Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Geologi e difesa territorio

Pubblicato da fidest su venerdì, 2 dicembre 2011

“I geologi sono disponibili ad un’ azione di “volontariato” in difesa dell’ambiente aderendo al progetto di Legambiente, a tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini. E’ chiaro però che non possiamo dare ai giovani una sensazione di costante precariato, ma dobbiamo investire su di loro per formare una coscienza del territorio”. Lo ha affermato, Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , sposando pienamente il progetto di Legambiente riguardante la realizzazione del “Servizio volontario per la prevenzione del rischio idrogeologico” “In questi giorni , proprio dalle zone alluvionate , dalla Liguria , dalla Sicilia , dalla Toscana – ha proseguito Graziano – sono arrivate immagini particolarmente significative . Abbiamo visto tanti giovani che erano all’opera e abbiamo visto il come si sia mobilitata la parte migliore del Paese con volontari intervenuti per dare una mano . Questi ragazzi hanno scavato il fango , hanno aiutato a pulire e sono intervenuti anche nelle situazioni più delicate dando una mano importante . Credo che l’Italia debba cominciare da loro . Credo che questo Paese abbia il dovere di investire in questa nuova generazione, che vuole conoscere e sapere, ma che soprattutto è capace di creare nuovi modelli di comportamento che sensibilizzino tutta l’opinione pubblica al rispetto per l’ambiente. Dunque il Consiglio Nazionale dei Geologi aderisce al progetto di Legambiente di mobilitazione temporanea di 10.000 giovani in difesa e per la manutenzione dei nostri corsi d’acqua, necessariamente supportati e coordinati dagli esperti del territorio. Alluvioni , frane , dissesto idrogeologico : dovremo ormai convivere con questi eventi climatici estremi che come detto anche da Vittorio Cogliati Dezza, non sono più fenomeni eccezionali. Dovremo conviverci così come accade in altri Paesi. Dobbiamo iniziare dai giovani rendendoli parte attiva di una rete del volontariato in difesa del territorio”

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Dissesto idrogeologico in Calabria

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 novembre 2011

Quanto è accaduto in queste ultime ore ha mostrato ancora una volta la fragilità idrogeologica del territorio calabrese. Questo evento segue quelli che hanno colpito in maniera drammatica la Calabria per tre inverni consecutivi dal 2008 al 2011, con perdita di vite umane e danni che hanno superato il miliardo di euro”. Interviene sugli ultimi eventi Francesco Violo , Presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria.
“Tale condizione segna pesantemente questo territorio in termini di impatto sociale ed economico. La frequenza crescente con cui si susseguono questi tipi di eventi – ha proseguito Violo – determina la necessità di affrontare la materia senza perdere altro tempo, con un approccio decisionista che apra davvero una stagione nuova con l’attuazione di un piano straordinario di difesa del suolo che predisponga con urgenza, tutti gli strumenti capaci di mitigare gli effetti devastanti di questi fenomeni naturali”.E duro è il Presidente Nazionale , Gian Vito Graziano che da oggi sarà a Bruxelles per partecipare al vertice di tutti i consigli nazionali dei geologi dei vari Paesi europei“Oramai siamo in guerra contro il dissesto idrogeologico e continuiamo a non fare assolutamente nulla . E’ una lotta impari . Per fronteggiare e vincere questa guerra dobbiamo assolutamente puntare sulla prevenzione e dobbiamo farlo presto. A Bruxelles affronteremo anche il problema del dissesto idrogeologico – ha affermato Gian Vito Graziano – e dei cambiamenti climatici che non riguardano solo l’Italia . Porteremo l’esperienza del Presidio Territoriale in Sicilia per uno scambio di buone pratiche . Nonostante i morti, nel messinese è stato evitato il peggio perché in questa situazione drammatica i geologi dei presidi territoriali sono riusciti a mettere in salvo famiglie che non volevano inizialmente lasciare le loro abitazioni. Ringrazio questi geologi e non da Presidente ma proprio da cittadino italiano, siciliano quale sono, perché stanno veramente facendo un’opera meritoria.

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Calamità: la rabbia dei geologi

Pubblicato da fidest su domenica, 6 novembre 2011

Characteristic Coastal Stretch of Cinque Terre.

