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Quotidiano di informazione – Anno 24 n° 213

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Aiot: una giornata per stare bene in modo naturale

Pubblicato da fidest su giovedì, 5 aprile 2012

Torna nella sua terza edizione, l’iniziativa promossa dall’Associazione medica italiana di omotossicologia (Aiot) in occasione della Giornata internazionale della medicina omeopatica, “Stiamo bene … naturalmente”. Lunedì 16 gli studi medici convenzionati saranno aperti per controlli gratuiti a favore della prevenzione delle malattie e dei corretti stili di vita. L’Aiot mette, così, a disposizione dei pazienti una rete di medici convenzionati disponibili a una visita gratuita per un check-up. «I pazienti» sottolinea Le onello Milani vicepresidente Aiot «avranno così modo di approfondire le loro conoscenze su soluzioni terapeutiche di origine biologica, efficaci e prive di effetti indesiderati, e accrescere la consapevolezza circa l’importanza di una corretta prevenzione delle malattie e di un salutare stile di vita. Caratteristica fondamentale di queste cure è infatti considerare l’uomo come un unicum corpo-mente, ristabilendo l’equilibrio delle naturali funzioni fisiologiche di difesa dell’organismo». Lo scorso anno i medici che hanno aperto i propri studi sono stati 364, e per la prima volta hanno partecipato anche i veterinari. La manifestazione, fa sapere l’associazione, ha interessato 86 province e «anche la partecipazione dei cittadini è stata significativa, a conferma dell’interesse crescente verso le medicine complementari, la cui efficacia trova sempre maggiori attestazioni anche sulle principali riviste scientifiche internazionali». L’iniziativa, afferma l’Aio t, «vuole anche essere un’occasione per stimolare le istituzioni al rispetto del principio di libertà di scelta terapeutica di medici e di pazienti, sancito dalla Costituzione Italiana».(fonte farmacista33)

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In Italia ci vuole un “dittatore”

Pubblicato da fidest su domenica, 18 dicembre 2011

Image of former PM of Italy, Giulio Andreotti

Image via Wikipedia

Scrivevo nel mio libro “Il dittatore”, alcuni anni fa, che questa figura, nell’antica Roma era rappresentata dallo stato di un magistrato che assumeva la pienezza dei poteri civili e militari. Successivamente, nel risorgimento italiano, tale parola si collegò al capo democratico al quale si attribuivano, sia pure per un breve periodo, tutti i poteri per facilitare il passaggio da un vecchio regime al nuovo fondato sulla libertà, l’indipendenza e l’unità. Dunque nell’accezione da me indicata niente lascia prefigurare un personaggio avvolto dal mito della violenza e della sopraffazione, ma, semmai, un uomo saggio, carismatico e rispettato da tutti che si caricava di un onere pubblico nell’interesse comune. Cercai, subito dopo, d’essere confortato da qualche esempio ricorrendo ai due nomi più vicini al mio tempo: Benito Mussolini e Giulio Andreotti. Entrambi ebbero il conforto elettorale, ma non si somigliarono di certo dal punto di vista dell’azione politica. Mussolini, infatti, trasbordò nel potere assoluto negando il valore della libertà e della democrazia mentre Andreotti restò nel sistema, lo assecondò e ne subì i rigori. Ciò, non di meno, esercitò un potere quasi autoritario ma con discrezione, praticamente in punta di piedi. E ora siamo all’ultimo in ordine di tempo: Silvio Berlusconi. Personaggio controverso, catapultato in politica più per necessità, per sostenere le sue aziende, che per convinzione. A questo punto possiamo meglio definire l’identikit di tutti e tre. L’ascesa al potere del primo fa favorita dal timore che il virus del comunismo potesse diffondersi in Italia minando gli interessi del mondo industriale vigente. Il secondo doveva fungere da garante per tutelare la tenuta dell’Italia nell’area occidentale dovendo competere con il più forte partito comunista al di qua della cortina di ferro. Questo spiega la necessità di stabilire buoni rapporti anche con i mafiosi pur di trovare anticomunisti sia convinti sia prezzolati. E Silvio Berlusconi? Anche lui fu favorito dai timori di una certa classe sociale timorosa che partiti troppo inclinati a sinistra potessero alterare gli equilibri di potere nazionali che dovevano, tra l’altro, essere gestiti in famiglia e lontani dagli occhi indiscreti delle luci della ribalta. Tutto ciò ha avuto un prezzo. Lo Stato si è indebitato inventandosi lavori inesistenti e che chiamiamo ammortizzatori sociali e che oggi, questi eccessi compresi i finanziamenti alle imprese a fondo perduto, vengono fatalmente al pettine con un debito pubblico da capogiro. Così mentre Andreotti doveva fungere da nume tutelare per evitare la presa del potere dalla valanga comunista, a Berlusconi è toccato il compito di addormentare le coscienze e a relegarle all’immobilismo. Ora ci vorrebbe un altro dittatore, ma di tutt’altra pasta, diciamo in chiave risorgimentale, carismatico e fondamentalmente democratico e consapevole che il suo compito è di breve durata e la mission quella di traghettare il paese verso le riforme strutturali e un nuovo rapporto di convivenza civile tra le diverse corporazioni che oggi tiranneggiano il paese e lo paralizzano con i loro veti incrociati. Ma questo “dittatore”, sia chiaro, non è Monti, non può esserlo. (Riccardo Alfonso www.fidest.it)

