Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la drammatica notizia dell’evento sismico che questa notte ha interessato, con gravi effetti e un doloroso bilancio di vite umane, alcune province emiliane ed altre limitrofe, ha seguito l’evolversi della situazione attraverso il Dipartimento della Protezione Civile e le Prefetture competenti.Il Capo dello Stato ha chiesto ai Prefetti di esprimere la propria solidarietà alle comunità coinvolte e la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, rappresentando al tempo stesso il suo vivo apprezzamento a coloro che sono impegnati sul territorio nelle operazioni di soccorso e nella gestione dell’emergenza.
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Messaggio di cordoglio del Presidente Napolitano per le vittime del terremoto in Emilia e zone limitrofe
Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012
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Ritardi Pagamenti PA: emergenza nazionale
Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012
Roma 17 aprile (ore 11.30) presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio. E’ questo il titolo della conferenza stampa, promossa dal Taiis – il Tavolo Interassociativo Imprese di Servizi, che si terrà il prossimo Nel corso della conferenza stampa saranno resi noti gli ultimi dati relativi all’ammontare dei debiti della P.A. nei confronti delle imprese di servizi e saranno delineate possibili soluzioni a questo inaccettabile fenomeno, tutto italiano, che costringe ogni giorno un numero crescente di aziende al fallimento. Alla conferenza stampa prenderanno parte imprenditori e Associazioni che illustreranno casi paradigmatici di aziende con bilanci in attivo, ma in crisi a causa dei debiti contratti e non onorati dalle pubbliche amministrazioni, nonché numerosi rappresentanti parlamentari.
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Italia: emergenza lavoro
Pubblicato da fidest su martedì, 3 aprile 2012
I dati emersi negli ultimi giorni mostrano chiaramente come siano stati violati alcuni articoli di Legge Costituzionale. Nel dettaglio risulta dai dati diffusi dall’ISTAT che la disoccupazione in Italia ha raggiunto quota 10,8% con un tasso di disoccupazione giovanile che raggiunge persino il 32% circa. Ebbene questa situazione è in chiaro contrasto con l’art.4 della Costituzione che cita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto ……”.Recenti sono i dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia evidenziando come il 40% dei contribuenti abbia un reddito che non supera i 15.000/20.000 euro lordi all’anno ed un terzo degli italiani (14 milioni circa) non supera un reddito complessivo lordo di 10.000 euro. Questa situazione a nostro avviso è una chiara violazione dell’art.36 – Titolo II, rapporti Etico-Sociali – della Costituzione, che recita: “ il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa ……”. Sicuramente 20 anni di politica “allegra” ha creato un debito pubblico difficile anche da pronunciare, non permettendo il rispetto di queste Leggi Cardine; sicuramente adottare misure che gravano soprattutto sul ceto medio-basso non aiuta una ripresa dell’economia, tutt’altro. Secondo le nostre previsioni, già annunciate nel 2011, – conclude Bardoscia – questi dati sono destinati a peggiorare, in particolare da Ottobre 2012 quando verrà aumentata ulteriormente l’Iva dal 21 al 23% e dal 10 al 12% con una drastica riduzione dei consumi e quindi della produzione e non sarà di certo la modifica dell’art.18, ultimo baluardo a difesa dei lavoratori, a migliorare le condizioni degli italiani. (Pietro Bardoscia)
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Lo spirito del pifferaio magico
Pubblicato da fidest su martedì, 20 marzo 2012
La storia è nota. La mia visione, rapportata alla realtà di oggigiorno, vuole solo trarne una logica interpretativa. E’ quella dell’incantatore di professione che in un primo momento rende un servizio prezioso ad una comunità in grave ambascia ma cessata l’emergenza costoro non intendono onorare il corrispettivo dovuto per il servizio reso e il pifferaio si vendica usando le sue arti per togliere a quegli ingrati il bene più prezioso: i loro figli.
