Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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La malattia mentale è una “mina vagante”?

Pubblicato da fidest su lunedì, 14 dicembre 2009

La notizia, per quanto non ufficialmente confermata, che l’aggressore di Berlusconi fosse un malato neurologico in cura presso una struttura ospedaliera milanese induce il dott. Franco Previte presidente dell’associazione “Cristiani per servire”, da poco reduce da una conferenza stampa svoltasi a Roma presso la Camera dei deputati sul tema dei disagio mentale, a richiamare di nuovo l’attenzione dei media su questo annoso problema sociale e anche di ordine pubblico che risulta, sia pure scremato a vari livelli di gravità, molto diffuso e che coinvolge non solo i diretti interessati ma anche le famiglie che devono farsene carico direttamente e senza sostegno pubblico. Qui, per il dott. Previte, parliamo di milioni di persone che in Italia a tutt’oggi, vanno dalla depressione, primo disordine funzionale della persona, alla schizofrenia grave. D’altra parte non si chiede di certo la luna nel pozzo né interventi repressivi ma solo che il disabile psichico, possa avere l’assistenza sanitaria adeguata secondo le più moderne metodiche terapeutiche già ampiamente illustrate nella stessa conferenza stampa romana dal prof. Giorgio Nardone, del centro di terapia strategica di Arezzo  e uno dei più qualificati esperti in campo internazionale e ricercatore della scuola di Palo Alto in Usa. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso l’on.le Carlo Ciccioli, vice presidente della XII commissione affari sociali Sanità della Camera dei deputati e tramite il quale si auspica si possa arrivare ad una legge quadro sul disagio mentale. Un altro prezioso contributo è venuto dall’Associazione amici di Totò di cui è presidente Alberto De Marco che è stata sempre attenta ai problemi sociali e nello specifico al disagio mentale e all’invalidità civile e vi ha profuso notevoli risorse. Ora ci chiediamo se quanto è accaduto al presidente Berlusconi, deplorevole in se, non se ne possa ricavare un bene nel ricercare di porre mano ad un aspetto, quello della salute mentale, che è stato troppo a lungo disatteso sia dal mondo medico sia da quello politico.

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Disagio mentale e budget del malato

Pubblicato da fidest su mercoledì, 25 novembre 2009

Roma 10 dicembre 2009 ore 16 Palazzo Marini “Sala Conferenze” della Camera dei Deputati Via del Pozzetto, 158 (angolo Piazza San Silvestro) si parlerà, in conferenza stampa, sullo  stato dell’arte del disagio mentale e del budget del malato e per verificare come sta cambiando il paradigma della gestione dell’assistenza sanitaria in Italia. Hanno promosso l’iniziativa“ le Associazioni Amici di Totò” presidente dr. Alberto De Marco,“Cristiani per servire” presidente dr. Franco Previte, Onlus Nardone – Watzlawick presidente Dott.ssa Mariotti Roberta, “Un tetto insieme” presidente dr. Giancarlo Bernabei e l’Agenzia stampa Fidest  Intervengono:  Dr. Franco Previte presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”, l’On. Carlo Ciccioli, Vice Presidente della XII Commissione Affari Sociali – Sanità e il Prof. Giorgio Nardone fondatore insieme a Paul Watzlawick del “Centro di Terapia Strategica” di Arezzo,  psicologo e Docente di Tecnica di Psicoterapia Breve presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università di Siena. Testimonial: Prof. Rosanna Cerbo, Docente dell’Università “La Sapienza”, Dr. Domenico Famiglietti Vice Presidente e Responsabile delle Relazioni Esterne dell’Associazione Amici di Totò… a prescindere!  Dott.ssa M. Cristina Nardone, Managing Director del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, Dr.ssa Simona De Antoniis, psicologa, psicoterapeuta, ricercatrice associata al Centro di Terapia Strategica di Arezzo e Titolare del Centro Evoluzioni a Roma Modera: Riccardo Alfonso direttore dell’agenzia stampa Fidest (www.fidest.it)

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Disagio mentale: costi sociali e budget del malato

