Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Posts contrassegnato dai tag ‘intervento’

Giuseppe Cutillo: la telomerasi e i suoi effetti

Pubblicato da fidest su domenica, 20 maggio 2012

Cancer pathogenesis Italiano: Patogenesi di ne...

Cancer pathogenesis Italiano: Patogenesi di neoplasmi: disposizione, esposizione, casualità, apoptosi, proliferazione cellulare, promotori, fattori rischio, cancerogeni (Photo credit: Wikipedia)

Data l’importanza e l’interesse non solo a livello scientifico che la telomerasi suscita nell’opinione pubblica ci siamo avvalsi oltre all’autorevole intervento del Prof. Vincenzo Marigliano, del contributo informativo del Dott. Giuseppe Cutillo, Direttore UOC Ginecologia Oncologica a Businco – Cagliari. al fine di avere, attraverso alcune nostre domande, una maggiore conoscenza della rilevante scoperta scientifica della prof. Carol Greider e delle sue possibili implicazioni.
D. Dott. Cutillo secondo lei, date le attuali conoscenze sulla telomerasi, quali utilizzazioni potrebbero esserci per le altre patologie?
R.In campo oncologico l’interesse per la telomerasi deriva dal fatto che le cellule cancerogene, in circa il 90% delle neoplasie umane, ipersprimono l’enzima che viceversa è silente nelle cellule normali. La ricerca medica ha quindi esplorato la possibilità di portare a morte le cellule tumorali inibendo con farmaci specifici l’eccessiva produzione di telomerasi, che bloccando l’apoptosi (cioè la morte cellulare programmata) determina, viceversa, l’immortalizzazione delle cellule. Naturalmente il passaggio dalla teoria alla pratica non è sempre così semplice e per il momento non vi sono ancora risultati soddisfacenti nella pratica clinica. Ad ogni modo, qualsiasi terapia basata sulla riattivazione della telomerasi (come ad esempio ipotetici trattamenti anti-invecchiamento) dovrà tenere in considerazione, come potenziale effetto collaterale, il rischio di favorire lo sviluppo di tumori maligni.
D. A che punto sono le ricerche sulle “terapie antitelomerasi” in oncologia?
R. Al momento siamo ancora in una fase embrionale e concrete applicazioni terapeutiche sull’uomo non sono ancora all’orizzonte. Gli studi sono stati svolti prevalentemente in vitro o su modelli animali, cioè contro cellule tumorali umane inoculate in cavie. La risposta antineoplastica è stata significativa e molto selettiva in quanto ha indotto morte cellulare programmata (apoptosi) prevalentemente nelle cellule tumorali. Da questi studi, inoltre, è emerso che l’attività antineoplastica dei farmaci antitelomerasi si esplica, probabilmente, anche con meccanismi diversi dal blocco dell’immortalizzazione cellulare. Le ipotesi più accreditate sono quelle di un’induzione diretta del’apoptosi e/o un’attività antiproliferativa. Ciò potrebbe aprire ulteriori prospettive terapeutiche. Così come nuove prospettive potrebbero arrivare da studi in corso sull’uomo che utilizzando vaccini anti-telomerasi cercano di stimolare il sistema immunitario contro l’enzima. Tuttavia, poiché la regressione clinica del tumore, in risposta a queste terapie, potrebbe avere tempi troppo lunghi per un significativo risultato terapeutico, un’altra strategia che viene esplorata è quella di colpire direttamente il telomero mediante la somministrazione di molecole, che alterandone la struttura, ne bloccano la funzione. Come si può capire il razionale di queste terapie è molto affascinante ed ha stimolato la fantasia dei ricercatori, ma i tempi dell’applicazione clinica nell’uomo sono ancora imprevedibili.
D. In Italia i finanziamenti per la ricerca scientifica hanno subito notevoli riduzioni, esistono centri di studi sulla telomerasi?
R. A mia conoscenza uno dei centri italiani più avanzati nella ricerca di base sulla telomerasi è il Dipartimento di Genetica dell’Università di Pavia con la professoressa Elena Giulotto. Per quanto riguarda, però, la sperimentazione clinica sull’uomo, credo che al momento tutti i trials clinici attivi siano in corso negli Stati Uniti. (Alberto De Marco)

Pubblicato in: Cronaca, Medicina, Università | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

No al brevetto per piante e animali ottenuti con riproduzione convenzionale

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 maggio 2012

Il Parlamento europeo vuole proteggere gli allevatori europei da un uso eccessivo dei brevetti che potrebbe soffocare innovazione e progresso. Una risoluzione non legislativa approvata giovedì sottolinea che i prodotti quali broccoli anticancerogeni o vacche da latte a alto rendimento, ottenuti con tecniche di riproduzioni convenzionali, non dovrebbero poter essere brevettati.I deputati riconoscono l’importanza dei brevetti per lo sviluppo della tecnologia, ma sottolineano che “la concessione di una tutela eccessivamente ampia mediante brevetti può soffocare l’innovazione e il progresso e danneggiare i piccoli e medi produttori bloccando l’accesso alle risorse genetiche animali e vegetali”Il Parlamento chiede pertanto all’Ufficio europeo per i brevetti di escludere dalla brevettabilità i prodotti derivati da metodi di riproduzione convenzionali, cosi come i metodi stessi.La risoluzione comune è stata approvata con 354 voti a favore, 192 contrari e 22 astensioni.

Pubblicato in: Diritti, Estero | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Riapre l’aula magna della scuola elementare di Orsogna

Pubblicato da fidest su domenica, 6 maggio 2012

Dopo quasi vent’anni riapre e torna al suo antico splendore l’Aula Magna della Scuola Elementare di Orsogna (Chieti), un piccolo teatro a disposizione dei ragazzi, degli insegnanti e delle famiglie, sul cui palcoscenico si sono formate generazioni di orsognesi. Sarà inaugurato martedì prossimo, 8 maggio, alle ore 10.30, alla presenza degli alunni, della dirigente scolastica, Lucilla Taraborelli, del sindaco, Alessandro D’Alessandro, insieme agli amministratori comunali e alle altre autorità cittadine.
Nell’occasione l’associazione teatrale “I Guardiani dell’Oca” (che ha curato l’allestimento della parte scenica e degli impianti tecnici) terrà un piccolo spettacolo di magia, mentre l’associazione “Il Teatro di Plinio”, con il presidente Vittorio Pace, proporrà una lettura di poesie e brani di Plinio Silverii, indimenticabile autore di commedie e drammi teatrali, saggi storici e altre opere letterarie dedicate a Orsogna, nonché maestro elementare che proprio sul palcoscenico dell’Aula Magna insegnò a tanti bambini l’arte del teatro.
I lavori realizzati dall’Amministrazione comunale hanno portato al rifacimento della pavimentazione in parquet con, al centro della sala, lo stemma di Orsogna in marmo, su progetto dell’ingegnere Felice Petino. E’ stato montato un nuovo palco con nuove scene, sipario, luci, impianto audio, sedie per la sala e tanti piccoli dettagli che i ragazzi scopriranno martedì in quello che si presenta come un piccolo gioiello da ammirare e soprattutto valorizzare. Finalmente la scuola avrà, infatti, a disposizione uno spazio ampio ed elegante per fare teatro, ma anche per l’attività didattica e i convegni.
L’investimento fatto si inserisce in un intervento più ampio che negli ultimi anni ha portato al rafforzamento strutturale dell’edificio scolastico e, nel piano che ospita l’Aula Magna, al rifacimento di tutta la pavimentazione e dei servizi igienici oltre all’installazione della scala antincendio.

