È stato siglato, dal direttore generale dell’Aifa Luca Pani, dal Comandante Nas Cosimo Piccinno, e dal ministero della Salute, il protocollo operativo che disciplinerà le attività di controllo in materia di farmaci per uso umano dando così il via a una “Superagenzia” italiana del farmaco. Lo ha reso noto un comunicato congiunto in cui si sottolinea che «l’innovativa ed efficace sinergia interistituzionale consentirà di seguire la vita del medicinale nelle fasi della produzione, dell’immissione in commercio, della distribuzione, della dispensazione e della dist ruzione, per evitare che la filiera ufficiale farmaceutica possa essere inquinata da principi attivi, sostanze e farmaci illegali, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica». La Superagenzia, spiega la nota, nasce per superare i limiti dovuti al frazionamento delle competenze, dunque ora, «le migliori professionalità del ministero della salute, dell’Aifa e dei Nas, porranno in essere una evoluta struttura di intelligence per esaminare informazioni, segnalazioni, flussi commerciali e la coerenza con l’andamento delle patologie sul territorio, al fine di rilevare anomalie di sistema, di migliorare la programmazione dei controlli e di intervenire con la necessaria rapidità in fase di emergenza». Secondo Pani con questo protocollo «si consolida la collaborazione già da tempo avviata, e si ampliano ulteriormente le aree di mutua cooperazione per tutelare con maggiore incisività la salute dei cittadini». Il progetto , ha spiegato Piccinno, nasce da una convenzione internazionale e il protocollo siglato, ha aggiunto, «pone l’Italia in una posizione di preminenza in campo internazionale e rappresenta la risposta operativa del nostro Paese all’adesione alla convenzione “Medicrime”, siglata a Mosca nell’ottobre 2011, che consentirà di combattere il crimine farmaceutico in tutte le sue forme, dalla contraffazione all’immissione sul mercato id principi attivi di dubbia provenienza, dalle truffe farmaceutiche all’abuso di farmaci non terapeutici». Per il ministro Renato Balduzzi, questo è un traguardo di «straordinaria portata, frutto di una visione strategica che il nostro Paese persegue oramai da un decennio».(fonte farmacista33)
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Nasce la Superagenzia italiana del farmaco
Pubblicato da fidest su venerdì, 11 gennaio 2013
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Omeopatia, sempre più diffusa ma manca informazione
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
Omeopatici sempre più presenti tra i farmaci usati dagli italiani, in particolare, lo scorso anno un cittadino su sei ne ha fatto uso, e quasi tutti ormai li conoscono, ma in modo superficiale: le informazioni non arrivano né dai medici né dai farmacisti. Sono questi i risultati di un’indagine realizzata da DoxaPharma, presentata da Omeoimprese, l’associazione italiana che rappresenta il 90% delle aziende distributrici e produttrici di questo genere di medicinali. Dall’indagine è emerso che oltre l’82% degli italiani li conosce e oltre il 16% della popolazione li ha usati nell’ultimo anno, mentre il 2,5% li usa almeno una volta la settimana. Tuttavia un’ampia forbice di italiani ha una conoscenza superficiale del farmaco omeopatico. Uno su due è al corrente della provenienza naturale e dell’assenza di effetti collaterali ma vorrebbe saperne di più. Inoltre la notorietà dell’omeopatia è dovuta molto più passaparola tra amici e parenti che al ruolo scientifico di medici e farmacisti. Il 40% degli intervistati accetterebbe la prescrizione di un farmaco omeopatico dal proprio medico senza fare domande. Tra gli abituali utilizzatori dell’omeopatia, è importante lo strumento del web per aumentare il livello di informazione e soprattutto la sponsorizzazione da parte dei medici di famiglia.(fonte frmacista33)
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Studenti a lezione sul ruolo del farmaco equivalente
Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012
Roma. Università La Sapienza. La scadenza dei brevetti che coprono i farmaci ha fornito alle imprese farmaceutiche l’opportunità di sviluppare e produrre “copie” che vengono immesse sul mercato a prezzi più bassi rispetto agli originali, fornendo cure efficaci a basso costo. Il medicinale equivalente offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza del prodotto originatore, perché arriva nelle farmacie dopo essere stato sottoposto dall’AIFA agli stessi controlli di qualità di tutte le altre specialità e segue precisi standard applicati anche negli Paesi europei. L’opportunità di risparmio per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale è legata alla mancanza di coperture brevettali e ciò comporta un risparmio medio del 55% rispetto ai farmaci di marca.
