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Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Italiano: Dolore acuto e cronico (Photo credit: Wikipedia)
Copenaghen dal 29 al 31 maggio p.v. si terrà il terzo Simposio Europeo sull’Impatto Sociale del Dolore Cronico – Societal Impact of Pain (SIP 2012). Il Simposio si svolge durante il semestre di presidenza danese del Consiglio d’Europa. Più di 300 tra medici, manager della sanità pubblica e privata, esponenti politici e di associazioni di pazienti, provenienti da tutta Europa, si incontreranno per portare all’attenzione dei governi Europei il problema dell’impatto sociale del dolore cronico. Si confronteranno sulle “best practices” per la cura del dolore presenti nelle rispettive nazioni, con l’obiettivo di promuovere l’attuazione della “Road Map for Action”, il piano d’azione risultato del secondo Simposio SIP, svoltosi a Bruxelles nel maggio 2011, presso il Parlamento Europeo. La “Road Map for Action” è il risultato più importante del SIP 2011. Individua i sette aspetti politici chiave che le istituzioni della UE e gli stati membri devono aver ben presenti per affrontare in modo efficace il problema del dolore cronico (la versione integrale del documento è disponibile nel sito http://www.sip-meeting.org/2011). Lo stato di attuazione della Road Map for action, nell’ambito delle politiche nazionali per la salute, sarà il tema centrale della discussione del SIP 2012.Particolare attenzione sarà rivolta al punto 1: riconoscimento del dolore come condizione che incide fortemente sulla qualità della vita dei pazienti e che deve essere tra le priorità di ogni sistema sanitario nazionale. Come spiega il Professor Hans Kress, presidente della Federazione Europea delle Associazioni per lo Studio del Dolore (European Federation of IASP® Chapters – EFIC®: “Mentre il dolore acuto, in seguito a lesione o intervento chirurgico, è direttamente correlato all’evento traumatico e quindi agisce come segnale utile che allerta di un pericolo imminente, il dolore cronico di solito persiste per un periodo di tempo più lungo, quando ha perso l’utilità di sintomo ‘segnale d’allarme’. Inoltre, il dolore cronico produce nel paziente un complicato insieme di cambiamenti fisici, psicologici e sociali tali da avere nella maggior parte dei casi rilevanti ricadute socio-economiche. Il dolore cronico grava pesantemente sull’individuo, ma anche sulla società, che si fa carico di enormi costi economici per il sistema sanitario. Tramite la piattaforma SIP stiamo cercando di far comprendere sempre di più queste conseguenze negative, e di sostenere e incoraggiare le politiche dell’Unione Europea e dei Paesi Membri per un miglioramento della percezione del dolore cronico e del trattamento dei pazienti in Europa”. Pia Frederiksen, presidente dell’Associazione Danese dei pazienti affetti da dolore cronico, FAKS, così esprime le sue aspettative riguardo al SIP 2012: “Vogliamo ottenere il riconoscimento del dolore cronico come condizione grave e debilitante e fare divulgazione sul trattamento del dolore, per poter aiutare ogni singolo paziente e i familiari a gestire al meglio la propria condizione. Come presidente dell’Associazione Danese dei pazienti affetti da dolore cronico, spero vivamente che la discussione all’interno del SIP 2012 contribuisca in maniera sostanziale a rendere visibile questo problema non soltanto in Danimarca, ma in tutti i paesi dell’Unione Europea. Insieme ad altre associazioni di pazienti, la FAKS continuerà a sensibilizzare politici e amministratori perché rivedano la loro percezione del dolore cronico e lo riconoscano come uno stato di salute a sé stante rispetto alle altre malattie croniche, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti, così come sul budget economico dei sistemi sanitari”.
