Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 320

Posts Tagged ‘germania’

Jef Van Looy:nuovo Presidente di turno della E.U.W.M.A.

Posted by fidest on Sunday, 22 September 2013

E’ il belga Jef Van Looy, in rappresentanza della Union des Polders et Wateringues Flamandes, il nuovo Presidente di turno della E.U.W.M.A. (European Union of Water Management Associations), cui aderiscono le associazioni nazionali delle Bonifiche di Italia, Francia, Belgio, Olanda, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Portogallo ed Ungheria. La nomina è avvenuta Bruges nel corso dell’annuale meeting, che l’anno prossimo sarà ospitato in Italia e, nell’occasione, l’ANBI assumerà la guida dell’organizzazione. Durante l’incontro in Belgio è emerso come piogge eccezionali siano state la principale criticità nell’anno trascorso. E’ stato così in Inghilterra, dove il 2012 è stato l’anno più piovoso mai registrato (le precipitazioni hanno raggiunto la media annuale di 1123 millimetri) con gravi inondazioni di centri abitati ed ingenti danni, cui sono seguite piogge copiose anche nel 2013, in particolare nel mese di Marzo, con vere e proprie tempeste soprattutto nelle zone del Sud Ovest. In Germania, piogge torrenziali si sono concentrate tra la metà di maggio ed i primi di giugno 2013 con precipitazioni superiori di 3 volte alla media; nei bacini dei fiumi Elba e Danubio si sono avuti livelli di piena mai verificati prima.
In Francia tra il dicembre 2012 ed il febbraio 2013 sono cadute piogge di eccezionale portata, che hanno fortemente impegnato gli impianti idrovori dei consorzi con alti costi per l’energia elettrica, utilizzata per il pompaggio delle acque. Analogo problema, ma per motivi diversi, viene segnalato in Spagna, i cui consorzi sono fortemente impegnati nella trasformazione delle reti irrigue da “scorrimento” a “pressione”; molti impianti richiedono però anche il “sollevamento” delle acque. Tale trasformazione era iniziata in tempi di bassi costi dell’energia, impennatisi invece negli anni più recenti a livelli tali da creare gravissimi ripercussioni sui costi dell’irrigazione. Ai lavori del meeting sono intervenuti anche due alti rappresentanti della Commissione Europea, che hanno illustrato i progressi realizzati nell’ambito del Partenariato Europeo per l’Innovazione relativo all’acqua (lanciato circa un anno fa per accelerare il raggiungimento di un uso sostenibile ed efficiente delle risorse idriche), nonchè le opportunità per i consorzi di bonifica e di irrigazione europei nell’attuazione dei nuovi Piani di Sviluppo Rurale 2014/2020, dove vi sono ampi spazi per interventi relativi alla gestione delle acque, alla difesa idraulica e ad un’efficiente irrigazione. In tale ambito, grande interesse ed apprezzamento sono stati espressi in merito al sistema irriguo “esperto” Irriframe, voluto dall’ANBI e ad altri sistemi già attivi in Italia per un uso efficiente dell’irrigazione e per il risparmio della risorsa idrica. “Gli importanti temi sul tappeto annunciano l’importanza del ruolo, che l’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni andrà a ricoprire tra un anno in E.U.W.M.A., un’organizzazione cresciuta negli anni e che si pone come qualificato interlocutore degli organi comunitari in una materia fondamentale per il futuro dell’intero Pianeta: la tutela e la salvaguardia delle risorse idriche.” Questo il commento del Presidente A.N.B.I., Massimo Gargano, che prosegue: “Assolveremo il nostro compito al meglio, proponendo occasioni di riflessione di alto valore scientifico, il cui iter procedurale è già iniziato.”

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Verso la dissoluzione dell’euro?

Posted by fidest on Wednesday, 16 May 2012

Français : Pièce de 1 Euro du Portugal. Portug...