Una favola dal risvolto amaro che ci rende, tuttavia, ben consapevoli della crudezza della vita dove il rapporto della riconoscenza trova indebiti riscontri nella realtà. E l’ingratitudine resta ancorata alla storia di tutti i tempi per ricordarci di che pasta siamo e come è facile promettere ma è altrettanto facile obliarne l’impegno assunto alla resa dei conti.
Se trasliamo questa storia e mettiamo da una parte i politici che promettono per attirare il consenso elettorale e dall’altra coloro che sono fatti oggetto di tale attenzione e che si ritrovano invariabilmente traditi dopo aver dato loro la fiducia nel segreto dell’urna, dobbiamo dire che non pochi vorrebbero avere la magia del pifferaio per far pagare da subito a caro prezzo la mendacia di questi imbonitori di turno. E la mancata immediatezza del do ut des non certo facilita un corretto rapporto tra le parti ingenerando nel tempo sfiducia, diffidenza, malcontento che si riverberano negli anni e fanno di tutta l’erba un fascio tanto che non si fa molta differenza tra l’onesta promessa dalla falsa. E qui parte la decadenza dei costumi e l’insicurezza di chi è stato deluso nella stima e nella considerazione del prossimo.
Eppure il discernimento tra ciò che è fattibile e ciò che suona come una moneta falsa non è difficile da rilevare se avessimo ponderato bene le circostanze e considerato il contesto nel quale le parole da promesse avrebbero trovato lo spazio per concretizzarsi.
E oggi che per l’ennesima volta siamo chiamati a fare le nostre scelte con un voto ci ricordiamo delle mancate promesse e siamo in grado d’adottare i necessari correttivi per evitare un’altra disillusione? Ma, al tempo stesso, non cadiamo nella trappola del qualunquismo e del disfattismo che ci indurrebbero a disertare le urne, perché se nella nostra similitudine il popolo è identificato nel pifferaio dall’altra parte i politici possono anche essere a loro volta dei pifferai, ovvero uomini e donne onesti che sanno quel che dicono e fanno quel che promettono. (Riccardo Alfonso www.fidest.it)
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Roma: emergenza neve
Pubblicato da fidest su lunedì, 6 febbraio 2012
In relazione alle polemiche di queste ore tra il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ed il Responsabile della Protezione Civile, Prefetto Franco Gabrielli, ed il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “G. Dossetti: i Valori” (www.dossetti.it), Corrado Stillo, ha dichiarato:
<<La disorganizzazione della città di Roma in seguito ad una nevicata, preannunciata da tempo da tutti gli organi d’informazione, ha messo in luce responsabilità che il Sindaco Alemanno farebbe bene non addossare ad altri.Per le strade della Capitale non si sono visti mezzi spazzaneve, il sale di cui ci si vantava è sparito in pochi istanti, i mezzi pubblici ed i taxi erano assenti, le informazioni sulla viabilità sono state imprecise e fortemente ritardate.
Il mondo intero ha potuto vedere una Roma in ginocchio, senza neppure quei servizi essenziali che nelle emergenze dovrebbero essere stati attivati da subito.Per questi motivi è alquanto disdicevole addossare alla Protezione Civile responsabilità che sono, invece, di chi amministra Roma Capitale e di coloro che dovrebbero provvedere alla gestione dei servizi ed alla programmazione delle reali necessità dei cittadini.Anche le numerosi morti di clochard di questi giorni sono da ascrivere alla mancanza di intereventi programmati a tutela delle migliaia di senza fissa dimora esistenti in città: perché non prevedere ad esempio una momentanea riapertura dell’ospedale San Giacomo per dare rifugio a donne ed uomini in periodi di temperature basse come quelle attuali? Se si vuole rilanciare l’immagine di Roma nelle sedi internazionali si deve investire di più nei servizi essenziali e meno in inutili orpelli che non affrontano i nodi insoluti dell’organizzazione della vita civile di tutti i giorni.Se Alemanno non è in grado di gestire la quotidianità di Roma Capitale, faccia un passo indietro e si assuma ogni responsabilità di un’amministrazione che sta facendo acqua da tutte le parti>>.
