Cosenza 26 e il 27 novembre saranno aperti al pubblico tutti gli uffici della Soprintendenza per presentare le attività e i servizi che l’Ente eroga: nel Complesso conventuale di San Francesco d’Assisi di Cosenza, ore 10.00-13.00 e 16.00-18.00, si svolgeranno visite didattiche presso il Laboratorio di Restauro, la Sezione Documentazione e Diagnostica e il CeDAC (Centro di Documentazione sull’Arte in Calabria). Sempre a Cosenza dalle ore 10.00 alle ore 12.00 si terranno visite guidate alla Galleria Nazionale di Cosenza. Tra le altre iniziative in programma si segnalano: Restauri nel territorio – Cantieri aperti presentazione e illustrazione al pubblico di alcuni fra i più significativi interventi di restauro in corso nella regione. Si aprono ‘le porte’ dei cantieri con visite didattiche, supportate da pannelli esplicativi, a cura delle ditte esecutrici dei lavori. Apertura straordinaria dei luoghi d’arte con l’obiettivo di divulgare la conoscenza e valorizzare il patrimonio d’arte in Calabria. Alcuni tra i più significativi musei della regione aprono le loro collezioni offrendo visite guidate e tematiche: dalla Galleria Nazionale di Cosenza, al Museo Civico di Taverna, ai musei della città di Rende. Giovedì 26 novembre, alle ore 11.00, presentazione del Vademecum. Aperti al territorio, guida di facile consultazione al servizio del cittadino sull’attività della Soprintendenza, in linea con i principi di partecipazione e di trasparenza dell’azione delle amministrazioni pubbliche. Seguirà, alle ore 12.00, una conferenza di presentazione delle attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, nucleo di Cosenza. Venerdì 27 novembre, ore 11.00, a Mileto, nella Sala delle Laudi, adiacente la Cattedrale, presentazione brochure del Museo Statale di Mileto e conferenza di presentazione della mostra Splendori sacri. Tesori della diocesi di Mileto- Nicotera-Tropea. Venerdì 27 novembre, alle ore 15.00, Itinerario d’arte nel suggestivo centro storico di Cosenza alla scoperta delle opere di Pietro Negroni, pittore del Cinquecento, realizzato in collaborazione con l’Archivio di Stato di Cosenza. Un concerto alle ore 19.00 a Palazzo Arnone, a cura del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, concluderà l’itinerario. (Laboratorio di Restauro)
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Cultura a Porte Aperte
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 25 Novembre 2009
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Una lingua per pensare
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 25 Novembre 2009
Pavia 4 dicembre 2009, ore 10,00 – Aula Magna dell’Università. Con una lectio magistralis sul tema “Una lingua per pensare tante lingue per cultura e per agire” del prof. Francesco Sabatini, Presidente onorario dell’Accademia della Crusca si inaugurano, i corsi di Dottorati di Ricerca 2009-2010. Ai ricercatori e neodottori, il professor Sabatini proporrà alcune considerazioni sulle molteplici esigenze linguistiche richieste a chi agisce in un’arena mondiale, sul potere fondante che la lingua primaria conserva, anche in un contesto di sicuro multilinguismo, per far emergere “il legame profondo che si forma normalmente tra l’individuo e la lingua dell’esperienza più ampia della vita, la lingua anche della maggiore creatività, che deve tuttavia essere nutrita e integrata dalle funzioni culturali e operative di altre lingue.” La cerimonia si terrà in Aula Magna, con inizio alle ore10: dopo il saluto del Rettore Angiolino Stella, la lectio magistralis del prof. Sabatini, la relazione del Coordinatore delle Scuole di Dottorato di Ricerca di Pavia Sergio P. Ratti e il saluto della prof.ssa Guglielmina Nadia ranzani, Derettore della Scuola di Alta Formazione Dottorale dell’Ateneo pavese, ci sarà la consegna dei diplomi e dei certificati internazionali ai giovani ricercatori che hanno conseguito il titolo nel 2008 e nel 2009. Prenderanno parte alla cerimonia i neo-dottori di ricerca, i coordinatori e i docenti delle Scuole di dottorato e i dottorandi. L’Università di Pavia ha attivato 36 corsi di dottorato, organizzati in cinque Scuole, coordinate dal prof. Sergio Ratti: Scienze umanistiche, Scienze e Tecnologia, Scienze dell’Ingegneria, Scienze sociali e Scienze della vita. Un cospicuo numero di corsi prevede una co-tutela internazionale e la partecipazione a progetti di ricerca in cooperazione con enti di ricerca e Università di tutto il mondo.
