Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 24 n° 213

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Corruzione crisi: causa ed effetto

Pubblicato da fidest su sabato, 19 maggio 2012

Quello che sta succedendo in questi giorni alla Camera sul ddl anti-corruzione e la crisi economica non sono capitoli separati. La corruzione, certo non l’art. 18, è una delle principali cause del declino economico dell’Italia: senza una legge drastica per combatterla e senza il ripristino del falso in bilancio, le imprese e la politica non torneranno credibili e non ci potrà essere nessuna ripresa.L’ostruzionismo del Pdl è becero e inaccettabile ed è anche un vero e proprio sabotaggio contro la nostra economia in un momento difficilissimo. E’ l’ennesima prova di quanto danno facciano il governo tecnico e l’ammucchiata di una finta maggioranza che non può imboccare con decisione nessuna strada, né contro la corruzione né sul piano della crisi economica. L’IdV è riuscita a far passare già al Senato la ratifica della Convenzione di Strasburgo, che agevolerebbe l’inserimento nel nostro ordinamento delle norme anti-corruzione, ma ancora non è legge perché questo Parlamento è allergico alla legalità. C’è un sistema di potere che indica la strada da seguire, bloccando qualunque iniziativa per farci uscire fuori da questo pantano.L’Italia dei Valori ritiene che le entrate di cui il Paese ha urgente bisogno per fronteggiare la crisi debbano essere reperite facendo pagare il conto agli evasori fiscali e, con la Tobin Tax, a quella minoranza che possiede oggi le risorse di cui il Paese ha bisogno.La sola via d’uscita sta nello smettere di perseguitare gli onesti e i poveracci e di premiare sempre i corrotti, i privilegiati e i banchieri. Bisogna mettere insieme libertà e solidarietà, meritocrazia, trasparenza e sostegno alle fasce deboli. Questo può farlo solo un governo politico, eletto dai cittadini e non nominato dall’alto. Per noi dell’IdV la coalizione che può vincere le elezioni, dar vita a questo governo e ridare speranza al Paese è in tutta evidenza quella prefigurata dalla foto di Vasto. Quel modello ha vinto in Francia e ha ottenuto risultati eccezionali nella stessa Germania. E’ il futuro non solo dell’Italia ma dell’intera Europa. Cosa stiamo aspettando a proporlo apertamente ai cittadini? Noi siamo pronti a governare l’Italia, con un programma che metta al primo posto il lavoro, l’equità sociale, la legalità e la lotta all’evasione e alla corruzione.(Di Pietro)

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Sul futuro dell’industria italiana dopo la crisi

Pubblicato da fidest su martedì, 15 maggio 2012

Roma 17 maggio alle ore18.30 presso la sede di veDrò, via del Tritone 87 al consueto appuntamento “Un aperitivo con…” del think net veDrò parteciperanno l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo, e lo scrittore Edoardo Nesi per parlare dell’impresa del futuro.
Due punti di vista differenti a confronto: l’uno di chi guida un’impresa, l’altro di chi invece l’ha lasciata alle spalle per vivere con la cultura. (Alessandra Calise)

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La crisi del diritto d’autore

Pubblicato da fidest su domenica, 13 maggio 2012

Cosenza 17 maggio 2012, presso l’Università della Calabria (aula Magna), ore 14.30, si terrà il Convegno-Dibattito sul tema: “La crisi del diritto d’autore: il copyright tra mercato legale e pirateria”, che vedrà, per la prima volta, confrontarsi i nomi più noti in Italia in materia di diritto della rete e del copyright. Ci saranno da un lato i riformisti: avv. Guido Scorza, avv. Fulvio Sarzana, dott. Gennaro Francione (giudice del tribunale di Roma che, nel 2001, firmò la famosa sentenza anticopyright). Dall’altro lato ci saranno i sostenitori dei diritti tradizionali: dott. Filippo Gagliano (direttore SIAE), avv. Leopoldo Lombardi (Pres. A.F.I. – Ass. fonografici italiani), dott.ssa Tiziana Scarpelli (Sost. Comm. Polizia Postale).Il tema si incentrerà sulle prospettive di riforma del diritto d’autore e del mercato illegale della pirateria telematica, filtri su internet, regolamento dell’AgCom, ACTA.L’eccezionalità dell’evento sta nel fatto che, per la prima volta, allo stesso tavolo, si scontreranno riformisti e conservatori del copyright.Verranno prospettate interessanti tesi e proposte per una regolamentazione e riforma del mercato dei diritti d’autore, che non pregiudichi la libertà di traffico della rete. Verranno inoltre sentite le ragioni dei cosiddetti riformisti, dei pirati e dei sostenitori del copyright.Introdurrà i lavori e farà da moderatore l’avv. Angelo Greco, anche questi già autore di numerosi scritti in materia di copyright (versante riformista), nonché legale difensore per la Calabria della S.I.A.E.L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul portale www.laleggepertutti.it e ciascuno spettatore potrà inviare, in tempo reale, domande ai relatori, connettendosi con la pagina facebook https://www.facebook. com/laleggepertutti Il convegno sarà patrocinato dal portale web www.laleggepertutti.it e dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza (convegno accreditato).