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Roma: emergenza rifiuti
Pubblicato da fidest su martedì, 24 gennaio 2012
“L’emergenza rifiuti a Roma è dovuta ad una serie di errori amministrativi ed industriali, ad un approccio culturale sbagliato ma anche ad inerzie ed omissioni incomprensibili. Con un’interrogazione parlamentare ho chiesto al ministro Clini di fare chiarezza su tutto questo”. E’ quanto dichiara in una nota Andrea Sarubbi (Pd), deputato del Partito democratico. “Come dimostra impietosamente la trasmissione “Presa diretta” andata in onda ieri sera, e come da tempo denuncia il Pd Roma, all’improvvisazione nella gestione della differenziata, si aggiunge il dubbio che l’impegno quotidiano dei cittadini romani venga buttato letteralmente nel secchio a causa dell’incapacità del Comune di gestire il sistema dei rifiuti. I numeri già scarsi della differenziata a Roma rischiano quindi di essere anche inutili: per questa ragione ho chiesto al ministro dell’Ambiente di rendere pubbliche le cifre reali del materiale recuperato dalla raccolta differenziata e di quello effettivamente riciclato nell’anno passato. Proprio in un momento di crisi come questo, la fiducia dei cittadini è una risorsa che non deve essere in alcun modo sprecata.
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Roma: emergenza botti
Pubblicato da fidest su giovedì, 29 dicembre 2011
Nell’imminenza dei festeggiamenti di Capodanno in molte città italiane sono stati diramati i divieti per i botti ed i petardi di San Silvestro. Il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “G. Dossetti: i Valori” (www.dossetti.it), Corrado Stillo, ha dichiarato: <<Chiediamo al Sindaco Alemanno di evitare per Roma Capitale i danni alle persone ed agli animali domestici che ogni anno si verificano a causa dei botti.
Occorre anche che Roma, insieme ad altre città come Milano e Venezia, dia un forte segno di civiltà vietando o limitando l’uso di materie inquinanti sia l’acustica che l’atmosfera. Tra l’altro, l’aumento delle catene di casalinghi cinesi, nella Capitale e nelle altre città italiane, sta portando alla commercializzazione di prodotti pirotecnici non controllati sia per la loro tossicità sia per il pericolo di uso da parte dei minori. I giochi pirotecnici importati e sfuggiti ai controlli sono in bella mostra nella rete di esercizi commerciali e venduti senza alcun accorgimento a ragazzi e minori adolescenti. Le fontane, le candele, i bengala e quant’altro sono depositati spesso in magazzini clandestini, senza alcuna norma di sicurezza, e venduti in negozi stipati di clienti. Chiediamo al Corpo di Polizia di Roma Capitale di attivare risorse umane del Sistema Integrato di Roma Sicura per controllare, prevenire e reprimere in questi giorni il traffico di giochi pirotecnici che mette a repentaglio l’incolumità e la salute dei cittadini, specialmente nelle fasce più esposte della popolazione. Appare poi indubbio il pericolo per migliaia di animali domestici non solo disturbati ed impauriti dai botti, ma anche vittime del divertimento di una notte che per gli animali significa paura, dolore e morte>>.
