Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 290

Posts Tagged ‘italiani’

Dieta Mediterranea

Posted by fidest on Wednesday, 4 December 2013

Picture of a path in the "Olmate" in...

Picture of a path in the “Olmate” in Oriolo Romano, Provincia di Viterbo, Italy (Photo credit: Wikipedia)

La Dieta Mediterranea con i valori che esprime può diventare un marchio sinonimo di qualità italiana e quindi una straordinaria opportunità per le imprese dell’agroalimentare di conquistare nuovi mercati anche all’estero? E’ questa la domanda alla quale cercherà di rispondere il convegno “La Dieta Mediterranea e la sfida dei mercati” organizzato dalla Camera di Commercio di Viterbo in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’Olio, che si terrà sabato 7 dicembre alle ore 10, presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Viterbo (Via Fratelli Rosselli 4). Un’occasione per riflettere con le istituzioni e gli esperti di settore sulle opportunità che il “marchio” Dieta Mediterranea offre alle aziende. In un’ottica di impresa, infatti, la Dieta Mediterranea, riconosciuta patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2010, potrebbe assumere un nuovo valore ed essere il “manifesto” delle eccellenze agroalimentari del made in Italy nel mondo. Nel corso dell’incontro si parlerà anche di come la Dieta Mediterranea con i prodotti alimentari che ne sono espressione, olio extravergine in primis, da sola non basti. Le imprese dovranno fare la loro parte e mettere in campo nuove strategie di marketing che con il prodotto riescano a promuovere la sua storia e il suo territorio di provenienza, puntando prima di tutto sul mercato italiano che rappresenta il mercato naturale della Dieta Mediterranea, per poi muoversi alla conquista di nuovi mercati internazionali. “Dobbiamo impegnarci ad esportare nel mondo lo stile di vita mediterraneo che con la sua attenzione alla stagionalità e territorialità degli alimenti è sinonimo di benessere e di qualità – ha dichiarato Enrico Lupi presidente delle Città dell’Olio – l’Expo 2015 che ha come tema l’alimentazione rappresenta per l’Italia e per tutto il comparto una grande opportunità per promuovere le nostre eccellenze. In vista di questo importante appuntamento anche le nostre imprese devono prepararsi ad un cambio di passo, puntando sul messaggio culturale che la Dieta Mediterranea porta con sé per educare i consumatori e conquistare così sempre nuovi mercati”.“Veniamo da un’esperienza entusiasmante – ha detto Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo – come quella di ‘Piacere Etrusco’ a Roma, in cui nel promuovere le nostre eccellenze enogastronomiche abbiamo verificato che l’abbinamento di prodotti tipici di qualità del Marchio Tuscia Viterbese con la cultura enogastronomica del territorio creano un mix vincente, particolarmente richiesto sia dai consumatori sia dagli operatori del settore. Tanto più che la totalità dei nostri prodotti è pienamente inserita nella Dieta mediterranea, sinonimo di una sana e corretta alimentazione”.Un focus specifico sarà dedicato alle opportunità rappresentate dal network della ristorazione italiana nel mondo. I ristoranti italiani all’estero sono, infatti, i veri ambasciatori delle produzioni agroalimentari italiane e attraverso ricette ispirate ai principi della Dieta Mediterranea, possono rappresentare una vetrina importante per i produttori italiani. La parte finale del convegno sarà incentrata sulle opportunità offerte alle imprese dal nuovo Piano Agricolo Comunitario (PAC) 2014-2020. I lavori del convegno saranno introdotti da Ferindo Palombella, Presidente della Camera di Commercio di Viterbo. Seguiranno i saluti di Pietro Abate, Segretario Generale Unioncamere Lazio, Roberto Staccini, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Viterbo, Leonardo Michelini, Sindaco del Comune di Viterbo. Sarà poi il presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Enrico Lupi ad aprire i lavori con una relazione sul tema “La Dieta Mediterranea un’opportunità per le imprese”. Spazio poi agli interventi di Giovanni Antonio Cocco, Direttore generale ISNART sul tema “I Ristoranti italiani nel mondo e Dieta Mediterranea” e Stefano Ciliberti, CesarEurope Direct Università di Perugia sul tema “PAC 2014-2020”. Le conclusioni sono affidate a Sonia Ricci, Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio. Modera il convegno Francesco Monzillo, Segretario Generale Camera di Commercio di Viterbo. Seguirà un light lunch con degustazione dei prodotti tipici del territorio.