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Gli ingredienti per uscire dalla crisi

Pubblicato da fidest su giovedì, 10 maggio 2012

Le imprese sono come il pallone in una partita di calcio: non smettono mai di muoversi. La regola vale anche per l’azienda farmacia e quindi sbaglia il titolare che non tiene sempre acceso il proprio cervello. Parole di Franco Falorni, commercialista e docente di economia d’impresa alla facoltà di Farmacia di Pisa, mattatore a Cosmofarma dell’evento che ieri mattina ha cercato di irradiare un po’ di ottimismo in una platea intristita dalle insistite analisi del giorno prima sugli effetti delle liberalizzazioni (almeno quattro gli incontri di sabato sul tema). Organizzato dal Laboratorio Farmacia, il centro studi diret to dallo stesso Falorni, il convegno ha messo sul tavolo non la ricetta ma gli ingredienti che serviranno alla professione per uscire dal tunnel. E per cambiare, perché come s’è detto un’azienda è come un pallone e il movimento è insito nella sua stessa forma.
E allora la parola d’ordine è quella di non vedere nel mutamento solo un male né nella crisi solo un rischio. «Come diceva Einstein» ha ricordato Falorni «solo chi non ha fiducia nelle sue capacità ha paura». Certo le incognite non vanno nascoste: come ha ricordato Riccardo Varaldo, presidente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, lo spostamento di prodotti extra-canale è certamente destinato a proseguire nei prossimi anni e questo – unito all’allargamento delle farmacie – comporterà nel tempo una diversificazione della rete, con presidi caratterizzati da modernizzazione e innovazione da una parte e dall’altro presidi di connotazione tradizionale. Ma ci sono anche le opportunità: come ha ricordato con una robusta serie di dati Carla Colicelli, direttore del Censis-Forum per la ricerca biomedica, le famiglie e i cittadini sono chiamati nel tempo a coprire di tasca propria una fetta sempre più consistente di prestazioni ed è forte il bisogno di soggetti che sappiano offrire a questa domanda risposte qualificate e dal corretto rapporto prezzo-beneficio, anche per contrastare le sirene talvolta pericolose della sanità low cost.
La conclusione è un invito ai titolari perché non si perdano d’animo. L’hanno persino messo in musica alcuni giovani titolari di Pisa, in un applaudito videoclip proiettato al termine del convegno: i farmacisti sono ancora qua.(fonte farmacista33)

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Medici senza frontiere: 8° Rapporto Crisi dimenticate

Pubblicato da fidest su giovedì, 10 maggio 2012

An MSF health worker examines a malnourished child

An MSF health worker examines a malnourished child (Photo credit: DFID – UK Department for International Development)