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Italia: emergenza casa e nuova povertà
Pubblicato da fidest su mercoledì, 21 dicembre 2011
65.000 sfratti, 56.000 per morosità: 220.000 famiglie italiane hanno già perso la loro casa negli ultimi dieci anni. Mario Marazziti nella presentazione della nuova edizione, la Ventiduesima, della Guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, la cosiddetta “Guida Michelin per i poveri” (500 indirizzi della solidarietà, un vero e proprio vademecum della sopravvivenza nella Capitale, che esce anche in altre città, da Buenos Aires a Barcellona) ha segnalato una specificità italiana e un grande rischio nell’attuale difficoltà economica del Paese: che 2.000 nuove famiglie a Roma possano perdere la casa entro il 2012 e che più di 50.000 nuove famiglie possano andare ad ingrossare le file dei “nuovi poveri”, poveri strutturali, senza casa e senza lavoro. La Comunità di sant’Egidio ha lanciato la proposta di creare tavoli presso le Prefetture per sospendere temporaneamente gli sfratti per morosità rinegoziando debiti e affitti.
Moratoria per gli affitti e per gli sfratti è il centro della proposta della Comunità di Sant’Egidio sul tipo di quanto è avvenuto per la rinegoziazione dei mutui e la sospensione dei pagamenti nella grande crisi bancaria degli anni scorsi.
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Roma maltempo: emergenza conclusa
Pubblicato da fidest su domenica, 6 novembre 2011
La Sala Operativa della Protezione civile del Capidoglio alle ore 12 di oggi, sabato 6 novembre, ha ufficializzato la conclusione dell’emergenza legata all’ondata di maltempo che questa notte ha interessato la Capitale. «Superata la fase di allerta, resta confermato lo stato di attenzione per tutte le nostre squadre che in questo momento sono impegnate nel monitoraggio del territorio, per verificare eventuali condizioni di rischio non segnalate» dichiara il direttore della Protezione civile di Roma Capitale, Tommaso Profeta. «I dati rilevati dai pluviometri del Centro Funzionale regionale confermano che le precipitazioni sono state contenute entro i 20 millimetri di cumulata, con punte massime registrate dai pluviometri di Ottavia e Ponte Galeria» spiega Profeta. «Grazie al pronto intervento del dispositivo di prevenzione, organizzazioni di volontariato, Servizio Giardini e Polizia Roma Capitale, sono state risolte in tempi brevi tutte le criticità legate al maltempo e minimizzato i disagi per la cittadinanza. Le strutture operative, coordinate dalla Protezione civile del Campidoglio, hanno eseguito 25 interventi legati alla risoluzione di allagamenti, in particolare a Roma Nord e Ostia». «Il Centro Funzionale centrale del Dipartimento Nazionale prevede per la giornata di domani, lunedì 7 novembre, condizioni meteorologiche di “spiccata variabilità con basso rischio di precipitazioni, temperature minime in diminuzione e venti da tesi a forti sud-orientali, fino a burrasca sui settori costieri” che diminuiranno d’intensità dal pomeriggio» conclude Tommaso Profeta.
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Malgarotto ( Liguria): “Continua l’emergenza
Pubblicato da fidest su mercoledì, 2 novembre 2011
I geologi offrono la disponibilità ad intervenire come tecnici volontari”. Graziano : “ Che queste morti non siano inutili . Poniamo al centro dell’azione la prevenzione”. “Continua l’emergenza, e l’Ordine dei Geologi della Liguria dopo aver dato ufficialmente in data 26 ottobre la disponibilità ad intervenire come tecnici volontari a Prefettura e Protezione Civile, disponibilità peraltro accolta solo in minima parte, è intenzionato a concludere il già avviato iter di convenzione con la Protezione Civile di Regione Liguria nel minor tempo possibile”. Lo ha affermato Carlo Malgarotto, Vice Presidente dell’Ordine dei Geologi della Liguria che in questo momento è costantemente sui luoghi dell’alluvione come accaduto dal primo minuto. “Sviluppo economico e prevenzione dal dissesto idrogeologico sono due concetti che possono andare di pari passo – ha proseguito Malgarotto – solo coniugando una nuova politica di difesa del suolo con incentivi all’imprenditoria agricola e forestale possiamo risollevare le sorti di un territorio dalle straordinarie