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Salvate i profughi di Ferah

Pubblicato da fidest su mercoledì, 30 novembre 2011

Sinai Peninsula (NASA, International Space Sta...

Image by NASA's Marshall Space Flight Center via Flickr

L’organizzazione umanitaria ha trasmesso ai media e alle istituzioni internazionali ed egiziane i dati personali del trafficante di schiavi e organi umani che nel Sinai del Sud tiene in ostaggio 59 migranti eritrei, torturandoli quotidianamente assieme ai fratelli. Una foto di Abu Musa inviata alle autorità egiziane e alle Nazioni Unite “Abbiamo identificato il covo di Abu Musa, il trafficante beduino di esseri umani più spietato, potente e organizzato che operi nel Sinai egiziano”. Lo annunciano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione umanitaria EveryOne. “Abu Musa tiene attualmente in ostaggio 59 migranti eritrei, suddivisi in due stanze (rispettivamente con 37 e 22 persone ciascuna). Nel gruppo di 37 profughi – di età tra i 17 e i 38 anni -, con cui siamo in contatto telefonico costante, vi sono 8 donne, alcune delle quali incinte. Il covo ove sono rinchiusi si trova a Ferah, località nei pressi del monte Sinai, a un’ora d’auto da Israele, nel Protettorato di Santa Caterina (Sinai del Sud). Parlando direttamente con gli ostaggi e con lo zio di uno dei sequestrati, che fa da interprete in lingua tigrina per noi dalla Germania,” spiegano gli attivisti, “e grazie a indagini sul territorio, sappiamo ora che il luogo dove si trovano gli eritrei, tutti incatenati in un container interrato, profondo tre metri e mezzo, è simile a un hotel con dei ‘tucul’ intorno, ha due porte rosse d’ingresso ed è presidiato da 4 uomini armati giorno e notte. Nei pressi, vi sono altri tre edifici moderni in costruzione, anch’essi con i tetti rossi. Abu Musa vive in una casa a tre piani poco lontano dal covo, dietro la quale vi è un magazzino, un alto pino e fichi d’india. I trafficanti usano per spostarsi un pick-up Toyota del 2011 (probabilmente un Toyota Cruise) di colore bianco e blu con una striscia rossa, targato 5726”. I co-presidenti del Gruppo EveryOne hanno inoltre diffuso alle autorità di polizia egiziane e internazionali il profilo del trafficante e la sua presunta foto, riconosciuta dagli ostaggi: “Abu Musa ha tra i 45 e i 50 anni, è magro, di carnagione scura e fa parte della tribù beduina dei Muzeina. Parla inglese e alterna ai traffici criminali il lavoro di guida turistica nel deserto, assieme al padre e ai fratelli. E’ soprannominato ‘Samih’ ed ‘El Baah’ (il Profondo). Youssuf, fratello di Abu Musa di soli 19 anni, ha già ucciso almeno 4 migranti. Tre maschi, di soli 18 anni,” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau, “sono stati assassinati alle ore 19 del 9 novembre scorso e un giovane questa notte. Il suo corpo senza vita è rimasto esposto a lungo alla vista dei suoi compagni. Un altro prigioniero è invece stato prelevato dai trafficanti giorni or sono e di lui non si hanno più notizie”. Anche gli altri due fratelli di Abu Musa sono predoni, al comando di una banda.
EveryOne riferisce inoltre che vengono praticate sevizie e torture ai migranti imprigionati. Un giovane di 22 anni è stato torturato con scosse elettriche ai piedi ed è rimasto paralizzato; a un altro è stato amputato il mignolo della mano; i prigionieri vengono ustionati sulla schiena con plastica fusa, mentre le donne sono ripetutamente stuprate e bruciate con mozziconi di sigaretta. Numerosi prigionieri hanno ferite infette. “L’ultima minaccia è che se i familiari degli ostaggi non pagheranno il riscatto, che oscilla tra i 25 e i 30mila dollari a testa, i loro cari saranno uccisi” denunciano ancora i membri di EveryOne. “Ci rivolgiamo con urgenza alle autorità di polizia egiziane, ma anche alle Nazioni Unite agli organismi europei” scrivono in un atto di denuncia inoltrato anche a tutte le rappresentanze diplomatiche egiziane nel mondo, “affinché Abu Musa sia arrestato con i suoi complici e i giovani migranti vengano liberati e tutelati nei loro diritti fondamentali alla vita, alla salute e alla libertà”.

