Nel 2010, il Parlamento aveva proposto a Commissione e Consiglio di creare una “garanzia europea per i giovani”, sulla base di progetti già esistenti in alcuni Stati membri come l’Austria, per offrire ai giovani il diritto a un lavoro, un apprendistato o una combinazione dei due, dopo 4 mesi di disoccupazione.Nella risoluzione, i deputati si compiacciono della decisione della Commissione di dare seguito alla loro proposta e di presentare al Consiglio un piano sulle garanzie per i giovani entro la fine del 2012. L’Aula chiede pertanto ai governi nazionali di adottare la proposta entro la fine del 2012.
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Una garanzia per i giovani
Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012
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Rom e controlli sanitari
Pubblicato da fidest su venerdì, 20 maggio 2011
Roma. “Ho inviato un esposto ai presidenti delle commissioni sanitaria, sicurezza e scuola di Roma Capitale, per chiedere loro che vengano effettuati dei controlli sanitari nei campi rom, in particolare ai bambini che frequentano la scuola. Chi vive in condizioni igienico sanitarie improponibili e non fa nulla per rimediarvi, chi mette tutti i giorni le mani nei nostri rifiuti, chi tratta, manipola o surriscalda metalli arrugginiti o chi inala i fumi della combustione di materiali plastici o di sostanze tossiche, prima di varcare i cancelli di una scuola deve dare garanzie di salubrità, sottoponendosi a quei test di ordinaria amministrazione che noi tutti facciamo per prevenire o curare le malattie”. Lo dichiara in una nota Marco Giudici, consigliere del Municipio XVI del Popolo della Libertà. “Mi sono state messe in bocca parole che non ho detto e sono stato anche accusato di avere dei pregiudizi – prosegue la nota – ma questa tiritera non regge. Infatti, non ho mai affermato che i nomadi hanno trasmesso malattie e, avendo chiesto un controllo sanitario per i bambini rom, credo di aver fatto solo il bene per loro, interpretando un concetto sancito della costituzione come interesse della collettività. Sto ricevendo decine mail da tutta Roma a supporto della mia richiesta, da parte dei genitori esasperati da questa situazione. Mi stanno anche segnalando che è un fenomeno diffuso che i bambini rom si presentino a scuola dopo oltre cinque giorni di assenza sporchi, maleodoranti e senza il certificato medico. Senza pulizia non c’è rispetto e senza rispetto non può esservi integrazione. Mi chiedo quindi: quale sarebbe la mansione delle associazioni vicine ai rom, se non riescono a garantire neanche che i bambini siano puliti e accompagnati da un certificato? Mi chiedo ancora: chi può dire che un bambino rom che si presenta a scuola con i capelli sporchi abbia i pidocchi? chi può negarlo? E se li avessero, chi li curerebbe? Più che assistenti mi sembrano dei parassiti. La gente è stufa. Ben vengano quindi i soldi spesi per i controlli sanitari, quelli sì che sarebbero spesi bene e a favore dell’integrazione – conclude Giudici – non quelli dati alle associazioni”.