Roma Martedì 15 maggio 2012 ore 11.00 Sala Stampa Estera Via dell’Umiltà 83/c Medici Senza Frontiere (MSF) presenta l’ottavo rapporto sulle “Crisi dimenticate”. Per la prima volta sotto esame anche la rappresentazione nei media degli sbarchi a Lampedusa insieme a quei contesti internazionali che nel 2011 sono stati poco o per nulla presenti nei TG italiani, come evidenzia la nuova analisi a cura dell’Osservatorio di Pavia. Il rapporto “Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011” (pubblicato dalla Marsilio Editori) è corredato dai contributi di rappresentanti del mondo accademico (Mario Morcellini, Carlo Filippini, Zeno Bisoffi, Andrea Angheben) e del giornalismo (Giovanni Porzio, Domenico Quirico, Pietro Veronese, Daniela Minerva).In occasione della presentazione, MSF farà anche il punto sulle attuali emergenze umanitarie in corso, in particolare in Africa, con la crisi in corso nel territorio del Sahel. Verrà inoltre presentata la nuova applicazione gratuita di MSF per iPhone e Android, per far conoscere le crisi dimenticate. Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in oltre 60 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi ed epidemie. www.medicisenzafrontiere.it Intervengono:
Kostas Moschochoritis, Direttore generale MSF Italia
Sergio Cecchini, Direttore della comunicazione MSF Italia
Giovanni Porzio, giornalista

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Guardare oltre la crisi

Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012

Commercio e credito: un binomio non facile, soprattutto oggi. Un binomio che però a livello locale ha trovato una risposta. Confesercenti provinciale Varese e Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate hanno dimostrato che, quando si fa rete e si è disponibili all’ascolto, le soluzioni possono essere trovate e sono «soluzioni magari non innovative, ma sartoriali, ovvero tagliate su misura per le esigenze di un territorio». Nelle parole di Luca Barni, direttore generale della Bcc, la sintesi di quanto emerso stamattina dal convegno “Commercio e credito. Domanda e risposta” organizzato da Confesercenti a Varese. Un appuntamento voluto per continuare il percorso avviato dalla Bcc e dall’associazione di categoria alcuni mesi fa.
«Nel parlare di credito alle imprese ci si imbatte in una serie di affermazioni diffuse che non trovano riscontro nell’azione del sistema bancario -ha premesso Barni-. Per esempio, il fatto che non sarebbero stati riversati sul territorio, alle imprese e alle famiglie, i fondi provenienti dalla Bce. Andando a guardare i livelli degli impieghi delle banche, ci si accorge però che questo è stato fatto. Dalla Banca Centrale Europea sono stati presi quei fondi che le banche non riescono più a raccogliere sul mercato del capitale». Inoltre, «dagli ultimi dati, l’80% circa delle richieste di finanziamento che arrivano alle banche viene soddisfatto. È una percentuale inferiore al passato, ma occorre tenere presente la situazione generale di difficoltà che stiamo vivendo, non solo per chi investe ma anche per chi concede credito».
Nonostante queste osservazioni, la situazione generale rimane critica. Come ha precisato Gianni Lucchina, direttore generale di Confesercenti Varese: «Molte piccole realtà hanno già chiuso, altre cercano di sopravvivere. Il commerciante oggi deve fare i conti con il calo dei consumi (3% circa) e con un mercato difficile, giocato su una guerra dei prezzi dove anche un minimo sbalzo negli incassi rischia di condurre a una situazione di emergenza. Un solo dato: quasi la metà delle imprese aperte dal 2007 a oggi non è riuscita reggere». La risposta a questa situazione è arrivata dal basso, seguendo due semplici parole: rete e ascolto. Ha proseguito Lucchina: «Confesercenti Varese e Bcc si sono messe a confronto proponendo un modello di azione per guardare oltre la crisi. Si parla molto di fare rete, ma troppo spesso questa parola rimane uno slogan ben lontano dai fatti. Abbiamo voluto metterci insieme, ciascuno nel rispetto e nella responsabilità del proprio ruolo, per trovare una strada». Il metodo è stato quello dell’ascolto. Ovvero, «capire quali sono le reali esigenze delle piccole e medie imprese, di cosa hanno realmente bisogno. E abbiamo scoperto che non si tratta di soluzioni complesse, dovevano essere, semplicemente, proposte nei termini corretti», ha spiegato Barni. Sono nate così le quattro azioni della Bcc: un finanziamento temporaneo agevolato pensato per permettere alle imprese di superare eventuali tensioni di liquidità; un conto corrente dedicato a costo fisso; il servizio POS a commissioni basse con installazione e assistenza gratuite; uno specifico finanziamento per creare il proprio negozio virtuale. E le risposte non hanno tardato ad arrivare. «In poco meno di un mese, abbiamo già avuto più di una decina di richieste», ha concluso Barni.