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Dieta all’italiana

Posted by fidest on Thursday, 28 November 2013

Italiani sempre più attenti ad alimentazione e benessere, ma senza rinunciare acaffè espresso (con un cucchiaino di zucchero) e olio extravergine d’oliva: sono infatti questi gli alimenti più utilizzati nel nostro Paese da chi sta seguendo una dieta, secondo MyFitnessPal, la risorsa completamente gratuita che aiuta le persone a migliorare il proprio benessere e consente di mantenere un corretto stile di vita sulla base delle caratteristiche e delle abitudini individuali.
Seguono, nella classifica degli alimenti più utilizzati durante le diete dagli italiani, le carni bianche e, in particolare, il petto di pollo alla griglia, pane integrale, carote.Il consumo irrinunciabile di caffè espresso e olio extravergine d’oliva anche in caso di dieta sembra dimostrare un certo tradizionalismo a tavola per quanto riguarda il nostro Paese, complice probabilmente anche il valore universalmente riconosciuto del modello alimentare della dieta mediterranea.I dati di MyFitnessPal evidenziano inoltre le differenze delle nostre abitudini alimentari da quelle degli altri paesi europei, dove sono invece protagoniste le proteine, con elevati consumi di uova e latticini, soprattutto nei paesi nordici (Germania, Svezia, Danimarca, Norvegia).
Oltre 40 milioni sono oggi gli utenti di MyFitnessPal in tutto il mondo. Un database costantemente aggiornato di oltre 3 milioni di prodotti alimentari – che include i cibi delle principali marche italiane – permette ai membri della community di trovare facilmente gli alimenti più utilizzati e i loro principi nutritivi, quali calorie, grassi, proteine, carboidrati, zuccheri, fibre, colesterolo e altro ancora. La proposta di centinaia di esercizi fisici fornisce inoltre supporto nel migliorare lo stile di vita individuale.
Registrandosi per usufruire dei servizi di MyFitnessPal si entra, inoltre, a far parte di una vera e propria “community”, con la quale è possibile condividere i progressi, ottenendo un incoraggiamento quando necessario. A livello globale, nello scorso mese di settembre è stato raggiunto il risultato collettivo di oltre 50 milioni di chili persi.

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Difendo Berlusconi

Posted by fidest on Friday, 22 November 2013

Silvio Berlusconi - Caricature

Silvio Berlusconi – Caricature (Photo credit: DonkeyHotey)

Sembra un non senso questo titolo eppure lo devo se penso a quelli che lo hanno votato in passato e di cui oggi il cavaliere ne trae vanto. La colpa, a mio avviso, non è del cavaliere ma del cavallo che lo ha tenuto in groppa senza tentare nemmeno di scalciare. Sono gli italiani “gnoccoloni” che dopo la promessa di restituire l’imu pagato nel 2012 si sono precipitati negli uffici postali per… riscuotere. Sono gli italiani “scordarelli” che dopo venti anni di promesse mancate continuano a sperare. Sono gli italiani che continuano a attendere che nulla cambi e Berlusconi ne è una garanzia per continuare a evadere il fisco, per elargire e ricevere bustarelle, per corrompere e essere corrotti, per fare della giustizia e più in generale delle istituzioni merce avariata. Sono gli italiani che ancora credono a quel partito che si chiama Pd che con la coda fra le gambe ha consentito la venuta del governo Monti e l’odierno di Letta, che si è fatto “imbucare” da Napolitano per la seconda volta dietro il miraggio di una nuova stagione politica e non è stato nemmeno capace di eleggere un nuovo presidente. Sono gli italiani che non hanno capito che per voltare pagina due sono le strade possibili: una cruenta con la rivoluzione in piazza e l’altra democratica con il voto al M5S. Scegliamo la seconda, ovviamente, ma facciamolo sino in fondo, non lasciatemi difendere Berlusconi perché lui gli affari li fa eccome. Siamo noi gnoccoloni a farglielo fare a nostre spese. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Italiani: un popolo ingovernabile?

