È stato dimostrato che per smettere di fumare la rete sociale è importante: i migliori risultati si hanno se si fanno attività con i gruppi di mutuo aiuto o con un amico o con il partner. Lo sostiene Roberto Moretti, responsabile del progetto promozione salute dell’Asl di Bergamo che aggiunge: «In compagnia, con un obiettivo comune, è più facile smettere». Con queste premesse, sei farmacie di Dalmine (Bg) hanno deciso di fare rete proponendo insieme un progetto antifumo, che dopo due-tre mesi di sperimentazione potrà essere esteso a tutta la provincia. Il percorso inizia con una valutazione sia del grado di dipendenza del fumatore sia quello motivazionale, per poi differenziarsi a seconda del profilo che si delinea. Nel progetto sperimentale è incluso il servizio “Smsmetto” che consiste nell’invio, su richiesta, di messaggi gratuiti sul telefono cellulare che possano dare supporto emotivo, per esempio “Butta l’accendino e le sigarette”, “Bravo resisti!”. Inoltre, sono previste sedute di gruppo, organizzate dall’Asl, nove in tutto per un costo di 90 euro (meno della spesa mensile per un pacchetto di sigarette al giorno). Infine, nelle farmacie aderenti è possibile eseguire misurazioni del monossido di carbonio, che i fumatori possono eseguire prima di iniziare il percorso e dopo quando non saranno più fumatori. «Abbiamo un vantaggio culturale» commenta Giorgio Locatelli, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo «che &egra ve; la cultura solidaristica di prevenzione». «La farmacia» aggiunge Giovanni Petrosillo, di Federfarma Bergamo «deve essere sempre più integrata nel sistema sanitario. È questa la farmacia in cui crediamo e non certo quella che emerge dalla recentissima riforma che ha inteso erroneamente inquadrare le farmacie solo come unità commerciali».(fonte farmacista33)
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Farmacie di Dalmine: contro il fumo la rete fa la forza
Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012
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Il modello espositivo culturale: Roma sbarca a Londra
Pubblicato da fidest su mercoledì, 9 novembre 2011
L’assessore alle Politiche Culturali e al Centro Storico Dino Gasperini interverrà domani al Word Travel Market, presso lo stand di Roma Capitale, per presentare due proposte culturali innovative sperimentate con successo nella Capitale: il nuovo sistema espositivo della città di Roma ‘Romaexhibit’ e l’apertura fino all’una di notte dei musei il sabato.
Riflettori puntati soprattutto su ‘frutto di un lavoro di concertazione avviato dall’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale Dino Gasperini che coinvolge 18 Enti Pubblici e soggetti Privati, titolari di spazi espositivi culturali nella Capitale. L’obiettivo è garantire un’offerta di mostre che sia varia, qualitativamente elevata e omogenea e concordare un programma senza sovrapposizioni di contenuti e date di inaugurazione. Il tutto nell’ottica di una corretta concorrenza tra soggetti pubblici e privati che si trasforma in un’importante sinergia e si afferma come nuovo progetto della scena culturale romana. La programmazione condivisa consente fin da oggi di comunicare all’estero le iniziative romane con un anticipo annuale. L’obiettivo per il 2012 è di riuscire ad anticipare tutte le esposizioni che si terranno a Roma nei tre anni successivi, costituendo un volano economico di primissimo livello che influirà positivamente sul turismo. La programmazione condivisa consente anche un notevole risparmio economico. Tra i punti di forza dell’operazione “Sistema espositivo della città di Roma” c’è la realizzazione di un sito internet unico e la messa a punto di un sistema di trasporti dedicati (navette), finalizzato a migliorare il collegamento tra i vari siti espositivi, con particolare attenzione agli spazi culturali all’esterno del centro storico.
Hanno aderito a Romaexhibit, tra gli altri, l’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Azienda Speciale Palaexpo, la Fondazione MAXXI, Comunicare Organizzando Srl, Dart Centro Culturale Internazionale Srl, la Fondazione Roma, Eur Spa, la Fondazione Sorgente Group: un totale di circa 50 spazi espositivi che per la prima volta operano e programmano insieme.
