Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 95

Posts Tagged ‘federico fellini’

Signs and Scribbles of Dreams – The dreamlike experience in the ‘Librone dei sogni’ by F. Fellini

Posted by fidest on Thursday, 5 April 2012

Portrait recadré de Federico Fellini et réduit...

Portrait recadré de Federico Fellini et réduit en taille (icône) (Photo credit: Wikipedia)

Toronto Thursday April 12, 2012 – 6:30pm – 8:30 pm Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron St., Admission is free The Italian Cultural Institute, in collaboration with theDepartment of Italian Studies of the University of Toronto, is proud to present the illustrated lecture Signs and Scribbles of Dreams – The dreamlike experience in the ‘Librone dei sogni’ by F. Fellini by eminent Italian semiologist Paolo Fabbri. “The Book of Dreams” is a “diary”, kept by Federico Fellini from the late 70s to the August of 1990 in which the great director faithfully registered his nocturnal dreams and nightmares in the form of drawings, or in his own definition of “scribbles, fast and ungrammatical notes”. A very colourful journey in the infinite territories of the fantasies of a genius, this volume adds a piece to the puzzle for the study of Fellini’s creative experience. In his conference Paolo Fabbri will speak about this extraordinary book – the Librone – as it was called by its author – and how the director’s dreams and nightmares were transferred in a vast fresco of words and images. A nightlife that became part of his filmography.
Paolo Fabbri is one of the most distinguished Italian semiologists. Professor of Semiotics at IULM (University Institute of Foreign Languages), Milan and LUISS (Free Social Science University), Rome, he has led an intense teaching activity in Italy (Florence, Urbino, Palermo, Bologna, Roma Due, Venice) and abroad (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales; Paris V, Sorbonne; Collège International de Philosophie di Parigi, UC San Diego, UC Los Angeles, University of Toronto, etc). He founded the Centre for Semiotics in Urbino in 1970. He directed the Italian Cultural Institute in Paris (1992-1996), and was director of Mystfest (Detective and Mystery Film Festival) of Cattolica (1997-1998). Scientific Advisor for Prix Italia (RAI-TV) (1999-2001), he was also president of the Festival dei Popoli in Florence (2001-2004) and of the l’Institut de la Pensée Contemporaine, Université de Paris VII “D. Diderot” (Parigi), (2004-2006). He is currently the director of the Federico Fellini Foundation in Rimini. He has written books, as well as articles, has edited and translated works regarding problems of language and communication. His research has been published nationally and internationally in journals and collections. He is part of scientific committees and editorials of many journals, as well as national and international institutions. He is Chevalier des Palmes Académiques of the Ministère de l’Education Nationale et Officier des Arts et des Lettres del Ministère de la Culture (France), and is Docteur honoris causa of the University of Limoges (France). http://www.paolofabbri.it

Posted in Cronaca, Estero, Recensioni | Tagged: , , , | Leave a Comment »

Il Maestro dell’Immagine insegna all’amico Totò l’arte della fotografia

Posted by fidest on Thursday, 15 March 2012

Valmontone (Rm) Nei prossimi giorni ci sarà una Mostra di Carlo Riccardi nel prestigioso Palazzo Doria Pamphili di Valmontone in provincia di Roma. Seguirà un’importantissima Mostra del Maestro a Brasilia nella capitale del Brasile, mentre persone di buona volontà e mecenati, realizzeranno in un prossimo futuro, un Museo della Fotografia in suo onore con ampie Sale dedicate alla sua arte fotografica e pittorica.
Da diversi anni seguo e sono diventato amico di Carlo Riccardi, il decano dei fotoreporter. Aveva legami di affetto con diversi personaggi dello spettacolo dell’epoca della “dolce vita”: Totò, Fabrizi, Mastroianni, Sordi che abitava nelle vicinanze della sua casa a Trastevere quando recitava in parrocchia, di Fellini, etc … e di tanti altri personaggi della cultura e dello spettacolo di epoche successive. Nonostante la veneranda età ed i molteplici impegni collegati alla sua attività professionale continua ad essere sempre presente alle numerose iniziative che ho organizzato in questi anni per ricordare “Totò”. Frequentandolo nel tempo ho percepito che per il Principe Antonio de Curtis aveva un affetto particolare. Desideroso di conoscere maggiormente la vita di Carlo Riccardi per dipanare ed aprire degli squarci di verità sul periodo ed i luoghi che hanno caratterizzato la “dolce vita”, abbiamo convenuto di incontrarci in quei luoghi suggestivi e magici che hanno originato quel fenomeno. La “dolce vita” che Riccardi ama definire: “la belle epoque italiana” è il vero Rinascimento dell’Italia del dopoguerra” ed io vorrei aggiungere, come Toulouse Lautrec immortalò con i suoi dipinti “la belle epoque francese”, così Carlo Riccardi con le sue fotografie e con i suoi quadri che raffigurano Via Veneto, esposti più volte nella suddetta via dal gioielliere Nicola Capuano, (alcuni dei quadri erano di proprietà di: Federico Fellini, Alberto Sordi, Mastroianni, Nino Manfredi, Paola Borboni, Lino Banfi, Novella Parigini), ha immortalato scientemente la dolce vita. Riccardi