Posted by fidest on Friday, 5 April 2013

Dalla sua unità sono passati 152 anni eppure tutta la sua storia e la cronaca di questi giorni ci danno una nazione divisa anche quando con la dittatura fascista si cercò una identità unitaria. Fu solo un fuoco di paglia che ci portò di filato in una guerra dalla quale uscimmo malconci ma non redenti. Diventammo forzatamente democristiani per ragioni di politica internazionale, ma con un partito comunista molto forte e temuto. Con lo sfaldamento della D.C. e dei suoi alleati, negli anni novanta, ci ritrovammo senza una guida ma alla mercé del primo imbonitore di turno. Così costruimmo un altro ventennio, dove demmo prova della nostra capacità di sopravvivere agli scandali, alla corruzione, al malgoverno, agli inciuci e alle panzane che ci ammannivano a manca e a destra. Ora ci ritroviamo con i cocci in mano, ma continuiamo a bramare il nostro messia politico e poco importa se ha dei difetti e delle debolezze. E’ lui che ci fa sognare il paese che non è e che non sarà a dispetto della cruda realtà. Per lui ci dividiamo, litighiamo, fanatizziamo e rendiamo sempre più confuso e triste la nostra vita. Non riusciamo ad avere la mente lucida, d’essere consapevoli che non è più il tempo di deleghe in bianco, ma che dobbiamo verificare di persona il mandato che noi affidiamo ai nostri eletti. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere un popolo che non ha più la licenza d’inseguire le chimere ma di misurare il futuro con le sue mani e le sue azioni. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Gli italiani e gli inquilini stranieri

Posted by fidest on Thursday, 17 May 2012

EasyStanza.it, il principale sito italiano dedicato alla ricerca e all’offerta di alloggi in condivisione, ha condotto una ricerca sulle principali caratteristiche che gli italiani prediligono nella scelta del proprio coinquilino e sulle diverse nazionalità delle persone che condividono un alloggio.Per prima cosa il sondaggio ha voluto indagare i pregi e i difetti principali che gi italiani riscontrano nelle persone con cui condividono l’abitazione: per il 56% degli intervistati ordine e pulizia sono le caratteristiche più apprezzate, per il 42% la puntualità nel pagare l’affitto e le spese, la simpatia per il 41%, e per il 28% la disponibilità a collaborare nelle faccende domestiche. Per qualcuno sono invece fondamentali le qualità relazionali del coinquilino, cioè se fa conoscere gente nuova (6%) o se è un bravo organizzatore di feste (3%).
Al contrario i difetti principali che gli italiani proprio non sopportano sono: punti di vista e abitudini differenti per il 41%, poca collaborazione nelle faccende domestiche per il 31%, disordine e poca igiene per il 30%, ritardo nel pagare l’affitto e le spese per il 13,5% e infine le abitudini di portare troppa gente sconosciuta in casa e organizzare troppe feste, rispettivamente per il 13% e il 5%.Anche la nazionalità del proprio coinquilino risulta essere un punto molto importante nella scelta di quest’ultimo, e dalle risposte emerge comunque un buon grado di integrazione fra diverse culture nel condividere un’abitazione: il 39% degli intervistati infatti, convive con persone di diversa nazionalità. Di questi, il 40% divide la propria casa con cittadini europei (per la maggior parte francesi, spagnoli e tedeschi), il 18% con asiatici (di cui per lo più cinesi), circa il 9% con persone provenienti dal Nord America (soprattutto dagli Stati Uniti), il 7% con sudamericani e il 5% con africani. Dal sondaggio emerge che ben il 31% degli intervistati dichiara di preferire un coinquilino straniero piuttosto che italiano. Si tratta di un dato significativo considerando che gli italiani sono per definizione un popolo molto legato alle proprie abitudini e che mantiene un legame particolare con i connazionali e con le proprie origini in qualsiasi parte del mondo si trovi. Tra le nazionalità “più gettonate” con cui gli italiani vorrebbero dividere l’alloggio troviamo Spagna, Regno Unito, Germania e Francia per l’Europa, gli USA per chi ha scelto l’America del Nord e il Giappone per chi ha dato la propria preferenza al continente asiatico. L’Europa risulta comunque il continente privilegiato con il 59% delle preferenze, mentre il 17% degli intervistati dichiara che accetterebbe volentieri coinquilini di qualsiasi nazionalità.
La ricerca, in modo più approfondito, ha provato a capire quali sono le qualità fondamentali dei coinquilini stranieri rispetto a quelli italiani e viceversa. Dalle risposte date emerge che l’83% preferisce uno straniero perché può entrare in contatto con culture diverse, il 53% perché può esercitarsi nel parlare lingue straniere e il 28% perché la convivenza permette di sperimentare la cucina di altri Paesi.
Viceversa, chi preferisce condividere la propria abitazione con un connazionale ha risposto con il 64% perché lo stile di vita simile rende più semplice la gestione degli spazi comuni, seguito poi dalla facilità di comunicazione per il 48% e dalle stesse abitudini alimentari per il 15%.