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Pubblicato da fidest su sabato, 12 maggio 2012
Il Parlamento auspica che l’impulso dato dalla Primavera araba possa stimolare il progresso verso una zona di libero scambio euro-mediterranea e appoggia i negoziati volti a stabilire zone di libero scambio globali. Durante il dibattito, Rinaldi ha cercato di rassicurare i deputati preoccupati per il potenziale impatto del libero scambio sui contadini dell’Unione, sottolineando il notevole surplus commerciale dell’UE nel settore agricolo con tali paesi e i benefici che i consumatori dell’UE trarrebbero dall’apertura dei nostri mercati.
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Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 settembre 2011
Il CINI, Coordinamento Italiano Network Internazionali, lancia l’allarme sull’impatto che la manovra in discussione potrebbe avere sulla cooperazione allo sviluppo. “Il testo della manovra economica straordinaria in discussione al Senato è ancora in divenire, ma si possono già fare alcune stime sull’impatto devastante che potrebbe avere per la cooperazione pubblicaallo sviluppo” dichiara Maria Egizia Petroccione, Coordinatrice del CINI. Anticipando le misure previste a legislazione vigente (dl 98/2011), che tagliano il bilancio del Ministero Affari Esteri (MAE) di 182 milioni di euro nel triennio 2013-2015, sulla legge di disciplina della cooperazione allo sviluppo (legge 49/87) potrebbe gravare un taglio di più di 100 milioni di euro. Ciò è molto probabile. Infatti, nell’ultimo triennio i tagli al bilancio generale del MAE sono stati fatti gravare per la maggior parte sul bilancio della cooperazione allo sviluppo. Complessivamente, nel triennio 2008-2011 i fondi destinati alla legge 49/87 sono stati ridotti del 78 %. Ad oggi la legge 49/87 dispone di 158 milioni di euro a bilancio, ed una possibile riduzione di 100 milioni di euro limiterebbe di un terzo il suo valore, praticamente quasi azzerando gli interventi poiché le sole spese di funzionamento sono attorno ai 25 milioni di euro. “Infine” conclude Petroccione “viene anticipata di un anno la riduzione del 5% delle deduzioni delle donazioni alle ONG (meno 5% nel 2012 e meno 20% nel 2013) e in queste ore è aumentato il costo dell’invio delle rimesse per gli immigrati “irregolari” – con un imposta di bollo del valore del 2% su ogni transazione – spingendoli verso circuiti ancora più clandestini d’invio di valuta”. Il CINI chiede che i tagli questa volta risparmino la cooperazione allo sviluppo così come risparmiano il fondo per la Protezione Civile e che venga invece seriamente presa in considerazione l’introduzione di una tassa sulle Transazioni Finanziarie Speculative, così come proposto dalla Campagna 005, tassa capace di generare risorse molto ingenti da destinare alle politiche sociali in Italia e alla Cooperazione internazionale allo sviluppo.
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Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 luglio 2011
La manovra e il decreto sui costi standard costeranno, per quel che riguarda la sanità, 500 euro circa per una famiglia standard, con punte che raggiungono i 200 euro a persona. La stima è di Francesco Saverio Mennini, professore del Ceis Sanità di Tor Vergata, a un convegno sui costi standard e i meccanismi di ripartizione del finanziamento della sanità presso l’Accademia dei Lincei. «Abbiamo fatto una rapida analisi» spiega «dell’impatto della manovra insieme al decreto dei costi standard, e visto che così rischiano di crescere le spese a carico delle famiglie. Non si può infatti valutare l’efficienza delle regioni solo sulla spesa netta, perché nella manovra si fa riferimento esplicito alla compartecipazione, meccanismo che incide sulla spesa privata pro-capite. Il rischio quindi è che le regioni con meno esenti vedano crescere l’impatto della manovra». La stima fatta dall’economista è che la manovra peserà su ogni famiglia «per 500 euro e 200 euro circa a persona». «Il riferimento ai costi standard» secondo il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino «se appare non immediatamente rilevante ai fini della determinazione del finanziamento da riconoscere alle diverse realtà territoriali, può incidere positivamente sul sistema di autovalutazione delle Regioni e sulla conseguente adozione delle “best practice”». (fonte farmacia33)
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Pubblicato da fidest su lunedì, 30 maggio 2011

Image via Wikipedia
Sanremo 2 giugno, a partire dalle ore 19, piazza San Siro San Siro il Civ Luce presenterà un tributo a Rino Gaetano, scomparso 30 anni fa. La serata si svolgerà con ingresso libero e vedrà la partecipazione di un cast d’eccezione composto da bravissimi artisti liguri. Dalle 19 alle 23 si esibiranno Chiara Ragnini, il trio Delfino con Marisa Fagnani e Christian Gullone con la Grockbanda. Un concerto per rivivere le emozioni di un tempo. Un omaggio ad un cantautore italiano che, a distanza di anni, risulta ancora attualissimo e di grande impatto. Un’occasione per le generazioni più giovani di conoscere un artista geniale. Gli artisti rivisiteranno i brani del cantautore con interpretazioni originali facendo riascoltare grandi successi come “Gianna”,”Ma il cielo è sempre più blu” o “Nontereggae più” e proponendo anche propri pezzi. Lo spettacolo, che si preannuncia coinvolgente e di impatto, sarà presentato da Claudio Porchia.
