Siena – dal 22 al 24 marzo – presso il Complesso museale Santa Maria della Scala. Proiezioni, dibattiti e tavole rotonde. La crisi economica raccontata dal cinema. E’ il tema al centro della rassegna “O la borsa o la vita – 1929/2011: la crisi nell’occhio del cinema”. Tre giorni di proiezioni, dibattiti e tavole rotonde – promossi dall’associazione Amici del Cinema in Terra di Siena presieduta da Antonio Sclavi imprenditore ed ex docente di Economia dell’Università di Siena e inserita nel Campo e Controcampo Siena Film Festival – con la presenza di grandi personalità del mondo dell’economia e del cinema che si confronteranno su come il linguaggio cinematografico ha raccontato e racconta le crisi economiche passate e presenti. La direzione artistica è di Giovanni Maria Rossi, presiede il comitato scientifico Claudio Carabba.
Ognuna delle giornate previste analizzerà attraverso dibattiti e proiezioni specifiche una crisi storica. Si comincia, giovedì 22 marzo con “Ma cos’è questa crisi: 1929, ’30, ’31…” si prosegue, venerdì 23 marzo, attraverso la riflessione sulle crisi attuali con “I peggiori anni della nostra vita: Novanta-Duemila” per poi chiudere la rassegna con la terza e ultima giornata, sabato 24 marzo, dedicata al tema “2011-2012 – Una storia non ancora finita” con una tavola rotonda alla quale parteciperanno alcuni illustri esponenti del mondo dell’economia, dell’imprenditoria e del cinema.
“O la borsa o la vita” è una produzione di Campo e Controcampo. L’evento, che si svolgerà nella Sala Calvino del Santa Maria della Scala di Siena, è patrocinato con un contributo di Comune di Siena, Provincia di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Camera di Commercio di Siena e Bassilichi Spa. Le antologie dei film sono state realizzate in collaborazione con la Mediateca Regionale Toscana.
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La crisi economica raccontata dal cinema
Pubblicato da fidest su venerdì, 17 febbraio 2012
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Crisi economica e droghe leggere
Pubblicato da fidest su sabato, 13 agosto 2011
Se negli Usa può sembrare l’idea di un parlamentare abitualmente estroso, come e’ il democratico Jared Polis che ha proposto legalizzazione di poker online e di marjuana per maggiori introiti fiscali che, per il fatto di essere totalmente nuovi non costerebbero nulla, in Italia l’idea non sarebbe tanto peregrina, Il poker online, dallo scorso 18 luglio, nella versione cash (con soldi durante tutto il gioco) in Italia è una realtà che, nei suoi primi 15 giorni di vita ha visto gli italiani divertirsi con ben 350 milioni di euro. Una realta’ col proprio codazzo di introiti fiscali per l’Erario. Le droghe leggere sono anch’esse una realtà quotidiana, ma che allo Stato (e all’Erario per mancati introiti) costano molto come uscite. Non solo, ma con provvedimenti e campagne i cui risultati sono il contrario di quelli prefissi (calo di consumo e delinquenza connessa). Nonostante i divieti, gli italiani continuano a farsi le canne acquistando dal mercato nero o coltivando clandestinamente in proprio, mentre le varie polizie usano larghi spazi del loro impegno per cercare di combattere consumo, spaccio e traffico. E’ facile immaginare come un prodotto cosi’ diffuso, con un’alta domanda sempre in crescita, se l’offerta arrivasse da canali legali (e quindi soggetti al Fisco), rappresenterebbe un vantaggio economico per lo Stato. Vantaggio che lo Stato avrebbe anche da un impegno delle forze dell’ordine più concentrato su altre questioni: quindi non sarebbero, come ora, in cronica necessità di organico, mentre le altre illegalità che nuocciono alla comunita’ sarebbero meglio combattute, con un conseguente minor costo per tutti. Alcuni esempi: coltivare una piantina di cannabis in casa per uso ludico, come