Molti di noi di certo ricorderanno le parole “Rigore, equità, crescita” espresse da un signore che ha conquistato la nostra fiducia per l’essere serio, riflessivo e con un curriculum professionale dal punto di vista accademico e istituzionale di tutto rispetto. Parole dette in presenza di autorevoli personalità, rilanciate dai media, sublimate nei nostri pensieri.
E il rigore è calato come una clava, nelle mani di un energumeno, sui poveri pensionati in nome dell’equità come se il necessario fosse traducibile in superfluo e tutti hanno accettato nella consapevolezza del momento critico che ci attraversa.
Ma con il passare del tempo la verità delle parole si è tradotta con la menzogna dei fatti. Rigore si, ma per certi e non per altri. Si toglie dalla bocca del povero il pane per lasciare le leccornie nel piatto del benestante. Così abbiamo compreso cosa significa equità per questo signore blasonato.
Tutti noi sappiamo che se si volesse essere equi potremmo ricavare senza molti affanni qualcosa corrispondente ad oltre 200 miliardi di euro dagli sprechi, dalle spese evitabili, dai recuperi di risorse, da un’economia virtuosa capace d’escludere le aree del privilegio senza esercitare vessazioni di alcun genere.
La crescita, a questo punto diventerebbe una naturale conseguenza e non una artificiosa misura costruita sulle sabbie mobili.
La crescita del sistema paese in Italia come nel resto del mondo non è il frutto, sia chiaro, di una invenzione mediatica o di un trucco da prestigiatore, ma si costruisce pietra su pietra attraverso una progettualità legata alla funzionalità e l’operatività dei suoi strumenti. Ovvero attraverso una politica dalle decisioni rapide, una giustizia con procedimenti che portano una sentenza definitiva in tempi brevi, uno sviluppo omogeneo sull’intero territorio sanando le aree depresse, una scuola del sapere prima ancora d’essere una macchina che produce solo titoli, una politica sociale e del lavoro che sappia essere giusta interprete del diritto dei tutti ad un lavoro quale naturale passaggio per un vivere civile e dignitoso, alla salute e al rispetto per chi ha già dato e che ora attende l’adeguato corrispettivo. In difetto di ciò le parole “rigore, equità, crescita” sono diventate una beffa e quel signore che le ha pronunciate ha avuto solo il merito di renderle vuote, prive di significato, amare e false. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Rigore, equità, crescita
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012
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Politica coesione: Enti locali per una reale crescita economica
Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012
In occasione di un incontro sulla politica di coesione post-2013 organizzato dalla commissione sullo sviluppo regionale del Parlamento europeo, con i rappresentanti delle principali organizzazioni regionali e locali europee, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, la Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM) e l’Assemblea delle Regioni d’Europa (ARE) hanno chiesto la definizione di un accordo sul quadro finanziario entro la fine dell’anno ed espresso la necessità di prevedere un bilancio ambizioso per creare in Europa le condizioni di crescita economica reale. Le posizioni delle più importanti organizzazioni di enti locali e regionali sono molto vicine a quelle del Parlamento europeo, in particolare su questioni fondamentali quali accordi di partenariato, concentrazione tematica, condizionalità ex ante, semplificazione delle procedure, dimensione territoriale e cooperazione.(fonte AICCRE)
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Teradata annuncia i risultati per il primo trimestre 2012
Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012
Milano, Teradata Corporation, il leader mondiale nelle soluzioni per l’analisi dei dati, ha annunciato i risultati finanziari del primo trimestre 2012 che si è concluso in data 31 marzo.Nel primo trimestre 2012 Teradata ha ottenuto ricavi globali per 613 milioni di dollari, 21 punti percentuali in più del primo trimestre del 2011 (22% a valuta costante). Il margine lordo per il primo trimestre 2012 è stato del 55,1%, in crescita rispetto al dato 2011 che era del 54,3%, con un utile di 91 milioni di dollari rispetto ai 65 milioni di dollari registrati nello stesso trimestre dell’esercizio precedente. Nella area EMEA Teradata ha fatto registrare nel primo trimestre 2012 ricavi per 136 milioni di dollari, una crescita del 9% rispetto al primo trimestre del 2011 (13% a valuta costante).