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Appello al parlamento
Pubblicato da fidest su venerdì, 8 aprile 2011
Il consiglio centrale di rappresentanza (co.ce.r.), riunito in seduta plenaria con i consigli intermedi di rappresentanza (co.i.r.), nel prendere atto del contenuto del decreto legge n. 27/2011 recante misure urgenti in materia di trattamento economico del personale delle ff.aa. e ff.pp., sensibilizza il parlamento ad una attenta analisi sul contenuto del citato decreto rispetto alle direttive già impartite dall’organo legislativo con gli ordini del giorno a garanzia della dinamica retributiva del personale militare, formulati nel mese di luglio u.s. nel corso della discussione parlamentare per la conversione in legge del d.l. 78/2010, contenente misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. Nel merito si fa osservare che negli ultimi tempi si è assistito al varo di provvedimenti quali l’istituzione della “mini naja”, delle “ronde armate”, la costituzione dell’agenzia difesa spa ed altre proposte legislative con carattere estemporaneo e talvolta folcloristico, che comportano spese per decine di milioni di euro. Tutto ciò a fronte di pesantissimi tagli ai comparti difesa e sicurezza che annullano istituti economici propri di vitali strutture dello stato che vedono così gravemente compromesse le loro capacità di assolvere i propri compiti di istituto. Il prelievo forzoso di oltre 700 mln. di euro destinati al riordino e riallineamento delle carriere non è stato inoltre dazio sufficiente a placare gli appetiti del tesoro. Infatti si va oltre. si spostano difatti assegnazioni di bilancio già allocate negli anni passati per il personale del comparto sicurezza-difesa spacciandole come elargizioni ex-novo di questo governo. Da un lato ci si appropria così di risorse per ristorare, comunque in maniera non esaustiva, i tagli prodotti dallalegge di stabilizzazione, dall’altro si affossa definitivamente la legittima e sentitissima aspirazione al riordino delle carriere quale riconoscimento di un già avanzato percorso di professionalizzazione. questa rappresentanza militare chiede che vengano prese in seria considerazione tutte le possibilità utili a rivedere spese e riduzioni finanziarie in un contesto generale e più equo che non penalizzi il personale oltre misura, anche perché la stessa legge di stabilizzazione fornisce gli strumenti giuridici per procedere attraverso rimodulazioni di bilancio, al raggiungimento dei medesimi obiettivi. I rappresentanti del Cocer aeronautica chiedono, quindi, che in sede di conversione del citato decreto legge n.27/2011, il parlamento conformi il contenuto dell’atto governativo alla volontà sovrana precedentemente espressa dal legislatore in sede di approvazione degli ordini del giorno relativi all’argomento in questione.
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Il referendum spazzerà via il nucleare
Pubblicato da fidest su sabato, 26 marzo 2011
“La moratoria sul nucleare approvata oggi dal Consiglio dei Ministri è considerata da Greenpeace una foglia di fico con la quale l’esecutivo tenta di confondere le acque per dare a intendere ai cittadini che del referendum di giugno non c’è più bisogno. “Il voto popolare del referendum segnerà la definitiva sconfitta dei piani di ritorno al nucleare in Italia e sanzionerà la sciatteria di questo esecutivo, che si muove più come un piazzista dell’atomo che come un’istituzione a garanzia e tutela della salute e del benessere del paese” sostiene Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace Italia. E’ ormai appurato come l’opinione pubblica italiana sia fermamente contraria al nucleare. Secondo Greenpeace, il governo ha svolto per mesi un’azione di disinformazione nei confronti della cittadinanza; e ha colpito duramente il settore delle energie rinnovabili, per assecondare gli indirizzi di Enel e arricchire l’industria nucleare francese. “La tragedia di Fukushima – prosegue Barbera – li ha colti sul fatto: e ora che tutte le Regioni hanno espresso la loro contrarietà a ospitare nuove centrali, l’esecutivo non sa più dove andare a parare. Smettano pure d’arretrare confusamente dai loro piani: sarà il referendum a chiarire per sempre che l’Italia dice “no al nucleare” e che governo e lobby nucleari possono riporre definitivamente i loro insani progetti”.
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Prezzo dei libri
Pubblicato da fidest su venerdì, 4 marzo 2011
Intervento dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali: “Con una legge all’esame oggi dell’aula si interviene nuovamente sulla disciplina del prezzo dei libri alzando dall’attuale 15% al 20 il tetto massimo degli sconti. Se c’era necessita’ di una norma che rivedesse la legge attualmente in vigore del 2001 doveva seguire il principio principio della garanzia della liberta’ di concorrenza contenuto nelle liberalizzazioni del 2006 di Bersani. Con questo ddl invece non solo si pone il tetto massimo di sconto al 20%, ma si pone anche limiti temporali agli sconti che non possono durare piu’ di un mese e mai a dicembre. I nostri emendamenti intervengono nella direzione auspicata dall’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha evidenziato come “l’intervento pubblico volto a conseguire un più efficiente funzionamento del mercato è giustificato quando i risultati dell’interazione concorrenziale sono carenti rispetto al raggiungimento di specifici obiettivi di interesse generale. In particolare, la regolamentazione si giustifica quando i benefici che da essa possono derivare sono superiori ai costi che essa impone”. L’Autorità ha rilevato che, oltre alle restrizioni all’accesso, persistono diffusi vincoli regolamentari al comportamento degli operatori, come, ad esempio, il prezzo dei libri, e ha sottolineato che le disposizioni che limitano le possibilità di sconto delle librerie, apparentemente finalizzate alla protezione delle piccole librerie dalla concorrenza delle grandi, danneggiano i consumatori e impediscono l’introduzione di servizi innovativi che il mercato deve essere lasciato libero di promuovere. Pertanto, l’Autorità ha auspicato l’eliminazione di tutte le norme che prevedono prezzi minimi di vendita di beni e servizi, incluse quelle che introducono un tetto allo sconto dei libri. Con il primo emendamento si suggerisce la “liberalizzazione del prezzo dei libri”, ossia gli editori scelgono i prezzi, e i rivenditori sceglieranno tutti gli sconti che vogliono. Con il secondo facciamo opera di riduzionedel danno e quindi lasciamo la liberta’ di decidere quando realizzare le campagne promozionali, perche’ vietarle a dicembre, regalare un libro a Natale potrebbe diventare regala due libri e ne paghi uno! Infine, realizzato insieme all’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (Aduc) abbiamo predisposto un ordine del giorno per dare in prestito nelle scuole pubbliche i libri di testo agli studenti.