Français : Pièce de 1 Euro du Portugal. Português: Verso da moeda de 1€ (1 euro) de Portugal. (Photo credit: Wikipedia)

La Germania continua ad imporre politiche di austerità, ciò provoca spinte deflazionistiche e porta a pensare tutti gli europeisti che l’Euro stia per implodere. O il tasso di sconto della BCE scende alla pari di quello della FED allo 0,25% trascinando verso il basso il valore dell’Euro o si adotta una politica di intervento diretto della BCE nel debito degli stati . Non si vive di sola Europa e nel sistema globalizzato o si fanno scendere i prezzi o le imprese chiudono favorendo, ulteriormente, l’ingresso delle merci asiatiche. Valore alto dell’Euro e tassi di interessi bassi,temporaneamente favoriscono solo la Germania. Il risentimento (non giustificato quando le risorse si sprecano con la corruzione, l’evasione, le assunzioni clientelari ecc) nei confronti di questo stato sta dilagando tanto da poter far naufragare l’unità europea. “Possiamo far senza la Grecia” dicono. “Vero “, ma sarebbe solo l’inizio della fine. La Grecia avrebbe solo da perdere nell’uscita ! Ciò solo se dovesse responsabilmente rispondere alle obbligazioni assunte. Ma se seguisse l’esempio, deprecabile, dell’Argentina i problemi li creerebbe agli altri alleggerendosi di un debito di 400 MLD . Il governo olandese è collassato per non essere riuscito a decidere ulteriori manovre di austerità, la Grecia appena uscita da elezioni non riesce ad esprimere un nuovo governo, la Francia non sosterrà più la cancelliera nella politica di rigore. La spirale recessiva si auto – rafforza attraverso la riduzione dei redditi e delle entrate fiscali. Un circolo vizioso che ha trasformato un problema economico in un problema politico, che mette molti governi europei in una situazione insostenibile. La seconda soluzione per il salvataggio dell’Europa passa per l’adozione dell’eurobond o in interventi diretti della BCE nell’aiuto agli stati e non alle banche : prestando agli stati denaro all’1% e non alle banche che poi li girano agli stati al 5-9%. Questa misura potrebbe essere straordinaria e limitata nel tempo per trovare un accordo unitario. L’Europa senza una di queste due misure , non può reggere alla politica di pura austerità, senza saper come potersi finanziare .
(Orlando MASIERO)

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I viaggi della memoria: l’incontro all’Italo Svevo di Colonia

Posted by fidest on Monday, 19 March 2012

Italiano: Italo Svevo, scrittore italiano con ...

Image via Wikipedia

Il 15 marzo 2012 il Liceo linguistico Italo Svevo, unica scuola superiore italiana in Germania, e la Gesamtschule Francesco Petrarca, scuola comprensiva tedesca bilingue, di Colonia hanno ospitato nella loro struttura comune 240 studenti delle scuole superiori di Roma accompagnati da 40 insegnanti. Presenti anche circa 30 rappresentanti del comune di Roma, tra cui Giovanni Williams, direttore del Dipartimento dei servizi educativi e scolastici.Il viaggio rientrava nel progetto “Roma nel cammino della memoria: percorsi e viaggi di storia, cultura e impegno civile” organizzato da Roma Capitale, progetto che già ha portato gli studenti romani al confine orientale italiano, in Friuli Venezia Giulia, Istria e Dalmazia e sui passi della Shoah, ad Auschwitz e Birkenau. Il viaggio a Colonia è stato dedicato all’incontro con l’esperienza dell’emigrazione. Il secondo giorno del viaggio, venerdì 16 marzo, è stato invece dedicato alla visita, a Marcinelle in Belgio, del museo “Le Bois du Cazier” con la deposizione di una corona al “Monumento al sacrificio del minatore italiano”, presso il cimitero della cittadina che ospita le tombe dei minatori morti nell’incidente. In Belgio è stata presente anche una rappresentanza dell’Italo Svevo. L’obiettivo del progetto è quello di tenere, tra gli studenti della scuola secondaria, vivo l’impegno e la memoria storica, nella cornice della storia nazionale e mondiale del 900, per rilanciare tra i giovani i valori della democrazia e del rispetto umano, il rifiuto di ogni violenza, discriminazione e di ogni forma di dittatura. Al Liceo Italo Svevo gli studenti romani hanno incontrato dalle 14.00 alle 18.00 tante persone che hanno vissuto e vivono l’esperienza dell’emigrazione, tanti italiani ed italiane che con grande entusiasmo hanno risposto all’invito di raccontare le difficoltà incontrate ed i successi raggiunti, l’impegno che dedicano ogni giorno per migliorare la vita della comunità italiana in Germania. Questi incontri sono stati organizzati in “laboratori” che hanno affrontato la questione dell’emigrazione sotto angolazioni diverse quali ad esempio: l’istruzione, il mondo imprenditoriale, la condizione femminile e quella giovanile, la prospettiva storica, la letteratura, il mondo dei media, l’associazionismo italiano o il ruolo della chiesa. I laboratori sono stati accompagnati dagli insegnanti delle due scuole ospitanti e dai loro studenti, i quali avevano l’importante funzione di raccogliere i risultati degli incontri che saranno poi pubblicati. Nella serata del 15 marzo, a partire dalle 21.00, ha avuto poi luogo una cerimonia presso l’Hotel Maritim di Colonia cui sono stati invitati tutti gli studenti protagonisti dell’evento, i loro insegnanti ed i relatori dei gruppi di studio. La serata è stata guidata da Roberto Olla, direttore del TG Storia, che è venuto accompagnato da una troupe della RAI. http://www.italo-svevo-koeln.de