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Istruzione superiore: necessaria riforma per la crescita e l’occupazione
Pubblicato da fidest su sabato, 28 aprile 2012
Vi è stata a Bucarest, dal 26 al 27 aprile, la Conferenza biennale dei ministri dell’istruzione che stabilirà, per i paesi dello Spazio europeo dell’istruzione superiore, le priorità per la prossima fase del processo di Bologna (2012-2015). Avviato nel 1999, il processo di Bologna ha dato vita ad una cooperazione volontaria tra paesi europei che concordano e realizzano riforme dell’istruzione superiore (fonte: http://www.aiccre.it)
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Bilancio 2013 dell’UE: investire nella crescita
Pubblicato da fidest su sabato, 28 aprile 2012
150,9 miliardi ed un aumento del 2% rispetto all’anno scorso. A tanto ammontano gli impegni previsti nel progetto di bilancio 2013 presentato dalla Commissione europea. 62,5 miliardi di euro sarebbero destinati alla crescita e all’occupazione in Europa. Il progetto di bilancio 2013 pone anche una forte enfasi sugli aspetti del risparmio e dell’efficienza in termini di costi. Così si ridimensioneranno le linee di bilancio per i programmi che non danno prova di efficacia e si è inoltre cercato di realizzare ogni possibile risparmio su tutte le istituzioni e agenzie dell’UE, la maggior parte delle quali subirà tagli concreti al bilancio annuale(fonte: http://www.aiccre.it)
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Boehringer Ingelheim: trend in crescita
Pubblicato da fidest su mercoledì, 25 aprile 2012
Boehringer Ingelheim ha solide basi per il futuro: nell’esercizio 2011 il fatturato – al netto degli effetti di cambio – segna un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 13,2 miliardi di euro. L’utile operativo sale a 2,3 miliardi di euro e la redditività netta delle vendite al 17,3%. Come già annunciato negli anni precedenti, in questo modo l’azienda ha realizzato con successo i propri piani, fra cui una crescita intorno al 5%. “I risultati del 2011 sono una conferma della nostra strategia di crescita organica” ha dichiarato il Professor Andreas Barner, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Responsabile Ricerca e Sviluppo e Medicina, in occasione della conferenza stampa annuale, tenutasi oggi a Ingelheim nella sede dell’azienda. Secondo Barner, grazie al proprio spirito altamente competitivo, l’azienda di famiglia Boehringer Ingelheim garantirà efficacemente e a lungo termine la propria indipendenza. “Grazie ai continui investimenti nella nostra attività di R&D ci troviamo all’inizio di una nuova fase di sviluppo” sostiene Barner. La maggior parte del fatturato di Boehringer Ingelheim, il 77% del fatturato netto, è da ricondurre ai farmaci da prescrizione. “Sia PRADAXA®, di recente introduzione, sia farmaci affermati come SPIRIVA®, MICARDIS® e COMBIVENT® hanno registrato una crescita molto soddisfacente” ha affermato Hubertus von Baumbach, Membro del Consiglio di Amministrazione e responsabile di Amministrazione e Finanza e della Divisione Veterinaria. Soprattutto l’introduzione sul mercato dell’anticoagulante orale PRADAXA®, che nel 2011 ha prodotto un fatturato di 629 milioni di euro, ha contribuito in misura decisiva alla crescita di Boehringer Ingelheim nell’anno trascorso. “L’introduzione sul mercato di PRADAXA® è uno dei lanci più riusciti nel settore farmaceutico degli ultimi anni.” La Divisione dei Farmaci da Prescrizione nel 2011 ha registrato un incremento dell’8,2%, superiore, quindi, alla crescita media del mercato farmaceutico mondiale che si attesta, secondo gli analisti di IMS, al 4,6%. L’organico è stato positivamente influenzato da questo andamento: il numero di dipendenti nel 2011 è cresciuto, infatti, in tutto il mondo di 1.800 unità rispetto al 2010, raggiungendo un totale di 44.000 (pari ad un incremento del 4%).
