Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Grave Situazione in Farmacap

Pubblicato da fidest su domenica, 27 febbraio 2011

”Contratti collettivi nazionali del lavoro differenti a secondo dei lavoratori; decurtazioni delle ferie relative all’anno 2006; buoni pasto non pagati; contratti di manutenzione apparentemente inesistenti da metà 2009; bilancio 2008 ratificato solo nel 2010 in perdita; possibili riduzioni delle somme elargite dal comune di Roma a partire da questo anno e condotta antisindacale nei confronti della Uil Fpl; sono queste le gravi criticità all’interno della Farmacap. Lo dichiara in una nota il Segretario Provinciale della Uil Fpl di Roma Paolo Dominici.La Farmacap è l’Azienda speciale farmasociosanitaria istituita nel 1997 dal Comune di Roma. L’oggetto della sua azione è legato all’esercizio diretto delle 41 farmacie comunali, alla gestione di servizi ed attività collaterali alle ASL, come gli asili nido e la teleassistenza, oppure alle attività affidate dalla amministrazione comunale per la tutela della salute e per lo sviluppo del benessere sociosanitario della collettività. Per finire non possiamo trascurare il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza della salute dei lavoratori che ha imposto la necessità di chiedere più volte l’intervento dell’Asl competente territorialmente”. Il nostro sindacato – conclude Dominici – nonostante la condotta antisindacale dell’attuale Direzione Farmacap che sta tentando di isolare in tutti i modi la Uil Fpl dalle questioni interne all’azienda, continuerà a difendere i lavoratori denunciando tutte queste situazioni che meritano di essere risolte una volta per tutte.

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Autovie Venete: Demolizione di un ponte

Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 febbraio 2011

La demolizione di un cavalcavia che attraversa il raccordo autostradale Villesse-Gorizia nel tratto compreso fra Villesse-Gradisca d’Isonzo, richiederà una chiusura notturna. Il cavalcavia, parte della strada provinciale 18, dopo la demolizione sarà ricostruito più ampio e moderno. I lavori, rientrano in quelli attualmente in corso per la trasformazione in autostrada del raccordo. Dalle ore 21,00 di giovedì 24 febbraio alle ore 6 di venerdì 25 febbraio, quindi, il tratto Gradisca Villesse sarà chiuso al traffico in entrambe le direzioni. Nella zona è già stata predisposta la segnaletica per il percorso alternativo che resterà in vigore fino al completamento dei lavori di ricostruzione. La notte successiva,  dalle ore 21.00 di venerdì 25 alle ore 6.00 di sabato 26 febbraio, sempre lo stesso tratto sarà nuovamente chiuso per consentire lo scavo all’interno del quale passeranno i servizi tecnologici, fognari, posa di cavi. Lavori, con chiusura alternata della corsia di marcia in entrambe le direzioni, anche in A28. Giovedì 24 febbraio,  nel tratto compreso fra Sacile Ovest e Godega di Sant’Urbano, sarà attivato un  cantiere “mobile” per effettuare i carotaggi, indispensabili per stabilire lo stato della pavimentazione. L’intervento prevede che il cantiere, della lunghezza massima di 3 chilometri, avanzi man mano di altri 3 km fino alla conclusione dei prelievi. Le operazioni consistono nella perforazione dell’asfalto per alcuni centimetri per raccogliere un quantitativo di materiale sufficiente alle analisi che, effettuate in laboratorio, certificano l’adeguatezza dei componenti o eventuali criticità.