potenzialità, ottenendo prodotti di qualità e manutenzione del territorio”.Chiaro Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi . “Prendiamo atto delle dichiarazioni del Ministro Prestigiacomo circa la necessità di intraprendere una seria politica di difesa del suolo, ma il Ministro dovrà prima convincere l’esecutivo di cui fa parte – ha proseguito Graziano – che non pare abbia proprio a cuore le sorti del territorio italiano, se è vero che puntualmente destina ad altri scopi le già esigue somme destinate alla manutenzione dei nostri bacini”.Ed oggi 2 Novembre il “ Consiglio Nazionale dei Geologi è vicino a tutti i familiari delle vittime – ha concluso Gian Vito Graziano Presidente del Consiglio Nazionaledei Geologi – e la speranza è che quando i fari mediatici si abbasseranno non venga dimenticato quanto è accaduto . Personalmente sono al fianco di tutti coloro i quali hanno perso i propri cari. Tanti i morti , le devastazioni , dunque è davvero il momento di fermarsi e di riflettere per rimettere al centro della politica un concetto fondamentale : prevenzione . Dobbiamo farlo tutti, dai cittadini alle istituzioni . Cerchiamo di fare tesoro finalmente di quanto è accaduto in questi anni . Aumentano le tragedie e ad ogni precipitazione subito si teme il peggio . Credo che non si possa più continuare così in un Paese civile come l’Italia . Dobbiamo dare risposte e fare in modo che queste vittime non siano vane . Il dissesto idrogeologico spesso uccide ma è anche figlio di un mancato rispetto per il territorio”.
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29 0ttobre: giornata mondiale contro l’ictus
Pubblicato da fidest su mercoledì, 26 ottobre 2011
Colpisce circa 50mila persone ogni anno in Italia, all’incirca una ogni nove minuti. L’ictus rappresenta una delle principali cause invalidanti e di decesso extraospedaliero. Prevenirlo è possibile, intervenire prontamente nelle situazioni di emergenza è indispensabile per riuscire a salvare una vita. Questo è uno degli obiettivi del progetto S.A.L.V.A. -Save All Lives Via Abc- che, lanciato dall’Azienda Ospedaliera di Legnano e sostenuto dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, è arrivato a formare più di 5mila studenti e oltre cento dipendenti di dieci aziende; un progetto che mira a trasmettere le conoscenze basilari di pronto intervento in caso di ictus, infarto miocardico acuto e arresto cardiaco. «Questo non è solo un obiettivo, quanto una necessità perché oggi, anche con i nuovi protocolli, riusciamo a intercettare solo la metà dei pazienti che vengono colpiti da ictus e infarto. Le conseguenze non sono solamente in termini di vite perse, ma anche di costi sociali sostenuti per le gravi invalidità che queste patologie solitamente provocano», dice Sergio Morra, ideatore del progetto e Direttore della Struttura di coordinamento emergenza territoriale dell’ospedale di Legnano. La Giornata mondiale contro l’ictus, che sarà celebrata sabato 29 ottobre e che è promossa dalla World Stroke Organization, mira a sensibilizzare ed informare il mondo intero su questa forma di sindrome vascolare acuta. La Federazione A.L.I.Ce Italia Onlus (www.aliceitalia.org) dal 24 al 29 promuove una campagna di prevenzione che si basa sull’importanza del riconoscimento dei sintomi e sull’importanza delle cure più appropriate per prevenire e soprattutto curare questo problema fortemente diffuso. Il progetto S.A.L.V.A. si affianca a questa campagna diventando il primo progetto italiano per la formazione di una cultura dell’urgenza emergenza. «In situazioni come queste il tempo di intervento è fondamentale», continua Morra. «Salvare una vita può essere una questione di minuti, bastano poche nozioni elementari per riconoscere i primi sintomi dell’ictus e chiedere così tempestivamente e correttamente aiuto al 118, la presa in consegna del paziente da parte del personale qualificato del 118, consentirà di inserirlo in un percorso diagnostico terapeutico definito “codice ictus” che comporterà, qualora ve ne fosse l’indicazione clinica, l’esecuzione della trombolisi endovenosa con risoluzione, anche completa, del quadro sintomatologico. Tutto ciò è possibile, ma occorre che la popolazione sia conscia dell’importanza del proprio ruolo», ricorda Morra.
