Venezia 1 – 4 guigno 2011 Palazzo Cosulich, Zattere, Dorsoduro1405 Dipartimento di Studi Europei e Postcoloniali A cura di Nancy Marie Mithlo, Ph.D. Assistant Professor, Department of Art History and American Indian Studies Program University of Wisconsin – Madison John Hitchcock/Hybrid Press, Artist and Associate Professor of Art, University of Wisconsin-Madison, The Dirty Printmakers of America (DPA)
Epicenter/Epicentro è una installazione multimediale a tema che affronta le fragilità della vita quotidiana, fortemente condizionata dalle immagini, dalla tecnologia, e dal consumismo. L’artista Nativo Americano, John Hitchcock, realizzerà sul posto un’installazione interattiva,
attraverso opere grafiche, disegni, video e composizioni geometriche. I suoi lavori sono descritti come affascinanti, scherzosi e allo stesso tempo tremendamente seri. John Hitchcok crea figure mitologiche ibride che risultano dalla combinazione di immagini profondamente diverse tra loro: i mammiferi delle Grandi pianure americane (bisonti, lupi, cervi, cinghiali, alce americano) e immagini degli armamenti militari (carri armati, elicotteri) che risalgono alla sua infanzia, trascorsa nelle Wichita Mountains dell’Oklahoma, poco lontano dalla più grande base d’artiglieria da campo del Nord America, a Fort Sill/ Lawton (OK). Le sue rappresentazioni di animali e bestie mitologiche, ripetono diagrammi e modelli biologici, simboli della natura da una parte e macchine dall’altra, che rappresentano metaforicamente il comportamento spesso violento degli esseri umani nei confronti dell’ambiente.
Questo progetto è sostenuto dall’ University of Wisconsin-Madison (WI), The Museum of Contemporary Native Arts, a center of the Institute of American Indian Arts, Santa Fe (NM), in collaborazione con Venice Printmaking Studio http://www.veniceprintmaking.it e il Dipartimento degli Studio Europei e Postcoloniali del’Università Ca’Foscari di Venezia.
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Epicenter: re tracing the plains
Pubblicato da fidest su mercoledì, 18 maggio 2011
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Autovie venete: installazione telecamere
Pubblicato da fidest su venerdì, 4 marzo 2011
Integrazione del sistema di controllo del traffico sull’autostrada A4 eA23. Sabato 5 marzo, saranno installate nuove telecamere sui pannelli a messaggio variabile già presenti, un’operazione che richiederà brevi chiusure alternate delle corsie di marcia e di sorpasso nel tratto compreso fra Portogruaro e San Stino di Livenza per quanto riguarda la A4 e il tratto compreso fra il nodo di Palmanova e il casello di Udine sud per quanto riguarda la A23. Le chiusure sono indispensabili per mettere in sicurezza il tratto interessato dai lavori, all’interno del quale opereranno i tecnici di Autovie. Si invitano gli utenti a ridurre la velocità in prossimità dei cantieri.
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Sexting Salvatore Melillo
Pubblicato da fidest su mercoledì, 9 febbraio 2011
Napoli 10 febbraio, ore 18.30 vernissage presso hotel Correra 241 via F. S. Correra, 241 (nei pressi di piazza Dante) dell’esposizione di 24 tele della serie sexting di Salvatore Melillo,
visitabile fino al 28 febbraio. La sera dell’inaugurazione il piano superiore della hall dell’hotel si trasformerà in un set che ospiterà un’installazione di fabulouskhate: prosegue la “scoperta” della storia del fantomatico personaggio di Khate, musa ispiratrice dell’artista Alfonso Mezzacapo e dell’intero universo fabulouskhate. Verrà presentato il numero zero del magazine di fabulouskhate e tutto ciò che è visibile nell’installazione sarà in vendita: le opere esposte, il fumetto e gli oggetti con marchio fabulouskhate (t-shirts, culottes, posters…).