minimo sarebbe gravato dall’Iva e da un’autorizzazione, almeno all’inizio per evitare speculazioni da parte della delinquenza che oggi rifornisce il mercato clandestino; Iva che, invece, non dovrebbe esserci se la coltivazione fosse a scopo medico. Nuovi negozi e nuovi produttori si presenterebbero su un mercato che, soprattutto all’inizio, sarebbe in forte crescita… e tutti pagherebbero le tasse, anche perche’ meglio controllati da una Guardia di Finanza che non dovrebbero piu’ perder tempo a cercare nelle scuole i ragazzini che si portano gli spinelli. Fantaeconomia e fantapolitica? Probabilmente per chi ha fatto del divieto all’uso di droghe leggere una battaglia ideologica, strumento delle proprie velleita’ moralizzatrici. Ma per chi ha una visione serena dello Stato e delle leggi, cosi’ come dei diritti degli individui, siccome stiamo parlando di sostanze che fanno molto meno male di altre droghe oggi legali, come alcool e tabacco, la loro legalizzazione rappresenterebbe un vantaggio per chiunque, sia economico che sociale e civico. Sparigliare sui presunti convincimenti diffusi e’ un’arma che, in situazioni economiche difficili come l’attuale, può rappresentare una delle possibili soluzioni. (fonte aduc)
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Crisi economica e ponte sullo stretto
Pubblicato da fidest su martedì, 12 luglio 2011
Alla crisi economica, politica, occupazionale, in corso, alla quale la Sicilia assiste come Oggetto passivo, non si può, – a giudizio degli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, – porre rimedio con la proposta ossessiva del ponte-imbuto; con la proposta ossessiva del ponte-antisicilia; con la proposta ossessiva del ponte capace di porsi come alternativa (immaginaria) ad ogni reale esigenza di collegamenti fra la Sicilia e l’Europa e fra la Sicilia ed il Mondo; con la proposta ossessiva del Ponte Faraonico, che, nella migliore delle ipotesi, funzionerebbe qualche settimana l’anno esclusivamente per le ferrovie; con la proposta ossessiva del ponte che potrà collegare stabilmente la mafia con la ‘ndrangheta; con la proposta ossessiva del ponte che farà arricchire tutti gli speculatori. Ed infine: con la proposta ossessiva del ponte come panacea di tutti i mali della Sicilia …. Ed i recenti terremoti ancora in corso nel Merssinese semberano darci ragione. Ma la classe politica dominante, – a maggioranza “Pontista”, – forse per non contraddirsi sulla presunta utilità del ponte della vergogna, non ha ancora approntato un piano di emergenza per le popolazioni ed i Comuni più direttamente interessati. Vergogna! (Giuseppe SCIANO’ Segretario Politico FNS)
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Il coraggio della fuga
Pubblicato da fidest su martedì, 28 giugno 2011
Si tratta di fuga dalle proprie responsabilità, mirata a rinverdire un indice di gradimento appannato. Il governo imposta la manovra imposta dall’UE che dovrebbe aggirarsi intorno a 45 miliardi di euro; l’impostazione governativa prevedere una mini manovra quest’anno e rimanda alla coalizione che dovesse vincere le elezioni del 2013 l’onere di affrontare il grosso della manovra. Un ritardo operativo nell’affrontare l’attuale crisi economica, sostenuto da un folle incitamento all’ottimismo, al consumismo, ad evitare i risparmi e a non cambiare usi e costumi consumistici per mantenere in vita il circuito monetario che favorisce solamente i fornitori di servizi inutili. Negli ultimi otto anni ha governato Berlusconi, ed è fuori da ogni dubbio che non è stato in grado di affrontare i problemi provocati dalla crisi, anche per interessi personali legati alle pubblicità televisive che avrebbero risentito della contrazione dei consumi, oltre agli interessi personali legati alla catena di supermercati di proprietà maggioritaria della Fininvest.