“Con questa iniziativa – dichiara Monica Paracchini, presidente del Civ Luce a San Siro – intendiamo ricordare e celebrare un grande cantautore la cui opera ha influenzato diverse generazioni di artisti e lasciato un segno importante nella storia della canzone. Piazza San Siro ospiterà ancora una volta un evento musicale di grande qualità regalando la magia di una scenografia straordinaria e unica”.
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Pubblicato da fidest su sabato, 16 aprile 2011
Milano 4 maggio alle 18 al Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione di Milano-Bicocca (IV piano, edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1, Milano).Stefano Gardelli, autore di L’Africa cinese parlerà su Gli interessi asiatici nel Continente Nero (Università Bocconi editore, 2009), e dell’impatto del “Beijing consensus” sul continente nero Perché da Lagos a Johannesburg la Cina sta scalzando l’Occidente. Incontro mercoledì 4 maggio Che cosa ci fanno centinaia di operai edili cinesi ammassati in cantieri-dormitorio organizzati come piccole Chinatown nel bel mezzo del deserto della Dancalia in Etiopia? E perché diventa sempre più frequente incrociare lo sciamare ordinato di funzionari di Pechino e businessmen di Shanghai negli hotel di Lagos o sulle rotte per Luanda?
L’evento segna il primo appuntamento organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano presso la sua nascente ketang (classe Confucio) all’Università Bicocca. Martedì 10 maggio 2011 il Rettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Prof. Marcello Fontanesi, e i Direttori dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Prof. Alessandra Lavagnino e Prof. Jin Zhigang, sigleranno l’accordo per la costituzione della ketang, alla presenza del prorettore dell’Università degli Studi di Milano, prof. Marino Regini. Con questo accordo, grazie alla stretta collaborazione con l’ateneo di Bicocca, si raddoppia l’offerta complessiva dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano: i corsi di lingua e cultura cinese (tra cui corsi di cinese classico), e poi gli eventi, gli incontri e gli spettacoli saranno organizzati e tenuti anche presso l’ateneo di Bicocca.
L’Africa cinese. Gli interessi asiatici nel Continente Nero di Stefano Gardelli Università Bocconi editore, 2009 146 pagine, 15 euro
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Pubblicato da fidest su giovedì, 3 febbraio 2011
Le ultime stime dell’Istat sul reddito delle famiglie italiane mostrano ancora la forte spaccatura del Paese tra Nord e Sud, anche se, rispetto al passato, c’è un lieve recupero dei redditi al Centro e al Sud. È tutto da interpretare, ad avviso di Adiconsum, il dato secondo cui l’impatto al Sud è stato inferiore. Si dimentica troppo spesso che il Sud non ha infrastrutture né grandi industrie e che ha invece una forte disoccupazione. Secondo i dati Istat, è da ritenersi positiva la stretta sul credito attuata dalle banche che avrebbe consentito di ridurre il costo degli interessi a carico delle famiglie. Numeri questi che, anche se veri, hanno però penalizzato l’economia delle regioni meridionali.