Italiano: Totò e Nino Manfredi nel film Operaz...

ha persino realizzato un quadro lungo cento metri, che è stato esposto più volte a Via Veneto ed in Piazza del Popolo. L’incontro con l’amico Riccardi si è dimostrato di particolare interesse, nella dicotomia tra la reticenza ed il grande desiderio di parlare, che alla fine ha avuto il sopravvento. Pertanto Carlo si è trasformato “in un fiume in piena” ed ha iniziato a raccontare la sua intensa vita. (…) : “ … Sono nato ad Olevano Romano, da una famiglia libraria, nella stanza sopra lo studio fotografico della zia, che ha iniziato l’attività sin dai primi anni del ’900. Pertanto era naturale la familiarità ed il grande interesse che ho manifestato fin da piccolo per l’apparecchio fotografico. Oltre la zia ho avuto anche un altro familiare, mio nonno che seguiva ed amava la fotografia ed in particolare i pittori tedeschi, che rappresentavano l’avanguardia dell’evoluzione della fotografia e del mondo dell’arte. Ancora in giovane età sono stato travolto dalla fotografia ed ho dimostrato altresì l’interesse per la pittura. Ho iniziato come ritoccatore di lastre fotografiche. Avevo acquisito come altri una notevole esperienza nell’intervento che facevano i disegnatori sulle lastre fotografiche, specializzati in particolare nei ritratti per

Italiano: Totò e Eduardo De Filippo nel film &...