Pubblicato in: Cronaca, Università | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Chirurgia estetica, i francesi dicono sì all’aumento di seno con il proprio grasso. Cauta l’Italia

Pubblicato da fidest su giovedì, 29 marzo 2012

Togliere un po’ di grasso da pancia e fianchi e spostarlo nel décolléte per avere un seno più prosperoso: un sogno che per molte donne sta diventando realtà. L’intervento si chiama lipofilling del seno o lipostruttura e sta prendendo sempre più piede nel mondo della chirurgia estetica, anche in Italia. L’ultimo segnale positivo nei confronti di questa tecnica arriva dalla Società francese di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Société française de chirurgie plastique, reconstructrice et esthétique – Sofcpre) che, nel corso del recente Congresso nazionale, ha sdoganato l’intervento esprimendo un parere favorevole. «Fino a oggi la società francese si era mostrata piuttosto scettica sull’auto-trapianto di grasso per l’aumento delle mammelle. – afferma Giovanni Botti, presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica – Ora invece ha rivisto la sua posizione». Nel corso dell’ultimo congresso, Sofcpre ha infatti affermato che “la tecnica di trasferimento di grasso nelle mammelle è attualmente una tecnica cui va riconosciuta grande efficacia” e l’ha indicata come “eventuale alternativa all’utilizzo delle tradizionali protesi”, pur suggerendo un attento monitoraggio dei casi trattati. In seguito allo scandalo Pip, quello delle protesi riempite con silicone industriale dalla francese Poly Implant Prothése, i timori delle pazienti verso gli interventi per l’aumento del seno sono aumentati. «Questo – aggiunge Botti – ha spinto i medici a riconsiderare le soluzioni esistenti e a orientarsi anche verso tecniche alternative per aumentare il volume del seno o correggere eventuali asimmetrie: fra queste la più convincente si è rivelata il trasferimento di grasso». Se i colleghi d’Oltralpe hanno sostanzialmente dato il via libera al trattamento, la posizione espressa dall’associazione italiana (AICPE) è di prudenza: «La lipostruttura al seno oggi è un intervento piuttosto diffuso in Italia e i riscontri che abbiamo sono molti positivi – afferma il presidente -. Esistono studi che confermano la bontà di questo tipo di intervento in casi di ricostruzione: sono stati monitorati i risultati dei trattamenti di mastoplastica ricostruttiva con lipofilling dopo asportazione del seno per tumore per più di dieci anni e i risultati sono confortanti. In campo puramente estetico però, stiamo attendendo studi clinici che sono ancora in corso. Ci vuole tempo per conclusioni definitive.» precisa Botti. «Parliamo di un tipo di intervento che non ha fornito finora elementi di pericolosità. E, se questo dovesse essere definitivamente confermato, ci troveremmo davanti ad una possibilità nuova, da considerare in molti casi alternativa alla più tradizionale mastoplastica additiva».
L’intervento di lipostruttura delle mammelle presenta diversi aspetti vantaggiosi: anzitutto non si tratta di impiantare un corpo esterno, pur biocompatibile, come avviene con le protesi. Quindi non c’è rischio di rigetto o di contrazione capsulare. Inoltre non comporta cicatrici, in quanto il grasso, opportunamente trattato dopo il suo prelievo da altre parti del corpo, viene iniettato con delle punture e i fori scompaiono in breve tempo senza lasciare traccia. Anche il decorso è molto più soft rispetto all’inserimento di una protesi. «Occorre però – sottolinea Botti – che il trattamento sia praticato in modo conforme ai dati e ai protocolli verificati della scienza e che sia realizzato in ambiente chirurgico, da un chirurgo plastico o da un chirurgo formato specificamente per eseguire questa procedura. La pratica di questa tecnica al di fuori di questo quadro chirurgico deve essere considerata pericolosa per le pazienti».
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Pur essendo una novità per il nostro Paese, non lo è affatto in molte altre nazioni europee e non, dove esistono da tempo associazioni che raccolgono tutti coloro che si interessano di chirurgia estetica. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre un centinaio di chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Caratteristiche dell’associazione sono avere come associati solo professionisti, specialisti in chirurgia plastica, che hanno come attività principale la chirurgia a fine estetico e la rigida adesione a un codice etico e di comportamento da seguire non solo quando si indossa il camice, ma in tutti i momenti della vita. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica; elaborando linee guida condivise. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.(Silvia Perfetti)

Pubblicato in: Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Intervento del Presidente Napolitano in occasione presentazione auguri del Corpo Diplomatico