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Il voto degli italiani

Posted by fidest on Tuesday, 15 May 2012

La riforma delle pensioni con il blocco della perequazione delle stesse al costo della vita è stata un’operazione condotta con freddezza e cinismo dal governo, tranne qualche lacrimuccia di circostanza.
Ciò che ha lasciati sconcertati è stato il fatto che si poteva evitare questa manovra solo se si provvedeva altrimenti. Bastava, ad esempio, disdire l’acquisto degli aerei (4 miliardi di euro), oppure firmare l’accordo con la Svizzera come hanno già fatto Germania e Gran Bretagna e recuperare dei 50 miliardi di euro depositati presso quelle banche almeno 7 miliardi di imposte evase. Oppure indire subito la gara per le reti televisive (altri 2 miliardi di euro). Ed invece si è preferito infierire sui più deboli. Questo avrebbe dovuto indurre almeno i pensionati a non votare il pd. il pdl e il fli e a concentrare i voti su idv e la destra e la sinistra estremi. E con loro avrebbero dovuto fare la stessa cosa i lavoratori dipendenti, i precari, i cassa integrati, i giovani ovvero l’85% degli italiani . Ed invece siamo quasi come prima anche perché l’astensionismo gioca a favore di chi ci ha ridotti in queste condizioni. Se noi vogliamo restare un popolo che nutre una sana passione democratica dovremmo sapere che la nostra arma più efficace è il voto e immaginiamoci partiti come il pdl, il pd e il fli che escono dalle urne con poco più del 10% complessivamente? Non sarebbe questa una mazzata sonora? Una lezione rivoluzionaria? Ed invece sono abituati a suonarcele e noi a dire: grazie, lo faccia ancora. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Politica: italiani pronti al cambiamento

Posted by fidest on Friday, 20 April 2012

“Il nuovo movimento nazionale deve nascere subito, gli italiani sperano in un cambiamento totale ed epocale alle prossime politiche. Non è uno scatto in avanti, ma una deci­sione ponderata presa, non da ieri, da tutto il Terzo polo”. Lo afferma la senatrice di Futuro e Libertà, Barbara Contini, in un’intervista pubblicata oggi sul “Il Futurista”.“Urgono persone leali, one­ste e pulite per contrastare l’antipolitica venuta fuori nell’ultimo biennio. All’interno di molti partiti, datati o seminuovi, riscontro la presenza di galantuomini rimasti però in silenzio, così come molti cittadini: è giunto il momento di restituire loro la parola”, aggiunge la senatrice”. “Sui nomi la priorità deve essere la competenza di chi amministra; in questi quattro anni in Senato ho registrato grandi scoraggiamenti, che ho contrastato con la forza di rimanere indenne da ogni collusione con gen­te che francamente non mi piaceva e non mi piace. In questo senso dovrà andare la nuova proposta: competenza, novità e trasparenza. Gli italiani sono pronti al cambiamento, – conclude la Contini – la politica si dimostri all’altezza di un compito a cui non ha assolto né nella prima né nella secon­da repubblica”.