ritoccare i difetti. Coloravamo le fotografie con le aneline (polverine che diluivamo con l’acqua nel produrre colori diversi). In questo lavoro ho imparato dallo stesso Maestro conterraneo di Guttuso, Saro Mirabella, che nel dopoguerra è diventato Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Roma”. Carlo Riccardi ancora nell’età giovanile ha manifestato una smisurata sensibilità artistica ed ha frequentato gli studi dei grandi Maestri, dai futuristi ai giorni nostri: Giorgio De Chirico, Monachesi, Sandro Trotti, Novella Parigini, Corrado Cagli, Turcato, Montanarini, Pericle Fazzini di cui era stato il ragazzino di bottega. Riceveva inoltre la nomina di segretario nel sindacato degli artisti italiani, nel periodo che frequentavano il sindacato: Guttuso, Ennio Calabria, Mieli. Nel 1944 – 1945 con i primi americani che soggiornavano agli alberghi di Via Veneto, lavorava per il sindacato a Corso d’Italia come fotografo e frequentava la zona ed in particolare il “Caffè Strega” ed il “caffè Doney” di proprietà dell’Excelsior, dove andavano gli artisti ed importanti personaggi. La vera storia della “dolce vita”, inizia in questo periodo ed in questi locali. Si sviluppa negli anni successivi ad opera della Contessa, proprietaria della rivista “Le tout de Roma”, alla quale ha lavorato, fotografando attori, principi, artisti e personaggi dello spettacolo. Per un paio d’anni ha continuato a riprenderli senza il clamore che si è scatenato successivamente al film “La dolce vita” di Federico Fellini, quando gli editori ed i fotografi hanno scoperto questo filone redditizio e numerosi fotografi, si sono catapultati in quei luoghi diventando paparazzi. Prima di quel periodo gli autori delle foto non venivano menzionati, ma le stesse erano accompagnate dal nome della ditta della pellicola: Kodak, Ferraia, Tensi, Agfa, Gevart ; i fotografi lavoravano in nero ed erano licenziati senza alcuna difficoltà. Un ruolo importante per lo sviluppo della “dolce vita” è stato assunto dalla Contessa proprietaria della sopracitata rivista, che era organizzatrice delle serate mondane finalizzate anche per le esigenze degli americani, che tornavano dal fronte, ma soprattutto per consentire loro di fraternizzare con gli italiani. Altro importante obiettivo era rappresentato dal vitalizzare i luoghi di Via Veneto e stimolare la rinascita della città. Ennio Flaiano che frequentava Riccardi e suo padre, il poeta Cardarelli, Ilario Fiore e la Contessa organizzatrice dei festini, ha preso l’ispirazione in questi ambienti e dal vero paparazzo, amico e reale fotografo della dolce vita per scrivere la storia autobiografica, dalla quale è stato tratto il film omonimo, diretto nel 1960 magistralmente dal regista Federico Fellini, vincitore della Palma d’oro al 13° Festival di Cannes. Carlo Riccardi continua a raccontarci la sua vita, che definisce giustamente a tratti rocambolesca. “… Negli anni 1951 – 1952 lavoravo al “Giornale d’Italia”, che aveva l’edizione serale e collaboravo la notte al giornale “Il Tempo”. A quell’epoca era Direttore e proprietario, Renato Angiolillo, che decideva personalmente i suoi collaboratori con i quali era molto esigente, dovevamo infatti rispettare dei canoni di alta professionalità. Ho manifestato sempre un grande amore per la fotografia, effettuavo foto per il giornale ed altre per soddisfare la mia passione”. Nel fotoreporter Riccardi, è ancora vivo il ricordo di un’amica giornalista: “che era una grande scrittrice e lavorava al Giornale d’Italia. Si firmava Gianna Preda, il vero nome era Giovanna Predassi, lei e Maurizio Barenson, giornalista sportivo, che successivamente è diventato giornalista televisivo della Rai, mi hanno offerto dei validi insegnamenti per fare le fotografie, mentre Barenson ripeteva più volte studia i piedi del calciatore che va in attacco così sai dove finisce il pallone. La Predassi condivideva questo assunto ed aggiungeva in questo mestiere è fondamentale l’osservazione. Bisogna seguire sempre dove finiscono le cose. Mi aiutava inoltre nella scelta delle foto da distribuire ad altri giornali che avevano finalità diverse. A volte mi diceva queste fotografie portale ai giornali che prendono in giro tutti, come “Il Borghese”. Il giornale usciva ogni settimana e diversamente dalla maggiore parte, portavano il nome dell’autore. Altre volte suggeriva la “Tribuna Illustrata” dove lavorava il grande pittore Mino Maccari, che faceva le caricature, amico di Marasco e di altri grandi futuristi: Boccioni, Cangiullo, Vittorio Piscopo, pittore napoletano morto nella terra natia nel 2004 alla veneranda età di 91 anni e “dulcis in fundo” dell’ideologo del futurismo il poeta Marinetti”. La vita di Carlo Riccardi è stata sempre costellata dalle amicizie importanti: personaggi di grande spessore culturale e artistico. Lo stesso pittore Maccari, gli riconosceva che: “le fotografie erano delle caricature”. Anche la serie di foto fatte ad Amintore Fanfani, dove oggi c’è il Ministero dell’Interno e all’epoca c’era la sede del Governo, per il caricaturista Maccari: “erano una presa in giro”. La chiave di lettura era la stessa anche per Fanfani, che a tal proposito si era informato sulla persona di Riccardi e avendolo incontrato dopo alcuni giorni presso la Sede del Governo, l’aveva apostrofato “pappataci”. Il fotoreporter ignorando il significato della parola, aveva raccontato l’episodio e chiesto spiegazioni all’amico Ennio Flaiano. Il quale aveva immediatamente precisato il significato della parola: “… pappataci, è un dittero che pizzicandoti ti provoca la febbre per alcuni giorni”. Aveva anche aggiunto: “tuo padre vende i libri approfitta e leggili, troverai anche una derivazione del termine dal latino “pappataceus”. Con la sottile ironia ed il sorriso malizioso aveva generato “un latino maccheronico” o probabilmente aveva fatto derivare la parola dai due verbi latini pappo – as – avi – atum – are e taceo – es – tacui – tacitum – ere. Quando successivamente è uscito il film “La Dolce Vita”, Carlo Riccardi ha chiesto a Tazio Secchiaroli chi era il fotografo denominato paparazzo. Il quale tempestivamente gli aveva risposto: di non saperlo. Ne era a conoscenza Flaiano che l’aveva codificato”. Per Ennio Flaiano: “ … Carlo Riccardi era il paparazzo, il termine dispregiativo di pappataci. In tanti posti in dialetto li chiamano paparazzi”. Flaiano aveva una buona memoria e quindi nello scrivere la storia “La Dolce Vita” aveva preso l’ispirazione dalla parola utilizzata da Amintore Fanfani. Ennio Flaiano ha avuto un ruolo importante nella vita di Carlo Riccardi. Nel periodo del 1948 quando frequentava il “Caffè Strega”, Carlo Riccardi, ricorda con grande emozione: “… mi aveva invitato come fotografo ad andare a casa della Signora Bellonci, poiché il locale era frequentato da diversi scrittori e si parlava di organizzare un Premio per la narrativa. Ed io l’ho seguito come era mia abitudine. Quello era l’esordio del “Premio Strega”, che ha acquisito negli anni una grande notorietà. La prima edizione risale al 1948 ed il vincitore è stato Ennio Flaiano. Ogni anno si ripete a Valle Giulia presso il Museo Etrusco, dove io partecipo per fotografare i vincitori, ma soprattutto in queste celebrazioni ho il piacere di incontrare gli amici con i quali ci frequentavamo alla fine degli anni ’40 – ’50, come ad es. il Dr. Bisiac ed il Prof. Mirabella. In quelle occasioni si incontrano gli scrittori italiani, quelli della grande cultura”. Nella panoramica dei misteri della dolce vita, in questo mondo fantastico ad onore del vero dovrebbe essere fatta qualche precisazione sul “Café de Paris”. All’epoca del film di Federico Fellini, come ci informa Riccardi: ” … era all’inizio dell’attività. Il cameriere dell’Excelsior, Giorgio Ranieri convince il suo amico a prendere il Bar dell’Excelsior per fare un grande Bar nel 1956, che prende il nome di “Café de Paris” e ne diventa l’animatore. Al principio non andava bene, ma fortunatamente interviene Buffardeci, un italoamericano, che veniva dal sudamerica, proprietario di miniere di diamanti. Ha acquistato il locale e gli ha dato vita. L’uscita del film di Federico Fellini ha contribuito notevolmente ad accrescerne la notorietà”. Queste informazioni mi lasciano perplesso sul vero ruolo di questo locale nella “dolce vita”, nonostante la meraviglia ed il disorientamento che provocano non turbano la parte finale della chiacchierata, nella quale ho potuto soddisfare altre mie curiosità per sapere quando e come ha conosciuto Totò. Riccardi amorevolmente cattura dalla mente vecchi e piacevoli ricordi: ” … la prima volta l’ho incontrato a Napoli. Lavoravo nel periodo della guerra al porto, che all’epoca bombardavano. Andavo a dormire nel Palazzo dove si trovava il noto Teatro “Trianon”, fino al terzo piano c’erano rifugiati e sbandati. Dalla finestra si sentivano le voci di De Filippo e di Totò. Un giorno ho aspettato tanto tempo che uscissero dal teatro. L’attesa alla fine è stata ripagata bene. Sono riuscito a vedere, nonché a parlare con Totò, che era stato disponibile e cordiale. Gli avevo raccontato che prima della guerra facevo il fotografo. E lui mi aveva confessato che gli piaceva tanto la fotografia, era amante dei fotografi futuristi ed era amico di Ludovico Bragaglia, uno di loro noto all’epoca. Tornato a Roma continuai a fare le fotografie in Via Veneto, dove ci fu una serata alla quale era presente Totò. Ricordo che c’erano: anche Mike Buongìorno, appena arrivato dall’America, Gino Cervi, Aldo Fabrizi, Amedeo Nazzari, Alberto Rabagliati, Anna Magnani. La mia attenzione era catalizzata particolarmente sul grande Totò. L’ho fotografato, ci ho parlato ed ho ricordato il primo incontro al Trianon. Manifestò il desiderio di rincontrarsi, voleva conoscere maggiormente il mondo della fotografia, ma non fissammo alcun appuntamento. Dopo un certo tempo lo incontrai casualmente, mentre stava girando un film alla “De Paolis” in Via Tiburtina nei primi anni ’50. In quell’occasione mi ha invitato a casa, dovevo spiegargli l’uso di una macchina fotografica giapponese, che gli avevano regalato, la “Canon”. Dopo alcuni giorni sono andato a trovarlo a casa, che era bellissima ed arredata con straordinaria eleganza. Altri incontri nella sua abitazione si sono susseguiti nel tempo. Quel giorno gli avevo fatto notare che l’oculare del mirino della “Canon” era piccolo. Pertanto la difficoltà si manifestava per tutte le persone. A quel punto gli ho suggerito di comprare una macchina fotografica con un grande angolo, di posizionare l’obiettivo in direzione del soggetto che deve essere