Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Strage Viareggio

Pubblicato da fidest su giovedì, 30 giugno 2011

“Sono passati esattamente 2 anni dalla strage di Viareggio. Su quel tragico episodio, che ha causato 32 vittime, un numero elevato di feriti e la distruzione di un intero quartiere, lasciando una ferita profonda nella città, ci sono ancora solo domande in attesa di risposta”. E’ quanto dice in una nota il vicepresidente vicario dell’Italia dei Valori alla Camera, Fabio Evangelisti, annunciando un’interpellanza urgente alla Presidenza del consiglio dei ministri. “Il nostro Paese – si legge nell’interpellanza – è ancora in attesa di conoscere chi e in che modo avrebbe potuto evitare quel tragico incidente e se le imprese coinvolte, tra cui Fs Spa, Trenitalia spa, Rfi spa, Fs Logistica spa, aziende di proprietà dello Stato abbiano proprie responsabilità in questa tragica vicenda”.
Nell’interpellanza si chiede, dunque, al governo “quali iniziative normative, atti amministrativi o di indirizzo verso l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, abbia emanato in questi due anni per migliorare la sicurezza del trasporto merci pericolose su rotaia e per imporre in modo efficace e verificabile il rispetto categorico delle altre norme già vigenti; quale documentazione e in che data sia stata inviata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alla Commissione europea e all’Agenzia per le ferrovie europee, ERA; se non si ritenga di prorogare l’incarico, quale commissario straordinario, al presidente Enrico Rossi e promuovere una modifica alla cosiddetta «legge Viareggio» per consentire l’elargizione economica ai familiari che ne sono restati esclusi”.

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Interpellanza su Opa

Pubblicato da fidest su venerdì, 21 gennaio 2011

“Siamo profondamente insoddisfatti della risposta del Governo. Noi riteniamo che, in merito alla vicenda della quotazione in borsa del gruppo Sole 24 Ore, siano state commesse azioni anomale e poco trasparenti e che la Consob, l’autorità abbia fatto come Ponzio Pilato, compiendo un grave atto di omessa vigilanza. I risparmiatori, nel giro di poco tempo, si sono ritrovati con carta straccia in mano. Noi chiediamo al Governo e alla Consob, di avviare una fase nuova, affinché i risparmiatori non siano più vittime di operazioni al limite della truffa. Negli ultimi dieci anni, più di un milione e 200 mila cittadini sono stati colpiti con perdite e raggiri per complessivi 51,8 miliardi di euro e la vicenda che ha riguardato il Sole 24 Ore è solo la punta di un iceberg. Ci auguriamo che il nuovo presidente Vegas abbia il coraggio e la forza di avviare una nuova fase “lo dichiara Antonio Palagiano, deputato di Italia dei Valori, durante lo svolgimento delle interpellanze urgenti.
“In merito alla vicenda del Sole 24 Ore, pur ribadendo il grande rispetto per una storica testata ed un gruppo sempre contraddistintosi per l’indipendenza e l’autonomia di giudizio, riteniamo si debba fare chiarezza su alcuni passaggi che hanno accompagnato la sua entrata in Borsa, di cui con ogni probabilità lo stesso Gruppo è stato parte lesa” spiega Palagiano. “Nel 2007, infatti, 27 mila risparmiatori hanno investito nel titolo Sole 24 Ore, rassicurati dalle parole dell’allora presidente del Cda del gruppo, Giancarlo Cerrutti, che parlava di un investimento tranquillo e solido, quello stesso Cerrutti azionista di Mediobanca che curò l’Opa del titolo. Alla vigilia della quotazione, fu rilevata un’assegnazione anomala delle azioni fra investitori istituzionali e piccoli risparmiatori, tanto che una delle più importanti banche d’affari del mondo, la Morgan Stanley, parlò di valutazioni eccessive. Il titolo fu poi quotato a 5.75 euro, ignorando la buona regola di una quotazione tendente al ribasso, così come era accaduto d’altronde per altri titoli editoriali, come Rcs, gruppo editoriale Espresso, Caltagirone editore e Mondadori. Dopo due giorni di quotazioni, il titolo perse circa il 5%, fino a sfiorare il minimo storico nel dicembre 2010. Con l’Opa sono stati raccolti circa 210 milioni di euro ma nei successivi tre anni e mezzo, il gruppo ne ha bruciati circa 203, investendo in operazioni rilevanti ma di dubbia qualità strategica ed economica” conclude Palagiano.