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Caso Scarlet Extended SA

Pubblicato da fidest su sabato, 26 novembre 2011

“La decisione odierna della Corte di Giustizia sul caso Scarlet Extended SA, un fornitore di accesso a Internet, e la SABAM non ha nulla a che fare con il rispetto della legalità su internet”. E’ quanto precisa il presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo dopo la pronuncia della Corte UE. “La sentenza conferma, invece, in maniera chiarissima – prosegue Polillo – che, ai fini del contrasto della pirateria online, l’Autorità Giudiziaria e gli Organi amministrativi di vigilanza, dopo aver accertato gli illeciti, possono ordinare provvedimenti di inibizione all’accesso attraverso il coinvolgimento degli intermediari. Ciò proprio alla luce degli articoli 14 e seguenti della Direttiva 2000/31/CE. Questa decisione dovrebbe confortare anche l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni italiana che ha intrapreso la giusta strada dei provvedimenti interdittivi solo dopo l’adeguato confronto e l’accertamento degli illeciti”.“Nessuno vuole imporre obblighi di sorveglianza e filtraggi preventivi della rete internet – chiarisce Polillo-, men che meno l’industria dei contenuti. Chiediamo tuttavia con forza che, ove riscontrate violazioni gravi e sistematiche del diritto d’autore, le Autorità competenti, e quindi anche l’AGCOM, possano intervenire tempestivamente per porre fine alle violazioni. In Italia, come all’estero. Il cosiddetto website blocking è una misura non “invasiva” delle libertà, e tale da assicurare un livello di garanzie, anche procedimentali, sufficienti per i soggetti coinvolti. Come hanno dimostrato i Monopoli di Stato per il betting on line e le recenti pronunce sui casi “pirate-bay e btjunkie”, l’inibizione dei siti illegali è lo strumento più efficace per contrastare gli illeciti e l’abusivismo in rete”.

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Attestati in onore partigiani

Pubblicato da fidest su venerdì, 18 novembre 2011

Italian resistance movement partisans parading...

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Torino 19 novembre alle 10,30 Palazzo della Provincia si terrà la cerimonia di consegna degli attestati d’onore ai partigiani di Torino e provincia che si sono distinti nei 20 mesi della Resistenza al nazifascismo e della guerra di Liberazione.La cerimonia è organizzata dalla Città di Torino e dalla Provincia. Gli attestati saranno consegnati dal Presidente della Provincia Antonio Saitta. Alla cerimonia sono stati invitati i Sindaci dei 315 Comuni della Provincia.
Il Presidente Saitta sottolinea che “la consegna dell’attestato d’onore ai nostri concittadini che lottarono per la riconquista della libertà e dell’indipendenza nazionale è un piccolo ma significativo gesto di riconoscenza, per i sacrifici che sopportarono negli anni giorvanili, garantendo a tutti noi il bene supremo della democrazia. Il Teatro Regio è una degna cornice: è stato scelto uno dei teatri più prestigiosi d’Italia per ringraziare coloro che furono protagonisti di una delle pagine più drammatiche ed allo stesso tempo luminose dei 150 anni della storia dell’Italia unita”.

