Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 170

Posts Tagged ‘funzioni’

Nuova riforma pensioni

Posted by fidest on Sunday, 27 May 2012

Roma. Il consigliere comunale di Roma del Pdl Fabrizio Santori mi ha inviato un messaggio informandomi che ha indetto per il 28 maggio alle 16 presso la Sala Protomoteca del Campidoglio una giornata seminariale per trattare il sistema pensionistico anche alla luce del recente decreto “Salva Italia” varato dal governo Monti. Punto focale della discussione, mi pare di capire, sarà il ruolo assegnato agli istituti di patronato e “più in particolare alla luce del fatto che soprattutto l’Inpdap ha radicalmente cambiato le sue funzioni e la sua struttura utilizzando sempre di più il mezzo informatico e telematico e coinvolgendo i patronati nella sua fase di innovazione prevedendo la stampa e la rettifica delle posizioni previdenziali e la trasmissione telematica delle domande di pensione.”
Argomenti di sicuro interesse che, tuttavia, non alleviano il “vulnus” inferto dal Governo con la riforma delle pensioni e il conseguente blocco degli aggiornamenti delle pensioni al costo della vita e il conseguente aumento dell’addizionale irpef dei comuni che di fatto hanno ridotto le rendite di un buon 10% mentre rincara il carrello della spesa per oltre il 4%, le tariffe della luce e del gas per il 15% complessivo e l’Imu di fatto tende a ridurre del 50% le tredicesime dei pensionati e, per chi non ha casa di proprietà, si troverà a pagare un aumento delle locazioni in maniera sensibile.
In questo momento di crisi, per quanto depressi, i pensionati hanno dimostrato di avere un grande senso dello Stato ma quest’ultimo ha dimostrato di non voler ricambiare l’impegno che pure si è assunto solennemente all’atto del suo insediamento indicando le sue linee guida con “rigore, equità e crescita”.
Il segretario dell’Aduc Primo Mastrantoni ha, in proposito, ben reso il concetto scrivendo: “In questo Bel Paese, però, ognuno ha inzuppato il biscotto nel cappuccino delle proprie convenienze. Lo hanno fatto le imprese quando ricevevano contributi che a nulla servivano, lo ha fatto la classe politica che si è attribuita privilegi, lo ha fatto la burocrazia che si è ritagliata ruoli di discrezionalità divenuti vessazioni, lo hanno fatto le categorie professionali, chiusi nella torre corporativa a difesa dei propri interessi. Ognuno ha guardato al proprio “particulare” (come direbbe il Guicciardini), al tornaconto personale, spesso procedendo come un carro armato sui diritti degli altri. Non pensiamo che l’uomo sia buono di natura ma riteniamo che le regole una volta scritte vanno fatte rispettare”.
A questo punto mi pare che i pensionati alla fine si sono ritrovati ad essere “cornuti e mazziati”, come si dice a Napoli, mentre gli altri si trovano alla finestra a godersi lo spettacolo.
La circostanza mi ha spinto, a scrivere a Monti, che conosco bene, affinchè a tutti i detentori di un reddito da lavoro o di pensione almeno si riconoscessero alcune detrazioni fiscali come ad esempio per i figli o i nipoti a carico se disoccupati, per una quota forfettaria sulle spese alimentari, sul fitto delle abitazioni, sulle spese per servizi: idraulici, elettricisti, condominiali, ecc. Gli ho lasciato capire, anche se non ve ne era bisogno, che le pezze giustificative per talune detrazioni avrebbero permesso un controllo incrociato con le dichiarazioni dei redditi di chi avesse prestato dei servizi ai contribuenti. Da mesi attendo che quelle che sono diventate, nel frattempo, quindici lettere abbiano almeno una risposta. Allora mi sono rivolto, cogliendo al volo la nomina di due esponenti del Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo (l’on.le Lino Miserotti e il senatore Giacinto Boldrini, eletti nelle liste del Pdl, per essere da essi supportato in qualche modo. Ma dato il silenzio che è seguito, sin ad ora, lascio al giudizio di chi mi legge di trarne le dovute considerazioni.
Ora mi affido a Santori se non altro per farmi capire se il Pdl è il partito che dopo aver predicato bene continui a razzolare male o cerca di rinsavirsi. Non me ne voglia ma sono amareggiato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Libro: Kombinat

Posted by fidest on Saturday, 21 April 2012

The Skanderbeg square in downtown Tirana, Alba...