Adiconsum – prosegue Giordano – propone quindi misure attive per sostenere i redditi in tutte le regioni, ma in particolare al Sud, tenuto anche conto dell’altro dato Istat sul forte aumento della disoccupazione giovanile. In questo senso – conclude Giordano – Adiconsum ha già proposto di inserire nel Milleproroghe misure di sostegno in quanto anche se gli economisti pensano che si sia usciti dalla crisi, il recupero del reddito delle famiglie disponibile avrà tempi più lunghi.
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Pubblicato da fidest su sabato, 29 gennaio 2011
Roma 3 febbraio 2011 ore 18.30 Largo Toniolo 21-22 Centro culturale San Luigi di Francia (Ambasciata di Francia presso la Santa Sede) Conferenza di Alain Cueff, storico dell’arte, curatore della mostra “Le Grand monde d’Andy Warhol” al Grand Palais di Parigi nel 2009, autore di Warhol à son image [Flammarion, 2009]. Dall’immagine di un artista superficiale ed ironista che Warhol ha coltivato tutta la sua vita alla lettura di un’opera impregnata di un cattolicesimo tormentato: Alain Cueff si adopera per mostrare l’influenza della “cultura bizantino-cattolica” di Warhol, l’impatto fondamentale della religione sulla sua opera, che finora era stato tenuto sotto silenzio.
Famoso, assurto rapidamente allo status di star, provocatore, Andy Warhol non ha mai smesso di proporre ad una società che glielo chiedeva, un’immagine falsata, costruita su malintesi, bugie ed un’ironia permanente. Per quanto erroneo sia, questo ritratto, che poco importava all’artista, deve essere preso in considerazione, analizzato e superato in modo che l’opera di Warhol si riveli in tutta la sua autenticità. Notato negli anni ‘60, lo stretto rapporto intrattenuto da Warhol con la religione aveva suscitato sorpresa ed incomprensione. Era il personaggio di Warhol più che l’opera che sembrava svelarsi sotto una nuova luce; ma, secondo Alain Cueff, la religione ha avuto anche “un’incidenza sulla sua strategia e la sua opera” e sarebbe riduttivo non tenerne conto. L’autore di “Warhol à son image” non pretende rivoluzionare l’analisi dell’opera warholiana con questa idea ma piuttosto reinterpretare quest’opera alla luce del sacro, superando l’immagine fittizia che l’artista aveva accuratamente costruita. [basato su un articolo di Cécile Larrigaldie]
Nel corso dell’anno 2011, il Centro San Luigi si preoccupa di definire il posto del sacro e della spiritualità nella creazione contemporanea. Incontri, mostre e concerti esploreranno l’incontro tra la ricerca spirituale e i diversi tipi di espressione artistica.
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Pubblicato da fidest su mercoledì, 26 gennaio 2011
Parigi 27 e il 28 Gennaio 2010 a presso il quartier generale UNESCO, si apre ufficialmente l’Anno Internazionale della Chimica, sotto l’egida delle Nazioni Unite, che lo ha proclamato, dell’UNESCO e dell’UICPA (Unione Internazionale della Chimica Pura ed Applicata). Perché è così importante celebrare la chimica? La chimica è una scienza che può dare risposte a bisogni e sfide globali che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana di ciascun individuo. La purezza dell’acqua, la sicurezza alimentare, l’efficienza energetica, lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita sono, infatti, tutte questioni di chimica, come recita il pay-off che accompagna la campagna di comunicazione internazionale.
