Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Violenza sulla donna

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

C’è una danza che fuoriesce da ogni riga letta, una crociera del dolore e della sofferenza, un rumore persistente che straripa nei tanti articoli di giornale, nelle trasmissioni televisive, negli incontri organizzati per parlare di questo fenomeno che è diventato una somma che non sta più nella casella predisposta per contenerne l’urto.
Il reato è di per sè un’azione ignobile, l’omicidio ne è l’estensione più palese, per cui stare a polemizzare, a perdere tempo sulla declinazione da affibbiare a chi uccide una donna, disquisendo si tratti di femminicidio o più semplicemente del reato di assassinio.
Non mi pare il caso di giocare con il codice penale, è un azzeramento del valore della vita umana, è l’annullamento di un ruolo complementare ben preciso, per cui c’è in atto un vero e proprio distoglimento dalla sacralità della donna-femmina, della figlia-madre, della compagna-moglie. Come a voler significare che in una società come la nostra, attraversata da una illegalità diffusa, dove erroneamente è indicata la nicchia-minoranza formata dal malaffare, dalla criminalità, dai soliti noti, invece la furbizia omertosa, la disonestà sotto i più impensabili artifizi, conferma la maggioranza degli individui: dal vandalismo adolescenziale, al bullismo scolastico, al ritenere legale comprare, vendere e consumare droga per ottenere denari, per farsi e ubriacarsi, dal non pagare l’iva, non rilasciare scontrini fiscali, quindi non richiedere le ricevute per non dovere pagare di più, e via compagnia cantando.
Questo in-agire quotidiano partorisce un preciso interesse personale che tocca ogni ambito e ogni tasca, quella piena e quella vuota, producendo minore attenzione verso la regola, il senso civico, l’azione morale che sta a responsabilità di ognuno.
Una prassi che consegna lauree e incensi al più lesto di mano, alimentando la miseria umana, la miserabilità più profonda che alberga nel cuore dell’uomo, del maschio, del conduttore per eccellenza.
Quando la vita diventa una semplice stanzialità sociale, priva di sentimenti e passioni eccezionali, ciò riduce aspettative, sogni e speranze, la stessa fiducia è una fiamma destinata a consumarsi, allora maturano le situazioni di degrado, lo scarso valore di autostima, di rispetto della propria persona e competenze, comporta l’annullamento dell’altro, in questo caso della donna, che rimane anello debole, presenza fragile, compagna di viaggio da sottomettere, opprimere e colpire.
Omicidio-femminicidio, è agire riconducibile a una violenza condensata, contratta e proiettata sulla donna, dentro il focolare ma pure fuori dove il tavolo dei valori è un documento di identità sbandierato bene, invece è violenza condensata nelle gestualità, nelle parole infide, che rappresentano il contrario e l’antitesi della buona educazione e credibilità.
La famiglia ha fallito, il nucleo educativo per eccellenza ha fallito, l’adulto nella sua infanzia e adolescenza ha fallito, così il modo di percepire la relazione, i sentimenti, l’amore, diventa un doppio salto mortale: lo sguardo non è mai indietro a indagare, a verificare, elaborare, ma lanciato in avanti, dove ciò che è ritenuto ostile, si configura come una sbalorditiva secessione praticata con il maglio, con il taglio, mai con la mediazione della coscienza adulta che sa fare i conti con i bilanci più fallimentari.
La violenza in famiglia, dentro la coppia non è tema da prendere sottogamba, da licenziare con una sorta di indifferenza intellettuale, è sbagliato domiciliarsi sulla sponda dell’irreversibilità, della accettazione di un male sociale, ben sapendo che il sopruso, la prepotenza letale, non sono gagliardetti acquistati al supermercato degli infanti a vita.
Questa violenza non è eredità biologica, né sommossa neuronica accidentale, è il prodotto di una cultura, di una illegalità, di un apprendimento di partenza, un conformismo ideologico che banalizza gli ideali più alti senza alcuna vergogna.(Vincenzo Andraous)