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Italiani: i risparmi di una vita

Posted by fidest on Friday, 20 April 2012

Secondo la survey ben il 67% delle famiglie italiane offre i risparmi di una vita per l’acquisto della prima casa. I giovani infatti, a causa della crisi economica, per comprare il proprio immobile devono rifarsi al patrimonio familiare, qualunque sia il budget. Il 28,5% è disposto a spendere tra i 100.000 e i 150.000 Euro, il 26,9% tra i 150.000 e i 200.000 Euro, mentre il 20,6% tra i 200.000 e i 300.000 Euro. Infine, solo il 6,3% si può permettere immobili dal valore di 400.000 Euro in su, mentre un più consistente 12,6% si oriente nella direzione opposta, cercando di non superare i 100.000 Euro. “La nostra survey ha confermato che i giovani sono sicuramente tra le parti sociali che si trovano a fare i conti con i problemi maggiori causati dalla crisi. Le ridotte disponibilità economiche e le maggiori credenziali richieste dalle banche per erogare mutui o finanziamenti, li costringono nel 67% dei casi a chiedere un sostegno finanziario alle famiglie di origine che si confermano una sorta di grande ‘Banca d’Italia’ per i propri figli”, commenta Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it. “Oggi inoltre c’interroghiamo su chi ricadrà l’onere della maggiore tassazione immobiliare, IMU, aumento rendite catastali, aumento delle aliquote. A pagare saranno ancora una volta le famiglie o i figli con possibilità economiche in continua diminuzione? L’effetto certo sembra essere sicuramente l’allungamento dei tempi di acquisto della prima casa e il conseguente aumento del gap con altri mercati europei dove la prima indipendenza viene raggiunta prima”.

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Farmaci online

Posted by fidest on Sunday, 25 March 2012

La vicenda della donna morta per somministrazione di un farmaco acquistato online ci riporta ad una vicenda che abbiamo sollevato da anni.Ricordiamo che vendere farmaci online e’ vietato dalla legge italiana. Chi acquista online lo fa illegalmente a proprio rischio e pericolo, come se acquistasse un farmaco sul mercato nero. L’Italia e’ uno dei Paesi dove la vendita (illegale) online di farmaci e’ maggiormente diffusa anche grazie all’attuale normativa. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti, contrariamente all’Italia, le compagnie farmaceutiche possono vendere medicinali direttamente ai pazienti tramite consegna a domicilio. Questa pratica e’ utilizzata in gran parte per pazienti affetti da malattie croniche che richiedono la somministrazione continuata e regolare di medicinali su ricetta, come Hiv, artrite reumatoide, emofilia e sclerosi multipla. Sarebbe quindi, opportuno legalizzare e controllare la vendita online di farmaci, affinche’, i milioni di italiani che oggi non rinunciano all’acquisto via internet abbiano la possibilita’ di farlo in modo sicuro e controllato sulla base di quanto gia’ esposto dall’Aduc in una audizione al Senato
http://www.aduc.it/articolo/farmaci+online+audizione+aduc+senato+dilagano_15962.php (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il governo “amato” dagli italiani

Posted by fidest on Saturday, 24 March 2012

1) evitata la patrimoniale per colpire esclusivamente le fasce più deboli;
2) evitata l’asta per le frequenze TV, in ossequio servile agli interessi del cavaliere;
3) sta arrivando la depenalizzazione della concussione per vanificare uno dei processi (il più infamante) pendenti a carico dell’ex premier;
4) evitato ogni discussione sulla RAI… perchè il cavaliere non vuole;
5) confermata commessa per acquisto miliardario armamenti;
6) evitata revoca legge sul falso in bilancio;
7) nulla di fatto per la legge sulla corruzione e la riforma della giustizia;
8) non resa severa la legge per la lotta alla corruzione;
9) cos’altro deve essere concesso al partito del cavaliere a cura e spese della collettività? Per ora il governo ha evitato d’incassare circa 100 miliardi di euro per tenere buoni i poteri forti e garantirsene la protezione.
Per contro il governo si è accanito sulle fasce più deboli portando il carico fiscale complessivo al 55% sul reddito percepito e se si contano le altre gabelle (imposta sulla prima casa, rivalutazione della rendita catastale, aumento dell’Iva, aumento della benzina, del costo della vita, ecc.) arriviamo ad un carico sulle retribuzioni e pensioni intorno al 70%. In pratica per chi percepisce uno stipendio di 1500 euro al mese deve pagare allo Stato, sotto varie forme, oltre mille euro.
Ora con la modifica dell’art.18 si rende precario anche il lavoro a tempo indeterminato lasciando al datore di lavoro la facoltà di licenziare quando e come gli pare.
Questo è il governo voluto dal Presidente della Repubblica. Questo è il governo voluto dalla triplice: Pd, Pdl e Fli. Questo è il governo dei banchieri e delle classi privilegiate.
E ora si dice che il sacrificio è necessario. Ma necessario per chi?

