Pavia. Con più di 2500 presenze durante tutta la giornata, si è conclusa positivamente oggi la tredicesima edizione di Porte Aperte alle imprese, il Career Day d’Ateneo organizzata dal Centro Orientamento dell’Università di pavia
200 gli stage offerti dalle circa 90 aziende presenti con i loro stand nei cortili dell’Università, stage che già nei giorni scorsi erano pubblicati sulla bacheca on line e che sono stati visualizzati da circa 4000 utenti. 150 neolaureati hanno avuto oggi la possibilità di sostenere colloqui di lavoro con le aziende direttamente nella sede della manifestazione. Anche per l’edizione 2012 Porte Aperte alle Imprese è stato un banco di prova per gli studenti che hanno potuto avere un check sul proprio CV. Porte Aperte ha offerto anche la possibilità di migliorare e perfezionare il proprio Curriculum Vitae grazie a un servizio gratuito di CV-check fornito dallo staff di Jobadvisor e di Walk on Job che sono stati a disposizione per dare suggerimenti sulla presentazione di una candidatura efficace. Buono l’afflusso agli stand degli Ordini Professionali, dagli avvocati ai medici, dai chimici agli psicologi ai commericialisti e ingegneri, che hanno offerto utili consigli. “Porte Aperte alle Imprese” ha visto la collaborazione di importanti realtà del territorio che, a diverso titolo, offrono servizi e opportunità di orientamento al lavoro: l’Unione degli Industriali della Provincia di Pavia, la Camera di Commercio, la Provincia di Pavia, la sede territoriale della Regione, il Comune di Pavia, UBI-Banca Popolare Commercio e Industria che offre finanziamenti a tassi agevolati per gli studenti che vogliono perfezionarsi negli studi, lo IUSS l’Istituto Universitario di Studi Superiori con proposte di master e formazione post laurea. Tutte le informazioni sull’orientamento al lavoro sono disponibili sul sito: http://cor.unipv.eu/site/home/ orientamento-al-lavoro.html (Stefania Muzio)
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Porte aperte alle imprese
Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012
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Le imprese regionali guardano al Montenegro per nuove opportunità di business
Pubblicato da fidest su lunedì, 14 maggio 2012
Tra le attrattive del Paese, la facilità ad avviare una nuova impresa e le relazioni ormai storiche fra i due territori. L’interesse delle imprese regionali per il Montenegro si riconferma alto: sono molti, circa una cinquantina, gli imprenditori locali che stamani nell’ente camerale triestino hanno preso parte alla presentazione dell’Asse II del progetto regionale Adria 3 “Internazionalizzazione – sviluppo dei rapporti economici tra Friuli Venezia Giulia e Montenegro”, organizzata da Unioncamere Friuli Venezia Giulia e Informest.
I dati sull’export Friuli Venezia Giulia in Montenegro sono interessanti. L’ultimo dato Istat (2011) si assesta a 8 milioni di euro: “Mobile, manufatti metallici, articoli di abbigliamento sono i nostri settori trainanti nel Paese, ma ci sono ottimi margini per molti altri – rileva il presidente camerale Antonio Paoletti –. In tal senso possiamo far fruttare la nostra esperienza nell’area balcanica e adriatica, che registra una continuità operativa e sistemica ormai di lungo termine“.
Il protocollo Italia – Montenegro sottoscritto nel 2010 da cui nasce la possibilità di una cooperazione decentrata tra Friuli Venezia Giulia e Montenegro è stato ricordato da Elio De Anna, assessore regionale alle Relazioni Internazionali: “La nostra regione svolge un’azione geopolitica forte nel Sud – Est Europa, le nostre imprese hanno una vocazione naturale verso quest’area, terreno fertile per le nostre realtà, che stiamo incoraggiando ulteriormente e per il quale stiamo lavorando a un nuovo protocollo”. Relazioni storiche e opportunità di sviluppo ribadite anche dal vice ministro montenegrino all’Industria e alle imprese, Dragan Kujovic: ”Ci sono sempre stati ottimi rapporti , ormai conosciamo bene entrambe le economie, ma intendiamo rafforzare ulteriormente questa collaborazione per lo sviluppo delle piccole e medie imprese di entrambi i territori e di settori strategici come il turismo, l’edilizia, le infrastrutture e molti altri ancora”.