Pubblicato da fidest su martedì, 20 dicembre 2011

Italiano: Roma - Palazzo del Quirinale

Image via Wikipedia

Palazzo del Quirinale. “Lasciate che vi accolga con un rinnovato invito alla fiducia. Fiducia nei fermenti di democrazia e di libertà che animano i popoli ; nella prospettiva di rinnovata cooperazione fra le nazioni; nella determinazione dei Governi e delle Organizzazioni Internazionali nel rispondere a prove e difficoltà spesso non prevedibili.Fiducia giustificata dai fatti. Di fronte a una crisi finanziaria senza precedenti nella decennale storia della moneta unica, l’euro, l’Unione Europea – a cominciare dai capi di governo degli Stati membri – ha dedicato intensamente le sue energie alla difficile ricerca della via del risanamento, della disciplina fiscale, del rilancio della competitività. Un’impegnativa missione dell’Alleanza Atlantica, fondata sulle risoluzioni 1970 e 1973 del Consiglio di Sicurezza, sostenuta dalla Lega Araba, con attiva partecipazione dell’Italia, ha efficacemente assistito il popolo libico che si riappropriava delle proprie sorti. La solidarietà internazionale ha risposto con genuina partecipazione ai disastri, naturali e non, che si sono abbattuti sul pianeta. Penso, in particolare, alla tragedia umanitaria dello tsunami di Fukushima, ma anche all’insensata strage di Oslo e Utoya. E colgo l’occasione per rinnovare agli Ambasciatori di Giappone e di Norvegia i sentimenti di cordoglio e di amicizia che il popolo italiano ha provato nelle tragiche vicende che hanno colpito i loro paesi.E oggi desidero esprimere la nostra solidarietà alle vittime dell’immane disastro che ha colpito il popolo filippino ; prego l’Ambasciatore di farsene interprete col Presidente Aquino anche a nome di tutti i presenti in questa sala.L’Italia è convinta che le sfide che affrontiamo oggi, spesso di carattere planetario, esigano una risposta concertata e multilaterale: dai cambiamenti climatici all’esigenza di assicurare a tutta la popolazione mondiale standards decorosi di condizioni di vita e di rispetto della dignità umana ; dalle gravi turbative economico-finanziarie alle minacce alla sicurezza e alla pace. I processi di modernizzazione e crescita economica non possono prescindere dalla tutela delle minoranze, dal rispetto della libertà fondamentali – fra cui resta essenziale quella di religione e di coscienza – e dei diritti umani. I soggetti più deboli – in primis donne e bambini – e, più in generale, le giovani generazioni meritano speciale tutela. I giovani sono i protagonisti indiscussi delle rivendicazioni di libertà e di giustizia sociale alle quali abbiamo assistito e continuiamo ad assistere, in modo particolare, in molti Paesi arabi. Siamo estremamente preoccupati del deteriorarsi della situazione in Siria. L’Italia appoggia le iniziative della Lega Araba e incoraggia l’azione del Consiglio di Sicurezza per far cessare le violenze contro la popolazione e disinnescare le tensioni che minacciano anche la stabilità dei paesi vicini.Lasciate che mi soffermi soprattutto sulle due scosse, ancora lontane dall’essersi sopite, che hanno dominato la scena internazionale toccando da vicino l’Italia. La crisi fiscale e finanziaria dell’area euro ha una portata destabilizzante di cui è difficile misurare i limiti. Investe le radici dell’Unione Europea, minaccia la stabilità economica e il benessere del mondo intero. L’Europa ha intrapreso l’arduo cammino per uscirne, da ultimo con le ulteriori misure del Consiglio Europeo dell’8 e 9 dicembre, alla cui credibilità le misure varate dal nuovo Governo italiano e in via di rapida approvazione da parte del Parlamento hanno dato un contributo non indifferente, col sacrificio di tutti. Abbattimento del debito pubblico e riforme strutturali potranno liberare nuove energie d’imprenditorialità e d’innovazione e ridare impeto alla crescita produttiva e all’occupazione nel nostro Paese. Ma se l’Italia fa – come, ne sono certo, farà – la sua parte, più in generale il percorso che porta all’uscita dalla crisi è europeo e sovranazionale. E l’impatto va ben oltre i confini dei 17 o dei 28 : se per l’Europa la posta in gioco è altissima, le ricadute interessano il mondo intero. Ogni fantasia di scorciatoie nazionali è pura illusione.L’ansia che ci ha accompagnato dall’estate scorsa non si è dissipata, ma abbiamo la coscienza, in Italia e nell’Unione, di avere individuato i passi essenziali da compiere per disinnescare una crisi che non nasce in Europa ma viene da lontano. E’ bene ricordarlo. Dal 2008 si è fatta impellente la necessità di un nuovo sistema di governance economica globale. Questa è la sfida che il G20 sta affrontando con alterni progressi mentre, per l’Europa, specie per l’Eurozona, si è venuto ponendo sempre di più il problema di rafforzare disciplina fiscale e istituzioni comuni. Il nuovo “Accordo Internazionale” – non solo a 17, forse a 26 – annunciato a Bruxelles (e di cui resta peraltro da chiarire il raccordo col quadro comunitario) si propone di sottoporre ad una sovranità condivisa bilanci nazionali e coordinamento delle politiche economiche. Questo processo deve andare di pari passo con la difesa immediata della stabilità finanziaria dei paesi dell’area (euro), e in sostanza con il rafforzamento ancora insufficiente del firewall necessario per tutelare i debiti sovrani e salvare la moneta unica.Su un punto non vi devono essere dubbi : l’irrinunciabilità dell’euro e la determinazione di difenderlo. Sia perché pilastro dell’integrazione europea, punto di arrivo di una lunga e meditata evoluzione; sia perché la stabilità dell’economia mondiale è strettamente legata alla tenuta della moneta unica. Anche paesi non appartenenti all’Eurozona chiedono all’Italia e all’Europa di salvaguardare l’euro. In quanto ai leaders dei paesi che vi hanno aderito, essi non possono dimenticare che la moneta unica ha apportato benefici notevoli e duraturi a tutte le economie, grandi e piccole, che ne fanno parte. Con l’intuizione lungimirante del mercato unico l’Europa precorse i tempi della globalizzazione. La direzione di marcia non è cambiata, ma il ritmo è diventato incalzante. Nessun singolo paese europeo, per quanto grande ed efficiente, può competere con successo nel contesto di grandi economie emergenti e dinanzi al disegnarsi di macro-regioni sovranazionali. La nostra visione del progetto europeo non può limitarsi alla sua dimensione monetaria, finanziaria, economica. Il tessuto comunitario a 27, ormai a 28, va salvaguardato e rafforzato dando piena attuazione al Trattato di Lisbona. Penso alla politica estera e di sicurezza comune; all’immigrazione e all’asilo ; alla Carta dei diritti fondamentali, al patrimonio di principi e di valori, al diritto comune su cui l’Unione europea poggia e deve costruire il suo futuro. L’allargamento, in quanto processo euro-atlantico, ha avuto il merito storico di stabilizzare le fragilità che attraversavano il cuore del nostro continente. Richiede ora di essere portato a termine nei Balcani occidentali e con gli altri paesi dei quali abbiamo accettato, in buona fede, la candidatura. Le cooperazioni rafforzate si inseriscono in un’architettura unitaria che rinsaldi il comune progetto europeo. L’Europa rimane una; immaginarne due o ancor più significherebbe scivolare su un piano inclinato al fondo del quale non rimarrebbe alcuna Europa. Noi europei abbiamo la responsabilità di proseguire con coraggio e volontà politica unitaria nella costruzione di un’Europa sempre più integrata, sulla scia dell’appartenenza a un filone comune di storia, cultura e umanità, pur nella pluralità che è ricchezza fondamentale del nostro continente. La scomparsa di Vaclav Havel, ispiratore e protagonista, da Praga, di un risveglio democratico di coscienze e di popoli che ha pacificamente unificato il nostro continente, ci richiama alle più alte ispirazioni e motivazioni del progetto europeo.Un grande europeo, che aveva ben presente il legame indissolubile tra unità nazionale del suo Paese e l’unità europea, Willy Brandt, affermò a proposito della riunificazione nazionale tedesca che “deve unirsi ciò che ha radici comuni”. E’ urgente oggi trasmettere la stessa visione all’opinione pubblica europea coinvolgendo nel dibattito Parlamenti, forze sociali, autonomie regionali e locali e, soprattutto, le generazioni più giovani – quelle che non hanno conosciuto l’Europa divisa, e considerano la sua unità, con i successi via via conseguiti, una grazia ricevuta anziché una conquista tanto visionaria quanto faticosa. A Nord, il problema dell’indebitamento pubblico covava sotto le ceneri; a Sud, la ventata del “risveglio arabo” ha colto tutti di sorpresa. Ne abbiamo tuttavia percepito subito l’impulso al rinnovamento e al progresso democratico : di qui le simpatie, l’incoraggiamento e l’attivo sostegno dell’Italia, dell’Europa e di molti paesi qui rappresentati. Nel Mediterraneo abbiamo assistito sia a cambiamenti traumatici che ad annunci e inizi di riforme volti a rispondere tempestivamente alla domanda di allargamento della partecipazione politica e del consenso sociale. La prospettiva da perseguire non può che essere : rafforzamento delle istituzioni, trasparenza democratica, governi rappresentativi e responsabili. Il percorso è accidentato