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Applicazione della garanzia legale ai telefonini
Pubblicato da fidest su martedì, 8 febbraio 2011
Accogliendo le segnalazioni di ADICONSUM, Wind ha realizzato una nuova informativa, concordata con l’associazione, per informare i consumatori sui termini e le modalità di applicazione della garanzia legale sui prodotti acquistati nei negozi Wind Retail. Grazie a tale collaborazione, dal 7 febbraio tutti coloro che acquisteranno un prodotto in un negozio Wind Retail riceveranno lo scontrino inserito in un apposito pieghevole dove sono spiegate le principali modalità per usufruire della garanzia legale che copre i c.d. difetti di conformità del bene, così come previsto dagli articoli 128 e seguenti del Codice del Consumo.
Per usufruire della garanzia legale il consumatore dovrà consegnare l’apparato presso il negozio Wind Retail dove lo ha acquistato, unitamente allo scontrino ed effettuare la scelta tra riparazione o sostituzione del bene difettoso senza alcun costo. Se sostituzione o riparazione non sono possibili, il consumatore ha comunque diritto alla riduzione del prezzo o ad avere indietro una somma, commisurata al valore del bene, a fronte della restituzione al venditore del prodotto difettoso.
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Trasporti: domani sciopero 24 ore
Pubblicato da fidest su martedì, 25 gennaio 2011
26/1/2011. USB Lavoro Privato, Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas hanno indetto per domani, lo sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico locale, che sarà articolato nelle fasce di garanzia previste territorialmente. Lo sciopero è stato proclamato contro i tagli al trasporto pubblico locale previsti dalla manovra, che determinano pesanti ricadute sui livelli occupazionali, già annunciate dalle associazioni datoriali, e su qualità, quantità e costo del servizio per i cittadini, aprendo la strada a processi di privatizzazione del settore. “Il nostro non è uno sciopero qualunque – precisa Giampietro Antonini, della USB Trasporti – per noi la mobilità collettiva è un bene comune, che va non solo difeso ma potenziato. Vogliamo un trasporto pubblico locale che sia progettato sulle reali necessità dei cittadini, per combattere il traffico che strangola le nostre città e rispondere ai problemi energetici”. “Per questo scioperiamo – prosegue Antonini – e chiediamo alla società tutta di sostenere la battaglia degli autoferrotranvieri che, con un contratto scaduto da ormai 2 anni, chiedono di investire nel tpl, ampliando in modo corretto i livelli occupazionali, impedendo i continui processi di privatizzazione del settore e reintenalizzando quanto fino ad oggi è stato svenduto ai privati, con i furti di denaro pubblico emersi dalle varie ‘parentopoli’di Roma, Venezia, Napoli”, conclude il dirigente USB”.