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Diritto d’autore e libertà della rete

Pubblicato da fidest su domenica, 10 luglio 2011

“Nella sua attuale versione il provvedimento dell’Autorità garante per le comunicazioni si ispira ad un maggiore equilibrio tra rispetto del diritto d’autore e libertà della Rete”. E’ il commento di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), all’approvazione da parte dell’Agcom dello schema di regolamento sul copyright del web. “L’Autorità, recependo il timore del popolo della Rete per un intervento quasi censorio -afferma Dona- ha fatto responsabilmente un passo indietro, prorogando a 10 giorni il tempo per il ‘trasparente contraddittorio” tra utente-autore e Autorità. E’ apprezzabile inoltre -prosegue l’avvocato- l’attenzione del Garante per la realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti, fondamentali per rendere più consapevoli gli utenti”. “Più che giusta, infine, la distinzione tra siti commerciali e no profit”, commenta Dona che prosegue: “l’abuso del copyright può riguardare solo le pagine web commerciali ma non può travalicare il diritto di cronaca, la divulgazione scientifica e il servizio per il pubblico. Quanto accaduto alla pagina YouTube della nostra Unione, alla luce di quanto stabilito dal Garante, sembrerebbe dunque illegittimo”. Il canale “unione consumatori”, contenente brevi stralci di programmi televisivi nel corso dei quali avevamo rilasciato interviste su temi di utilità generale e video di nostra proprietà, è stato, infatti, cancellato su richiesta di R.T. I. – Mediaset, senza alcuna possibilità di replica.

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New media arma di libertà ma anche di populismo

Pubblicato da fidest su venerdì, 1 luglio 2011

«I nuovi media sono strumenti potenti, che offrono sicuramente maggiori opportunità di comunicazione ma possono anche rappresentare un’arma facile e accessibile per populismi e dittature». A parlare il Vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo che ha aggiunto: «Il cardinale Scola nel suo intervento di oggi ci invita ad una approfondita riflessione sul ruolo dei new media nella nostra società. La libertà che social network, blog e nuovi media rappresentano lasciano ampi spazi di dialogo ma possono essere utilizzati anche per finalità tutt’altro che democratiche» ha detto Cutrufo. «Riconoscere potenzialità e rischi di questi strumenti non vuol dire sminuirne l’importanza, tutt’altro. Personalmente, anche io ho ritenuto di utilizzarli per rivolgermi ai più giovani. A mio parere è invece necessario, fermo restando che i new media sono necessari mezzi di comunicazione in una società globalizzata, recuperare il concetto di dibattito reale, che è il fondamentale presupposto per la costruzione di una vera e solida democrazia. La politica contemporanea deve ritrovare la capacità di creare spazi di confronto e di dialogo tra le persone – conclude – pena la disinformazione e la demagogia, che dai media tradizionali può facilmente trasferirsi a quelli che chiamiamo “nuovi”».

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Premio internazionale alla libertà

Pubblicato da fidest su giovedì, 16 giugno 2011

Lucca – Piazza San Martino 24 giugno 2011 – ore 21 I Premiati: Ricerca Scientifica – Richard Tremblay | Giornalismo – Taoufik Zoghlami Ben Brik | Cultura -Giovanni Reale,Economia – Franco Stefani, Premio Speciale alla Libertà – Vo Van Ai. Finalità del Premio, giunto alla nona edizione, è la promozione e la valorizzazione di impegni e contributi espressi nel perseguire sostanziali livelli di liberalismo. Connaturata alla manifestazione é la volontà di esaltare un: Valore culturale: i Premiati come figura guida; Valore sociale: la riflessione su comportamenti eccellenti; Valore educativo: la sensibilizzazione verso il tema della responsabilità individuale.
La Giuria: Luigi Arturo Bianchi, Salvatore Carrubba, Ferruccio de Bortoli, Francesco d’Ettore Giuseppe de Vergottini, Fabiola Finoia, Giulio Giorello Andrea Marcucci, Alberto Martinelli,Franco Morganti, Vincenzo Olita, Piero Ostellino, Angelo Maria Petroni, Gianfelice Rocca Il Premio, ripreso da Rai 2, sarà trasmesso l’8 luglio in seconda serata. Media Partner LA NAZIONE