fotografato, di appoggiarlo sulla guancia o sulla testa e di non guardare nel mirino, perché riprendeva da un angolo all’altro. Totò aveva prontamente ascoltato il consiglio”. Infatti l’articolo è corredato dall’immagine di Totò, che fotografa Carlo Riccardi e lo guarda senza prestare attenzione all’obiettivo. Altro importante suggerimento di Riccardi: ” … era quello di sviluppare le foto dal suo amico, che era anche mio amico, un fotografo futurista, il quale doveva centrare solo la parte che interessava della fotografia e bisogna riconoscere che lo faceva benissimo”. Come si evince, la vita di Carlo Riccardi è veramente interessante. Questo profilo certamente non possiamo considerarlo esaustivo. Mi preme ricordare tra i suoi impegni professionali, l’attività di fotografo per: “l’Osservatore Romano della domenica con il Prof. Zuppi, il settimanale “Famiglia Cristiana”, “il Tempo”, il “Giornale d’Italia”, nonché corrispondente da Roma del “Corriere della Sera”. Carlo Riccardi ha un archivio che conta oltre un milione e trecentomila istantanee. In circa 60 anni di attività ha fotografato molti Capi di Stato, sei Pontefici, politici, personaggi della cultura e dello spettacolo. Ha fermato lo sguardo con il suo “magico clik” sui grandi interpreti, che nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale hanno contribuito alla crescita del cinema italiano in tutto il mondo. Riccardi con il trascorrere degli anni dopo avere raggiunto importanti risultati nell’arte della fotografia, ha ampliato i suoi interessi culturali, stimolando ulteriormente la creatività attraverso l’uso dei pennelli e dei colori. Anche nella pittura ha ottenuto straordinari risultati nell’uso delle diverse tecniche: tempere, colori ad olio e acrilici. Le sue opere sono intrise di pathos che coinvolgono emotivamente i fruitori delle stesse, stimolati altresì dall’effetto materico. Il suggestivo cromaticismo dei colori, contribuisce ulteriormente nell’affermazione dell’artista stimato ed adeguatamente quotato. Ha ricevuto numerosi premi, tra i quali: il primo Premio “Città Eterna” in Campidoglio a Roma in “ex aequo” con “il collega del pennello”, Amintore Fanfani, entrambi amici del pittore Montanarini, compaesano di Fanfani, che è stato Direttore dell’Accademia delle Belle Arti; il Premio di Via Condotti con una Giuria prestigiosa, della quale facevano parte, Guttuso e Cagli; Premio “Tavolozza d’oro” al più grande Premio di estemporanea europea a Marina di Ravenna; Premio medaglia d’oro di pittura paesaggistica al “Giugno Napoletano” ed in tempi più recenti, un premio altrettanto prestigioso, la medaglia d’argento della Presidenza della Repubblica presso la Camera dei Deputati al Concorso Internazionale “Antonio de Curtis, Totò. Sono state organizzate Mostre fotografiche e pittoriche del Maestro Riccardi nei diversi continenti, accompagnate da un’adeguata informazione, infatti, gli sono state dedicate dalla stampa straniera intere pagine di giornali. Nei prossimi giorni sarà impegnato con una Mostra nel prestigioso Palazzo Doria Pamphili di Valmontone in provincia di Roma. Nel corso dell’anno parteciperà ad un’altra importante Mostra a Brasilia nella capitale del Brasile. Questo artista di grande spessore culturale, apprezzato a livello internazionale, sensibile al sociale, continua ad essere particolarmente disponibile per i “meno abbienti”, con frequenti interventi umanitari. Pertanto vive la sua quotidianità con modestia. Fondatore del movimento “della Quinta Dimensione”, che in passato ha fatto parlare molto. Dalla controversia giuridica scaturita ha ottenuto la sentenza favorevole del famoso Giudice Manlio Cruciani (ha collaborato alla stesura della legge sulla stampa nel dopoguerra). Alcune delle sue opere appartengono a collezioni pubbliche e private; presenti anche in alcuni Musei: Museo di Arte Sacra di Reggiano e Museo di Arte Sacra di Taranto, Museo di Roma, Museo del Cinema di Roma, Museo di Basilea in Svizzera. In un’epoca scevra di valori morali ed in una società dove la pochezza dei sentimenti regna sovrana e si alimentano con una continua crescita: l’egoismo e l’indifferenza, ancora esistono, seppure “come meteore”, persone di buona volontà e mecenati, che in un prossimo futuro realizzeranno un Museo, che sarà dedicato al Maestro dell’Immagine Carlo Riccardi, con ampie Sale dedicate alla sua arte fotografica e pittorica. Soggiogato dalla figura “carismatica” di Riccardi alla conclusione di questa storia avvincente ed attratto dalle interessanti rivelazioni a malincuore lo congedo. Mi chiedo è questa la vera storia del paparazzo della dolce vita? Qual è il confine tra la fantasia e la realtà? Come Ennio Flaiano nel raccontare la dolce vita ha scritto una storia autobiografica e attribuiva il merito a Federico Fellini della straordinarietà della stessa, che aveva trasformato abilmente con la sua fantasia, così Carlo Riccardi, che ha vissuto quell’epoca ed ha ancora vivido nel cuore in tutti questi anni, il ricordo della sua Via Veneto, pur avendo assunto un ruolo importante nella “‘dolce vita”, non ha mai rivendicato e preteso il giusto riconoscimento, lasciando ai nostri cuori di decidere: credere a queste parole o palesare il dubbio, che anche in questo caso la fantasia abbia avuto il sopravvento? (Alberto De Marco)