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Possiamo Fare a meno delle Regole?
Pubblicato da fidest su Martedì, 17 Novembre 2009
Roma 18 novembre Ore 17,00 Sala Mercede (via della Mercede, 55) Incontro con Gherardo Colombo Intervengono intervista di Vincenzo Vasile Roberto Di Giovan Paolo – Senatore Giuseppe Parroncini – Assessore agli Enti Locali Regione Lazio Giulia Rodano – Assessore alla Cultura Regione Lazio Viola Buzzi e Ferdinando Vaselli in “TG un paese immaginario” – letture. Organizzazione: 369gradi – Centro diffusione cultura contemporanea. L’iniziativa n. 1 “sulle regole”, con Gherardo Colombo, affronta il tema particolarmente attuale, che riguarda tutti gli italiani e il loro rapporto con le regole. Dalla giustizia alla convivenza civile, dalle istituzioni alla finanza: possiamo fare a meno delle regole e del rispetto di esse? E proprio sul valore di proteggere e tutelare, tutti noi nessuno escluso, il sistema di regole alla base della nostra convivenza e sancito dalla nostra Costituzione repubblicana l’iniziativa ed i suoi promotori muovono il primo passo. Hanno aderito all’iniziativa il senatore Roberto Di Giovan Paolo, l’assessore agli Enti Locali della Regione Lazio Giuseppe Parroncini, l’Assessore alla Cultura della Regione Lazio Giulia Rodano. Tra i patrocinatori anche la Provincia di Viterbo e il Comune di Acquapendente, l’IRSIFAR (Istituto romano per la storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza) e il CSSEM (Centro Studi della Storia dell’Europa Mediterranea – Università della Tuscia). Il gruppo di progettazione di ITALIANI 150 è organizzato dall’Associazione Culturale “ITusci” di Acquapendente (Viterbo), animata da persone provenienti da tutta Italia con il coordinamento di Viola Buzzi, autrice di teatro-canzone ed eventi culturali. Sarà inoltre proiettato il video di Pier Paolo De Sanctis, protagonisti Viola Buzzi e Ferdinando Vaselli, tratto da alcune pagine del libro di G. Colombo “Sulle regole” (Ed. Feltrinelli) in un particolare tg sottotitolato in veneto e napoletano di fronte a un’Italia spaccata in due. www.italiani150.it
Gherardo Colombo ha lavorato in magistratura dal 1974 al 2007. Ha condotto o collaborato a inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Sme. A metà febbraio del 2007 si è ritirato dal servizio e da allora si impegna nell’educazione alla legalità nelle scuole, attraverso incontri con studenti di tutta Italia.Recentemente, nel settembre 2009, è stato nominato presidente della casa editrice Garzanti Libri.
Associazione iTusci. L’Associazione iTusci esattamente un anno fa, nel 50° della legge Merlin, portava al centro di Roma ‘100 uomini vestiti di scuro’, in un happening cittadino, fermi davanti a un portone, per l’evento “100 uomini al giorno” (di V. Buzzi), che affrontava la prostituzione dalla parte del mestiere più antico: quello del cliente.Dal 2004 realizza eventi che hanno come metodo progettuale e filo logico comune il binomio memoria-attualità, marchio che tiene conto della ricerca storica in collegamento con temi e argomenti dell’attualità, dei linguaggi artistici e scientifici coesi e finalizzati allo sviluppo culturale e ad un marketing territoriale in concertazione con soggetti pubblici e privati. www.violabuzzi.it
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Nuovo anno accademico al Pozzani
Pubblicato da fidest su Lunedì, 16 Novembre 2009
Roma via Saredo, 74 martedì 17 novembre, alle ore 17.30 sede del Collegio Universitario “Lamaro Pozzani” si aprirà con la tradizionale cerimonia di inaugurazione il nuovo anno accademico del Collegio Universitario “Lamaro Pozzani”, nato nel 1971 da un’idea della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro che ha tra i suoi fini statutari la formazione dei giovani. La punta di eccellenza di tale impegno è espressa dal Collegio che ospita gratuitamente 70 studenti (che dispongono di stanze singole con servizi e di programmi di formazione integrativi) iscritti alle diverse università romane provenienti da tutta Italia e selezionati ogni anno attraverso prove particolarmente rigorose. Il “Lamaro Pozzani” rappresenta una rinnovata opportunità di contatto tra il mondo della cultura e quello dell’impresa e ha formato negli oltre trent’anni di attività laureati che hanno raggiunto posizioni di alta responsabilità nel mondo delle aziende e delle professioni, nella pubblica amministrazione, nella ricerca e nell’insegnamento universitario.