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Dieta in coppia è meglio

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012

La dieta, si sa, è un percorso impegnativo che la maggior parte degli italiani teme e rimanda il più a lungo possibile. Ma, se la fatica di perdere qualche chilo è condivisa con il proprio compagno, mettersi a dieta diventa più semplice: avere un obiettivo comune, infatti, rende più forti e aiuta ad accettare con il sorriso sulle labbra qualche piccola rinuncia a tavola.La pensa così oltre un terzo (38,2%) degli utenti che hanno risposto al sondaggio del sito http://www.melarossa.it: dimagrire è più facile se lo si fa in due perché il pensiero di non essere da soli a lottare contro la pancetta fa crescere entusiasmo e motivazione. Insomma, l’unione fa la forza, anche a dieta!
E non solo perché si condivide un obiettivo, ma anche perché affrontare insieme i sacrifici allontana il rischio di sentirsi diversi o incompresi dal proprio compagno, fattori importantissimi per mantenere salda la propria motivazione: “non c’è niente di peggio che mangiare un’insalata mentre il tuo compagno divora lasagne e bistecca!”, dichiara il 18,8% degli utenti di Melarossa, riconoscendo che è più facile cambiare le proprie abitudini alimentari se chi ci vive accanto si impegna a fare lo stesso, anziché criticarci perché al ristorante ordiniamo solo verdure grigliate (come sottolinea il 2,7% degli utenti).
Il supporto del proprio compagno, insomma, sembra essere una delle chiavi del successo della dieta di coppia, soprattutto quando la tentazione bussa alla nostra porta e la presenza di qualcuno che ci richiami all’ordine diventa fondamentale: per il 10,2% degli utenti, avere un compagno che li aiuti a non lasciarsi andare e ad essere meno incostanti è un antidoto essenziale agli sgarri, sempre in agguato quando si cerca di dimagrire. E se proprio non si riesce a motivarsi l’uno l’altro e si sgarra entrambi, essere in due è un modo per sentirsi meno in colpa perché si è scivolati sul tanto amato tiramisù (3,2% delle risposte). Come dire, mal comune, mezzo gaudio, anche a dieta.
Bellissimo anche festeggiare insieme i chili persi (8,6%), dividersi i compiti (“lui fa la spesa e i cucino”, ha risposto l’1,1% dei votanti), prendersi in giro su chi dimagrisce meno (1,1% delle risposte), una strategia per allentare la tensione e scherzare insieme sui capricci della bilancia, consapevoli che la dieta è fatta di alti e bassi e che, se una settimana il peso non scende, non bisogna farne un dramma .
Ma c’è anche il rovescio della medaglia: l’unione che non fa la forza ma, al contrario, indebolisce. Perché il nostro compagno è un golosone e finisce sempre per farci sgarrare mandando in fumo tutti i nostri sforzi per dimagrire (14,4% degli utenti), oppure perché è così rigido e pignolo che stare a dieta con lui risulta più stressante che rinunciare al proprio dolce preferito! (2,2%). Tuttavia, sono in pochi a pensarla così: secondo la maggioranza degli utenti (oltre l’80%) che hanno risposto al sondaggio di Melarossa, la dieta di coppia rafforza, motiva, alleggerisce il peso della battaglia contro i chili di troppo perché a lottare si è in due e, insieme, è più facile sopportare i sacrifici e più bello gioire dei traguardi raggiunti.
Le statistiche aggiornate del sondaggio (si può ancora votare on line) sono consultabili sul sito http://www.melarossa.it, realizzato con la supervisione scientifica della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione. Il sito, completamente gratuito, è in grado di elaborare diete con un data base di 435 diverse diete settimanali, per un totale di 3045 menù giornalieri, sulla base delle indicazioni fornite dai LARN (Livelli di assunzione Raccomandata di Energia e Nutrienti per la Popolazione Italiana, prodotto dall’Istituto Nazionale di Ricerca su Alimenti e Nutrizione, in collaborazione con la Società di Nutrizione Umana), dando quindi anche una adeguata rilevanza alla qualità degli acidi grassi (limitando l’apporto di acidi grassi saturi) e del rapporto tra proteine animali e vegetali.

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Quattro settimane in coppia

Pubblicato da fidest su martedì, 4 ottobre 2011

Matrimonio místico de Santa Catalina, Museo de...