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Degrado culturale, politico e sociale
Pubblicato da fidest su mercoledì, 25 maggio 2011
Roma 26 maggio 2011 – ore 16.00 P.zza Sant’Apollinare, 49 Pontificia Università della Santa Croce Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare – Aula “Alvaro del Portillo” un incontro organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università della Santa Croce e dalle Paoline per parlare di questi tempi e del degrado culturale, politico e sociale. Sembra più facile alzare la voce per una denuncia, che non cercare strade per una ripresa di vita e di coraggio. Abbiamo celebrato 150 anni di unità nazionale, ma si avverte la fatica e la precarietà di una unità tutta ancora da raggiungere. In queste pagine, il teologo Antonio Staglianò, da più di due anni vescovo della diocesi di Noto (SR), ripercorre i molti interventi della Chiesa italiana e delle Chiese locali evidenziando quegli aspetti relativi al Sud, al suo patrimonio di cultura, di fede e di tradizioni religiose che contribuiscono ad alimentare quella speranza di cui si avverte tutta l’urgenza. Intervengono S.E. Mons. Diego Coletti, Vescovo di Como, S.E. Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone – S. Severina Prof. Giovanni Maria Vian, Direttore de L’Osservatore Romano Modera Prof. Don Marco Porta, Direttore ISSR all’Apollinare Sarà presente l’Autore
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Piccoli comuni: ricchezze culturali
Pubblicato da fidest su sabato, 7 maggio 2011
Roma 8 maggio dalle 10 alle 17, via dei Fori Imperiali farà da meraviglioso scenario delle tante iniziative in programma, che renderanno questa giornata di festa una grande occasione per i Comuni con meno di 5.000 abitanti di esibire e far conoscere al pubblico le proprie ricchezze culturali ed enogastronomiche. In piazza anche i “maccaruni gavignanesi” nel laboratorio di pasta fresca del Comune di Gavignano, percorsi del gusto con il miele e le confetture di Nemi, assaggi di vino Cesanese e di olio biologico di Affile, ma anche mostre fotografiche sui percorsi naturalistici di Ciciliano, pubblicazioni suRoviano e un teatrino sulla raccolta differenziata con scenografia da Allumiere. Alle 11 la Banda Musicale di Gavignano si esibirà suonando l’Inno Nazionale per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia; a seguire saranno premiati i vincitori del Bando delle Idee, concorso promosso da Legambiente Lazio e Provincia di Roma, che ha permesso ai piccoli Comuni di presentare e vedere finanziati progetti per la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale del proprio territorio.
L’appuntamento per la stampa è fissato per domenica 8 maggio 2011, alle ore 11 in via dei Fori Imperiali (altezza Piazza Madonna di Loreto). Tutti gli appuntamenti di Voler Bene all’Italia sono disponibili su http://www.piccola grandeitalia.it.