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I giovani e le riforme
Pubblicato da fidest su Venerdì, 13 Novembre 2009
<<Le riforme per il nostro Paese non possono essere fatte senza l’apporto dei giovani italiani. Le riforme Istituzionali rappresentano il volano per proseguire una strada di sviluppo e modernità dell’Italia. Serve un maggiore impegno per favorire l’apporto delle giovani generazioni nella vita pubblica del nostro Paese>>. Ad affermarlo è Carmelo Lentino, consigliere del Forum Nazionale dei Giovani con delega alla Cultura, Riforme e Attività Legislativa, in apertura del convegno nazionale “Giovani Riforme. Stato, Università, Lavoro, Giustizia”, promosso dal Forum Nazionale dei Giovani, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati. <<Il cammino delle riforme – continua Carmelo Lentino – non deve seguire la strada della litigiosità. Vogliamo dire al Governo che noi giovani siamo pronti, oggi molto più di ieri, a fare la nostra parte nel processo di riforma generale dello Stato, in tutte le sue sfaccettature. Ci sono delle emergenze nuove, anche nel versante legislativo italiano e non possono e non devono essere sottovalutate>>.<<I giovani – conclude la nota – vogliono tornare ad essere protagonisti, su temi di primaria importanza come la giustizia, l’università, l’architettura dello Stato, la sanità e molti altri. Il nostro impegno è forte e quello che chiediamo è lo sviluppo di un dialogo strutturale tra i giovani e le istituzioni a tutti i livelli per un sistema Italia che sia a misura delle nuove generazioni>>.
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Pochi fondi per la cultura a Roma
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 11 Novembre 2009
“Indubbiamente per un città come Roma, sapere che ci sono cosi pochi fondi a disposizione per fare progredire la cultura è una notizia che fa dispiacere”. Questo il primo commento di Roberto Soldà, vice presidente del movimento Italia dei Diritti, riguardo al piano annuale 2010 sui finanziamenti della Regione in materia di beni e servizi culturali. I fondi disponibili si restringono infatti a 907 mila euro. Il Campidoglio ha deciso di non utilizzare la quota del 5 per cento delle risorse complessivamente assegnate per le spese di gestione, rendendo così i capitali disponibili interamente destinati ai servizi del territorio. Tra i progetti non ammessi ai finanziamenti: il teatro Argentina, il museo dei Fori Imperiali e la Casina delle Civette. Per il primo i progetti presentati sono troppo onerosi, per gli altri invece i progetti non corrispondevano ai criteri necessari per l’accesso ai fondi. “Va bene che siamo in un periodo in cui i fondi sono pochi e ci sono altri interessi più importanti – ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, ma credo che coinvolgendo i privati, si possa cercare di non sminuire le bellezze che da sempre accompagnano la città. Auspichiamo che siano messi in campo tutti gli sforzi per valorizzare i beni culturali, fiore all’occhiello della Capitale”.