Pubblicato da fidest su domenica, 22 novembre 2009

Il giorno 10 dicembre alle ore 16 presso la “Sala Conferenze” della Camera dei Deputati in Via del Pozzetto, 158 si terrà la Conferenza Stampa sul “Disagio mentale: costi sociali e budget del malato”. E’ organizzata dalle Associazioni: “Amici di Totò… a prescindere! – Onlus” ; dall’Agenzia Stampa Internazionale “Fidest”; dall’ Onlus Nardone – Watzlawick e da “Un tetto insieme”. Si gioverà delle relazioni: del Prof. Giorgio Nardone, fondatore insieme a Paul Watzlawick del “Centro di Terapia Strategica” di Arezzo,  psicologo e Docente di Tecnica di Psicoterapia Breve presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università di Siena. E’ l’esponente di maggiore spicco tra i ricercatori della cosiddetta “Scuola di Palo Alto”. Al suo creativo e al tempo stesso sistematico lavoro s’ispirano studiosi e terapeuti di tutto il mondo; dell’On. Carlo Ciccioli, Vice Presidente della XII Commissione Affari Sociali – Sanità. Nei prossimi giorni presenterà una proposta di legge sul disagio mentale che coprirà il vuoto ed esautorerà le anomalie provocate dalla legge 180 (Basaglia); della Dott.ssa M. Cristina Nardone, Managing Director del Centro di Terapia Strategica di Arezzo; del Dott. Franco Previte, già Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, impegnato da tempo nella battaglia tout – court sulle problematiche del disagio mentale; del Prof. Rosanna Cerbo, Docente dell’Università “La Sapienza”; della Dr.ssa Simona De Antoniis, psicologa, psicoterapeuta, ricercatrice associata al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, Titolare del Centro Evoluzioni a Roma e del Dott. Domenico Famiglietti, Vice Presidente e Responsabile delle Relazioni Esterne dell’Associazione Amici di Totò…a prescindere! – Onlus. Moderatore e Coordinatore della Conferenza Stampa è Riccardo Alfonso, Direttore dell’Agenzia Stampa Internazionale “Fidest”. Al termine della Conferenza ci sarà una breve presentazione del film documentario, “Omaggio a Totò, Maschera, Principe e Poeta”, dedicato ad Antonio de Curtis, “Totò”. Il ricavato ottenuto dalla distribuzione del film nelle sale cinematografiche, unitamente al 5 per mille della prossima dichiarazione dei redditi, destinato all’Associazione Amici di Totò…a prescindere! – Onlus, Codice Fiscale 07013111005 (quale Onlus beneficiaria in alternativa allo Stato), saranno devoluti integralmente dal produttore “Associazione Amici di Totò” alla realizzazione di una Community Housing per sofferenti psichici allo scopo di garantire una residenza protetta; cure e riabilitazione; reinserimento sociale e lavorativo. Il tutto avverrà in assoluta trasparenza ed attraverso il controllo di un Comitato di garanti, che sarà scelto tra gli autorevoli personaggi di grande moralità, impegnati da tempo nelle attività culturali e sociali.  Diversamente da quanto avviene anche nelle importanti organizzazioni istituzionali, come per la FAO, le spese organizzative non dovranno incidere in alcun modo sulle eventuali donazioni o entrate finanziarie di qualsiasi genere. (Alberto De Marco)

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Disagio mentale e budget del malato