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Farmacie e procedure infrazione

Pubblicato da fidest su giovedì, 16 giugno 2011

La Commissione europea si appresterebbe ad archiviare in via definitiva le procedure aperte tra il 2003 e il 2008 a carico di sette paesi dell’Unione, tra i quali l’Italia, per violazione delle libertà di stabilimento da parte delle norme nazionali che limitano proprietà e apertura delle farmacie. Secondo la fonte che riporta la notizia – il periodico francese Le Quotidien du Pharmacien – il passo indietro della Commissione rappresenterebbe la presa d’atto delle due sentenze della Corte di giustizia che nel maggio del 2009 e del 2010 avevano dato torto a Bruxelles nelle cause contro Italia e Asturie (Spagna). In tali occasioni, infatti, i giudici europei avevano stabilito che sebbene alcune norme dei due paesi limitino effettivamente le libertà economiche sancite dai trattati comunitari, queste stesse norme sono comunque giustificate da preoccupazioni riguardanti la tutela della salute e dunque risultano pienamente legittime. La direzione per il Mercato interno della Commissione, dal febbraio 2010 diretta dal francese Michel Barnier, avrebbe già espresso l’intenzione di seppellire le altre sei procedure ancora in itinere, basate sulle stesse considerazioni e dirette contro Francia, Germania, Austria, Portogallo, Bulgaria e ancora Italia. Secondo quanto prevedono le procedure della Commissione Ue, per l’archiviazione è tuttavia necessario l’assenso di tutti i commissari europei.

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Il fuoco della libertà

Pubblicato da fidest su giovedì, 16 giugno 2011

Una intera casta corporativa combatte la battaglia perduta della difesa di privilegi impagabili e di un prepotere impossibile. Hanno tentato in ogni modo di fermare le riforme del paese, hanno compiuto azioni di terrorismo politico di massa sul popolo sovrano contro la riforma costituzionale della devoluzione, hanno utilizzato il metodo delle “paludi romane” per impedire il federalismo, contrastano con ogni mezzo l’avvento di una normativa anti-corruzione. Non vogliono cambiare il loro stile di vita e pretendono che tale mantenimento a vita del prepotere corporativo, sia pagato in toto dal popolo. Essi odiano il popolo, non lo amano ne lo rispettano, odiano ogni manifestazione sociale e culturale che sia “popolare”, avversano con ogni mezzo la possibilità che il popolo viva felice in un benessere diffuso, in un progresso condiviso ed incarnato, in un sistema statuale che sia veramente democratico, sicuro e giusto. La casta corporativa della restaurazione conservativa della prima repubblica ha contrastato con ogni mezzo il cambiamento richiesto dai tempi e da quella parte dle paese che produce quella ricchezza di cui tutti si nutrono, imponendo la schiavitù al popolo del nord nei confronti del resto del paese. Ma il momento storico che viviamo è fortemente scosso dalla indignazione e dalla insoddisfazione popolare, del popolo che lavora e produce lavoro, che si arricchisce e produce ricchezza per altri, generosamente quanto ingenuamente. Ma questa ingenuità è stata risvegliata da una condizione di lassismo e di rassegnazione del paese di fronte alla corruzione politica e burocratica, di fronte al cancro mafioso, di fronte alla insicurezza ed alla ingiustizia che vive il popolo del nord. Ebbene, c’è un messaggio per questa casta di mantenuti e viziati a vita, l’ultimo messaggio: se il federalismo non dovesse essere immediatamente approvato in via definitiva e realizzato in tempi celeri, se le riforme che urgono al paese saranno ancora rinviate sine die, la risposta che potrebbe cadere sulle scrivanie del potere romano potrebbe essere quella di una richiesta ufficiale di secessione del nord o di parti di esso da questo paese assai corrotto e mafioso. Già taluni imprenditori del nord hanno dichiarato che, stante l’attuale condizione di crisi economica ed il conseguente immobilismo politico, potrebbero seguire la scelta di richiedere ufficialmente la secessione dall’Italia per motivi economici. Ma che sia per motivi economici, politici, culturali o sociali, il messaggio diretto alla casta corporativa della restaurazione conservativa della prima repubblica è chiaro e limpido: libertà dalle mafie, libertà dalla corruzione, libertà dalla illegalità, libertà da una casta politica indecente, corrotta, sprecona, incapace ed inaffidabile. Qualunque battaglia si ponga sotto il nome “libertà”, è una battaglia giusta. Qualunque battaglia si ponga contro il nome “libertà” è una battaglia persa. Questo racconta la storia dell’umanità. Questo racconterà la storia di questo paese, in un modo o nell’altro. Fine dei giochetti e dei teatrini, fine dei bluff e dei tradimenti, fine dei trasversalismi e delle convergenze parallele: da oggi in poi, si gioca a carte scoperte e chi sbaglia, paga, ed i cocci sono certamente i suoi. O si cambia strada o si cambia tutto. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X)

