Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Riprogrammare incentivazione fotovoltaica

Pubblicato da fidest su venerdì, 1 aprile 2011

“Con l’aggiornamento tariffario di martedì – afferma Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – l’Autorità ha aumentato la bolletta elettrica del 3,9 per cento per l’utente domestico tipo, per una maggiore spesa di 17 euro l’anno a famiglia. Tale aumento è dipeso in larga misura dagli incentivi in favore degli impianti fotovoltaici che sono aumentati dal 1° al 2° trimestre del 2010 da 1 miliardo e mezzo a circa 3 miliardi di euro”. “Adiconsum è convinta che va riprogrammata l’incentivazione all’energie pulite – prosegue Giordano – senza che questa riprogrammazione penalizzi chi ha già investito, siano essi consumatori o aziende. Chiediamo in questo senso che  venga fatta una politica complessiva riguardante tutto il settore delle fonti rinnovabili perché assume una grande rilevanza in un Paese come il nostro, che dipende per la maggior parte dagli idrocarburi”. Attualmente ogni famiglia spende quindi ogni anno circa 22 euro per sostenere il fotovoltaico. Per i non residenti tale valore è di oltre 70 euro mentre per i piccole esercizi commerciali supera i 90 euro l’anno. A quanto riportato dalla stampa, pare che il nuovo regime dovrebbe prevedere una spesa a regime di 6 miliardi di euro all’anno. Ciò comporta un impegno, nei prossimi 20 anni, di 120 miliardi di euro destinati a carico della bolletta elettrica degli italiani. Un costo pesantissimo che deve vedere una rimodulazione con verifiche puntuali sui reali investimenti in energia pulita e non in speculazioni, che nulla hanno a che vedere con l’energie alternative

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Ma quanti pannelli solari abbiamo?

Pubblicato da fidest su venerdì, 21 gennaio 2011

Domanda apparentemente banale, in realtà in questi giorni nel settore dell’energia molti si chiedono quanti pannelli fotovoltaici siano stati installati nel nostro paese nel corso del 2010. Gli unici dati certi sono che a inizio anni avevamo 1.144 MW installati, come certificato dal GSE che elabora le pratiche relative all’incentivazione del conto energia, e che alla data attuale (20 gennaio), risultano connessi alla rete (nell’ambito del primo e secondo conto energia) poco più di 2.700 MW di potenza (2,7 milioni di KW), il che significherebbe aver installato in un anno quasi 1,5GW. Ma il GSE ancora non ha registrato tutte le richieste presentate entro il 31 dicembre 2010 per cui il conteggio non è ancora completo. A quanto arriverà? Le stime, già rosee, puntavano a quota 2,5 GW, ma nei giorni scorsi due centri di ricerca stranieri hanno alzato il target.
Che succederà nel 2011? IMS prevede che la crescita continuerà e che nel corso di quest’anno nel mondo saranno connessi alla rete 20,5 GW di solare fotovoltaico e che in Europa il calo previsto in  Germania e Repubblica Ceka sarà compensato dal nostro paese, dalla Grecia, dalla Bulgaria e dalla Gran Bretagna. Riguardo alla Germania va detto che pare che nel 2010 abbia installato ben 8GW ! portando il proprio totale a 16GW (stima di Carsten Koerning, direttore dell’associazione di categoria tedesca del solare BSW).
Ma tutti questi pannelli producono energia elettrica o sono uno spreco come sostiene qualcuno in casa nostra? Beh è ancora presto per fare dei conti, il crescere esponenziale degli ultimi mesi non permette di avere dati di produzione puntuali. Terna ha comunque comunicato che nel 2010 sono stati prodotti1,6TWh, cioè 1,6 miliardi di Kwh (+135% rispetto al 2009), all’incirca i consumi di 600 mila famiglie italiane, con l’installato 2010 nel corso di quest’anno il valore dovrebbe raddoppiare e nel 2012 raggiungere e superare il totale generato annualmente dal geotermico italiano, tanto per fare un confronto.
Ma questo boom, in verità ancor prima che si palesasse, ha generato molte critiche relativamente ai costi e ai danni paesaggistici. Riguardo ai primi la sensazione è che molte critiche non siano disinteressate, l’analisi dei costi caricati sulle bollette elettriche evidenzierebbe molti sussidi inutili; l’autorità per l’energia elettrica ed il gas a luglio aveva segnalato che nel 2009 gli incentivi alle rinnovabili (tutte) era costato 2,1 miliardi di euro, ma sempre nel 2009 nucleare, fonti assimilate CIP6 e interrompibilità ci sono costate 2,24 miliardi di euro. Riguardo al paesaggio, il fotovoltaico non è esattamente fatto per costruire centrali, la sua vera collocazione è sui tetti di ogni casa, di ogni capannone o centro commerciale, per ridurre le esigenze energetiche degli edifici e la domanda totale da coprire con le centrali convenzionali.