Il progetto S.A.L.V.A. è stato lanciato sul territorio di Legnano andando a coinvolgere 8 istituti superiori e dieci aziende. È strutturato su una lezione frontale teorica e una pratica su manichino, il fine è quello di riconoscere i sintomi precoci di ictus e infarto e di imparare le manovre salvavita in caso di arresto cardiaco. Al termine, ogni allievo viene sottoposto ad un test per la verifica dell’apprendimento. I risultati finora ottenuti sono ottimi: più dell’80 per cento degli studenti che hanno seguito il corso, non hanno commesso errori gravi anche in occasione di verifiche effettuate a un anno di distanza dalle lezioni. «S.A.L.V.A. è un progetto pilota di grande respiro, basti pensare che, se fosse esteso a tutto il territorio nazionale, potrebbe permettere di salvare oltre 60mila vite in un anno», commenta il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «Abbiamo creduto in questo progetto fin dall’inizio: non solamente siamo andati a sostenerlo quando ci è stato proposto, ma lo abbiamo voluto fare nostro offrendolo al personale della nostra banca».
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Emergenza per il lago del Pertusillo
Pubblicato da fidest su martedì, 13 settembre 2011
L’OIPA Italia Onlus e il Costituendo Nucleo Guardie Eco-zoofile OIPA di Potenza, insieme all’Ehpa Basilicata (Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Salute) ha presentato ufficiale richiesta al Ministero dell’Ambiente per la proclamazione dello stato d’emergenza riguardo al lago del Pertusillo (PZ), le cui acque, destinate anche al consumo umano, risultano inquinate da batteri, idrocarburi e metalli pesanti. Il lago del Pertusillo, un invaso artificiale meta di pescatori e turisti, si trova nel Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri, ed ha una produzione di acqua potabile di oltre 110 milioni di metri cubi. A seguito di gravi episodi di moria di pesci e proliferazione dell’alga rossa risalenti al 2010 e a marzo 2011, il Costituendo Nucleo Guardie Eco-zoofile OIPA di Potenza e l’Ehpa Basilicata hanno condotto una serie di accertamenti finalizzati alla ricerca di fonti di contaminazione ed inquinamento.
Le ispezioni hanno permesso di individuare due scarichi di reflui fognari non adeguatamente sottoposti a processo di depurazione, provenienti dai depuratori dei comuni di Paterno e Spinoso, che vanno a riversarsi direttamente nelle acque del lago. Le acque, destinate al consumo umano, sono quindi risultate fortemente inquinate dal punto di vista microbiologico e cariche di Coliformi totali, Coliformi fecali, Streptococchi fecali ed Escherina Coli, batteri tipici degli scarichi fognari. Sono state inoltre misurate concentrazioni di metalli pesanti (Alluminio, Ferro, Manganese e Piombo) ben oltre il limite di legge di idrocarburi.
Il degrado del lago del Pertusillo impone immediate norme di tutela e interventi di bonifica non più rimandabili, a tutela della salute dell’ambiente, della popolazione acquatica e di quella umana. I controlli disposti dalla Regione Basilicata, volti a ispezioni sugli scarichi delle aziende agricole, non sono sufficienti né incisivi per risolvere il problema alla sua origine.Devono infatti essere individuate la provenienza e la responsabilità per le sostanze tossiche rilevate nel lago, che di norma sono estranee agli ecosistemi lacustri, prima che la fauna acquatica venga completamente sterminata.
