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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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“Islam, Shari’a and Democratic Transformation in the Arab World”

Pubblicato da fidest su sabato, 19 maggio 2012

Islam

Islam (Photo credit: rogiro)

Roma 22, May 2012 – 15:00 Palazzo Caetani, Via Michelangelo Caetani 32 Conference Prof. Abdullahi Ahmad An-Na‛im Charles Howard Candler Professor of Law – Emory University- Atlanta Discussants: Prof. Gokhan Bacik- Zirve University, Gaziantep-Turkey H.E. Lamia Mekhemar Ambassador of Republic of Egypt to the Holy See. Prof. Abdullahi Ahmed An-Na’im, born in 1946 in Sudan, is a renown scholar of Islam and Human Rights. He has published numerous books, including Islam and the Secular State: Negotiating the Future of Shari’a (2008), African Constitutionalism and the Role of Islam (2006), Toward an Islamic Reformation: Civil Lberties, Human Rights and International Law (1990). Prof. An-Na‛im sees the ongoing events in the Arab World as an opportunity for Islam to bring about political, economic and social transformations in countries such as, for example, Tunisia, Egypt and Libya. In his view, “external actors can support liberation struggles, but should not attempt to displace or impose on the independent agency of native actors”, who will need to implement their own strategies to protect women rights, freedom of religion and free-speech. The Conference is meant to address an audience of international actors, including Ambassadors, Politicians and NGO’s officials living and working in Rome. Organizers of the Conference are the IFIIE Foundation (www.ifiie.org) and Istituto Tevere-Centro pro Dialogo (www.istevere.org) whose goals are to educate leaders to a better understanding of other religious traditions and cultures through a study and discovery of both spiritual differences as well as shared values.

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“Islam, Shari’a and Democratic Transformation in the Arab World”

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012

Islam

Islam (Photo credit: rogiro)

Roma May 22, 2012 – 15:00 Palazzo Caetani, Via Michelangelo Caetani 32 Prof. Abdullahi Ahmad An-Na‛im Charles Howard Candler Professor of Law – Emory University- Atlanta
Discussants: Prof. Gokhan Bacik- Zirve University, Gaziantep-Turkey H.E. Lamia Mekhemar Ambassador of Republic of Egypt to the Holy See
Prof. Abdullahi Ahmed An-Na’im, born in 1946 in Sudan, is a renown scholar of Islam and Human Rights. He has published numerous books, including Islam and the Secular State: Negotiating the Future of Shari’a (2008), African Constitutionalism and the Role of Islam (2006), Toward an Islamic Reformation: Civil Lberties, Human Rights and International Law (1990).Prof. An-Na‛im sees the ongoing events in the Arab World as an opportunity for Islam to bring about political, economic and social transformations in countries such as, for example, Tunisia, Egypt and Libya. In his view, “external actors can support liberation struggles, but should not attempt to displace or impose on the independent agency of native actors”, who will need to implement their own strategies to protect women rights, freedom of religion and free-speech. The Conference is meant to address an audience of international actors, including Ambassadors, Politicians and NGO’s officials living and working in Rome.
Organizers of the Conference are the IFIIE Foundation (www.ifiie.org) and Istituto Tevere-Centro pro Dialogo (www.istevere.org) whose goals are to educate leaders to a better understanding of other religious traditions and cultures through a study and discovery of both spiritual differences as well as shared values.

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L’Islam è compatibile con la democrazia

Pubblicato da fidest su venerdì, 30 marzo 2012

Giuliano Amato, Italian politician. Festival d...

Giuliano Amato, Italian politician. Festival della Creatività 2009, Florence, Italy. (Photo credit: Wikipedia)

Lo ha affermato oggi a Roma Giuliano Amato nel corso di un convegno dedicato a ‘L’Europa e le primavere arabe’, promosso dall’europarlamentare Debora Serracchiani con il gruppo ‘Socialists & Democrats’ del Parlamento europeo.
‘A chi continua a pensare anche oggi, come Tocqueville nell’Ottocento, che l’Islam e’ incompatibile con la democrazia – ha spiegato Amato – suggerirei di guardare allo spettacolo che ci offre la nostra vita quotidiana nell’Europa multietnica e le esperienze nascenti nell’Africa del Nord’.
Anche Serracchiani ha osservato che ‘a un anno di distanza dalla rivolta che ha spazzato i regimi in Tunisia, Egitto, Libia e che sta minando la Siria, il processo di democratizzazione del nord-Africa e’ un interesse vitale dell’Europa e il nostro contributo deve essere piu’ incisivo, e non consistere solo in interventi militari o accordi commerciali’, ha concluso. (Giancarlo Lancellotti)