Pubblicato da fidest su martedì, 10 novembre 2009

Si terrà giovedì 10 Dicembre 2009 alle ore 16.00 presso la “Sala Conferenze”, Palazzo Marini della Camera dei Deputati in Via del Pozzetto, 158 (angolo Piazza San Silvestro), la Conferenza Stampa sul  “Disagio mentale: costi sociali e budget del malato” organizzata dalle Associazioni: “Amici di Totò… a prescindere! Onlus”, dall’Associazione Cristiani per servire”, da “Un tetto insieme” e dall’Agenzia Stampa Internazionale “Fidest”. Si gioverà delle presentazioni del Dott. Franco Previte, presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”, del Dott. Domenico Famiglietti e dal direttore della Fidest Riccardo Alfonso. L’iniziativa intende dare risalto ad un aspetto umano, e sociale di grande rilevanza ma che, spesso, le istituzioni e il mondo della politica non vi prestano la dovuta attenzione. Sono anche due facce della stessa medaglia. Il disagio psichico, infatti, non interessa solo il malato, ma coinvolge sempre di più le famiglie mentre l’assistenza sanitaria non è adeguata a supportare la continuità assistenziale e le eventuali emergenze. Ciò significa che spesso tali soggetti finiscono con l’essere ghettizzati con possibili insorgenze di ulteriori gravi patologie. L’altro aspetto, quello del cosiddetto budget del malato, acquista, un significato altrettanto drammatico e inquietante, dal punto di vista sociale e sanitario, poiché si tende ad “abbandonare al loro destino” questi ammalati, per lo più anziani, dimettendoli anzitempo dalle strutture nosocomiali ma senza un’adeguata “protezione” alternativa, tanto che si finisce con aggravare il loro precario stato di salute in maniera irreversibile. Diventa, in pratica, una forma “camuffata” di eutanasia. Si obietta, in proposito, che il loro “budget” è troppo elevato tanto che si preferisce devolvere le risorse disponibili, essendo limitate, ai casi acuti di soggetti giovani. Tale rappresentazione dell’assistenza sanitaria indica un modo cinico di trattare il malato selezionando le maggiori prestazioni sia per età anagrafica sia per la natura stessa della malattia. Ma il discorso di quanti affermano che le risorse per la sanità sono modeste e s’impone, pertanto, tale criterio preferenziale i promotori della conferenza intendono ribadire che se le risorse sono poche è grande anche lo spreco, la disorganizzazione e talune duplicazioni non legate strettamente all’aspetto assistenziale. Va anche tenuto conto, per quanto riguarda i malati di mente, e più in generale le turbe neurologiche che possono andare dalla depressione agli stati ansiosi, che le loro ricadute possono riverberarsi nella vita di tutti i giorni riempiendo le pagine della cronaca nera in Italia come altrove. Per tutte queste situazioni i promotori della conferenza stampa confidano che non manchi l’attenzione mediatica, la presa di coscienza del grosso pubblico a un tema di così elevato aspetto sociale e sanitario e la sensibilità dei politici e delle istituzione per una regolamentazione della materia e che consenta una maggiore tutela a quella parte della società che soffre ma che è anche più esposta all’emarginazione e spinge taluni alla rimozione di un problema che è tra noi e che non possiamo fingere che non esista.
Francesco Felice Previte
L’uomo che ha fatto della sua vita una battaglia per la vita degli altri. E’nato a La Spezia, ma ha vissuto sin dai primi anni a Genova, attualmente vive in Sicilia. Ha come priorità il motto: Pace e Solidarietà. Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”, da anni cerca di richiamare l’attenzione dei mass media, dell’opinione pubblica e soprattutto delle Istituzioni su un problema di grandi e vaste dimensioni: la situazione in cui “vivono” i malati mentali, le loro famiglie e la sicurezza di tutti i cittadini esposti quasi giornalmente ad episodi dove protagonisti sono menti psichicamente instabili.. Questo disagio sociale investe non solo la società, ma la coscienza di tutti i cittadini. Alle Istituzioni, cioè al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati con Petizioni chiede una maggior comprensione di questo disagio sociale onde esaminare al più presto una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica. In ambito europeo sullo stessa tematica e primo in Europa, ha presentato la  Petizione n.146/99 che nelle conclusioni di risposta del 29 maggio 2000 prot. n. PE 290.531 “la Commissione Europea”,  riconosce quanto proposto dal Previte “considerando impellente la necessità di una promozione della salute mentale nel quadro della strategia comunitaria”. La legge quadro secondo gli intendimenti di Previte dovrebbe porre mano ad una riforma dell’assistenza psichiatrica, considerando prioritario quale primo approccio: a.) Fondo Speciale Economico, (Dopo di noi) il cruccio delle famiglie, dove confluire tutti i beni che in eredità andranno al “malato”; b.) L’attivazione della ricerca scientifico- farmacologica sulle malattie mentali; c.) Aggiornamento degli assegni di assistenza che con euro 255,13 al mese consentono agli disabili psico-fisici solo la sopravvivenza.
L’Associazione “Cristiani per servire” è  un movimento d’ispirazione cristiana di solidarietà e carità, non politico, che non ha né chiede contributi a nessuno e di nessun genere, ma ispirandosi alla  Dottrina Sociale della Chiesa intende portare il proprio contributo alle attese della gente e del bene comune cercando di scuotere le coscienze di tutti: Amministratori pubblici, mondo politico, affinché operino per la collettività, specie per le categorie di maggior sofferenza e più esposte alle insensibilità ed all’egoismo. L’Associazione tiene presente l’Esortazione Apostolica “Cristifidelis Laici” che sollecita le aggregazioni laicali ad una presenza sempre più attiva al servizio della comunità con slancio ed inventiva soprattutto nelle “nuove frontiere”.. Il Movimento ha avuto come Presidente Onorario l’On.le Ines Boffardi già Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri “per la condizione femminile”- oggi Ministero pari opportunità – dove il Previte era direttore collaboratore, capo della Segreteria e direttore di sezione nei due Governi Andreotti 1978. Terminata la Legislatura e ritiratasi a vita privata l’On. Boffardi, il Previte ne ha preso a cuore l’idea iniziando l’opera di “soccorso” in favore dei malati mentali fin dal 1994.