Ma nonostante la richiesta di generici sia in continua crescita in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, in Italia rappresentano solo il 15-16% della quota di mercato. Un risparmio medio di almeno il 30% rispetto all’originatore potrebbero invece consentire i farmaci biotecnologici biosimilari, dato il costo inferiore.
Questi, a differenza degli equivalenti, non sono “i generici” dei farmaci biotecnologici, perché la loro natura e il complesso processo produttivo non consentono la riproduzione di una molecola identica all’originale. Proprio per queste peculiarità, l’European Medicines Agency ha richiesto linee guida ad hoc per garantire la qualità, l’efficacia e la sicurezza dei prodotti immessi in commercio. Poiché sono usati soprattutto in ambito ospedaliero, il risparmio sarebbe significativo per il Sistema Sanitario Nazionale, liberando risorse sia per l’accesso di un numero più elevato di soggetti alle terapie innovative, sia per la sostenibilità economica dei sistemi sanitari. Nonostante le differenze strutturali e regolatorie tra generici e biosimilari, le controversie sviluppatesi dopo la loro immissione in commercio sono molto simili e permangono dubbi e resistenze tra i consumatori e tra la classe medica. Per spiegare ai futuri medici e farmacisti che il generico è un farmaco che equivale in termini di qualità, efficacia e sicurezza al corrispettivo medicinale di marca, la facoltà di Farmacia e medicina di Sapienza Università di Roma ha organizzato, con il contributo di Teva, azienda leader nel mercato degli equivalenti, una lezione per illustrare gli aspetti regolatori, farmacologici e clinici degli equivalenti, i problemi ancora aperti riguardanti i farmaci biosimilari e il ruolo di questi medicinali nella pratica clinica. L’appuntamento è nato dopo il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 600 studenti. “Riteniamo molto valida questa iniziativa che abbiamo volentieri ospitato,” ha sottolineato il prof. Eugenio Gaudio, Preside della facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza “data l’importanza che ha per farmacisti, medici e cittadini la conoscenza delle potenzialità dei farmaci equivalenti, sia in termini di efficacia e sicurezza terapeutica, sia come contributo significativo alla razionalizzazione della spesa del sistema sanitario nazionale.”
Nel nostro Paese però la strada è ancora lunga. Se infatti in Germania e in Inghilterra il 50-70% dei farmaci dispensati è generico, in Italia lo è solo il 12%, anche se questa percentuale sta crescendo di anno in anno.
“Il farmaco equivalente in Italia continua a non avere vita facile. Eppure offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza del prodotto originatore, perché i procedimenti adottati per la sua produzione devono rispettare i principi e le linee guida delle Norme di Buona Fabbricazione al pari dei farmaci di marca. La differenza fondamentale è il prezzo, inferiore fino al 20-60%. Nonostante questi evidenti vantaggi permangono dubbi e perplessità, che il decreto liberalizzazioni non ha contribuito a smorzare” ha precisato il dott. Giorgio Foresti, AD di Teva Italia e presidente di Assogenerici. “È bene ricordare il valore di responsabilità sociale legato all’utilizzo di questi farmaci, che dovrebbe essere comunicato di più anche a livello di pubblico, con iniziative come questa realizzata con gli studenti universitari. Non si può dimenticare che liberando risorse del sistema sanitario, l’utilizzo massiccio di generici permetterebbe l’allocazione di maggiori fondi per la prescrizione di farmaci innovativi, ancora molto costosi, favorendo così l’accesso alle migliori cure da parte dei pazienti. Il risparmio generato potrebbe essere indirizzato alle attività di ricerca medico scientifica, per la messa a punto di nuove molecole”.