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Islam tra pace e guerra

Pubblicato da fidest su giovedì, 6 ottobre 2011

książka "Islam a terroryzm"

Image via Wikipedia

Edizioni Città del Sole di Antonella Colonna Vilasi Manuale di Intelligence: è un testo fondamentale che analizza le finalità dell’Intelligence nelle moderne democrazie occidentali. Tratta il processo e la selezione delle informazioni utili al decisore finale. L’introduzione è a cura di Stefano Folli, e la prefazione del Direttore dei Servizi Esterni Francesi (DGSE). Un’intervista all’ex Direttore dell’Ufficio Analisi dell’AISI completa l’opera.
Islam tra pace e guerra: soffocato dal perenne conflitto fra pace e guerra, l’Islam ha visto nascere a partire dagli anni sessanta, numerose organizzazioni criminali, volte al terrorismo internazionale, fino a giungere ad Al Qaeda, che, sotto la guida di Osama Bin Laden, ha messo in atto il devastante attacco terroristico contro gli USA dell’11 Settembre 2001. Nella sua introduzione al libro, il giudice Rosario Priore definisce l’opera come un trattato completo sulle organizzazioni terroristiche arabe ed islamiche, ed elogia l’approccio esaustivo alla materia, mentre nella prefazione, Victor Franco Pisano, esperto di terrorismo internazionale, sottolinea come il volume fornisca un contributo decisivo per la comprensione del fenomeno terroristico nella sua complessità.

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“Musulmani Europei”

Pubblicato da fidest su venerdì, 19 agosto 2011

Islam

Image by rogiro via Flickr

Da martedì 23 agosto, su RaiUno in fascia notturna, un’inchiesta in quattro puntate (da 50 minuti ciascuna) sull’Islam in Europa. Testi e regia: Luca De Mata. Supervisione: don Nicola Bux (teologo) e Mustaphà Mansouri (Comitato per l’Islam in Italia – Ministero dell’Interno). Le testimonianze, le voci, le storie dalla realtà variegata e multiforme del mondo musulmano nel nostro continente. Forse questo è il primo e più complesso tentativo mediatico in Europa di dare sintesi a tante diversità di opinioni in un’inchiesta costruita da cristiani e musulmani insieme. Focus di “Musulmani Europei”, che ha percorso capitali e piccoli centri del nostro continente dalla Spagna ai fiordi della Norvegia fino al Mediterraneo, è far scaturire dalla diversità di opinioni un punto sul quale far convergere un dibattito quanto più serio e sereno possibile. C’è una questione Musulmana in Europa? Negarlo è impossibile. Ma è solo una questione numerica? O, più concretamente, è il vero tema del rapporto tra Islam e mondo occidentale? Possiamo affermare che i Musulmani europei sono una delle nazioni che compongono il continente di oggi e di domani? Emergono, dalle tante voci raccolte, interrogativi e risposte di speranza e di paura. Ma l’equilibrio del programma “Musulmani Europei” di RaiUno conferma il principio che comunque il futuro è comune e condivisa dovrà essere la soluzione ai problemi, senza negare le basi di convivenza irrinunciabili per le democrazie europee.

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Introduzione all’Islam

Pubblicato da fidest su lunedì, 20 giugno 2011

Il libro presenta la figura di Maometto nei suoi aspetti salienti e offre una panoramica dello sviluppo storico dell’Islam. Viene poi esposta la dottrina islamica a partire da un’analisi approfondita delle fonti, il Corano e la Sunna (Tradizione). Il volume è corredato da un’ampia bibliografia e da un indice dei nomi. di Paolo Branca Edizioni San Paolo 352 pagine € 20,00

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2nd Meeting of Bishops’ Conference delegates