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Digitale Tv: rivedere assegnazione frequenze

Pubblicato da fidest su domenica, 17 ottobre 2010

“Nel passaggio dall’analogico al digitale, le televisioni locali dell’area adriatica saranno esposte a forte rischio sopravvivenza, con conseguente pericolo per la democrazia e il pluralismo del sistema radiotelevisivo”. Così, in una nota, David Favia, deputato marchigiano dell’Italia dei Valori, annunciando in merito un’interpellanza urgente al ministro dello Sviluppo Economico, a firma, oltre che dello stesso Favia, Di Pietro, Donadi, Borghesi ed altri deputati IdV. “Sul piano delle frequenze – si legge nell’interpellanza – per le emittenti locali rimangono quelle assegnate ad altri paesi, il cui libero utilizzo non è pertanto garantito, in quanto gli accordi internazionali le hanno attribuite agli Stati esteri affacciati sull’Adriatico, in particolare Slovenia, Croazia, Bosnia, Albania e Montenegro, e che tale sovrapposizione, indipendentemente dalla legittimità, comporta un rischio di interferenze”.  Di conseguenza, per evitare che venga messo a rischio il pluralismo dell’informazione locale, l’Italia dei Valori chiede “se e quali misure il Ministro intenda adottare a livello nazionale per scongiurare il manifestarsi di uno scenario che porterebbe alla morte del sistema radio-televisivo locale italiano”. L’Italia dei Valori chiede ancora “se, alla luce degli evidenti problemi sollevati, e già effettivamente emersi in altre regioni italiane della costa adriatica, il Ministro abbia valutata la necessità di intraprendere iniziative a livello politico tra Governo e Agcom per rivedere il Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze, assicurando così alle emittenti locali l’uso effettivo delle frequenze”.

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Consob: Urge nominare Presidente

Pubblicato da fidest su martedì, 5 ottobre 2010

Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare radicale: “Con il collega marco Perduca, ho rivolto un’interpellanza urgente circa alcune gravi inadempienze riguardanti la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB). Dal 1º luglio 2010, e quindi da oltre 90 giorni, la carica di Presidente è vacante, e le relative funzioni sono svolte dal Commissario anziano Vittorio Conti, nonostante la crisi dei mercati finanziari che ha caratterizzato gli ultimi tre anni, senza precedenti nella storia del secondo dopoguerra. Crisi che, partita da un settore circoscritto del sistema bancario americano, si è propagata rapidamente all’intero sistema finanziario mondiale, evidenziando un grado di interconnessione mai visto prima tra fattori diversi e aree geografiche apparentemente distanti tra loro. A settembre 2008, con il tracollo della banca d’affari statunitense Lehman Brothers, la turbolenza sembrava aver raggiunto l’apice, ma ancora oggi la lista delle “istituzioni problematiche” continua a crescere e conta centinaia di banche. Se a questo sommiamo che nessuno è in grado di prevedere come reagiranno gli istituti e il sistema finanziario quando saranno definitivamente finiti gli aiuti resi disponibili da alcuni stati, risulta ancora più assurdo e incomprensibile comprendere il perché la Commissione si trovi ad operare in composizione incompleta o meglio decapitata. In Italia la risorsa del risparmio resta, anche malgrado le recenti vicissitudini, fondamentale e strategica e le tensioni sui mercati ripropongono con determinazione l’esigenza di una attenta attività di vigilanza, che può dirsi efficace solo se riesce a coniugare tempestività all’azione. Per queste ragioni, abbiamo interpellato la Presidenza del Consiglio, perché crediamo che tale inadempienza, dovuta alla mancata nomina, sia particolarmente grave in un momento così delicato a livello internazionale per i mercati finanziari”.

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Interpellanza Ceccuzzi-Cenni