Teva Pharmaceutical Industries Ltd. (Nasdaq: TEVA) è una delle principali aziende farmaceutiche mondiali. È impegnata nell’accrescere l’accesso ad un’assistenza sanitaria di qualità attraverso lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di farmaci generici a prezzi accessibili, così come di farmaci innovativi e di specialità e ingredienti farmaceutici attivi. Con sede in Israele, Teva è il più grande produttore di farmaci equivalenti al mondo, con un portfolio prodotti globale di oltre 1.300 molecole e una presenza diretta in circa 60 paesi. Per quanto riguarda i farmaci innovativi, Teva concentra la sua attività di sviluppo nell’area delle malattie neurologiche, di quelle oncologiche, respiratorie e della salute della donna, oltre che nel settore dei farmaci biotecnologici e biosimilari. Teva impiega circa 46.000 persone in tutto il mondo e ha registrato 18,3 miliardi di dollari in ricavi netti nel 2011.
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Miastenia, farmaco salvavita a rischio
Pubblicato da fidest su martedì, 10 aprile 2012
«Quel farmaco per mia figlia è fondamentale. Che cosa succederà quando non lo avremo più a disposizione?». A chiederselo è Lorella Perticari, mamma di Valentina, affetta da miastenia congenita e legata a doppio filo all’assunzione della prostigmina, un farmaco che ha risolto finora i problemi della giovane di Ponzano di Fermo, ma che oggi, dovendo arrivare dall’estero, potrebbe non essere più disponibile. Lorella – la cui vicenda è stata portata alla luce da Redattore Sociale, la prima Agenzia giornalistica quotidiana dedicata al disagio e all’impegno sociale, promossa dalla Comunità di Capodarco – ha anche un altro figlio gravato da miastenia e ha già perso una figlia per la stessa malattia. Tuttavia è solo Valentina ad aver bisogno del farmaco in questione, essendo quello meglio tollerato. Un medicinale prodotto all’estero e che presto – è stato annunciato alla giovane – potrebbe non essere più importato. Il 23 marzo Valentina ha scritto all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, senza avere ancora ottenuto risposta. «Dal 1997, anno in cui le case farmaceutiche italiane ne hanno sospeso la produzione, la mia azienda ospedaliera richiede il farmaco all’estero» scrive la ragazza all’Aifa. «Quest’oggi sono venuta a conoscenza del fatto che ci sono problemi di reperibilità anche lì. Sottolineo che la mia scorta è in via di esaurimento e prevedo quindi una seguente situazione drammatica. Chiedo disperatamente il vostro supporto. Da cittadina italiana mi aspetto che lo Stato in cui vivo torni a produrre questo medicinale e che io possa reperirlo nella mia farmacia di riferimento. (fonte farmacista33)
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Il cardinale Sgreccia interviene sugli ogm in un convegno al Campus bio-medico di Roma
Pubblicato da fidest su giovedì, 22 marzo 2012
Il Cardinale Elio Sgreccia, Presidente della Fondazione Ut Vitam Habeant e già Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, è intervenuto oggi sul tema degli organismi geneticamente modificati (OGM) nell’ambito del convegno “Medicina Ecologica”, tenutosi presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.