Pubblicato da fidest su sabato, 28 maggio 2011

Turin, Italy, 31 May – 2 June 2011 for relations with Muslims in Europe. What is the state of dialogue between Catholics and Muslims in Europe today? How is Islam perceived in the different European countries? Is there not the risk that the images of violence from beyond the Mediterranean which reach us periodically increase in Europeans a sense of fear and intolerance towards Islam? How can a sound and clear dialogue with the various Muslim communities, of old and recent foundation, be promoted? And how does the Catholic Church and the Muslim communities relate to the States and European institutions in building a culture of peaceful coexistence in mutual respect for cultural and religious differences? To these and other questions the delegates from Europe’s Bishops’ Conferences responsible for relations with Muslims, with contributions from some experts, will try to respond in the course of their three-day meeting in Turin. The programme for the meeting wil be enriched by the testimony, at the start of the meeting, by Cardinal Jean Louis Tauran, President of the Pontifical Council for Inter-religious Dialogue, who will focus on the work of the Catholic-Muslim Forum, and, in the following days, by the testimony of the Archbishop of Tunis, Mgr Maroun Lahham. There will be a news conference on 31 May at 1600 at the Casa di Spiritualità Nostra Signora del Cenacolo, Piazza Guido Gozzano, 4 – 10132 Turin. Speaking at the news conference will be:
the Archbishop of Tunis, Mgr Maroun Lahham, on relations between Muslims and Christians in the Middle East and North Africa;
the CCEE General Secretary, Mgr Duarte da Cunha, on the goals of the meeting;
the secretary of the Commission for Ecumenism and Inter-religious Dialogue of the Piemonte-Valle d’Aosta Regional Bishops’ Conference, Don Andrea Pacini, on the main challenges of dialogue with Islam in Europe.
Journalists present at the news conference will subsequently be able to attend the introductory session of the meeting, during which there will be welcome addresses from the Archbishop of Turin, Mgr Cesare Nosiglia; from the episcopal delegate for ecumenism and inter-religious dialogue from the Piemonte-Valle d’Aosta Regional Bishops’ Conference, Mgr Piergiorgio Debernardi, Bishop of Pinerolo; and an address from the CCEE Vice-president, Cardinal Jean-Pierre Ricard, Archbishop of Bordeaux

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Libertà di culto o libertà di insulto?

Pubblicato da fidest su martedì, 19 aprile 2011

Roma 22 Aprile 2011, ore 14.00 Piazza Venezia. E’ la prima volta che in Italia si organizza pubblicamente una preghiera del venerdì Sacro agli islamici in piazza. La prima volta in cui unimam si raccoglie in preghiera per invocare la protezione per tutta l’umanità. La prima soprattutto in cui saranno le donne a gestire una conferenza stampa pubblica per provare che nell’islam donne e uomini hanno uguale valore sociale. Infine, la prima volta in cui interverranno diverse nazionalità immigrate e istituzionali italiani per chiedere all’amministrazione un intervento e un supporto economico (saldare le bollette di luce e dell’acqua per tutte le sale di preghiera di ogni minoranza religiosa, un spazio cimiteriale e il riconoscimento delle festività religiose). Dove le associazioni che prenderanno la parola in difesa dei diritti alla libertà di culto e per denunciare la repressione subita dalle sale di preghiera dedicate ai culti minoritari.

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Islam e Integrazione nella Città

Pubblicato da fidest su domenica, 20 marzo 2011

Firenze 22 Marzo, 9:30 – 17:30 Villa La Pietra—New York University Florence. Le recenti polemiche sorte attorno alla costruzione di moschee in alcune città europee e americane hanno sollevato interrogativi più vasti sull’immigrazione mussulmana nel mondo post 11 settembre: come si sono adattati i Mussulmani alle loro nuove vite, quale ruolo ha giocato l’Islam nello sviluppo delle società multiculturali contemporanee e in quale modo le polemiche sulle moschee hanno cristallizato le tensioni? La conferenza Islam e Integrazione nella Città,  riunirà un gruppo di esperti per discutere il caso di Firenze e collocarlo in un contesto globale. La conferenza è aperta al pubblico su prenotazione allapietra.policy.dialogues@nyu.edu. Relatori:Timothy Verdon, Presidente della Commissione per l’Ecumenismo ed il Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi fiorentinaIzzedin Elzir, Imam di Firenze e Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche  d’ItaliaFranco Cardini, professore ordinario di Storia Medievale, l’Istituto Italiano di Scienze UmaneClaudius Wagemann, professore, New York University a Firenze e segretario scientifico, Istituto Italiano di Scienze UmaneRainer Bauböck, professore di teoria politica e sociale, l’Istituto Universitario EuropeoLorenzo Bosi, Marie Curie Fellow, European University InstituteLaura Grazzini, responsabile  per l’immigrazione, l’integrazione e l’antirazzismo, ARCI di Firenze.