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Riflessioni sulla grandezza del matrimonio Ventotto brevi meditazioni (una al giorno per 4 settimane), sviluppate a partire da alcuni testi del Magistero della Chiesa per aiutare la coppie di fidanzati e di sposi a pregare e riflettere sulla natura e il senso del loro amore nel matrimonio cristiano. Ogni meditazione è divisa in tre parti: un breve testo del Magistero; un breve commento; una preghiera/meditazione. di Renzo Bonetti, Gilberto Gillini e Mariateresa Zattoni Edizioni San Paolo 152 pagine € 16,00

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Fedeltà di coppia

Pubblicato da fidest su mercoledì, 15 giugno 2011

Sei italiani su dieci non credono più alla fedeltà di coppia e con l’ormai prossimo inizio dell’estate, dopo un lungo e per molti monotono anno di lavoro, aumenta il desiderio di fare nuove esperienze e di provare nuove emozioni. L’infedeltà di coppia si sta infatti diffondendo in Italia: secondo i dati raccolti da Incontri-Extraconiugali.com, il portale web 100% italiano che si rivolge a tutti coloro che cercano un’avventura al di fuori della coppia, in Italia il 58% degli uomini e il 49% delle donne ha tradito almeno una volta il proprio partner. Sul portale Incontri-Extraconiugali.com (www.incontri-extraconiugali.com) gli iscritti sono già 120 mila di cui il 65% sono uomini, ma il numero delle donne che si iscrivono è in continuo aumento. Secondo il sondaggio di Incontri-Extraconiugali.com il 52% delle relazioni extraconiugali nasce proprio su Internet e non più sul posto di lavoro che attualmente si colloca alla seconda posizione con il 33%. In merito alla distribuzione geografica, la Città italiana in cui si tradisce di più è Roma (58,5%), seguita da Milano (56,5%) e da Napoli (54%). Il sondaggio di Incontri-Extraconiugali.com oltre a rivelare che il 60% degli italiani non crede più alla fedeltà di coppia, evidenzia anche che solo il 30% è soddisfatto del proprio partner.

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Quando la coppia decide di sposarsi

Pubblicato da fidest su domenica, 5 giugno 2011

Esposas de Matrimonio 1

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Giù sfarzosità (31%), magnificenza (23%) e le classiche citta’ (31%). Adesso 1 coppia su 2 sta ricalibrando i parametri che dovrebbe rispettare il “fatidico giorno”, improntandoli maggiormente all’essenzialità e alla semplicità. Ecco perché gli italiani stanno riscoprendo la spiritualità del matrimonio (29%), e lo vivono come il coronamento di una bellissima storia d’amore (34%). Anche nella scelta della location deputata ai festeggiamenti, 1 coppia su 3 si orienta in favore di agriturismi e cascine di campagna a scapito di ristoranti di lusso (21%) e ville eleganti (12%), facendo prevalere il significato sull’estetica. E per quanto riguarda il menu’? Gli italiani riscoprono il gusto per la cucina classica e tradizionale (48%), a vantaggio di quella etnica (9%), internazionale (21%) e della tendenza del finger food (19%).
Ma come dovrebbe essere il matrimonio ideale? 1 coppia su 2 lo vuole semplice ed essenziale e per il 39% deve rappresentare un momento che rinsaldi l’unione con le persone piu’ care, dai famigliari agli amici. Per questo i novelli sposi vogliono che il loro matrimonio trasmetta pace, armonia (30%) e spiritualità (29%), mentre scarsa importanza hanno la magnificenza (23%) oltre che la ricchezza e il grande stile(14%).
A cambiare e’ anche la mappatura dei luoghi in cui dirsi il tanto atteso “si’”, che vengono scelti dagli italiani sulla base dei loro desideri ricalibrati e improntati a una maggiore sobrietà e valorizzazione dei significati. Piu’ di 6 coppie su 10 indicano Assisi come la città ideale in cui sposarsi, seguono Loreto (53%) e Venezia (44%), mentre la citta’ eterna, Roma, si colloca solo al quarto posto, scelta da poco meno di 4 coppie su 10.
Sobrieta’ e ritorno alla tradizione che caratterizzano anche l’aspetto piu’ festoso del gran giorno. Per 1 coppia su 3, infatti, a prevalere devono essere i significati sull’estetica mentre solo 2 su 10 pensano al loro ricevimento come un party in grande stile. E a vincere sono agriturismi e cascine di campagna, scelte da 1 coppia su 3, e le classiche masserie rurali fortificate (29%), luoghi preferiti di gran lunga airistoranti di lusso (21%) e alle grandi ville eleganti (12%). E quale menu’ scelgono? Anche qui ritorna il grande gusto per la cucina tradizionale e genuina italiana (48%), a scapito di quella internazionale(21%), del finger food (19%) e di quella etnica (8%). (fonte: indagine pubblicata su Vdg Magazine - in sintesi. Uno studio realizzato su 610 coppie in procinto di unirsi in matrimonio attraverso un monitoraggio dei principali social network, blog e forum dedicati.)