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Consob: “Auguri a Vegas”
Pubblicato da fidest su venerdì, 19 novembre 2010
“Mi congratulo con il neopresidente della Consob, Giuseppe Vegas, per l’incarico ricevuto in considerazione dell’alta competenza maturata nel settore, sia come componente della Commissione Bilancio della Camera, che come sottosegretario di governo e viceministro all’Economia e alle Finanze. Sono certo che l’alta considerazione bipartisan di cui ha sempre goduto gli permetteranno di svolgere lo stesso eccellente lavoro anche in un ruolo di garanzia”. Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno
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Garanzia di vendita negata e giustizia
Pubblicato da fidest su domenica, 14 novembre 2010
L’Antitrust ha avviato sette indagini per pratiche commerciali scorrette contro nove catene commerciali di prodotti di elettronica, informatica, tecnologia e elettrodomestici e imprese della grande distribuzione organizzata non specializzata. Il motivo e’ nel fatto che questi commercianti vanificano, non applicano e mistificano il diritto dei loro clienti a vedersi riconosciuta la garanzia legale di due anni prevista per i difetti di produzione e/o conformità. Dovremmo essere contenti dell’iniziativa, ma il passato non ci aiuta. Infatti gia’ lo scorso agosto l’Antitrust concluse una indagine identica e, pur riconoscendo il torto dei commercianti, non emano’ nessuna sanzione perche’ ottenne in cambio da queste aziende la promessa di non mentire e imbrogliare piu’. In materia abbiamo esperienza grazie a decine di migliaia di richieste di consigli e mai ci e’ capitato che un esercizio commerciale, beccato perche’ in malafede applicava male o non applicava questa garanzia, una volta informato decidesse per proprio conto di essere in futuro ligio alla legge, ma solo quando dal comportamento lesivo ne traeva un danno economico. Noi crediamo che l’Antitrust sia consapevole di questa situazione e per questo auspichiamo che questa volta, riconosciuto il torto, chi ha sbagliato paghi. Il diritto civile e penale ci insegna che se io vado a rubare in uno di questi negozi e vengo beccato, non mi vengono “tirate le orecchie” e strappato un mio impegno a non farlo più altrimenti mi mettono in galera, ma in quest’ultima ci finisco diritto. Una situazione in cui alimentiamo sempre di piu’ la certezza che nel nostro Paese esistano due codici e due procedure, cioe’ due giustizie: quella di chi non conta nulla e quella di chi conta. Attendiamo fiduciosi la conclusione di questa indagine dell’Autorita’. (fonte aduc)
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Avviso di garanzia al Sindaco di Parma
Pubblicato da fidest su venerdì, 5 novembre 2010
La Procura della Repubblica di Parma ha inviato sette avvisi di garanzia ad importanti esponenti politici dello stesso Comune emiliano, l’ipotesi di reato prospettata è abuso d’ufficio. Le indagini riguardano tra gli altri il primo cittadino Pietro Vignali. “Siamo d’accordo con l’apertura dell’inchiesta in quanto già da tempo era evidente una palese violazione del decreto emesso da Brunetta, che prevedeva un giro di vite nel numero delle pubbliche assunzioni – così a tal riguardo dichiara Paolo Leporati, viceresponsabile per la provincia di Parma dell’Italia dei Diritti – Nella città ducale erano previste 6 assunzioni, invece delle effettive 18 stipulate in un periodo che va dal 2005 al 2008, ognuna delle quali remunerata da stipendi d’oro valutati tra i 50.000 e i 200.000 euro”. In un periodo in cui di certo la politica non spicca per grandi dimostrazioni etiche e di fiducia, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, non perde l’occasione per lanciare un invito alla serietà: “Siamo di fronte ad un ingente danno inflitto alla cittadinanza perbene che attende che i funzionari pubblici si comportino come seri incaricati del popolo, e giorno dopo giorno, purtroppo è costretta a vedere la propria fiducia calpestata”. “Ricordando che qualche sussurro di una partecipazione del sindaco ai menage del premier emergerebbe da dichiarazioni di sedicenti escort – conclude Leporati – l’auguro che si può rivolgere al sindaco è quello di dimostrare la propria innocenza e finalmente concentrarsi sul lavoro necessario e urgente, tuttavia finora dimenticato, per Parma e la sua cittadinanza”.