Posted in Cronaca, Mostre - Spettacoli, Spazio aperto | Tagged: , , , | Leave a Comment »

Fellini: “spectacular obsessions” opening gala

Posted by fidest on Sunday, 19 June 2011

June 30th 2011 18:00 Gala reception Consulate General of Italy 136 Beverly St., Toronto 20:00 Concert tribute to Nino Rota starring Jane Bunnet TIFF Bell Lightbox 350 King St.West, Toronto 21:00 Private tour of the Exhibition 22:00 Movie Screening Roma Tickets $40 Tickets pickup: 1293 St. Claire Av. West, Toronto Info: 416 654 9600 or http://www.laltraitalia.org Organized by L’Altra Italia; the Congress of Italian–Canadians Toronto District; Consulate General of Italy. An extraordinary evening to celebrate the world of the great Italian director whose name has become synonymous with decadence, glamour and excess. The event will feature a reception, a concert of Jane Bunnet with a tribute to Nino Rota, the composer that gave the soundtracks to most of Fellini masterpieces, a private tour of the exhibition. The night will end with the screening of the movie Roma, a poetic, gaudy, impressionistic portrait of Rome through the eyes of the Maestro.

Posted in Estero, Mostre - Spettacoli | Tagged: , , , | Leave a Comment »

10 anni dalla scomparsa di Anthony Quinn

Posted by fidest on Thursday, 2 June 2011

Venerdì 3 a partire dalle 21.00 su MGM (Sky – Canale 320) Fisico imponente e lineamenti ruvidi ne hanno fatto uno dei caratteristi più amati dalle Major hollywoodiane, tanto da costruirsi una lunghissima carriera da oltre 300 film e da 2 premi Oscar®. Ma a lanciare davvero Anthony Quinn nel firmamento delle star internazionali è in realtà un italiano, il maestro Federico Fellini, che lo dirige nell’indimenticabile La strada, in cui interpreta lo zingaro Zampano accanto a Giulietta Masina. Se la vita artistica di Quinn è stata particolarmente prolifica e movimentata, non da meno lo è stata quella privata, con tre matrimoni e ben tredici figli avuti dai 24 agli 81 anni. Circondato da un’immensa famiglia, in cui l’attore era visto come una sorta di patriarca, nel 2001 si è spento all’età di ottantasei anni.
MGM (Sky – Canale 320), a dieci anni esatti dalla sua scomparsa, lo omaggia dedicandogli una serata di grande cinema che lo vede protagonista. In prima serata, Orchidea Nera, pellicola prodotta da Carlo Ponti e diretta da Martin Ritt, che vede Anthony Quinn al fianco della nostra diva internazionale Sophia Loren. A seguire è il protagonista, insieme ad Anthony Franciosa, dell’action movie ambientato ad Harlem Rubare alla mafia è un suicidio, tratto da un romanzo di Wally Ferris.
ore 21.00: Orchidea nera (Black Orchid) di Martin Ritt con Sophia Loren, Anthony Quinn, Mark Richman, Ina Balin (1958) ore 22.35: Rubare alla mafia è un suicidio (Across 110th Street) di Barry Shear con Yaphet Kotto, Anthony Quinn, Anthony Franciosa, Burt Young (1972) (Anthony Quinn)

Posted in Recensioni | Tagged: , , , | Leave a Comment »