“Laddove non c’è un danno per l’essere umano – ha affermato Sgreccia – non ci sono pregiudizi nei confronti di una nuova tecnologia”. Sgreccia ha poi proseguito: “Immettere delle modifiche tali che non tolgano alla pianta la sua natura, ma che la arricchiscano di una certa dotazione di cui prima mancava, è come immettere un farmaco preventivo che la immunizza dalle malattie. Prendiamo l’esempio di un gene in una piantina di granoturco, che la difenda dai parassiti e la somministrazione di diserbanti chimici, nocivi per la pianta e poi anche per l’uomo”.Con molti riferimenti al Magistero di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II – “Il primo a citare nella ‘Centesimus Annus’ il concetto di Ecologia Umana” – Sgreccia nel proprio intervento, dedicato alla centralità e responsabilità della persona nel rapporto con l’ambiente, ha affermato: “Dobbiamo intendere l’Ecologiacome oikos, ‘casa’ e logos ‘studio’, quindi lo studio della Casa e delle sue risorse. Dato che l’essere umano abita questa ‘casa’, si trova al contempo ad essere risorsa dell’ambiente e giardiniere di esso, come descritto inGenesi 2-15: Dio prese l’uomo e lo pose nell’Eden perché lo coltivasse e lo custodisse”. (Stefano Tognoli)
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Metformina, prima scelta negli antidiabetici orali
Pubblicato da fidest su venerdì, 9 marzo 2012
La metformina dovrebbe essere il farmaco di prima linea per la maggior parte dei pazienti con diabete di tipo 2 refrattari alle modificazioni dello stile di vita. La raccomandazione arriva dalle nuove linee guida stilate dall’American college of physicians (Acp), basate sulla revisione sistematica delle evidenze e sull’analisi comparativa di efficacia di tutti gli antidiabetici orali (sulfoniluree, metiglinidi, tiazolidinedioni, inibitori Dpp-4 e antagonisti dei recettori Glp-1). «Abbiamo verificato che la maggior parte degli antidiabetici riduce la glicemia a livelli simili» ha affermato Amir Qaseem, autore principale del documento. «In ogni caso, la metformina è più efficace sia se usata da sola che in combinazione. Inoltre riduce il peso corporeo e migliora il profilo lipidico». Più in dettaglio, le raccomandazioni sono queste:
1) quando la dieta, l’esercizio, la perdita di peso e altre modificazioni dello stile di vita non hanno adeguatamente corretto l’iperglicemia, il clinico dovrebbe aggiungere una terapia farmacologica;
2) nella maggior parte dei casi, la farmacoterapia iniziale dovrebbe essere una monoterapia con metformina;
3) quando le modificazioni dello stile di vita e la monoterapia con metformina falliscono nel controllo dell’iperglicemia, il clinico dovrebbe aggiungere un secondo farmaco alla metformina.
Metformina presenta dei vantaggi anche sul fronte degli effetti collaterali: meno frequenti rispetto a quelli delle sulfoniluree, che si distinguono negativamente anche dai tiazolidinedioni perché inducono un maggior rischio di ipoglicemia. Infine, non irrilevante, il basso costo della metformina.(fonte farmacista33)
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Farmaco generico equivalente
Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 marzo 2012
Ha preso il via la seconda edizione della campagna informativa sul farmaco generico-equivalente “Salute a tutti”, promossa da AssoGenerici, l’associazione che riunisce i produttori di farmaci equivalenti in Italia, con il patrocinio dell’Agenzia Italiana del Farmaco, e il contributo delle aziende associate ABC Farmaceutici, Actavis, Almus, Aurobindo Pharma, DOC Generici, EG, Mylan, Pensa Pharma, Dr Reddy’s, Sandoz e TevaL’iniziativa, avviata lo scorso anno, prevede uno spot televisivo che da oggi fino al 24 marzo andrà in onda sulle reti Mediaset, per informare i cittadini su questi medicinali che rispondono agli stessi criteri di qualità, sicurezza ed efficacia dei corrispondenti farmaci di marca, che nei paesi Europei rappresentano da tempo la quota maggioritaria delle prescrizioni.