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L’Agroecologia e la Vita

Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012

La Costituzione italiana non è stata delegata ai trattati internazionali sul commercio, ne in materia di ambiente ne in quella di salute. Ed ogni stato può applicare livelli di sicurezza e precauzione superiori ai minimi europei. Con tutti gli studi indipendenti disponibili sul pericolo OGM per la salute umana ed animale e l’accertata contaminazione ambientale da polline e TGO (trasferimento genico orizzontale) del DNA e micro Rna transgenico, attraverso la flora intestinale e i microrganismi del terreno. il parlamento UE ha da poco approvato una risoluzione che ribadisce agli stati membri il diritto di vietare gli OGM, per la semplice ed accertata contaminazione ambientale (che può divenire irreversibile) oltre che per il rispetto della volontà popolare di non mangiare ne importare OGM.
E’ la stessa direttiva 2001/18 CE, sugli OGM che prevede l’obbligo di consultazione popolare (Referendum) in materia di OGM prima di ogni decisione, dal momento che tali decisioni possono diventare irreversibili. Dev’essere il popolo, nel caso, a decidere se rinunciare o meno, definitivamente, all’Alimentazione ed Agricoltura tradizionali italiane.
Gli OGM sono inutili e pericolosi per la salute e l’ambiente. E, contaminando tutte le altre filiere agroalimentari , contrastano anche l’Art. 41 della Costituzionein quanto rendono impossibile la libera attività economica di chi vuole continuare a produrre alimenti biologici, 100% liberi da OGM.
Gli OGM sono in contrasto, per lo stesso motivo, con gli accordi di libero commercio WTO, provocando il monopolio sementiero ed agroalimentare, che minaccia le sovranità alimentari dei popoli, le economie agricole locali e la loro salute. Bisogna adire alle corti costituzionali ed istituzionali nazionali ed europee da parte dei cittadini e delle associazioni del Biologico E’ necessario sostenere un ufficio tecnico giuridico di azione legale contro le Multinazionali dei Pesticidi (che vanno vietati in quanto non necessari e pericolosi per la salute) e degli OGM, che vengono utilizzati per alimentare miliardi di animali in allevamenti intensivi e senza terra, che consumano aòmeno come 20 miliardi di esseri umani equivalenti…
…mentre 1 miliardo di persone e bambini nel mondo soffre e muore di fame. (Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo)

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Comunicare l’Europa ai tempi della crisi: tavola rotonda a Bruxelles

Pubblicato da fidest su domenica, 29 aprile 2012

The Brussels Parliament building

The Brussels Parliament building (Photo credit: Wikipedia)

Bruxelles 8 maggio 2012. La Tavola rotonda si terrà dalle 18.15 alle 20.30 presso il Parlamento “Comunicare l’Europa ai tempi della crisi. Il ruolo dell’informazione tra istituzioni e cittadini” è la Tavola rotonda che l’Ansa organizza a Bruxelles, in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione in Italia e la Direzione Generale per la Comunicazione del Parlamento europeo. Il Presidente dell’Ansa Giulio Anselmi e il Direttore Luigi Contu apriranno la tavola rotonda, che vede la partecipazione del Ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, dei vicepresidenti del Parlamento europeo Gianni Pittella e Roberta Angelilli, del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, dell’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, del portavoce e direttore per i media Jaume Duch Guillot e dei rappresentanti delle delegazioni politiche del Parlamento europeo. europeo. (fonte: www.aiccre.it)

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L’OIM presenta una nuova pubblicazione sulla crisi libica del 2011