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ENPI: Unione europea primo motore della crescita
Pubblicato da fidest su sabato, 21 aprile 2012
Nel 2011 l’Unione europea si è confermato il maggior donatore mondiale finanziando la metà delle donazioni ufficiali, come riportato dall’OCSE. “Nonostante la crisi – ha commentato il commissario europeo per lo sviluppo Andris Piebalgs – l’Europa afferma la sua solidarietà verso i più poveri. Negli ultimi dieci anni la Comunità europea ha salvato milioni di vite. Lo sviluppo di questi finanziamenti servirà a rendere il mondo più sicuro e prosperoso negli anni futuri”. Rispetto al 2010 gli aiuti ufficiali sono diminuiti di 500 milioni di euro che ha visto la soglia passare dallo 0.44% allo 0.42% del PIL. Alcuni stati – come Svezia, Danimarca e Lussemburgo – confermano l’1% del proprio PIL. Altri Stati membri – come la Gran Bretagna – sono orientati a raggiungere lo 0.7%. Altri ancora – come Belgio, Finlandia e Irlanda – viaggiano si attestano sullo 0.51% del PIL. Italia e Germania stanno facendo passi da gigante con una stima generale prevista pari allo 0,7% nel 2015.(fonte aiccre) (Valeriano Valerio)
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Mediazione in crescita
Pubblicato da fidest su giovedì, 15 marzo 2012
Sono già 118 le domande di mediazione ricevute solo dall’inizio del 2012 dall’organismo della Camera di Commercio di Udine, in aumento di oltre il 30% rispetto al dato 2011, considerato come anno zero in quanto è entrata in vigore l’obbligatorietà del tentativo in diverse materie stabilite dalla legge. Obbligatorietà che proprio dalla prossima settimana sarà estesa ad altre due materie, condominio e risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti. Per diffondere il corretto approccio all’istituto e sensibilizzare soprattutto le aziende, primario interlocutore della Cciaa, sull’opportunità offerta dalla mediazione, specie per la riduzione dei tempi e dei costi del procedimento, l’ente camerale ha organizzato oggi in Sala Valduga un seminario molto partecipato, introdotto dal presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo e dal presidente dell’Ordine dei Commercialisti Marco Pezzetta, con la moderazione dell’avvocato udinese Andrea Purinan.«I dati sono significativi e testimoniano l’impegno pluriennale dei nostri uffici, che si sono trovati pronti a gestire le novità normative – ha detto Da Pozzo –. Non possiamo considerare la mediazione una risposta risolutiva, ma crediamo che in un Paese con problemi strutturali, un carico sempre maggiore sulle spalle delle imprese tra costi del lavoro, fiscalità, costi energetici elevati e lentezza della giustizia, la mediazione sia un primo passo per trovare accordi in tempi rapidi e certi». Un’opportunità da cogliere con un approccio costruttivo, dunque, come è stata indicata da tutti gli intervenuti, a partire dallo stesso moderatore, che ha invitato a pensare alla mediazione non come a «un altro modo di fare giustizia ma a un modo diverso di tutelare gli interessi in campo». La mediazione favorisce la collaborazione e non la contrapposizione ed è inoltre un istituto in cui il ruolo dei professionisti è fondamentale, ha aggiunto Pezzetta. «In un Paese non abituato a risolvere i problemi, c’è uno strumento nuovo che, anche se perfettibile e da tarare, bisogna cominciare a utilizzare», ha detto. Se Nicola Giudice, responsabile del Servizio conciliazione della Camera Arbitrale di Milano, si è soffermato sull’utilità della mediazione tra soggetti di Paesi diversi, Sergio Ceccotti, commercialista, formatore di mediatori e mediatore della Cciaa di Udine, ha introdotto i vantaggi della mediazione per le imprese. Ben riassunti infine da Tiziana Pompei, vicesegretario generale di Unioncamere: 46 giorni di durata media di una conciliazione a fronte dei 1.108 giorni di un giudizio di primo grado. I costi? In Cciaa il 3% del valore della controversia a fronte del 29,9% in una causa davanti al giudice. La Pompei ha anche evidenziato il ruolo centrale delle Cciaa nell’organizzazione della mediazione, le regole a garanzia di una mediazione accessibile per tutti, consumatori e imprese, e la formazione dei mediatori. Nel 2011, sono stati 1400 i mediatori camerali formati in Italia, mentre i procedimenti depositati sono cresciuti passando dai 1570 di marzo-aprile dello scorso anno ai ben 17.510 di febbraio 2012. Mediazioni che hanno riguardato soprattutto diritti reali, locazioni, contratti bancari e assicurativi.