“Oggi più che mai” ha dichiarato Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici, “in un momento di grande attenzione delle Istituzioni nei confronti del farmaco generico-equivalente in seguito al DL Liberalizzazioni, siamo felici di poter dare un contributo di informazione sul settore. Ci auguriamo che questo possa accelerare quel percorso culturale di diffusione di un nuovo atteggiamento nei confronti del farmaco generico da parte degli operatori sanitari e dei cittadini nella consapevolezza che il ricorso all’equivalente può rappresentare uno strumento fondamentale per la razionalizzazione della spesa farmaceutica italiana, a vantaggio dell’innovazione”. “Obiettivo della campagna – conclude Foresti – è far sì che anche l’Italia raggiunga lo stesso livello di ricorso al farmaco equivalente che si registra nel resto d’Europa, superando barriere culturali che non hanno più alcuna ragion d’esistere. Anche quest’anno un grande ringraziamento va all’Aifa, l’Agenzia italiana del Farmaco, da sempre prezioso alleato nella diffusione di una corretta cultura del farmaco”.
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XII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco
Pubblicato da fidest su venerdì, 10 febbraio 2012
Sabato 11 febbraio, si terrà in tutta Italia la XII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco. Recandosi nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un farmaco da banco a chi oggi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni 272 mila persone, dati ISTAT povertà in Italia, 2010). Quest’anno, in Italia, i farmaci raccolti sabato 11 febbraio serviranno anche per assistere le migliaia di persone indigenti che sono state vittime in questi giorni del gelo e della neve che ha colpito la nostra Penisola. L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con la Compagnia delle Opere – Opere Sociali, si terrà in oltre 3500 farmacie distribuite in 85 province e in più di 1.200 comuni e, nello stesso giorno, anche in Spagna e in Portogallo. Nelle farmacie che esporranno la locandina della Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco, circa i 10.000 volontari spiegheranno l’iniziativa ai cittadini. Gli stessi farmacisti, rispetto alla domanda degli enti assistiti, consiglieranno il tipo di farmaco da banco (cioè che non necessita della prescrizione medica) di cui è maggiormente avvertita la necessità. A beneficiare dell’iniziativa saranno le oltre 450.000 persone che quotidianamente vengono assistite dai 1.390 enti caritatevoli convenzionati con il Banco Farmaceutico in tutta Italia.In 11 anni sono stati raccolti oltre 2,4 milioni di medicinali per un valore di circa 15,4 milioni di euro.
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Farmaco per fibrosi cistica
Pubblicato da fidest su venerdì, 10 febbraio 2012
La Food and drug administration ha approvato un nuovo farmaco a base di ivacaftor per la cura di una rara forma di fibrosi cistica. È indicato per i pazienti dai 6 anni in su, che presentano la mutazione G551D del gene cftr, come spiega lo stesso ente sul suo sito. Circa il 4% delle persone con la malattia è portatore di questa particolare mutazione. «Il farmaco è un eccellente esempio » spiega l’Fda «di “medicina personalizzata”, perché è pensato per pazienti con uno specifico profilo genetico». L’Fda ha approvato il farmaco in soli 3 mesi secondo il programma prioritario dell’agenzia (pensato per velocizzare l’esame dei farmaci, e che dura 6 mesi invece dei 10 standard, quando si tratta di farmaci che possono offrire un significativo miglioramento nelle terapie). I pazienti con la mutazione G551D dovranno prendere due volte al giorno la pillola. Il farmaco è efficace solo nei malati che presentano questa mutazione particolare, e non con altre. Tra gli effetti collaterali segnalati ci sono infiammazioni delle prime vie respiratorie, mal di testa e mal di stomaco, diarrea, eruzioni cutanee e vertigini.(fonte farmacista33)
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Farmacie: liberalizzazioni e concertazioni
Pubblicato da fidest su lunedì, 9 gennaio 2012
Due settimane. Tanto manca al 23 gennaio, data fissata dal presidente Monti per la presentazione del pacchetto di interventi che dovrebbe dare benzina alla crescita del paese. Ed è in questi quindici giorni che si deciderà quale declinazione dare al verbo “liberalizzare” quando al complemento oggetto ci sono due sostantivi come “farmaco” e “farmacia”. Sceglierà il Governo ma attraverso quella concertazione che è mancata a dicembre, in occasione della Manovra e dell’articolo 32 sulla fascia C. Questa almeno è la certezza che circola in casa di Fofi e Federfarma dopo il doppio incontro del 30 e del 31 dicembre con il ministro della Salute, Renato Balduzzi. Approcci preliminari in vista di appuntamenti più approfonditi, nel quali il Governo darà ascolto alle istanze di tutti gli attori coinvolti e dai quali si spera possa emergere una sintesi più o meno condivisa. Che dovrà tenere conto anche della posizione delle parafarmacie, le cui sigle verranno ricevute domani da Balduzzi e al quale presenteranno un documento che riassumerà squiliri e inefficienze del sistema.