 

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Le risorse e il governo le ignora

Posted by fidest on Friday, 9 December 2011

Where Switzerland ends and Italy begins

Image by Small via Flickr

Perchè piangere sul mancato adegumento delle pensioni al costo della vita che, mediamente, raòppresentano per gli interessati un beneficio, si fa per dire, intorno ai 60 euro e si ignorano volutamente gli introiti possibili. Ne citiamo quattro:
l’aumento al 3% rispetto all’attuale 1,50% del recupero dei capitali scudati ovvero per 7 miliardi di euro;
la rinuncia all’acquisto dei nuovi armamenti per le forze armate per 13 miliardi di euro;
il mancato accordo con la Svizzera (come hanno fatto la Germania e la Gran Bretagna) per tassare i soldi nascosti in Svizzera e che avrebbero consentito un introito pari a 15 miliardi di euro;
mancato avvio dell’asta pubblica delle frequenze Tv per favorire Mediaset e che avrebbero permesso un introito di almeno 4 miliardi di euro.
E dire che Berlusconi insiste nel ritenere l’Italia un paese ricco. Si lo è ma solo per una ristretta cerchia di approfittatori che ci hanno portato allo sfascio attuale per ingordigia. Se questo governo non interviene diventa, automaticamewnte, complice, se non sotto ricatto, del precedente esecutivo.Non ha diritto, quindi, di pretendere sacrifici agli italiani e, soprattutto, nella misura che stiamo constatando. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Smaltimento pannelli solari