Pubblicato da fidest su domenica, 29 aprile 2012

Si inititola “Migrants Caught in Crisis: the IOM Experience in Libya” la nuova pubblicazione che l’OIM ha voluto dedicare agli eventi che hanno sconvolto il nord Africa nel corso dell’anno passato.Dalla fine del febbraio 2011, 790.000 lavoratori migranti hanno attraversato il confine libico verso i paesi limitrofi per fuggire al conflitto in Libia, dando luogo a una delle più grandi crisi migratorie nella storia moderna.
La dimensione della crisi libica ha portato al centro del dibattito politico la questione della protezione dei migranti e dei loro diritti in situazioni di crisi, il ruolo degli Stati e dei meccanismi di cooperazione internazionale, e le implicazioni di queste crisi sui paesi d’origine dei migranti e più in generale sui sistemi di gestione della migrazione.Alla luce dell’esperienza dell’OIM in materia di evacuazioni, ritorni e reintegri di lavoratori migranti dalla Libia, il volume prende in analisi l’effetto della crisi sui migranti e sui flussi migratori nella regione, contestualizzando la crisi in una prospettiva comparativa con i paesi confinanti, e dando un rapido sguardo indietro alla situazione migratoria prima della crisi, sia a livello socio-economico sia livello politico.La pubblicazione presenta un rapporto dettagliato delle evacuazioni dei lavoratori migranti dalla Libia e del ruolo centrale dell’OIM durante le operazioni, illustra gli effetti provocati dalla crisi sui paesi d’origine e le implicazioni di questo scenario sulla ricostruzione del paese.
Prima della crisi, la Libia basava infatti la maggior parte del proprio fabbisogno di mano d’opera sui circa 1,8 milioni di lavoratori migranti che risiedevano all’interno del proprio territorio. L’enorme movimento di persone delllo scorso anno non ha avuto solo un enorme impatto per le aree confinanti, ma sta tuttora influenzando in modo significativo anche questa fase di ricostruzione post-bellica del paese. Non manca un dettagliato resoconto delle sfide e degli insegnamenti appresi in materia di risposta internazionale alla crisi: il ruolo degli stati, i meccanismi di cooperazione, l’evacuazione come forma di protezione, sicurezza e accesso umanitario e mobilizzazione delle risorse.Infine, nonostante la situazione sia ancora in divenire dopo la caduta del regime di Gheddafi, il volume prende in considerazione anche gli scenari, le politiche e le sfide future per la migrazione in Libia. (migrants)

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Rieti: realtà sociali del territorio

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 aprile 2012

L’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, ha visitato alcune strutture di eccellenza nell’ambito dell’assistenza ai disabili della città di Rieti. Un tour iniziato presso il Centro diurno della Cooperativa Nemo, dove ha incontrato anche le famiglie, i giovani e gli operatori delle associazioni Special Olympics Rieti, Sport Terapia e RiaH. “Purtroppo – ha spiegato Forte – in passato la spesa sociale è stata sbilanciata su pochi bisogni. Ciò ha determinato che nel Lazio solo il 6 per cento dei servizi e delle strutture socio-assistenziali è rivolto ai disabili. Per superare questa criticità stiamo creando un sistema più efficiente, che parte dall’analisi dei bisogni e stabilisce priorità e livelli essenziali di servizi, che dovranno essere raggiunti in ogni ambito territoriale”. L’assessore regionale ha, poi, visitato l’azienda Braille Gamma, specializzata nella trascrizione, adattamento e stampa di libri scolastici per non vedenti e ipovedenti, sia in formato digitale che cartaceo. Dopodiché, per fare il punto sulla situazione dei servizi sociali di Rieti e sulle idee per migliorare l’offerta ai cittadini, Forte ha incontrato il candidato sindaco Silvio Gherardi, sostenuto dall’Udc e dalle liste civiche Alleanza di Centro-Pionati, Incontro Democratico, Rieti al Centro e Rilancio. Terminato l’incontro, Forte si è recato presso la sede dell’Anmic Rieti, dove ha spiegato che “nonostante i cento milioni in meno trasferiti dallo Stato al Lazio sul sociale, abbiamo garantito ai distretti e ai Comuni la stessa quota di risorse degli anni precedenti pari a oltre 70 milioni di euro, prevedendo già le risorse per la programmazione triennale. Una scelta coraggiosa in questo tempo di crisi, ma necessaria perché le persone hanno bisogno di risposte certe e a lungo termine”. Al termine della giornata, Forte ha visitato il centro riabilitativo RiaH e il nuovo Centro socio-educativo per ragazzi disabili della Cooperativa Nemo. Un centro con un’isola informatica, una piccola falegnameria, laboratori di musicoterapia e teatroterapia e con uno spazio riservato a un progetto di Parent traning per informare e supportare i genitori dei ragazzi con disabilità. “È un progetto nato dall’idea e l’impegno dei genitori – ha spiegato Umberto Germani, responsabile della cooperativa – perché i ragazzi disabili che hanno terminato la scuola spesso non hanno altri luoghi dove stare. Il rischio è che in mancanza di stimoli vadano persi i risultati raggiunti in anni di lavoro. Qui creiamo una nuova opportunità di stare insieme, crescere e un sollievo per le famiglie”.