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Faccia a faccia: confronti
Pubblicato da fidest su lunedì, 21 marzo 2011

Roma dal 24 marzo al 24 aprile Inaugurazione il 24 marzo alle ore 19 Piazza San Pietro in Montorio 3 Accademia Reale di Spagna. Una mostra di Juan Bordes Nato a Las Palmas di Gran Canaria, Juan Bordes Caballero è un artista molto attento sia alla figura umana che alla composizione architettonica. Strenuo difensore della scultura, ha lavorato per anni, con continue modifiche, su corpi e volti, “il testo plastico più breve – spiega Bordes – col quale possiamo intrappolare il tempo, personale e culturale, e condensare
lo spazio geografico”. Le sue statue e le teste esposte in questa mostra sono il mezzo attraverso cui lo scultore comunica con lo spettatore, con colui che guarda altri occhi, stavolta di pietra. In un faccia a faccia pieno di rimandi, di incontri e di confronti, come indica il titolo dell’esposizione. La scultura diventa così, come ha scritto Delfin Rodríguez, un racconto. Non solo per immagini, in questo caso tridimensionali e solide, ma anche per parole. È antica e tutta
romana la tradizione che vuole le statue parlanti. Basti pensare a Pasquino, nei pressi di piazza Navona. E il rimando a Roma non è affatto casuale. Perché Bordes ha intessuto e allacciato con la Capitale un rapporto speciale e privilegiato. “Pur essendo un viaggiatore perduto per infiniti luoghi – scrive ancora Rodríguez – è a Roma che Juan Bordes si sente a casa, come se fosse nel proprio laboratorio: luogo storico e territorio di sogni che conosce bene. Ma c’è di più: è da là, da quella Roma che è il suo laboratorio di sogni, la sua casa di artista, è da là che tesse quella ragnatela che è il proprio universo creativo, muovendosi abilmente e con precisione lungo i suoi fili, viaggiando senza sosta verso luoghi più o meno reconditi”. (img)
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Mediazione culturale per i detenuti
Pubblicato da fidest su domenica, 26 dicembre 2010
Casa Circondariale di Bologna Due mediatori culturali di lingua araba, con conoscenza anche delle lingue inglese e francese, operano da alcune settimane presso la Casa Circondariale di Bologna per facilitare l’assistenza sanitaria offerta dall’Azienda USL di Bologna ai detenuti immigrati, la cui presenza è circa il 72% del totale. I due mediatori culturali, una donna algerina e un uomo palestinese, assistono il personale sanitario in tutte le diverse occasioni cliniche e assistenziali a favore dei detenuti, svolgendo anche azioni di promozione sui programmi di screening. In collaborazione con il medico della Casa Circondariale, inoltre, coordinano gruppi di educazione alla salute su temi quali la trasmissione delle malattie infettive, igiene, prevenzione, educazione alimentare. La consulenza del mediatore viene richiesta anche su casi a rischio di autolesionismo. I mediatori presenti in carcere hanno già avuto esperienze formative rilevanti. In particolare, il mediatore di origine palestinese ha operato dal 2004 presso il Tribunale di Bologna Sezione penale, la Corte d’Appello, il Tribunale di Porretta Terme, il Tribunale di Imola. La mediatrice di origine algerina ha, invece, svolto la propria attività presso il Servizio Immigrazione del Comune di Bologna e nelle strutture sanitarie dell’Azienda USL di Bologna e del Policlinico S.Orsola Malpighi. L’attività nella Casa Circondariale si aggiunge ai servizi di mediazione culturale che l’Azienda USL di Bologna mette a disposizione, da circa 10 anni, delle persone straniere. In particolare all’Ospedale Maggiore e in quello di Bentivoglio, nell’area materno–infantile, e in alcuni servizi territoriali come il Centro per la salute delle donne straniere e dei loro bambini, presso il Poliambulatorio Zanolini a Bologna, e nei diversi consultori familiari presenti in tutti i distretti sanitari dell’Azienda. I mediatori svolgono un ruolo importante anche all’interno delle strutture psichiatriche.
Il mediatore è una figura professionale che possiede competenze specifiche legate alla lingua, alla cultura e al contesto di provenienza del cittadino straniero. In ambito sanitario, il mediatore culturale rivolge le proprie competenze tanto ai cittadini stranieri, destinatari di servizi sanitari, che ai professionisti, medici e infermieri che seguono l’iter sanitario del paziente, svolgendo un ruolo di collegamento tra i rispettivi sistemi culturali e facilitando la reciproca comprensione.