Due artisti profondamente diversi l’uno dall’altro, due artisti che utilizzano tecniche differenti, eppure Alfonso Mezzacapo e Salvatore Melillo hanno anche molto che li accomuna, a partire dal tema guida della loro ricerca: l’erotismo. Il loro interfacciarsi, quindi, in un contesto espositivo, peraltro non canonico, come l’hotel Correra, prelude, allora, a un dialogo tra protagonisti dell’arte contemporanea, ma anche tra modi, tecniche, sguardi distinti, eppure complementari per interpretare lo stesso tema. (melillo)
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Scott Treleaven: Operaprima
Pubblicato da fidest su domenica, 26 settembre 2010
Ancona fino al 30/10/2010 via Luigi Albertini, 9 White Fish Tank La prima personale italiana dell’artista canadese che, per l’occasione, presenta l’installazione video inedita Xtul Riprende la stagione espositiva del white.fish.tank, che conferma il proprio impegno nel promuovere la giovane arte come veicolo per instaurare un dialogo col territorio favorendo un’apertura verso i linguaggi del contemporaneo, con il secondo appuntamento della rassegna operaprima, che dopo Emulating Echo di Jürgen Ots, presenta Xtul un’installazione video dell’artista canadese Scott Treleaven.
Scott Treleaven nasce a Toronto nel 1972, vive e lavora a Parigi. Tra le mostre personali recenti piu’ importanti si annoverano: Cimitero Drawings, Marc Selwyn Fine Art (Los Angeles); Your shadow at morning striding behind you, Or your shadow at evening rising to meet you, Kavi Gupta Gallery (Chicago); Silver Make-Up, The Breeder (Atene); Where He Was Going, John Connelly Presents (New York). Tra le collettive: Male, Maureen Paley (Londra); In Numbers: Serial Publications by Artists, X Initiative (New York); La Biennale de Montre’al (Montre’al). (scott)
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Costabile Guariglia
Pubblicato da fidest su sabato, 3 luglio 2010
Barcelona (Spagna) dal 3/7/10 al 18/7/10 Amaranto domenec 23 si inaugura la personale dell’artista Costabile Guariglia, un progetto a cura di Silvia Piva, promosso dalla galleria
Amaranto, che per la prima volta ospita un artista italiano. La mostra apre gli scenari della memoria storica di una società in caduta libera dato dal controllo di un mercato globalizzato, valorizzandone il dialogo tra passato e presente, tra emozione e riflessione di un declino sistemico economico. L’artista propone opere visionarie costituite da 3 fotografie di 1mt x 2mt e 1 installazione costituita da 1000 uove colorate che conservano all’interno di esse mille sorprese. Il mondo e’ folle! tutti noi lo siamo. Paura e delirio affaccendano la narrativa dell’ artista che evidenzia nelle 3 foto e nell’installazione il modus operandi attraverso il senso etico prima di tutto,estetico poi. (costabile)
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I manichini di Nani
Pubblicato da fidest su giovedì, 24 giugno 2010
Roma dal 25 giugno all’11 luglio a Palazzo delle Esposizioni (via Nazionale 194) Una mostra di Alessandro Marcucci Pinoli. Una scultura-installazione dell’artista sarà visibile sulla scalinata di accesso al Palazzo delle Esposizioni mentre altri due gruppi di sculture si troveranno nello Spazio Fontana del palazzo (via Milano 9 A) a ingresso gratuito. Con questa mostra Palazzo delle Esposizioni intende dare il via a una serie di iniziative volte a far conoscere al grande pubblico artisti meno noti, se pur con un considerevole lavoro alle spalle, come appunto il caso di Marcucci Pinoli, riservando loro uno spazio che, proprio perché a ingresso gratuito e situato tra la caffetteria e la libreria, consente a un gran numero di persone di attraversarlo ogni giorno. L’umanità che i suoi manichini plastici offrono è il campione di un processo di omologazione al quale