Image via Wikipedia

“Evento imprevedibile? Pioggia eccezionale? Se un evento si ripete in Liguria ormai regolarmente da tre anni ed addirittura due volte in dieci giorni vuol dire che dobbiamo prenderne atto e imparare a conviverci. Ormai queste ”bombe” d’acqua possono colpire ogni parte del territorio ligure e, purtroppo , il risultato sarebbe lo stesso” . Non trattiene la rabbia, Giuliano Antonielli, geologo ligure, Consigliere Nazionale dei Geologi , lui che sin da quando era Presidente dei Geologi liguri si sgola da anni con tutti gli altri suoi colleghi , Gian Vito Graziano in testa, per ribadire costantemente e senza mai stancarsi che prevenzione , attenzione al territorio ed informazione sono le vere “vie di fuga”. “Ancora una volta siamo qui a ripetere che bisogna cambiare l’approccio con questo territorio fragile e che non è più rimandabile una seria politica ambientale . Manca anche una giusta informazione verso la popolazione. Nei cittadini manca la consapevolezza del rischio – ha proseguito Antonielli – e non e’ accettabile che in una grande città come Genova dove da giorni si sapeva di un allerta 2 si muoia per un alluvione. La corretta gestione dell’ambiente e la sicurezza della popolazione passa soprattutto attraverso una nuova cultura del territorio già invocata più volte in passato e che non ci stancheremo mai di invocare”.

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“Fino All’Ultima Goccia”

Pubblicato da fidest su lunedì, 17 ottobre 2011

Acqua

Roma 18/19 Ottobre – Ore 10 – Conferenza Stampa Ore 11 – Piazza Capranica 101  Forum Nazionale sull’Acqua organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi. “Nel Lazio fortunatamente non si hanno problematiche relative a carenze idriche, in quanto il fabbisogno viene sufficientemente garantito da sistemi idrogeologici, contenuti sia in sequenze carbonatiche che vulcaniche, che ospitano enormi “reservoir” acquiferi ed offrono ampie disponibilità. Di fatto però la fornitura diretta e finale alle utenze subisce un drastico decremento, con forti riduzioni di erogazione e limitazioni di utilizzo, per effetto di due concause. La prima è di natura infrastrutturale ed endemica, diffusa più o meno su tutto il territorio nazionale e risiede nell’elevatissimo grado di fatiscenza e scarsità di manutenzione delle reti di distribuzione, con percentuali di perdita che, nei casi di alcuni vecchi impianti comunali della nostra Regione, raggiunge anche il 75%”. Lo dichiara Roberto Troncarelli, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, alla vigilia dell’importante
“La seconda causa, particolarmente sentita nelle zone della Regione Lazio dove le falde freatiche sono ospitate in sequenze magmatiche – ha proseguitoTroncarelli - è quella legata alle alte percentuali di arsenico e fluoro presenti nelle acque destinate al consumo umano. Come, ad esempio, nei distretti vulcanici del Lazio centro-settentrionale, Sabatino, Vulsino, Vicano, Cimino e Colli Albani, dove circa il 65% dei campioni analizzati dai diversi enti ha presentato concentrazioni di arsenico superiori a 10 mg/l, che rappresentano la concentrazione massima ammissibile (CMA) per le acque destinate al consumo umano, stabilita dalle norme comunitarie. Questi valori non sono in aumento rispetto al passato poiché non dipendono dalle attività umane ma dalla naturale “contaminazione” che subiscono le acque attraversando i terreni vulcanici. Tuttavia, direttive europee hanno ridotto nel tempo i limiti di accettabilità della concentrazione di questi elementi nelle acque le quali, quindi, oggi risultano “non a norma”. Questo non ha destato affatto preoccupazione tra gli amministratori regionali e locali che invece di predisporre, in generale, programmi seri e a lungo termine per perseguire un’efficace politica di prevenzione e tutela della qualità dell’ambiente e della salute pubblica ed in particolare della salubrità delle acque destinate all’uso idropotabile, non hanno trovato di meglio che l’inerzia assoluta, movimentata solo da una lunga serie di richieste di deroghe inoltrate alla Comunità Europea. Con l’ultima deroga, che scadrà il 31.12.2012, provvedimento tipicamente italico, era stato chiesto di innalzare di 5 volte (!!) la CMA rispetto ai limiti europei, portandola a 50 mg/l.