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Il crocifisso e Lévi-Strauss
Pubblicato da fidest su Giovedì, 5 Novembre 2009
Michele Zanzucchi ha scritto su Città Nuova on line: “Una coincidenza, pochi l’hanno notata. Il 3 novembre la Corte europea di Strasburgo, accogliendo la richiesta di una coppia veneto-finlandese, ha deciso di dichiarare contraria al diritto alla libertà religiosa l’affissione nelle aule delle scuole italiane del crocifisso. Contemporaneamente a Parigi se n’è andato, alla veneranda età di 101 anni, Claude Lévi-Strauss, l’antropologo per eccellenza, il fondatore dello strutturalismo e il paladino di una cultura radicalmente illuministica. Le polemiche, ovviamente, vanno per la maggiore, anche se, a parte qualche posizione estrema, in Italia si riscontra un certo consenso nello stigmatizzare la decisione di Strasburgo. Va sottolineato come la più citata argomentazione contro la decisione di Strasburgo sia semplice: il crocifisso non sarebbe solo un simbolo religioso, ma anche un simbolo culturale. Ora, se fosse così, in fondo avrebbe ragione Lévi-Strauss: il crocifisso sarebbe un simbolo culturale, nient’altro che culturale, e quindi relativizzabile, come tutti gli altri simboli della stessa natura. Ma attenzione: a furia di cancellare i simboli di una cultura, si finirebbe col cancellare anche la cultura che li ha prodotti. E questo è un male, un attentato alla vita civile di un luogo e di un popolo. Non bisogna togliere i simboli, culturali o religiosi che siano, ma semmai aumentarli! La diversità è infatti una ricchezza per una società laica e democratica: essere “laici” e “democratici” a nostro parere non significa appiattire la società e togliere alle persone ogni loro simbologia (ogni simbolo ha dietro di sé uno o più valori!), quanto garantire una convivenza e una integrazione pacifica e arricchente delle diversità, rispettando la storia e la tradizione dei popoli: non si può negare che il crocifisso “abbia fatto” e “faccia” le nostre società europee. Detto questo, se guardiamo le cose da un altro punto di vista, bisogna costatare come i simboli religiosi, e cristiani in particolare, abbiano una “qualità” supplementare, che ci interpella non poco: anche se li si cancellano esteriormente, restano presentissimi nella vita dei cristiani, «crocifissi che parlano e camminano», diceva Thomas Merton. Lo testimoniano i cristiani di Nagasaki, che per secoli hanno continuato a professare la loro fede nelle montagne, pur senza nessuna manifestazione pubblica. Lo testimoniano le babuske russe che sotto il comunismo hanno perpetuato la fede cristiana pur in mezzo alla trasformazione delle chiese in magazzini per il grano. Lo testimoniano i cristiani come Bonhoeffer che, sotto il nazismo, hanno saputo rendere pregnante la loro fede. Il fatto è che il problema “culturale” nel fondo nasconde il problema della (scarsa) testimonianza dei cristiani europei: «C’è bisogno di crocifissi vivi», come diceva Madre Teresa di Calcutta, non di «crocifissi anneriti in fondo ad un armadio», come scriveva Margherite Yourcenar.
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Cultura del brevetto
Pubblicato da fidest su Domenica, 1 Novembre 2009
Una vera e propria enciclopedia dei brevetti. Un archivio sempre aggiornato da tenere sotto stretta osservazione, prima e dopo la presentazione di una domanda per ottenere un titolo di proprietà e di tutela industriale. Sono le banche dati brevettuali, raccolte di informazioni indispensabili per un uso efficace nel tempo, di brevetti, marchi e modelli ai quali la Camera di Commercio di Udine ha dedicato uno specifico seminario di approfondimento in collaborazione con Friuli Innovazione. <<La Camera di Commercio di Udine sta realizzando diverse iniziative previste dal Progetto sulla diffusione della cultura brevettale a favore delle Pmi del territorio, finanziato dalla regione attraverso i fondi della legge n. 26/05>>, ha detto Fabiano Zuiani, dirigente dell’Area servizi alle imprese dell’ente camerale in apertura dei lavori, ricordando anche che la stessa normativa può erogare fondi pure alle imprese, direttamente, sempre per gli stessi scopi. <<La Camera, da parte sua – ha proseguito Zuiani – finanzia una specie di pre-diagnosi aziendale per accompagnare le imprese verso le relative necessità di tutela della proprietà industriale. Oltre alle specifiche consulenze, inoltre, è stato preparato un dvd e un opuscolo, a distribuzione gratuita, per fornire le informazioni di base sulle normative e opportunità in materia di brevetti>>. Di seguito, Fabio Feruglio, direttore di Friuli Innovazione, ha sottolineato il buon lavoro fin qui svolto in collaborazione con la Cciaa di Udine relativamente alla promozione delle esperienze brevettali soprattutto all’interno del tessuto delle Pmi. Andrea Tiburzi, ingegnere elettronico romano ha proposto un approfondimento sulle ricerche di anteriorità sui brevetti e l’avvocato Davide Luigi Petraz, dello studio Glp di Udine, ha analizzato l’argomento in relazione ai marchi d’impresa, illustrando anche una serie di casi pratici.