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I “desaparecidos della nostra civiltà”

Pubblicato da fidest su lunedì, 26 ottobre 2009

La costituzione europea come tutte le costituzioni del mondo, così detto civilizzato, si appagano con solenni richiami alla libertà, alla pace, alla giustizia e ribadendo con forza che va tutelata la dignità della persona umana “compresi i più deboli e bisognosi”. Si vuole in tal modo affermare che è la persona al centro dell’azione di una comunità che sa riconoscere i valori fondanti una civiltà e una cultura della solidarietà. Se poi scendiamo in quella che i giuristi definiscono la fattispecie pratica, ci accorgiamo ci esserci imbattuti in un profluvio di belle parole e tali restano, purtroppo. La prova provata, ammesso che ce ne fosse stato bisogno, è venuta nel momento in cui il dott. Franco Previte, presidente dell’Associazione “Cristiani per servire” ha posto il problema all’U.E., al governo e al parlamento italiano sulla triste condizione del disagio mentale. E’ un aspetto da non sottovalutare se “a monte”, ci riferiamo alla risoluzione non legislativa del Parlamento europeo (ENVI/6/65497 Bruxelles, giugno 2008), vi è stata una presa d’atto sulla Salute mentale e contro la discriminazione, e per il rafforzamento di azioni che favoriscono assistenza, fornitura di trattamenti adeguati per le persone che soffrono di problemi di salute mentale e sostegno alle famiglie e alle persone che si occupano dei malati. Questi appelli, suffragati dai richiami costituzionali per garantire “pari dignità sociale e di condizioni personali”, in specie ai disabili e tra questi il malato mentale che risulta tra i più bistrattati poiché ai fini  di un ricovero o per un’assistenza domiciliare si trascura del tutto la sua particolare condizione, cadono sistematicamente nel vuoto. E si badi bene. Qui non parliamo di qualche caso isolato. Le cifre sono da capogiro. Ci troviamo al cospetto di un miliardo e mezzo di persone che soffre di disordini neuropsichiatrici di varia entità e che vanno dall’ansia al tono dell’umore, dai ritardi mentali alla schizofrenia grave. In Europa, una persona su 4 è affetta da patologie mentali gravi, 18,4 milioni di persone fra i 18 e i 65 anni sono colpiti da forme gravi di depressione. E questi dati ci pervengono dal Parlamento Europeo (John Bowis PPE/DE.UK Relazione sul miglioramento della salute mentale della popolazione. Verso una strategia sulla salute mentale per l’Unione Europea Strasburgo 6 settembre 2006). A questo punto o diciamo, per essere conseguenti, che la vita va tutelata in tutte le circostanze, e ne siamo conseguenti, o accettiamo l’eutanasia per quella che è. Ma non cercate di sfidare la nostra intelligenza venendoci a dire che la vita è sacra. (Riccardo Alfonso  http://www.fidest.it)

