Posts contrassegnato dai tag ‘francia’
Pubblicato da fidest su giovedì, 10 maggio 2012
Torino. Nel 1792, il canonico e viaggiatore Giuseppe De Conti tradusse in dialetto monferrino la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, adattandone il tono epico al dialetto popolare e ricorrendo alle ambientazioni e ai modi di dire tipicamente monferrini: cosicché oggi attraverso questa curiosa opera si può ricostruire scene della vita casalese di un tempo. La “Gerusalemme in monferrino” è una delle opere che sarà esposta nello stand della Provincia di Torino al Salone del libro, ospite negli spazi di Lingua Madre. Il volume fa parte di uno dei preziosi fondi della Biblioteca di storia e cultura del Piemonte Giuseppe Grosso, il Fondo Morselli: acquisito nel 2001 è costituito da una vastissima collezione di materiali in lingua piemontese, liriche, dizionari, almanacchi, testi teatrali raccolti da Erminio Morselli in oltre 20 anni. Si tratta di un migliaio di pezzi compositi (libri, manoscritti, dépliant, brochure, pezzi d’occasione) che coprono un arco temporale che va dal 1564 al 1930. Al Salone, insieme alla traduzione della Gerusalemme Liberata, saranno anche esposti Saggio sui dialetti Gallo-Italici,opera fondamentale e assai rara del veronese Benedetto Biondelli (1804-1886), autentico pioniere nel campo degli studi glottologici in Italia e Studi sulle lingue furbesche, dello stesso autore,che analizza la lingua furbesca, cioè quel gergo particolare di taluni mestieri (muratori, artigiani, calderai), allargata a quella dei monelli e malandrini, con dotti riferimenti ai vocabolari furbeschi di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Per saperne di più:
http://www.provincia.torino.gov.it/cultura/biblioteca_storica/fondo_morselli.htm
0.000000
0.000000
Pubblicato in: Cronaca, Recensioni | Contrassegnato da tag: fiera, francia, libro, Torquato Tasso | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su lunedì, 7 maggio 2012

François Hollande (Photo credit: Wikipedia)
Il vento europeo cambia direzione. E’ stata, non senza affanno, archiviata la politica duale “Francia-Germania” di rigore che gli osservatori politici hanno sintetizzato con una sola parola: “Merkozy”. La Grecia non è stata da meno sebbene si sia espressa in modo confuso nel chiuso delle cabine elettorali. Non possiamo dire che “tutto è cambiato per nulla cambiare” di memoria gattopardesca. Molti hanno ravvisato negli eventi francesi un segnale eloquente anche per gli elettori italiani. Mi ricorda a questo proposito la battuta di Cocteau: “gli italiani sono dei francesi esagerati”. Se fosse vero e ci sentissimo schiacciati come un sandwich tra la Francia di Francois Hollande e le destre e le sinistre estreme della Grecia tra i comunisti di Syniza e i neonazisti di Alba Dorata, dovremmo uscirne con la più classica delle trovate di un prestigiatore indicando una via nuova al Paese perché l’Italia non è né la Grecia né la Francia. Se noi volessimo nel giro di poche ore potremmo realizzare il pareggio di bilancio andando a riprenderci i 200 miliardi di evasione, i settanta miliardi di sprechi, i trenta miliardi ricavati da politiche virtuose i 50 miliardi depositati nei forzieri Svizzeri dagli evasori italiani. Il caso Italia non è come vorrebbero farci credere dipendente dalle pensioni e dagli stipendi elargiti con generosità che vanno falcidiate, ma dalle rendite milionarie degli speculatori, dei parassiti, dei sanguisuga che come le cavallette radono i campi di grano e rendono arida la terra che attraversano. Esistono in Italia due mondi sommersi che nessuno vuole far emergere. Il primo è il lavoro in nero di artigiani e professionisti che non rilasciano ricevute e arrivano sino a diventare evasori totali e il secondo è la mafia che ha conquistato vasti territori sotto il suo protettorato e si comporta da padrona dettando le sue regole dal pizzo all’omicidio, per i più recalcitranti. Per entrambi non si contrappone lo Stato perché esso latita, delega, disquisisce sul sesso degli angeli e fa della giustizia un oggetto risibile e innocuo per gli approfittatori concedendo loro anni di latitanza e alla fine li assolve per prescrizione. Questa è l’Italia che sta bene al 20% dei suoi abitanti perché vi lucrano l’80% delle sue risorse ma non sta di certo bene a quell’80% che deve accontentarsi del 20% delle risorse. E’ questa la differenza. E’ questa la posta in gioco. Il resto è fumus persecutionis. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