e si presenta irto di passaggi difficili ma abbiamo fiducia nella capacità di paesi e governi di affrontarli e superarli via via con coraggio. La storia europea è tutt’altro che estranea a quest’esperienza.Mediterraneo e mondo arabo sono stati teatro dei recenti cambiamenti, ma il rinnovamento sociale e politico non conosce compartimenti stagni geografici o culturali e attinge largamente ad esperienze come quella europea. La globalizzazione non è solo un fenomeno di economia, produzione e commerci. Nel mondo contemporaneo, al di là di barriere artificiali e confini nazionali, circolano liberamente anche le idee ; popoli e società civili condividono aspirazioni e aspettative, le notizie viaggiano all’istante in una fitta rete di comunicazione senza filtri. Il “risveglio” in paesi amici e a noi vicini ha scosso la comoda equazione fra immobilismo e stabilità : una stabilità non fondata sul consenso, sullo Stato di diritto e sul rispetto della dignità umana e delle minoranze è apparente e illusoria. A maggior ragione quando regimi – al di là delle enunciazioni retoriche – ricorrono alla repressione anziché al dialogo e alla riforma. Perché prenda avvio il processo democratico è essenziale che le elezioni possano svolgersi in un contesto di consolidamento istituzionale, di stabilizzazione, o di graduale transizione. Lo stesso esercizio democratico del voto ha per effetto di rasserenare il clima interno e di disinnescare le divisioni settarie.La sicurezza delle nostre nazioni, la stabilità, la prevenzione dei traffici illegali e dell’immigrazione clandestina restano preoccupazioni fondate dell’intera comunità internazionale, delle sponde “Nord” come delle sponde “Sud” di un mondo in cui queste demarcazioni diventano sempre meno nette. La settimana scorsa ho ricevuto qui la gradita visita del Presidente libico, Jalil, e sono stato confortato dalla sua risolutezza nel voler affrontare questi problemi in stretta collaborazione con l’Italia e con i paesi vicini. Dobbiamo pensare a quanto ci unisce e non a quanto ci divide, nelle identità e nelle tradizioni. Nel rinnovamento in corso dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo è nostro auspicio anche che l’Islam giochi un ruolo aggregante e positivo. Il nuovo scenario mediterraneo chiama in causa l’Europa. L’Unione non può pensare di isolarsi dai fermenti di rinnovamento della regione, né di appaltarne la gestione ai soli paesi europei che si affacciano a Sud. All’Europa i popoli mediterranei chiedono una nuova, operante e concreta, partnership e un dialogo franco e articolato, senza preclusioni ideologiche. La responsabilità è comune. Condividiamo interessi e sfide demografiche e sociali; condividiamo un’unica frontiera. Finora le nostre reazioni non sono state all’altezza del momento storico che questa parte del mondo sta vivendo. Devo esprimere un apprezzamento per l’attenzione prestata dalla Presidenza polacca dell’Unione a questa tematica, ma i risultati non sono ancora soddisfacenti. Con i vicini del Sud mediterraneo l’Italia e l’Europa condividono anche la piaga della disoccupazione e della mancanza di opportunità professionali per i più giovani. E’ a questi giovani, animati dalla speranza nel rinnovamento civile e sociale, che dobbiamo restituire il senso di appartenenza ad una comunità e la fiducia nel futuro, offrendo loro l’ accesso ad un’istruzione adeguata e alla formazione professionale, attraverso intensificati programmi di scambi universitari e di percorsi formativi. L’investimento sui giovani è un investimento nella pace, una scommessa che dobbiamo vincere per intravedere un mondo migliore.Signore e Signori Ambasciatori,Europa e Mediterraneo hanno dominato l’attualità internazionale più recente, ma l’Italia continua ad essere protagonista attivo e propositivo della più ampia realtà mondiale. Né l’Europa può rivolgere lo sguardo solo all’interno dei propri confini e problemi. Per restare polo d’attrazione competitivo, lo stesso Mediterraneo deve aprirsi all’ingresso di altri partecipanti dal resto del mondo. Il Partenariato di Deauville del G8 va in questa direzione : la mobilitazione di risorse e strumenti nuovi va rafforzata, così come vanno allargati i temi di cooperazione : ambiente, sicurezza energetica, flussi migratori, accesso ai mercati. Gli equilibri economici mondiali – cui non potrà non seguire un riallineamento anche politico – si spostano e i centri di gravità si moltiplicano. Nel 2050 l’Europa rappresenterà soltanto il 6% della popolazione mondiale. L’emergere di Asia e Pacifico è in qualche modo un ritorno ad una distribuzione più equilibrata di risorse e capacità : nella storia dell’umanità la quota dell’Asia nella produzione della ricchezza è stata molto superiore rispetto all’Europa fino all’inversione degli ultimi 3-4 secoli. L’Oriente ha saputo adottare alcune esperienze occidentali essenziali per la crescita come l’economia di mercato, la promozione della scienza e di nuove tecnologie, l’istruzione diffusa, innestandole sui valori tradizionali, garantendo la fine dall’indigenza per centinaia milioni di persone, infondendo orgoglio nel lavoro e ampliando le libertà personali. Come ha ben detto il Presidente Obama al Parlamento australiano ” l’Asia è fondamentale per la crescita in America” – e, aggiungo io, in Europa – “e definirà in larga misura se il secolo davanti a noi sarà segnato da conflitti o dalla cooperazione”.E l’Asia non è sola. Si affiancano le grandi realtà di crescita economica, di progresso politico e sociale e di creatività culturale delle Americhe. Si stanno finalmente liberando e dispiegando le grandi potenzialità del continente africano. Tutti gli attori internazionali, qui ben rappresentati, devono oggi trovare un terreno di incontro sulle tematiche globali: cambiamenti climatici, regolazione dei mercati, sviluppo sostenibile, terrorismo e proliferazione di armi di distruzione di massa. In questa nuova fase storica dobbiamo evitare contrapposizioni e tensioni, e non ripiegare su forme di sterile isolazionismo protezionistico. Signore e Signori Ambasciatori,il richiamo a un contesto internazionale d’inquietudini, fermenti e speranze non mi fa dimenticare che nell’anno appena trascorso l’Italia ha celebrato il 150° Anniversario della sua Unità. Abbiamo auspicato il Vostro coinvolgimento in questa solenne ricorrenza avendo ben a mente il percorso dall’Italia unitaria in questi centocinquanta anni e le mete che ci attendono. La nascita dello Stato nazionale italiano nel 1861 rappresentò un fatto di grande rilievo nella storia dei movimenti nazionali e dei moti di libertà in Europa e per l’evoluzione degli equilibri continentali. Dalla metà del secolo scorso, l’Italia ha saputo trovare il suo posto e assumersi le sue responsabilità nella comunità internazionale, in modo particolare come paese fondatore, insieme con i suoi principali vicini, di un’Europa integrata e unita. Oggi l’Italia è chiamata ad affrontare nuove sfide, in un’epoca di radicale e incessante cambiamento della realtà mondiale. Si tratta di sfide comuni che dobbiamo saper raccogliere e vincere insieme. Ebbene, l’Italia farà la sua parte: perché avanzi nel mondo la causa della pace, dei diritti umani, della democrazia, di un equilibrato, equo, sostenibile sviluppo economico e sociale globale. Lo farà nei fori multilaterali, lo farà nella fedeltà agli impegni e alle alleanze, lo farà nelle missioni militari di pace, lo farà nel processo di unità e integrazione europea. Desidero esprimere la mia sentita riconoscenza a tutti Voi per le innumerevoli testimonianze di amicizia e di simpatia ricevute, per le iniziative celebrative, a molte delle quali ho avuto il piacere di partecipare, per il Vostro contributo ai festeggiamenti del 150° Anniversario svoltisi in tutta Italia. Ricordo con particolare gratificazione la presenza a Roma il 2 giugno scorso di molti Capi di Stato o di Governo e Alte Cariche istituzionali, a riprova di un moto universale di simpatia per la nostra nazione. Molti di voi si sono impegnati personalmente affinché i vostri paesi fossero rappresentati qui al più alto livello possibile. Ve ne sono grato. Il popolo italiano ha colto in questo gesto di amicizia un riconoscimento delle qualità migliori che sa di possedere e una rinnovata fiducia nella sua capacità di superare le prove più difficili che le pone la storia.Talvolta, l’identità del nostro Paese si staglia meglio fuori dai confini nazionali : nelle nostre numerose collettività saldamente ancorate all’idea d’Italia ; nel plauso e nell’apprezzamento delle popolazioni dei Paesi dove si trovano e operano i nostri militari; nella qualità del made in Italy; nel ricco ventaglio delle iniziative di cooperazione, delle missioni archeologiche e di restauro, delle istituzioni scolastiche, scientifiche e educative ; nell’attività missionaria dei religiosi italiani nel mondo, in particolare attraverso le strutture della Chiesa Cattolica. Ma quest’anno, grazie a una partecipazione massiccia della popolazione nelle nostre piazze e strade, grazie a un’estrema varietà e molteplicità di iniziative di base, l’Italia ha riscoperto una coscienza unitaria e nazionale che è sopravvissuta in passato a prove difficili e saprà vincere le sfide impegnative che ci stanno davanti”.

Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | 3 Commenti »

Come un’ostrica con la perla: così il cervello produce la dopamina

Pubblicato da fidest su martedì, 6 dicembre 2011

Uno studio della Sapienza, pubblicato sull’autorevole rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences USA), ha scoperto il meccanismo di attivazione dell’enzima che produce la dopamina nel cervello.
La dopamina è un neurotrasmettitore indispensabile per numerose attività cerebrali con effetti anche sul comportamento, il movimento volontario, l’umore, la memoria di lavoro, il sonno e l’apprendimento. Le sue disfunzioni sono all’origine di gravissime malattie neurodegenerative quali, per esempio, il Morbo di Parkinson.
Nel cervello umano la sintesi di neurotrasmettitori come la dopamina dipende da una proteina detta DOPA decarbossilasi (DDC). Per funzionare correttamente la DDC deve legarsi a un co-enzima, derivato della vitamina B6, il piridossale-5’-fosfato (PLP). I ricercatori del dipartimento di Scienze Biochimiche della Sapienza coordinati dalla professoressa Francesca Cutruzzolà, in collaborazione con l’Università di Verona e il CNR, hanno scoperto i dettagli molecolari dell’interazione tra la DDC e il suo coenzima, il PLP appunto. Grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate di biochimica molecolare è stato chiarito il meccanismo di attivazione dell’enzima. In assenza di PLP – precisa Francesca Cutruzzolà – l’enzima non è attivo ed assume l’inaspettata struttura aperta. In presenza di PLP, al contrario, l’enzima si chiude come un ostrica sulla sua perla, assumendo la forma attiva, più compatta e stabile e quindi meno sensibile alla degradazione nelle cellule”. La comprensione della struttura tridimensionale e della stabilità della DOPA decarbossilasi apre nuove prospettive nella lotta contro patologie neurodegenerative quali il Parkinson, fornendo nuove speranze di cura per i malati. La ricerca, dal titolo “The open conformation of human DOPA decarboxylase reveals the mechanism of PLP addition to Group II decarboxylases”, è firmata da Giorgio Giardina, Riccardo Montioli, Stefano Gianni, Barbara Cellini, Alessandro Paiardini, Carla Borri Voltattorni e Francesca Cutruzzolà. (schema, ddcaperta wires, cover)

Pubblicato in: Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Procreazione assistita

Pubblicato da fidest su lunedì, 29 agosto 2011

Lugano (in Svizzera a pochi chilometri dal confine italiano) Nel pomeriggio del 10 settembre gli esperti del centro svizzero saranno a disposizione delle coppie. Inoltre, ci sarà la possibilità di visitare la clinica. La struttura di via Maraini 8, che si sviluppa su cinque piani con una superficie complessiva di 1.800 metri quadrati, raccoglie sei studi medici, laboratori di embriologia e andrologia, due sale operatorie con i locali per la sterilizzazione e sette camere post intervento, oltre a ProCreaLab, il laboratorio di genetica. La giornata del “porte aperte” di Procrea inizia alle 14.30 con le visite libere della struttura. Lo staff medico e scientifico sarà a disposizione per presentare gli aspetti della procreazione medico assistita. Una pausa caffè darà inoltre la possibilità di approfondire a livello individuale eventuali tematiche con medici e biologi. Davanti a tecniche ormai consolidate e che permettono alle coppie con problemi di infertilità di coronare il loro sogno di diventare genitori, il tema della procreazione rimane abbastanza sconosciuto e guardato con diffidenza». Maurizio Minoli, direttore del centro internazionale per la fecondazione assistita ProCrea di Lugano, lancia così la seconda giornata del “porte aperte” in programma sabato 10 settembre. Una giornata in cui gli esperti di medicina della riproduzione si mettono a disposizione delle coppie per spiegare metodi e tecniche, e per far visitare il centro di via Maraini in Canton Ticino.
ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

Pubblicato in: Cronaca, Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Potenziamento dell’intervento d’emergenza in Somalia

Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 luglio 2011

La crisi in Somalia si fa sempre più grave e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) decide di rafforzare il proprio intervento d’assistenza nel paese attraverso una serie di operazioni di distribuzione aiuti nelle regioni centrali e meridionali. Le difficoltà di accesso costituiscono ancora un serio impedimento, ma anche grazie alla collaborazione con le agenzie partner operanti sul terreno l’UNHCR ha finora potuto distribuire kit di assistenza a circa 90.000 persone a Mogadiscio e nelle regioni di Belet Hawa e Dobley, nel sud-ovest. Altri aiuti non alimentari per circa 126.000 persone saranno consegnati a partire da oggi in altre aree delle regioni di Gedo e Lower Juba. Ulteriore assistenza è poi in arrivo a Mogadiscio, nel corridoio di Afgooye e più a sud-ovest nella regione di Lower Shabelle. L’UNHCR è inoltre impegnato nel potenziamento dei meccanismi per monitorare gli spostamenti di popolazione e la situazione della protezione nei corridoi che conducono ai campi di rifugiati di Dolo Ado e Dadaab, rispettivamente in Etiopia e Kenya. Obiettivo dell’Agenzia è quello di migliorare ulteriormente gli interventi d’emergenza grazie alle informazioni derivanti da registrazioni dei flussi più ravvicinate. L’UNHCR è il principale fornitore di questo genere di informazioni per le altre agenzie dell’ONU e le organizzazioni non governative attive in Somalia. Lo stato di salute di molti rifugiati che arrivano nei campi dei paesi vicini è particolarmente grave. Ed è per questo che l’UNHCR considera di vitale importanza che le persone in Somalia possano ricevere assistenza nel luogo in cui si trovano. In determinate circostanze, quest’operazione può anche ridurre la necessità di attraversare le frontiere e riversarsi nei paesi limitrofi dove i campi di rifugiati sono già sovraffollati. L’Agenzia continuerà a valutare tutti i possibili mezzi per rafforzare ulteriormente il proprio impegno all’interno della Somalia.