Non è ancora chiaro se l’intenzione di Balduzzi è quella di aprire un tavolo vero e proprio oppure procedere con incontri separati (come già il governo sta facendo con i sindacati confederali sulla riforma del contratto di lavoro), ma il cambio di registro rispetto a un mese rasserena. Anche se poi a ben vedere sarà difficile trovare in quindici giorni una sintesi che accontenti tutti. Anche perché le posizioni di partenza rimangono quelle di quattro mesi fa: al ministro della Salute, infatti, Federfarma ha riproposto il manifesto del 4 ottobre; Fofi, dal canto suo, si è limitata a ribadire la necessità di un sistema di regole a tutela della dispensazione del farmaco e della farmacia. E domani le parafarmacie dovrebbero presentare una proposta diretta a garantire concorrenza e accesso al farmaco nella cornice di una società sempre più mobile. Due settimane per coprire le distanze, e intanto sia Federfarma che le parafarmacie (anpi, Mnlf e Forum, ormai saldate in un unico soggetto) si sfidano a distanza con la raccolta di firme per mobilitare l’opinione pubblica.(fonte farmacista33)
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La filiera del farmaco
Pubblicato da fidest su martedì, 8 novembre 2011
In settimana il consiglio di presidenza di Federfarma si riunirà per esaminare la questione ma dal sindacato si fa già sapere che un’eventuale fuga in avanti dell’amministrazione regionale farebbe scattare ricorsi e interventi legali. Sulla stessa linea Farmindustria, che lancia alla Toscana inviti accorati alla riflessione. «Nei progetti caldeggiati dalla Regione» commenta il vicepresidente dell’associazione produttori, Emilio Stefanelli «non riusciamo a vedere risparmi sufficienti a giustificare i danni che invece arrecherebbero al sistema paese: perché si attaccherebbe il comparto produttivo italiano aprendo così le porte del nostro mercato a industrie di stati che possono ovviamente permettersi altri prezzi. Il risultato sarebbe quello di mettere in ginocchio aziende di questo paese che esportano e quindi creano ricchezza e lavoro». Queste, tra l’altro, saranno le considerazioni che Farmindustria cercherà di trasmettere al governo toscano: «Vogliamo spiegare alla parte politica dell’amministrazione le ricadute di questo tipo di provvedimenti» prosegue Stefanelli «e lo stesso faremo con la parte politica della Conferenza delle Regioni, perché ci preoccupano i progetti toscani e ci preoccupano anche le eventuali imitazioni da parte di altri governi». Per gli stessi motivi, Farmindustria non esita a lanciare un messaggio anche ai titolari toscani, che domenica prossima si riuniranno in assemblea per decidere se collaborare o “boicottare” il sistema delle gare (in cui le farmacie potrebbero entrare occupandosi della dispensazione in modalità dpc): «Può anche darsi che i farmacisti abbiano qual cosina da guadagnare dal sistema che prospetta la Regione» osserva Stefanelli «ma non c’è dubbio che alla fine i danni al sistema supererebbero ampiamente i vantaggi». E di Toscana s’è parlato anche al sesto forum Meridiano sanità, organizzato ieri a Cernobbio, in provincia di Como, da European house Ambrosetti. «Le gare in equivalenza terapeutica» ha detto senza mezzi termini Ugo Cosentino, chairman dell’Iapg (Italian american pharmaceutical group) e amministratore delegato di Pfizer Italia «uccidono l’innovazione e sono una deterrenza per chi investe in questo paese».(fonte farmacista33)
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Terapie razionali per tutti
Pubblicato da fidest su giovedì, 1 settembre 2011