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Accordo UE-Russia

Pubblicato da fidest su domenica, 12 giugno 2011

In vista del Vertice UE-Russia di questa settimana, i gruppi politici del Parlamento hanno inviato un chiaro messaggio ai Capi di governo: sì a un commercio più ambizioso, visti e accordi di cooperazione con la Russia, ma solo se Mosca offre garanzie di migliorare il rispetto dei diritti umani fondamentali nel Paese, compresi i “giudizi di matrice politica” contro i leader dell’opposizione, mancanza di libertà dei mezzi d’informazione, divieto di cortei gay o occupazione militare illegale di territori georgiani.
I deputati denunciano le “interferenze politiche” e i “giudizi di matrice politica” contro Mikhaiel Khordorkovsky, la necessità di approfondire le indagini sulla carcerazione e sulla morte di Sergei Magnitsky e di altri prigionieri politici e le consuete restrizione imposte ai partiti dell’opposizione per registrarsi alle le elezioni, come quelle di dicembre 2011 per la Duma. Si sono inoltre detti preoccupati per la mancanza di libertà dei mezzi di informazione e per la libertà di riunione, come dimostrato con la decisione di vietare, per il sesto anno consecutivo, una marcia del Gay Pride a Mosca.
I gruppi politici prendono atto della tabella di marcia approvata di recente per l’abolizione dei visti tra l’UE e la Russia, che deve essere “basata su un approccio graduale” imperniato su progressi sostanziali e pratici. Invitano poi, l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri, Catherine Ashton, a persuadere la Russia a astenersi dal rilasciare passaporti ai cittadini delle province occupate dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Riguardo a questo conflitto, la Russia è chiamata a rispettare il suo accordo con la Georgia e a ritirare le sue truppe da questi territori georgiani occupati.
Per i deputati, “la fornitura di risorse naturali non deve essere usata come strumento politico” e esortano i governi a cercare una “soluzione equilibrata trilaterale UE-Russia-Ucraina sul futuro del trasporto di gas verso l’Unione europea” e a raggiungere un impegno comune al Vertice per sottoporre le centrali nucleari a ambiziose prove di stress, onde evitare situazioni come la crisi nucleare nell’impianto di Fukushima in Giappone. Un emendamento presentato dal gruppo dei Verdi che chiedeva “l’arresto immediato dei reattori nucleari del tipo Chernobyl ancora in funzione” è stato respinto con 180 voti a favore, 409 contrarie e 25 astensioni.
Infine, i deputati auspicano che il Vertice servirà a risolvere le ultime questioni relative all’adesione della Russia all’OMC, compreso il divieto di Mosca di importazione di verdura proveniente dall’Unione europea e “l’eliminazione di frizioni commerciali, come ad esempio l’unione doganale tra Russia, Kazakistan e Bielorussia, che ha comportato un innalzamento dei dazi consolidati”.

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Chi ha paura dell’opinione pubblica?