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Alfano e gli entusiami degli italiani

Posted by fidest on Saturday, 3 March 2012

«Il Popolo della Libertà non deve temere, su tutto, di perdere un’elezione, ma il motivo per cui esiste. Credo che valga la pena dare voce ai tanti cittadini, elettori o militanti, che in queste ore vivono una sensazione di smarrimento a causa della poca chiarezza intorno alle mosse future del più grande partito italiano. Possiamo davvero rinnegare la conquista del bipolarismo in nome di una marmellata che ci assicuri il posto da parlamentari nella prossima legislatura, ma che fatalmente ci riporterebbe ai peggiori anni della “prima repubblica”? Io dico di no. Possiamo rinunciare al principio secondo il quale diverse visioni politiche della società si confrontano democraticamente, come avviene nelle altre nazioni libere del mondo? Io dico di no. Possiamo permetterci di sottomettere ai mercati internazionali la nostra sovranità popolare? Io dico di no». E’ quanto dichiara il deputato del Pdl, Giorgia Meloni.«In questa stagione di ricostruzione del Pdl, attraverso congressi, assemblee, elezioni primarie, non facciamo perdere agli uomini e alle donne del centrodestra italiano il gusto di partecipare ad una grande avventura collettiva. Proprio adesso che intorno al nuovo segretario nazionale Angelino Alfano, che tutti sosteniamo con passione e determinazione, sta rinascendo l’entusiasmo di tanti italiani. Rimbocchiamoci le maniche, tutti, con umiltà e convinzione, per restituire dignità alla politica e alle idee delle quali siamo portatori, perché nulla è finito finché ci sono persone capaci di guardare più in là della singola scadenza elettorale. I movimenti destinati a fare la storia si forgiano nelle fasi difficili e rifiutano, per definizione, tanto le scorciatoie quanto le fughe», conclude Giorgia Meloni.

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Nutrizionisti italiani riabilitano lo zucchero

Posted by fidest on Tuesday, 7 February 2012

È irresponsabile affermare che lo zucchero sia nocivo e demonizzarne il consumo. È questa la risposta di Federalimentare, la Federazione italiana delle industrie alimentari, allo studio pubblicato sull’ultimo numero di Nature (cfr Farmacista33, 2 febbraio 2012). L’articolo, ha commentato Andrea Poli, direttore scientifico di Nfi – Nutrition foundation of italy, «non presenta alcuna ricerca o studio originale, ma ripropone semplicemente il punto di vista dell’autore sulla tossicità del fruttosio, che assieme al glucosio è uno dei due costituenti dello zucchero da cucina (saccarosio). Si tratta di una visione non condivisa da larga parte della comunità scientifica e delle organizzazioni nazionali e internazionali, che dappertutto promuovono il consumo di frutta, la principale fonte naturale di fruttosio. In Italia, l’Inran suggerisce per esempio il consumo di circa 450 g di frutta al giorno, che contengono in media da 18 a 36 grammi di fruttosio». Ed entrando nel merito dei capi di imputazione:«L’effetto del fruttosio sulla pressione arteriosa, citato dall’autore dell’articolo» ha sottolineato Giuseppe Fatati, presidente di Fondazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) «è controverso, ed è sostanzialmente supportato da studi che prevedono la sommistrazione o il consumo di quantitativi irrazionalmente elevati di fruttosio. A Dicembre 2011 su Public health nutrition, è stato pubblicato l’articolo “Mediterranean diet pyramid today. Science and cultural updates” che conferma il ruolo positivo per la salute di un adeguato consumo di frutta e del modello mediterraneo». Infine, riportando alla realtà italiana, Michele Carruba, direttore del Centro di studio e ricerca sull’obesità all’Università degli Studi di Milano, ha sottolineato che in Italia il consumo di zuccheri «non è elevato» e l’obesità «ha radici che affondano forse più nell’inattività che nell’eccessivo apporto di calorie».(fonte farmacista33)