Nulla è stata progettato per stimolare l’occupazione, la ripresa delle attività produttive, mentre la piccola e media borghesia, ignorando i consigli governativi, ha insistito nel risparmio, mantenendo un montante globale superiore al debito pubblico. Ora si perfeziona la grande fuga, delegando un governo futuro a bruciarsi con i conti fuori controllo, mentre il cavaliere si offre al dialogo con le opposizioni nel patetico tentativo di ingraziarsi i favori in vista della sua scalata al Quirinale. (Rosario Amico Roxas)
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Le “toppe” di Franco Frattini
Pubblicato da fidest su venerdì, 27 maggio 2011
“Il ministro degli Esteri Franco Frattini la smetta di fare la foglia di fico del presidente del Consiglio Berlusconi, perché alla fine la toppa è peggiore del buco. La sofferenza vera è quella che il premier infligge al paese, preso come è dalle sue ossessioni mentre il paese annega in una crisi economica spaventosa. Di questo avrebbe dovuto parlare con Obama, di crisi economica, sviluppo e crescita, non certo dei suoi nuclei paranoici” così Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera, commenta le dichiarazioni del ministro degli Esteri Frattini. “Altro che assoluzioni. Se il presidente è stato assolto in alcuni casi è stato solo grazie alle leggi ad personam che si è confezionato. In un paese normale ci si difende nel processo, non dal processo” conclude Borghesi.
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Campagna “Libera la benzina”
Pubblicato da fidest su venerdì, 15 aprile 2011
Non accenna a diminuire, come avevamo previsto, l’ondata di aumenti dei carburanti, complici (non giustificati) il conflitto nord africano e il terremoto in Giappone – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario – Il raggiungimento della quota di 1.60 euro, in particolare nelle regioni del mezzogiorno d’Italia, è diventato insostenibile per il reddito delle famiglie e per lo stesso Sistema Paese. Aumenti che rischiano di innescare una pericolosa spirale, visti il perdurare della crisi economica e l’inflazione galoppante. Il Governo – prosegue Giordano – deve intervenire su tre fronti: tagliando immediatamente le accise, aprendo i mercati alla concorrenza e monitorando l’andamento dei prezzi praticati dalle compagnie petrolifere per evitare eventuali speculazioni dovute all’aumento del costo del barile. In particolare per quest’ultimo punto, Adiconsum ribadisce la necessità che per tale controllo intervenga anche l’Autorità per l’energia. Infine Adiconsum chiede l’immediata convocazione del Tavolo tra associazioni consumatori, compagnie petrolifere, distributori e Governo. Adiconsum appoggia, inoltre, la Campagna “Libera la benzina” lanciata dalla Cisl-Fegica Cisl-Confesercenti, raccogliendo le firme presso le proprie sedi territoriali dislocate in ogni provincia del Paese (v. sezione “dove siamo” suwww.adiconsum.it). Con la sterilizzazione dell’Iva e la promozione di una maggiore concorrenza – conclude Giordano – si stima un risparmio per le famiglie di 400 euro/anno.
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Robin Hood Tax
Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 febbraio 2011
17 febbraio Giornata Mondiale di Mobilitazione per l’introduzione della Robin Hood Tax La Robin Tax – spiega Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum – è un’imposta sulle speculazioni a carico delle istituzioni finanziarie, già adottata da oltre 40 Paesi. A suo favore, o comunque dandone un’interpretazione positiva, si sono pronunciate le grandi istituzioni internazionali, dal Fondo Monetario Internazionale alla Commissione europea all’ONU. Secondo le più recenti stime, la Robin Tax potrebbe raccogliere circa 400 miliardi di dollari l’anno; fondi da utilizzare per attenuare gli effetti della crisi economica, contrastare il cambiamento climatico e combattere la povertà nel mondo. Un’imposta che non graverebbe i cittadini, ma chi è stato artefice della crisi finanziaria che ha colpito tutto il mondo negli ultimi anni falciando posti di lavoro e riducendo gli interventi pubblici anche nei settori più importanti, come quello delle infrastrutture e del sostegno ai redditi più bassi, dei contributi a favore del terzo e del quarto mondo e per la tutela del clima. La tassa – prosegue Giordano – graverebbe esclusivamente sulla compravendita di beni finanziari, obbligazioni e derivati; pertanto sarebbero interessate le istituzioni finanziarie, quali le banche d’investimento e i fondi speculativi, cioè i soggetti maggiormente responsabili della crisi. Più in particolare, la tassa andrebbe a colpire quella miriade di operazioni speculative che le istituzioni finanziarie compiono ormai in frazioni di secondi (high frequency trading – HFT). L’introduzione della Robin Tax avrebbe il non secondario effetto di ridurre la speculazione e quindi produrre una maggiore stabilità dei mercati finanziari.Per tutti questi motivi – conclude Giordano – Adiconsum si attiverà nei prossimi giorni, insieme a Cisl e Fiba Cisl, in vista dell’importante riunione dei Ministri delle Finanze nei giorni 17 e 18 febbraio, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Autorità, per la rapida introduzione della Robin Hood Tax.