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Islam, prigioniero del potere

Pubblicato da fidest su lunedì, 3 gennaio 2011

Perché nell’Islam è la religione che sfocia nella violenza repressiva? Fu la piccola, media e alta borghesia che pilotò le rivendicazioni anticolonialiste, ma non poterono dirottare l’attenzione verso un sistema democratico, ritenuto emanazione di quello stesso Occidente che aveva esercitato il colonialismo sfruttatore. I movimenti indipendentisti si lasciarono influenzare dalle rivendicazioni socialiste o pseudo-socialiste, dovendo scegliere una delle due parti in quel momento in piena guerra fredda: Est e Ovest del pianeta. La religione divenne il valore aggiunto che richiamava le masse popolari, che non hanno mai chiesto “democrazia”, “libertà”, ma solo di essere ben amministrati e ben guidati, per dare in cambio la loro fedeltà al sovrano o al presidente.
C’è da notare che il termine “libertà”, così come intendiamo noi dopo l’Illuminismo e la Rivoluzione francese, è intraducibile in arabo; per l’arabo la libertà si contrappone alla schiavitù, ma non comprende quei valore per i quali l’Occidente ha combattuto aspre battaglie. Il tentativo, già dalla fine della seconda guerra mondiale, era quello di fondere insieme le basi della religione con il naturale nazionalismo arabo; ma per ottenere ciò ognuno dei “capi” doveva rappresentare una propria visione della religione, per cui spuntarono le più svariate confessioni delle quali si è fatto cenno nella seconda parte (I signori delle religioni). La religione acquistò un uso strumentale, in grado di motivare l’esercizio del potere di fronte alle masse popolari e anche di giustificare gli antagonismi sociali. Nacque, così, quella “armonia” sociale in grado di giustificare ogni repressione, ogni tentativo di cambiamento, perché non è lecito cambiare ciò che discende direttamente da Dio. Le masse popolari finirono con l’accettare questo condizionamento, rifiutando di valutare il gioco conservatore e reazionario delle borghesie, che trovarono nell’identificazione tra religione e nazionalismo l’elemento di controllo. Il coinvolgimento borghese è globale; non riguarda soltanto quella borghesia che si trova al potere, ma anche quella che vorrebbe arrivarci o quella che della esistente trae larghi benefici. Si ripete, a distanza di alcuni secoli e di poche migliaia di kilometri, la realtà vissuta in Europa con i tre stati: aristocrazia, clero e popolo, nelle stesse proporzioni che portarono l’Europa alla Rivoluzione identificata storicamente come francese, ma in realtà europea. Ovviamente, stante codeste proporzioni, l’idea democratica viene combattuta con ogni mezzo, anche contro quelle nazioni che vorrebbero esportare la democrazia, ma non nell’interesse dei popoli che devono continuare ad essere sfruttati, ma nell’interesse diretto che provoca l’indebolimento dell’intera struttura statale e sociale, per riproporre un neo-colonialismo di marca moderna: l’imperialismo capitalista. Quando riesce a spirare flebilmente il vento della democrazia, allora è la stessa borghesia che riesce a servirsi delle masse popolari per neutralizzarne gli effetti, facendo appello ai valori della religione che gli esponenti dell’alta borghesia rappresentano. Emerge l’uso del potere per il potere, per salvaguardare il contenitore finanziario delle rendite petrolifere e dell’indotto che genera, il tutto riservato ai pochi esponenti di quelle caste che, attraverso la predicazione religiosa impongono le loro dittature, perché il loro potere “discende da Dio”. (Rosario Amico Roxas)

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Ambasciatore dell’Iran a Palermo