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Lo scontro culturale tra destra e sinistra
Pubblicato da fidest su mercoledì, 10 novembre 2010
L’incontro fra partiti di governo e partiti all’opposizione, è diventato, ancora una volta, scontro fra culture; non è sempre stato così, ma si è accentuato oggi quando a scontrarsi sono due forze così diverse, come sta accadendo in questi lunghissimi 16 anni. Parlare di “scontro culturale”, è solo l’occasione per affrontare una analisi, ma, di fatto, non c’è nulla di culturale, perché nulla c’è di interiore, ma solamente l’esaltazione dell’esteriorità e dell’apparenza. Periodicamente l’uomo di potere cede alla tentazione di annullare quella fetta dell’umanità che non condivide un certo metodo di uso del potere. Appare superfluo ricordare tutte le volte che è accaduto, tutta la storia successiva che ci viene tramandata è un continuo ripetersi di quella tentazione. E’ la negazione dell’umanità, lo scontro come rito selettivo, come normativa assurda, che rivela quell’intimo e ferino desiderio di annientare una parte della stessa società alla quale apparteniamo. “Se questo è un uomo” di Primo Levi documenta, con straziante realismo, il cedimento a quella tentazione, che si concluse con lo sterminio degli ebrei europei, motivato dalla presunta difesa di una razza che si riteneva superiore, uno sterminio programmato da un popolo occidentale, proprio quello che ritiene la propria cultura superiore alle altre, e oggi, particolarmente, alla cultura orientale o arabo-musulmana. Questa tentazione si fa sostenere dalla propaganda, che fagocita ogni episodio e lo reinterpreta a proprio uso e consumo. Con la propaganda si cerca di reclutare il maggior numero di persone alla causa che si sostiene; lo scopo è quello di suscitare sentimenti estremi, come quello di identificarsi con il Bene che lotta contro il Male, la vita contro la morte, la cultura contro la barbarie, la libertà contro la minacciata oppressione. In questo tipo di propaganda di se stessi si perde anche il senso della misura e si acquisisce anche un tono epico, oltreché apocalittico, al punto di suggerire l’impressione che chi dichiara di assimilarsi al Bene per lottare contro il Male, sia, in realtà, patologicamente compromesso a livello di equilibrio mentale. Il senso del collettivismo planetario annega nella logica di supremazia che un microgruppo, partorito dalla mente malata di un solo uomo (nessuna meraviglia è già accaduto con Hitler, Mussolini, Stalin, Pinochet, e tutti i dittatori o ditta torelli esistiti o in pectore !) vuole affermare su un altro, per dilatarsi, poi, in uno scontro fra macrogruppi. Lo sviluppo dell’antropologia culturale ha compiuto uno sforzo controcorrente, perché ha cercato di dimostrare che tutti coloro che non fanno parte del nostro microgruppo sono pur sempre portatori di una civiltà, sono in grado di costituire una società vera e propria. Anche l’incontro degli antropologi con tribù primitive è stato interpretato come un incontro con altri uomini, con altre culture, non peggiori e non migliori di noi, semplicemente “altro”. Si tratta di relativismo antropologico, che non è metodologia di studio, ma serve a ribadire che nessuno può affermare la superiorità di una cultura su un’altra, di un pensiero sull’altro, ma a condizione che ci sia un pensiero e non semplicemente un’apparenza mendace. Con la cultura non si mangia…. Vado a farmi un panino con la Divina Commedia, sono queste le affermazioni ritenute spiritose da 3monti, che evidenziano il livello di abbrutimento mentale nel quiale affogano e vorrebbero far affogare la nazione. Confondere la cultura con la tecnologia, l’evoluzione culturale con lo sviluppo della tecnica, vuol dire, semplicemente, negare la supremazia dell’uomo rispetto alla tecnica. Una cultura, un gruppo, un partito, non sono l’umanità; le nazioni, le alleanze, le sudditanze politico-economiche formano un megagruppo con un’analoga cultura, ma anche i microgruppi hanno la loro cultura, ricordiamo Pasolini con la “cultura di quartiere”, ricordiamo Olivetti e Ottieri con la “cultura d’azienda”. La differenza tra un gruppo culturalmente sostenuto e un gruppo privo e ostile ad ogni forma di cultura che non sia quella pragmatica “del massimo utile … e subito, poi si vedrà…”, sta nel fatto che il secondo è condizionato da due spinte:
• la volontà di egemonizzare la società, senza essere contaminato da nessun altro gruppo
• l’angoscia, che arriva alla paranoia, di essere sconfitto dall’ altro gruppo.