0.000000
0.000000
Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: elezioni, eventi, francia, paese | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012

CANNES (Photo credit: TOMOYOSHI)
Cannes (Francia) Vernissage su invito Lunedì 16 Aprile ore 18:30 dal 16 al 22 aprile 2012 Gare Maritime La Croisette Boulevard La Croisette. Il critico d’arte Sabrina Falzone presenterà dal 16 aprile 2012 i dieci migliori artisti selezionati per l’Italia al prestigioso evento del Salon International du Monde et de la Culture des Arts, meglio noto come M.C.A. di Cannes. Riveliamo i loro nomi: Maurizio Bono, Daniela Cappiello, Vito Carta, Achille De Tommaso, Jacqueline Domin, Carlo Franzoso, Fabrizio Pesci, Susanna Anna Redaelli, Giuseppe Tamponi e Valenberg. L’esposizione internazionale è patrocinata dal Comune di Cannes e si svolgerà alla presenza di personaggi illustri della cultura francese. Un evento da non perdere Ingresso libero http://www.galleriasabrinafalzone.com
0.000000
0.000000
Pubblicato in: Cronaca, Estero, Mostre - Spettacoli | Contrassegnato da tag: cannes, culture, francia, Salon.com | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su venerdì, 23 marzo 2012
Parigi, (PRNewswire) La piattaforma cloud di Turn per il marketing si è spostata per continuare a rafforzare il proprio team di vendite paneuropeo, con la nomina di Jean-Claude Muratore a Direttore delle vendite per Francia, Italia e Penisola Iberica.Muratore guiderà le operazioni regionali dal nuovo ufficio di Turn a Parigi, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza ai clienti locali, e si occuperà della promozione della suite di prodotti Turn, inclusi Turn Media Platform e Turn Audience Platform, destinate alle agenzie e ai trading desk in Francia, Italia e Penisola Iberica.Prima di arrivare a Turn, Muratore ha lavorato per più di dieci anni nel campo delle soluzioni SAAS di ottimizzazione aziendale online e di analitica Internet, specializzandosi nel mercato dell’Europa meridionale in ruoli di business development presso aziende quali WebTrends, Omniture e Adobe.
Jean-Claude Muratore, Direttore delle vendite di Turn per Francia, Italia e Penisola Iberica, ha dichiarato: “Negli Stati Uniti, Turn è una piattaforma cloud leader nel settore per il marketing e non vedo l’ora di promuovere Iberia queste straordinarie soluzioni in Francia, Italia e Penisola Iberica. L’Europa sta rapidamente recuperando terreno rispetto agli Stati Uniti nella fornitura di soluzioni basate sui dati e sono entusiasta per l’opportunità di educare il mercato e promuovere una forte presenza locale, al fine di servire meglio i nostri clienti”.Pierre Naggar, direttore generale di Turn per l’UE ha dichiarato: “Turn consente ai responsabili del marketing aziendale e alle rispettive agenzie di prendere decisioni migliori a livello di marketing, aiutandoli a gestire più efficientemente le proprie campagne pubblicitarie digitali crosscanale, con il coinvolgimento del pubblico digitale. Jean-Claude apporta un’enorme esperienza nel settore della tecnologia on-line e rappresenterà senza dubbio un’eccellente risorsa per Turn nell’ulteriore consolidamento del nostro portafoglio clienti europeo. Francia, Italia e Penisola Iberica sono mercati estremamente importanti per Turn e con la nomina di Jean-Claude disponiamo ora di un ambasciatore Turn altamente qualificato ed esperto per questo territorio in rapida evoluzione”.