Festival Permanente del Film Restaurato

Posted by fidest on Monday, 10 January 2011

Torino  11 Gennaio 2011, ore 20.45 – 12 Gennaio 2011, ore 16,00 Cinema Massimo, via Verdi, 18. Il Museo Nazionale del Cinema presenta il film Roma di Federico Fellini nella copia restaurata da Cineteca del Comune di Bologna, Museo Nazionale del Cinema e CSC – Cineteca Nazionale presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata. Il film è il primo appuntamento della nuova e ricca stagione di MAGNIFICHE VISIONI. Festival Permanente del Film Restaurato. Ingresso 5,50/4,00/3,00 euro. Omaggio del grande regista all’adorata Roma, scenario insostituibile dei suoi film più famosi, la pellicola è in parte autobiografica, in parte documentaria, immancabilmente visionaria ed onirica. Roma ci accompagna in un suggestivo viaggio nel quale sogno e realtà, finzione e verità si confondono, con quell’inafferrabile vivacità di cui Fellini è maestro indiscusso. Affresco di una Roma passionale, rumorosa, ingannevole, feroce, cinica e barocca, ma pur sempre misteriosa e indecifrabile, il film è tutto questo e molto di più.
Magnifiche visioni. Festival Permanente del Film Restaurato propone per quest’anno, a seguito del grande successo di pubblico e di critica, quattro appuntamenti mensili con i capolavori del cinema, dall’età d’oro del cinema classico, spaziando dal muto fino alle nouvelles vagues degli anni ’60 e oltre, in copie restaurate provenienti dalle più importanti cineteche del mondo. I film saranno presentati in versione originale con i sottotitoli in italiano, e ogni proiezione sarà introdotta – quando se ne presenterà l’occasione – da cineasti, critici o personalità del mondo della cultura e del cinema.
Il restauro digitale di Roma è stato realizzato a partire dai negativi originali appartenenti alla Titanus e conservati presso la Cineteca del Comune di Bologna. Al termine della proiezione verranno mostrati 17 minuti di sequenze tagliate in fase di montaggio.
Sc.: F. Fellini, Bernardino Zapponi; Fot.: Giuseppe Rotunno; Int.: F. Fellini, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi.
Il prossimo appuntamento con Magnifiche visioni. Festival Permanente del Film Restaurato è per martedì 18 gennaio 2011 alle ore 20.45 nella sala 3 del Cinema Massimo con la proiezione del film Cantanto sotto la pioggia di Stanley Donen e Gene Kelly, nella copia ristampata da Les Films du Paradoxe in occasione del Grand Lyon Film Festival – Lumière 2010. In replica mercoledì 19 gennaio alle ore 16.30.

Posted in Cronaca, Mostre - Spettacoli | Tagged: , , , | Leave a Comment »

Federico Fellini al lavoro

Posted by fidest on Saturday, 13 November 2010

Roma Viale Palmiro Togliatti, 2 Dal 16 novembre 2010 al 5 marzo 2011 Orario 11.00 – 19.30 Cinecittà due arte contemporanea  A 50 anni dalla nascita de La Dolce Vita, Roma rende omaggio a Federico Fellini con  due grandi mostre. La prima è stata inaugurata in occasione del Festival Internazionale del Film di Roma, la  seconda, sempre a cura della Cineteca di Bologna, inaugura il 16 di novembre presso lo spazio espositivo Cinecittàdue arte contemporanea.   Le immagini presentate in mostra ci raccontano e ci mostrano un Fellini segreto,  quello ripreso dagli scatti dei suoi fotografi sul set dei suoi film, luogo in cui il regista era padrone assoluto dello spazio creativo. Fellini è considerato uno dei più grandi artisti del cinema mondiale ed è stato il primo regista il cui nome è diventato un marchio più rilevante dei suoi stessi film: Fellini 8½, Fellini Satyricon, Fellini Roma, Il Casanova di Federico Fellini sono solo alcuni dei titoli in cui compare il suo nome.  La figura che lo rappresenta con il cappello e la sciarpa è diventata inconfondibile, ed ha definito i connotati dell’artista per eccellenza. Un artista che ha raccontato l’Italia dalla fine della seconda guerra mondiale al boom, anticipando un paese che ancora non esisteva, creando perfino delle parole che appartengono al linguaggio corrente: Vitelloni, Dolce Vita, Paparazzi, Amarcord…
Durante la sua carriera Fellini verrà nominato ventiquattro volte agli Oscar e ne riceverà otto: quattro Oscar per il miglior film straniero (La strada nel 1957, Le notti  di Cabiria nel 1958, 8 ½ nel 1964 e Amarcord nel 1975); tre Oscar per i migliori costumi (La dolce vita, costumi di Piero Gherardi, nel 1961, 8 ½, costumi di Piero  Gherardi, e Il Casanova di Federico Fellini, costumi di Danilo Donati, nel 1977) e un Oscar per premiare l’insieme della sua carriera nel 1993.  (A cura di: Gian Luca Farinelli – Cineteca di Bologna)

Posted in Cronaca, Mostre - Spettacoli, Roma | Tagged: , , , | Leave a Comment »