Ogni gruppo ha bisogno della sua cultura, come elemento di coesione e di rafforzamento, perché, nel momento delle scelte, la comunità culturale viene esaltata fino alla sacralizzazione, quando ciò manca accade…. quello che sta accadendo nel partito nato nel predellino e agonizzante davanti all’uscita di servizio dalla quale avrebbe voluto sgattaiolare per entrare nelle pagine della Storia. Per entrare in tali pagine bisogna attraversare l’arco di trionfo, non serve sdraiarsi in un lettone, pure se dono del possente Putin.(Rosario Amico Roxas)
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Promozione linguistica e culturale della Stranieri
Pubblicato da fidest su domenica, 24 ottobre 2010
Perugia. E’ entrato nella sua fase operativa l’articolato programma di collaborazione linguistica e culturale siglato nel giugno 2009 dall’Università per Stranieri di Perugia e dal Supreme Council of Universities egiziano, avente per oggetto l’incremento della conoscenza diffusa della lingua e cultura italiana in Egitto. Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, comprende una serie di azioni formative, scientifiche e strettamente didattiche indirizzate ai quattro atenei egiziani del Cairo, Helwan, Ain Shama e Al-Azhar. La Stranieri ha selezionato complessivamente otto insegnanti – un professore di lingua e cultura italiana, due collaboratori ed esperti linguistici e cinque visiting professor di letteratura e linguistica – che hanno iniziato la loro attività didattica in questo mese di ottobre nelle quattro università convenzionate. La finalità complessiva di tale programma – riguardante la lingua, la letteratura, la linguistica e il pensiero politico e la storia delle idee nella letteratura italiana dall’ ‘800 al ‘900 – è quella di incrementare lo studio della lingua e cultura italiana e di accrescere l’attrattività dei giovani studiosi egiziani verso l’Italia.Il programma comprende in seconda battuta l’istituzione di un pacchetto di 26 borse di studio destinate agli studenti più meritevoli dei quattro atenei partner, per agevolare il loro soggiorno in Italia nella frequenza di corsi di lingua e cultura italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia. Il progetto formativo varato dall’ateneo di Palazzo Gallenga prevede anche la presenza di un tutor che supporterà, per l’intero periodo di interesse, tutte le attività didattiche e scientifiche attivate. Positivo è anche il bilancio dell’azione formativa svolta dall’ateneo nei riguardi del gruppo di 89 studenti libici giunti a Perugia per un periodo di studio della lingua italiana, grazie ad una fitta attività di cooperazione tra la Farnesina e Palazzo Gallenga, in conseguenza dell’accordo di collaborazione siglato dai governi italiano e libico a Bengasi il 30 agosto 2008. Il governo libico ha infatti chiesto di prolungare di un anno il periodo di frequenza ai corsi dei giovani libici selezionati, a cui dovrebbero aggiungersi altri 11 studenti, i quali beneficeranno, insieme ai connazionali già presenti, di borse di studio per tutto l’intero soggiorno a Perugia.