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Università e riforma Gelmini

Pubblicato da fidest su martedì, 13 luglio 2010

“Se anche la Conferenza dei Rettori delle Università italiane sembra premere per l’approvazione della Riforma Gelmini, siamo dinnanzi ad un fatto epocale per gli Atenei del Paese. Ci piace pensare che lo spirito riformatore e la cultura del merito stiano iniziando a diffondersi nel sistema universitario, dopo anni di regno assoluto della deresponsabilizzazione. Ciò è dimostrato dalle azioni concrete portate avanti dal Rettore Frati. La Sapienza sta, infatti, migliorando i meccanismi di incentivazione con premi per gli studenti più meritevoli e con l’aumento delle tasse del 50% per quei fuori corso che non accettano il sostegno dei tutor per completare gli studi: riteniamo ciò un metodo equilibrato per evitare il negativo fenomeno di quei giovani che restano “parcheggiati” per troppo tempo nell’Università. Oggi moltissimi si iscrivono all’Università, ma in pochi terminano il percorso di studio e, ancor meno, sono quelli che ultimano gli studi nei tempi previsti. Data la competitività internazionale e la mobilità nel mondo del lavoro, risulta fondamentale che i giovani italiani terminino gli studi in tempi più brevi e avviino celermente la propria carriera lavorativa”. Così Domenico Paternoster, recentemente eletto nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari nelle file di Azione Universitaria (PdL)

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Bici gratis sui treni regionali marchigiani

Pubblicato da fidest su lunedì, 9 novembre 2009

La Giunta Regionale delle Marche ha approvato, lo scorso 5 ottobre, lo schema di convenzione con Trenitalia che consente il trasporto gratuito sui treni regionali delle bici al seguito. Un significativo passo verso un modello di mobilità che veda sempre più integrato l’uso del mezzo pubblico e quello di mezzi alternativi alle auto ed offre, inoltre, anche la possibilità di un diverso e più rispettoso approccio al territorio regionale ed alle sue ricchezze attraverso l’incentivazione e la promozione delle attività cicloturistiche. “La Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) – dichiara il suo coordinatore interregionale per la Marche e l’Abruzzo Massimo Cerioni – che ha collaborato alla stesura del protocollo proponendo alle Istituzioni marchigiane l’iniziativa, esprime viva soddisfazione per il risultato raggiunto e ringrazia la Giunta regionale e la dirigenza regionale di Trenitalia per la sensibilità dimostrata”. “Auspica – prosegue Cerioni – che gli interventi strutturali nelle stazioni, già indicati nella mozione e raccolti nella convenzione (percorsi guidati, scivoli, spazi attrezzati per la sosta delle biciclette) necessari ad una più piena e diffusa integrazione tra treno e bicicletta, trovino spazio nei piani di sviluppo di RFI, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce le infrastrutture” Tale accordo entrato in vigore dallo scorso 1° Novembre 2009, sarà tacitamente rinnovato per gli anni 2010, 2011, 2013 e 2014 se non interviene disdetta da una delle due parti contraenti.Dopo la Puglia e la Campania, ora anche le Marche hanno intrapreso questa nuova strada che inverte la rotta verso il trasporto combinato bici e treno, incentiva e non penalizza il viaggiatore con bici al seguito e rappresenta un nuovo buon esempio per le altre realtà italiane che ora hanno la strada spianata per poter replicare l’accordo con Trenitalia.

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I sei obiettivi d’intervento per i poli privilegiati universitari

Pubblicato da fidest su sabato, 15 agosto 2009

Essi sono così riassumibili: valorizzazione delle risorse naturali e ambientali; valorizzazione delle risorse culturali e storiche; valorizzazione delle risorse umane; potenziamento e valorizzazione dei sistemi locali di sviluppo; miglioramento della qualità delle città, delle istituzioni locali e della vita associativa e rafforzamento delle reti e nodi di servizio. Questi obiettivi propongono, oltre al rafforzamento dele grandi reti infrastrutturali e ala crescita dei sistemi locali, la costruzione di una rete immateriale basata sul capitale umano, che può dar vita ad un sistema di connessione fatto di professionalità, esperienze, prassi amministrative tra Paesi diversi ed istituzioni internazionali, moltiplicando gli effetti conseguibili attraverso le azioni infrastrutturali e di incentivazione.

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