essa sembra inevitabilmente sottoposta. Gli androidi sono tutti dello stesso colore, nudi (il nudo è spersonalizzante, paradossalmente quanto lo sono le uniformi, nelle quali almeno ci sono i gradi a mantenere un certo orientamento distintivo), privi di pupille con i soli bulbi oculari bianchi che rendono l’uno simile all’altro. L’artista ha dato titoli alle sue opere: Turba (nel doppio senso di voce del verbo turbare: terza persona dell’indicativo presente, ma anche seconda persona dell’imperativo; senza dimenticare il significato di massa, che è una terza opzione di verità); Gabbia (quella che l’umanità, giorno dopo giorno, si costruisce attorno e dentro la quale finirà inesorabilmente imprigionata); Umanità (tre manichini di differente colore – è l’unica eccezione alla monocromia – vale e dire l’umanità dei bianchi, dei neri e dei gialli, legata alla stessa catena, allo stesso destino: ma se ne accorgerà?” (manichini)
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Il Santo Graal
Pubblicato da fidest su giovedì, 11 marzo 2010
Pietrasanta (Lu) dal 17 al 22 marzo 2010 Lorenzo D’Andrea presenta per la prima volta al pubblico, nella Chiesa di Sant’Agostino, la sua versione della leggendaria coppa. Una piccola, preziosa scultura bronzea, accompagnata da un’inedita installazione pittorica dal titolo “Jesus’ Band” con la quale l’artista lucchese offre una sua personale interpretazione dell’Ultima cena. Un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta, a cura di Adolfo Lippi e Tiziano Lera, con la collaborazione della Galleria Della Pina Artecontemporanea. Vi sono due temi che da centinaia di anni affascinano, richiamano e coinvolgono curiosi, artisti, intellettuali: l’Ultima cena di Gesù Cristo e la leggenda del Graal, la coppa dentro la quale sarebbe stato raccolto il sangue del Messia. Due temi su cui si sofferma Lorenzo D’Andrea, architetto, pittore e scultore che, nella chiesa di Sant’Agostino, celebra i due misteri mosso da un’attenta ed approfondita ricerca. Colloca la coppa con la scritta Yehoshoa sopra un tabernacolo: un cubo ricoperto di numeri ed un altare marcato dalle sagome di Adamo ed Eva, al centro del quale sta il pomo della conoscenza. Si tratta di un prezioso intervento artistico in bronzo, costituito da 4 pezzi, racchiuso in poco più di 17 centimetri di riferimenti, simboli e antiche iconografie. La prima fusione dell’opera è stata donata a Benedetto XVI. Di grande impatto visivo l’Ultima cena dipinta da Lorenzo D’Andrea su sagome di legno. Un’installazione pittorica di oltre undici metri per tre di altezza. D’Andrea dà una sua personale visione, con evidenti richiami cubisti che ne accentuano la forza espressiva. Gli apostoli si muovono, scomposti, sulla scena, mentre il figlio di Dio è fermo e meditante al centro del banchetto. L’istallazione sarà visitabile tutti i giorni nell’orario 16-19, ad ingresso libero. (santo graal)
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Mostra: Davide D’Elia
Pubblicato da fidest su giovedì, 4 marzo 2010
Roma 5 marzo – 20 aprile 2010 Vicolo S. Onofrio 10, Ex Elettrofonica, a cura di Andrea Aquilanti, presenta nei suoi spazi una installazione site specific di Davide D’Elia. Curata dall’artista Andrea Aquilanti Ieri mi volsi a considerar altrui memorie (dalle quali mi trovai rinvigorito) F.P. è una mostra che riflette sulla memoria e sul tempo, facendo il verso nel titolo
ai poemetti filosofici della nostra tradizione letteraria. Davide D’Elia definisce le sue opere degli “affreschi rabdomantici” e non a caso sceglie come immagine per la sua mostra un’antica rappresentazione del rabdomante, del cercatore d’acqua, personaggio a metà strada tra lo scienziato, il mago e il santone. Perché i suoi lavori cercheranno davvero l’acqua sulle pareti della galleria: perché le sue opere sono fatte di muffa. Davide D’Elia lavora sul residuo di “ciò che rimane”e sull’estetica della continua trasformazione che ci obbliga a considerare il passare. Opere che tendono a svelare, e a gratificare la bellezza della nostra caducità e del nostro tempo che passa o meglio, che sta passando. La mostra viene curata da un altro artista Andrea Aquilanti con il linguaggio che gli è proprio: un’opera d’arte. Aquilanti che da anni lavora sul concetto di sdoppiamento della visione producendo opere di grande poesia e leggerezza, che alla pittura e al disegno uniscono la proiezione video, proietterà su una parete della galleria il suo commento all’opera di D’Elia. (davide)