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L’orologio biologico esiste anche per gli uomini

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 febbraio 2011

Quando si parla di fertilità, non sono solamente le donne ad avere maggiori problemi con gli anni: anche la capacità riproduttiva degli uomini diminuisce con il passare del tempo. «Esiste un “fattore età” maschile», afferma Cesare Taccani, medico specialista in Medicina della riproduzione del centro di procreazione assistita ProCrea di Lugano (Svizzera). «La fertilità di un venticinquenne non è uguale a quella di un uomo di 50 anni. E questo influisce molto quando la coppia cerca un figlio in età adulta; soprattutto oggi, quando anche gli uomini tendono a rinviare la data della paternità anteponendo studio e lavoro». Una tendenza confermata dall’esperienza di ProCrea, dove l’età media dei pazienti è di quasi 40 anni. La fertilità maschile, pur essendo più longeva rispetto a quella femminile, è però influenzata negativamente da fattori esterni e interni: infezioni trascurate, l’iperstrogenismo alimentare e ambientale e lo stress diminuiscono le capacità riproduttive dell’uomo. «Fino a una ventina di anni fa, in caso di infertilità di coppia ci si concentrava prettamente sullo stato di salute riproduttiva della donna, mentre oggi a finire subito sotto esame è anche l’uomo -prosegue Taccani-. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le cause sono distribuite equamente tra uomo e donna: mentre esiste ancora un 10 per cento che si definisce idiopatico, ossia senza nessuna causa apparente. Nelle nostre statistiche, questa suddivisione è leggermente diversa: in Procrea registriamo infatti maggiori problematiche maschili».  Di fatto, davanti ad un problema di infertilità di coppia, è cambiato l’approccio dei ginecologi e dei medici di base: sono loro per primi a consigliare analisi anche all’uomo; di solito lo spermiogramma, che consente di avere un quadro di base con la concentrazione e la forma degli spermatozoi, e la spermiocoltura, che permette di verificare la presenza di germi. «Si tratta solitamente di infezioni trascurate, delle quali non sempre l’uomo si accorge. Così il tempo influisce negativamente perché un’infezione non curata può portare anche alla sterilità», prosegue lo specialista di ProCrea. «Sono patologie dovute alla maggior libertà sessuale, ma anche al fatto che oggi esiste una maggiore diffusione e interscambio di virus e batteri. Queste infezioni “croniche” contribuiscono inoltre ad una maggiore frammentazione del DNA negli spermatozoi. Spiega Taccani: «La frammentazione del DNA non solamente è una conseguenza della presenza di radicali liberi nella cellula e di una “sofferenza cellulare”, ma è anche correlata all’infertilità in maniera direttamente proporzionale. Infatti una percentuale marcata di DNA frammentato dello sperma può causare un aborto spontaneo durante le prime settimane di gestazione. Si parla di “late paternal effect”». Non da sottovalutare sono altri fattori esterni che dipendono da abitudini e stili di vita. «L’inquinamento atmosferico, un’alimentazione ricca di proteine animali, additivi e conservanti, sono solo alcuni degli elementi che influiscono in modo negativo sulla capacità riproduttiva dell’uomo. Oltre questo, il tempo gioca un ruolo negativo sulla fertilità maschile». ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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«Prevenire l’infertilità»

Pubblicato da fidest su venerdì, 3 dicembre 2010

Pescara 4 dicembre dalle ore 10 presso il Museo Vittoria Colonna incontro con gli esperti dell’Ospedale di Chieti L’infertilità, ovvero la riduzione della capacità di fecondazione dell’individuo, colpisce mediamente una coppia su sette. Un problema sociale, che in Abruzzo da 13 anni trova una risposta di eccellenza presso il Centro di Medicina della Riproduzione dell’Ospedale di Chieti, diretto dal professor Gian Mario Tiboni, grazie al quale finora sono nati oltre 1.100 bambini. Saranno esaminati anche aspetti meno divulgati in questi anni e sottovalutati da molti medici, come l’identificazione del rischio in età pediatrica e la chirurgia dannosa per la fertilità. Non mancheranno accenni a cosa fare e dove rivolgersi nel caso che la prevenzione fallisca. All’incontro interverranno Gian Mario Tiboni del Centro di Medicina della Riproduzione, Michele Nicolai del Servizio Andrologia e Stefano Tumini della Clinica Pediatrica dell’Ospedale «SS. Annunziata» di Chieti. E’ annunciata la partecipazione del sub-commissario alla Sanità della Regione Abruzzo, Giovanna Baraldi, del presidente della V Commissione Sanità del Consiglio regionale, Nicoletta Verì, del direttore generale, Francesco Zavattaro, e del direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, Amedeo Budassi, nonché del vice presidente della commissione Politiche sociali del Comune di Pescara, Livio Marinucci. Il dibattito sarà moderato dalla giornalista Sipontina Beverelli. L’evento ha il patrocinio della Regione Abruzzo, delle Aziende sanitarie locali di Lanciano Vasto Chieti e di Pescara, del Comune di Pescara.