Il Montenegro nel corso degli ultimi anni ha sviluppato un’indubbia capacità d’attrazione per la cooperazione economica: la normativa più recente agevola le imprese in molti fondamentali aspetti tecnici, come i costi/tempi di registrazione. Commenta la presidente di Informest Silvia Acerbi: “Informest segue da anni e da vicino il sud-est Europa, le possibilità di sviluppo economico che offre e i passi avanti che avvicinano l’economia del nostro territorio alle opportunità di business. I dati parlano chiaro: il Montenegro sempre più si sta rivelando come una realtà amica delle piccole medie imprese. Secondo un rapporto della Banca Mondiale del 2012, nell’area dei balcani il Montenegro è secondo solo alla Macedonia per facilità ad avviare un’impresa”.
La presentazione odierna si inserisce nel progetto di cooperazione “Adria 3 – Rafforzamento e sviluppo della cooperazione con i paesi della sponda dell’Adriatico orientale” finanziato dalla L.R 19/2000 Regione Friuli Venezia Giulia, di cui Informest è capofila, tra le cui finalità vi è anche superare le eventuali problematicità legate all’accesso al mercato, migliorare le capacità degli attori economici e istituzionali nello sviluppo di politiche a favore della crescita del territorio, con particolare attenzione ai principi di sostenibilità ambientale, economico e sociale. Il progetto Adria 3 è dedicato ad Albania, Croazia (regione Istria) e Montenegro.
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Più potere alle piccole imprese
Pubblicato da fidest su sabato, 12 maggio 2012
Il Parlamento desidera che la strategia commerciale dell’UE si concentri sul sostegno per le piccole e medie imprese (PMI), che in alcuni paesi forniscono addirittura il 30% dei posti di lavoro e sono, secondo il relatore, “cruciali per lo smantellamento delle oligarchie come attori chiave”.Il Parlamento chiede alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo di indirizzare gli investimenti verso le piccole e medie imprese, e alla Banca europea per gli investimenti di fornire alle PMI programmi di microcredito e di controgaranzia. I deputati auspicano incentivi per registrare l’elevato numero d’imprese operanti sul mercato nero, l’agevolazione della circolazione di uomini e donne d’affari attraverso le frontiere e il sostegno per la diversificazione del commercio.Propongono anche l’istituzione da parte degli Stati membri di programmi Erasmus e Da Vinci Euromed per gli studenti in visita, e l’apertura di camere di commercio europee insieme ai paesi partner.
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Inefficaci gli aiuti pubblici alle imprese
Pubblicato da fidest su giovedì, 10 maggio 2012
Eravamo gia’ intervenuti sull’argomento lo scorso anno, quando infuriava la polemica sullo “stipendio” dei parlamentari che assommavano a qualche decina di milioni di euro mentre gli aiuti pubblici alle imprese ammontavano a qualche decina di miliardi di euro. Facile la polemica e altrettanto difficile far ragionare. Ora si comincia a delineare un quadro piu’ chiaro: i contributi pubblici complessivi arrivati alle imprese nel 2010, secondo la Banca d’Italia, sono di 36,4 miliardi di euro. La stessa Banca si era gia’ espressa sugli aiuti alle imprese, affermando che “i contributi pubblici non sono stati in grado di produrre effetti duraturi sulla performance delle imprese sussidiate”. La Commissione europea per la valutazione dei progetti regionali (2) e’ arrivata sostanzialmente alla stesso giudizio.