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Flussi migratori e crisi economica
Pubblicato da fidest su venerdì, 10 dicembre 2010
Milano – 17 dicembre 2010 – Università Bocconi Il convegno “Flussi migratori e crisi economica: questioni globali e riflessi locali”, organizzato dalla Fondazione Franceschi il 17 dicembre presso l’Università Bocconi, affronta l’immigrazione in questa prospettiva, con l’obiettivo di offrire – gratuitamente – un momento di riflessione e di confronto a esperti, amministratori, studenti universitari e alla cittadinanza. La giornata si aprirà con relazioni di taglio più generale, allo scopo di tracciare il quadro mondiale dell’immigrazione, per poi soffermarsi sui singoli casi-Paese, tra cui l’Italia. Ai lavori partecipano studiosi di chiara fama, italiani ed esteri (si veda programma). E’ inoltre prevista una Tavola rotonda che approfondirà il rapporto tra flussi migratori e orientamenti socio-culturali in Europa. Il convegno prosegue nel pomeriggio con approfondimenti e case-history a cura del Network Roberto Franceschi, che avvia così i suoi lavori. Il Network, nato nel 2010, è composto da giovani studiosi attivi in Italia e all’estero, che negli anni scorsi hanno conseguito il Premio Franceschi. Questa “rete di saperi” di alto livello svolgerà attività di studio nel campo della multimedialità e offrirà un supporto continuativo di counseling e tutoraggio alla popolazione universitaria.
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Crisi economica e Beni Culturali
Pubblicato da fidest su venerdì, 19 novembre 2010
Paestum 19 Novembre 2010 – Sala Velia – ore 17.00. In cinese, la parola crisi è composta da due caratteri che significano “rischio” e “opportunità”. Ogni crisi è al tempo stesso rischio ma anche opportunità di rinascita su basi diverse, su diversi presupposti. Il convegno si pone l’obiettivo di un ragionamento di ampia portata sul rapporto fra beni archeologici ed economia nell’ottica del momento di crisi economica. Quali conseguenze sta provocando questa congiuntura economica sul mondo dei lavori legati ai Beni Culturali? È possibile tramutare una crisi in opportunità di crescita e valorizzazione, ad esempio con iniziative mirate nel campo del turismo culturale, o attraverso un rilancio della valorizzazione delle professioni? Intervengono Antonio Iannone – Assessore alle politiche giovanili della Provincia di Salerno Matteo Orfini – Responsabile cultura e informazione del Partito Democratico Livia Potolicchio – Dipartimento Ambiente e Territorio CGIL Marina Cipriani – Direttore Museo Archeologico Nazionale di Paestum Augusto Palombini – Confederazione Italiana Archeologi Fabio Faggella – Cooperativa Archeologia Francesca Longobardo – Apoikia s.r.l. Paolo Cosenza – Impresa Ingegneri Paolo e Mauro Cosenza s.r.l. Modera Alessandro Pintucci – Confederazione Italiana Archeologi
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Camera deputati: fido e fuffi all’ordine del giorno