Roma. La Fondazione per la Ricerca Farmacologica ‘Gianni Benzi’ organizza a Roma, dal 1° al 3 settembre 2011, la IV edizione dei Foresight Training Courses, dedicati a dibattere di anno in anno le più recenti novità del Sistema Farmaceutico Europeo con l’obiettivo finale di favorire e consolidare la collaborazione tra l’Europa e le Agenzie del Farmaco nazionali. Quest’anno il Corso punta ad evidenziare le esigenze di Terapie Razionali idonee a coprire i bisogni delle popolazioni più sensibili, ma senza distinzione di età dal neonato all’anziano, delineando le norme, i vincoli e le opportunità per le aziende farmaceutiche che scelgono di investire nello sviluppo dei farmaci per queste popolazioni, specie in quelli più innovativi. Il corso approfondirà pertanto i progressi della metodologia degli studi clinici e di altre tipologie di studi che supportano sia lo sviluppo del farmaco che l’uso post-marketing. Come le altre edizioni, il Corso vedrà la partecipazione, oltre che di rappresentanti dell’EMA, di Esperti in Affari Regolatori, Ricercatori, Medici, Operatori Sanitari, Aziende Private e Pubbliche ed Associazioni di Pazienti.
Maggiori informazioni sul Corso e scheda di registrazione sono disponibili su http://www.fondazionebenzi.org/attivita.php?pr=63
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Assobiotec: modificare la manovra
Pubblicato da fidest su sabato, 9 luglio 2011
“Il Tavolo per discutere gli aspetti della manovra che interessano la spesa farmaceutica ospedaliera va convocato subito”. A dirlo è Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec – l’Associazione nazionale per lo Sviluppo delle Biotecnologie che fa parte di Federchimica – commentando positivamente l’apertura del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, alla proposta di Farmindustria di convocare un Tavolo con il Governo, le Regioni, l’Aifa e le altre componenti della filiera del farmaco per trovare soluzioni condivise che salvaguardino il futuro dell’industria innovativa farmaceutica. “Siamo grati al ministro Fazio – dichiara Sidoli – per la disponibilità subito manifestata. Ancora una volta il ministro mostra la propria sensibilità rispetto ai temi della ricerca e dell’innovazione in campo farmaceutico. Ma non c’è un attimo da perdere: il Tavolo va convocato immediatamente per modificare quell’art. 17 della manovra che, concentrandosi sul taglio della spesa farmaceutica ospedaliera, va a colpire il settore dove confluisce tutta l’innovazione che sempre di più è rappresentata da prodotti derivati dalla ricerca biotecnologica”. “Per l’industria innovativa – sottolinea il Presidente di Assobiotec – la manovra rischia di tradursi in un aggravio di 800 milioni all’anno, visto che lo sfondamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera è inevitabile con un tetto del 2,4% totalmente irrealistico. È una situazione insostenibile, ancora più se si considera che la spesa farmaceutica ospedaliera rappresenta il capitolo più controllato dell’intera spesa sanitaria, dal momento che la gran parte dei farmaci impiegati in ambito ospedaliero è soggetta a rigorosi strumenti di monitoraggio e controllo dell’appropriatezza. Basti ricordare, tra gli altri, la procedura autorizzativa ai fini dell’inserimento nei prontuari, la limitazione dei centri autorizzati alla prescrizione, l’istituzione di piani terapeutici e di Registri Aifa on line per il monitoraggio dell’appropriatezza”. “L’obiettivo finale che il Tavolo dovrebbe perseguire – conclude Sidoli – non può e non deve essere la mera gestione e il contenimento della spesa, bensì la garanzia di un Sistema Sanitario realmente efficiente, competitivo e qualitativamente eccellente, nel più ampio contesto di una sanità sostenibile, ora e nel prossimo futuro”.