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Crisi Corno d’Africa
Pubblicato da fidest su sabato, 10 settembre 2011
Save the Children, i leader africani riuniti oggi a Nairobi adottino le opportune misure per prevenire emergenze alimentari come quella attuale “La crisi alimentare che colpisce oggi milioni di persone nell’Africa Orientale avrebbe dovuto essere evitata”, ha dichiarato Kenya Prasant Naik, Direttore di Save the Children in Kenya, in occasione del summit dei leader dei paesi dell’Africa Orientale che si incontrato oggi a Nairobi per discutere su come combattere la ciclica ricorrenza di siccità e fame nell’area. “Il summit di oggi è un’opportunità concreta per i leader dell’Africa Orientale per prendere in mano la situazione e proteggere la loro gente dalla siccità”. “I Governi si devono concentrare su misure preventive e sostenibili di lungo termine, che garantiscano una risposta immediata alle prime avvisaglie di crisi ed evitare così che le famiglie arrivino a soffrire la fame. Il governo del Kenya, per esempio, dovrebbe accantonare preventivamente fondi dedicati per una risposta rapida alla siccità che possa ridurre il rischio per le famiglie della regione.” “I leader africani hanno finora fallito nella risposta a questa siccità e alla conseguente crisi alimentare. Al recente summit dell’Unione Africana gli stati hanno promesso complessivamente 51 milioni di dollari di nuovi stanziamenti per gli aiuti alle famiglie colpite, alcuni milioni di dollari in meno di quanto il pubblico abbia donato alla sola Save the Children in risposta al suo appello. Ora questi governi devono assicurarsi che una crisi di queste proporzioni non si ripeta mai più.” , ha concluso Prasant Naik.
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Promesse mancate: alloggi a Roma
Pubblicato da fidest su sabato, 3 settembre 2011
“Ricordiamo al delegato del Sindaco per l’emergenza abitativa che Alemanno ha vinto le elezioni promettendo 25 mila nuovi alloggi per risolvere il problema casa nella città di Roma. Una promessa clamorosamente “bucata”, visto che in questi tre anni la Giunta Alemanno è riuscita a malapena a consegnare 200 alloggi popolari, un record negativo che dovrebbe far riflettere i cittadini romani sulla sensibilità di questa amministrazione rispetto al problema casa che riguarda svariate decine di migliaia di famiglie a Roma. Finora, l’unico modo con il quale la Giunta Alemanno è riuscita a ridurre il numero degli aventi diritto all’alloggio popolare, vista l’incapacità di riuscire a consegnare gli alloggi promessi in campagna elettorale, è stato quello di azzerare le graduatorie pubbliche degli aventi diritto, con l’eccezione di quelli che avevano maturato alla data del 31 dicembre 2009 i dieci punti. Sono, infatti, venti mesi che l’amministrazione comunale promette, di mese in mese, la pubblicazione del bando pubblico per la formazione della graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari. Oggi ci viene detto che l’amministrazione è in attesa di un fantomatico regolamento regionale. La triste verità è che le bugie hanno le gambe corte e che su tale drammatico problema la Giunta Alemanno non ha fatto assolutamente nulla, peggiorando la già grave situazione trovata” E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della direzione romana del PRC- Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.