Pubblicato in: Estero, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Ticket codice bianco: iniquo, inefficace e costoso

Pubblicato da fidest su venerdì, 15 luglio 2011

Pronto Soccorso - 9

Image by cinemich via Flickr

L’imposizione del balzello per il pronto soccorso per i codici bianchi è iniqua e inefficace, e costosa. Vediamo il perchè.
Inefficace: basterebbe analizzare i dati delle regioni (es. Emilia Romagna, Lazio) che avevano già imposto la tassa. L’esperienza insegna che dopo un primo periodo di diminuzione, la quantità dei codici bianchi torna ai valori precedenti all’imposizione della tassa anche perchè i codici bianchi vengono trasformati in verdi per evitare problemi legali ai medici.
Iniqua: i “ricchi” hanno un’assicurazione sanitaria che consente l’intervento di un medico 24 ore su 24. Per una influenza il “ricco” chiama il servizio assicurativo di assistenza che esamina il problema e, se del caso, invia un medico. Sono invece i “poveri” che devono ricorrere al pronto soccorso, anche per un codice bianco che, tra l’altro, non può che essere certificato dal personale sanitario. Il medico di base, al quale si dovrebbe rivolgere il “povero”, in molti casi non è disponibile per una visita domiciliare, per cui non rimane che recarsi al pronto soccorso.
Costosa: occorre predisporre le strutture per far pagare il balzello (macchine, personale, ecc.).
A nessuno piace frequentare un pronto soccorso e, se ci si reca, si presuppone che se ne valuti la necessità. Ovvio che i pronto soccorso dovrebbero esaminare i casi, appunto, da pronto soccorso. Si tratta allora di attivare dei filtri intermedi, quali i medici di base e la guardia medica. Un tempo il medico di base (di famiglia) divideva la giornata tra visite domiciliari e studio. Oggi non e’ piu’ cosi’. Occorre tornare al passato per guardare al futuro!
In Germania i medici di base vengono penalizzati economicamente se i propri assistiti ricorrono al pronto soccorso per un codice bianco. In Italia, invece, si preferisce penalizzare i pazienti bisognosi. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Pubblicato in: Medicina, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

I romani pagheranno il pedaggio del g.r.a.

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 luglio 2011

Icon of autostrada A90 "Grande Raccordo A...

Image via Wikipedia

Lo ha dichiarato il ministro Matteoli. “A seguito dell’audizione in commissione, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, conferma che il pagamento del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare di Roma è previsto per legge e, dunque, nessun intervento, da parte di Regione o Comune, potrà superare quanto stabilito dalla legge. E’ impensabile che i romani non paghino il pedaggio, perché così facendo si incorrerebbe in una infrazione europea, dato che il mancato pagamento da parte dei romani verrebbe considerato dall’Europa un aiuto di Stato. Al momento non sappiamo come l’Anas provvederà ad esercitare la riscossione del pedaggio, ma è certo che tra poco inizieremo a pagare, nonostante i ripetuti proclami in difesa dei romani del sindaco Alemanno e della presidente Polverini.” Lo dichiarano, in una nota congiunta, i deputati di FLI Francesco Proietti Cosimi, Antonio Buonfiglio, Aldo Di Biagio.

Pubblicato in: Roma, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Chiusura notturna del raccordo Villesse Gorizia

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 luglio 2011

In entrambe le direzioni, dall’una di notte alle sei del mattino di giovedì 14 luglio nel tratto compreso fra lo svincolo di Villesse e la rotatoria di Sant’Andrea. Il traffico sarà deviato sulla viabilità ordinaria lungo gli itinerari alternativi. Sei ore di interruzione alla circolazione indispensabili per effettuare due diversi interventi. Il primo, nel tratto Villesse-Gradisca, è relativo a una serie di lavori di completamento del ponte sulla strada provinciale 18 che attraversa il raccordo. Nella notte tra giovedì e venerdì le operazioni consistono nella realizzazione della “soletta” del ponte effettuata con getti di calcestruzzo. Il secondo intervento, che interesserà il tratto Gradisca-Gorizia, riguarda invece il completamento della posa di barriere di sicurezza laterali, a delimitazione del cantiere e il taglio della vegetazione vicino alla carreggiata.

Pubblicato in: Cronaca | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Ponte strallato sulla Villesse Gorizia

Pubblicato da fidest su martedì, 5 luglio 2011

I due ponti strallati (manufatti “sospesi” nei quali l’impalcato è sostenuto da una serie di cavi – gli stralli, appunto – ancorati a piloni di sostegno), previsti sulla rotatoria di Sant’Andrea, sono le due strutture più complesse fra le numerose opere che caratterizzano l’intervento di trasformazione in autostrada del raccordo Villesse Gorizia. Complesse, ma molto belle esteticamente, grazie a un’architettura moderna e leggera, le due strutture sono composte da diverse parti (ognuna ha 9 traversi intermedi, 5 travi di bordo, 10 segmenti, 2 traversi di spalla e 5 elementi per l’arco) che vengono assemblate per comporre la struttura finale. Le diverse fasi di montaggio, richiederanno una serie di chiusure notturne, per consentire alle gru utilizzate di lavorare in sicurezza. Iniziate con la demolizione del sovrapasso esistente, effettuata nella notte fra mercoledì 29 e giovedì 30 giugno, le operazioni sono proseguite nella notte fra lunedì 4 e martedì 5 luglio con il varo del concio centrale della struttura (composto da una trave reticolare e una serie di travi piane del peso di 150 tonnellate), sul quale poggerà l’arco in acciaio che caratterizzerà l’opera, il cui montaggio si sviluppa in più fasi. L’intervento è iniziato alle 19,00 di lunedì, con la chiusura del tratto compreso tra la rotatoria di Sant’Andrea e lo svincolo di Farra d’Isonzo in direzione Villesse mentre, in direzione Gorizia, è stato chiuso quello tra l’autoporto SDAG e la rotatoria di Sant’Andrea. Tre le gru dell’impresa Midolini al lavoro: una da 500 tonnellate, una da 160 e una da 80. Le due più piccole hanno avvicinato il concio a quella più grande che lo sollevato, ruotato e posizionato correttamente per poi depositarlo sulle torri provvisorie. Un’operazione delicata che richiede precisione millimetrica, un coordinamento perfetto e un accurato lavoro di preparazione, dallo studio dei disegni con gli ingombri a una serie di sopralluoghi, indispensabili per decidere il tipo di gru da utilizzare e le modalità di esecuzione. Determinante, come sempre, l’esperienza e la professionalità dei gruisti. Tutte le prossime operazioni, dai collegamenti al getto delle solette, sono state pianificate per il mese di luglio, mentre la posa dell’arco è in programma nel mese di agosto. A questa operazione seguirà il montaggio dei pennini e la loro tesatura, dopo di che saranno effettuate le saldature e l’imbullonatura del ponte. L’intervento, che si è concluso come previsto prima dell’alba, ha visto impegnato personale di Autovie Venete, del Consorzio Fvg Cinque e della Maeg, l’impresa trevigiana che ha prodotto le parti metalliche, trasportate a Gorizia con una trentina di tir. (villesse gorizia)