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Disagio mentale

Pubblicato da fidest su sabato, 26 settembre 2009

Il presidente dei Cristiani per servire dr: Franco Previte ha scritto un’accorata lettera al Presidente Berlusconi riguardo il disagio mentale e il silenzio delle istituzioni. Si propone uno stralcio: “Signor Presidente, anche se si deve stendere il velo della pietà per l’episodio avvenuto in provincia di Bologna, dove una madre ha ucciso i figli di 5 e 6 anni e poi si è suicidata a causa, forse, del suo stato di depressione, ciò non toglie che questi episodi sono in parte devoluti a causa della carenza di strutture valide atte alla cura di questi sofferenti psichici. Mi rivolgo a Lei in tutta sincerità fiducioso che il mio appello rivolto alla Sua solidarietà non cadrà nel dimenticatoio Oramai è  noto a tutti, grazie alla Sua manageriale attività politica nel campo internazionale l’apporto decisamente valido e positivo nell’aver collocato l’Italia nella migliore considerazione e rispetto, il tutto riconfermato ancora oggi (24 settembre 2009) all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Ma nel campo della disabilità e specialmente della sofferenza psichica, questo ambito sanitario e legislativo continua a gemere sotto il silenzio e l’indifferenza, relegandolo nell’angolo buio del Palazzo. Ma anche se è vero che solo il Parlamento deve legiferare in questa materia, ciò non toglie che il Suo Governo possa presentare disegni di legge atti alla riforma per il riconoscimento di questa tematica. La Commissione 12° Affari Sociali della Camera dei Deputati, ( misteriosamente fermata dall’aprile 2005 con la presidenza dell’Onorevole Pierferdinando Casini per il Testo Unificato Burani- Procaccini  e dove era abbinata la mia petizione n.23) , ancora oggi è indifferente nel “trattare” questa riforma, né si vedono sintomi di iniziative. Vero che il dr. Gianni Letta all’epoca ed oggi attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, su mio modesto suggerimento, aveva istituito una “Giornata di riflessione sulla depressione” il 17 aprile 2005 ed avvenuta nel Salone Verde di Palazzo Chigi in previsione della istituzione di un “Tavolo Tecnico” . Ma la speranza di arrivare ad una possibile proposta condivisa, è stata vana, perché quel Tavolo Tecnico non ha avuto un che minimo di partenza. La Finanziaria 2010, pare, ha continuato ad ignorare questo vero problema sociale, non ha attivato interventi, nè programmi adeguati a sostegno delle famiglie dove insiste il malato psichico, venendo meno a quei giusti indirizzi del Piano Sanitario 2003-2005 del Suo precedente Governo. Uno dei problemi più scottanti, Signor Presidente e più difficili di maggior rilievo che affliggono le famiglie dei disabili, soprattutto degli handicappati psichici, è l’incertezza del dopo la morte di colui/ei che sostengono il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza di sicurezza sui vari tempi assistenziale che il proprio familiare orfano dovrà affrontare. Signor Presidente, bisogna guardare al silenzio di queste famiglie, che è un grande urlo inascoltato ! http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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Gabbia per malati di mente

Pubblicato da fidest su domenica, 7 giugno 2009

Il responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti: ” Il malato di mente deve avere la stessa dignità, se non di più, degli altri malati” All’ospedale San Martino di Genova è in corso da alcuni giorni la protesta di infermieri e personale ospedaliero riguardo a quella che è stata definita una vera e propria “gabbia”, ovvero una recinzione posta all’entrata dell’ospedale dentro la quale sarebbero costretti a rimanere i malati psichiatrici per fumare, esposti all’ilarità e alle occhiate della gente. La recinzione infatti non si trova in un’area interna all’ospedale, bensì lungo il viale per accedere alla struttura e accanto al parcheggio di auto e scooter. “L’Italia dei Diritti si schiera totalmente dalla parte degli infermieri e dell’Ipasvi, il collegio degli infermieri professionali, che giudica assurda e tale da non garantire il diritto della diginità della persona, ed in questo caso dei malati, la creazione di una zona fumatori per i malati psichiatrici  simile ad una gabbia all’interno dell’ospedale San Martino” commenta Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti. “I malati sono privati totalmente della propria dignità – continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – e del proprio diritto alla riservatezza. Pur comprendendo che esigenze di spazio ed economiche non consentano la creazione di ulteriori locali, resta lodevole l’iniziativa degli infermieri che continuano ad accompagnare fuori dal padiglione i malati che desiderano fumare, tenendoli quindi sotto la loro stretta sorveglianza personale. All’amministrazione ospedaliera chiediamo che sia identificato un locale all’interno del padiglione o quantomeno immediatamente adiacente dove sia attrezzato un sistema di filtraggio d’aria tale da renderlo idoneo ai fumatori. Ribadiamo che il privare queste persone del fumo, che seppur dannoso, concede loro un minimo sollievo, è sicuramente controproducente anche per le altre terapie”.