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Forum mondiale sulle frane

Pubblicato da fidest su lunedì, 3 ottobre 2011

macchina utilizzata dalla Protezione Civile

Image via Wikipedia

Roma Forum Mondiale sulle Frane organizzato dalla Fao. “Ben 485.000 sono le frane censite in Italia, ed è forse una stima per difetto, 5.581 comuni, pari al 68,9% del totale presentano aree a rischio idrogeologico elevato, negli ultimi 80 anni si sono succedute 11.000 frane e 5.400 alluvioni e secondo l’ultimo dossier di Legambiente ogni anno in Italia vengono consumati circa 500 kmq di suolo, che equivale a dire che ogni 4 mesi sul territorio della nazione nasce un’altra Milano”. Lo ha ricordato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano. “Chiediamo dunque allo Stato italiano, una legge organica di governo del territorio – ha continuato Graziano – che ricostruisca la filiera delle competenze, metta in campo azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri bacini idrografici, ponga le base di una riforma urbanistica e che faccia tesoro di quelle
Molta è la strada da percorrere, soprattutto in un momento di evidente decadimento del sistema politico ed istituzionale e di grande crisi economica globale, ma spero che i governi di tutto il mondo, e non solo quello italiano, comprendano che investire in difesa del suolo, investire in geologia, aiuta ad uscire dalla crisi, perchè crea risparmi economici notevoli rispetto alle spese del post-emergenza e soprattutto definisce modelli di comportamento per tutti i cittadini”.
“Assistiamo anche, quasi senza più indignarci, alla distruzione del nostro patrimonio edilizio – ha continuato il Presidente – anche quando questo ha un elevato valore architettonico e/o archeologico, come nel caso di Pompei.
E intanto permettiamo che continuino a dilagare le violenze sul territorio, fatte di incendi, di abusi edilizi, di piani regolatori dissennati, di assenza di manutenzione, che creano sì le condizioni perché si compiano altri disastri, ma che di fatto accettiamo con sempre meno indignazione.
“Credo che nessuno abbia delle ricette di sicuro effetto – ha affermato Graziano – ma di certo occorre partire dal concetto di “emergenza”. Il dissesto idrogeologico mette a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini, dunque è una emergenza e come tale va affrontato.Quando in Sicilia il problema dell’acqua e quello dei rifiuti assunse livelli di preoccupazione particolarmente elevati, il governo regionale varò una struttura d’emergenza, poi trasformata in agenzia regionale.
Se i Governi nazionale e regionale ritengono che gli oltre 30 morti del messinese, aggiunti ai tanti altri della Valtellina, di Sarno, di Soverato, cui si aggiungono i più recenti crolli di Pompei e l’alluvione del Veneto, abbiano fatto superare la soglia della fatale accettazione del problema e dunque si siano superati i limiti per un Paese cosiddetto civile, vadano allora oltre le condivisibili dichiarazioni rilasciate a poche ore dalla tragedia ed affrontino il dissesto idrogeologico come una emergenza, mettendo in campo le risorse economiche e strutture d’intervento che, prima di tutto, sappiano fare sistema tra le diverse competenze (Ambiente, Protezione Civile, Geni Civili, Forestale, ecc.).
Il problema investe, lo abbiamo visto, l’intero territorio nazionale ed anche Roma non è esente da rischi idrogeologici e da fenomeni di dissesto idrogeologico come le frane, anche se meno eclatanti, localizzate soprattutto lungo i margini occidentali dell’alto di Monte Mario – Gianicolo , o interessanti i versanti più acclini delle valli , approfondite dal reticolo fluviale , anche queste innescate spesso dall’intervento dell’uomo”. Graziano ha sottolineato l’importanza del protocollo di intesa firmato tra Ordine dei Geologi del Lazio e la Protezione Civile che “consentirà di avere il geologo di città. I geologi sono le vere sentinelle del territorio – ha proseguito Graziano – che spesso, in Italia , vengono considerate poco . Quanti Comuni, quanti Enti in Italia hanno il geologo nella loro pianta organica? La risposta la possiamo dare subito, perchè di geologi nelle amministrazioni pubbliche ne abbiamo pochi”.