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Immigrazione: poliziotti sfruttati

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 febbraio 2011

“Per gestire quest’ennesima emergenza dell’esodo dai Paese africani verso l’Italia, non si sta facendo altro che lasciare, come al solito, tutto sulle spalle dei soli Operatori della sicurezza.     Ma la Polizia di Stato non ha risorse sufficienti per farcela a risolvere un tale problema, né è deputata a farlo. Il Governo smetta di lanciare allarmi facendo la Sibilla cumana de noiartri…! Che siamo di fronte ad una situazione di estrema criticità lo vedono tutti, ma quello che proprio il nostro Governo non ha visto, o ha finto di non vedere, è che il problema dell’immigrazione clandestina rappresentava già da tempo una bomba pronta ad esplodere per un motivo o per l’altro, e soprattutto che continuare a tagliare inesorabilmente quanto destinato al Comparto sicurezza non ha fatto altro che indebolire il sistema al punto da spingerlo sull’orlo del baratro.     Il Presidente del Consiglio ed il Ministro Maroni, che oggi sono accorsi in tutta fretta a fare una sfilatina promozionale in Sicilia – prima che il premier tornasse altrettanto velocemente sui suoi passi dopo aver saputo di essere stato rinviato a giudizio, sic! -, per quanto credono che possano andare avanti uomini e donne in divisa nell’arginare e sostenere questa situazione così allarmante, lavorando come bestie da soma e oltretutto gratis?”.  E’ il critico commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, di fronte al moltiplicarsi degli arrivi sulle nostre coste di migliaia e migliaia di persone in fuga dall’Africa, di fronte al quale il Ministro dell’Interno ha chiesto l’immediato intervento dell’Unione europea parlando di una vera e propria crisi umanitaria, che, di fatto, al momento stanno fronteggiando solo gli appartenenti alle Forze dell’Ordine. Di “assoluta incapacità del Governo di affrontare questa situazione” parla anche Vincenzo Albanese, Responsabile della Commissione Nazionale Uffici Immigrazione del Coisp, che sottolinea “l’insufficienza di strumenti normativi e operativi per intervenire a seguito di questo terremoto geopolitico le cui conseguenze rappresentano ormai un problema sociale, e non certamente di polizia. La legge Bossi-Fini – ricorda Albanese – è di oltre dodici anni fa, né sul piano delle risorse possiamo vantare mezzi e specializzazioni adeguate che consentano di intervenire nella maniera più opportuna, e cioè con una sufficiente interlocuzione sul piano politico internazionale e, a livello interno, con concrete strategie organizzative e soluzioni di lungo respiro che prevedano, soprattutto, maggiori risorse per gli Operatori della sicurezza chiamati a intervenire”.

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Per la centralità del paziente

Pubblicato da fidest su giovedì, 10 febbraio 2011

Si è tenuto a Roma un incontro tra Fofi, Federazione Ordini Farmacisti Italiani, e Farmindustria, Associazione delle imprese del farmaco, per esaminare sia il recente accordo stipulato da quest’ultima con le Poste, sia il problema della carenza di alcuni farmaci sul territorio. Sul primo punto Fofi, a seguito dell’illustrazione da parte di Farmindustria dei termini dell’Accordo, ha preso atto che questo viene incontro a situazioni particolari, numericamente limitate, che presentano alta criticità e richiedono approcci appropriati. La Fofi, si è convenuto, svolgerà in questo ambito un ruolo di garanzia affinché il farmacista  continui a esercitare tutte le funzioni a lui affidate per competenza professionale nell’interesse del paziente all’atto della dispensazione del farmaco. Fofi insieme a Farmindustria conferma così, attraverso la garanzia della sorveglianza dei farmacisti, la propria cultura di servizio al cittadino che è, e rimane, centrale per entrambe le realtà. Per quanto riguarda invece la carenza di alcuni farmaci in talune aree del Paese, causate da esportazioni verso Paesi con prezzi sensibilmente più elevati, Fofi e Farmindustria hanno chiesto all’Aifa la convocazione in tempi brevi di un tavolo con tutti gli attori della filiera della farmaceutica. Un incontro dal quale devono emergere le soluzioni adeguate per risolvere il problema e rispondere alle esigenze di cura dei Pazienti in difficoltà.

