Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Termometri elettronici: cautele

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012

“Quando è in gioco la nostra salute l’accuratezza nella misurazione è fondamentale”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in merito ai dubbi sollevati da alcuni medici sulla minore precisione degli attuali termometri elettronici rispetto ai classici al mercurio.
“I termometri al mercurio sono stati banditi nel 2009 -spiega Agostino Macrì, esperto di sanità pubblica dell’UNC- in quanto giudicati pericolosi in caso di rottura e nocivi per l’ambiente. Da allora sono in commercio solo quelli elettronici, la cui precisione può leggermente variare in base a diverse contingenze esterne, come temperatura e umidità”. “Sul sito del Ministero della Salute (www.gov.salute.it) -prosegue Macrì- alla sezione dispositivi medici, sono illustrate nel dettaglio le informazioni che il consumatore deve ottenere all’atto dell’acquisto del termometro. È fondamentale dunque leggere sul foglietto illustrativo: le modalità d’uso (per evitare di commettere errori nell’utilizzo), i dati relativi alla ditta produttrice, il marchio.

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Bcc: donazione libri

Pubblicato da fidest su domenica, 10 ottobre 2010

Trecento monografie storico-economiche sono state offerte dalla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia all’Università degli studi di Udine. Una donazione che arricchisce la già strutturata ed efficiente Biblioteca universitaria che, aperta 22 anni fa, vanta la presenza di oltre 80mila volumi e 3mila periodici elettronici con 600 abbonamenti attivi.
Andrea Cafarelli, docente di Storia economica, in conclusione dell’incontro, ha presentato due proposte prontamente accolte dalla Federazione: estendere anche alle singole Bcc la possibilità di mettere a disposizione della Biblioteca universitaria i volumi di interesse storico a loro disposizione; avviare un’operazione di conservazione dei documenti bancari e un censimento delle fonti d’archivio del Credito Cooperativo, in collaborazione con la Facoltà di economia e i propri studenti, per praticare una sorta di censimento e salvaguardare così un importante patrimonio storico colletttivo.

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Raccolta rifiuti elettrici ed elettronici

Pubblicato da fidest su domenica, 18 luglio 2010

75.954 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici trattati in tutto il 2009, di cui 43.178 del raggruppamento R1 – frigoriferi, condizionatori, scalda acqua – e 32.776 del raggruppamento R2 – lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni – e 178.000 kg di gas dannosi per l’ozono intercettati e correttamente smaltiti: questi sono i risultati più evidenti che emergono dal Rapporto di Sostenibilità Ambientale 2009 di Ecodom, il principale Sistema Collettivo italiano sia per quota di mercato dei Produttori Consorziati sia per volumi trattati (gestisce il 40% in termini di peso di tutti i Raee raccolti in Italia).  Dalle 75.954 tonnellate di RAEE raccolte sono state riciclate 65.414 tonnellate di materiali, di cui 49.547 tonnellate di ferro, pari alla struttura del Golden Gate di San Francisco, 2.502 tonnellate di alluminio, quantità necessaria alla realizzazione di circa 180 milioni di lattine, 1.441 tonnellate di rame, pari a 1.000 km di canali per tetti e 6.814 tonnellate di plastica, necessarie per realizzare 2 milioni di sedie da giardino.  In termini ambientali, il beneficio derivante dal trattamento dei RAEE effettuato da Ecodom nel 2009  equivale alla potenziale creazione di un bosco grande quanto l’intera provincia di Milano, in grado di assorbire ogni anno 1.396.000 tonnellate di anidride carbonica. La quantità di gas ozono-lesivi intercettata e correttamente trattata è inoltre aumentata del 252% rispetto al 2008.  Il 59% dei RAEE raccolti appartengono al Nord Italia: la Lombardia, con 12.816 tonnellate di RAEE raccolte, guida la classifica delle regioni più virtuose, seguita da Piemonte con 9.855 tonnellate e dal Veneto con 7.325 tonnellate. Tra le Regioni del Centro Sud più attive nella raccolta dei RAEE, si segnalano la Toscana con 6.191 tonnellate e la Campania con 4.676 tonnellate raccolte.  Il 2009 è stato anche l’anno delle sperimentazioni artistiche, con I Temp(l)i cambiano, e sociali con il progetto Raee in Carcere.
La sfida 2010 è allineare gli standard qualitativi italiani a quelli europei; il nuovo obiettivo è perciò stato fissato a 60 g per kg di schiuma: tutti gli impianti sotto i 50 g non potranno rinnovare i contratti con Ecodom, mentre i fornitori che otterranno un risultato tra i 50 g e i 60 g verseranno un contributo per compensare l’impatto ambientale causato dalla performance non ottimale.