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Impact 2011
Pubblicato da fidest su martedì, 28 giugno 2011
Firenze Venerdì 1 Luglio 2011, ore 14.00-19.30 Sabato 2 Luglio 2011, ore 8.30-14.00 presso Palazzo Corsini Lungarno Corsini, 10. Ministero della Salute, Agenzia Italiana del Farmaco, Regioni e oltre 65 Società Scientifiche, Associazioni e Fondazioni si danno appuntamento per fare il punto sullo stato di attuazione della Legge 38/2010, che ha riconosciuto il dolore quale vera e propria malattia, puntando a garantire un’assistenza qualificata e omogenea su tutto il territorio nazionale. Un evento unico in cui i principali protagonisti del panorama sanitario italiano discuteranno di formazione e modelli organizzativi, approfondendo le peculiarità dei diversi ambiti terapeutici, ma mantenendo un approccio multidisciplinare, in un’ottica di integrazione delle competenze. Gli stati generali del dolore in Italia tornano ad un anno di distanza dalla loro prima convocazione (IMPACT 2010), durante la quale era emerso il proposito unanime di implementare corsi di formazione volti a uniformare i sistemi di misurazione del dolore e condividere le linee operative. La seconda edizione di IMPACT sarà l’occasione per valutare quanto è stato fatto nei 15 mesi successivi al varo della Legge, le criticità ancora da affrontare e le proposte concrete per una completa applicazione della normativa a livello territoriale. Al workshop interverranno, tra gli altri:
Prof. Ferruccio Fazio, Ministro della Salute
Sen. Michele Saccomanno, Componente 12ª Commissione Igiene e Sanità del Senato
On. Paola Binetti, Membro XII Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati
Dott. Marco Spizzichino, Direttore Ufficio XI – Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei princìpi etici di sistema del Ministero della Salute
Prof. Guido Fanelli,Coordinatore Commissione ministeriale terapia del dolore e cure palliative
Prof. Massimo Fini, Direttore Scientifico IRCCS San Raffaele Pisana di Roma
Prof. Gian Franco Gensini, Presidente Comitato Scientifico Impact 2010, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze
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Placebo. Il farmaco non farmaco
Pubblicato da fidest su giovedì, 23 giugno 2011
E’ giusto che un medico inganni il paziente, ancorche’ a fin di bene? La questione interpella gli eticisti, soprattutto dopo i risultati di una ricerca condotta dall’Istituto statunitense di Sanita’ (NIH) e pubblicato dal British Medical Journal. Esso indica che la meta’ dei medici intervistati prescrive regolarmente e scientemente dei farmaci placebo. Magari non medicine totalmente prive di principio attivo, ma, per esempio, vitamine, sedativi, magnesio, pasticche contro l’emicrania, tutte senza nessun rapporto diretto con la patologia del paziente. Altri studi, realizzati in Danimarca, Israele, Gran Bretagna e Svezia, confermano questa tendenza. I medici generici giustificano la strategia sia con l’efficacia dimostrata dal trattamento placebo, sia con il numero elevato di “malati immaginari”, che vanno dal medico per problemi di depressione o disturbi chiaramente psicosomatici. Difficile dargli torto. Esperimenti rigorosi hanno mostrato che i placebo hanno un effetto benefico nel 30%-40% dei casi di persone depresse, una quota molto piu’ alta di quanto si ottenga di solito con gli antidepressivi. Questi risultati dimostrano che la capacita’ di autoconvinzione puo’ portare a “guarigioni” del tutto incomprensibili dal punto di vista strettamente medico. Questa capacita’ e’ ancora da esplorare ma e’ un aspetto della medicina che dovrebbe essere maggiormente analizzato e, soprattutto, praticato. Sotto questo punto di vista anche i cosiddetti miracoli possono avere una spiegazione razionale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)
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