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Mappa delle criticità idrauliche

Pubblicato da fidest su venerdì, 17 dicembre 2010

“Abbiamo 112 milioni di motivi in più per chiedere concretezza alle Istituzioni”: lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, in relazione all’importo necessario (112 milioni di euro) per ridurre il rischio idrogeologico in Toscana, così come illustrato nella Mappa delle criticità idrauliche, presentata a Firenze dalla locale Unione Regionale Bonifiche. “In Toscana- continua Gargano – il 97,6% del territorio è ad alto rischio idrogeologico eppure qui, come nel resto d’Italia, si continua ad investire molto più per riparare i danni di quanto sarebbe necessario per prevenirli. In questo quadro, i consorzi di bonifica si assumono la responsabilità dell’agire, verso cui è grave l’atteggiamento di chi rallenta decisioni e finanziamenti per opere fondamentali allo sviluppo del territorio. C’è necessità di un cambio di marcia: l’Intesta Stato-Regioni del 2008 ha riconosciuto il ruolo dei consorzi di bonifica, la cui opera è indispensabile ad un modello di sviluppo, che punti alla valorizzazione del made in Italy agroalimentare; qualsiasi ulteriore polemica è corporativa e condominiale.” “L’attualità dei consorzi di bonifica, realtà di autogoverno del territorio che assomma competenze nella difesa del suolo e nella gestione delle acque – aggiunge Anna Maria Martuccelli, Direttore Generale A.N.B.I. – è sancita da normative italiane ed europee, che fanno della sussidiarietà un proprio principio.”

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Sciacallaggio su Fini

Pubblicato da fidest su martedì, 3 agosto 2010

“Da giorni ormai si assiste ad un continuo stillicidio di accuse e di dichiarazioni nei confronti del Presidente della Camera e famiglia. Ritengo che questa sia una strategia gretta e di basso profilo da parte di chi – purtroppo – non trova altri argomenti su cui confrontarsi con la nascente compagine istituzionale”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato del neogruppo Futuro e Libertà. “I tentativi di screditamento e di abbrutimento mediatico dell’immagine di referenti scomodi è purtroppo prassi italica ben consolidata, – spiega – ma ritengo che la oggettiva criticità del momento storico-politico, solleciti una maggiore lucidità politica e volontà condivisa di fare qualcosa per il Paese rimettendo al centro della politica e del dibattito il cittadino liberale e democratico”. “La nostra priorità sta nel ritornare a parlare di riforme e nello strutturare programmi orientati allo sviluppo del Paese – conclude – ma continuare a gettare fango in maniera costante, ripetuta e logorante contro un’alta carica dello Stato credo che voglia dire avere tutt’altre intenzioni”.

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Il caso Fiat-Serbia

Pubblicato da fidest su sabato, 24 luglio 2010

“Nel caso Fiat-Serbia il ministro Sacconi ha agito con la dovuta prontezza” lo afferma in una nota Giuliano Cazzola deputato delPdL e vice presidente della Commissione Lavoro che aggiunge “Sono convinto che attraverso il confronto si arriverà a fornire gli opportuni affidamenti per i volumi produttivi della stabilimento di Mirafiori. Ma il risentimento di Sergio Marchionne è giustificato. Il gruppo si è dichiarato disponibile ad effettuare un investimento importante in uno stabilimento e in un’area pieni di gravi criticità. Ha chiesto soltanto che fossero affrontate e risolte alcune anomalie riconosciute da tutti. Eppure il Gruppo è stato accusato di violare addirittura la Costituzione, di voler negare diritti fondamentali fino a ripristinare forme di schiavismo. E non lo ha fatto solo una Fiom ormai in preda ai deliri, ma si sono buttati a capofitto in questa azione di disinformazione fior di intellettuali, di giuslavoristi, di editorialisti di punta. Persino i dirigenti del Pd hanno teorizzato l’eccezionalità dell’intesa di Pomigliano, come esperienza da non ripetere. E’ sembrato che fossero i lavoratori a fare un piacere alla Fiat nel lavorare alle condizioni stabilite. Poi sono iniziati una serie di scioperi in altri stabilimenti quando la Fiat ha preteso di far valere i propri diritti. Questa e’ la realtà che la Fiat deve affrontare in Italia – conclude Cazzola -  mentre negli altri Paesi, Usain testa, è accolta ed aiutata a creare lavoro”. (Francesco Comellini)