The Skanderbeg square in downtown Tirana, Albania, on the left it's the National Historic Museum, on the right it's the Tirana International Hotel (Photo credit: Wikipedia)

Con questa indagine si è voluto descrivere e analizzare gli aspetti sociali, culturali ed economici di un’area urbana di Tirana, Kombinat, mutata nell’ultimo ventennio nella sua composizione e funzione, da quartiere operaio a punto di arrivo di una significativa migrazione interna. I mutamenti sicuramente sono dovuti all’effetto della deindustrializzazione, ma anche alla accelerata mobilità sociale, economica e territoriale che ha investito l’Albania e che ha come conseguenza una visibile disorganizzazione sociale.
Si può ritenere che oggi il quartiere di Kombinat, nato come quartiere operaio modello, stia assumendo sempre di più l’aspetto (e la funzione) di area marginale di Tirana.
Kombinat sembra storicamente segnato da un destino che lo vuole luogo di richiamo e raccolta delle genti di Albania: così è stato sessant’anni fa, così è oggi. A Kombinat convivono i vecchi abitanti che avevano “vissuto” le fabbriche – la vecchia aristocrazia operaia –, i nuovi immigrati da varie parti dell’Albania, gli “sfortunati” provenienti da altre zone di Tirana: tanti gruppi convivono qui, che si tengono distinti pur non avendo conflitti visibili. In questo rapporto si è provato a descrivere chi sono e come vivono.
Ci si augura che le informazioni raccolte nella ricerca possano servire a un progetto di riqualificazione del quartiere, basato su una rete di servizi sociali e sanitari e di strutture e attività per le fasce deboli della popolazione (infanzia, anziani, donne, ecc.), che riannodi le connessioni con le altre aree della città.
Ma questa ricerca è anche un contributo a non dimenticare il passato e la storia, individuale e collettiva, per innovare le radici della propria identità. Per questo in gran parte è basata sul “ricordo”, non come rimpianto di un passato non riproponibile, ma come memoria di un quartiere simbolo, di una stagione albanese progettuale a nuove forme di convivenza civile. Ecco perché il libro è dedicato a tutti i “Kombinats”, tanto di ieri quanto di oggi. Oggetto della ricerca è il quartiere Kombinat, uno dei più grandi nella periferia di Tirana, nato fra la fine degli anni Quaranta e gli inizi degli anni Cinquanta in funzione della costruzione di un grande complesso industriale che accorpava più fabbriche, quasi tutte tessili, denominato Kombinat i Tekstileve Stalin (Kombinat dei tessili Stalin). Fu un’opera enorme, se si considera che l’Albania a quel tempo era prevalentemente agricola e pastorale, significativa dei programmi di industrializzazione avviati nel secondo dopoguerra.Autore: Luigi Za (a cura di) Collana: Entropie 35 Categoria: saggistica Pagine: 552 ISBN 978-88-497-0814-1 Prezzo: € 32,00 Besa editrice

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Il ruolo dell’istituto superiore di sanità

Posted by fidest on Tuesday, 17 May 2011

Roma, 18 maggio 2011 dalle ore 9.00 alle 14.00 presso la sede di Viale Regina Elena l’Assemblea Permanente del personale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) organizza un convegno dal titolo “Il ruolo dell’istituto superiore di sanità in un sistema sanitario federale”. Il convegno ha lo scopo di presentare proposte e discutere la missione dell’istituto nel quadro del nuovo Sistema Sanitario (si allega programma). L’ISS è un organo centrale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), caratterizzato da una forte unicità di funzioni e competenze nel campo della salute pubblica, avente carattere di ente autonomo e multidisciplinare. La sua missione è articolata in attività di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione degli operatori del SSN in un unicum che non ha uguali nel nostro paese. In Istituto operano circa 2500 unità, tra ricercatori, tecnici ed amministrativi, un quarto dei quali risulta ad oggi precario, con elevate competenze, impegnato in attività essenziali ed irrinunciabili del nostro ente. In considerazione della riorganizzazione in senso federalista della sanità italiana e della recente delega al governo (legge 183/2010) per il riordino dell’ISS, il personale dell’ente ha avviato un percorso di riflessione, con particolare attenzione alle opportunità di crescita e sviluppo dell’ente che questa nuova fase potrebbe offrire. A partire dall’analisi di alcune criticità inaspritesi nel tempo quali, la riduzione progressiva del finanziamento pubblico e l’elevata presenza di precari impegnati in attività essenziali, il personale ha formulato una proposta organica e condivisa, individuando forme e modalità di razionalizzazione e, al tempo stesso, ripensando alle sue funzioni ed al personale indispensabile per realizzarle. In estrema sintesi chiediamo che l’ente mantenga il suo carattere autonomo e multidisciplinare e si inserisca a pieno titolo nel nuovo quadro di federalismo regionale del Servizio Sanitario e inoltre che venga definita in maniera chiara la posizione dell’ente rispetto agli organismi internazionali.