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Installazione site specific di Davide D’Elia
Pubblicato da fidest su giovedì, 25 febbraio 2010
Roma 5 marzo – 20 aprile 2010 Vicolo S. Onofrio 10, Ex Elettrofonica presenta nei suoi spazi una installazione site specific di Davide D’Elia. Curata dall’artista Andrea Aquilanti Ieri mi volsi a considerar altrui memorie (dalle quali mi trovai rinvigorito) F.P. è una mostra che riflette sulla memoria e sul tempo, facendo il verso nel titolo ai poemetti filosofici della nostra tradizione letteraria. Davide D’Elia definisce le sue opere degli “affreschi rabdomantici” e non a caso sceglie come immagine per la sua mostra un’antica rappresentazione del rabdomante, del cercatore d’acqua, personaggio a metà strada tra lo scienziato, il mago e il santone. Perché i suoi lavori cercheranno davvero l’acqua sulle pareti della galleria: perché le sue opere sono fatte di muffa. La mostra viene curata da un altro artista Andrea Aquilanti con il linguaggio che gli è proprio: un’opera d’arte. Aquilanti che da anni lavora sul concetto di sdoppiamento della visione producendo opere di grande poesia e leggerezza, che alla pittura e al disegno uniscono la proiezione video, proietterà su una parete della galleria il suo commento all’opera di D’Elia.
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Impianti nucleari: le regioni dicono no
Pubblicato da fidest su venerdì, 5 febbraio 2010
Il governo si accinge ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei territori regionali. In termini di diritto la legge potra’ anche permettere tale operazione, ma in termini di fatto e’ una dichiarazione di guerra che porterà l’Italia sull’orlo di una guerra civile mettendo lo Stato contro i cittadini. Le parole di Vendola quando ha affermato che il governo si dovrà munire dei migliori carri armati per disporre della Puglia e dei pugliesi a suo piacimento ieri appaiono come una provocazione. Domani, con l’arroganza istigatrice di Scajola, potrebbero diventare realtà. Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se Silvio Berlusconi, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di vent’anni reintroducendo una tecnologia superata, nociva e fallimentare, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi sondaggi taroccati. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo. Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un’unica interpretazione: chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia. E non si rispolveri il consenso elettorale che non è stato acquisito parlando del nucleare e di molte altre porcate realizzate dopo l’insediamento al potere. Sappiamo che dovremo ancora una volta essere noi cittadini a ricorrere al referendum per il No al nucleare. Come per il Lodo Alfano è inutile aspettare che il governo si ravveda, pertanto, l’Italia dei Valori domani inizierà la raccolta firme per il referendum contro il nucleare. I quesiti sono già stati depositati presso la Corte di Cassazione ed hanno lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello dei propri figli. Nel XXI secolo il futuro è nelle energie rinnovabili, certamente non nell’uranio che esaurirà nel giro qualche decennio, provocando danni irreversibili per la salute e l’ambiente. Faccio solo un’inquietante riflessione: se il Parlamento è bypassato dai decreti, se la macchina della Giustizia è ridotta all’impotenza, se si parla di stravolgere la Costituzione, se le regioni sono piegate al volere di un gruppo ristretto di persone, se le televisioni trasmettono a reti unificate, se la legge non è più uguale per tutti, se si calpestano i referendum da un governo all’altro, perché continuiamo a raccontarci che l’Italia è una Repubblica parlamentare in cui vige la democrazia? Siamo ipocriti o incoscienti nel negare la realtà? Cittadini, svegliatevi! L’unica arma che avete per non farvi fregare è il voto: utilizzatelo bene. (Antonio Di Pietro)
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Desiderio: Supersonic Jet-Rocket!