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Patrimonio culturale intangibile
Pubblicato da fidest su venerdì, 22 ottobre 2010
Venezia 22 ottobre 2010 Stazione Crociere Terminal 103 da oggi a partire dalle ore 10 ( si concluderà sabato 23 ottobre 2010) “The Intangible Cultural heritage: a World Stage for the Venetian Traditions”, dove i massimi esperti internazionali del settore si confronteranno. Il congresso, a partecipazione gratuita, è organizzato dalla VTP Events, società interamente partecipata dalla Venezia Terminal Passeggeri S.p.A., gestore del Porto Passeggeri di Venezia. Nel pomeriggio, a partire dalle 15.00, attenzione puntata sulla ricchezza del patrimonio culturale intangibile nazionale con un importante focus su quello veneziano, dalla Gondola alla lavorazione del Vetro di Murano, dai Merletti di Burano alla produzione dei tessuti, alla tradizione del Carnevale. L’appuntamento, unico nel suo genere, vedrà la partecipazione dei principali esperti mondiali del settore. Due le sessioni della giornata di domani con l’intervento tra gli altri, di Francesco Francioni, Istituto Universitario Europeo, Firenze, Toshiyuki Kono, Università di Kyushu, Fukuoka, e Cécile Duvelle, Capo della Sezione del Patrimonio Immateriale dell’Unesco e del Segretariato della Convenzione del 2003 sul patrimonio immateriale, Parigi.
Nel pomeriggio, a partire dalle 15.00, attenzione puntata sulla ricchezza del patrimonio culturale intangibile nazionale con un importante focus su quello veneziano, dalla Gondola alla lavorazione del Vetro di Murano, dai Merletti di Burano alla produzione dei tessuti, alla tradizione del Carnevale. Tra i contributi, le relazioni di Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Rettore della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, Milano; Pier Luigi Petrillo, Coordinatore del Gruppo di Lavoro UNESCO, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Il convegno sarà aperto alle ore 9.00 dai saluti istituzionali delle autorità. Previsti interventi di Renato Chisso, Assessore alla Mobilità e alle Infrastrutture della Regione Veneto, Raffaele Speranzon, Assessore alle Attività Culturali ed al Patrimonio culturale e museale della Provincia di Venezia, Tiziana Agostini, Assessore alle Attività Culturali del Comune di Venezia, Engelbert Ruoss, Direttore Ufficio regionale Unesco per la Scienza e la Cultura in Europa, Nicola Falconi, Presidente dell’istituzione per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere, Gianfranco Albertini, Presidente del Consorzio Promovetro.
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Celebrare la lingua italiana nel mondo
Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 ottobre 2010
“Una lingua come amica: l’italiano nostro e degli altri” è il tema della X Settimana della Lingua Italiana nel mondo, in programma dal 18 al 24 ottobre 2010, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e numerose altre istituzioni pubbliche e private. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno evidenzia l’importanza assunta dalla nostra lingua nel contesto internazionale, tra tutti coloro che, nel mondo, studiano e amano la nostra lingua come prezioso strumento culturale e come fonte di arricchimento personale e professionale. Ad essi si aggiungono i tanti italiani all’estero, per cui l’italiano è la lingua della tradizione, e i ‘nuovi’ italiani immigrati nel nostro Paese, per i quali la lingua è il primo strumento di integrazione. La X Settimana ha subito quest’anno un rinnovamento della formula in favore di una maggiore apertura verso le nuove generazioni. Per questa ragione, come ambiti principali intorno ai quali sviluppare gli eventi sono state scelte due forme d’arte di forte impatto sui giovani: la musica – con la tournée internazionale di giovani cantautori dal titolo ‘Porta Parola: la lingua italiana in musica’, ed il cinema – con una rassegna di film italiani contemporanei. Le manifestazioni previste in Italia saranno caratterizzate dall’attiva partecipazione delle scuole attraverso concorsi, incontri letterari e spettacoli. A Roma, in particolare, i protagonisti saranno gli studenti che, con riferimento al tema della ‘Settimana’, presenteranno testi, in poesia e in prosa, di autori che, pur non essendo nati in Italia o non avendo, comunque, l’italiano come lingua madre, scrivono le loro opere in italiano, rientrando così a pieno titolo nella nostra letteratura.
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Mediazione linguistica e culturale
Pubblicato da fidest su lunedì, 11 ottobre 2010
Milano 12 ottobre 2010 alle 12.30, Aula magna del Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano, piazza Montanelli 1, Sesto San Giovanni (Milano). Ingresso libero l’attore Ferruccio Soleri incontra gli studenti e il pubblico per ripercorrere la sua esperienza di giramondo e raccontare come le audience dei diversi Paesi, e della Cina in particolare, hanno accolto negli anni il suo Arlecchino.