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Gestione equilibrata delle risorse idriche

Pubblicato da fidest su mercoledì, 15 giugno 2011

A Ottobre Il Primo Forum Nazionale sull’Acqua, organizzato dai geologi. Le perdite della rete idrica causano un costo industriale stimato in più di 200 milioni di euro all’anno ed un mancato ricavo per il sistema Italia di oltre 3 miliardi di euro l’anno. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano. Ed i geologi scendono in campo con una forte campagna di sensibilizzazione sul tema acqua con il Primo Forum Nazionale dal titolo Fino all ultima goccia, voluto ed organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi. L’evento si svolgerà nel mese di Ottobre a Roma. L’acqua è una risorsa di importanza vitale ha proseguito Graziano – cui sono indissolubilmente legate la storia dell’umanità e la vita stessa del pianeta.
Una nuova coscienza deve guidare le scelte operative per una gestione equilibrata delle risorse idriche, in un contesto sempre più condizionato da problematiche pressanti: fabbisogno crescente, cambiamenti climatici, inquinamento, desertificazione. Dunque l’acqua potabile è un bene esauribile che va salvaguardato ha concluso Graziano- per questa ragione i Geologi si riuniscono a Roma, consapevoli dell’importanza della cultura geologica in questo ambito.

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A Budapest i geologi italiani

Pubblicato da fidest su sabato, 21 maggio 2011

Budapest 21/5/2011. “A Budapest, in sede europea daremo un contributo all’affermazione della qualifica europea di geologo”. Lo ha annunciato oggi , Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi a pochi minuti dal vertice europeo in programma da domani a Budapest e che vede la presenza di tutti i Consigli Nazionali dei Geologi di tutti i paesi europei . Graziano incontrerà i rispettivi Presidenti di tutti i Consigli e di tutte le Associazioni di categoria presenti in tutti gli Stati membri della Comunità Europea. Inoltre l’impegno del Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani sarà anche su un altro fronte , quello riguardante principalmente la professione “Sarebbe un passo in avanti molto importante per la nostra professione – ha proseguito Graziano – che ai geologi italiani venga riconosciuta la propria qualifica fuori dai confini nazionali”. Inoltre l’impegno del Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani sarà anche su un altro fronte, quello riguardante principalmente le fonti energetiche. “Abbiamo a cuore anche la questione dell’energia alternativa – ha concluso Gian Vito Graziano – considerati i grossi passi in avanti compiuti nel nostro Paese nel campo della geotermia e l’attenzione che la Comunità Europea rivolge a questo tema” Sul tavolo di Budapest, Graziano cercherà di portare anche un altro tema importante, quello della prevenzione dai rischi naturali, incontrando, tra gli altri, anche i colleghi spagnoli recentemente coinvolti da un evento sismico di rilevanti conseguenze e tentando di sviluppare specifici protocolli d’intesa.

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Secondo Forum Nazionale dei Geologi Italiani