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Certificati elettronici

Pubblicato da fidest su giovedì, 22 aprile 2010

Secca la controreplica di Angelo Testa, presidente nazionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), al portavoce del ministro Renato Brunetta, Vittorio Pezzuto alle critiche di Snami e Smi sulle nuove modalità di trasmissione delle certificazioni di malattia, considerate dalle due sigle un’imposizione ai camici bianchi «Vorremmo sapere – dice Testa – con chi e quando è stata concordata la trasmissione elettronica all’Inps? Quando sono stati affrontati tutti i problemi e addirittura, risolti? Mi sembra giusto che a tali affermazioni, seguano le giuste assunzioni di responsabilità». Per quanto riguarda invece le affermazioni sugli incentivi percepiti dai medici di famiglia per informatizzarsi Testa precisa: «È possibile dire di tutto, ma da dove salta fuori che il medico percepisce nove euro a paziente come indennità di informatica? Magari fosse vero. Tra l’altro – dice ancora Testa – metterei in evidenza, in barba al dichiarato risparmio dei 500 milioni di euro, per rilasciare copia cartacea dei certificati e dell’avvenuta trasmissione agli aventi diritto, si continuerà a usare la carta, continuando in un comportamento altamente dispendioso ed antiecologico». Ma questo non viene detto «perché saranno i medici a rimetterci anche i costi della carta dei toner». Inoltre la risposta al rilievo dei due sindacati, secondo i quali molti medici non hanno strumenti adeguati per la trasmissione on line, non convince i medici dello Snami. «È veramente grottesca la storia dei call center. Per aiutare il medico anziano o nelle zone del paese dove non sarebbe possibile collegarsi alla rete, che sono moltissime e non pochissime questi call center raccoglierebbero i dati di ciascun certificato di malattia per poi elaborarlo a nome del medico in difficoltà. Sono sconvolto», conclude il presidente dello Snami, che invita a risparmiare piuttosto sulle auto blu e chiede al portavoce Pezzuto di smentire quanto affermato. (fonte doctor news)

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Rifiuti elettronici

Pubblicato da fidest su mercoledì, 24 febbraio 2010

“Ancora una volta, il Governo si dimostra poco sensibile alle tematiche ambientali”, così l’On.le Scilipoti (Idv) con riferimento al D.L. 29.12.2009, n. 194, in discussione alla Camera dopo la fiducia del Senato, che ha rinviato per l’ennesima volta l’entrata in vigore delle norme sulla responsabilità individuale dei produttori di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE).“Secondo fonti dell’Unione europea – sostiene Scilipoti – i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sono in crescita a un tasso 3,5 volte superiore ai normali rifiuti urbani e, se trattati in maniera sbagliata, i RAEE costituiscono un rischio per l’ambiente e la salute, a causa della presenza di sostanze tossiche e nocive per l’uomo e l’ecosistema”. “In Italia – prosegue il deputato – la gestione dei RAEE non è ancora decollata, basti pensare che ancora non sono state determinate le tariffe per la copertura degli oneri e non è stato attivato il cosiddetto ‘1 contro 1’, cioè la possibilità di riconsegnare direttamente al negoziante un apparecchio vecchio per ogni nuovo prodotto acquistato”.“Questa ennesima proroga – conclude Scilipoti – consente ai produttori di non essere responsabili dello smaltimento dei propri rifiuti, alimentando così il rischio di traffici illeciti e di inquinamento ambientale, soprattutto adesso che l’introduzione del digitale terrestre nei programmi televisivi comporterà un aumento di rifiuti elettronici in tutto il Paese”.

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