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Garanzia di vendita
Pubblicato da fidest su giovedì, 12 agosto 2010
Sembra proprio che l’Antitrust, Autorità garante della concorrenza e del mercato, abbia deciso di caratterizzare i propri interventi non piu’ per sanzionare i comportamenti che hanno creato danni a chi si rivolge loro con specifiche e circostanziate denunce, ma per ricordare ai chi viola le norme quale sia la legge, strappando impegni perchè ciò non accada più. E’ cosi’ anche il provvedimento diffuso oggi dall’Autorita’ per “tirare le orecchie” a Mediaworld, Unieuro, MarcoPoloExpert, Euronics, Trony, Gre ed Estendo. Un”indagine avviata a gennaio perche’ questi esercizi commerciali facevano storie o applicavano male (a vantaggio loro, ovviamente) la garanzie di legge dei due anni che deve coprire i difetti di produzione e/o conformita’. E questo nonostante sul campo ci siano stati migliaia di consumatori beffati, presi in giro, esasperati e coi propri diritti maltrattati. L’unico passaggio nella delibera in cui si parla di soldi, e’ alla fine delle stessa:
“Ai sensi dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera, l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni”. In materia abbiamo maturato esperienza grazie a decine di migliaia di richieste di consigli e mai ci e’ capitato che un esercizio commerciale, beccato perche’ in malafede applicava male o non applicava questa garanzia, una volta informato decidesse per proprio conto di essere in futuro ligio alla legge, ma solo quando dal comportamento lesivo ne traeva un danno economico. Non vediamo perche’ possa essere cosi’ anche in questo caso: certo, c’e’ la minaccia della futura sanzione se ribeccato o la sospensione se beccato ancora un’altra volta, ma non ci sembra che funzioni cosi’ il diritto civile e penale: infatti, se io vado a rubare in uno di questi negozi e vengo beccato, non mi vengono “tirate le orecchie” e strappato un mio impegno a non farlo piu’ altrimenti mi mettono in galera, ma in quest’ultima ci finisco diritto. Una situazione in cui alimentiamo sempre di piu’ la certezza che nel nostro Paese esistano due codici e due procedure, cioe’ due giustizie: quella di chi non conta nulla e quella di chi conta. (fonte Aduc)
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Intercettazioni: Coisp e Fini concordano
Pubblicato da fidest su venerdì, 4 giugno 2010
“La difesa ostinata da parte del Governo del testo del ddl intercettazioni, che avrà certamente effetti disastrosi sulle indagini di polizia giudiziaria, dimostra che al di là delle dichiarazioni d’intenti il vero interesse è quello di massacrare le inchieste e neutralizzare Magistratura e Forze dell’Ordine sopprimendo di fatto uno strumento fondamentale nel contrasto alle attività criminose”. A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Non è certo la privacy dei cittadini che il Governo vuole difendere – continua Maccari – ma si vuole affermare la possibilità di delinquere con garanzia di impunità, soprattutto a vantaggio di una classe politica corrotta e arrogante. Una classe politica che non può tollerare di essere beccata con le mani nella marmellata e soprattutto esposta al giudizio del cittadino. Per questo restiamo convinti che il ddl vada ritirato e si debba mantenere l’attuale legislazione in materia”. “Eppure – dice ancora il leader del COISP – abbiamo il sospetto che dietro al pubblico scontro politico tra maggioranza e opposizione si nasconda una privata convergenza di interessi: perché il controllo di legalità in fondo non piace a nessuno. Non ci illudiamo, quindi: il ddl verrà approvato. A questo punto bisogna salvare a tutti i costi il salvabile, e la linea del Piave è rappresentata dalle proposte del presidente della Camera Gianfranco Fini: lo stralcio della norma transitoria che al momento prevede l’applicabilità anche ai processi in corso; lo stralcio del limite dei 75 giorni per la durata massima delle intercettazioni; la questione dei cosiddetti reati spia. La posizione di Fini è condivisibile e rappresenta un limite invalicabile. Diversamente il Governo si assumerà la responsabilità di sancire la fine delle inchieste su corruzione, mafia, terrorismo, che spesso partono da elementi venuti alla luce in indagini su fatti diversi o reati secondari, come usura, estorsione, traffici illeciti. Se fossero in vigore le norme che limitano così pesantemente le intercettazioni telefoniche e ambientali – conclude Maccari – oggi sarebbero liberi boss del calibro di Riina e Provenzano e ci sarebbero centinaia di latitanti in libertà”.