Pubblicato da fidest su domenica, 16 gennaio 2011

Firenze 21 Gennaio – ore 9 e 30  Auditorium Convitto Della Calza Piazza delle Calza.  “Il 100% dei comuni calabresi ricade in aree ad alta ed altissima pericolosità: 261 comuni (su un totale di 708 a livello nazionale) ricadono nella “Zona 1”; mentre 148 comuni ricadono nella “Zona 2”. E gli edifici scolastici ritenuti a rischio presenti sul territorio regionale sono circa 1.800 dei quali oltre 1.000 ricadono in territori comunali classificati come “Zona 1”. Lo ha affermato il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, Arcangelo Francesco Violo,  alla vigilia del Secondo Forum Nazionale dei Geologi. E’ tutto pronto per questo grande evento al quale si sono prenotati già 500 geologi provenienti da tutta Italia . Ci sarà un evento nell’evento con la conferenza stampa in programma alle ore 11, alla quale parteciperanno il nuovo Presidente Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, il nuovo Consiglio Nazionale e tutti i Presidenti Regionali. Un grande Forum voluto e organizzato dagli Ordini Regionali e dal Consiglio Nazionale dei Geologi. I Geologi focalizzeranno l’attenzione sul Rischio Sismico, sul Dissesto Idrogeologico e soprattutto sulle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni.
Per stimolare qualche riflessione sul problema del rischio sismico della regione Calabria “è necessario il recupero della memoria storica: 1638, 1659, 1783, 1854, 1870, 1905 e 1908 rappresentano le date dei terremoti fortemente distruttivi – ha affermato Francesco Fragale, Segretario del Consiglio dell’Ordine dei Geologi della Calabria – che hanno gravemente coinvolto i territori di tutti i 409 comuni della regione, causando migliaia di vittime. Si consideri che soltanto il “terremoto dello Stretto” del 1908, causò oltre 80.000 morti! La sequenza sismica registrata in passato ed, in particolare, l’intensità del terremoto del 1908, dimostrano come questa regione sia stata sede delle più grandi catastrofi sismiche di cui si abbia notizia per l’area del Mediterraneo. Non a caso la prima legge di “costruzione antisismica” fu varata dal Regno di Napoli proprio a seguito del terremoto del 1783 verificatosi in Calabria. E la prima classificazione sismica, intesa come elenco dei comuni esposti a rischio con relativa normativa tecnica, fu adottata dopo il succitato catastrofico “terremoto dello Stretto” del 1908”.
Per prevenire o mitigare i danni prodotti da un sisma non è possibile prescindere da un’attenta analisi della fragilità del territorio, attraverso accurati studi geologici e di microzonazione sismica”. http://www.geologitoscana.it

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Secondo Forum Nazionale geologi

Pubblicato da fidest su lunedì, 3 gennaio 2011

Firenze il 21 Gennaio 2011 ospita il Forum Nazionale dei Geologi, organizzato dagli Ordini Regionali e dal Consiglio Nazionale dei geologi italiani, giunto al secondo appuntamento. Il primo si svolse a Roma ed in quella sede i geologi rilanciarono con forza l’appello alla prevenzione sul fronte del dissesto idrogeologico. A Firenze, i Presidenti degli Ordini Regionali, il Consiglio Nazionale dei Geologi completamente rinnovato con alla guida il nuovo Presidente, Gian Vito Graziano e le centinaia di geologi, focalizzeranno l’attenzione sul rischio sismico, in particolare sulle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni .
“L’Italia è un paese giovane dal punto di vista geologico, con catene montuose in piena formazione, per questo si verificano annualmente un elevato numero di terremoti, non tutti percepiti dall’uomo – ha affermato Roberto Troncarelli, neo – pesidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – e risulta essere una delle zone più sismiche del mediterraneo.  Le aree maggiormente colpite, in cui gli eventi hanno raggiunto il X e XI grado d’intensità  della scala Mercalli, sono le Alpi Orientali, l’Appennino settentrionale, il promontorio del Gargano, l’Appennino centro meridionale, l’Arco Calabro e la Sicilia Orientale. Nell’ambito dei rischi naturali che caratterizzano il nostro Paese, il rischio di terremoti è quello con impatto sociale ed economico più  elevato, per l’alta densità
“Secondo uno studio del CRESME – ha precisato il presidente dei geologi laziali – che ha incrociato i dati della localizzazione delle scuole con le mappe sismiche della Protezione Civile, in Italia più di 20.000 edifici scolastici, pari al 46% delle scuole, e il 41% degli ospedali si trovano in aree ad elevato rischio di terremoti, per un totale di circa 4,7 milioni di utilizzatori. Napoli è la Provincia con il maggior numero di unità a rischio,  La Protezione Civile valuta in oltre 100 miliardi di euro il costo cumulato dei terremoti negli ultimi 40 anni.
La pericolosità  degli eventi sismici risulta, purtroppo, amplificata dall’elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano: il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1971 e la normativa antisismica è entrata in vigore nel 1974. Questo benché, come si è potuto osservare nel recente terremoto dell’Aquila, la vetustà non necessariamente implica un cattivo stato di conservazione delle strutture e di risposta alle sollecitazioni sismiche, ma è sicuramente indicativa della tecnica costruttiva e del non utilizzo di tecnologie antisismiche”.   La sismicità  di un dato territorio viene infatti attribuita a seguito di qualche evento sismico che l’ha coinvolto.
In Italia l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mediante l’analisi delle registrazioni della Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC), localizza dai 1700 ai 2500 eventi di magnitudo pari o superiore a 2.5 ogni anno. Dall’analisi della sismicità storica è emerso che in media in Italia ogni 100 anni si verificano più di 100 terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 6.0 e dai 5 ai 10 terremoti di magnitudo superiore a 6.0”.  Il terremoto più distruttivo in Italia è stato quello di Messina del 1908. Ebbe una magnitudo pari a 7.1 e causò circa 80.000 vittime.“L’effetto di un terremoto, tuttavia, non dipende solo da fattori intrinseci, legati all’intensità dello stesso – ha concluso il Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – ma anche dall’assetto geologico e geomorfologico del sito dove si verifica.

