“Sono molto contento. Una condanna sarebbe stata scorretta. Ma soprattutto l’importante è che dopo 16 anni sia finito tutto”. David Mills, l’avvocato inglese, ex coimputato di Silvio Berlusconi, commenta con A Ciascuno Il Suo di Radio 24 il verdetto emesso nei confronti dell’ex premier. “La prescrizione non è il miglior risultato, ma è molto meglio di una condanna”. In un’intervista telefonica, Mills parla anche della diversa sorte giudiziaria per lui e per l’ex premier. “Io ho sempre ritenuto ingiusta anche la mia condanna, avrei preferito un’assoluzione sia per me che per Berlusconi, perché i documenti sono unanimini. Ma la prescrizione è una via di mezzo”. In Gran Bretagna, però, non esiste che un reato si estingua, no? “Vero, ma l’Italia è un Paese cattolico. O forse era. E quindi crede nel perdono. Ci sono tanti difetti nel sistema legale italiano, ma la prescrizione è un aspetto positivo”. Quanto alla storia del processo all’ ex premier, Mills dice che “è stato sacrificato. Perché lui è assolutamente innocente. Il suo coinvolgimento- dichiara Mills a Radio 24- è stato causato da un mio errore, e ho già più volte offerto le mie scuse”. L’avvocato inglese racconta inoltre a Radio 24 di essere stato “danneggiato dai processi” e raccontadi “essere diventato uno scrittore. Ora sono in pensione- dice”, specificando di non aver più ripreso i contatti con la Fininvest. (Chioda Maria Luisa)
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Mills a Radio 24:”Ex premier coinvolto per colpa mia”
Pubblicato da fidest su domenica, 26 febbraio 2012
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Ille fuit cui prodest!
Pubblicato da fidest su lunedì, 18 luglio 2011
Crac San Raffaele, suicida Mario Cal (Il Messaggero del 18 luglio 2011) Rosario Amico Roxas commenta: “ Quando il circuito di denaro diventa molto importante, ecco che ci scappa il morto; suicida…! Come accaduto per Calvi, per Sindona e tanti altri liquidati in fretta. Certamente doveva sapere che fine hanno fatto i 900 milioni di euro che mancano all’appello (una cifra che deve far riflettere per l’importo, largamente sufficiente –casualmente- a saldare il debito Fininvest per il lodo Mondadori, ma molto vicino alla cifra della prima condanna); essendone a conoscenza avrebbe potuto aiutare gli inquirenti a capire…. ora non aiuterà più nessuno. “Cal non era indagato, viene ribadito sia in procura, sia dal suo legale.” NON indagato ma “a conoscenza dei fatti”. ” Qualcuno avrebbe rimosso la pistola usata da Mario Cal mettendola in un sacchetto.” Mai sentito di un suicida che si premura, dopo essersi sparato, a riporre, ordinatamente, la pistola in una sacchetto. (Da Il giornale, art. della redazione: ” L’arma con cui l’uomo si è ucciso è stata spostata e infilata in un sacchetto da una persona che deve essere ancora identificata, probabilmente una delle prime ad entrare nella stanza. Per questo il pm di turno Maurizio Ascione ha disposto degli accertamenti per arrivare ad identificare chi, probabilmente in buonafede, ha spostato l’arma senza rendersi conto di aver inquinato la scena del suicidio”. …probabilmente in buonafede… excusatio non petita….. Davanti ad un morto suicida chi avrebbe avuto l’insensata reazione di inquinare il luogo del delitto? Ille fuit cui prodest ! (Rosario Amico Roxas)
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Ritirata norma salva Fininvest
Pubblicato da fidest su giovedì, 7 luglio 2011
“In merito al fatto che il presidente del Consiglio abbia fatto dietrofront sulla norma salva Fininvest, ideata per sospendere l’esecutività dei risarcimenti che avrebbe evitato all’azienda Berlusconi di versare alla Cir di De Benedetti 750 milioni di euro, inserita nella manovra finanziaria, è palesemente riscontrabile un nuovo agguato alla Giustizia”. Indignazione e disappunto traspaiono dalle parole di Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, sul declino dell’ultima trovata ad personam del Cavaliere. La norma cosiddetta pro-Fininvest, è stata ritirata con una breve nota dello stesso Berlusconi, che, nonostante la marcia indietro, ha tenuto a ribadire la legittimità del provvedimento, in quanto giusto e doveroso. “Che il premier sia stato costretto a ritirare la norma – osserva l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, testimonia non di certo la sua bontà e correttezza. E’ chiaro agli occhi di tutti gli italiani il principale obiettivo del presidente del Consiglio: tutelare i propri interessi. Di fronte ad un Paese in balìa del disastro economico, ad un tasso di disoccupazione impressionante, ad una Finanziaria che la fa pagare a pensionati e dipendenti statali, spero che il governo si renda conto della sua incompetenza e si dimetta. Io non so cosa sia giusto o meno – conclude Tortosa -, ma di certo vedere un capo di governo che pensa ad elaborare leggi ad personam, poiché preso esclusivamente dai suoi problemi, non ci fa dormire sonni tranquilli”.
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