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Cosmetici in crescita, nonostante la crisi
Pubblicato da fidest su martedì, 6 marzo 2012
La crisi non ferma il comparto dei cosmetici che nell’anno appena trascorso, affermano i dati presentati da Unipro, ha visto un incremento del 4,6% del fatturato, superando i 9 miliardi di euro. Tutti i canali, ha spiegato il presidente dell’Associazione italiana delle imprese cosmetiche, Fabio Rossello durante la conferenza stampa di presentazione di Cosmoprof worldwide Bologna 2012, hanno registrato un aumento delle vendite, fatta eccezione per gli acconciatori: la crescita maggiore si è avuta nelle erboristerie (+3,9%) e nelle farmacie (+1,8), mentre tengono le profumerie e la grande distribuzione: «I contributi più significativi alla crescita dell’industria» ha spiegato «vengono comunque dalle esportazioni. In forte ripresa grazie alla flessibilità dell’offerta italiana, l’export sale del 14% con un giro d’affari di 2.740 milioni di euro». In media, si legge nel rapporto sui consumi, ogni italiano spende 159 euro all’anno per i prodotti cosmetici, in prevalenza creme per il corpo (17% del mercato) e per il viso (15%). Le donne sono ancora le consumatrici più accanite, con il 72% degli acquisti. La provincia che spende di più per questi prodotti è Milano con 225 euro, seguita da Forlì. A livello regionale il primato è della Lombardia, che da sola ha quasi il 20% dei consumi, seguita dal Lazio e dal Veneto con circa il 9%.(fonte famacista33)
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U.S.A.: fattori di crescita
Pubblicato da fidest su lunedì, 5 marzo 2012
Il bureau of economic analysis negli Stati Uniti segnala anche per i primi due mesi del corrente anno una crescita del Pil su base annua del 2,8% rispetto ad un 2011 che si è attestato intorno all’1,8%. Se andiamo ad analizzare le ragioni che hanno prodotto tale incremento percentuale dobbiamo mettere al primo posto la spesa per i consumi e la variazione delle scorte nel settore privato. Molti investimenti sono stati fatti nell’edilizia residenziale mentre le esportazioni hanno fatto rilevare una crescita sotto le aspettative ma in indubbia inversione di tendenza rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno. L’inflazione, a sua volta, si è mantenuta intorno al 3% e denota un calo sia pure lieve rispetto ai mesi precedenti. Dobbiamo concludere, sulla scorta di questi dati e di altri rilevatori, che si sta registrando un’espansione moderata dell’economia statunitense con una lieve stabilizzazione della crescita dei costi delle abitazioni e dei trasporti, e con essi un miglioramento delle condizioni complessive del mercato del lavoro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Cooperazione internazionale: investimento per il futuro
Pubblicato da fidest su venerdì, 2 marzo 2012
L’Associazione delle ONG Italiane, il CINI e LINK2007 esprimono la loro soddisfazione per i risultati della Conferenza “La Cooperazione internazionale dell’Italia: una risorsa da valorizzare, modernizzare, rilanciare”, tenutasi oggi a Roma, con la partecipazione del Ministro Riccardi, degli esponenti di tutte le forze politiche e dei rappresentanti dei vari attori della cooperazione allo sviluppo. Il Ministro ha sottolineato come sia necessario ridare alla cooperazione internazionale allo sviluppo un alto valore politico perché elemento qualificante delle nostre relazioni internazionali e una grande opportunità per gli interessi dell’Italia nel contesto globale. “Accogliamo con grande interesse le priorità espresse dal Ministro, che ha accolto molte delle istanze da noi presentate, tra cui l’urgenza di individuare un piano di riallineamento dell’aiuto pubblico allo sviluppo italiano agli standard europei, la necessità di riattivare ed ampliare un tavolo interistituzionale come luogo di confronto di tutti gli attori della cooperazione, la necessità di un maggiore coinvolgimento del Parlamento, di garantire maggiore coerenza tra le politiche attraverso l’istituzione di un organismo interministeriale e la proposta di convocare una Conferenza nazionale per fare il punto sulle strategie per il