Ora il presidente del Consiglio, Mario Monti, vuole rivedere il sistema dei contributi “inutili”. Il contribuente ringraziera’. (Comunicato Aduc)
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Europa: imprese e competitività
Pubblicato da fidest su giovedì, 3 maggio 2012
Bruxelles 3 maggio 2012 Nel corso di un evento che si terrà domani, 3 maggio, a Bruxelles, le Regioni avranno l’opportunità di mostrare le loro best practice sull’adozione del Cloud. Rimuovere le barriere giuridiche e amministrative, incrementare le opportunità di crescita, aiutare le PMI a competere meglio dentro e fuori i confini dell’Unione europea. Sono questi gli obiettivi principali del progetto di Microsoft che coinvolge la maggior parte delle Regioni dell’UE, a partire da Italia, Spagna e Portogallo, i Paesi che potranno beneficiare più di altri dell’opportunità tecnologica garantita dal Cloud Computing.
La ragione va ricercata nell’elevata presenza di piccole e medie imprese nel sistema produttivo, aziende che precedentemente non potevano avere accesso a questi servizi. Il Cloud rappresenta un’opportunità di riduzione dei costi e un aumento di flessibilità e di efficienza. Insomma una vera rivoluzione tecnologica.
Coordineranno i lavori Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni Ue (COR EU) e John Vassallo, VP & AGC di Microsoft, mentre a chiuderli saranno Josè Pascual Marco Martinez, Deputy Permanent Representative of Spain to European Union, e Diego Canga-Fano, Capo di Gabinetto del VP European Commission, Antonio Tajani. Interverranno rappresentanti delle Regioni Italiane ed Europee, del Governo Italiano, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea.
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Fondo per le piccole e medie imprese
Pubblicato da fidest su venerdì, 20 aprile 2012
Lo Studio Legale Hogan Lovells e GEM Group, fondo internazionale che gestisce diversi veicoli di investimento, hanno tenuto un seminario presso la sede di Borsa Italiana dove si è discusso dei “Nuovi strumenti di patrimonializzazione per le società di capitali”. Durante gli interventi, che sono stati introdotti da Borsa Italiana in un contesto di sviluppo e supporto alla crescita delle aziende italiane, GEM ha illustrato, attraverso gli interventi di Glauco Verdoia, Partner del Desk Italiano e Chris Brown, Managing Director del Gruppo con base a New York, le proprie attività in oltre 50 paesi nel mondo nel corso del ventennio di attività, nei quali sono stati conclusi 320 equity deals. Sono stati inoltre presentati i contratti con cui GEM Group si affaccia sul mercato nazionale ed internazionale proponendo alle società quotate e in pre-IPO aumenti di capitale riservati ed altre forme alternative di investimento. GEM ha anche annunciato di essere in trattativa con un primario Istituto Bancario Italiano per la creazione di un Fondo di Private Equity dedicato alle SME Italiane con target massimo di 20 milioni per equity investment. L’avv. Roberto Culicchi, responsabile del settore Equity Capital Markets di Hogan Lovells ha illustrato e sottolineato l’importanza dell’informativa al mercato ed alle autorità competenti relativamente alle operazioni di aumento di capitale riservato, illustrando le tempistiche e le procedure richieste. Ha infine concluso il seminario Deloitte che ha tracciato l’attuale scenario economico confermando così l’importanza che ricopre la possibilità di poter scegliere degli strumenti di investimento flessibili che possano dare nuova linfa alle imprese italiane, anche da parte di investimenti stranieri. Il Desk italiano di GEM è pure impegnato nello sviluppo di attività di Equity Capital Markets in Vietnam, con la collaborazione di EuroVietnam Consulting & Trade Promotion Agency e Global Partners Asset Management, per la proposta di contratti di Equity Credit Line alle società quotate al mercato borsistico vietnamita che conta circa 700 imprese con una capitalizzazione di oltre 30 miliardi di USD.