Posted by fidest on Wednesday, 30 November 2011

Pannelli Solari

Image by Janex & Alba via Flickr

Sono almeno mille le tonnellate di pannelli solari in attesa di essere smaltiti. Ovvero, circa 50mila moduli fotovoltaici che, smontati dai tetti o addirittura mai montati perché guasti o rotti, sono stati messi in fondo ai magazzini. È quanto emerge all’indomani di Ecomondo dove Ecolight, consorzio che si occupa della gestione di RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), pile e accumulatori, ha presentato il sistema integrato per la raccolta e il recupero dei pannelli solari. «Dai contatti che abbiamo avuto sono emersi numeri elevati. E probabilmente sono numeri in difetto rispetto alla realtà», ricorda il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. «Ci troviamo davanti ad una montagna di rifiuti per i quali non esiste ancora una normativa precisa». Il decreto del 5 maggio 2011, riferito al quarto conto energia, ha sancito l’obbligo per i soggetti responsabili di dotarsi di un canale corretto di smaltimento per tutti gli impianti che entreranno in funzione dal prossimo 30 giugno, pena la non concessione dei contributi di incentivo. «I soggetti responsabili, ovvero i produttori e gli importatori, sono chiamati ad aderire ad un consorzio che garantisca il riciclo dei moduli fotovoltaici al termine della loro vita», spiega Dezio. «Viene introdotto il principio secondo il quale chi inquina paga. Per ottemperare questo principio, il finanziamento e l’organizzazione della raccolta e del trattamento sono posti in capo ai produttori».
Ad oggi, sono oltre 54 milioni i pannelli solari in esercizio in Italia e, nonostante ciò, l’unico impianto di riciclaggio si trova in Germania. «Il fotovoltaico ha registrato una grande diffusione fin dalle prime installazioni avvenute negli anni Novanta. Inoltre, grazie ai quattro conti energia, che hanno previsto specifici incentivi per chi decide di produrre energia pulita, la diffusione del solare continua la sua crescita esponenziale», osserva il direttore generale di Ecolight. «Anche se la durata di un pannello fotovoltaico viene stimata intorno ai 20-25 anni, esistono già oggi molti moduli che rotti o non più funzionanti devono essere smaltiti in modo corretto». Ecolight ha studiato un apposito servizio tutto made in Italy per rispondere alle esigenze di recupero e smaltimento. «In collaborazione con aziende nostre partner che operano già nel settore della raccolta e del trattamento di rifiuti elettronici, abbiamo definito un sistema integrato di gestione di questi rifiuti garantendo il ritiro dei pannelli rotti o non più funzionanti su tutto il territorio nazionale e il loro corretto trattamento con il recupero delle materie prime seconde e lo smaltimento delle sostanze non riutilizzabili», spiega Dezio.
Una volta giunto a fine vita, un normale pannello solare può ancora dare molto all’ambiente. Conclude Dezio: «La maggior parte dei moduli fotovoltaici è quasi interamente recuperabile. Se opportunamente trattati, infatti, è possibile ottenere silicio, vetro, alluminio e plastica: tutte materie prime seconde, che possono essere reimmesse nei cicli produttivi facendo risparmiare energia e contribuendo a salvaguardare l’ambiente. Alcuni pannelli, inoltre, contengono tellururo di cadmio (CdTe), una sostanza particolarmente inquinante che deve essere smaltita in modo corretto».
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. Rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. Tratta tutte le tipologie di Raee. http://www.ecolight.it.

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Europa: consumi olio extravergine

Posted by fidest on Tuesday, 11 October 2011

«Bella d'olivo rigogliosa pianta»

Image by Sara Maino via Flickr

I consumi di olio extra vergine di oliva sono in aumento in Germania, Francia e Regno Unito. Merito anche della campagna di promozione triennale, Olio Extra Vergine di Oliva: alta qualità europea finanziata con il contributo dell’Unione Europea e del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e con le risorse proprie di Unaprol – consorzio olivicolo Italiano.
L’Italia che ha fatto dell’alta qualità europea il proprio fiore all’occhiello consolida in questi paesi definiti nuovi consumatori la propria presenza con il 74% del mercato in Germania, il 33% in Francia e il 55% nel Regno Unito. I dati, riferiti al primo semestre 2011, con confronto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziano appunto una crescita della presenza italiana su tali mercati. Il progetto triennale che ha visto un investimento complessivo di 4,5 milioni di Euro ha sviluppato nel corso dei tre anni di attività oltre 14mila contatti attraverso fiere specializzate; 9 mila attraverso le piazze e 6 mila circa attraverso i ristoranti, cui si aggiungono i 10 mila contatti nei vari punti vendita/gourmet. Nel corso dei tre anni sono stati realizzati circa 100 mila stampati in tedesco, francese ed inglese per la diffusione di materiali di informazione con ricette e notizie salutistiche, per agevolare il consumo consapevole dell’olio extra vergine di oliva, che hanno contribuito a sviluppare sul web oltre 40 mila notizie riguardanti lo stato di avanzamento di questo progetto europeo.
Nei tre anni di attività in Germania, Francia e Regno Unito Unaprol, Mipaaf e UE hanno prodotto un’informazione continua sul prodotto e sulle sue varie tipologie; sugli aspetti relativi al processo produttivo, alla qualità, ed alle molteplici possibilità di utilizzo in cucina con preparazione di piatti tipici della dieta mediterranea. Tutte le iniziative sono state orientate, altresì, ad accrescere le conoscenze sulle normative che regolamentano il settore con particolare riferimento agli aspetti concernenti la rintracciabilità, l’etichettatura ed i riconoscimenti qualitativi europei BIO, DOP e IGP.
I dati, non conclusivi, del progetto sono stati comunicati da Unaprol a Colonia, in Germania nel corso di Anuga. A giudicare dalla mole delle informazioni che circolano su questo argomento nella rete globale dell’informazione è la stessa UE a trarre un notevole vantaggio mediatico in qualità di sponsor principale di questa campagna di promozione e informazione.
Ad integrare le oltre 40mila notizie circolanti nel web vi sono anche i passaggi televisivi già realizzati dalla Rai che hanno raggiunto complessivamente nelle trasmissioni Italia Agricoltura, TG3 Agritre e Prodotto Italia oltre 2 milioni 700 mila telespettatori. Insieme alle notizie, la rete ha catturato e rilanciato nel villaggio globale dell’informazione anche la capacità della Commissione UE di stabilire, attraverso i suoi regolamenti, come nel caso della promozione ed informazione, migliori condizioni di vita sociale per tutti i consumatori degli stati dell’Unione Europea.