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Disagio mentale. Appello ai candidati per le europee

Pubblicato da fidest su mercoledì, 3 giugno 2009

Il dr. Franco Previte, Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”, rivolge un accorato appello a tutti i candidati alle europee per sostenere una battaglia di civiltà e di giustizia nei confronti di coloro che direttamene come malati, e indirettamente come familiari, e sono molte migliaia in tutta Italia, risentono dei problemi derivanti dallo stress e dalla depressione, sottolineando tutta l’importanza di questo tipo di problema per tutte le fasce di età. E’ una richiesta che ha già molti precedenti.  Si è iniziato dal considerare, da parte dei Servizi della Commissione Europea, a tutti gli effetti, la disabilità come una questione di tutela dei diritti. Quindi il baricentro delle politiche comunitarie è stato spostato da un concetto prettamente legato alla protezione e all’istituzionalizzazione ad una integrazione sociale ed economica completa – cioè – il cosiddetto “modello sociale”. L’obiettivo primario, è quindi, l’eliminazione delle molte barriere ancora vigenti nell’ambiente sociale per le persone disabili che vorrebbero svolgere le attività quotidiane partecipando attivamente alla vita sociale come ogni persona. Questa prospettiva comporta implicazioni notevoli, sia a livello dell’Unione Europea sia a quella nazionale sulla metodologia con la quale la politica e le leggi di riferimento sono elaborate ed interpretate anche nel loro contenuto sostanziale. Questa “via”, infatti, ha portato l’introduzione nel Trattato della CE dell’articolo 13 che permette alla Comunità di combattere ogni forma di discriminazione, tra cui quella sulla disabilità. Allora viene spontanea una domanda: se siamo un “corpo unico” “una casa comune”a tutti gli effetti, perché la Comunità Europea non è competente ad emanare una Direttiva limitata e circoscritta per i sofferenti di una patologia mentale? Sembra, in sintesi, che vengono “dimenticati” i problemi reali, come quello che interessa più da vicino i cittadini riguardo, ad esempio, l’anoressia, la bulimia, la schizofrenia, la depressione, l’autismo, il computer addition, il mobbing ecc. Ragionevolezza vorrebbe che si adeguasse la normativa per renderla applicabile in tutti i 27 Stati UE per consentire alle famiglie un valido sostegno. E a ben considerare sta proprio nel riconoscere e nel riconoscersi in una legislazione comune, su temi così importanti e delicati, che i cittadini europei possono guardare l’Europa come uno strumento di unità.  “La n/s Associazione – ricorda il dr. Previte – ha a più riprese richiesto un provvedimento parlamentare specifico per una Direttiva Comunitaria, Una risoluzione di riforma dell’assistenza psichiatrica anche in virtù del principio di sussidiarietà e proporzionalità relativo ai portatori di handicap psichici uguale e nella stessa misura in cui vige in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea,  l’adozione di servizi reali e specifici nell’ambito delle competenze di ciascun membro della Comunità Europea nel pieno rispetto della dignità delle persone portatrici di handicap psichici, cure adeguate in strutture ad alta tecnologia; l’attivazione della ricerca scientifico-farmacologica e sviluppo tecnologico comunitario sulla malattia mentale, come ogni comparto sanitario: la formazione di un Fondo Economico Finanziario Speciale, anche con il sostegno finanziario della Unione Europea”. Ora queste stesse cose – conclude il dr. Previte – le chiediamo ai candidati alle elezioni europee 2009.

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La situazione dei malati psichici in Italia