Pubblicato in: Cronaca | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Tremonti punta forte sui giochi

Pubblicato da fidest su giovedì, 30 giugno 2011

Un Superenalotto europeo, nuove modalità di gioco del Lotto, gare per l’allargamento della rete scommesse e delle slot machine con identificazione dei giocatori e via libera al poker nei circoli. E ancora, pugno di ferro contro l’illegalità: dalle sanzioni per chi gioca con operatori non autorizzati dallo Stato, all’intervento diretto delle banche sui conti dei giocatori, fino al blocco delle carte di credito. Sono alcune delle misure previste nella bozza della Manovra all’esame del Governo, che confermano quanto anticipato da Agipronews. La bozza di manovra delinea una nuova gara che ridisegnerà l’attuale mappatura di agenzie e corner (gli spazi dedicati nei bar, tabaccherie ecc. ndr) con una gara aperta a operatori italiani ed europei per l’assegnazione di 1000 agenzie e 15 mila corner con una concessione che durerà nove anni. La gara per le 1000 agenzie partirà da una base d’asta da 15 mila euro per concessione, per i corner si partirà da 7500 euro e si potrà concorrere al massimo per il 25% dei diritti complessivi. Chi è già concessionario potrà avere uno ‘sconto’ del 50% sui diritti (dei soli corner), in caso di ‘rottamazione’ di una vecchia concessione. La gara per le Slot e le Videolotteries – la nuova generazione di apparecchi da intrattenimento – dovrà invece essere messa a punto entro il prossimo 30 settembre: selezione aperta, installazione di Vlt da un minimo del 7% a un massimo del 14% rispetto al numero di macchine New Slot installate entro sei mesi dall’aggiudicazione. Per ogni macchina si pagherà una “una tantum” da 100 a 200 euro: solo con il rinnovo del parco macchine degli attuali dieci concessionari (oltre 383 mila) lo Stato potrebbe incassare fra i 38 e i 76milioni di euro. Per impedire l’accesso ai minori – dopo tre violazioni al divieto di gioco minorile scatta la revoca della concessione – come per i distributori automatici di sigarette, anche per giocare alle slot si dovrà inserire il codice fiscale o la tessera sanitaria. Per il poker dal vivo, le partite nei circoli privati e nelle sale dedicate, è previsto un bando di gara entro il prossimo 31 ottobre: 1000 concessioni da nove anni con base d’asta da 100 mila euro a chi è già operatore con autorizzazione statale. Nella Manovra viene introdotto anche un nuovo ‘Bingo a distanza’ con un prelievo erariale al 10%.

Pubblicato in: Economia, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Intervento Berlusconi per voto di fiducia parlamento