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Medici: sciopero telematico

Pubblicato da fidest su venerdì, 2 luglio 2010

Ancora dubbi e perplessità in materia di certificazioni mediche on-line. Una procedura non contemplata dall’Accordo Collettivo Nazionale (Acn) della medicina generale e che, peraltro, rappresenta un enorme aggravio burocratico per il medico, declassato alla mera figura di terminalista informatico. A lanciare l’allarme il Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (Smi), pronto a proclamare un dissenso telematico, in accordo con Snami. Il provvedimento, che mette in campo sanitario le certificazioni telematiche, incontra non poche problematiche a causa della mancata sinergia tra Regione, Inps, Asl e camici bianchi. Inoltre, nonostante i vertici sindacali abbiano chiesto chiarimenti in merito alle criticità delle certificazioni mediche on-line, non sono stati ancora convocati dalla Regione Lazio. «Il Sindacato dei Medici Italiani  -  sottolinea Gian Marco Polselli, segretario regionale Smi-Lazio – ha già fatto esplicita richiesta alla governatrice del Lazio, Renata Polverini, di prevedere una proroga per la trasmissione  telematica dei certificati di  malattia; affinchè vengano risolte tutte le suddette difficoltà. Auspichiamo che, a tutti medici della Regione Lazio, sia consentito di attuare, contemporaneamente, la pratica della certificazione on-line. Basti pensare che Asl, ospedali e policlinici universitari, non sono ancora pronti ad attuare questo procedimento; con il  rischio che i 5.400 medici di medicina generale presenti sul territorio, siano costretti a fare i terminalisti per conto dei restanti 24mila colleghi abilitati all’invio della documentazione on-line. Con questa procedura, infine, saranno penalizzati anche i cittadini che decideranno di rivolgersi alla sanità privata convenzionata e non, poichè dovranno far riferimento ad un medico di medicina generale o ospedaliero per inoltrare il proprio certificato medico. Un iter inaccettabile sia per gli utenti che per gli stessi medici. Alla luce dei fatti – conclude Gian Marco Polselli -  invitiamo tutti i vertici degli Ordini dei medici del Lazio, a riconoscere la certificazione telematica quale diritto-dovere di tutti i medici iscritti agli Albi professionali, e non solo per i professionisti che operano direttamente per il Servizio Sanitario Regionale (SSR). Diversamente, come già detto, saremo costretti ad attuare ogni modalità di disaccordo, fino ad una vera e propria “protesta telematica”, per contrastare una operazione che appare improvvisata. Fonte di confusione e disagio per tutte le parti in causa».

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Cresce la tensione nelle carceri

Pubblicato da fidest su sabato, 19 giugno 2010

“Ogni giorno che passa continuiamo a contare nelle carceri italiane episodi di violenza contro i poliziotti penitenziari, tentativi di suicidio e suicidi veri e propri, atti di autolesionismo di detenuti e rumorose manifestazioni di protesta. Insomma, la tensione è continua e nelle ultime ore registriamo gravi fatti di violenza nelle carceri di Verona e S. Cataldo. Ma nonostante ciò, nulla di concreto si vede all’orizzonte per risolvere il grave problema del sovraffollamento (causa principale di queste criticità violente) e delle carenze di organico dei Baschi Azzurri della Penitenziaria, quantificabili in oltre 6mila unità. Quanto tempo ancora si pensa che le donne e gli uomini del Corpo possano sopportare queste condizioni di logoramento che perdurano da mesi e che continueranno a pesare sulle 39 mila persone in divisa per molti mesi ancora se non la si smette di nascondere la testa sotto la sabbia? E’ l’amaro commento di Donato CAPECE, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE – il primo e più rappresentativo della Categoria -, a commento dei gravi episodi accaduti nelle ultime ore a Verona e S.Cataldo.
“A Verona, carcere in cui il 31 maggio scorso erano presenti 963 detenuti (il 65% dei quali stranieri!) a fronte di una capienza regolamentare di 589 posti letto e in cui mancano in organico oltre 100 Agenti di Polizia Penitenziaria, il 13 giugno scorso è avvenuto un grave episodio di violenza nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria.” “Ieri invece” prosegue Capece “nella Casa di reclusione di San Cataldo in Sicilia 30 detenuti hanno dato vita ad una violente rissa nel cortile passeggi.  “Tutta questa violenza in carcere” conclude il segretario generale del SAPPE “è gravissima e inaccettabile.”