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Omelia del nuovo vescovo di Torino

Posted by fidest on Monday, 22 November 2010

“Un invito ai cristiani a riappropriarsi del loro ruolo nella società e un rinnovato orgoglio della Chiesa torinese a svolgere la sua parte nella difficile realtà odierna”. Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta commenta l’omelia del nuovo arcivescovo di Torino mons. Nosiglia, al termine della funzione religiosa in Duomo alla quale hanno partecipato i vertici delle istituzioni.“Ho molto apprezzato le parole dell’arcivescovo Nosiglia nella sua omelia – dice Saitta – e nei prossimi giorni avrò il piacere di incontrarlo per presentargli la realtà del territorio dove comincia la sua esperienza come Pastore”.

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La giustizia secondo Berlusconi

Posted by fidest on Monday, 1 November 2010

“La Santelli è maestra di ovvietà e dimostra di ignorare il nostro ordinamento. In esso, infatti, pubblico ministero giudice sono nettamente distinti nelle funzioni”. E’ quanto dice in una nota Federico Palomba (IdV), vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera. “Quello che la collega sostiene – aggiunge Palomba – è finalizzato esclusivamente a sostenere il disegno della giustizia che ha in mente Berlusconi e che sicuramente non serve al Paese. Una giustizia che, attraverso la separazione delle carriere, ha come scopo ultimo quello di far sì che sia il potere politico a controllare il potere giudiziario. Come altro può definirsi una giustizia così, se non regime?”.

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Intercettazioni: Per Mazzuca (PdL), serve un Giurì

Posted by fidest on Wednesday, 14 July 2010

Giancarlo Mazzuca, deputato del PdL e Commissario della Vigilanza Rai, già direttore del Resto del carlino e del Quotidiano Nazionale, ha depositato un emendamento al disegno di legge del Ministro Alfano sulle intercettazioni telefoniche. “L’emendamento – sottolinea Mazzuca – è la conseguenza di una mia recente intervista ad un quotidiano, dove avevo parlato della necessità di istituire un Giurì che esprimesse un parere sulle questioni attinenti alla privacy in materia di intercettazioni. Per questo ho proposto che il Giurì trovi la sua naturale collocazione all’interno dell’Autorità  Garante per la privacy, ovviamente senza ulteriori oneri per il bilancio dello Stato”.
Il Comitato con funzioni di Giurì – si legge nell’emendamento -  è composto da 7 membri, dei quali due nominati dal Garante di cui uno con funzioni di Presidente, uno nominato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di norma il presidente del Comitato per l’applicazione del Codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive istituito presso la medesima Autorità,  uno nominato tra i magistrati di corte di appello con funzioni di Vice Presidente, uno nominato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, di norma il suo Presidente, 2 nominati dal Garante su indicazione delle associazioni di categoria dei giornalisti e degli editori, maggiormente rappresentative a livello nazionale. Il Comitato dura in carica cinque anni non prorogabili. I componenti del Comitato, scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza, a pena di decadenza, non possono esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di consulenza nel settore di competenza del medesimo Comitato né ricoprire incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici o in associazioni e fondazioni ad essi direttamente o indirettamente riconducibili. L’organizzazione del Comitato, il suo funzionamento, nonché le procedure e i termini per l’espletamento dei compiti e delle funzioni istituzionali ad esso assegnati, sono disciplinati da un apposito regolamento, adottato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge con provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali, d’intesa con il Ministro della Giustizia, il Ministro dello Sviluppo Economico e il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, su proposta del Comitato stesso e sentite le associazioni sindacali di categoria e le associazioni dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale. (On . Giancarlo Mazzuca)