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Crisi: situazione drammatica

Pubblicato da fidest su venerdì, 6 aprile 2012

Troppi suicidi, troppi fallimenti economici familiari, troppa disoccupazione, troppe tasse rappresentano una miscela esplosiva – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale di Adiconsum – che rischia di portare il Paese sul crinale di una emergenza sociale ed economica sempre più drammaticamente tangibili.
La propensione al risparmio registra l’ennesimo record negativo attestandosi al 12% facendoci tornare indietro al 1995, cioè a 17 anni fa. L’inflazione erode il potere d’acquisto delle famiglie e le quote di profitto delle aziende non finanziarie, una donna su due ed un giovane su tre non ha occupazione.
Non è possibile – prosegue Giordano – continuare a passeggiare lungo quello che sempre di più appare come un baratro nel quale tantissime famiglie sono precipitate o rischiano di precipitare.
Adiconsum chiede al Governo ed alla maggioranza che lo sostiene:
1) l’immediata trasformazione in decreto legge del disegno di legge sul default dei consumatori;
2) il taglio delle accise sui carburanti e l’istituzione dell’Iva mobile;
3) il varo di una reale riforma fiscale che tagli le aliquote IRPEF dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, utilizzando le risorse recuperate con la lotta all’evasione fiscale e con l’aumento dell’IVA;
4) la cantierizzazione immediata di opere pubbliche capaci di iniettare risorse per lo sviluppo e creare occupazione diretta e da indotto produttivo.

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Piemonte: il prezzo della crisi

Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012

Il Piemonte è tra le regioni che in questi anni più hanno subito il peso delle difficoltà economiche. Oggi a Roma i vertici dell’Indesit avrebbero annunciato ai sindacati la decisione di spostare la produzione di lavastoviglie in Polonia. Una presa di posizione che andrebbe a colpire in primo luogo la nostra Regione e Provincia. Sono 400 i lavoratori dipendenti dello stabilimento di None, senza contare tutti coloro che vengono impiegati nell’indotto. Nel 2009 ci trovammo di fronte ad una situazione simile. Anche in quel caso il futuro dello stabilimento torinese veniva messo in discussione, ma dopo una lunga trattativa tra azienda e sindacati si trovò una soluzione. Oggi chiediamo alla proprietà di dimostrare lo stesso impegno che mise in campo all’epoca. Il gruppo di Sinistra Ecologia Libertà con Vendola in Regione Piemonte presenterà un’interrogazione urgente per chiedere all’Assessore di riferimento quali iniziative intenda mettere in atto per garantire i livelli occupazionali dell’azienda e la tutela dei lavoratori dell’indotto. I piemontesi hanno già fatto grossi sacrifici, le imprese dimostrino responsabilità. (Monica Cerutti, Sinistra Ecologia Libertà)

