La seconda serata del tradizionale appuntamento con “Miss Italia 2010″, trasmesso su Raiuno ieri, domenica 12 settembre è risultato il programma più visto del prime time in termini di share con il 19.52 e 3 milioni 438 mila spettatori. Grazie a questo risultato Raiuno è stata la rete più seguita in prima serata con 4 milioni 148 mila spettatori e uno share del 18.28. La rete ammiraglia della Rai si è aggiudicata anche la seconda serata con il 20.53 di share e 2 milioni 175 mila e l’intera giornata con il 23.81 e 2 milioni 305 mila. La serata televisiva prevedeva su Raidue un episodio del telefilm “N.C.I.S” che ha ottenuto 2 milioni 833 mila spettatori e uno share del 12.16 e uno del telefilm “Castle” con 2 milioni 847 mila e il 12.27. Su Raitre il programma “Presa diretta” ha realizzato 2 milioni 127 mila spettatori e uno share del 9.31. Molto bene nel pomeriggio di Raidue il programma di Simona Ventura “Quelli che il calcio” con 1 milione 676 mila spettatori e uno share del 12.89. Nell’access prime time “Soliti ignoti” si conferma vincente con 4 milioni 726 mila spettatori e uno share del 21.42. Nell’ampia pagina sportiva di ieri spicca lo straordinario risultatodella F1 che ha registrato alle 13.55 8 milioni 822 mila spettatori e uno share del 51.69. A seguire bene “Pole position…il commento” con 2 milioni 616 mila e il 19.41. Su Raidue alle 17.05 “Stadio sprint” ha totalizzato 1 milione 77 mila spettatori e uno share del 10.80, mentre “Novantesimo minuto” alle 18.25 ha ottenuto 1 milione 917 mila con il 17.43. Sempre vincente in seconda serata “La domenica sportiva”con 1 milione 271 mila e il 9.63. Vittoria delle reti Rai nel prime time con 9 milioni 340 mila spettatori e uno share del 41.16 e nell’intera giornata con 4 milioni 225 mila e il 43.64.
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Miss Italia sbanca in Rai
Pubblicato da fidest su martedì, 14 settembre 2010
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Palermo: solidarietà squadra catturandi
Pubblicato da fidest su giovedì, 26 agosto 2010
“La solidarietà ai Colleghi della Squadra “catturandi” di Palermo le cui famiglie sono state vittime di minacce, è non solo atto dovuto quanto certamente anche un richiamo forte affinché alla solidarietà delle parole segua la solidarietà dei fatti, quella, per intenderci, che lo Stato è obbligato ad assicurare con atti concreti agli uomini che, a costo di grandi sacrifici, difendono le sue strutture”. Con queste parole Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, ha commentato il grave episodio accaduto a Palermo dove, la moglie di un agente della Squadra “catturandi” è stata minacciata ed intimidita per strada. “Siamo certi che i nostri colleghi non demorderanno rispetto all’impegno e allo spirito che li ha sempre contraddistinti nella loro attività – continua Franco Maccari – sono il fiore all’occhiello non solo della Polizia di Stato ma dell’Italia intera, non vorremmo mai però che il loro sacrificio diventasse alla fine una medaglia che qualcun altro si attaccherà al petto nascondendo così l’incapacità degli apparati governativi di difendere il lavoro silenzioso e penetrante di questi uomini”. “Non si dimentichi mai – conclude il Segretario Generale del Coisp – che se un malvivente viene assicurato alla giustizia, prima dei meriti pubblici che qualcun altro ascrive a sè stesso, esiste il lavoro, il sacrificio, l’abnegazione proprio di questi uomini che, spesso snaturano la loro stessa vita per mettersi a servizio della difesa dello Stato. Ecco perché, dopo gli inquietanti episodi di Palermo, è necessario fare un passo indietro rispetto alla voglia di conquistare titoli sui giornali con stucchevoli solidarietà e andare sul territorio, penetrarlo ancora più a fondo arrivando alle radici del male per estirparlo”
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“Sicilian film festival” di Miami
Pubblicato da fidest su domenica, 25 aprile 2010
La consolidata vetrina della cinematografia siciliana conclusasi in Florida ha visto trionfare,
nella sezione documentari, l’opera di Enzo Incontro “Il mare di Joe. Dalla Sicilia all’Alaska”, primo episodio di una trilogia per raccontare le piu’ affascinanti vicende di italiani emigrati in America e Australia Cinque anni di ricerche tra gli archivi dei comuni e intervistando gli anziani dei paesi, oltre due mesi di riprese, quattro mesi di montaggio e piu’ di diecimila chilometri percorsi in un lunghissimo viaggio che da Marettimo, isola siciliana delle Egadi, porta fino alle acque gelide dell’Alaska. Questo l’intenso lavoro premiato ieri notte nella V edizione del “Sicilian Film Festival” di Miami, in Florida. Il docu-film “Il mare di Joe. Dalla Sicilia all’Alaska” realizzato dal lentinese Enzo Incontro, infatti, ha conquistato il primo premio nella sezione documentari della consolidata rassegna che promuove oltreoceano la cultura ed il cinema siciliano, in ex equo con l’opera argentina “Matar es mi destino” di Giovanna Massa. L’idea di un progetto cosi’ complesso, sostenuto da Gaetano Cala’, Direttore ANFE Sicilia (Associazione Nazionale Famiglie Emigranti), nasce da Enzo Incontro, direttore dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, oltre che consulente subacqueo RAI e autore di numerosi documentari subacquei, che ha curato la produzione de “Il mare di Joe” in collaborazione con la Ethnos film di Bologna e avvalendosi inoltre della professionalita’ di Marco Mensa, co-regista e direttore della fotografia, e di Guido De Gaetano che ha realizzato la straordinaria colonna sonora, insieme al gruppo siciliano Sun. Le riprese de “Il mare di Joe” sono iniziate proprio dall’isola di Marettimo, Trapani (anticamente chiamata “HIERA”) e sono proseguite sulle antiche rotte dei leggendari pescatori di salmone in Alaska, passando per Monterey in California. Il docu-film realizzato dalla troupe siciliana ha ripercorso tutti i luoghi storici legati ai marettimani trapiantati a Monterey, ha vissuto con loro per condividere e documentare le loro attivita’ di pesca, fino ad arrivare in Alaska per la stagione della pesca ai salmoni. Oggi l’eredita’ dei leggendari “top fishermen” marettimani si sposa con una rinnovata coscienza ambientale, nella collaborazione tra i pescatori e gli Enti preposti alla salvaguardia del mare, per definire le regole di una pesca sostenibile e per la tutela di un bene che e’ patrimonio di tutti. (il mare di joe)