Pubblicato da fidest su domenica, 24 ottobre 2010
Di cosa discuterà il Parlamento la prossima settimana? Tenetevi forte roba da urlo. Niente popo’ di meno che di “animali da compagnia”. 945 parlamentari della Repubblica, pagati con i soldi dei contribuenti, discuteranno di come proteggere al meglio Fido e Fuffi, i migliori amici dell’uomo. Nulla in contrario, per carità, nei confronti dei cuccioli a quattro zampe, a pelo corto o lungo che siano, miagolanti o abbaianti. Ma c’è qualcosa che non va, “sa va sa dir”, se il Parlamento della Repubblica italiana paga 945 tra deputati e senatori per occuparsi di Fido e Fuffi mentre il Paese sta affogando in una crisi economica epocale. Il Parlamento della Repubblica italiana, nel mese di settembre 2010, ha svolto 4 sedute con votazioni. Tradotto dal parlamentarese, ha lavorato 4 giorni in un mese: una mezza giornata al mattino, una mezza giornata al pomeriggio e due giorni mattina e pomeriggio. Ad ottobre, anche se manca una settimana, non è andata meglio, 6 sedute in tutto: un mezza giornata al mattino, tre mezzi pomeriggi, e due giorni mattina e pomeriggio. Fine dei giochi. In due mesi, 60 giorni, il Parlamento ha lavorato 10 giorni, distribuiti comodamente tra mattina e sera. Credo che qualunque cittadino ci metterebbe la firma sotto un contratto del genere, per di più strapagato. Fuori dalla facile demagogia, il problema è che noi di Italia dei Valori ci vergogniamo di essere pagati per non lavorare. Per questo, denunciamo da sempre e oggi con maggior forza, all’opinione pubblica, questa situazione di cui la totale responsabilità ricade sull’immobilismo del governo che non porta in Aula un solo provvedimento utile al paese ma solo disegni di legge con la velocità di un bradipo addormentato, ratifiche di convenzioni europee, tra cui l’indispensabile e fondamentale su Fido e Fuffi. Volete sapere quanti disegni di legge ha approvato il Parlamento nel mese di settembre? Zero. Quanti decreti legge? Zero. Quanti documenti, cioè aria fritta? Nove. Quante mozioni grazie all’opposizione? Tre. E una ratifica. Fine, game over. Ad ottobre, i disegni di legge sono stati 5, i decreti legge uno, un documento, tre mozioni e una ratifica. Fine, game over. Sono riusciti a fare di peggio del peggio già raggiunto negli stessi mesi nello scorso anno. Settembre 2009: 6 sedute in tutto. Il Parlamento ha lavorato 3 giorni su 30. Ottobre 2009: 3 sedute in tutto. Il parlamento ha lavorato 3 giorni su 30. Per produrre la modifica cifra di 7 disegni di legge, un decreto con fiducia, e tre mozioni. Roba da far ridere i polli. Gli italiani possono stare tranquilli: con Berlusconi e questa maggioranza che ormai non c’è più, il Parlamento è impantanato, immobile, fermo e, mentre Berlusconi pensa a come bloccare i suoi processi, le sue aziende prosperano. Con buona pace dell’Italia e degli italiani. (Massimo Donadi parlamentare I.d.V.)