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Drastica riduzione dei consumi degli italiani per le feste natalizie

Posted by fidest on Wednesday, 28 December 2011

Il meno 20% registrato è dovuto alle condizioni di difficoltà economiche delle famiglie nel dover gestire i propri bilanci finanziari. Anche in futuro le previsioni risultano pessimistiche in virtù dell’applicazione delle norme contenute nella manovra licenziata, prima di Natale, dai due rami del Parlamento e successivamente firmata dal Presidente della Repubblica.Dalla correzione dei conti pubblici per oltre 30 miliardi, le tasse peseranno per circa il 90%, determinando una pressione fiscale verso il 45%. A sostenere il maggior peso della manovra saranno i titolari di pensioni ed i lavoratori dipendenti. Se nell’ultimo rilevamento Istat, le retribuzioni restano al palo crescendo dell’1,5% a fronte di una crescita dei prezzi, su base annua, del 3,3%, gli assegni pensionistici non godono di migliore condizione, avendo subito nell’anno in corso lo stesso trattamento. Situazioni che sono frutto di una manovra iniqua, fortemente recessiva per i consumi e che avrà quale conseguenza naturale il lievitare dei disagi delle famiglie, sempre più indebitate per la loro quotidiana sopravvivenza. Disagi e sacrifici che continuano a non intaccare la casta. Il decreto “salva italia”, voluto dal Professore Monti, a fronte di lacrime e sangue richiesti agli italiani, salva i tecnoministri e sottosegretari in materia di supercontributi per la loro pensione. Interpretando favorevolmente la legge 146/80, i diretti interessati potranno optare per l’indennità da ministro (3.746 euro lordi mensili) oltre quella da parlamentare (10.697 euro), oppure solo per quella da ministro in aggiunta alla quota di stipendio precedentemente ricevuto (se non superiore all’indennità parlamentare). Questa invece la novità introdotta con un “piccolo comma” all’interno della grande manovra: i contributi ai fini pensionistici, a carico dello Stato (noi cittadini), saranno invece riferiti all’ultima busta paga percepita da dipendente pubblico che, nella stragrande maggioranza degli attuali ministri, è superiore alla stessa indennità parlamentare. Ma visto che l’Italia è in recessione, e per non essere inferiore a nessuno, anche la Regione Lazio, in attesa di affrontare in futuro l’abbattimento dei costi della politica regionale, ha esteso anche agli assessori esterni, nominati ma non eletti, il lauto vitalizio. A pagarlo saranno i cittadini con l’aumento del bollo auto, dell’accise e della tassa sui carburanti e dell’innalzamento dell’addizionale irpef. Questo il concetto di equità sbandierato dal Governo tecnico-politico del Presidente Mario Monti !!! (Giuseppe Torrente Segr. Gen.le SAPENS Or.S.A.)