Pubblicato da fidest su venerdì, 22 gennaio 2010

Quali provvedimenti urgenti intende assumere il governo per salvaguardare i livelli occupazionali degli stabilimenti Novartis in Italia – a partire dalla messa in mobilità di alcuni dipendenti in provincia di Siena – e chiarezza sul contratto stipulato lo scorso agosto con l’azienda farmaceutica per la produzione di 24 milioni di dosi di vaccino contro il virus H1N1, rimaste in gran parte inutilizzate. Il governo risponderà in Parlamento a un’interpellanza urgente presentata dai deputati del Partito democratico Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni e sottoscritta da trenta parlamentari democratici: Luca Sani, Paolo Fontanelli, Donella Mattesini, Raffaella Mariani, Mario Cavallaro, Pasquale Ciriello, Carlo Emanuele Trappolino, Michele Pompeo Meta, Marco Carra, Barbara Pollastrini, Renzo Carella, Pietro Tidei, Giampaolo Fogliardi, Massimo Fiorio, Pierangelo Ferrari, Emanuele Fiano, Sandro Brandolini, Anna Paola Concia, Paolo Corsini, Maria Grazia Laganà Fortugno, Gianpiero Bocci, Fulvio Bonavitacola, Costantino Boffa, Antonello Giacomelli, Francesco Saverio Garofani, Luciano Agostini, Gianni Cuperlo, Angelo Zucchi, Rolando Nannicini, Chiara Braga e Daniela Sbrollini. Nell’interpellanza, rivolta ai ministri della salute, Ferruccio Fazio, e dello sviluppo economico, Claudio Scajola, Ceccuzzi e Cenni chiedono anche quali iniziative intenda assumere il governo a sostegno degli enti locali e delle organizzazioni economiche e sindacali per consolidare e rafforzare la presenza in Italia, e in particolare in provincia di Siena, della multinazionale farmaceutica Novartis, che rappresenta una realtà fondamentale per l’industria e l’economia italiana con i suoi investimenti, la sua capacità produttiva e le importanti ricadute occupazionali anche nel nostro territorio.

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Giustizia e magistratura onoraria

Pubblicato da fidest su venerdì, 15 gennaio 2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale eletta nelle liste del PD, membro della Commissione Giustizia della Camera, prima firmataria di un’interpellanza del Gruppo del PD sulla riforma della magistratura onoraria Nella sua risposta all’interpellanza sulla Magistratura Onoraria, il Governo ha oggi confermato di aver predisposto uno schema di disegno di legge per la revisione organica della disciplina della magistratura onoraria lungo tre direttrici fondamentali: la predisposizione di uno statuto unico della magistratura onoraria; la rideterminazione del ruolo e delle funzioni dei giudici onorari di tribunale; la riorganizzazione dell’ufficio del giudice di pace. Stando così le cose, si tratta di una vera e propria controriforma, simile alla disciplina già contenuta nella cosiddetta legge Carotti, salvo – unica novità – la previsione di norme ancora più afflittive nei confronti dei magistrati onorari già privi di ogni garanzia giuslavoristica. Occorre pensare all’introduzione di una soluzione a regime diversa da quella contenuta nel disegno di legge governativo e che preveda nuove modalità di accesso e di retribuzione e che tenga conto anche della previdenza. Un sistema razionale dovrebbe infatti prevedere, come necessariamente propedeutico, l’esercizio delle attuali funzioni onorarie in vista dell’ingresso nella magistratura di carriera, alla quale invece si accede attraverso un concorso puramente teorico e di massa, privo di qualsiasi esperienza lavorativa e di vita. Inoltre deve essere riconosciuto ai magistrati onorari il diritto ad una retribuzione equa e proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro da essi svolto. Deve essere riconosciuto loro il diritto alla malattia, alla previdenza, alle ferie pagate, alla maternità. Né si può dimenticare che senza la Magistratura Onoraria, la già sfasciata giustizia italiana avrebbe dichiarato bancarotta: non solo i nostri uffici giudiziari chiuderebbero immediatamente, ma raddoppierebbe all’istante sia il numero annuale delle prescrizioni, sia il numero (già di per sé elevatissimo) delle condanne inferte all’Italia dalla Corte europea di
Strasburgo per la lentezza dei nostri processi. Da parte nostra, ci auguriamo due cose: la prima,  è che il Ministro della Giustizia (al quale va comunque riconosciuto il merito di aver deciso di affrontare il complesso e difficile nodo della riorganizzazione del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria) non voglia sottrarsi al confronto parlamentare con l’opposizione presentandoci un disegno di legge blindato e praticamente inemendabile. La seconda – e qui esprimo il parere della delegazione radicale all’interno del Gruppo del PD – è che il Governo inizi da subito a ripianare il vuoto di organici della Magistratura Ordinaria esigendo l’immediato rientro nei ranghi dell’ordine giudiziario dei cosiddetti “magistrati fuori ruolo”, cioè coloro che non esercitano il lavoro per il quale sono pagati, ma che bazzicano nei ministeri a scrivere leggi e a fare pressioni pro domo loro, vanificando il principio costituzionale della separazione dei poteri”.