Turn ha sviluppato le uniche piattaforme end-to-end integrate per la gestione dei dati e dei media nel settore della pubblicità digitale. Turn Audience Platform e Turn Media Platform sono attualmente utilizzate per gestire le campagne pubblicitarie digitali di oltre cinquanta marchi Fortune 200. L’infrastruttura globale di Turn, il software e l’analitica intuitiva, e l’ecosistema aperto per i partner, tutti disponibili in un ambiente integrato in tempo reale, rappresentano il futuro della pubblicità digitale. La sede centrale di Turn si trova nella Silicon Valley, in California, e la società possiede altri uffici ad Amsterdam, Charlotte, Chicago, Londra, Los Angeles, New York e San Francisco.
0.000000
0.000000
Pubblicato in: Economia, Estero | Contrassegnato da tag: digitale, francia, turn, WebTrends | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su martedì, 7 febbraio 2012
Anche in Francia si comincia a parlare di ricetta elettronica. E di sperimentazioni nelle quali coinvolgere farmacie e prescrittori. La cosa insolita (almeno a guardarla da qui) è però il fatto che da quella parte delle Alpi a mettere l’argomento sul tavolo non sono stati né il governo né qualche ministro dal piglio decisionista. No, a prendere per primo l’iniziativa è stato il Consiglio nazionale degli ordini sanitari: medici, odontoiatri, farmacisti, infermieri, ostetriche, podologi. In un dossier preliminare diffuso a fine gennaio, il Consiglio propone l’avvio in tempi rapidi di una sperimentazione che dovrebbe coinvolgere un centinaio di farmacie e altrettanti studi medici. I motivi? Come si legge nel rapporto, gli ordini ritengono che la prescrizione digitale sia «inevitabile». E poi, riduce il rischio d’errori, agevola la prescrizione per principio attivo, fa emergere i fenomeni di sovraconsumo, migliora la qualità delle ricette, ne agevola il recapito all’assistito, accresce lo scambio di informazioni e la collaborazione tra i professionisti della salute.
Ovviamente la proposta degli ordini si è subito guadagnata l’attenzione del ministero della Sanità francese, che ha promesso massima priorità al progetto. Aiuta in questo il fatto che in Francia i sanitari sono già provvisti di una “smart card” personale con microchip (come la carta dei servizi lombarda) e una analoga viene fornita agli assistiti dal sistema sanitario pubblico. Non a caso, l’idea di base dalla quale si dovrebbe partire parrebbe ricalcare proprio il Siss della Lombardia: il medico prescrive utilizzando la propria carta e quella del paziente, questi si reca nella farmacia che gli è più comoda e lì il farmacista, con la propria carta e quella del paziente, accede al server delle ricette. Già, un’altra cosa: aiuta anche il fatto che là la banda larga è molto più “larga” della nostra.(fonte farmacista33)
Pubblicato in: Estero, Medicina | Contrassegnato da tag: francia, medici, ricetta elettronica, richiesta | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su lunedì, 14 novembre 2011
Hilaire Belloc – Cantagalli – 2011 – pp. 368 – € 18,00 scontato 16,20 Nel 1901 Belloc decise di intraprendere un pellegrinaggio dalla Francia a Roma e il racconto di quell’esperienza si tradusse in queste pagine. La Via di Roma non e’ un libro su Roma, ma sul modo di arrivarci attraverso un’Europa che riflette Roma ad ogni passo; e’ la cronaca di un viaggio ricalcato sui ”cammini” dei viandanti del Medioevo, dei mercanti, dei predicatori. Il pellegrinaggio di Belloc verso
Roma non è solo un percorso metaforico, un’impresa dello spirito. È una strada reale, fatta di fatiche, pericoli, grandi silenzi, incontri, momenti di stupore e ostacoli da superare. Belloc lascia spesso la strada maestra e sceglie percorsi secondari, perché più interessanti, piacevoli e ricchi di imprevisti. Nel corso di questa impresa, Belloc riscopre la memoria del vecchio continente e il suo legame con Roma, tutto sembra ricordala ed evocarla, tutto conduce inevitabilmente alle sue porte. Nel grande quadro della storia universale che si dispiega di fronte ai suoi occhi, l’Europa rappresenta il cuore pulsante della cristianità.