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La “memoria” degli italiani

Posted by fidest on Monday, 26 December 2011

Italiano: Lilli Gruber

Image via Wikipedia

Giorni fa mi ha colpito un passaggio del discorso del giornalista Travaglio tenuto ad “Otto e mezzo” nel rispondere alla conduttrice Lilli Gruber riguardo il suo timore che gli italiani, dopo l’attuale buriana, si ritrovino con la riedizione del personaggio Berlusconi mondato dalla “cattiva fama” di questo governo tecnico e con la possibilità di promettere meno tasse e più prosperità per il popolo degli elettori. Non vi è dubbio che in tema di “memoria” i timori di Travaglio mi sembrano validi. Non è la prima volta che mi stupisco come il voto degli italiani abbia mostrato quasi indifferenza nei riguardi dei torti subiti, delle promesse mancate, delle umiliazioni subite. Anche di recente, pensando alle “malefatte” di questo governo e a quelle che ritengo più gravi del Pd, del Pdl e del terzo polo che hanno umiliato la volontà popolare non dando un governo politico al paese, pur essendo maggioranza schiacciante, e che hanno lasciato ad un governo tecnico di togliere le castagne dalla brace al suo posto e con la doppiezza di criticarlo in pubblico e di lodarlo in privato, mi sono sorpreso nel leggere i sondaggi d’opinione ancora favorevoli a questi stessi partiti. Qui non si è trattato tanto di “memoria lontana”, ma di “breve” anzi “brevissima” e, quindi, ancora più grave e preoccupante. Allora dissi che mi sarei aspettato un vero e proprio crollo di consensi con il Pd, il Pdl e il terzo polo ridotti nel complesso ad un misero 15% e quello che ora dico ad un 60% di astensionisti. Un’astensione che mi sarei prefigurata come forza di rinnovamento per la costruzione di un modello di governance politica fondata su altre basi e che avrebbe potuto scaricarsi in un voto o per i partiti minori e più contrari ai protagonisti dell’attuale inciucio o con la costituzione di un movimento che avesse come obiettivo la formazione di una classe politica nuova di zecca. Tutto questo non è avvenuto e mi chiedo, a questo punto, se è solo una questione di memoria. Allora pensai agli italiani “gnoccoloni”. E’ ancora valida questa ipotesi? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Appello

Posted by fidest on Saturday, 24 December 2011

Castello che veglia sul mare

Image by Marco Crupi Visual Artist via Flickr

E’ un invito a mettere da parte le rispettive specificità e a guardare ad un disegno unitario in politica. Non siamo al cospetto dell’ennesimo movimento politico ma ad un soggetto virtuale che ha il solo scopo di evitare la dispersione del voto attraverso la costituzione di una confederazione di partiti cosiddetti minori su un progetto unico per imprimere una svolta radicale al sistema paese oggi ibernato su partiti che non riescono a dare le giuste risposte alle attese degli italiani. Nel suo genere è un movimento rivoluzionario in quanto si prefigge, attraverso il voto consapevole, di mettere in minoranza partiti come il Pd, il Pdl e il Terzo Polo con il risultato di fare piazza pulita della loro classe dirigente.
Il programma è semplice e condivisibile. Intende incentrarsi su due fondamentali diritti: quello alla vita e a vivere. Entrambi sono inscindibili. Non si può infatti garantire la vita senza tutelare, al tempo stesso, il nuovo venuto, assicurandogli, a tutto tondo, l’assistenza, l’alimentazione, l’istruzione, il lavoro e una vecchiaia serena.
Le risorse ci sono se ben mirate e se si sanno ricuperare gli sprechi e le evasioni. Gli italiani, nella fattispecie, riteniamo siano pronti nel fare la loro parte, se si interfacciano con chi sa fare in modo che nessuno sfugga al proprio dovere sociale, civico e culturale.
Siamo al cospetto di grandi trasformazioni dettate dalla presenza sempre più incisiva delle tecnologie che modificano le nostre abitudini, il nostro rapporto con il mondo che ci circonda e rendono rapidamente obsolete alcune prestazioni e livelli d’istruzione e relazioni lavorative. Spariscono o sono ridimensionati alcuni mestieri e professioni. Alcuni lavori si automatizzano, altri restano manuali ma a determinate condizioni, altri ancora si imboccano con modalità diverse.
Una nazione come l’Italia, che non dispone di proprie risorse energetiche e sottoposta al tiro incrociato di una globalizzazione che rende il lavoro concorrenziale, le produzioni volatili e i trasferimenti di beni finanziari cliccando sul mouse, ha bisogno di presentarsi alla platea internazionale con un suo progetto innovativa che faccia un balzo in avanti efficace verso ciò che il futuro prospetta e che altri meno accorti stentano a pervenirvi in tempi relativamente brevi. E’ questa la vera sfida. Una sfida che fonda il suo successo sull’organizzazione del lavoro, la qualità dell’istruzione, un sistema previdenziale combinato con la tutela del lavoro e un’assistenza che diventa universale nella prevenzione. E i progetti in dettaglio sono già pronti ma la chiave del loro successo è se si affrontano nella loro globalità, considerando le loro inevitabili interazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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