulle concessionarie autostradali. Come è possibile che il Presidente del Consiglio Monti, che è stato in Europa rigoroso garante delle regole della concorrenza, finga di non sapere che in nessun Paese europeo, e meno che meno negli Stati Uniti, un manager, appena uscito da vicende come questa, mai avrebbe potuto ricoprire un tale incarico per un evidente ed insormontabile conflitto di interessi? Una cosa del genere sarebbe stata possibile solo dopo alcuni anni dall’abbandono degli incarichi ricoperti. Abbia per lo meno la saggezza di ritirare le deleghe sulla vigilanza alle concessionarie autostradali attribuendole ad altro Ministro o tenendole egli stesso per sé. (Antonio Borghesi deputato)

Pubblicato in: Politica, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Manuale Oms per il controllo dei prodotti vegetali

Pubblicato da fidest su martedì, 20 settembre 2011

Boccioli

Image by cnadia via Flickr

È stata pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità una nuova versione, aggiornata rispetto alla precedente del 1998, del Manuale di metodi per il controllo dei prodotti di origine vegetale. Scopo della pubblicazione è fornire supporto agli Stati membri nella definizione di standard di qualità e specifiche per i prodotti di origine vegetale nell’ambito dell’assicurazione e del controllo di qualità dei medicinali a base di erbe. Il manuale riporta una raccolta di saggi per la valutazione dell’identità, purezza e contenuto dei prodotti in questione, compresa la determinazione dei residui di pesticidi, arsenico e metalli pesanti, microrganismi e aflatossine. Sono inoltre descritte le procedure per preparare le culture di ceppi di microrganismi da usare nei test, le caratteristiche degli assorbenti usati in cromatografia a strato sottile e delle soluzioni e reagenti usati nei saggi raccomandati. In allegato al volume sono riportate le buone pratiche dell’Oms per i laboratori di controllo della qualità. (fonte farmacista33)

Pubblicato in: Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Funzionari fisco in sciopero

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 luglio 2011

Roma 15 luglio presidio davanti al Ministero dell’Economia, via XX Settembre, ore 12.30 L’USB ha scelto di unificare la mobilitazione dei funzionari della vigilanza con il resto del Pubblico Impiego, proclamando lo sciopero generale dei lavoratori pubblici per le ultime due ore di ciascun turno del 15 luglio prossimo. Il decreto sviluppo, approvato in Parlamento con il voto di fiducia, contiene norme che impediscono agli ispettori di vigilanza e ai funzionari del controllo fiscale di compiere appieno i propri compiti istituzionali, includendo il provvedimento disciplinare per “eccesso di zelo”. Ancora prima dell’approvazione definitiva della norma da parte del Senato, il Ministero del Lavoro si è affrettato ad emanare la circolare N. 16/2011 con le prime indicazioni per l’applicazione dell’Art. 7 del decreto sviluppo, a dimostrazione della fretta da parte del Governo di mettere la sordina all’attività di vigilanza: Contro lo smantellamento delle funzioni pubbliche, in difesa del ruolo sociale dell’attività di vigilanza su sicurezza, salute, contributi e fisco; contro la manovra economica che colpisce i lavoratori dipendenti e quelli pubblici in particolare, tagliando i servizi e peggiorando le condizioni economiche di milioni di famiglie, di pensionati, di precari, gli ispettori di vigilanza ed i funzionari dell’INPS, dell’INAIL, delle ASL, del Ministero del lavoro e delle Agenzie Fiscali sciopereranno il 15 luglio e saranno in piazza nelle manifestazioni territoriali indette da USB in tutta Italia, fra cui il presidio a Roma davanti al Ministero dell’Economia, dalle ore 12.30.

Pubblicato in: Cronaca, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Allievi poliziotti per presidiare il territorio?