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Regole uguali per tutti
Pubblicato da fidest su domenica, 30 maggio 2010
E’ questa in estrema sintesi la richiesta di Sebastiano Capurso, presidente di Anaste Lazio (Associazione Nazionale delle strutture per la terza età), lanciata a conclusione del congresso dell’organizzazione nazionale, tenutosi in questi giorni a Bologna, in occasione dell’Exposanità. Il Presidente Capurso, in sintonia con quanto espresso in questi giorni da altre associazioni della sanità privata del Lazio, ha ribadito “la disponibilità delle strutture private a intraprendere un confronto serio e privo di ogni pregiudizio ideologico con tutte le istituzioni che lo vorranno”. “Servono regole certe, ma non orientate a garantire il sistema ma finalizzate esclusivamente alla garanzia dei diritti degli utenti – ha continuato Capurso – Si deve passare da una filosofia che mette al centro del controllo il processo, ad una che punti l’attenzione principalmente sugli esiti, così da valutare i servizi dei privati con spirito critico senza perdersi in inutili cavilli burocratici. Ma soprattutto servono regole uguali per tutti, sia per le strutture pubbliche sia per quelle private, così da superare il paradosso che i servizi pubblici, oltre a gravare sui bilanci delle regioni con costi superiori a quelli dei privati, siano spesso esentati dal rispetto di alcuni onerosi standard”.
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Infortunio conducente
Pubblicato da fidest su lunedì, 26 aprile 2010
Quanti sanno che l’unico occupante della macchina a non essere coperto dalla polizza RC Auto è proprio il conducente? A giudicare dai dati resi noti da Assicurazione.it, comparatore leader del mercato RC Auto, decisamente pochi. A sottoscrivere la garanzia aggiuntiva che tutela il conducente è appena il 5.8% degli automobilisti italiani. Il dato è ancora più sorprendente se si considera che, secondo rilevazioni ufficiali, il 69.2% dei feriti negli incidenti stradali sono proprio i conducenti dei veicoli.Il comparatore online, grazie agli oltre 140.000 preventivi che vengono fatti ogni mese sul sito, è riuscito a mappare con precisione anche dove e su quali tipi di conducente questa garanzia ha più o meno presa. A sottoscrivere il maggior numero di polizze per l’infortunio conducenti sono state le donne (quasi 7%) e, con una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale, i lombardi (10.60%), seguiti dagli automobilisti dell’ Emilia Romagna (7.49%) e da quelli piemontesi (7.01%). I meno attenti a tutelarsi in questo senso sono risultati, e di gran lunga, i campani; secondo i dati di Assicurazione.it appena l’1.44% degli automobilisti di quella regione acquista la copertura dell’Infortunio Conducente. Appena meglio va in Puglia (1.87%) e in Sicilia (2.61%). Ma quali sono le categorie professionali che tengono maggiormente a tutelarsi in caso di incidente con colpa? Al primo posto si trovano i dirigenti (7.63%), seguiti dagli insegnanti (6.99%) e dagli impiegati (6.94%). Dovrebbero essere i più attenti alla salute, ma i medici si trovano solo al quarto posto. Ultimi gli studenti (2.85%), ma l’incoscienza fa spesso rima con gioventù.
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Prestito nuovi nati
Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 gennaio 2010
Via libera al fondo di garanzia per il prestito ai nuovi nati: è disponibile da oggi l’elenco delle banche aderenti all’iniziativa. Dal 20 gennaio parte la campagna di comunicazione, trasmessa da radio e Tv. Infine, è stato realizzato dalla redazione web di Palazzo Chigi in collaborazione con il Dipartimento Politiche per la famiglia un apposito sito web per informare e guidare i genitori che vogliono usufruire di questa opportunità. L’iniziativa, che prevede un prestito garantito di 5.000 euro a tassi agevolati, che possono richiedere tutte le famiglie che hanno un bambino, nato o adottato negli anni 2009, 2010 e 2011, è diventata operativa con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento di attuazione e la firma del protocollo d’intesa tra il sottosegretario alle Politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, e l’Abi (Associazione Bancaria Italiana). Successivamente sono state firmate le singole convenzioni con le banche e intermediari finanziari che hanno aderito all’iniziativa. L’adesione da parte delle banche al protocollo d’Intesa è facoltativa e la concessione del prestito sarà valutata autonomamente dagli intermediari finanziari. Sono ammissibili alla garanzia del Fondo le operazioni di finanziamento a favore dei soggetti esercenti la potestà genitoriale di bambini nati o adottati negli anni 2009, 2010 e 2011. Nel caso di potestà o affido condiviso è ammesso un solo prestito. La garanzia del Fondo è concessa nella misura del 50 per cento del finanziamento ed è incondizionata, irrevocabile ed a prima richiesta.
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