Pubblicato da fidest su lunedì, 24 maggio 2010

Palermo 24 maggio 2010 alle ore 11,00, inizia la visita dell’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, S.E. Seyed Mohammad Ali Hosseini per discutere le linee di collaborazione e di ricerca ad ampio respiro internazionale e per migliorare i rapporti fra le nostre nazioni. “L’augurio è che questa visita – dice il prof. Cardinale – possa portare a un interscambio maggiore di merci e di prodotti fra la Sicilia e quella vasta area geografica, nonché a una migliore conoscenza fra le comunità civili. Programma della visita:
24 maggio ore 11,00 Incontro dell’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, S.E. Seyed Mohammad Ali Hosseini, con il Presidente del Parlamento Siciliano, On. Francesco Cascio a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento Siciliano. Seguirà visita della Cappella Palatina;
Ore 12,30 Incontro con il Presidente della Provincia Regionale di Palermo, Ing. Giovanni Avanti, a Palazzo Comitini.;
Ore 15,30 Incontro nella sede di Confindustria tra il suo Presidente, Dott. Antonino Salerno ed una delegazione di Imprenditori di Confindustria. Seguirà la visita di due Stabilimenti Industriali;
Ore 19,30 Incontro al Castello Utveggio con il Presidente del CERISDI, Prof. Adelfio Elio Cardinale e con lo staff di alta formazione e di ricerca del Centro, segue visita al Castello e presentazione delle potenzialità didattiche strutturali e di ricerca del Cerisdi.
25 maggio 2010  Ore 11,00 Aula Magna della Facoltà di Scienze Politiche, Via Maqueda, 324. Incontro con il Preside della Facoltà, Prof. Antonello Miranda, gli studenti universitari e i docenti. S.E.  Seyed Mohammad Ali Hosseini, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, parlerà della “Politica Estera Iraniana e delle riforme dei Regolamenti dell’ONU”. Dopo risponderà alle domande degli studenti e degli altri partecipanti; Alla fine dell’incontro Conferenza Stampa dell’Ambasciatore nella stessa Aula Magna della Facoltà di Scienze Politiche alla presenza del presidente prof. Cardinale e del prof Miranda.

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L’Islam nel cuore della Cristianità

Pubblicato da fidest su giovedì, 3 dicembre 2009

Roma 10 dicembre alle ore 15:30 presso la Libreria Griot in via Santa Cecilia 1/A Jivis Tegno ci propone il suo nuovo lavoro su un tema di estrema attualità. Si tratta di un documentario. Verrà presentato alla stampa a Roma in presenza dell’autore.  L’autore, originario del Camerun risiede in Italia da 18 anni e vive attualmente a Perugia. Ha impiegato ben 6 anni ( 2003 – 2009 ) di sacrifici ed impegni per realizzare il suo nuovo lavoro. Ha visitato più di 100 luoghi di culto islamico in Italia, intervistato i migliori specialisti italiani in questioni islamiche, ma anche i più importanti leader musulmani in Italia che hanno rilasciato importantissime dichiarazioni. Una parte delle riprese sono state effettuate in Piazza San Pietro in Vaticano. Un quadro totale ed unico nel suo genere sui musulmani d’Italia e sull’Islam in generale. Un prodotto finale di una durata di 1h57’. Un documentario socio – demografico e politico religioso.

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Milano contro l’Islam

Pubblicato da fidest su giovedì, 22 ottobre 2009

Dopo l’attentato terroristico alla Santa Barbara di Milano, ieri il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, insieme con il capo della polizia Manganelli,  ha presieduto il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza al fine di studiare nuove regole che consentano di contrastare il fenomeno dell’integralismo islamico. L’episodio, pur essendo stato identificato come “isolato” a un attentatore e due complici persino dal presidente della regione Roberto Formigoni, ha fornito il pretesto per elaborare misure che avranno ripercussioni politiche e amministrative piuttosto estese. Si parla di allontanamenti dell’Imam condannato e dell’ipotesi di chiudere l’Istituto di viale Jenner, oltre ad altri centri. “E’ ovvio che chi ha commesso questo atto terroristico va condannato – ha commentato il vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà -, ma non può essere strumentalizzato un fatto episodico attribuendolo a un’intera comunità. Vorrei ricordare a Maroni e al sindaco Moratti che una fase importante del tanto decantato processo di integrazione è proprio quello di cercare di condividere un percorso culturale e sociale con tutto il popolo islamico. Queste esternazioni non favoriscono certo l’integrazione – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, anzi forniscono pretesti pericolosi a coloro che hanno intenzioni facinorose”.