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Conferenza geologi

Pubblicato da fidest su martedì, 16 novembre 2010

Napoli   19 Novembre – Ore 11 – Sala Conferenze – Isola C3 – Centro Direzionale  conferenza geologi sul Disegno di Legge “Gelmini”  Il 23 novembre riprenderà alla Camera dei Deputati il dibattito sul “disegno di legge n. 3687 e abbinate – Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario (approvato dal Senato)”. Ironia della sorte proprio nella ricorrenza del sisma del 23 novembre 1980 un terremoto sta per scuotere dalle fondamenta l’Università italiana ed in particolare la comunità delle Scienze della Terra dell’Accademia italiana.  Infatti l’articolo 2 del disegno di legge al comma 2 lettera b) recita “riorganizzazione dei dipartimenti assicurando che a ciascuno di essi afferisca un numero di professori, ricercatori di ruolo e ricercatori a tempo determinato non inferiore a trentacinque, ovvero quarantacinque (quaranta nella versione emendata dalla VII Commissione permanente “Cultura, scienza e istruzione” della Camera) nelle università con un numero di professori, ricercatori di ruolo e a tempo determinato superiore a mille unità, afferenti a settori scientifico-disciplinari omogenei”. Tali limitazioni numeriche non esistono in altre nazioni, e determineranno la scomparsa dal panorama nazionale delle università di ben 25 Dipartimenti di Scienze della Terra ed avranno vita non facile i soli 6 rimanenti. Alla luce della situazione attuale con un gran numero di pensionamenti nei prossimi anni e un blocco del turn-over “de facto” appare chiaro che il comma previsto dal disegno di legge n. 3687 mette a repentaglio l’esistenza di molti dipartimenti universitari non solo nell’ambito delle Scienze della Terra ma anche in altre aree scientifico-disciplinari che rappresentano delle identità culturali preziose per lo sviluppo e la formazione scientifica in Italia. Questa criticità viene ulteriormente amplificata per le aree scientifico-disciplinari più piccole, portando, in alcuni casi, alla scomparsa quasi totale di Dipartimenti di riferimento su tutto il territorio nazionale.  E’ con questo spirito che tutta la comunità dei geologi italiani, dai docenti e ricercatori di Scienze della Terra, ai geologi liberi professionisti, dalle pubbliche amministrazioni agli Ordini Regionali chiede con forza una modifica al comma 2 lettera b) dell’articolo 2 del disegno di legge n. 3687 prima dell’approvazione finale. Una possibile rilettura del comma potrebbe configurarsi in tal modo: “riorganizzazione dei dipartimenti assicurando che a ciascuno di essi afferisca un numero di professori, ricercatori di ruolo e ricercatori a tempo determinato non inferiore a trentacinque, ovvero quarantacinque (quaranta) nelle università con un numero di professori, ricercatori di ruolo e a tempo determinato superiore a mille unità, afferenti a settori scientifico-disciplinari omonegenei.