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Malasanità a Canale Italia
Pubblicato da fidest su sabato, 28 novembre 2009
Una puntata molto interessante, quella che il programma Mattino Italia in onda sull’emittente Canale Italia, ha dedicato alla malasanità. La trasmissione, condotta con la consueta sensibilità e professionalità da Janet De Nardis, ha visto ospiti oltre al presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro anche Fra gli ospiti, oltre al presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello anche il primario di medicina d’urgenza del San Filippo Neri di Roma Luigi Zulli e il Signor Pandolfi, che ha raccontato un triste episodio causa di malasanità verificatosi presso l’ospedale Santo Bono di Napoli legato alla morte di suo figlio Vincenzo. De Pierro, da sempre sensibile alle tematiche legate ai diritti dei cittadini,in particolare dei malati, ha dichiarato in trasmissione: “Nei casi di cattiva sanità italiana è bene distinguere fra malasanità iatrogena e malasanità strutturale. Spesso il personale ospedaliero è costretto a lavorare in condizioni pessime e inumane, penalizzato dalla mancanza degli strumenti necessari e dalla scarsa igiene. Un esempio di questa situazione è l’Ospedale Grassi di Ostia, una triste vetrina di sovraffollamento, degrado e malcontento dei malati, che tramite un incatenamento simbolico davanti al presidio ospedaliero abbiamo cercato di denunciare; in seguito alle nostre proteste – ha continuato il presidente dell’Italia dei Diritti – sembrano essersi mossi nuovi finanziamenti finalizzati al raddoppio del Pronto Soccorso”. Su quali siano le ragioni che si nascondo dietro la decisione di continuare a tenere aperte strutture piene di lacune e che spesso sono infiltrate dalle organizzazioni criminali, De Pierro non ha dubbi:”Alla base di questi provvedimenti si celano interessi politico-affaristici. Per interrompere questa barbarie è necessario che i vertici delle strutture ospedaliere vengano scelti in base a criteri carrieristici e di merito e non tra le file dei politici di turno. Come Italia dei Diritti – ha concluso Antonello De Pierro – continueremo a occuparci del problema affinché nella nostra società i diritti dei cittadini prevalgono sui meri interessi politici.
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Scontri tra ronde a Massa
Pubblicato da fidest su martedì, 28 luglio 2009
«Non volevamo fare le Cassandre né tanto meno auspichiamo tensioni sociali per poi dire “lo avevamo detto”. Ma gli scontri che sono avvenuti alla periferia di Massa tra la “prima ronda proletaria antifascista”, organizzata dai Carc (Comitati di appoggio alla Resistenza per il comunismo) e Asp (Associazione solidarietà proletaria) e simpatizzanti di destra erano prevedibili». A parlare è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – Sindacato indipendente di Polizia, che rilancia la posizione del sindacato, contraria all’utilizzo delle ronde come mezzo per presidiare città e territori. «Non è neanche accettabile liquidare il tutto come ha fatto il ministro Bossi, definendo l’episodio come il frutto dell’azione di qualche pirla: il problema sta nella comunicazione della funzione che hanno e avranno le ronde. Né l’una né l’altra posizione sono accettabili da un Paese che voglia definirsi libero e democratico. La gestione della sicurezza lasciata in mano a “sceriffi fai da te”, rischia di amplificare il problema. Per un puro caso – ha detto ancora Maccari – gli scontri dell’altra sera non si sono trasformati in tragedia. E, senza voler essere uccelli del malaugurio, quello che è successo è solo il germe di una situazione che alla prima occasione esploderà in maniera violenta». «Ha ragione Bossi quando dice che “il pirla” lo trovi sempre – continua Maccari – ma ci sembra davvero un atteggiamento irresponsabile ed ai limiti del criminoso offrire al “pirla” l’opportunità di trovare terreno fertile per sfogare i suoi istinti. Se esistono uno o più pirla, non può fare da contraltare uno Stato irresponsabile». «Anche questa volta – conclude Maccari – a rischiare di più sono stati gli Uomini della Polizia: infatti gli Agenti della Digos si sono trovati contro un gruppo di giovani in motorino, armati di bastoni, chiamati dagli stessi Carc per fronteggiare, dicono i simpatizzanti di estrema sinistra, quelli di destra. Due poliziotti sono rimasti contusi dallo scontro. Ci sembra già un dazio troppo altro che lo Stato, attraverso gli uomini legittimati a rappresentarlo, deve pagare alla stupidità e alla cecità di chi, non essendo stato capace di risolvere il problema sicurezza in altro modo, si fa scudo dietro la violenza repressa di cittadini che, pur facendo salva la buona fede di alcuni, vengono mandati letteralmente “al macello” non avendo essi stessi capacità e mezzi per garantire la sicurezza nelle città».
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