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Idv: adesione al “No B-Day 2”
Pubblicato da fidest su giovedì, 19 agosto 2010
L’Italia dei Valori aderisce con convinzione alla manifestazione del ‘No B-Day 2′, indetta dal Popolo Viola il prossimo 2 ottobre a Roma. Ancora una volta scenderemo in piazza al fianco dei cittadini per ribadire il nostro fermo dissenso al governo Berlusconi, alle leggi ad personam, al ddl intercettazioni, e a questa politica strumentale. Lo abbiamo fatto più volte, durante la scorsa primavera. Abbiamo affollato le piazze d’Italia, da Nord a Sud, sempre al fianco di quei cittadini bistrattati da un Governo che pensa a tutelare la cricca dimenticando o nascondendo la crisi economica, le aziende in difficoltà, i cassaintegrati, i precari della scuola e i cervelli in fuga verso l’estero a causa dei tagli alla ricerca. Saremo presenti anche al ‘No B-day2’. Sarà un appuntamento importante per dare voce a tutti coloro che sono stanchi di una maggioranza che fa acqua da tutte le parti, e che pensa solo a insultarsi e a litigare invece di far fronte alle gravi emergenze che attanagliano il Paese. Mai come in questo momento è importante richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla questione morale ancora irrisolta, sulla grave crisi che si sta consumando all’interno del Pdl, immobilizzando le attività parlamentari, e sulla necessità di cambiare la legge elettorale vigente.
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Crisi economica e intolleranza
Pubblicato da fidest su venerdì, 9 luglio 2010
La crisi economica ha inasprito le tensioni razziali nel Vecchio Continente. A lanciare l’allarme è il rapporto 2009 della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, organo facente capo al Consiglio d’Europa, pubblicato oggi da West. Il testo, pur senza nominare nello specifico alcun paese, non lesina bacchettate. Anzitutto partendo dalla premessa che l’ondata di tagli alla spesa pubblica e l’aumento della disoccupazione accresce in tutta evidenza il rancore sociale soprattutto nei confronti dei Rom e degli immigrati. Secondo l’ECRI molti paesi avrebbero in qualche modo contribuito al dilagare di queste gravi tensioni, non combattendo con la necessaria energia il fenomeno di crescente stigmatizzazione sociale delle minoranze. Che, sempre più spesso, sono vittime di trattamenti,da parte degli organi della magistratura e della forze dell’ordine, non solo apertamente discriminatori ma, in non pochi casi, fuori dai confini della legalità. Il problema ricorda l’ECRI è che in vari paesi manca, inoltre, una legislazione capace di prevenire e al contempo punire i casi di razzismo. E la stoccata finale il rapporto la riserva “all’introduzione di restrizioni di ordine giuridico contro i musulmani”. Chiaro riferimento alla sindrome che sta contagiando molte nazioni sulla imprescindibile necessità di dover “fare qualcosa contro il burqa” e al voto referendario contro i minareti della Svizzera.
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Giovani e crisi economica
Pubblicato da fidest su giovedì, 27 maggio 2010
San Lazzaro (Bo) 27 maggio, alle ore 12, la Sala di Città (piazza Bracci, 1) ospita “Crisi economica e globalizzazione: ne parlano gli studenti”, incontro promosso dall’Assessorato alla Qualità Educativa e dagli Istituti Majorana e Mattei di San Lazzaro. All’iniziativa partecipano Giorgio Archetti, vicesindaco ed assessore alla Qualità Educativa, Magda Babini, responsabile Camera del Lavoro Intercomunale di San Lazzaro, Silvia Querzola, area manager CNA Servizi Bologna, ed i rappresentanti d’istituto e di classe degli Istituti Majorana e Mattei. Nel corso dell’incontro saranno presentati i risultati di “Giovani e crisi economica”, una indagine promossa all’assessorato alla Qualità Educativa in collaborazione con gli istituti superiori “E. Mattei” e “E. Majorana”. Il questionario è stato somministrato in forma anonima a 755 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 20 anni degli I.I.S “E.Mattei” e “E.Majorana”. Il 61% del campione frequenta l’istituto tecnico, il 24% il liceo scientifico, il 15% il liceo delle scienze sociali. Dall’indagine risulta che 745 ragazzi sanno della crisi e la loro fonte di informazione principale – domanda a risposta multipla – è stata la televisione (560 risposte). A seguire la famiglia (353), la scuola (292), i giornali (268), la radio (155) ed internet (125). Alta la richiesta di maggiore informazione: 514 contro 241. I ragazzi, poi, pensano che le categorie più colpite dalla crisi – domanda a risposta multipla – siano i lavoratori precari (425), i disoccupati (290), i giovani (288), i lavori dipendenti (253), gli anziani (174), i lavoratori autonomi (159), le donne (53). In 415 su 755 hanno risposto che la crisi non ha creato problemi alla famiglia di appartenenza. La contrazione dei consumi a detta dei ragazzi – domanda a risposta multipla – si è registrata per quello che riguarda le vacanze (182 risposte), lo svago (110 risposte), l’abbigliamento (87), le uscite serali (79), la musica (44), gli alimentari e lo sport (24), i libri (18). Presentando l’iniziativa, il vicesindaco Giorgio Archetti ha dichiarato quanto segue: «Nel corso degli incontri del gruppo di lavoro che si è occupato della progettazione partecipata del Bando “Il Futuro in una Borsa”, più volte si è affrontato con gli studenti che vi partecipavano il tema della crisi economica e delle sue conseguenze sulle famiglie. Visto il particolare interesse dimostrato dai ragazzi, abbiamo pensato di approfondire questo argomento proponendo un’indagine sulla percezione che gli studenti hanno del fenomeno e dell’influenza che questo ha sui loro consumi e stili di vita».