Pubblicato da fidest su giovedì, 7 maggio 2009

Riprendiamo il documento pubblicato dall’associazione Cristiani per servire per fare il punto della situazione in Italia: “In questi giorni ed in qualsiasi occasione troppo spesso si sentono ora facili, ma scarse  “dichiarazioni” od “esternazioni” in conseguenza di approssimate valutazioni o da un preoccupante eccessivo protagonismo su un ”argomento” interessante la pubblica opinione. E’ buona norma che la capacità di ascolto e di analisi delle necessità della singola persona,  soprattutto se sofferente di disagio mentale, siano tali per ottenere risposte confacenti da  coloro che hanno responsabilità della res pubblica e che non hanno saputo o voluto  interpretare questa “realtà” e mettere da parte ambizioni e litigiosità per dedicare con umiltà  un po’ più di tempo ai problemi connessi con questo “popolo di sofferenti”.  La società europea, in particolare quella italiana, è molto preoccupata per la carenza di interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria dei servizi pubblici inerenti la salute ed in particolare il disagio mentale. I dati dell’ISTAT del progetto “Sistema di informazione statistica sulla disabilità” del 2004 derivato dalla collaborazione con il Ministero del Lavoro e  delle Politiche Sociali, anche se possono sollevare dubbi o perplessità sulla loro veridicità, ci  fanno conoscere che una buona parte dei disabili fisici insistono nelle famiglie, come pure una  grossa percentuale di malati psichici e che tutti gravano sulla società in genere.  I malati mentali che si aggirano in circa 10 milioni e le tragedie quasi quotidiane che ci  fornisce la cronaca traggono le loro origini da una chiara sintesi di disagio interno e di un equilibrio mentale inesistente o quanto meno molto carente. Gli eventi delittuosi ci dovrebbero far riflettere e sperare che di fronte ai duri temi della vita  dovrebbe emergere sempre più il rispetto della dignità della persona, mentre una cultura falsa  e trasgressiva sta cercando di svuotare il vero significato del valore della vita. L’opinione  pubblica si domanda come viene considerata l’esistenza dell’uomo visto che per un nonnulla si  uccide? Quale valore viene dato alla vita? Perché il delirio per gli animali (che rispettiamo) è  intenso e per converso non c’è delirio per quella umanità handicappata e sofferente che  dovrebbe essere in vetta alle buone regole etiche e civili?
L’associazione Cristiani per servire è stata costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.  Oggi può, quindi, affrontare il tema del disagio psichico con tutta franchezza e senza concedere sconti a nessuno. Si ricorda che dal 1978 al 2009 ovvero a  a 31 anni dalla legge Basaglia il bilancio è in “profondo rosso”. Il discorso merita, per meglio inquadrare tutta la materia un breve accenno dietrologico. Ricordiamo che la prima legge organica in materia di disturbi mentali fu approvata nel 1904 istituendo il “manicomio” (storicamente costituito da una buca sul terreno, una botola, dove venivano  calati i “malati”) quale struttura cardine dell’assistenza ai malati mentali (legge n. 36 Art. 1°) La seconda legge n. 431 o legge Mariotti del 1968 introduceva il ricovero volontario in ospedale psichiatrico ed istituiva i Centri Igiene Mentale (CIM).  La terza legge n. 180, o legge Basaglia, del 1978 determina il passaggio del “malato” dal  concetto custodialistico a quello terapeutico. La quarta legge n. 833 del 1978 riporta in toto la 180, assimilando la malattia mentale alle  altre patologie e la psichiatria è stata riconosciuta pari alle altre branche specialistiche. Poi il nulla!  Il 13 maggio 1978 viene approvata la legge n. 180 o legge Basaglia, ispirata dallo psichiatra  veneziano Franco Basaglia, dal titolo: “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”.  Successivamente, il 23 dicembre 1978, la nuova disciplina viene recepita dalla legge n. 833  “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale”, che rinnova il principio di garanzia. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della  collettività mediante il servizio sanitario nazionale. La tutela della salute fisica e psichica deve  avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana”. La legge 180 o “legge Basaglia” I principali elementi che caratterizzano questa legge sono:  – il divieto di costruire nuovi ospedali psichiatrici (art. 7 comma 6°); – il principio che “Gli interventi di prevenzione, cura, e riabilitazione relativi alle malattie  mentali sono attuati di norma dai servizi psichiatrici extra ospedalieri” (Art. 6° comma 1°.  Quel di “norma” lascia lo spazio all’imprenditoria privata); – l’istituzione del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) “e che le cure vengano prestate in condizioni di degenza ospedaliera solo se esistano alterazioni psichiatriche tali da richiedere  urgenti interventi terapeutici” (Art. 2 comma 2°). Viene proposto da un medico e deve essere convalidato da un secondo medico dell’Unità Sanitaria Locale. Entro 48 ore dalla convalida  viene disposto dal Sindaco e notificato al Giudice Tutelare (Art. 3° comma 1°). “Nei casi in cui  il TSO debba protrarsi oltre il settimo giorno”(Art. 3 comma 4°) il medico psichiatrico deve motivare questo fatto al Sindaco, che ne informa il Giudice Tutelare “indicando la ulteriore  durata presumibile del trattamento stesso”(Art. 3 comma 4°).  Il principio basilare del Basaglia era quello di curare e non segregare il paziente.Viene approvata dal Parlamento Italiano sotto la spinta minacciosa di un referendum  abrogativo nella convinzione che il “manicomio” avrebbe riportato una maggioranza  schiacciante. Tutti volevano la riforma, votò contro il MSI , mentre i liberali si astennero. Questa legge ha determinato, ripeto, il passaggio dal concetto custodialistico a quello terapeutico

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