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Riforma del lavoro e le sue “pecche”
Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012
“Un governo tecnico di alto profilo istituzionale non puo’ intestardirsi, per motivi di prestigio, nel difendere una riforma del lavoro sbagliata. Le forze politiche che lo appoggiano non vogliono mettere in discussione la stabilita’ e sono assolutamente disposte a trovare soluzioni ragionevoli, anche se il disegno di legge non lo meriterebbe. Anche il governo pero’ deve fare la sua parte e rendersi conto del fatto che il provvedimento, nella sua impostazione attuale, irrigidirebbe in modo insostenibile il mercato del lavoro ed impedirebbe, nei fatti, alle imprese di assumere proprio in un momento in cui si aprono scenari ancora più critici sull’occupazione. Non si può fare una riforma del lavoro avendo contro tutto il mondo delle imprese, del lavoro autonomo e delle professioni. E dalla propria parte soltanto la CGIL di cui si e’ cercato, prioritariamente e ad ogni costo, il consenso”. (Giuliano Cazzola)
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Domanda lavoro imprese torinesi
Pubblicato da fidest su martedì, 3 aprile 2012
Torino 4 aprile, alle ore 11 nella sala Marmi di Palazzo Cisterna (via Maria Vittoria 12, Torino) si terrà la presentazione di La domanda di lavoro della imprese torinesi, un’indagine che ha integrato le banche dati della Camera di Commercio e della Provincia di Torino per mettere a punto il quadro delle principali caratteristiche e dell’andamento dell’occupazione generata dalle imprese attive tra il 2008 e il primo semestre del 2011.
Introdurrà il lavoro Gianfranco Bordone, direttore Area lavoro e solidarietà sociale della Provincia di Torino, quindi interverranno Barbara Barazza, responsabile del Settore studi, statistica e documentazione della Camera di commercio di Torino e Giorgio Vernoni, responsabile dell’Osservatorio sul mercato del lavoro della Provincia di Torino; concluderanno i lavori il Segretario Generale della Camera di commercio di Torino Guido Bolatto e l’Assessore al lavoro e alla formazione professionale della Provincia di Torino Carlo Chiama.
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Pressione fiscale per le imprese
Pubblicato da fidest su sabato, 31 marzo 2012
L’Italia è il primo Paese in Europa e il 13° al mondo per la più alta pressione fiscale sulle imprese. Imposte e tasse pagate dalle aziende sui profitti lordi, vale a dire il cosiddetto total tax rate, raggiungono la percentuale del 68,5%, un vero e proprio record che non ha eguali in Europa, nella classifica dei Paesi europei con il maggiore prelievo fiscale sull’attività d’impresa dietro l’Italia c’è la Francia con il 65,7%, poi la Germania con il 46,7%, la Spagna con il 38,7% ed il Regno Unito con il 37,3%. Per i nostri imprenditori le cose peggiorano se si considerano i tributi aggiuntivi come l’Iva sui consumi, le accise sui carburanti e sull’energia elettrica, l’IMU, l’Irpef e i contributi sociali del dipendente pagata dal datore di lavoro, l’Irap. Si calcola che tutte queste voci fanno lievitare all’86,4% il prelievo di risorse per le imprese. E mentre le imprese italiane sopportano questo salasso, una larga parte dell’economia sfugge a qualsiasi tassazione e prospera indisturbata. Alcuni autorevoli studi indicano che le attività sommerse infatti generano un valore aggiunto che oscilla tra un minimo di 255 miliardi di euro e un massimo di 275 miliardi di euro, pari rispettivamente al 16,3% e al 17,5% del PIL.(Confartigianato imprese Crotone)
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Liberalizzazioni, le parafarmacie non chiudono
Pubblicato da fidest su lunedì, 26 marzo 2012