Pubblicato da fidest su martedì, 21 giugno 2011

Silvio Berlusconi

Image via Wikipedia

(In sintesi) il dibattito di oggi nasce – come sapete – da una sollecitazione del Presidente della Repubblica, a cui rivolgo il mio cordiale saluto. Il Capo dello Stato, con l’autorevolezza che tutti noi gli riconosciamo, ha invitato il Governo a riflettere in Parlamento in merito ai mutamenti intervenuti nella compagine governativa. È un invito opportuno, che accolgo con favore. Sono certo che il Governo uscirà rafforzato da questo passaggio parlamentare. Condivido e rilancio – quindi – l’appello alla responsabilità e alla coesione del presidente Napolitano, convinto che tutte le forze politiche e sociali debbano lavorare nell’esclusivo interesse del Paese, ciascuna interpretando in modo costruttivo il proprio ruolo. Dobbiamo ritrovare l’unità intorno ai valori comuni. Voglio qui anzitutto ribadire la nostra ferma intenzione di completare il programma di governo per il 2013, arrivando alla scadenza naturale della legislatura. I cittadini potranno giudicare complessivamente il nostro operato attraverso le elezioni politiche generali, come prescrive la Costituzione e come avviene in tutte le democrazie. Se allarghiamo lo sguardo alle grandi Nazioni occidentali, vediamo che né le opposizioni, né i media, né l’opinione pubblica reclamano le dimissioni di Presidenti e Capi di Governo in seguito a risultati elettorali di medio termine nelle elezioni locali. Dopo le dimissioni dei componenti del Governo, a seguito della diaspora che si è verificata nel Popolo della Libertà, abbiamo proceduto al reintegro della compagine di questo Governo che, con la nomina di nove nuovi Sottosegretari, di cui sei eletti sotto il simbolo del Popolo della Libertà, ha raggiunto la quota di 64 componenti, compreso il Presidente del Consiglio. La Costituzione assegna un tempo congruo – cinque anni – nei quali i Governi devono adempiere agli impegni assunti con gli elettori e noi intendiamo utilizzare proficuamente quello che rimane di questo tempo nel rispetto del programma votato dagli italiani e nei limiti temporali dettati dalla Costituzione repubblicana.
Rivendico come un risultato formidabile del nostro Governo il fatto di avere messo al riparo il debito pubblico italiano dagli attacchi speculativi. Sarebbe folle rimettere tutto in discussione e renderci vulnerabili con una crisi al buio proprio ora che dobbiamo agganciare la crescita. Il nostro Governo dunque deve continuare a lavorare perché gli italiani ci hanno scelto e perché abbiamo ben governato e anche perché – lo dico con chiarezza – non esiste alcuna alternativa a questo Governo e a questa maggioranza. Non sto dicendo: «Dopo di me verrà il diluvio»; so bene che i cimiteri sono pieni di persone che si ritenevano indispensabili. Mi limito ad osservare che l’alleanza tra Popolo della Libertà e Lega, con l’apporto delle forze responsabili del Parlamento, è l’unico assetto politico in grado di garantire la governabilità e l’affidabilità internazionale del Paese. La verità è che le contraddizioni della minoranza sono ben più gravi e radicate dei travagli che la nostra maggioranza ha dovuto subire. Tra i centristi è prevalso il desiderio di rimanere a giocare di rimessa. Capisco che assumersi la responsabilità di governare è gravoso e che far quadrare i conti dello Stato in un periodo di crisi globale è molto più difficile che fare delle critiche. Desidero innanzitutto ricordare i cinque punti qualificanti che il Governo considera strategici per dare attuazione compiuta, da qui al 2013, al programma approvato dagli elettori: il federalismo fiscale, la riforma tributaria, la riforma della giustizia, l’immigrazione e la sicurezza dei cittadini e, da ultimo, ma non per importanza, il piano per il Sud. Abbiamo trovato nel 2008 l’Italia con un rapporto deficit/PIL superiore a quello dell’area Euro. Quel rapporto, da allora, è sempre stato inferiore.
C’è stato il rischio di essere travolti della crisi. C’è stata la concreta possibilità di subire passivamente tutti gli effetti negativi della speculazione finanziaria internazionale. E invece, no. Alcuni Paesi hanno mandato a casa molti dipendenti pubblici o hanno ridotto fino al 25 per cento i loro stipendi; hanno diminuito gli stanziamenti per la sanità e gli enti locali; hanno diminuito la cassa integrazione e i contributi ai disoccupati; hanno aumentato l’IVA sino al 25 per cento. Il nostro Governo, invece, è riuscito a muoversi addirittura nella direzione opposta, abrogando l’ICI, aumentando di oltre quattro miliardi gli stanziamenti per la sanità e di molto quelli per la cassa integrazione. Il tutto senza aumentare le imposte o introdurne di nuove. Nel pieno della crisi mondiale abbiamo poi dovuto affrontare gravi emergenze nazionali: la tragedia del terremoto dell’Aquila, i rifiuti in Campania, gli effetti degli sconvolgimenti africani. A tutte queste emergenze abbiamo dato risposte adeguate e tempestive.
Abbiamo combattuto la criminalità organizzata e le mafie con risultati mai, mai conseguiti prima: 8.466 presunti mafiosi arrestati, 32 sui 34 latitanti di massima pericolosità, per un totale di 455 latitanti tratti in arresto; 778 operazioni di polizia, 46.569 beni sottratti alla mafia per un valore complessivo di 21.528 milioni di euro. I progressi nella lotta all’evasione fiscale hanno fatto chiudere il 2010 con oltre 25 miliardi di euro recuperati tra imposte, tasse e contributi evasi.
Altri successi: il processo di riforma e modernizzazione della pubblica amministrazione con servizi digitali all’avanguardia in Europa. La diplomazia commerciale che io ho posto al centro del mio impegno in politica estera ci ha consentito di raggiungere intese economiche per oltre 30 miliardi di euro di commesse a favore delle imprese e dei lavoratori italiani. Voglio poi ricordare che nei mesi più bui della crisi i lavoratori e le aziende non sono mai, mai stati lasciati soli: 37 miliardi di euro di ammortizzatori sociali nel biennio hanno evitato centinaia di migliaia di licenziamenti e garantito il sostegno ai lavoratori, con e senza tutele contrattuali, inclusi i dipendenti di piccole imprese, di apprendisti, lavoratori interinali e collaboratori a progetto. Così abbiamo salvato anche migliaia di aziende.
La riforma fiscale non produrrà buchi di bilancio, ma darà vita a un sistema più equo e più benevolo verso chi è in condizioni disagiate. La riforma genererà un sistema che premia chi produce, chi investe, chi risparmia, chi dichiara il giusto, un sistema più semplice che spazzerà via norme incomprensibili, adempimenti inutili e privilegi corporativi. Il Governo, dunque, presenterà al Parlamento prima della pausa estiva la delega per riformare il sistema fiscale. Vi saranno meno aliquote (solo tre invece che le cinque attuali) e più basse, un sistema di detrazioni e deduzioni più snello e trasparente, in coerenza con gli obiettivi generali della riforma, una riduzione a cinque del numero delle imposte. Si tratta di un obiettivo non congiunturale, ma strutturale che rientra negli orientamenti europei da prima della crisi economica e che in Italia deve portare a riequilibrare il peso delle imposte sui redditi rispetto alle altre imposte, allineandolo progressivamente ai valori europei. Il tutto – voglio sottolinearlo ancora – non avverrà in deficit.
Daremo inoltre attuazione concreta al Piano per il Sud, che sono impegnato a seguire personalmente, e lo faremo in base a una precisa e serrata tabella di marcia. Da qui alla fine della legislatura riuniremo il CIPE ogni mese con l’obiettivo di deliberare tutte le misure per rendere operativi gli otto interventi prioritari che il piano stesso prevede.
In politica estera abbiamo affrontato vicende epocali con i rivolgimenti nel Nordafrica, che hanno avuto grande impatto sulle nostre frontiere e sulla geopolitica internazionale. Per quanto riguarda la Libia, sulla base delle decisioni dell’ONU, della NATO e dell’Unione europea, il Parlamento italiano ha autorizzato la nostra partecipazione alla missione internazionale di pace per proteggere la popolazione civile. Ricordiamo che finora, grazie all’azione della NATO, sono state salvate migliaia di vite umane e preservate dalla distruzione intere città. In ordine alla diminuzione delle risorse da destinare alle missioni internazionali di pace, il Governo assumerà ogni necessaria decisione dopo l’imminente Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Capo dello Stato Signor Presidente, onorevoli senatori, aver salvaguardato il sistema economico e produttivo del Paese è il maggior risultato di questo Governo, il vanto di cui andiamo fieri. Mentre imperversava la crisi, non ci siamo fatti prendere dal panico, abbiamo tenuto la barra dritta e guardato all’interesse dell’Italia.
Mi auguro dunque che si possa lavorare tutti insieme affinché l’Italia, al di là della crisi internazionale, possa costruirsi un futuro di maggiore prosperità, di sicuro benessere, di vera giustizia e di vera libertà. Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo a questo nostro Paese che noi tutti amiamo.

Pubblicato in: Politica, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Fondo For.te: nuovi piani formativi

Pubblicato da fidest su lunedì, 20 giugno 2011

For.Te, il Fondo Interprofessionale del terziario italiano, ha approvato i piani formativi relativi all’avviso 2/2010, chiudendo il processo di valutazione dei progetti presentati dalle aziende aderenti. Si tratta di ben 689 progetti finanziati complessivamente: 49 riguardano il settore della logistica, delle spedizioni e dei trasporti, 485 riguardano il commercio, il turismo ed i servizi, mentre 155 riguardano agli altri settori economici. Un intervento davvero consistente, che ha determinato uno stanziamento da parte di For.Te. di oltre 102 milioni di euro: uno dei maggiori interventi per il sostegno al miglioramento del capitale umano ed al rafforzamento delle competenze in azienda mai avviato in Italia. Le imprese hanno presentato direttamente più dei due terzi dei piani approvati (537 piani formativi), a dimostrazione di un coinvolgimento sempre maggiore delle aziende nella definizione degli interventi formativi per i lavoratori. Una consapevolezza che costituisce un valore aggiunto ed una prova di maturità delle aziende aderenti al Fondo For.Te. I piani settoriali e territoriali presentati sono 152 e mostrano la capacità aggregativa delle imprese sul territorio. For.Te ha risposto in questo modo ad una domanda significativa: molte sono state le imprese che hanno presentato proposte di piani formativi al Fondo, con una interessante crescita in termini di qualità e di varietà dei contenuti degli interventi promossi. Nei criteri di selezione dei progetti il Fondo For.te. ha tenuto conto delle “linee guida per la formazione nel 2010”, considerando in particolare gli ambiti relativi alla tutela ambientale e del consumatore, ai nuovi bacini di impiego, alle metodologie e sistemi di certificazione dell’apprendimento, al prolungamento dei periodi stagionali di attività, alle competenze emergenti e a quelle a rischio di obsolescenza. Inoltre è stata rivolta una specifica attenzione all’impatto di genere e ad alcuni target significativi, tra cui i lavoratori over quaranta, i giovani in inserimento, gli immigrati ed i disabili.

Pubblicato in: Economia, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 29 follower