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Mohamed Magani: Un tempo berlinese

Posted by fidest on Monday, 10 October 2011

View, Algeri, Algeria

Image via Wikipedia

Un tempo berlinese racconta la storia di un algerino, emigrato da circa 25 anni in Germania, che ritorna nella sua terra negli anni Novanta, alla vigilia della discesa del paese all’inferno. Dopo che un amico di Berlino gli ha riferito gli echi di un dramma avvenuto in Algeria al tempo in cui si trovava nella Legione Straniera – dramma che a priori avrebbe travolto tutti i componenti di una famiglia – l’emigrato pur avendo rimosso ogni traccia della sua storia naturale, crede di ravvisare nei fatti riportati dall’amico la sorte della sua stessa famiglia, dimenticata e messa da parte per tutto il tempo dell’emigrazione. Deciso ad approfondire, vivrà il ritorno sui binari, e tra un treno e l’altro registrerà e osserverà i primi segni dello sconvolgimento del paese. Finisce così per lasciarsi raccontare la sua stessa biografia da un viaggiatore, un sedicente – o autentico – “amico d’infanzia”, che nella speranza di essere riconosciuto come tale, insegue e assilla la vittima nei vari spostamenti. A costui, però, il protagonista oppone il proprio passato ricostituito a Berlino, il proprio spazio-tempo della memoria.
Mohamed Magani è nato nel 1948 a El Attaf, Algeria. Per molti anni ha vissuto in esilio in Europa come scrittore perseguitato. Attualmente è docente presso l’università di Algeri e presidente del Pen Club Algeria.
Autore: Mohamed Magani Collana: Nuove Lune 65 Categoria: letteratura straniera/algerina
Pagine: 200 ISBN 978-88-497-0767-0 Prezzo: € 17,00

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Napolitano: messaggio al Papa

Posted by fidest on Monday, 26 September 2011

A victim? NOT!

Image by giopuo via Flickr

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato a Sua Santità Benedetto XVI il seguente messaggio: “Santità al rientro dal suo viaggio apostolico in Germania, desidero rivolgerle il più cordiale bentornato. Nel nobile auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico del nostro paese che Ella ha inteso esprimermi riconosco quell’affetto per l’Italia che ha sempre caratterizzato il Suo magistero. Ne sono profondamente toccato. Nei messaggi di singolare ricchezza e profondità che hanno caratterizzato la Sua missione in terra tedesca ho colto insegnamenti ai quali mi sento particolarmente vicino, sulla politica come impegno per la giustizia e sulla nascita del patrimonio culturale dell’Europa.Con gratitudine per la Sua fervida opera Le rivolgo il mio affettuoso pensiero”.