Pubblicato da fidest su venerdì, 15 gennaio 2010
Roma fino al 31/1/2010 via Margutta, 14 First Gallery In concomitanza con la partecipazione alla grande rassegna internazionale APOCALIPSE WOW! al Macro Future di Roma, dove Desiderio figura con tre grandi opere pittoriche e una video installazione, l’artista propone nella galleria romana un percorso di una quindicina di opere su tela e un cortometraggio frutto della sua ultima ricerca all’interno del ciclo I love my Queen. In questa mostra verrà esplorata ancora una volta la dimensione dell’infanzia attraverso l’esperienza ludica del gioco, un tema che Desiderio ha approfondito in maniera consequenziale nella trilogia: Beauty Hazard, Confabula Spurio e I Love my Queen. L’ambiente reale viene trasfigurato dall’immaginazione in una compresenza onirica di diversi livelli e piani di lettura. Oggetti e personaggi dal significato convenzionale vengono straniati psicologicamente dalla loro funzione e assumono aspetti diversi: il maestro e la maestra sono un robot, il maialino diventa Pig Rider, la scrofa e’ Big Mom e il trivellatore e’ Big Daddy mentre la vicina di casa e’ un Freak eccentrico e anomalo. Qui ogni oggetto, gioco o animale, messo a punto tecnicamente per uno scopo ben preciso viene adoperato in modo fabulistico, per trasformare la quotidianità in sogno, e la vita ordinaria in un’atmosfera pop-surrealista. (desiderio)
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Gian Domenico Sozzi
Pubblicato da fidest su domenica, 20 dicembre 2009
Roma fino al 16/1/2010 via delle Mantellate 14 Studio Stefania Miscetti Edizione speciale della rassegna video She Devil Questo lavoro nasce da un incontro fortuito e la sua forma e’ determinata da differenti fattori esterni che ne hanno seguito la genesi. Il dono e l’inciampo, quindi, la volontà di condividere qualcosa di prezioso ed inatteso che il caso puo’ riservare, stanno alla base della prassi dell’artista.- Gyonata Bonvicini In mostra sarà esposta anche l’edizione Red Carpet nata dall’installazione realizzata presso la Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea di Palermo nell’ottobre del 2009. E’ una edizione speciale della rassegna video SHE DEVIL ospitando BRAVA (2006) l’opera di Gian Domenico Sozzi (Cremona, 1960) che dopo il debutto presso la Galleria Zero di Milano a cui son seguite varie tappe in Italia e all’estero, giunge quest’anno a Roma in una special edition a lei dedicata. -Milano, Teatro alla Scala, 1977. (rassegna)
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ON – Luci di pubblica piazza
Pubblicato da fidest su venerdì, 11 dicembre 2009
Bologna fino al 31/1/2010 Via San Vitale 27, Un’installazione di Zimmer Frei a cura di Martina Angelotti e Anna De Manincor On torna anche quest’anno a illuminare la città. Attraverso la realizzazione di opere luminose mira a far luce sul buio, stimolando la visione di spazi sommersi, frammenti di terra che possono essere visti, ascoltati e vissuti con una percezione del tutto nuova rispetto a quella che abitualmente siamo soliti avere. Tre luoghi, tre sguardi, tre accensioni, che come una costellazione, delineano una traiettoria per guidarci lungo un percorso ideale.
Il 30 gennaio 2010 alle 19.00 in occasione della Notte Bianca di Art First/Arte Fiera, in Piazza Liber Paradisus una sorta di incendio pirotecnico illuminerà il tetto dell’edificio del Nuovo Comune, utilizzando la luce dei fuochi di segnalazione a mano. La performance e’ una coreografia luminosa composta con tutte le luci del palazzo che si spengono progressivamente. L’intervento e’ realizzato da Giorgio Andreotta Calo’. On e’ realizzato col contributo di Comune di Bologna – Progetto gAP (Giovani per l’arte pubblica); Assessorato alla Cultura Regione Emilia Romagna e Fondazione del Monte; e’ sponsorizzato da Newco Duc Bologna spa assieme ad ASCOM; e’ patrocinato da MAMbo e Quartiere San Vitale; rientra nel programma di Arte Fiera Off. http://www.onoff.co.it (luci)
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