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Il Ddl lavoro è stato approvato alla Camera

Posted by fidest on Friday, 30 April 2010

E’ un provvedimento che stravolge la certezza del diritto” lo ha dichiarato l’on. Giovanni Paladini, capogruppo IDV in Commissione Lavoro alla Camera, durante le dichiarazioni di voto finali in Aula. “Sono molti i punti controversi di questo provvedimento, a cominciare dall’introduzione dell’arbitrato obbligatorio, ammantato da volontario. Il breve spostamento temporale non fa venire meno il dubbio che il lavoratore si trovi in una situazione di debolezza, in particolare in tutte le ipotesi di contratti non a tempo indeterminato” ha spiegato Paladini. “Altro punto critico è il ruolo che viene attribuito alle commissioni di certificazione, i cui compiti vengono accresciuti a dismisura, arrivando a sostituirsi addirittura ai magistrati e alle commissioni provinciali del lavoro. A questa moltiplicazione di compiti e funzioni, non corrisponde, di contro, una verifica sulla loro consistenza e capacità organizzativa e sulle attività che effettivamente sono state svolte fino ad oggi” ha aggiunto il capogruppo di IDV in Commissione Lavoro alla Camera. “Permane, nonostante i giusti rilievi del presidente della Repubblica Napolitano, la volontà del Governo e della maggioranza di deregolamentare la materia del lavoro, limitando la possibilità che il lavoratore si rivolga al giudice, nonostante siano diritti costituzionalmente garantiti o indisponibili. Per queste ragioni, Italia dei Valori ha votato contro un provvedimento ingiusto che stravolge la certezza del diritto, già messa a serio rischio in questo Paese” ha concluso l’on. Paladini

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Ordine dei giornalisti: Abolirlo

Posted by fidest on Wednesday, 17 March 2010

Riceviamo e pubblichiamo: “L’Ordine dei giornalisti ha sospeso per due mesi Claudio Brachino, direttore responsabile di Videonews, in relazione al servizio trasmesso sul magistrato Raimondo Mesiano. Quel video, frutto di un vero e proprio pedinamento del magistrato responsabile di una decisione sfavorevole al proprietario dell’emittente Silvio Berlusconi, era un goffo e quasi comico esercizio di ritorsione mediatica. Il dibattito politico che si sta sviluppando intorno alla decisione dell’Ordine sembra disquisire solo sulla sanzione. Un dibattito sterile e inutile, perché l’Ordine dei giornalisti esercita le funzioni dettate dalla legge. Difficile stupirsi quando poi punisce qualche giornalista, magari della propria parte politica. La domanda che invece si dovrebbero porre politici, e soprattutto giornalisti, è sulla opportunità che debba esistere un Ordine dei giornalisti. Grazie alla legge corporativa che ha istituito l’Ordine, ci ritroviamo una altrettanta corporazione che emette verdetti e sanzioni in merito alla qualità dell’informazione prodotta dai suoi accorpati. Un ruolo pericoloso che, in una democrazia che vorrebbe garantire il diritto costituzionale alla libertà di espressione, dovrebbe essere lasciato esclusivamente in mano ai singoli lettori e spettatori. Se quel giornalista ha realizzato un servizio di infima qualità o addirittura maliziosamente strumentale, il telespettatore perderà ogni rispetto verso di lui e cambierà canale. Se poi quel giornalista ha commesso qualche illegalità, saranno le autorità amministrative o giudiziarie a farsene carico. Davvero la corporazione, ovvero una “categoria professionale caratterizzata da una forte difesa dei propri interessi anche in contrasto con quelli della collettività” (definizione del Dizionario della Lingua Italiana Dabatini Coletti), é uno strumento utile a difendere la libertà di espressione di tutti quei cittadini, iscritti o meno all’Ordine, che vogliono esercitare il loro sacrosanto diritto di informazione? Noi riteniamo che non solo non sia utile, ma dannoso”. (Pietro Yates Moretti, vice-presidente Aduc)

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Ufficio stampa del Consiglio Regionale Toscana