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Economia: La Germania cresce l’Italia no

Posted by fidest on Thursday, 17 February 2011

Nel 2010 il Pil tedesco e’ cresciuto del 3,6%, recuperando quasi totalmente rispetto alla crisi 2008-2009, l’Italia e’ all’1,1% sotto la media dell’Eurozona (+2%). La crisi c’e’ stata e della stessa entita’ per entrambi i Paesi, ma la ripresa e’ nettamente diversa.  Gia’, perche’?  Tutti e due basano la loro economia prevalentemente sull’esportazione ma noi non riusciamo ad intercettare i mercati. In questi giorni il governo Berlusconi ha annunciato un piano di rilancio in grado di “portare la crescita economica italiana oltre il tre-quattro per cento”. E quali sarebbero i contenuti di questo piano? La riforma dll’art. 41 della Costituzione? La riforma degli incentivi alle imprese, 2 miliardi a partire dal prossimo anno? Il Piano per il Sud e quello per la casa sono fermi. Di liberalizzazioni non se ne parla. I lacci e laccioli che frenano le imprese sono ancora ben annodati.  In compenso tutti parlano delle feste e festini in casa Berluconi, impor tante si’ certo, ma che non porta un’acca alla “crescita economica italiana oltre il tre-quattro per cento”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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20° anniversario della riunificazione della Germania

Posted by fidest on Wednesday, 6 October 2010

Bruxelles, parlamento europeo 5/10/2010 Giovedì, a mezzogiorno, il Parlamento europeo celebrerà con una seduta solenne il 20°anniversario della riunificazione tedesca, avvenuta il 3 ottobre 1990. Lothar de Maizière, il solo primo ministro della Germania Est a essere stato eletto democraticamente e Jacques Delors, ex Presidente della Commissione europea, prenderanno parte alla celebrazione, insieme al Presidente del PE Jerzy Buzek.

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Ripresa, l’Italia prenda lezioni dalla Germania