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“Criticità e prospettive del mercato energetico retail”

Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010

Roma 25 maggio 2010 Sala Auditorium GSE  – viale M. Pilsudski 92 dalle ore 10.00 alle 13.00), la Tavola rotonda organizzata da Cittadinanzattiva “Criticità e prospettive del mercato energetico retail”.  I principali problemi e le possibili soluzioni per risolverli saranno analizzati partendo dal punto di vista dei cittadini che quotidianamente si misurano con i servizi di fornitura elettrica e del gas. In occasione della tavola rotonda, infatti, saranno presentati i dati frutto delle segnalazioni che i cittadini hanno rivolto nell’ultimo anno al Pit Servizi, il servizio di Cittadinanzattiva che fornisce gratuitamente ai cittadini informazione, consulenza ed intervento per la tutela dei loro diritti in materia di servizi di pubblica utilità.  In particolare, tra i diversi servizi di pubblica utilità, proprio il comparto dell’energia elettrica e gas si è contraddistinto negli ultimi tre anni per una costante crescita delle segnalazioni coincidente con l’apertura del mercato elettrico alle utenze domestiche.
A quasi tre anni esatti dall’apertura del mercato, in una fase delicata di riassetto dell’intero settore, Cittadinanzattiva ha pertanto ritenuto opportuno approfondirne le questioni rilevanti coinvolgendo i rappresentanti dei diversi attori, pubblici e privati, che hanno un ruolo determinante nello sviluppo del mercato di riferimento.

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Autovie venete: Traffico in aumento, incidenti in calo

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Si è chiuso con un bilancio sostanzialmente positivo il 2009 per quanto riguarda la rete autostradale gestita da Autovie Venete, con un trend di traffico in ripresa, determinato soprattutto dai mezzi leggeri e con una drastica riduzione dei sinistri. L’incremento complessivo del traffico è stato del 2,6%. I veicoli transitati sulla rete autostradale di Autovie Venete, infatti, sono passati dai 40 milioni 819 mila del 2008, ai 41 milioni 855 mila dello scorso anno. Il risultato positivo è determinato dall’aumento del traffico leggero (+ 5,8%), perchè il traffico pesante è calato in tutte le classi, anche se l’evoluzione dei flussi segnala, rispetto al 2008, una frenata del decremento. L’andamento dei primi due mesi del 2010 è in linea con lo stesso periodo del 2009: gennaio registra un aumento del 6,5% (da 2 milioni 790 veicoli si passa a 2 milioni 920 mila fra pesanti e leggeri), mentre in febbraio c’è una flessione dello 0,7% (da 2 milioni 804 veicoli transitati nel 2009 a 2 milioni 784 quest’anno), ma si tratta di dati non consolidati e quindi soggetti a variazioni.
In calo, e questo è un segnale confortante, il numero degli incidenti, passati dai 1.015 del 2008 ai 921 del 2009, di cui 469 con coinvolgimento di veicoli pesanti (erano 599 nel 2009). Quattrocentocinquasei i feriti nel 2009, contro i 487 dell’anno precedente, 5 le persone decedute contro le 23 del 2008. I sinistri accaduti nel 2009 hanno visto coinvolti mille e 701 mezzi a fronte dei mille 911 dell’anno precedente. Oltre alle martellanti campagne messe in atto da enti e istituzioni affinché gli automobilisti adottino uno stile di guida più sicuro che sicuramente hanno contribuito a sensibilizzare gli utenti dell’autostrada, un ruolo notevole nella riduzione dei sinistri lo ha svolto il Passante, aperto al traffico nel febbraio 2009. La nuova infrastruttura, infatti, ha praticamente eliminato le code che si creavano in tangenziale e i cui effetti negativi (stanchezza e nervosismo dei guidatori, calo dell’attenzione) sugli automobilisti creavano condizioni di costante pericolo. Sul dato, ovviamente, ha influito anche il calo del traffico pesante, il cui flusso, più rarefatto ha ridotto le situazioni di criticità.