Giudizio «nel complesso positivo» al Dl sulle Liberalizzazioni approvato dal Parlamento delle parafarmacie il cui Forum, in una nota, annuncia che il 29 marzo rimarranno aperte «le 4 mila parafarmacie italiane che si impegnano, ove necessario, a sostituirsi alle farmacie per il tempo che queste rimarranno chiuse». «Sebbene il nostro obiettivo resta la vendita della fascia C, senza ombra di dubbio il decreto, che a breve diverrà legge dello stato, è un primo passo verso una più adeguata distribuzione del farmaco, e assegna alle parafarmacie e ai farmacisti che vi operano la dignità professionale a lungo negata» commenta il presidente del Forum nazionale delle Parafarmacie, Giuseppe Scioscia. «Il decreto liberalizzazioni nel suo complesso produrrà effetti, sia pure non immediati, sulla crescita economica aumentando la concorrenza e garantendo una vita più facile alle imprese. Non sarà dunque lo sciopero contro il provvedimento indetto da Federfarma a stoppare questa salutare boccata di ossigeno», conclude Scioscia. (fonte frmacista33)
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Tutela della proprietà intellettuale
Pubblicato da fidest su martedì, 20 marzo 2012
L’innovazione e gli strumenti per la sua tutela e il suo trasferimento sono leve strategiche per la competitività delle imprese. Con questa convinzione, la Camera di Commercio di Udine ha messo in campo una serie di iniziative a sostegno delle Pmi, soprattutto per quanto riguarda la proprietà industriale. Attività riassunte oggi in una conferenza stampa che è stata occasione anche per concretizzare una di esse, cioè la firma della convezione per l’istituzione del nuovo Punto di Orientamento della proprietà intellettuale, sportello di prima consulenza professionale gratuita, per imprese ma anche cittadini, che desiderano avere informazioni di base su modalità e costi del deposito di un marchio, brevetto o disegno in Italia o all’Estero, ricerche nelle banche-dati nazionali e internazionali, fino all’eventuale valutazione economica legata allo sviluppo di un’invenzione. Con il presidente Giovanni Da Pozzo hanno siglato l’accordo Daniele Petraz per la Glp Srl e Luca D’Agostini della D’Agostini Organizzazione Srl, due dei principali studi di consulenza in materia della provincia.
«La contraffazione, la pirateria e, più in generale, le violazioni della proprietà intellettuale – ha detto Da Pozzo –, sono in continuo aumento e di portata internazionale. Le imprese guardano con attenzione crescente a queste tematiche e alla relativa evoluzione normativa. La loro tutela, infatti, è una delle condizioni necessarie per investire in ricerca e sviluppo e per poter operare in concorrenza leale sul mercato interno e sui mercati internazionali, quanto mai indispensabile oggi, con una competizione economica sempre più agguerrita e globalizzata». La difesa dell’idea «rappresenta un valore aggiunto ancora più forte in un Paese come il nostro, in forte difficoltà e con grossi aggravi a carico delle aziende. Gli strumenti offerti dalla proprietà industriale – brevetti, marchi, disegni o modelli – sono fondamentali per creare valore economico, perciò tutelare la capacità creativa delle imprese – conclude il presidente – è doveroso per sostenere il loro impegno quotidiano e promuovere il loro futuro». A fargli eco, i due professionisti, che hanno sottolineato come «sul tema della tutela della proprietà intellettuale si gioca la vera partita delle aziende in campo internazionale e il “fai da te” può creare più danni che benefici». Assume perciò grande rilevanza una consulenza mirata, che permetta alle imprese di salvaguardare al meglio la propria creatività e idea innovativa. «È dunque fondamentale – hanno concluso – continuare a sensibilizzare le aziende, ma anche i singoli, sull’importanza di questa attività e di questa protezione». E la Cciaa lo fa infatti su più fronti. Si è partiti oggi con l’istituzione del Punto di orientamento – attività effettuata nella sede camerale, su appuntamento e dietro presentazione di una richiesta con le tematiche da approfondire. Info: Ufficio Brevetti, via Morpurgo 4, Tel. 0432273271, Fax 0432509469 servizio che si stima possa coinvolgere almeno un centinaio di utenti all’anno e che rafforza e struttura l’attività in cui l’ufficio camerale è già impegnato da anni. Accanto a esso, la Cciaa «rinnoverà anche per il 2012 il bando di contributi per la copertura delle spese sostenute dalle imprese per la brevettazione», ha aggiunto Da Pozzo. Il bando, attivo dal 2009, ha previsto annualmente agevolazioni, con fondi propri della Camera, particolarmente apprezzate dalle aziende: sono stati infatti stanziati e concessi nelle tre annualità 150 mila euro e finanziate 90 imprese.