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Il caro bolletta

Pubblicato da fidest su lunedì, 2 aprile 2012

…«Arriva come una mannaia sulla fragile economia delle famiglie italiane, non può e non deve giustificare alcuna bugia. La vera causa di questi aumenti non sono gli incentivi alle fonti rinnovabili» commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia in relazione al dibattito in corso tra i membri del governo sugli aumenti dei costi dell’elettricità in Italia. «La vera causa degli aumenti – prosegue Boraschi – è la dipendenza dell’Italia dalle fonti fossili e il fatto che il costo della maggior parte dei nostri consumi sia determinato dal prezzo del petrolio sulla piazza di Londra. Un prezzo da lungo tempo impazzito. Le rinnovabili pesano sulla bolletta degli italiani per quote proporzionalmente modestissime. Inoltre è singolare il fatto che nel valutare il peso degli incentivi non si tenga quasi mai conto di quello che le misure di sostegno producono. Ce lo ha ricordato l’Università Bocconi, con una ricerca specifica, proprio pochi giorni fa: i benefici netti delle fonti rinnovabili, al 2030, ammonteranno a 79 miliardi di euro sotto forma di maggiore occupazione, mancata importazione di combustibili fossili, esportazioni nette dell’industria, riduzione del prezzo di picco dell’energia. Altri studi dimostrano come già oggi il gettito fiscale dell’unico settore che sta resistendo alla crisi – quello appunto delle energie puli
te – compensi gli oneri a carico dei contribuenti.» «Ci si dimentica spesso dei molti altri costi che gravano sulle bollette degli italiani e che certo non servono a sostenere una crescita strategica per il Paese, ma solo a mantenere operativo un sistema energetico vecchio, sporco e arido in termini di occupazione; o a pagare gli sbagli del passato, come per lo smantellamento del nucleare. – conclude Boraschi – Dice bene il ministro Corrado Clini: eliminare il sostegno alle rinnovabili ora sarebbe come aver abbandonato la telefonia negli anni ottanta, poco prima del boom. Una scelta miope le cui conseguenze si rivelerebbero in un ritardo industriale e d’innovazione cronico e penalizzante.» (Andrea Boraschi)

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Consumatori: stress da crisi

Pubblicato da fidest su venerdì, 30 marzo 2012

“Questa crisi non è entrata solo nelle tasche dei consumatori, ma anche nelle menti di molti italiani”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando l’ennesimo episodio di tentato suicidio di un uomo che, sommerso dai debiti, ha provato a darsi fuoco a Bologna.
“Il risultato della crisi economica -afferma la dottoressa Paola Vinciguerra, Presidente di Eurodap (Associazione Europea per gli attacchi di panico)- è un forte senso di destabilizzazione che si innesca in alcune persone che, di punto in bianco, hanno dovuto modificare il loro tenore di vita e non riescono più ad identificarsi nello status che prima li rappresentava. Sorge così l’insicurezza, l’inadeguatezza, la frustrazione e la depressione che, in casi limite, portano a vedere il suicidio come l’unica via di fuga”.
“Purtroppo -aggiunge Dona- questi casi sono sempre più diffusi anche perché ormai la differenza tra fasce meno abbienti e ceto medio si è così assottigliata che, a non riuscire ad arrivare alla fine del mese, non sono solo le famiglie, ma anche i piccoli imprenditori alle prese oltre che con le difficoltà comuni anche con la responsabilità degli operai da pagare”. “Non si può combattere la crisi chiudendosi in se stessi -consiglia la terapeuta- né è giusto colpevolizzarsi troppo; il primo passo è: accettare la realtà e tirar fuori tutta la nostra creatività, perché spesso l’unico modo per uscire da una brutta situazione è usare diversamente ciò che già conosciamo e abbiamo proprio sotto agli occhi”. “D’altro canto -aggiunge Massimiliano Dona- il Governo non può lasciare soli i cittadini: dopo questa fase di sacrifici necessaria per risanare i debiti, è il momento di puntare alla crescita valorizzando le piccole imprese e dando respiro ai consumatori. Sarebbe anche utile -conclude l’avvocato- fornire un supporto psicologico gratuito per le persone con i debiti per evitare che cadano in stati di depressione e psicosi”.

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Crisi Grecia, mercati attendono piano di rimborso: l’addio all’Euro a 1,25

Pubblicato da fidest su giovedì, 8 marzo 2012

C’è nervosismo tra gli operatori finanziari in vista della scadenza di giovedì in cui tutti i creditori privati della Grecia dovranno pronunciarsi sull’adesione al piano di rimborso del debito ellenico. Cinque fondi pensione greci hanno già fatto sapere che non aderiranno allo swap e in lavagna la situazione greca diventa più critica. L’addio all’Euro, riporta Agipronews, adesso si gioca a 1,25. Alle spalle della Grecia si piazza il Portogallo (a 9,00), mentre si sale a doppia cifra per tutte le altre: Irlanda (a 11,00), Spagna, Italia e Germania (a 13,00), Francia (a 15,00). In lavagna anche l’ipotesi “rottura” dell’Eurozona: l’abbandono definitivo della moneta unica entro il 2015 è bancato a 1,20. SA/Agipro

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