Pubblicato in: Recensioni | Contrassegnato da tag: francia, mercato, pellegrinaggio, Roma | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su sabato, 11 giugno 2011

Image by Librería La Marabunta via Flickr
In queste settimane di incontri, c’è un argomento che spesso mi è stato chiesto: ma se abbiamo centrali per una potenza installata pari a circa 110 mila MW e una richiesta di punta (ovvero la massima richiesta durante l’anno dal Paese) intorno ai 55 mila MW perché mai importiamo energia elettrica dalla Francia? E molti sostenitori del nucleare mi hanno sempre ribattuto che è poco coerente dire no all’atomo in casa nostra e poi importare energia elettrica dall’estero prodotta in tal modo. Dunque riguardo a questa seconda critica, penso che se si voglia l’autarchia nella generazione elettrica lo si dica chiaro, personalmente la trovo ridicola in un mondo globalizzato dove gran parte della merce che consumiamo viene prodotta all’estero. Per coerenza dovremmo tornare a costruire computer in Italia, cellulari, televisori eccetera eccetera. Dovremmo riappropriarci delle emissioni climalteranti che non emettiamo più come Paese e facciamo emettere dai “paesi manifatturieri del mondo”, Cina in primis. Riguardo al primo punto, chi parla ignora che in Italia esiste un mercato elettrico, che ogni mattino alle ore nove si chiude quello chiamato “del giorno dopo” in cui viene determinato il PUN il prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso, quello stabilito questa mattina ad esempio è di 65,83 euro al MWh e in borsa sono stati “offerti” 535.574 MWh, cui si aggiungono alti 364.646 sulla piattaforma PCE (la piattaforma su cui si registrano i contratti bilaterali), in totale ne sono stati accettati 900.008, sono rimasti invenduti (e quindi domani non produrranno) 660.960 Mwh. Dall’estero sono arrivate offerte in borsa pari a 92.214 MWh (36.82 fuori borsa). Le offerte vengono accettate dal gestore del mercato Elettrico in ordine di convenienza sino a che l’offerta raggiunge la domanda prevista e viene stabilito il prezzo di equilibrio corrispondente al costo “marginale” dichiarato dall’ultimo impianto ammesso alla vendita; detto in altri termini, il prezzo di mercato è quello dell’offerta dell’impianto più costoso accettato in quell’ora. Non esiste nessuno che decide di importare dall’estero, è il sistema che permette che offerte “estere” se convenienti siano accettate, pertanto per prima cosa non importiamo corrente a “caro prezzo” ma al contrario perché risulta più convenienti in alcuni orari (la notte) della produzione nazionale e, secondo punto, se si vuole evitare di importare dall’estero non occorre costruire centrali atomiche, importeremmo comunque, occorre cambiare il sistema delle regole del mercato elettrico. Sono gradite proposte al riguardo. Ultima nota: non siamo un caso anomalo, anzi il futuro su cui tutti i gestori europei stanno puntando è quello di una maggiore integrazione; la tanto citata Francia esporta sì, ma importa pure e non lo fa negli orari “morti” in cui l’energia elettrica costa poco ma in quelli di punta perché la sua potenza atomica la rende vulnerabile nei momenti di picco della domanda (per la chiara scarsa flessibilità della generazione nucleare). Per non essere vago nel 2010 ha importato 37,1 miliardi di kWh (dato Rte.fr) 1,2 dal nostro Paese, poi da Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Svizzera e soprattutto dalla Germania (16,1 miliardi di kWh), il suo principale fornitore ed infatti la decisione tedesca di abbandonare il nucleare ha messo in allarme i gestori francesi che sanno di essere vulnerabili in particolare periodi come quello estivo quando in caso di forte aumento delle temperature, molti reattori (quelli costruiti lungo i fiumi) vanno spenti per