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L’Africa nella crisi economica
Pubblicato da fidest su giovedì, 20 maggio 2010
Roma 28 maggio, alle 17.00 Palazzo Marini, Camera dei Deputati, Sala Colonne, Via Poli 19 (angolo con via del Pozzetto). Quinta lezione del Corso 2010 su “L’Africa e la giustizia internazionale” che sarà tenuta da Esther Mujawayo, sfuggita al massacro in Rwanda nel 1994, autrice del libro “Il fiore di Stephanie”, Edizioni E/O 2007 e dal Prof. Gabriele Della Morte, ricercatore all’Università Sacro Cuore di Milano. Il Prof. Della Morte sarà osservatore per conto della Fondazione Basso-Sezione internazionale alla Conferenza di Kampala (Uganda) per la revisione dello Statuto della CIP (Corte Penale Internazionale).
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Sponsor: calo dell’8,9%
Pubblicato da fidest su giovedì, 18 febbraio 2010
Il mercato delle sponsorizzazioni in Italia nel 2010 tornerà, almeno in termini nominali (senza considerare quindi l’inflazione), sui valori del 1999. Secondo le stime contenute nell’ottava edizione dell’Indagine Predittiva “Il Futuro della Sponsorizzazione” di StageUp – Sport & Leisure Business e Ipsos, gli investimenti complessivi, al termine dell’anno in corso, si attesteranno a 1.465 milioni di euro, arretrando dell’8,9% rispetto al 2009. Fra i principali motivi che porteranno alla flessione, la seconda consecutiva dopo quella del 2009, peserà la tendenza ad una riallocazione dei budget dedicati alle attività di comunicazione e relazione verso i settori a più alto ed immediato ritorno commerciale, la riduzione delle aziende attive in sponsorizzazioni ed una contrazione generalizzata del budget da queste investito, a cui si accompagna una forte razionalizzazione nell’allocazione delle risorse. A fronte di ciò non emergono aziende, anche di settori emergenti, capaci di compensare nell’immediato la riduzione degli impegni dei player consolidati. Il mercato si prevede che tornerà a crescere nel 2011 attorno al 4/5%. Nel 2009, sempre secondo l’Indagine Predittiva “Il Futuro della Sponsorizzazione”, sono stati investiti nel mercato delle sponsorizzazioni (sport, cultura e sociale) 1.608 milioni di euro, con un decremento del 10,4% rispetto al 2008. Il comparto ha fatto segnare una forte flessione seppure su livelli più contenuti rispetto a quello dell’advertising che, nel 2009, ha avuto un calo di oltre 15 punti percentuali. Le ragioni principali della migliore tenuta del mercato delle sponsorizzazioni sono riconducibili principalmente a motivazioni strutturali, come i contratti pluriennali a valori bloccati già stipulati, specie in ambito sportivo, prima dell’inizio della crisi economica.
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