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Don Curzio Nitoglia: Biffi, Europa e Islàm

Pubblicato da fidest su domenica, 3 maggio 2009

Il cardinal Giacomo Biffi qualche tempo fa ha scritto che il problema della migrazione di massa d’interi popoli musulmani (che non vogliono rinunciare alle loro tradizioni, anzi vogliono imporle), in Europa e in Italia, è molto grave, drammatico e reale. Occorre, perciò, affrontarlo con realismo e coraggio.  L’Europa e l’Italia non sono un deserto – continua il porporato – senza storia né tradizione, da popolare indiscriminatamente, senza rispettare il loro patrimonio culturale e spirituale che non deve andar smarrito. Posta in questi termini la questione don Nitoglia si chiede: “forse che l’ebraismo in Israele è esclusivista e non vuole immischiarsi con gli arabi (come scrive Sergio Romano), mentre in Europa spinge alla società multi religiosa-etnica e culturale? Nel 1951 il rabbino capo di Roma, Elio Toaff, chiese al Campidoglio di costruire gratuitamente una moschea nella Città santa del cattolicesimo, cosa che si è realizzata nel 1993. Mentre in Israele ciò sarebbe impensabile, lo stesso Toaff racconta nella sua autobiografia Perfidi giudei fratelli maggiori, Milano, Mondadori 1987, che i suoi figli – con il suo beneplacito – volevano partire per Israele nel 1967 in occasione della guerra dei sei giorni. Mi sembra – pertanto – lecito domandarsi: tale migrazione o invasione da chi è stata chiesta, voluta e pianificata? E chi – supinamente – l’ha accettata? Padre Samir Khalil Samir S.J., egiziano e docente di storia  della cultura araba e di islamologia, presso l’Università Saint Joseph di Beiruth, in un suo libro (Cento domande sull’islam, Genova, Marietti, 2002) scrive che secondo l’Islàm: “Maometto afferma di essere il Profeta scelto da Dio, per comunicare l’ultima rivelazione (p. 5). [… ] Il Corano non è considerato soltanto un testo rivelato, bensì disceso su Maometto (p. 13). […] Maometto è l’ultimo messaggero [di Dio] … colui che trasmette all’umanità l’ultimo messaggio di Dio […] (p. 27). Il sigillo dei Profeti… che… è venuto a completare e a correggere quanto è stato rivelato da Gesù […] (p. 175). Il Corano [è] l’Ultimo Testamento (p. 179). Il cristiano viene considerato un credente, che non ha ancora completato il percorso verso la pienezza della fede, che si può raggiungere soltanto nell’adesione agli insegnamenti del Corano (p. 190). Il musulmano rimane convinto che l’islam è l’ultima e definitiva religione rivelata… Chi possiede già l’intera verità, cosa potrebbe  imparare di nuovo praticando il dialogo interreligioso? (p. 193). Può l’islam concepirsi diversamente?… Ciò che è accaduto finora, induce ad un certo scetticismo sulle capacità di ripensarsi (p. 194)”. “O meglio, mi sembra, – scrive don Nitoglia – che l’Islàm si presenti al pubblico come tollerante, per poter poi conquistare il mondo degli infedeli, tramite la ‘Spada’, che costituisce la sua natura intrinseca”. E ancora: “Grazie al Concilio Vaticano II, aggiungo io. Infine  padre Samir Khalil Samir, ci mette in guardia spiegandoci che le moschee non sono solo luoghi di preghiera o di culto(le musallà o cappelle), ma soprattutto posti ove si risolvono “le questioni sociali, culturali, politiche (p. 145)”. Da esse partono le decisioni politico-militari di conquista del territorio degli infedeli (Cfr. Samir Khalil Samir, La moschea: informazione e riflessione, in ‘Avvenire’, 8 dicembre 2000; Id., Note sulla moschea, in ‘La Civiltà Cattolica’, n° 152, 2001, pp. 599-603). Purtroppo l’Autore, per criticare l’Islàm accetta i principi illuministi, laicisti e liberali che l’Islàm rifiuta, pur se senza le dovute distinzioni ed in modo univoco e certe volte rozzo. (in sintesi. Il testo integrale è consultabile su  http://www.doncurzionitoglia.com/biffi_europa_islam.htm)

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