Posted by fidest on Tuesday, 10 November 2009

“Non vorrei che il concorso in fase pre-elettorale, per capiservizio e vicedirettore dell’Agenzia di Informazione del Consiglio Regionale della Toscana, servisse a saggiare il terreno per un manovra partitica destinata ad un’infornata in ruolo di tutto il personale esterno che oggi presta servizio negli uffici dei gruppi politici. Di fronte alle palesi violazioni di legge presenti nel bando del concorso per i giornalisti, chiederò sia un intervento ispettivo del ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, sia uno stop alle forze del centrosinistra su questi che sembrano tentativi di lottizzazione”. L’allarme sulla mancata trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione toscana è stato lanciato da Fabio Evangelisti, vicecapogruppo di Italia dei Valori alla Camera dei Deputati, con un’interrogazione in cui denuncia l’intenzione di creare in Consiglio regionale ben 4 posti di caposervizio, di cui uno per vicedirettore dell’ufficio stampa, affidando funzioni dirigenziali a personale senza laurea e con un’esperienza di soli 6 mesi in una qualifica inferiore. “In un colpo solo si violano così l’articolo 97 della Costituzione italiana, l’articolo 53 dello Statuto della Regione Toscana, l’articolo 4 della la legge regionale 43/2006 che ha costituito le Agenzie di informazione e gli articoli 2, 35 e 36 del regolamento interno del Consiglio regionale. Anche la Federazione Nazionale della Stampa Italiana –ha ricordato Evangelisti- ha denunciato la totale assenza di confronto sulla decisione di modificare la pianta organica e sui criteri di selezione del personale. Una decisione che si basa su un progetto di riorganizzazione cosiddetto ‘strategico’ dell’Agenzia di Informazione, guarda caso  proposto alla vigilia delle elezioni che scioglieranno l’Assemblea regionale. Ma questo è anche un progetto fantasma, visto che non è allegato alla delibera e che né i sindacati hanno mai avuto in copia nonostante il diritto loro consentito da norme e contratti, né gli stessi giornalisti interni hanno mai potuto visionare”.

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Per Roma capitale

Posted by fidest on Sunday, 25 October 2009

“Il 29 aprile scorso, con l’approvazione da parte del Parlamento del disegno di legge sul federalismo fiscale, che all’articolo 24 prevede la disciplina di Roma capitale, Roma rientra finalmente in possesso del suo rango di grande capitale europea al pari di altre che già godono di uno speciale ordinamento in ordine alla complessità di funzioni e di ruolo che svolgono”. A parlare il Vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo, componente della Consulta per Roma Capitale, il neo organismo presentato ieri in una conferenza stampa a Montecitorio. “Il ruolo della consulta è strategico per riuscire ad approvare al più presto i decreti delegati al Governo. Solo così Roma avrà i poteri che le spettano – sottolinea Cutrufo.  “I tanti progetti in cantiere di una Capitale che voglia mettersi al paro con le altre non solo dal punto di vista formale, passano da lì. Per questo è necessaria collaborazione ed una forte solidarietà tra i parlamentari romani perché i decreti delegati al Governo diventino attuativi prima della scadenza delle elezioni regionali”.

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Notifica multe violazione Cds