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Summit dei geologi a Salerno

Pubblicato da fidest su giovedì, 14 ottobre 2010

Salerno 14 Ottobre – ore 15 – Sala Bottiglieri  Palazzo Sant’Agostino – Via Roma 104 “Le Frane in casa : Atrani 9 Settembre”   Interverranno :  Francesco Peduto – Presidente Geologi Campania Gianvito Graziano – Presidente Geologi Sicilia  Edmondo Cirielli – Presidente della Provincia di Salerno  Antonio Fasolino – Assessore Protezione Civile Provincia di Salerno  Quale è  la situazione in Costiera Amalfitana ? Quale in Sicilia? Cosa è  accaduto ad Atrani? Durante l’incontro, il cui tema sarà: “Le Frane in Casa : Atrani 9 Settembre” i geologi faranno il punto della situazione in Campania ed in Sicilia . A Salerno si incontreranno il Presidente dell’ Ordine Regionale della Campania, Francesco Peduto e della Sicilia, Gianvito Graziano ed esperti di notevole spessore come Domenico Calcaterra dell’Università Federico II di Napoli, Giuseppina Nocera, Consigliere dell’Ordine dei Geologi della Campania, Domenico Guida dell’Università degli Studi di Salerno, Giuseppe Doronzo , Segretario dell’Ordine dei Geologi della Campania, Stefano Sorvino , Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Destra Sele , Gerardo Lombardi , Consigliere dell’Ordine dei Geologi della Campania, Antonio Fasolino, Assessore Alla Protezione Civile della Provincia di Salerno, Lorenzo Benedetto, Tesoriere dell’Ordine dei Geologi della Campania, Vincenzo Minotta dell’Autorità di Bacino Destra Sele.
“Le Frane in Casa” fu il tema della conferenza nazionale sul dissesto idrogeologico in Italia, che si svolse a Roma nel mese di Giugno ed alla quale parteciparono ben 600 geologi provenienti da tutta Italia. Oggi ancora una volta i geologi cercano di mantenere alta l’attenzione su tali tematiche.

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Dissesto idrogeologico in Calabria

Pubblicato da fidest su martedì, 25 maggio 2010

Roma 16 Giugno, Centro Congressi “Frentani” Forum nazionale sul dissesto idrogeologico in Italia dal titolo “Le Frane in Casa”. “In Calabria 550 frane negli ultimi due inverni di cui 300 nel 2009/2010 e 250 nell’inverno precedente. Inoltre nell’ambito di uno studio realizzato nel 2008 che ha interessato solo il 50% del territorio calabrese, sono state censite ben 10.000 frane. La Calabria è caratterizzata da un territorio intrinsecamente fragile e molto predisposto al dissesto idrogeologico”. Lo ha affermato il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, Arcangelo Francesco Violo. Un evento senza precedenti, organizzato dagli Ordini Regionali dei Geologi d’Italia e dal Consiglio Nazionale dei Geologi. Durante il briefing con la stampa, i geologi  illustreranno il quadro della situazione presente in Italia ed anche l’impatto economico dei danni provocati da tali eventi sul sistema Paese. “Nell’ultimo inverno si sono quantificati, e non sono ancora dati precisi, oltre 1 MLD di euro di danni in Calabria. Benché la Regione Calabria abbia varato la prima fase del Piano di Difesa del Suolo, rivolta agli interventi puntuali ed urgenti, con circa 220 interventi previsti per 170 MLN di euro di importo finanziato – ha proseguito Violo – le procedure necessarie per rendere gli interventi cantierabili saranno piuttosto lunghe e dunque sappiamo già, con certezza, che in Calabria trascorreremo il prossimo inverno senza aver messo in sicurezza tutte le criticità manifestatesi in queste ultime due stagioni invernali . Centinaia sono le persone ancora evacuate nella nostra regione, a causa delle frane. Non solo a  Maierato, ma, ad esempio, anche nella periferia di Catanzaro ed esattamente nel  quartiere Ianò, decine di famiglie sono ancora costrette a restare fuori casa per l’attivazione di una grande frana: al riguardo è stato predisposto un piano di monitoraggio continuo atto a seguire l’evolversi di questo importante fenomeno. Tuttavia, anche in questo caso, gli interventi di messa in sicurezza tardano ad arrivare”.  Violo è stato chiaro sulla prevenzione.