In Italia, la Commissione Italiana UNESCO, presieduta dal prof. Giovanni Puglisi, ha elaborato un programma ricco di eventi per la diffusione e la valorizzazione della chimica, in collaborazione con Federchimica, SCI (Società Chimica Italiana), INSTM (Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali), con la partecipazione del Museo Galilei di Firenze, del MUST (Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”) di Milano e del Polo Museale “La Sapienza” a Roma e il sostegno del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). http://www.chimica2011.it
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Pubblicato da fidest su lunedì, 27 dicembre 2010
La presenza di oltre 4 milioni di immigrati in Italia ha logicamente un impatto sulla salute pubblica che deve essere analizzato ed affrontato, cosa mai fatta fino ad ora. Gli aspetti più rilevanti per la salute pubblica sono connessi alla presenza di clandestini, persone cioè di cui non si conosce affatto lo stato di salute e lo stato immunitario specie in relazione alle vaccinazioni effettuate nel proprio paese. Mentre la popolazione italiana è completamente schedata sul piano sanitario, la popolazione immigrata non lo é e ciò può comportare un rischio per la salute pubblica relativamente ad un gran numero di malattie tra cui la tubercolosi, la polio, l’HIV/AIDS, la sifilide, l’epatite B e C, il morbillo, l’epatite A e la febbre tifoide. Assolutamente carente è stata finora l’azione del CCM (Centro di Controllo delle Malattie) del Ministero della salute, diretto dal Dr Donato Greco nel precedente Governo Prodi. Il nuovo Governo eletto soprattutto per far fronte all’emergenza sicurezza dovrà – Censire accuratamente lo stato di salute della popolazione immigrata attraverso uno screening che preveda sicuramente indagini relative a tubercolosi, HIV, epatite B – Vaccinare chi non è vaccinato nei confronti delle più comuni malattie infettive – Compilare il Passaporto sanitario per tutta la popolazione immigrata – Rafforzare la sorveglianza epidemiologica delle malattie, anche attraverso specifiche ricerche e controlli, attraverso un’opera più efficace e solerte da parte del CCM.
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Pubblicato da fidest su sabato, 20 novembre 2010
San Giuseppe Jato 20 novembre 2010 ore 11 nella sala Multimediale i medici specialisti della patologia, che esporranno le loro idee e le loro esperienza con i nuovi farmaci inibitori del dipeptidil dipeptidasi 4 (DPP-4), l’enzima responsabile della degradazione delle incretine (ormoni, secreti dopo i pasti, specialmente il GLP-1, hanno la funzione di controllare la glicemia). Come spiegano gli organizzatori: “Lo scopo dell’incontro sarà quello di mettere in evidenza l’impatto delle nuove terapie del diabete mellito di tipo 2 in relazione alle nuove evidenze di tipo patogenetico sul DM 2 stesso che negli ultimi anni sempre più, data la rapida e continua acquisizione di conoscenza scientifica sulla sua storia naturale, ha condotto il medico specialista verso la scelta di strategie terapeutiche che hanno stravolto i vecchi paradigmi di trattamento. E se da un lato il medico specialista è stato costretto a rivedere il proprio approccio terapeutico con variazioni innovative nella pratica clinica, il medico di medicina generale si è trovato di fronte a un confronto sempre più forte e tuttavia impari, perché nella maggior parte dei casi ultraspecialistico, con le nuove molecole disponibili dovendone gestire solo la parte prescrittiva e non quella terapeutica. L’obiettivo è quindi quello di stabilire una sorta di piattaforma terapeutica comune sia dal punto di vista scientifico che prescrittivo inteso nel senso di una maggiore comprensione delle finalità dell’AIFA (agenzia italiana del farmaco) riguardanti i cosiddetti “farmaci innovativi”. E’ prevista infatti una didattica frontale e una interattiva che prendendo spunto dalle relazioni didattiche pone dei quesiti terapeutici simulando il momento prescrittivo in un contesto clinico ben preciso in modo da rendere univoca le scelta terapeutica”. I lavori sono stati così programmati:
11.00 saluti del Sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia
11.30 – 12.30 I caso clinico: L’esperienza con Sitagliptin: “Il paziente metformina” Dott.sa Lucia Spano
• 12.30 – 13.30 II caso clinico: L’esperienza con Sitagliptin: “Il paziente sulfanilurea” Dott. Vito Aiello
• 13.30- 14.00 Discussione
• 15.00 – 18.00 III SESSIONE Moderatori: V. Provenzano, E. Pusateri
• 15.00 – 16.00 III caso clinico: L’esperienza con Sitagliptin: “Una giovane paziente con diabete di recente insorgenza” Dott. Alessandro Scorsone
• 16.00 – 17.00 IV caso clinico: L’esperienza con Sitagliptin: “Il paziente anziano” Dott. Davide Brancato
• 17.00 – 17.30 Discussione plenaria dei 4 casi clinici
• 17.30 – 18.00 Compilazione Questionario di Verifica Fine dei Lavori
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Pubblicato da fidest su domenica, 26 settembre 2010
Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente, sull’emergenza rifiuti in Campania ha dichiarato: “Come Radicali, con l’urbanista Aldo Loris Rossi, avevamo proposto a Bertolaso una strada molto semplice per uscire dall’emergenza: separare gli imballaggi, che sono materiali inorganici e costituiscono circa il 60% dei rifiuti urbani, dai materiali organici. Avevamo indicato anche gli oltre 60 siti di aree per lo sviluppo industriale (Asi) già attrezzate e inutilizzate (120 ettari) per lo stoccaggio di questi materiali inerti.” Per la deputata Radicale, “bastava questo per ridurre, come avviene in tutto il mondo civile, l’impatto negativo di discariche e inceneritori. Invece, anche questo Governo ha perseverato in una politica che, favorendo il tacito accordo tra lobbies delle discariche e degli inceneritori perché non vi sia riduzione dei rifiuti, provoca danni alla comunità e all’ambiente.” “Per uscire da quest’emergenza – conclude Elisabetta Zamparutti – serve un’alleanza tra scienza e politica non corrotte.”
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Pubblicato da fidest su martedì, 24 agosto 2010
I decani delle Business School confrontano i diversi modelli educativi e gli effetti della globalizzazione. La business education è stata declinata nel mondo attraverso numerosi e differenti modelli, rappresentativi di profonde differenze culturali, economiche e sociali. L’impatto della globalizzazione – che spesso è sinonimo di “standardizzazione” – ha influito anche sull’evoluzione dei modelli educativi delle business school internazionali? E se sì, in che modo? Questi i temi discussi alle tavole rotonde che hanno riunito i decani delle maggiori business schools europee, asiatiche, americane e sud americane. Sedici fra decani, membri di facoltà, giornalisti della business education, consulenti dell’educazione e professionisiti hanno preso parte alla tavola rotonda in Francia. Paul Danos ha sottolineato come l’implementazione degli accordi di Bologna stia spingendo ad una convergenza dei sistemi educativi dei differenti paesi, e dall’altro lato, come questa convergenza orienti le esigenze di mercato in termini di esperienza, qualità del corpo docente e finanziamento delle scuole. Altro punto cruciale al centro dei dibattiti è stato la “diversità”: i sistemi di business education di ciascun paese posseggono tratti unici se confrontati con altri modelli nazionali e l’impatto della globalizzazione su ciascuno di essi è differente. In modo particolare, in Europa ed in Cina, i decani rilevano come le istituzioni politiche internazionali e le organizzazioni non governative si stiano interessando alla business education attraverso gli standards e le accreditazioni. Infine, hanno constatato che le dinamiche del mercato stanno avvicinando progressivamente le business schools ai partner non accademici, le imprese, dando crescente rilievo all’importanza del corpo docente e alla ricerca.