Posted by fidest on Thursday, 15 October 2009

Una recente sentenza del giudice di pace di Firenze sulla notifica di una multa al codice della strada, potrebbe aver riaperto le speranze di una certezza del diritto? Purtroppo no, ma viene solo confermato il caos che impera nel settore. Vediamo i particolari. Il Giudice di pace di Firenze ha ritenuto illegittima una multa notificata da una agenzia privata. Rifacendosi ad una sentenza del Tar Toscana: che aveva sancito la legittimità del sistema di affidamento delle notifiche a società private, purchè i soggetti che si occupano fisicamente delle notifiche siano investiti dal Comune delle funzioni pubbliche di “messo notificatore. Tra l’altro, anche una sentenza di Cassazione  aveva ritenuto come inesistenti le notifiche fatte da agenzie private concessionarie del servizio postale. Il Tar aveva solo meglio specificato lasciando una certa apertura. Ma il ministero dell’Interno ha emesso un parere con cui ha fatto sapere che l’invio postale delegato a societa’ private non confligge con il codice della strada e il relativo regolamento (4). In teoria, quindi, il parere del ministero, anche perche’ in data successiva (2008) alla sentenze di Tar e   Cassazione (2008) avrebbe dovuto far piazza pulita e messo la parola fine alla questione. In teoria!! Perche’ in pratica si tratta “solo” di sentenze e pareri che, per quanto autorevoli, restano tali e non sono legge, che e’ l’unico riferimento che i cittadini hanno per sapere se hanno ragione o torto su qualcosa e per i giudici per emettere le loro sentenze. E se la legge oggi appare vaga, probabilmente non lo era nel 1982 quando fu fatta e l’abitudine di avvalersi di agenzie private esterne per le notifiche era un fenomeno  piu’ limitato di ora. Ma i tempi cambiano, le esigenze e i metodi altrettanto e, siccome le leggi non cambiano, ecco che in soccorso arriva la giurisprudenza e i pareri. Risultato. Cosa deve fare un cittadino che si vede recapitare una multa da parte di un’agenzia privata e non dalle Poste Italiane o dai messi dell’autorita’ che ha accertato l’infrazione? Stante la situazione deve tirare una monetina in aria e decidere se tentare la sorte!! Col rischio di vedersi gli importi delle multe raddoppiati in caso di non accoglimento del ricorso o, in caso di accoglimento, vedersi il Comune che fa ricorso perche’ anch’esso spera che i giudici d’Appello seguano una interpretazione piuttosto che un’altra. Viva la certezza del diritto. Continuiamo a farci male? (fonte Aduc)

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L’Italia deve essere più competitiva

Posted by fidest on Tuesday, 13 October 2009

La domanda che oggi è al centro del dibattito politico si focalizza su come si possa gestire il dopo crisi che sembra essere già cominciato. Anche Trichet a precisa domanda su come l’economia italiana possa uscire dalla crisi ha indicato nel recupero di competitività la strada obbligata. Non v’è dubbio allora che la funzione della logistica torni in modo prepotente alla ribalta. Il Governo italiano deve ripartire da alcune scelte ineluttabili, affrontando temi che vedono, soprattutto in una fase nella quale l’infrastrutturazione del Paese e’ ancora da completare, la logistica come l’elemento per favorire quel recupero di competitività, chiave di volta anche secondo Trichet, e per un deciso miglioramento della nostra economia. Tutte le proposte avanzate nel tempo da Conftrasporto diventano dunque di attualità:  il coordinamento della politica dei trasporti, della logistica e della sicurezza da affidare alla Presidenza del Consiglio;  la difesa in sede comunitaria della specificità del caso Italia penalizzata nel poter raggiungere i mercati europei per la necessità dell’attraversamento dell’arco alpino; la definizione di un piano per l’accesso alle città di persone e merci, emergenza dei prossimi dieci anni; potenziamento dei porti del mezzogiorno per una  gestione logistica di accoglienza per le merci provenienti dal Far est e per le nuove opportunità che dal continente africano emergeranno. La strada che intraprese il secondo e terzo governo Berlusconi e’ da riprendere e rilanciare. Questa la richiesta che Conftrasporto rilancia con determinazione al presidente del Consiglio.

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Alzheimer: scoperti tre nuovi geni

Posted by fidest on Sunday, 13 September 2009

Firenze. Due squadre di scienziati europei hanno scoperto tre mutazioni genetiche che potrebbero contribuire all’insorgenza della malattia di Alzheimer: i tre geni, che dovrebbero proteggere il cervello da eventuali danni e assicurare le funzioni dei neuroni, risultano infatti «indeboliti» nella maggior parte dei pazienti colpiti da questo male. Si tratta del più vasto studio finora realizzato su questa malattia e della prima volta, in 15 anni, che viene scoperta un’associazione tra geni e Alzheimer.  La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature Genetics. Uno dei due team, guidato da Julie Williams dell’università gallese di Cardiff, ha esaminato i genomi di circa 19mila pazienti scoprendo due varianti che statisticamente hanno dimostrato una significativa associazione con la malattia. Anche il secondo studio, condotto dal team di Philippe Amouyel dell’università di Lille, in Francia, ha scoperto due varianti una delle quali è la stessa di quella scoperta dal gruppo di Cardiff. Il fatto che due diversi studi, scrive il New York Times, concordino su almeno un gene è un importante passo avanti nella cura della malattia. All’interno del team coordinato da Philippe Amouyel, dell’Institut Pasteur de Lille (Francia), un ruolo di rilievo è stato svolto da alcuni neuroscienziati italiani, fra i quali Benedetta Nacmias, ricercatore in Neurologia alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Firenze e Sandro Sorbi, ordinario di Neurologia alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Firenze  Finora oltre 550 geni sono stati proposti da studi condotti su scale molto più ridotte ma nessuno ha dimostrato di essere la causa dell’Alzheimer a eccezione del gene APOE4, l’unico che finora ha dimostrato di aumentare le possibilità di contrarre la malattia. «Se riuscissimo a rimuovere gli effetti di questi geni, potremmo ridurre del 20% circa il numero di coloro che soffrono di Alzheimer», ha detto Williams. Secondo gli scienziati i geni contribuiscono per l’80% allo sviluppo della malattia, il resto dipende da stile dio vita e fattori ambientali.http://www.corriere.it/salute/09_settembre _07/alzheimer_scoperti _tre_geni _983c2918-9b8c-11de-88f0-00144f02aabc.shtmlsr