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Rai-Tv: Ho sposato uno sbirro

Pubblicato da fidest su domenica, 5 settembre 2010

Roma  7 settembre, ore 19.30 via del Babuino Hotel de Russie Presentazione di Ho sposato uno sbirro 2  con Flavio Insinna, Christiane Filangieri Antonio Catania, Barbara Bouchet, Luisa Corna, Serena Rossi, Francesco Arca, Luca Calvani, Vittoria Piancastelli con la partecipazione di Giovanna Ralli Regia di Andrea Barzini, Giorgio Capitani, Luca Miniero  una coproduzione LuxVide – Rai Fiction prodotta da Matilde e Luca Bernabei  Torna, con ventiquattro nuovi episodi, il poliziesco familiare in bilico tra commedia  e giallo, dove ogni caso crea un cortocircuito tra indagini e quotidianità di coppia    Al termine della proiezione, ore 21.00 circa, incontro con il cast  In onda su Rai 1, da giovedì 9 settembre ore 21.10

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Narrativa: Simon Mawer

Pubblicato da fidest su lunedì, 30 agosto 2010

Mantova Festivaletteratura 2010 Simon Mawer incontra i lettori mercoledì 8 settembre ore 17.15 presso la Chiesa di Santa Maria della Vittoria coordina Giuseppe Antonelli e giovedì 9 settembre ore 15.15 presso l’Aula Magna dell’Università intervengono Cino Zucchi e Luca Molinari Viktor e Liesel Landauer sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze. Sono a bordo di una Landauer 80 cabriolet, una macchina dell’azienda di famiglia di Viktor, un vero e proprio impero industriale che produce automobili e motociclette.  Viktor è di religione ebraica, ma non praticante. Liesel appartiene a una famiglia dell’alta borghesia tedesca. Nella casa dei suoi genitori gli ospiti possono ammirare, tra le numerose opere d’arte esposte, un ritratto della madre realizzato da Klimt.  Dopo aver attraversato la Carinzia, i Landauer si dirigono a Venezia, dove soggiornano al Royal Danieli. In occasione di una festa in un antico palazzo sul Canal Grande, incontrano Rainer Von Abt, celebre architetto dai modi eleganti. Von Abt è galante con Liesel, giovane donna attraente e sofisticata e loquace con Viktor, con cui si impegna in appassionate conversazioni sull’architettura moderna. Quando illustra la sua idea di costruzione con materiali non convenzionali come il vetro e l’acciaio, Viktor si entusiasma a tal punto da proporgli di disegnare una casa per loro a Mesto, in Cecoslovacchia. Von Abt accetta e nel 1929 iniziano i lavori della casa di vetro, un magnifico edificio modernista fondato su una radicale concezione dello spazio aperto, trasparente. Una volta finita, la casa diviene il centro dell’esistenza dei Landauer. È nella casa di vetro che compare sulla scena Hana, donna giovane, spregiudicata, con molti amanti oltre a un marito, che stabilisce subito un morboso, intimo rapporto con Liesel e funge da trait d’union  tra il mondo ceco e quello tedesco, tra gli ambienti dell’arte e quelli della finanza. È dalla casa di vetro e dalla sua rarefatta eleganza che Viktor a volte fugge tra le braccia della seducente Kata.  Così, tra amori proibiti e segreti inconfessabili, prosegue la vita dorata dei Landauer finché l’avvento del nazionalsocialismo non si abbatte come una scure sulla loro esistenza e sulla loro magnifica dimora. I Landauer fuggono in America e la casa diviene un laboratorio per gli esperimenti genetici dei nazisti. Romanzo struggente, commovente, straordinario, basato sulla storia vera di casa Tugendhat, il celebre edificio di vetro e acciaio costruito da Mies van der Rohe a Brno per una ricca famiglia ebrea, La casa di vetro  illumina il tramonto di un’epoca di splendore e magnificenza, bruscamente travolta dalla prima guerra mondiale e definitivamente annientata dalla seconda, con gli orrori del nazismo prima e dello stalinismo poi. traduzione dall’inglese di Massimo Ortelio ISBN 978-88-545-0332-8 Pagine 464 Euro 18,00
Simon Mawer è nato in Inghilterra. Ha vissuto a lungo a Cipro e a Malta. Ora vive in Italia con la moglie e i due figli. È autore di altri sei romanzi, tra i quali Mendel’s Dwarf, che ha concorso per il Booker Prize e The Fall, che ha vinto il Boardman Tasker Prize.http://www.simonmawer.com