L’evento è organizzato dal Corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale e dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, in occasione della messa in scena dell’Arlecchino servitore di due padroni sovra titolato in cinese, arabo e spagnolo al Piccolo Teatro di Milano. Si tratta del primo di una serie di spettacoli che il Piccolo proporrà in diverse lingue, per avvicinare il pubblico straniero al teatro italiano offrendo la sovratitolazione in varie lingue. La serata in lingua cinese è fissata per martedì 19 ottobre.
Ferruccio Soleri (Firenze 1929), arrivato al Piccolo nel 1957, studia da Arlecchino con Marcello Moretti e durante la tournée americana, il 28 febbraio 1960 a New York, lo sostituisce per la prima volta. Moretti scomparve nel 1961 e quando Strehler due anni dopo riprese lo spettacolo chiamò Soleri, che da allora «è» Arlecchino, e nel tempo ha condiviso la scena con colleghi come Franco Graziosi, Warner Bentivegna, Giancarlo Dettori, Tino Carraro, Gianrico Tedeschi, Valentina Cortese, Andrea Jonasson.
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Un nuovo Risorgimento culturale
Pubblicato da fidest su venerdì, 8 ottobre 2010
“Abbiamo oggi il compito di custodire il nostro passato, quello del Msi, quello di An, quello dei sacrifici fatti dai tanti militanti per la politica, perché è assolutamente necessario che esso costituisca il bagaglio di riferimento per le nuove generazioni, al fine di costruire un grande movimento di centro-destra consapevole delle proprie origini e proiettato al futuro” – commenta così AreaNazionale, l’associazione facente capo agli onorevoli Menia e Moffa (Fli), la scelta di dar vita a un nuovo movimento politico, dopo la riunione di ieri nella sede di Farefuturo. “Fli trarrà la sua linfa vitale dal territorio, cercando di dare una risposta concreta alle esigenze dei cittadini e motivando tutti quei militanti che fanno della politica una propria ragione di vita” – continua l’editoriale di oggi sul sito di AreaNazionale. Secondo i finani: “Fli si propone di comunicare senza steccati e senza pregiudizi, ascoltare e dialogare, costruire una rete per capire cosa unisce e cosa può ancora unire il Paese, perché ora più che mai è necessario spingere il bottone della ripartenza”. E sul futuro dell’Italia l’associazione di Menia e Moffa si propone l’ardito compito di “dar vita a un nuovo Risorgimento culturale, che deve passare attraverso un percorso di riforme organiche e radicali, istituzionali e sociali, per restituire efficienza e credibilità allo Stato e alle sue articolazioni e, nel contempo, riattivare l’ascensore sociale attraverso la legalità e la meritocrazia”. AreaNazionale conclude con un riferimento al Presidente Cossiga: “In Italia, u! n leader deve conquistare rispetto e autorevolezza giorno per giorno, tutti i giorni, aveva tuonato molti anni fa Francesco Cossiga dalle colonne del ‘Washington Post’, siamo sicuri che Gianfranco Fini saprà essere il nuovo leader del centrodestra italiano”.
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Mediazione culturale e lingua italiana
Pubblicato da fidest su venerdì, 1 ottobre 2010
Cremona, 1° ottobre, presso la Camera di Commercio Convegno organizzato dal Patronato Ital-Uil sul tema “La mediazione culturale e la lingua italiana”. Sarà l’occasione per iniziare a discutere sui test di lingua italiana che faranno parte dei permessi a punti per i cittadini extracomunitari. Al Convegno interverranno il centro Interculturale “Mondinsieme”, la Cooperativa sociale “Dunia”, la Scuola media “Campi”, l’Associazione “Donne senza frontiere” e il Centro di Solidarietà “Il Ponte”, nonché l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Cremona Silvia Schiavi e gli Assessori alle Politiche Sociali del Comune di Cremona e di Crema Luigi Amore e Luciano Capetti. Di rilievo la presenza e l’intervento del Prefetto di Cremona, Tancredi Bruno di Clarafond.