indisponibilità di acqua (in questi giorni RFE ha segnalato che in caso di emergenza caldo questa estate la Francia dovrà importare la produzione equivalente a 8.000 MW di potenza installata). E visto che stiamo parlando di Francia e di acqua chiudiamo con una notizia che arriva da Bordeaux (Les Echos 10 giugno 2011), dove Lyonnaise des Eaux potrebbe perdere un suo storico contratto (è il suo principale) perché Vincent Feltesse, presidente della comunità urbana ha annunciato l’intenzione di passare ad una gestione pubblica dell’acqua. Il passaggio sarà graduale poiché sono in vigore due contratti distinti, il primo relativo alla depurazione che scade l’anno prossimo, il secondo relativo alla distribuzione, che scade nel 2012.(Roberto Meregalli Beati i costruttori di pace . Comitato Energia Felice)
Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: atomo, critica, francia, nucleare | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su venerdì, 20 maggio 2011
L’uscita dalla scena politica di Dominique Strauss-Kahn lancia François Hollande: è lui, secondo gli ultimi sondaggi, il nome preferito in vista delle primarie socialiste che designeranno il candidato per le presidenziali in Francia. Hollande incontra anche il favore dei bookmaker esteri: Paddy Power, come si legge su Agipronews, lo dà come vincente alle primarie a 1,57 e secondo le quote darà vita a un testa a testa serrato per l’Eliseo, visto che la sua elezione e quella di Sarkozy sono entrambe offerte a 2,50.
Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: bookmakers, elezione, francia, presidenziali | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su giovedì, 16 settembre 2010
Milano giovedì 16 settembre 2010 ore 18.30 Corso Magenta 63, (17 settembre – 12 novembre 2010) Palazzo delle Stelline Galleria del Centre culturel français de Milan si inaugura la mostra collettiva dal titolo Scavi, a cura di Simone Menegoi, che raccoglie circa una quindicina di opere fra sculture, installazioni e video di cinque artisti francesi: Hubert Duprat (1957), Toni Grand (1935-2005), Ariane Michel (1973), Gyan Panchal (1973), Evariste Richer (1969). L’esposizione costituisce il terzo appuntamento del progetto espositivo Una certa idea della Francia, ideato e promosso dal direttore del Centre Olivier Descotes, che nell’arco di due anni coinvolge artisti francesi e curatori italiani.
A prima vista, le opere dei cinque artisti invitati da Menegoi potrebbero sembrare una piccola collezione di reperti paleontologici, di manufatti preistorici, di curiosità naturali: fossili, grandi selci scolpite a forma di teste di animali, vetrine con
minerali e frammenti di mosaico. In realtà, si tratta di reperti fittizi o spuri, che denunciano subito la loro natura. Le grandi selci, ad esempio (Hubert Duprat, Les Bêtes, 1992-99), sono creazioni strettamente contemporanee, anche se per realizzarle sono state effettivamente utilizzate tecniche che risalgono al Paleolitico. Viene evocata l’idea di una archeologia di finzione, che fa rivivere tecniche arcaiche (Duprat, Toni Grand), trasforma le tracce del presente nelle testimonianze di una civiltà scomparsa (Gyan Panchal), innesca deliberati anacronismi (Evariste Richer). Il video che chiude l’esposizione (Ariane Michel, La cave, 2009) rovescia la prospettiva, accrescendo l’ambiguità dell’insieme: ciò che sembra a prima vista un’affascinante messa in scena è invece una situazione reale. Il luogo che vediamo emergere poco a poco dall’oscurità è l’insolito laboratorio di un paleontologo: una grotta in
Siberia dove l’uomo esamina e conserva reperti preistorici. Fra questi, la carcassa di un mammut ritrovato sepolto fra i ghiacci, di cui l’uomo sta scongelando pazientemente, con un semplice asciugacapelli, una ciocca di peli.