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Calano le vendite per le Imprese toscane: -4,2% a fine 2011
Pubblicato da fidest su martedì, 13 marzo 2012
Secondo gli ultimi dati diffusi da Unioncamere, nel quarto trimestre 2011 le vendite al dettaglio in Toscana perdono oltre 4 punti percentuali (-4,2%) rispetto allo stesso periodo del 2010. Rischio disoccupazione e inflazione determinano comportamenti di spesa sempre più prudenziali nelle famiglie toscane. La conseguenza è una fine d’anno – generalmente periodo positivamente influenzato dall’andamento delle vendite natalizie – peggiore degli ultimi anni, anche del biennio di recessione 2008-2009.“C’è preoccupazione – ha commentato il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani – soprattutto per le piccole imprese (da 1 a 5 dipendenti) che, specialmente nelle aree montane e marginali, sono le più svantaggiate dalla congiuntura sfavorevole, anche se i dati parlano di netto calo di vendite anche nella media e nella grande distribuzione. È necessario a questo punto capire insieme le azioni da intraprendere per salvaguardare le piccole e medie imprese che in montagna rappresentano sviluppo e presidio del territorio, per questo siamo aperti ad un confronto”.Continuando nei dati diffusi si evidenzia che, determinante, in questo difficile panorama, è l’aumento dei prezzi al consumo dei beni del commercio al dettaglio, stimato per la toscana al + 2,2%. Il quadro più nero per le imprese commerciali con meno di 6 dipendenti che in Toscana registrano un calo del 6,4%. La situazione si fa un po’ meno pesante con il crescere delle dimensioni della struttura commerciale: nelle imprese con 6-19 dipendenti la flessione si attesta al 5,3%, nella grande distribuzione (20 dipendenti e oltre) le vendite calano dell’1,5%, il peggior risultato dal 2005 a oggi.Il settore commerciale perde soprattutto per quanto riguarda i fatturati di vendita dei prodotti non alimentari (-5,9%) che vanno peggio della media nazionale (-5,6%), ma la crisi si fa sentire anche nell’alimentare (-3,5%). Anche in questo caso si tocca il dato più negativo dal 2005 ad oggi ed è preoccupante la vistosa frenata del food nel periodo natalizio, dettata sia dall’aumento dei prezzi – che in Toscana sono passati dal +0,7% di fine 2010 al +3,0% – sia dalla minore disponibilità delle famiglie che sono obbligate a ridurre qualità, ed anche quantità degli acquisti alimentari. Anche in questo caso si salva la grande distribuzione (-0,2%), mentre le flessioni più pesanti riguardano piccoli negozi (-5,2%) e medie strutture (-2,8%).La situazione estremamente difficile del comparto no food toscano coinvolge tutte le dimensioni di vendita: piccole e medie strutture perdono rispettivamente il 6,9% ed il 6,5% di fatturato e non si salvano neanche le strutture più grandi (-3,8%). La performance peggiore riguarda le vendite di abbigliamento e accessori (-7,9%), che si attestano sul dato più negativo dal 2005. Segue il comparto dei prodotti per la casa ed elettrodomestici (-5,6%). In decisa flessione anche le vendite di altri prodotti non alimentari (-5,0%), fra cui rientrano i prodotti farmaceutici, di profumeria, libri, giornali, cartoleria e articoli di seconda mano. Unico dato positivo per ipermercati, supermercati e grandi magazzini toscani che chiudono il 2011con un leggero incremento di fatturato (+0,3%) rispetto a dodici mesi prima. La situazione appena descritta si ripercuote sulle aspettative a breve termine, con il risultato che gli indicatori di fiducia degli operatori della piccola e media distribuzione sono in caduta libera, mentre quelli delle grandi strutture decrescono, ma si mantengono su buoni livelli.