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Contratti impiegati a Belgrado

Pubblicato da fidest su sabato, 6 marzo 2010

“E’ stata sottoposta nella giornata al ministro Frattini – a prima firma dell’On. Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL – per sapere se è a conoscenza della critica situazione degli impiegati a contratto delle sedi diplomatico- consolari italiane a Belgrado e se corrisponde al vero che l’Ambasciata d’Italia a Belgrado preleva alla fonte, ai sensi della normativa serba, le ritenute fiscali da versare all’Ente fiscale serbo – nella misura del 12% dello stipendio lordo, di cui 6% a carico del lavoratore e 6% a carico del datore di lavoro – ma che tale percentuale viene applicata su un decimo della retribuzione effettiva, ponendo così i lavoratori coinvolti di fatto in una situazione di evasione fiscale; e quali provvedimenti si intende predisporre al fine di sanare le evidenti criticità fiscali ed al fine di procedere ad un eventuale pieno adeguamento contrattuale degli impiegati presso le citate sedi”. “Dato che – si legge nel testo – da dati raccolti, i contratti disciplinati dalla normativa locale non risultano in linea con le variazioni apportate nella normativa serba degli ultimi anni, ovvero dalla fine della guerra dei Balcani ad oggi, ponendo di conseguenza gli impiegati regolati dalla legge locale in una situazione di sostanziale irregolarità”. “Inoltre – si legge – gli impiegati con contratto a legge locale in servizio presso le suindicate sedi serbe avrebbero una copertura sociale e previdenziale limitata ad un decimo della retribuzione, anziché sul totale della stessa, diversamente da quanto sancito dalla normativa in materia serba. Tale aspetto andrebbe ad emergere anche in ambito di astensione obbligatoria per maternità e che – solo negli ultimi anni –quattro dipendenti a contratto hanno ricevuto, durante tale periodo, solo il 10% della retribuzione anziché il 100% come previsto dalla normativa imperativa serba. “ “A ciò si aggiunge il fatto che – continua Di Biagio – sulla base dei dati forniti dall’Istituto nazionale di Statistica della Repubblica di Serbia, emerge che per quanto riguarda le altre rappresentanze straniere in Serbia, in particolar modo quelle dei Paesi UE, vi è stato nel corso degli ultimi anni un adeguamento del profilo contrattuale degli impiegati alla normativa locale. Sebbene dai dati dell’Istituto di Statistica si evidenzia un incremento del costo della vita in Serbia negli ultimi dieci anni pari al1500%, al personale a contratto locale è stato conferito un unico aumento del 10% nel 2004”.

