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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Istat: troppe disuguaglianze, soprattutto per cronici e anziani

Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012

Nel 2010 il Servizio sanitario nazionale ha speso 111.168 milioni di euro, pari a 1.833 euro pro capite, mentre a livello regionale si osserva uno scarto di circa 500 euro pro capite tra la provincia autonoma di Bolzano, che spende mediamente 2.191 euro per ogni residente, e la Sicilia, che ne spende 1.690. Questo uno dei risultati emersi dal dalla XX edizione del Rapporto Annuale Istat 2012 sulla situazione del Paese, che per la sanità disegna un quadro caratterizzato da una forte disomogeneità. Secondo il rapporto, «il Patto della salute 2010-2012 aveva stabilito, come parametri di riferimento, una quota pari al 5% delle risorse complessive da destinare all’assistenza collettiva in ambiente di vita e di lavoro, una pari al 51% all’assistenza distrettuale e il restante 44% per l’assistenza ospedaliera. Rispetto a questa ripartizione delle risorse, solo Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana presentano una distribuzione della spesa sanitaria molto prossima ai parametri di riferimento, mentre per le altre regioni le risorse risultano ancora troppo spostate verso l’assistenza ospedaliera (soprattutto Lazio, Abruzzo e Sicilia)». I principali squilibri tra regioni, continua l’Istat, «si osservano, in particolare, per i servizi preposti alla presa in carico di pazienti cronici e alla gestione della post acuzie, in larga misura rivolti agli anziani ed ai disabili». In particolare, a eccezione di Abruzzo e Basilicata, tutte le regioni meridionali presentano valori sotto il target previsto: in particolare in Puglia e Sicilia gli anziani seguiti con forme di assistenza domiciliare integrata sono la metà rispetto all’obiettivo fissato. Mentre per quanto riguarda il settore ospedaliero gli indicatori regionali di dotazione strutturale risultano più omogenei: «quasi tutte le regioni mostrano valori dell’indicatore prossimi ai livelli fissati, con l’eccezione di Liguria, Molise e Sardegna che presentano in regime ordinario e in regime di day hospital oltre 40 posti letto ospedalieri ogni 10 mila residenti». Ma passando alla qualità dell’assistenza, Piemonte, Valle d’Aosta, Trento, Veneto, Emilia Romagna e Toscana sono le regioni che presentano i più elevati livelli in tutte le dimensioni. All’opposto si collocano la Campania e la Sicilia, con bassi livelli di qualità in tutte le dimensioni.(fonte doctornews33)

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Buon anno scolastico!

Pubblicato da fidest su sabato, 11 settembre 2010

I nostri figli tornano a scuola. Insieme a loro, anche noi genitori.  E, in qualche modo, l’intero Paese è coinvolto: tempi di lavoro, trasporti, mense, biblioteche, attività sportive, culturali, ricreative e formative. Intorno alla scuola, che resta istituzione fondamentale per una democrazia moderna, è intenso il ritmo di attività, incontri, impegno.  Come genitori vorremmo che a tutti fosse presente la centralità dell’educazione e della scuola.  Ci sono, non lo dimentichiamo, i problemi cronici (il precariato, l’ingente riduzione di risorse…) e le tensioni politiche, che si intrecciano con l’inevitabile disorientamento di fronte a tante novità nella scuola, alcune non condivise.   Vi sono temi ancora sospesi, da un Governo all’altro, fra i quali, come genitori, segnaliamo la riforma degli organismi di partecipazione scolastica e l’introduzione di un efficace sistema di valutazione delle scuole e degli insegnanti.  Ogni provvedimento richiede, nella scuola, un tempo di sedimentazione, la traduzione in una prassi didattica, l’adattamento al contesto ambientale: dopo anni di innovazioni (talora cancellate nei Governi successivi), dopo successive sperimentazioni, modifiche, regolamentazioni, proponiamo oggi una sorta di moratoria per la scuola, un tempo di pensiero e confronto, che ponga l’attenzione ai ragazzi e alle famiglie, superando le contrapposizioni e le polemiche.  Vorremmo che, per un certo periodo, tacendo un poco la produzione normativa, la scuola possa essere più comunità di ricerca e di relazioni.  L’A.Ge. – Associazione Italiana Genitori – continua a credere che la comunità scolastica, viva perché tessuta da relazioni fra insegnanti, alunni, genitori, realtà del territorio, sia un luogo speciale nel quale i ragazzi si pongano domande sul nostro tempo, sul futuro, sul senso delle cose. Un luogo nel quale ogni alunno scopra dentro di sé la passione per il sapere e la scoperta, maturando sensibilità per il mondo.  Ad inizio anno scolastico vorremmo estendere a tutta la scuola, particolarmente ai genitori impegnati in modo associato e solidale, un augurio particolare: se tutto parrebbe dire che bisogna correre per la carriera, il successo, l’efficienza e il risultato, noi siamo anche convinti che la sosta, la parola buona, il sorriso, il percorso condiviso, la passione educativa sono tesori da non perdere. (da un comunicato Age)

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Nefropatie croniche pericolose per il piede diabetico

Pubblicato da fidest su mercoledì, 12 agosto 2009

Nei pazienti diabetici, le nefropatie croniche incrementano il rischio di sviluppare ulcere del piede o di essere sottoposti ad amputazioni delle estremità inferiori. Questa associazione è stata sospettata sulla base di quella già accertata fra nefropatie terminali che richiedono dialisi ed amputazioni, ma non era sospettabile la presenza di un’associazione tanto forte anche nei soggetti con nefropatie croniche lievi: è dunque molto importante effettuare un esame dei piedi in questi pazienti. Sarebbe interessante accertare se l’uso di medicinali atti a rallentare la progressione delle nefropatie croniche abbia anche un effetto sulla prevenzione delle ulcere e delle amputazioni nel piede del diabetico, e se i soggetti con nefropatie croniche in cui è necessaria l’amputazione presentino polimorfismi genetici peculiari. (Diabetes Care 2008; 31: 1331-6)

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