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Berlusconismo e capitalismo liberista
Pubblicato da fidest su mercoledì, 31 agosto 2011
Era prevedibile, anzi scontato: il capitalismo mondiale è entrato in una fase di crisi profonda. Non si tratta di una delle periodiche crisi di crescita come teorizzato da Schumpeter (v. Il capitalismo e la crisi di Rosario Amico Roxas http://www.wikio.it/article/74331558), bensì di una crisi maturata nel tempo, pronta ad esplodere ormai da decenni, ma tamponata con misure di emergenza, che ne hanno aggravato le condizioni, fino allo stato di irreversibilità. E’ proprio in questi frangenti di radicale cambiamento provocato dalla nave che affonda per incapacità dei nocchieri, che i sorci scappano. Il capitalismo è finito da parecchi decenni; ma è riuscito a sopravvivere transitando da una crisi alla’altra, identificando le varie crisi come momenti di crescita, di superamento degli schemi precedenti per inventare schemi più nuovi. Il sistema per reperire denaro non poteva che contemplare lo sfruttamento al massimo del potenziale del mercato, attraverso la mobilitazione dei media per spingere al consumo, anche ipotecandosi la casa, pur di potere seguire la moda imposta del superfluo. Era questione di tempo, ma i nodi dovevano venire al pettine, e in tutto l’occidente, nonché in quelle nazioni che si sono lasciate irretire dal consumismo sfrenato. L’Italia è stata la nazione più disgraziatamente coinvolta, perché ha avuto la maledizione di avere un presidente del consiglio impelagato fino al collo nel conflitto di interessi, e, contemporaneamente convinto promotore di un liberismo fuori dal controllo dello Stato, inadeguato ad inserirsi nella dinamica di una nazione che era riuscita ad emergere dallo sfacelo fascista con la forza del lavoro, della produzione, con il sostegno delle classi socialmente più deboli, ma messe nella condizione di lavorare e produrre. Con l’arrivo di Berlusconi le condizioni si sono capovolte;è emersa la finanza creativa, la protezione delle classi che avrebbero dovuto pilotare la produzione, attraverso condoni fiscali a ripetizione, favorendo (e giustificando) l’evasione fiscale, quindi la penalizzazione del lavoro mortificato dal precariato. Ora proclama la lotta all’evasione, ma assolvendo il capitalismo dalla patrimoniale, magari sperando di essere creduto; ma se durante il governo Prodi, in una riunione dell’Assindustria ebbe a dire che una fiscalizzazione oltre il 40% giustifica l’evasione; (questo perché prometteva riduzione di tasse e benefici per le fasce più bisognose); non è accaduto nulla di ciò, anzi le tasse aumenteranno (ma non si chiameranno più “le mani nelle tasche degli italiani” , ma SACRIFICI NECESSARI”), e il premier pretende che il popolo (bove quanto vi pare, ma non fino a questo punto) debba credergli.
Dopo avere esaltato la classe capitalista, gli imprenditori, le cordate eroiche, ora che li ritrova sull’orlo del fallimento, vorrebbe chiamare a raccolta la piccola e media borghesia del lavoro perché vada a soccorrere gli sconfitti. Salvare, poi, questo capitalismo significa salvare il boia che ha pronta la corda per impiccare la piccola e media borghesia che vive di lavoro e crede nella democrazia; questo perché il capitalismo non soltanto non ha bisogno della democrazia, ma la combatte in nome di un regime autoritario che tuteli le condizioni di privilegio che ha generato. In questo periodico transito ha preso piede l’idea portante che il capitale avrebbe potuto generare altro capitale senza ricorrere al fastidio di dover promuovere il lavoro, la produzione, la competitività, la ricerca . Fino a quando c’erano risorse il giochetto ha funzionato; ma ora le risorse sono terminate e incalza il debito pubblico, per cui mucche da mungere non ce ne sono.
A questo punto non resta che passare la mano, fingendo di volere proseguire, ma solo per avere il tempo di raggranellare quanto serve per godersi una comoda vita lontano dai guai che questo governo ha prodotto. I peones si agitano, mentre i gerarchi cercano di tenerli buoni sprizzando raggi di ottimismo e proclamando certezze solo per mantenere l’indispensabile maggioranza numerica; ma tutti stanno cercando la più agevole via di fuga, ben sapendo che un diverso governo, con diversa filosofia politica, non potrà più garantire i loro averi. Ci lasceranno alcuni decenni di ristrettezze, per ricominciare da dove eravamo 18 anni addietro, anche retrocedendo in termini di sviluppo, ormai diventato un modello insostenibile. (Rosario Amico Roxas)
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