rilancio della cooperazione creando il massimo consenso” – affermano Gianfranco Cattai, Egizia Petroccione e Arturo Alberti, in rappresentanza dei tre coordinamenti delle Ong – “Speriamo che, in un periodo così difficile per il nostro paese, questi importanti impegni possano diventare realtà. Perché, come ha detto il Ministro, un paese che coopera è un paese che investe nella propria crescita e nel proprio futuro.” Gli esponenti e i parlamentari dei vari partiti hanno confermato l’importanza della cooperazione e si sono pronunciati in favore di una riforma legislativa da approvare entro la fine della legislatura. “Contiamo che la conferenza nazionale proposta dal Ministro possa essere l’occasione per contribuire a finalizzare il progetto di riforma e le Ong faranno la loro parte per sostenere questo disegno”.
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Oppioidi in crescita ma i Fans restano i più prescritti
Pubblicato da fidest su martedì, 28 febbraio 2012
In Italia si iniziano a usare di più i farmaci oppioidi per il controllo del dolore, con un aumento di quasi il 30% di numero di confezioni vendute e un consumo pro capite pari a 1,17 euro. Tuttavia al top dei consumi, con 9,10 euro di consumo pro-capite, rimangono i farmaci analgesici non oppioidi, al punto che, secondo i dati Istat, sono circa un milione, gli anziani che muoiono senza cure palliative e terapie anti-dolore. Le stime sui consumi sono stati inseriti nel Rapporto al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 38/2010 del ministero della Salute, pubblicato ieri dal Sole 24ore Sanità. «I dati raccolti nel 2010 e nel primo semestre del 2011 mostrano un incremento decisamente apprezzabile» si legge nel rapporto «la crescita tra il 2010 e l’anno scorso mostra una crescita di quasi il 30%, passando da 3,6 milioni di confezioni di oppiacei (con esclusione della codeina) a 4,7 milioni. Ma l’Italia è da sempre agli ultimi posti nella prescrizione di questi medicinali e quindi l’aumento va anche proporzionato al fatto che il nostro Paese partiva quasi da zero». Grazie alla legge 38, si registra una crescita più significativa, rispetto agli anni precedenti, ma con marcate differenze regionali. Infatti, se il consumo medio nazionale pro-capite degli oppioidi forti è pari a 1,17 euro, la D’Aosta (1,66), Friuli Venezia Giulia (1,89) e Liguria (1,73) la superano ma Lazio (0,89 euro), Campania (0,73), Basilicata (0,73) e Calabria (0,75) restano abbondantemente sotto. E lo stesso andamento si registra con gli oppioidi deboli: il valore medio a livello nazionale è di 0,78 euro pro-capite, mentre a livello regionale l’aumento maggiore è nelle regioni centro-settentrionali, con la Toscana in testa (1,74). I più prescritti e utilizzati rimangono quindi gli analgesici non oppiodi, con 9,10 euro di consumo pro-capite e valori massimi in Sardegna (12,19) e Sicilia (11,28).(fonte farmacista33)
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Tra precarietà e imprenditoria
Pubblicato da fidest su giovedì, 16 febbraio 2012
Bologna, 18 febbraio 2012 alle ore 9,30 a presso il convento di San Domenico, incontro col prof. Luciano Gallino su “Tra precarietà, realtà delle imprese e nuove leggi: quale futuro per il lavoro degli italiani?”, incontro che concluderà il Corso formativo 2011/2012 su Lavoro e flessibilità dell’occupazione. Se il lavoro non è una merce…
Del sociologo torinese uniamo una bella intervista a cura di Maria Elena Locatelli e Stefano Breda (Torino, 5 maggio 2011). E’ un intervento a tutto campo sui problemi e le prospettive del lavoro e del welfare ai tempi del “finanzcapitalismo”. Non manca un importante sguardo retrospettivo (alle origini del neoliberalesimo economico sul finire degli anni Trenta).In questi giorni Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e Inps hanno presentato il secondo Rapporto sulla Coesione sociale (2011). Volumi e tavole statistiche sono consultabili e scaricabili all’indirizzo: http://www.istat.it/it/archivio/53075.I problemi del lavoro (del “mercato” del lavoro) hanno naturalmente un notevole rilievo, con significative sottolineature dell’occupazione flessibile e precaria.