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“Guest Editor” di Eurosport

Pubblicato da fidest su domenica, 14 marzo 2010

Milano 16 marzo, a una settimana esatta dall’inizio dei Campionati Mondiali di Pattinaggio di Figura al Palavela di Torino, l’amatissima coppia di danza su ghiaccio composta da Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio sarà ospite presso la redazione di Eurosport in qualità di “Guest Editor”. Barbara e Maurizio saranno responsabili della linea editoriale dell’homepage del sito Yahoo! Eurosport, presiederanno la riunione di redazione, proponendo i temi della giornata, scegliendo le notizie sportive alle quali dare maggior rilievo e firmeranno un editoriale. La pluri-premiata coppia racconterà le emozioni vissute per più di un decennio ai vertici del pattinaggio internazionale, che li ha visti aggiudicarsi l’oro ai Mondiali di Vancouver 2001, il bronzo ai Giochi di Salt Lake City 2002 e guadagnarsi il titolo di campioni d’Italia per 8 anni consecutivi dal 1995 al 2002. Barbara e Maurizio non mancheranno inoltre di ricordare la loro esperienza a Vancouver, raccontando come hanno vissuto i Giochi Olimpici per la prima volta da commentatori ai microfoni di SKY, anzichè da atleti, intervistando molti dei loro compagni ed ex rivali sul ghiaccio. Senza dimenticare, infine, di presentare le imminenti sfide al Palavela di Torino che vedranno impegnati tutti i grandi, e le speranze per gli atleti italiani in cerca di riscatto dopo Vancouver. L’appuntamento clou della giornata sarà la live chat delle 15:00, quando Barbara e Maurizio apriranno il dialogo online con tutti gli appassionati.

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La Chiesa cattolica ed il matrimonio

Pubblicato da fidest su lunedì, 4 gennaio 2010

Il discorso non si pone tanto tra due persone che si sposano per la prima volta, quanto per i divorziati. Possono esserlo entrambi, nella nuova coppia che si è formata, o uno solo di essi. Sta di fatto che non possono, anche volendolo, risposarsi in Chiesa per quel concetto di indissolubilità del matrimonio di cui solo la Chiesa, con una complessa procedura di annullamento, può sancirne lo scioglimento. Invertire la rotta pare oggi impossibile. Vi ostano motivi noti e che riteniamo superflui richiamare. Ci sembra, tuttavia, il momento buono per riprendere il discorso e cercare di capire se un vincolo è forte se vi è la garanzia “spirituale” della sua indissolubilità o se, invece, essa diventa un ostacolo alla ricerca di chiarezza che dovrebbe essere alla base del rapporto di coppia. Incominciamo a chiederci cosa rimane da una coppia che ha fondato il proprio rapporto sull’amore, la fedeltà e la fiducia reciproca, allorché tutti questi “valori” cadono inesorabilmente. Restano due persone che in taluni casi si disprezzano, cercano solo di farsi del male e si creano una nuova famiglia e, in questo caso, essa si rivela più solida della precedente e, soprattutto, più duratura. Se partiamo dal concetto che il matrimonio è amore e non una semplice formalità procedurale, ci chiediamo quale sia, in effetti, il vero elemento fondante. Se è l’amore allora dobbiamo convenire che il suo esaurirsi definisca anche il valore in sé del matrimonio e la sua validità. Rifletterci non guasta. Il dibattito è aperto e dovrebbe esserlo ancora di più negli ambienti cattolici.