Infine, Scavi mette in scena un dialogo fra generazioni. A tre artisti nati intorno al 1970 (Ariane Michel, Gyan Panchal, Evariste Richer) vengono affiancati due maestri: Hubert Duprat, artista appartato e affascinante, e Toni Grand,
straordinario scultore legato al gruppo Supports/Surfaces, la cui opera è scarsamente conosciuta al di fuori del suo Paese. L’accostamento si giustifica grazie ad alcune affinità fra gli artisti a livello di intuizioni, di tematiche, di tecniche; lo scopo di metterli a confronto è quello di superare la visuale ristretta della tipica mostra di giovani artisti, cercando di evidenziare parentele e legami che superano le differenze generazionali.
La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Kaleidoscope, con un testo del curatore e apparati fotografici a colori. Al termine dell’intero ciclo espositivo sarà pubblicato un catalogo generale con un video di Anton Giulio Onofri.
Pubblicato in: Cronaca, Mostre - Spettacoli | Contrassegnato da tag: esposizione, francia, idea, sculture | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su giovedì, 8 luglio 2010
La Francia, nel quadro dei recenti accordi Ue sulla ripartizione dei rifugiati e sotto l’egida dell’UNHCR, ha aperto le porte a un centinaio di profughi bloccati da circa un anno nei centri di Malta. Un atteggiamento d’apertura provato anche dal fatto che negli ultimi anni la Francia registra il più alto numero di richieste d’asilo ricevute nell’Ue (42mila nel 2009) e il secondo più alto a livello mondiale subito dopo gli Stati Uniti (49mila). Una tendenza che si è accentuata soprattutto dal 2007 quando le domande d’asilo nell’Ue, dopo una flessione del 55% nel periodo 2001-2006, sono tornate a crescere. La Francia è il paese europeo che spende di più per l’accettazione dei richiedenti asilo in relazione al pil pro-capite: secondo i dati del Ministero francese dell’immigrazione, ogni mese vengono spesi tra i 10 e i 15 milioni di euro. “In assenza di armonizzazione europea, tutte queste disposizioni si rivoltano contro di noi”, ha affermato ieri il Ministro Eric Besson, che spera vedere quanto prima realizzata la promessa di una nuova politica d’asilo europea entro il 2012. I dati sopra citati sono rintracciabili nel dossier del forum refugies pubblicato oggi da West.
Pubblicato in: Estero, Welfare | Contrassegnato da tag: burden sharing, francia, immigrazione, tendenza | Lascia un commento »
Pubblicato da fidest su domenica, 25 aprile 2010
(Centro Maderna) Accueil familial (accoglienza familiare) è un modello di intervento sociale attivo in Francia, basato sulla stipulazione di un contratto tra la famiglia accogliente e la persona accolta. In base al contratto la persona accolta, anziano o disabile adulto, si trasferisce presso la famiglia, la quale a sua volta si impegna ad accudire l’anziano, ottenendo in cambio una remunerazione mensile. Questa soluzione, caratterizzata da un grado elevato di flessibilità, è stata oggetto sin dal 1986 di un’analisi condotta da una Commissione nazionale, su incarico del Segretario di Stato. Il rapporto emerso (Rapporto Braun, dal nome del presidente della Commissione) evidenziava la necessità di trovare soluzioni alternative ai problemi dell’assistenza alle persone anziane fragili, quali appunto l’accoglienza familiare. Il 10 luglio 1989 veniva così ap provata la legge 89-475, che riconosceva istituzionalmente l’accoglimento dell’anziano in famiglia. L’articolo entra nel dettaglio della legge francese e conclude con un’analisi delle possibilità di realizzare tale strumento a livello regionale in Italia. Cita anche l’esempio del servizio Affido Anziani del Comune di Milano, che differisce dal modello francese proprio nell’accoglienza. La famiglia infatti, non ospita l’anziano, ma lo accudisce al suo domicilio.
Pubblicato in: Estero, Welfare | Contrassegnato da tag: accoglienza familiare, anziano, fragili, francia | Lascia un commento »