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Dio oggi. Con lui o senza di lui cambia tutto
Pubblicato da fidest su lunedì, 6 settembre 2010
E’ l’opera vincitrice della XXVII edizione del Premio Capri San Michele. Il volume curato dal
Comitato per il Progetto Culturale della CEI e presentato dal professore Sergio Belardinelli raccoglie gli interventi più significativi che hanno animato le giornate dell’omonimo convegno internazionale facendone un evento culturale senza precedenti. Sotto gli auspici del messaggio inaugurale del Santo Padre Benedetto XVI il volume riporta le relazioni dei cardinali Angelo Bagnasco, Camillo Ruini, Angelo Scola, di monsignor Gianfranco Ravasi, degli studiosi e docenti universitari Rémi Brague, Massimo Cacciari, Peter van Inwagen, Martin Nowak, Roger Scruton, Robert Spaemann, dell’astronomo George Coyne e del direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci. Si conclude con una relazione di monsignor Rino Fisichella. L’opera rilancia la questione di Dio come questione decisiva per ridare carne e sangue alle umane aspirazioni di verità, bellezza, libertà e giustizia. Come ha richiamato di recente Benedetto XVI, «la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio». Non un Dio qualsiasi, ovviamente, ma il Dio personale di Gesù Cristo. Ed è precisamente questa la sfida che filosofi, teologi, storici dell’arte e della cultura, nonché scienziati di diverso orientamento culturale raccolgono in questo libro. La cerimonia di proclamazione e di assegnazione del premio avrà luogo ad Anacapri il prossimo 25 settembre.
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Investire nel patrimonio culturale italiano
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 giugno 2010
«Tanti anni di residenza in Svizzera mi hanno fatto toccare con mano, qualora ce ne fosse stato bisogno, la vera importanza della cultura e della lingua italiana nel mondo». Così si è espresso l’on. Antonio Razzi a proposito dei lavori camerali di oggi in discussione: “Esame delle norme recanti disposizioni urgenti in materia di spettacolo ed attività culturali”. La grave congiuntura economica all’esame del governo, è risaputo, impone severissimi ed indiscriminati tagli mettendo a durissima prova anche tutti gli operatori dello spettacolo e del mondo della cultura in Italia ed all’estero nessuno escluso. Molte sono le doglianze da parte di quanti si adoperano in questi settori. Non si contano ormai gli interventi in aula da parte dell’on. Razzi a favore di incentivi che promuovessero invece la cultura e la lingua italiana nel mondo come faro sempre acceso su secoli di eccellenze dalla lirica all’insegnamento della lingua italiana, dal teatro alla canzone veicoli insuperabili ed imitati in ogni parte della terra: «come si vuole pretendere –rivolto al ministro Bondi Razzi lamentava in uno dei suoi interventi- di gestire addirittura un ministero che si occupa solo di formalità burocratiche senza proporre né investire neanche un centesimo in cultura?». Grazie proprio alla pregiata fattura degli uomini e della genialità italiana, della sua storia- sostiene- che ancora resistono presidi inespugnabili di patrimonio storico e culturale italiano ma la preoccupazione è per quanto tempo ancora resisteranno se oggi sono ormai allo stremo. «Quando si tratta di investire in cultura, spettacolo ed attività culturali nessuno prevede una decretazione d’urgenza chi sa come mai. Stanziare denaro per incentivare e migliorate la situazione dei settori spettacolo e cultura, in Italia e all’estero, significa purtroppo sprecare risorse, ecco perché. Invece occorre responsabilità, lungimiranza di un progetto inteso ad investire in un patrimonio di formidabile consistenza, storica, artistica e letteraria» ha chiosato Razzi.
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