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Tariffa rifiuti senza Iva
Pubblicato da fidest su domenica, 11 marzo 2012
Buone notizie per i contribuenti italiani. La Cassazione, con sentenza 3756 depositata l’8 marzo 2012 ha chiuso per sempre la questione relativa all’applicazione dell’IVA sulla Tariffa rifiuti sentenziando che la TIA1, così come la TIA2 o la TARSU, è un tributo e non una entrata patrimoniale, come sostenuto erroneamente dall’Agenzia delle Entrate e, come tale, non assoggettabile all’IVA. Tutti i contribuenti, a partire dalle ore 10 di lunedì 12 marzo fino alle le ore 10 del 30 marzo potranno richiedere il modulo IRT per il rimborso dell’IVA pagata sulla Tariffa rifiuti inoltrando la domanda allo Sportello del Contribuente via email a info@contribuenti.it. Le richieste pervenute saranno valutare in ordine cronologico. L’istanza di rimborso (IRT) del 10% dell”IVA pagata sulla Tariffa rifiuti, mira a tutelare ed assistere i contribuenti che hanno pagato più del dovuto. Nel caso in cui i contribuenti italiani dovessero incontrare difficoltà nella compilazione del modulo, po tranno avvalersi dell’ assistenza del Team IRT presente presso le Direzioni Regionali di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani entro e non oltre il 30 marzo 2012. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani stima che tra famiglie e imprese la P.A. dovrà rimborsare oltre 300 milioni l’anno. Per le famiglie il rimborso è medio è di circa 520 euro, mentre per le imprese ammonta a circa 4.250 euro. Per il presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno, il rimborso come sancito dalla Corte Cassazione dovrà erogato, entro 60 giorni dal ricevimento della istanza di rimborso, in un’unica soluzione. Ulteriori informazioni saranno disponibili sul sito http://www.contribuenti.it o su Contribuenti.it Magazine. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani
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Le mani della criminalità sulle imprese
Pubblicato da fidest su sabato, 3 marzo 2012
Pavia. La Fondazione Romagnosi propone, il 9 marzo in Aula Magna, la presentazione del XIII Rapporto di Sos Impresa, il documento nato come denuncia delle condizioni di lavoro e di impresa nel Sud Italia, divenuto oggi un autorevole strumento di studio e di ricerca. La Fondazione Romagnosidi Pavia, in collaborazione con il Circolo Zaninello di Pavia e l’Associazione Vigevano Libera, propone, il 9 marzo alle ore 15 in Aula Magna, la presentazione di Le mani della criminalità sulle imprese, XIII Rapporto di Sos Impresa, documento nato come denuncia delle condizioni di lavoro e di impresa nel Sud Italia, divenuto un autorevole strumento di studio e di ricerca. I numeri e le analisi contenute nel Rapporto annuale di Sos Impresa Le mani della criminalità sulle imprese (Aliberti editore) si avvalgono delle testimonianze dirette degli associati diSos Impresa operanti sul territorio, cui si aggiungono le dichiarazioni delle vittime di estorsione e usura ai nostri sportelli e in sede giudiziaria. Ciò rende il Rapporto un documento unico nel suo genere; anche la XIII edizione vuole salvaguardare la consuetudine di rimanere uno strumento di approfondimento, offrendo un’ampia panoramica di tutte le attività illegali di stampo economico-mafioso, allo scopo di dimostrarne la potenza finanziaria e la grande liquidità di denaro disponibile. Contemporaneamente, cerca di porre l’attenzione