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Rete consolare

Pubblicato da fidest su venerdì, 30 ottobre 2009

“Il progetto del consolato digitale presentato alla delegazione di parlamentari a Bruxelles, rappresenta un riferimento importante per chi, come me ed i deputati del pdl all’estero, sollecita da mesi un percorso di razionalizzazione costruttiva ed efficace della rete Mae”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL. “Ho salutato positivamente questa iniziativa – continua – che sto seguendo da  mesi ed i cui aspetti ho provveduto a monitorare nel corso di queste settimane, interpellando i diretti interessati e cercando di carpire le eventuali criticità che purtroppo non sono poche”. “Ritengo che sia però opportuno parlare di efficacia o meno di tale progettualità non semplicemente dopo aver assistito ad una dimostrazione della sua operatività – continua – poiché la fattibilità di tali operazioni a Bruxelles, come in qualsiasi altra parte d’Europa o del Mondo, la si può cogliere soltanto sul medio-lungo periodo”. A Bruxelles erano presenti molti autorevoli colleghi del PdL – conclude – nonché i vice responsabili del settore italiani nel Mondo del PdL, ragion per cui, alla luce di impegni che mi hanno trattenuto a Roma in incontri bilaterali con la delegazione parlamentare austriaca, ho ritenuto di poter contare sulla loro presenza e sulle loro riflessioni”.

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Class action nella P.A.

Pubblicato da fidest su domenica, 18 ottobre 2009

Per Adiconsum, la class action nei confronti della Pubblica Amministrazione può essere uno strumento importante per far sì che i disservizi denunciati dai cittadini trovino risposte concrete. Occorrerà certamente verificarne l’applicazione concreta. Adiconsum si riserva di esprimere un giudizio più completo, solo quando disporrà del testo integrale della normativa. Non vorremo che succedesse quanto già accaduto per la class action nel settore privato, dove alle grandi enunciazioni ha fatto seguito una normativa totalmente inefficace. Adiconsum richiama l’attenzione poi sulle Carte dei Servizi e ritiene indispensabile che passino da Carte zeppe di roboanti principi a strumenti di confronto con le associazioni consumatori per arrivare, partendo dalle criticità riscontrate, alla definizione di efficaci standard minimi di servizio vincolanti per le imprese e la Pubblica Amministrazione. Solo abbinando standard minimi di servizio e azione collettiva si potrà ipotizzare un miglioramento concreto del rapporto tra P.A. e cittadini attraverso il confronto e il contributo delle Associazioni di rappresentanza dei consumatori.

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Dissesto idrogeologico: Fiumi a rischio

Pubblicato da fidest su domenica, 4 ottobre 2009

“I cambiamenti climatici accentuano le criticità di aree come i delta e le lagune, importanti per l’ambiente ma anche per le prospettive economiche, sia in campo turistico che produttivo: ideali per l’acquacoltura danno, infatti, sostentamento a milioni di persone. Il loro futuro, però, è strettamente correlato alle capacità di gestione sostenibile”: è questo il messaggio comune, emerso dalla seconda giornata del Convegno Internazionale sulle Lagune, che Regione Veneto e Consorzio di bonifica Delta Po Adige hanno organizzato a Taglio di Po, in provincia di Rovigo.  Dopo gli interventi degli esperti italiani, è toccato ai rappresentanti provenienti da Vietnam, Australia, Gran Bretagna, Spagna, Argentina. A fare da conduttrice dei lavori, l’Associazione Deltamed, che riunisce gli enti gestori dei principali delta mediterranei, i cui problemi sono comuni: la risalita del cuneo salino e la conseguente salinizzazione delle falde con evidenti riflessi sulle attività agricole, in particolare quelle del riso; l’erosione delle coste, minacciate dall’incedere del mare; la salvaguardia delle zone umide e delle lagune; il contenimento dei fenomeni di subsidenza e di eustatismo marino; la conservazione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile, ad iniziare dalle attività agricole, dalla gestione delle risorse idriche e dalla tutela della loro qualità. Sono stati indicati anche i delta, per i quali sono maggiori i rischi di sopravvivenza in un prossimo futuro: in Italia, il fiume Po; in Francia, il Rodano; in Egitto, il Nilo; in Cina, i fiumi Giallo e Yang-tze; in Vietnam, il Mekong; negli Stati Uniti, il Colorado.

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