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Sanità Lazio e interpellanza Pd

Pubblicato da fidest su mercoledì, 2 dicembre 2009

“Sarà discussa il 17 dicembre l’interpellanza urgente presentata da oltre 40 senatori del Pd, tra cui gli eletti nella Regione Lazio, che chiede al governo di anticipare una quota del gettito fiscale di competenza della Regione e una parte delle quote del Fondo sanitario nazionale connesse all’attuazione degli obiettivi del Piano di rientro dal deficit del sistema sanitario della Regione Lazio”. Ad annunciarlo è il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda – primo firmatario del testo – che oggi, nel corso della conferenza dei capigruppo, ha insistito per la calendarizzazione immediata dell’interpellanza urgente rivolta al Ministro dell’economia e al Ministro della salute. Nell’interpellanza si chiede al governo di “anticipare una quota del gettito fiscale di competenza della Regione Lazio nonché una parte delle quote del Fondo sanitario nazionale, di competenza della regione Lazio, connesse alla attuazione degli obiettivi del Piano di rientro”. Il Pd chiede inoltre che “la somma trasferita” sia “sufficiente per fronteggiare i pagamenti dei crediti sanitari previsti per la fine del corrente anno e per reintegrare le anticipazioni di tesoreria”.  Nel ripercorrere le tappe che, nel tempo, hanno portato alla gestione commissariale e alle enormi difficoltà che attualmente vive la sanità nella Regione Lazio e nel ricordare i piani e le azioni di risanamento messe fino ad oggi in campo, l’interpellanza sottolinea che “per consentire il riallineamento tra competenza e cassa nel segmento sanitario è importante ridurre il ritardo temporale con cui viene trasferito il gettito delle imposte regionali destinate al settore;  sulla base delle stime del dipartimento delle entrate dovrebbe essere trasferita almeno una quota significativa del gettito relativo sia all’anno precedente che a quello in corso (attualmente lo scarto, per il Lazio, è pari a 2,2 miliardi); si tratta – si legge ancora nell’interpellanza – di un ritardo comune anche alle altre Regioni, ma per il Lazio di particolare rilievo per l’importanza del gettito addizionale richiesto per sanare lo squilibrio tra costi e ricavi della sanità. Il ritardo nei trasferimenti obbliga la Regione, e le Asl, al tiraggio della anticipazione straordinaria presso la tesoreria fino al limite massimo, con oneri per interessi di oltre 100 milioni l’anno”. “Dalla relazione svolta dal sub commissario al tavolo di verifica del 10 novembre scorso – si legge ancora nell’interpellanza – emerge un notevole sforzo attuato dalla Regione ma, nonostante questo sforzo, molti obiettivi devono essere ancora pienamente conseguiti”.

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Il governo non voti l’egiziano Hosni

Pubblicato da fidest su lunedì, 14 settembre 2009

L’On. Gianni Vernetti, Deputato del Partito Democratico e già Sottosegretario agli Affari Esteri, ha presentato  un’Interpellanza urgente, sottoscritta da oltre 40 deputati di tutti i gruppi parlamentari, per chiedere al Governo italiano di rivedere la propria posizione e di non votare la candidatura di Farouk Hosni a Direttore Generale dell’Unesco, un’ipotesi che ha sollevato un’ondata di sconcerto ed indignazione in molti Paesi europei e nella comunità intellettuale. “L’ex Ministro della Cultura egiziana – spiega l’On. Gianni Vernetti – non solo per oltre un ventennio è stato tra i più ascoltati consiglieri del presidente Mubarak, quindi responsabile delle scelte censorie che hanno contraddistinto le politiche del Governo egiziano in ambito culturale, ma ha assunto posizioni antisemite e fortemente illiberali dichiarando di voler ‘bruciare i libri israeliani’ conservati nelle biblioteche egiziane, la messa al bando in Egitto dei film Shindler’s list e dell’israeliano  The band’s visit (premiato a Cannes), il boicottaggio della costruzione di un Museo di storia ebraica egiziana, la distruzione delle opere del poeta arabo Abu Nuwas e la messa all’indice di una novantina di libri dall’Università americana al Cairo”.  Aggiunge l’On. Gianni Vernetti: “La scelta di nominare Farouk Hosni a Direttore generale dell’Unesco appare inopportuna e grave in quanto promuoverebbe al vertice di un’Organizzazione internazionale devota alla diffusione della cultura, alla tutela del patrimonio artistico e alla valorizzazione dell’arte quale forma di dialogo e di pace, un personaggio conosciuto per le sue posizioni del tutto contrarie a questo spirito, contraddistintesi per scarsa tolleranza verso il dibattito intellettuale, e per azioni censorie tese più a ridurre la circolazione delle idee che a favorirla. Per questo auspichiamo che l’Italia cambi il proprio orientamento e non insista in una scelta controproducente e dannosa”.

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