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Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 agosto 2010
Il protocollo di Kyoto parla chiaro: l’Italia, nel periodo 2008/2012, deve abbattere le emissioni inquinanti del 6,5%. L’Unione Europea deve abbatterle dell’8%. Ma non solo il protocollo di Kyoto. Anche la crisi economica entra nel dibattito “impatto zero”. Dove? In uno dei mercati che più dovrebbero (assieme a quello automobilistico) essere sensibili: le costruzioni. O meglio, le abitazioni residenziali. Già, perché gli attori economici del settore sanno benissimo che «non è più possibile costruire, il mercato è fermo, immobile» come dice Luigi Barbato, presidente di Erif Real Estate, società di costruzioni con sede a Legnano, riferimento per il Nord Ovest lombardo e il Piemonte. «Pensare che il futuro sia ancora interessato dall’aumento delle volumetrie è insensato. Bisogna investire nella riqualificazione dell’esistente». Ecco perché la società di Legnano ha dato i natali a una nuova divisione: Erif Energy. «Il tema portante dei prossimi 10/20 anni, sia nel settore residenziale così come negli altri settori industriali, sarà quello dell’abbattimento delle emissioni e la riduzione dei consumi -precisa Barbato-. Nel nostro territorio di riferimento, circa il 90% delle costruzioni esistenti, tranne quelle di ultima produzione, è considerato “energivoro”, ossia che consuma troppo. Bisogna intervenire sui consumi sia per garantire un abbattimento dei costi alle famiglie, sia per limitare sempre di più le emissioni». Erif Eneregy, dunque, si pone come soggetto di riferimento per la riqualificazione energetica degli stabili esistenti. Dalla ricerca del finanziamento, passando per l’analisi energetica dell’edificio, fino agli interventi strutturali. I benefici sono immediati: «Con piccoli e semplici interventi di riqualificazione energetica -continua Barbato- si ottengono benefici immediati che possono portare a un abbattimento dei consumi anche del 60%. Intervenire sul cappotto esterno, sulle caldaiette autonome, sui tetti garantisce una riduzione delle chilocalorie emesse dalle attuali 150/200 per metro quadrato (Kwp/mq) fino a 80 Kwp/mq». Lo Stato, inoltre, garantisce un ritorno fiscale del 55% dell’investimento effettuato per ridurre i consumi. E anche i soldi per i finanziamenti esistono: «Bisogna proporre idee innovative -spiega ancora Barbato-. Se è vero che da un lato le banche potrebbero fare di più, è altrettanto vero che i soldi per progetti realmente innovativi ci sono. La nostra divisione Energy, grazie alla consulenza di professionisti del settore “impatto zero”, è in grado di offrire un pacchetto completo: dalla ricerca fondi fino agli interventi veri e propri. Ma se le banche non dovessero finanziare i progetti, le spese di questi interventi sarebbero coperte tranquillamente dal risparmio energetico ottenuto dalle singole famiglie sulle bollette della luce e del gas». Non sottovalutiamo che la riqualificazione energetica di un palazzo porta con se oltre alla diminuzione dei consumi anche una valorizzazione del patrimonio immobiliare di circa il 30/40%». Per maggiori info: http://www.erif.it. (Stefano Morelli)
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Pubblicato da fidest su giovedì, 24 giugno 2010
Roma 24 maggio 2010, alle ore 11, presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (piazza Sant’Onofrio, 4), saranno presentati i risultati preliminari del più ampio e articolato studio scientifico mai realizzato al mondo relativo agli effetti di catastrofi naturali – come i violenti terremoti – sulla psiche e sulla salute dei bambini e dei ragazzi. L’iniziativa, promossa dalla Camillian Task Force con il coordinamento scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, vede coinvolti i pediatri abruzzesi per la raccolta dei dati sul campo e la Caritas Italiana come sostenitrice del progetto. All’incontro prenderanno parte: Dott. Stefano Vicari – Responsabile Neuropsichiatria infantile Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Padre Renato Salvatore – Generale dei Ministri degli Infermi – Camilliani Don Vittorio Nozza – Direttore Caritas Italiana Mons. Giovanni D’Ercole – Vescovo ausiliare della Diocesi de L’Aquila Prof. Alberto G. Ugazio – Presidente della Società Italiana di Pediatria
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