Ritratto di Eva Robbins a firma Novella Parigini

Posted by fidest on Saturday, 17 July 2010

Roma presso il Sexart Village è stata presentata per la prima volta l’opera inedita originale di Novella Parigini che rappresenta l’ambiguità dell’ermafrodita, dipinto dedicato alla sua amica Eva Robbins. Erano presenti Angelo Ciccio Nizzo, grande mattatore delle notti romane, la figlia della Parigini Benedetta. Ma anche l’ex Miss Italia  Elisabetta Viaggi, la Principessa Conny Caracciolo. Come ha detto Nizzo “per una serata afosa vale la pena vivere il sesso, come dire, solo in posa…”
Corredavano la serata i professori ed allievi dell’accademia delle belle arti di Roma che durante la serata, hanno dipinto tutto ciò che rappresenta la sensualità, la seduzione e l’erotismo, prendendo ispirazione dalle cubiste, le danzatrici del ventre e… dagli sguardi del pubblico. Una grande performance artistica che ha coinvolto 15 pittori tra professori e allievi dell’accademia di belle arti di Roma, che hanno lavorato tra il pubblico immortalando sulla tela tutto ciò che ispirava loro sensualità, seduzione, erotismo e tra le muse ispiratrici potresti esserci anche tu. Tra i professori dell’accademia Sandro Trotti il quale negli anni ottanta realizzò una mostra sull’erotismo con la presentazione di Moravia; Gian Paolo Berto  che 20 anni fa ha immortalato una cubista mentre si esibiva alla discoteca Gilda; infine Gerardo Lo Russo, attuale direttore dell’Accademia.
Quanto a Novella Parigini, è l’artista che creò la dolce vita, ispirando Federico Fellini e il celeberrimo film omonimo: personaggio trasgressivo, innovatore e soprattutto anticipatoe dei tempi. Dipinse negli anni ottanta l’attrice Eva Robbins, allora considerata ermafrodita, in tutta la sua naturale ambiguità: un nudo con seno e pene. Un dipinto considerato per anni troppo trasgressivo e, come tale. (nizzo, bellearti, eva robbins)

Posted in Cronaca, Mostre - Spettacoli, Roma | Tagged: , , , | Leave a Comment »

Ciak! visioni felliniane in scena

Posted by fidest on Thursday, 18 June 2009

felliniTorre Canavese (To)  a partire dal 20 giugno nel cuore del centro storico di Torre Canavese. Il piccolo comune nella provincia di Torino si trasformerà per l’occasione in un vero e proprio set, animando la sua “Viassa”, 150 metri di strada pedonale, attraverso la ricostruzione dell’universo cinematografico del maestro, in un cammino che permetterà di ripercorrere attraverso le immagini i suoi film cult. Ma non solo. Il 20 giugno la Galleria Datrino di Torre Canavese inaugurerà, in collaborazione con la Fondazione Fellini e la Galleria Diletta Vittoria, un “Omaggio a Fellini”: un percorso espositivo costituito da 34 bozzetti inediti – tra i quali anche due disegni provenienti dal celebre Libro dei Sogni – cinque sculture e l’unico busto per il quale il Maestro abbia mai posato, realizzati dall’artista bulgaro Gueorgui Tchapkanov. Fu Federico Fellini stesso a strappare due pagine del celebre diario sul quale appuntava le sue visioni oniriche per farne dono all’amico Rinaldo Geleng.  La mostra non si presenta solo come un insieme animato di personaggi immaginati dal Maestro, ma come un vero paesaggio scenografico composto di unità che richiamano ognuna le sue più celebri scene cinematografiche. Ma come mai Torre Canavese? Lo ha spiegato Marco Datrino, gallerista e mecenate tra i promotori dell’iniziativa.  E’ una storia mecenatesca questa. Una storia di quelle che difficilmente si sentono raccontare. E’ dal 1993 che Torre Canavese è meglio noto come paese d’arte, grazie a una serie di eventi che hanno catalizzato l’attenzione dei media portando qui migliaia di visitatori. Oltre ad Antonello Geleng e Marco Datrino, l’evento è stato realizzato grazie al forte volere di Enrico Todi, il presidente dell’Associazione Diletta Vittoria che, 15 anni fa, rese omaggio a Federico Fellini grazie ad una mostra voluta dal grande amico di sempre del regista Marcello Mastroianni all’interno di Arte Fiera a Bologna. http://www.omniarelations.com

Posted in Cronaca, Mostre - Spettacoli | Tagged: , , , | Leave a Comment »

 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 39 other followers