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Insegnare i diritti umani
Pubblicato da fidest su Giovedì, 29 Ottobre 2009
Assisi, 16 – 20 novembre 2009 Palazzo dei Priori – VIII Edizione di ³Insegnare i Diritti Umani²
Corso di Formazione ed Aggiornamento per gli insegnanti, riconosciuto dal Ministero della Istruzione, Università e Ricerca con Decreto del 26 giugno 2006. Come di consueto la Società Italiana per l¹Organizzazione Internazionale (SIOI) d¹intesa con l¹Ufficio per il Sostegno alle Nazioni Unite del Comune di Assisi, organizza il Corso gratuito di formazione ed aggiornamento “Insegnare i Diritti Umani”. Il Corso, giunto alla VIII Edizione, è rivolto ai Capi di Istituto ed agli Insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, con l¹obiettivo di promuovere la diffusione della cultura dei diritti e fornire le competenze necessarie per lo sviluppo di iniziative e programmi didattici. Il programma quest’anno approfondirà, tra l’altro, la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo in occasione del suo 50° Anniversario e le tecniche di comunicazione ai ragazzi dei valori in essa contenuti. L’attività formativa avrà una durata complessiva di trentacinque ore (sette ore al giorno) dal lunedì al venerdì.
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Ratzinger: sull’educazione e la cultura
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 28 Ottobre 2009
Monsignor Luciano Monari, vescovo di Brescia e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, è l’autore del libro Servitori della verità. Riflessioni sull’educazione (Editrice La Scuola pp. 156, euro 9,50) . Il volume, vera sintesi del pensiero di papa Benedetto sull’educazione come servizio alla verità, sul rapporto con l’evangelizzazione, è diviso in due parti precedute da un’introduzione dello stesso Monari. La prima parte (“L’emergenza educativa”) palesa con nitidezza la situazione generale che caratterizza anche il nostro Paese con tutti i rischi di consolidamento per il processo di frammentazione in corso, assai pericoloso per le future generazioni: più che una diagnosi esasperata, una diagnosi profetica. E sulla scia delle riflessioni papali circa le cause della crisi educativa monsignor Monari avverte: “Non è solo questione di metodi, di regole; quello che manca è un atteggiamento chiaro, consapevole, personale di amore alla propria vita, di accettazione della vita dell’altro, di fiducia nel valore della vita umana stessa a prescindere dalle diverse situazioni in cui essa possa trovarsi”, e ancora: “Sarebbe però illusorio pensare che l’atto educativo dipenda solo dall’educatore… Il risultato effettivo dipenderà in ultima analisi dalla risposta libera delle persone. È questo il rischio dell’azione educativa: deve fare ogni sforzo per rendere possibile la maturazione delle persone; ma deve evitare ogni imposizione e consegnare gli esiti alla libertà e alla responsabilità dei singoli. E tuttavia non basta nemmeno la buona volontà individuale. Siamo davanti a un problema culturale, che riguarda la società stessa, i valori che la sostengono”. Ecco allora l’importanza della seconda parte dell’antologia (“Cristianesimo, cultura, università”), che presenta alcuni tra i testi più famosi di Benedetto XVI, quello letto all’Università di Ratisbona o non letto all’Università di Roma, o quello meno noto sul ruolo del monachesimo nella fondazione della cultura occidentale, ed altro ancora. Testi che costituiscono un elogio della ragione umana. Come conclude nell’introduzione monsignor Monari: “Disprezzare la ragione non è segno di devozione religiosa; al contrario: è spia di un ‘buco nero’ che può distruggere prima la fiducia nella verità, poi il desiderio del bene e infine il valore stesso dell’esistenza.
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