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Conferenza Internazionale sui terremoti

Pubblicato da fidest su mercoledì, 18 novembre 2009

Napoli 23 Novembre 2009 – ore 9 – sala conferenze dell’Università Federico II – Monte Sant’Angelo  via Cinthia Fuorigrotta  “In Italia dal 1905 ad oggi, esattamente dal terremoto di Nicastro ( oggi Lamezia Terme) si sono avuti ben 38 terremoti e tutti superiori a magnitudo 4.3 della scala Richter . Le vittime sono state 170.460 e i danni economici dal solo 1968 ad oggi sono calcolabili in 50 miliardi di euro con un’incidenza annuale di 1 miliardo e 250 milioni di euro”. Numeri ricordati dal Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania , Francesco Russo, alla vigilia della Conferenza Internazionale sui terremoti in programma a Napoli il 23 novembre. All’evento , organizzato dall’Ordine dei Geologi della Campania, parteciperanno esperti italiani e stranieri di fama mondiale come il geofisico giapponese Kojiro Irikura dell’AICHI Institute of Technology Disaster Prevention Research Center del Giappone. Il professore emerito della Kyoto University sarà nella città partenopea 29 anni dopo il sisma dell’Irpinia e parlerà dello stato dell’arte in Giappone. “Sarà un’occasione per non dimenticare. I recenti accadimenti di Messina e di Ischia – ha affermato Vincenzo Morra Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra della Federico II – inducono a riflettere con attenzione su temi riguardanti il territorio. E’ irrinunciabile avviarsi verso la strada della prevenzione ed il Paese deve capire che solo attraverso un’attenta campagna di sensibilizzazione , basata  sulla cultura della prevenzione , si può cercare di ricostruire un territorio oramai terribilmente compromesso”. La Conferenza Internazionale sui terremoti dal tema  “Costruire e Conservare in Area Sismica” metterà a confronto esperti del mondo accademico italiano, dell’Istituto Nazionale di Geofisica, del CNR e liberi professionisti. Dall’Irpinia a l’Aquila, un percorso lungo 29 anni. Geologi, geofisici, ingegneri affronteranno temi di grande attualità che andranno dalla pericolosità sismica alla microzonazione, dalla qualità dei prodotti alle innovazioni del progetto C.A.S.E a L’Aquila, con uno sguardo attento al ruolo della geologia. Il prof. Edoardo Cosenza del Dipartimento di Ingegneria strutturale dell’Università Federico II di Napoli e Preside della Facoltà di Ingegneria, illustrerà le innovazioni del progetto C.A.S.E. a l’Aquila. Claudio Chiarabba, ricercatore dell’INGV presenterà gli ultimi studi sul terremoto avvenuto a l’Aquila. Durante la conferenza si farà il punto sul rischio sismico trattandolo in tutti i suoi aspetti. La Conferenza è in programma lunedì 23 novembre dalle ore 9, presso la sala Ciliberto dell’Università Federico II di Napoli in via Cinthia, Fuorigrotta.  http://www.geologi.it/campania

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Unicam solidale con i colleghi dell’università dell’Aquila

Pubblicato da fidest su martedì, 7 aprile 2009

A seguito del disastroso evento sismico che ha colpito l’Appennino centrale e in particolare la Città dell’Aquila, un team di Geologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Camerino si è recato nell’area epicentrale del terremoto con l’obiettivo di eseguire una serie di rilievi sugli effetti geologici e sull’ambiente associati al fenomeno sismico. Tali rilievi risulteranno estremamente utili per le ricerche finalizzate all’analisi della pericolosità sismica, che da anni alcuni ricercatori del Dipartimento stanno eseguendo lungo le zone assiali dell’Appennino centrale. Non appena disponibili, i rilievi effettuati, comprensivi di foto, mappe e spiegazioni relative, saranno pubblicati all’interno del sito internet dell’ateneo. L’intera comunità universitaria esprime solidarietà ai colleghi dell’ateneo dell’Aquila, così duramente colpito dal sisma di questa notte. In particolare, per testimoniare fattivamente la propria vicinanza, oltre a mettere a completa disposizione tutte le competenze che possano in qualche maniera essere d’aiuto ad una rapida ripresa delle attività, Unicam ha aperto una sottoscrizione in favore dell’Ateneo abruzzese.

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