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Trattamento dell’infertilità di coppia

Pubblicato da fidest su lunedì, 12 ottobre 2009

“Il Sistema di Gestione della Qualità nei centri di PMA (procreazione medicalmente assistita) è stato illustrato da Serono Symposia International Foundation (SSIF) insieme al Centro di Procreazione Assistita “Demetra” e che vede coinvolti i maggiori esperti italiani ed europei in tema di infertilità. La certificazione delle procedure nella PMA rappresenta, infatti, la maggior garanzia di sicurezza e di efficacia dei trattamenti per i pazienti; inoltre, dai dati clinici raccolti sul campo, sembra che il sistema di gestione della qualità applicato alle tecniche di fecondazione assistita possa favorire un aumento delle percentuali di gravidanza fino al +10%. Un aumento significativo, soprattutto se confrontato con la percentuale di gravidanze mediamente ottenuta in Italia che è pari al 21% circa (Fonte: Registro Nazionale Centri di PMA – % rispetto al numero di prelievi ovocitari). In Italia 1 coppia su 5 in età fertile, è infertile e, nel 2015, la prevalenza  potrebbe diventare di 1 su 3. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una coppia può essere definita infertile se dopo 12-18 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti non è riuscita a concepire.  Una volta diagnosticata l’infertilità, la coppia può decidere di intraprendere il percorso della procreazione medicalmente assistita. Nei casi meno gravi la coppia verrà sottoposta a tecniche di I livello – stimolazione ovarica e inseminazione uterina – che presuppongono, come accade fisiologicamente, che la fecondazione avvenga all’interno del corpo della donna. Nei casi più complessi di infertilità, come ostruzione delle tube o le gravi alterazioni del liquido seminale, è necessario ricorrere a tecniche di II livello – FIVET e ICSI – che prevedono la fecondazione all’esterno dell’organismo materno.  La causa va ricercata, innanzitutto, nel progressivo avanzamento dell’età in cui la donna decide di avere il primo figlio, età che oggi si attesta intorno ai 32 anni; questa tendenza sociale si “scontra” con la naturale fisiologia della donna che raggiunge il massimo picco della fertilità tra i 20 e i 24 anni, ha un primo declino verso i 30 che si accentua in modo significativo dopo i 36, per registrare infine una notevole caduta superati i 40.  Nell’uomo, invece, i principali fattori di rischio di infertilità sono legati alle patologie della sfera riproduttiva, come il comune varicocele, o a malattie meno conosciute, ma altrettanto pericolose, quali l’orchite, i disordini endocrini e le patologie genetiche.

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Le risposte degli andrologi alla sessualità della coppia

Pubblicato da fidest su lunedì, 17 agosto 2009

Il Congresso Nazionale di andrologia che si terrà a Bologna dal 12 al 15 novembre prossimo sarà associato alla seconda settimana della Prevenzione Andrologica che vedrà impegnati gli andrologi in visite gratuite alla popolazione. E’ un aspetto che mette in luce un problema di coppia che non va sottovalutato. Non si tratta tanto del fatto che i comportamenti della coppia sono modificati quanto il fatto che la coppia stessa è “cresciuta” diventando giorno dopo giorno più consapevole della necessità di superare i tabù, la vergogna di parlare di certi argomenti e di affrontarli finalmente insieme. Ed è questa, forse, la svolta epocale nel campo della sessualità di coppia a cavallo del millennio: cambia lo scenario e gli Andrologi ridisegnano il loro ruolo all’interno di questo modello per rendersi più disponibili e fornire risposte adeguate alla domanda della coppia.  Per l’occasione è stato elaborato un documento “Question  Answer sulla sessualità” che integra le dieci regole d’oro sulla salute sessuale maschile e risponde alle domande che in questo periodo sono poste agli specialisti. Praticare sport fa bene o meno all’attività sessuale? Dipende dal tipo prescelto, rispondono gli andrologi, il ciclismo e l’equitazione, ad esempio, possono determinare, se praticati in eccesso, microdanni alla circolazione del perineo sfavorendo l’erezione e disturbando anche la fertilità per alterazione della temperatura scrotale. In estate si fa certo più movimento, perché cambiano tutte le nostre abitudini, ritmi di vita, e, spesso, anche alimentazione e ambiente: come influisce tutto questo sulle nostre abitudini sessuali? E il caldo? E l’alcool? Fino a che punto aiutano o sono di ostacolo ad una buona sessualità? (Mariko Landucci, Uff. stampa Sia)

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