su quei settori economici maggiormente interessati dalle mire imprenditoriali delle organizzazioni mafiose e di indicare quelli maggiormente compromessi. Da qui la definizione di Mafia Spa, adottata provocatoriamente per la prima volta nel IX Rapporto, presentato nel 2006 a Roma, ed entrata, ormai, nel gergo comune. Il Rapporto, curato da Lino Busà e Bianca La Rocca, è frutto di numerosi apporti e collaborazioni: Danila Bellino, Laura Galesi, Massimo Giordano, Nino Marcianò, Marcello Ravveduto, Valeria Scafetta e Gabriella Sensi. L’introduzione è di Marco Venturi, Presidente della Confesercenti. I dati sono elaborazioni sulla base delle statistiche ISTAT, dalle rilevazioni fornite dal Ministero dell’Interno, dai sondaggi condotti da SWG per Confesercenti, dalle ricerche del Centro Studi TEMI e dalle numerose informazioni e testimonianze raccolte da Sos Impresa.
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Aziende fallite nel 2011
Pubblicato da fidest su martedì, 24 gennaio 2012
Nell’anno appena concluso in Italia si sono registrati 11.707 fallimenti, con una crescita del +4% rispetto agli 11.289 casi del 2010 ma un ben più preoccupante +25% rispetto ai 9.383 casi del 2009, quando la crisi economica aveva già cominciato a manifestarsi in tutta la sua gravità. Nel quarto trimestre 2011, in particolare, i fallimenti sono stati 3.313, in crescita rispetto ai primi 3 trimestri dell’anno quando i casi rilevati erano stati rispettivamente 2.908 (a fine marzo), 3.301 (a fine giugno) e 2.185 (a fine settembre). E’ quanto emerge dall’Analisi dei fallimenti in Italia realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. La maggior parte dei fallimenti in Italia ha coinvolto realtà della Lombardia, dove del resto è concentrata una grossa fetta delle imprese italiane: più precisamente da gennaio a dicembre 2011 sono state 2.613 le procedure concorsuali rilevate in questa regione, di gran lunga la più interessata dal fenomeno. Seguono, con meno della metà di casi, Lazio e Veneto rispettivamente con 1.215 e 1.122 casi. Più distanti Campania (1008), Emilia Romagna (899), Toscana (857), Piemonte (843) e Sicilia (601). I settori maggiormente in difficoltà sono quelli dell’edilizia e del commercio, in cui si concentrano maggiormente i fallimenti nei primi 12 mesi dell’anno appena concluso. Il più colpito è risultato essere il comparto della “costruzione di edifici” (1.378), seguito da commercio all’ingrosso di beni durevoli (917), installatori (916), servizi commerciali (702), commercio all’ingrosso di beni non durevoli (650). Secondo l’analisi di CRIBIS D&B nel 2011 un numero elevato di fallimenti ha coinvolto anche imprese del settore immobiliare (479 casi), dell’industria manufatti in metalli (459), dei trasporti e servizi merci su gomma (451), ma anche ristoranti e bar (446). “Il quadro che emerge dall’osservazione di questi dati – afferma Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B – fornisce una ulteriore conferma del momento di estrema difficoltà che stanno vivendo le imprese italiane, specie quelle più fragili e quelle appartenenti a settori che, più di altri, stanno risentendo della congiuntura economica negativa. Del resto, gli avvenimenti che hanno contraddistinto il secondo semestre 2011 hanno peggiorato ulteriormente uno stato di salute di molte imprese, già minato da una crisi economica che perdura ormai da oltre 3 anni”.
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