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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Lettera aperta a Serracchiani

Pubblicato da fidest su martedì, 18 ottobre 2011

Monte Siguret, Val di Susa

Image by arboreus via Flickr

Lettera al direttore “Cara Debora, ma dove sei stata negli ultimi quattro mesi, da luglio ad oggi, caratterizzati da continui attacchi al cantiere di Chiomonte, causando decine e decine di feriti tra le forze dell’ordine? Dov’eri negli ultimi quattro mesi, quando antagonisti da tutta Europa giungevano in Valle di Susa per addestrarsi al ‘tiro al poliziotto’, senza che nessuno si sentisse in dovere di prendere una posizione pubblica forte e netta, mentre solo ora, dopo che quei figuri sono scesi a devastare Roma sentiamo un coro di condanne e di indignazioni? Le leggi attuali, purtroppo, consentono a questi mascalzoni, teppisti ed eversori di potersi muovere impunemente e di devastare la capitale, assaltando chiese e bruciando blindati. È necessario un nuovo provvedimento legislativo, speciale o no non mi interessa, per impedire a costoro di circolare. Nel nostro ordinamento non esiste alcuna norma, se non l’arresto preventivo che non credo tu consideri uno strumento utile, che consenta di fermare gruppi in parte composti da pluridenunciati. Da qui la proposta di un provvedimento legislativo sul modello del Daspo per impedire ai violenti di venire a inquinare qualsivoglia manifestazione. Per una volta che Di Pietro, invocando una legge Reale bis, non si è messo a inseguire le demagogie grilline, anziché criticarlo sarebbe stato meglio ascoltarlo. Infine, concordo invece con te sul fatto che serve una grande battaglia da parte del PD, affinché il Governo non tagli altri 60 milioni di euro alla forze dell’ordine”. (On. Stefano ESPOSITO Parlamentare PD)

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Mediazione civile: fine degli inganni

Pubblicato da fidest su lunedì, 29 novembre 2010

Si è scatenata una bufera sull’O.U.A.  (Organismo Unitario Avvocatura Italiana), al congresso nazionale forense tenutosi a Genova, il ministro Alfano, con coraggio ha dato il benservito “alla casta”, che aveva presentato  in materia di mediazione civile e commerciale  proposte indifendibili, come quella, di ottenere l’obbligo di difesa alle parti in mediazione  e l’abolizione della obbligatorietà in materia di mediazione. Il ministro Alfano, molto garbatamente  nella forma ma polemico, giustamente, nella sostanza, ha consegnato alla platea dei duemila avvocati presenti (meno dell’1% degli iscritti) un messaggio molto chiaro ed inequivocabile: “non sono più ammissibili demagogie”.
Sarebbe una cosa molto sgradevole e non deontologicamente sana se, una parte dovesse smentire avanti ad un giudice ordinario, così come già successo, “ l’avvocato non mi  “ha informato” a dovere sulla conciliazione.  Quello che sta succedendo nella classe forense fa riflettere, perchè mentre da un lato pretendono adeguata professionalità dei conciliatori, dall’altro non si rendono conto che sono proprio gli avvocati ad essere designati per competenze specifiche a dirimere le controversie. Questo fa capire che all’interno dell’avvocatura c’è uno scontro in atto tra i grossi studi di avvocati civilisti e i giovani avvocati. E’ evidente la contrapposizione, dice il presidente dell’A.N.P.A.R. – Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione dott. Giovanni Pecoraro, sono tanti gli avvocati/conciliatori che sono entusiasti di aver intrapreso questa nuova attività, più in particolare le donne. Questi nuovi professionisti dal 20 marzo 2010, data di entrata in vigore del D.Leg.vo n. 28, hanno capito le coincidenze fortunate che offriva la neo-legge  in materia di opportunità di lavoro professionale. Come mai, questo è accaduto! solo a partire dal 20 marzo? Perchè, afferma Pecoraro -  vi  è stato, da parte “della casta” un attentato contro il diritto degli avvocati  a conoscere come stavano realmente le cose.   Prima di questa data l’istituto della conciliazione esisteva di già ed anche in forma obbligatoria: è da quando è entrato in vigore  il citato decreto che i giovani avvocati  non sprovveduti o deviati  hanno capito la reale importanza di una legge che risolve in breve tempo a costi zero una lite. Si diceva  e lo si è detto fino alla vigilia del congresso di Genova che la “media-mediazione” avrebbe fatto la fine della mediazione obbligatoria in materia di lavoro. In questi ultimi mesi si è assistito a sceneggiate patetiche scioperi  contro se stessi,   ricorsi al TAR contro una legge liquidata con parere favorevole del Consiglio di Stato e per ultimo di minacce  di “incatenamenti”, cose che non incantano più nessuno, così come non hanno incantato quegli avvocati (oltre 120 mila) che si sono dedicati con profitto a questa nuova professione di conciliatore professionale. Dico ancora di più, con questa legge  è stato allargato ulteriormente  il ventaglio di occasioni professionali; non più solo avvocato ma: conciliatore, arbitro, negoziatore, consulente di parte nel procedimento di mediazione, C.T.U. e per ultimo con  l’entrata in vigore del D. M. 180 del 4 novembre 2010 anche la possibilità di esercitare l’attività di docenza in materia di risoluzione di controversie in materia civile e commerciale.
Ma quale tutela di difesa ai cittadini? I cittadini hanno detto basta, da tempo  ai “classisti” e se qualcuno paventa “incatenamenti” mettendo da parte anche quel poco di dignità professionale rimasta, sappia che da parte dei cittadini  ci sarà  una richiesta  “referendaria”   anche Europea per il mantenimento ed il potenziamento del nuovo istituto giuridico sulla mediazione. (A.Bove – in sintesi)

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