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Il “doppio” giuramento di Bossi

Posted by fidest on Sunday, 16 August 2009

Riprendiamo una nota di Franco Abruzzo dal sito del giornalismo italiano riguardo le esternazione di un ministro della Repubblica italiana riguardo la sua fedeltà alle istituzione del paese che, guarda caso, oltre ad essere il nostro è anche il suo. Scrive in proposito Abruzzo: “Anche Umberto Bossi nell’assumere le funzioni di ministro ha giurato nelle mani di Napolitano: ”Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. Era l’8 maggio 2008. Il ministro oggi soffre forse di amnesia galoppante? Le minoranze linguistiche sono tutelate dall’articolo 6 della Costituzione e dalla legge quadro 15/12/1999 n. 482. Bossi, per favore, prima di parlare, studia…..e chiedi consigli all’avvocato Roberto Maroni, che, come responsabile dell’Interno, conosce benissimo i problemi delle tante minoranze linguistiche”. L’articolo sulle minoranze linguistiche della costituzione non lascia dubbi: “impegna solennemente “la Repubblica a tutelare con apposite norme le minoranze linguistiche”. La norme specifiche sono contenute nella legge quadro 15 dicembre 1999 n. 482 emanata “in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”. Questa legge afferma tre principi: A) La lingua ufficiale della Repubblica è l’italiano; B) La Repubblica, che valorizza il patrimonio linguistico e culturale della lingua italiana, promuove altresì la valorizzazione delle lingue e delle culture tutelate dalla presente legge; C) In attuazione dell’articolo 6 della Costituzione e in armonia con i princìpi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo”. Le Regioni conseguentemente hanno proceduto all’approvazione di singole leggi in difesa delle minoranze linguistiche storiche. L’elenco delle popolazioni tutelate sul piano linguistico mira ad escludere sia i nomadi sia gli immigrati sia coloro che parlano meri “dialetti” e più in generale le “nuove minoranze”. (Fonte: http://www.francoabruzzo.it)

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Sicurezza e la demagogia di La Russa

Posted by fidest on Thursday, 6 August 2009

“Ci mancherebbe altro che il Ministro La Russa obbligasse i cittadini a fare le ronde!” – Lo afferma Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM) – “L’attuazione delle ronde rappresenterà solo un altro problema per Forze di polizia che si ritroveranno a dovergli fare da balia come lo fanno adesso ai militari impiegati nelle città. Anzichè provvedere a unificare le Forze di polizia e smilitarizzare la Guardia di Finanza – prosegue Comellini – in modo da evitare la duplicazione delle funzioni e razionalizzare le risorse umane ed economiche da destinare  alla sicurezza dei cittadini questi ministri sembrano voler continuare a giocare a Risiko ma senza un preciso obiettivo. Mentre loro creano situazioni imbarazzanti per tutti gli italiani, mortificando poliziotti e militari, – conclude Comellini – noi abbiamo presentato, tramite l’On. Maurizio Turco un progetto di legge (n. 2639) che prevede la modifica all’articolo 6 della legge 1° aprile 1981, n. 121, concernente la dotazione di personale del Dipartimento della pubblica sicurezza, e delega al Governo in materia di ridefinizione della dipendenza gerarchica e delle funzioni dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza.”

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