Pubblicato da fidest su sabato, 18 giugno 2011

“Stento a credere alla notizia che leggo nelle agenzie e che purtroppo ho verificato sul sito web del Viminale: in quello che il ministro Maroni chiama ‘piano di potenziamento’ per il controllo del territorio nelle località turistiche nei mesi estivi ‘la maggior parte del personale impiegato sarà costituita da frequentatori di corsi d’istruzione che dovranno svolgere il tirocinio pratico sul territorio’. In sostanza, si tratta degli allievi che studiano per imparare a fare i poliziotti”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “E’ una notizia che è stata data in sordina, – spiega Maccari – eppure se fosse confermata, perché continuo a voler credere ad un errore, si tratta di una decisione allucinante e pazzesca. Il ministro pensa di potere mandare allo sbaraglio un ‘ampio dispiegamento’ di giovani volenterosi ma inesperti, mettendo a rischio la loro sicurezza e quella dei cittadini a cui si vuole dare una ‘percezione’ di controllo del territorio. Una situazione che richiama alla mente ciò che avviene in Afghanistan, dove si mandano in strada a combattere i ragazzini con i mitra! Chiediamo quindi al ministro Maroni di smentire al più presto la notizia comparsa sul sito web del Viminale, oppure di rivedere immediatamente una scelta tanto scellerata: non vorremmo dovere discuterne, ancora una volta, dopo il verificarsi di una tragedia…….., magari ad un… “bel” funerale!”.

Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Prodotti Vascolari Periferici

Pubblicato da fidest su domenica, 12 giugno 2011

L’utilizzo di prodotti vascolari periferici sta aumentando in Italia, così come in tutta l’Europa occidentale, grazie alle strategie di controllo delle infezioni e la crescente domanda di dispositivi medici monouso. Allo stesso tempo, i progressi tecnologici dei sistemi di imaging e gli sviluppi interventistici dell’angioplastica stanno facendo progredire notevolmente le prospettive di mercato. Questa espansione viene valutata nella recente analisi condotta da Frost & Sullivan “Western European Markets for Peripheral Vascular Products” che affronta i seguenti segmenti: stent vascolari periferici, trapianti di stent, angioplastica transluminale percutanea (PTA), cateteri, cateteri endovascolari, sistemi di chiusura vascolare (VCD) e dispositivi per la protezione embolica (EPD).
Malgrado le interessanti prospettive, una delle maggiori sfide rimane il sapersi distinguere agli occhi dell’utente finale, data la mancanza di una netta differenziazione tra i numerosi prodotti attualmente presenti sul mercato. Inoltre, i rapidi progressi in campo tecnologico richiedono numerosi investimenti in ricerca e sviluppo, e le società che non saranno in grado di stare al passo con questi cambiamenti vedranno diminuire notevolmente le proprie quote di mercato. Essere dunque in grado di produrre una linea di prodotti tecnologicamente avanzati è un passo decisivo per arrivare al successo, ed è necessario che le società siano “consapevoli delle caratteristiche più richieste sul mercato nei prossimi sei o sette anni”, conclude Praveen.
L’analisi “Western European Markets for Peripheral Vascular Products” fa parte del programma Medical Devices Growth Partnership Services di Frost & Sullivan che include anche la ricerca nei seguenti mercati di interesse: Western European Markets for Peripheral Vascular Products, una panoramica del Western European Peripheral Interventional Devices Market, dell’European Blood Banking Devices Market e dell’European Disinfection Gels and Scrubs Market, e molti altri ancora. Tutti i servizi di ricerca inclusi nella sottoscrizione forniscono dettagliate opportunità di mercato e trend di produzione stimati in seguito ad esaurienti colloqui con gli attori che operano sul mercato.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, permette ai suoi clienti di accelerare la loro crescita e di raggiungere posizioni di rilievo in termini di progresso, innovazione e leadership di mercato. La Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre al Ceo e al suo team una ricerca accurata e dei modelli “best practice” da seguire per guidarli nella creazione, nella valutazione e nell’attuazione di significative strategie di crescita. Frost&Sullivan vanta oltre 50 anni di esperienza come partner delle prime 1000 società a livello globale, aziende emergenti e investitori di più di 40 uffici in 6 continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, visita il nostro sito http://www.frost.com .

Pubblicato in: Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 29 follower