Mentre La invitiamo a navigare nel Rapporto, Le sottoponiamo in calce due tavole relative al 1° semestre 2011, che abbiamo leggermente semplificato per fotografare con la maggior efficacia possibile l’abnorme esigenza di lavoro “temporaneo” della nostra economia, un problema per i nostri ragazzi ma anche un problema per la “crescita” e lo sviluppo. Una sfida che dovrebbe far tremare i polsi della politica e del legislatore.
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Crescita e crisi debitoria
Pubblicato da fidest su martedì, 24 gennaio 2012
L’Italia si trova ad affrontare due situazioni altrettanto gravi: quella del debito sovrano giunto a circa duemila miliardi di euro e un deficit di crescita con un prevedibile segno negativo per il corrente anno. Questa situazione era già da tempo nota e nessun governo da 20 anni a questa parte ha cercato di porvi mano. Non lo ha fatto per via di una maggioranza risicata e per i veti incrociati degli alleati della coalizione. Non lo ha fatto allorché ha ottenuto una maggioranza qualificata per via delle sue anime lobbiste che preferivano l’immobilismo alle riforme strutturali, pena la perdita del consenso elettorale. Alla fine il grosso nodo è giunto al pettine ed è stato chiamato al capezzale del malato grave lo specialista che nella fattispecie oggi passa per governo tecnico ma che è in pratica un capovolgimento dei ruoli trasformando i tecnici in politici e i politici in un ruolo subordinato. Ora si cerca di fare ciò che andava fatto molti anni prima. Ma il ritardo accumulato si sta trasformando in disagio, in rivolta, in malessere allorché si mette mano a riforme pur necessarie per via del loro incancrenirsi. E’ soprattutto, una questione di mancata cultura politica e di etica. Ci siamo troppo a lungo crogiolati sul dolce non fare per dover oggi accettare una cura da cavallo. Abbiamo ereditato l’idea che le pressioni lobbistiche, clientelari, dei gruppi d’opinione, delle forze sociali conservatrici avrebbero potuto garantire i gruppi interessati dall’affrancamento di sacrifici e dalla tenuta dei privilegi acquisiti. E le resistenze odierne si spiegano in questo modo. Ma c’è di peggio. La tenacia nella quale i gruppi di pressione esercitano il loro ruolo si fa oggi sentire tanto bene che persino il governo tecnico ne risente gli effetti e si trova “costretto” ad alleggerire il contenuto dei suoi provvedimenti scaricandone gli effetti sulle categorie sociali meno “pressanti”. Ecco perché:
si parla di riforma delle pensioni solo penalizzando e non costruendo un modello nuovo e più adeguato alle bisogna;
si parla di lavoro solo pensando a come licenziare e non a pensare prima a creare nuova occupazione;
si parla solo di tasse e di imposte senza pensare alle inevitabili ricadute sul welfare indebolito da redditi medio-bassi e dal caro vita.
Si parla solo di crescita senza voler considerare che essa si fonda anche su una filiera breve, su trasporti intermodali efficienti su tutto il territorio nazionale oltre che ad una burocrazia più snella e una giustizia meno lumaca.
E il tutto deve essere condito da procedure rapide come lo dovrebbero essere quelle sui costi della politica visto e considerato che la politica una certa velocità l’ha imposta per attuare provvedimenti gravi e penalizzanti solo per talune categorie sociali e che, guarda caso, sono le più deboli ed esposte. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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