Posted by fidest on Tuesday, 31 August 2010

I dati relativi alla ripresa economica in Germania hanno raggiunto anche la nostra Italia, forse assopita dalle ferie e dalle polemiche politiche. Dovrebbero sollecitare riflessioni e analisi approfondite anche per attingere qualche idea utile per la nostra economia. I dati indicano un aumento del pil tedesco nel secondo trimestre di almeno il 5% su base annua e delle esportazioni del 3,8% a giugno rispetto al mese precedente. Paragonate a quelle di giugno 2009, le esportazioni sono aumentate del 28,5%. Si stima che aumenteranno dell’11% durante l’intero 2010 e, sulla base delle commesse già pervenute, esse ritorneranno già nel 2011 ai livelli pre-crisi. Quando l’export tira, come noto, si incrementano sia la produzione che l’occupazione. Si ricorda in proposito che oltre il 40% del pil tedesco è legato direttamente alle esportazioni. Sarebbe miopie pensare che l’attuale crescita dell’export possa essere stata determinata in gran parte dalla momentanea caduta del valore dell’euro. L’Eurostat ha così potuto quantificare nel secondo trimestre un aumento del Pil dei 16 paesi dell’Ue intorno al 3% su base annua, grazie ai dati della Germania. Ma per l’Italia, purtroppo, nonostante qualche segnale positivo l’aumento è solo dell’1,6%. Per la Francia è ancor meno e sebbene le sue esportazioni tengano, essa ha una bilancia commerciale in negativo nel primo semestre per 24,5 miliardi di euro, mentre la Germania conta un surplus di 74,6 miliardi.  Evidentemente qualcosa dobbiamo imparare dalla Germania. Mentre le altre economie occidentali, sotto la spinta della globalizzazione più incontrollata, continuavano a delocalizzare in aree dove c’era mano d’opera a bassissimo prezzo, già nella seconda metà degli anni novanta la maggior parte delle industrie tedesche, invece, comprese che tale politica sarebbe stata fallimentare e alla fine molto costosa. Molte tornarono a casa, oppure decisero di continuare le nuove produzioni, anche aumentando il livello delle tecnologie usate, ma per rispondere soprattutto alla domanda del mercato della regione ospitante.  Nel sistema tedesco, invece, gli investimenti pubblici e privati sono stati finalizzati ad un diffusa modernizzazione tecnologica e alla produzione di macchinari di elevata qualità da utilizzare al suo interno e per l’esportazione. Inoltre ha sviluppato sinergie e cooperazioni tecnologiche e industriali avanzate con i paesi emergenti, soprattutto con quelli del Bric, con il Brasile, la Russia, l’India e la Cina. Perciò ha potuto godere di nuove commesse in questa fase di ripresa. Ricordiamo che la domanda globale si basa su due canali: quello per prodotti a basso costo e quello per prodotti di alta qualità. Oggi anche i paesi emergenti chiedono sempre più i secondi.  In molti paesi si pone ancora il problema del costo del lavoro per giustificare convenienti delocalizzazioni. In merito ci preme sottolineare che il costo del lavoro tedesco nei settori manifatturieri è molto alto. Ma costituisce soltanto il 10% dei costi totali dei prodotti e macchinari di alta tecnologia. Il resto del costo è coperto da componenti tecnologiche sofisticate e da ricerca.  La Confindustria e il sistema Italia lo sanno bene. Ma continuano ad attaccare il costo del lavoro senza concentrarsi sull’innovazione e sulla ricerca per spingere l’intera economia del paese a un livello alto di innovazione. In Germania un altro punto di forza del suo sviluppo sta proprio nel positivo rapporto con il mondo del lavoro, anche nei momenti di crisi. La rete degli Arbeitsamt, degli uffici di collocamento, è una cosa seria. Lo possiamo dire anche per conoscenza diretta. Non si abbandonano i lavoratori che perdono il posto di lavoro, ma si mantengono attivi attraverso veri corsi di aggiornamento. Non c’è niente di più antieconomico e antisociale che trattare un disoccupato o un lavoratore precario come un costo o un peso da scaricare.  Naturalmente la Germania non è il paese del bengodi, né un’isola felice in un oceano di crisi irrisolte. Infatti, nei primi sei mesi del 2010 ha aumentato il suo deficit a 42,8 miliardi di euro rispetto ai 18,7 del 2009. Probabilmente il deficit sarà intorno al 3,5% del Pil a fine anno. Ciò è dovuto in particolare agli interventi governativi per salvare le banche e per sostenere i costi della disoccupazione e del lavoro part-time. Certo il problema più grave è ancora la bolla dei titoli tossici che per oltre 800 miliardi di euro infestano le banche tedesche che hanno partecipato alle scorribande speculative immobiliari in Spagna e altrove e agli acquisti facili di titoli di stato dei paesi cosiddetti cicala. Di indubbia efficacia è comunque la recente tassa sulle banche voluta dalla cancelliera Angela Merkel per lanciare un monito alle banche a tenere i conti a posto. L’Italia, che nella Germania ha il suo primo partner commerciale, dovrebbe far tesoro di alcuni modelli d’oltralpe anche per superare le pigrizie e i conservatorismi esistenti nel nostro sistema produttivo. E non solo.   (di Mario Lettieri Sottosegretario all’economia nel governo Prodi e Paolo Raimondi  Economista)

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La Germania fa…90!

Posted by fidest on Monday, 5 July 2010

Il 4-0 rifilato all’Argentina ha convinto anche gli ultimi scettici: la Germania è la vera squadra da battere in questo Mondiale.   Non è quindi un caso che un cospicuo 72% di giocate finora raccolte da Matchpoint sulla semifinale tra tedeschi e spagnoli sorrida alla squadra di Loew, quotata a 2.75 contro il 2.60 delle Furie Rosse.  Intanto festeggiano i 22 scommettitori Matchpoint che avevano correttamente previsto la clamorosa debacle dell’undici di Maradona: lo 0-4 pagava addirittura 90 volte la posta! Quattro di loro avevano puntato 10 euro, mettendone così in tasca 900. (Sisal Match Point)

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