Pubblicato da fidest su sabato, 11 giugno 2011

«Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri » Il progresso dilaga a velocità sempre maggiore, superando di gran lunga nel giro di pochi decenni il cammino compiuto di precedenti secoli e millenni… La stampa è l’unica a lavorare per il pubblico interesse. “L’interesse di tutti è l’interesse di nessuno”, ma questo non vale per il giornalista: esso è suo per adozione. Se non fosse per le sue attenzioni, quasi ogni riforma fallirebbe in partenza. Egli ricorda ai funzionari il loro dovere. Denuncia piani segreti di ladrocinio. Promuove ogni promettente progetto di sviluppo.
Avvicina tra loro le classi e le professioni, insegna loro ad agire di concerto sulla base del senso civico comune. La nostra Repubblica e la sua stampa progrediranno o cadranno insieme. Una stampa capace, animata da spirito civico, con un’intelligenza allenata a distinguere ciò che è giusto e ad avere il coraggio di realizzarlo, può preservare quella pubblica virtù senza la quale il governo del popolo non è che impostura e dileggio. Una stampa cinica, mercenaria, demagogica e corrotta a lungo andare renderà il popolo tanto ignobile quanto lo è essa stessa. Il potere di plasmare il futuro della Repubblica è nelle mani dei giornalisti delle future generazioni.” “Un’opinione pubblica ben informata è la nostra corte suprema. Perché a essa ci si può appellare contro le pubbliche ingiustizie, la corruzione, l’indifferenza popolare o gli orrori del governo”.
Joseph Pulitzer Famoso giornalista ed editore. A sua memoria e per sua volontà è stato istituito un premio, il Premio Pulitzer, il più importante nel campo giornalistico, assegnato per la prima volta nel 1917, secondo proprio le volontà lasciate dal giornalista stesso scomparso pochi anni prima. Leggere questi scritti del primo novecento è una esperienza veramente incredibile. La prima sensazione che si coglie, è quella di leggere il nostro presente, con una limpidezza eccezionale, quasi fossero scritti per noi, i posteri. Ma l’America non è l’Italia. In America le pubblicazioni di due liberi giornalisti hanno provocato le dimissioni di un presidente americano. In America, la Pubblica Opinione, sorretta da una libera informazione, controllano l’operato dei politici e dei governi. In Italia, questa definizione non è applicabile, e per molti motivi, taluni ben visibili, altri sommersi nella voluta confusione politica. La politica sembra pensare solo a farsi una banca, farsi un giornale, farsi una televisione, al fine di sottomettere l’opinione pubblica ed asservire il popolo sovrano.
Non sembrano esistere più magnati e potentati economici disposti a finanziare battaglie civili che non abbiano un ritorno immediato, che non soddisfino, un interesse personale o di parte. Almeno in Italia.
L’America, è un’altra cosa, questo lo abbiamo capito. Ma l’America ha inventato ARPAnet, un sistema di comunicazione e di condivisione di informazioni pensato inizialmente per un uso militare, e divenuto invece e clamorosamente, il più grande progetto civile di libertà umana: Internet. E’ questo il mondo dove trovano rifugio le libertà negate, le pubbliche opinioni vessate, le infomazioni celate. E’ questo il mondo da cui vi scrivo e dal quale voi leggete. Un mondo virtuale, affermano taluni. Ma non è più così, e da un bel pezzo. Le rivolte popolari nei paesi in grave crisi di libertà, partono tutte dal web, così come le iniziative spontanee popolari che, anche in Italia, riuniscono cittadini qualunque a protestare in una piazza che non è più virtuale, ma reale. Ai miei nuovi amici nel social network Facebook, uso sempre una frase di benvenuto, sempre la stessa: welcome, to the real world, tratta dal famoso film Matrix. Perchè il loro ingresso nel mio mondo, connota un nuovo mondo, più reale di quello reale, più umano di quello umano, più libero di quello cosiddetto libero. Ed è così che il virus benigno della libertà si espande, sempre sotto il cappello di iniziative socio-economiche americane come Facebook o Twitter. Tutto oggi passa attraverso il libero mondo del web: la televisione, la radio, i giornali, la politica, il mondo del lavoro. E questo fatto, non piace al potere che vive di potere, non piace a sistemi di potere corporativi organizzati in caste che provvedono al mantenimento del potere ad escludendum del popolo, dei cittadini. Ed è proprio come nel film Matrix, che si verifica come la realtà umana sia spesso parallela a quella quotidiana, ma non la medesima, ne la stessa. Ed è proprio come in quel film che, “agenti” contrastino l’emersione di questo mondo popolare, l’innovazione del cambiamento, la voglia di libertà, di benessere e di felicità che proviene dai popoli invece sottomessi da ordinamenti statuali non più rispondenti alle esigenze della persona umana. Agenti che contrastano la libera divulgazione delle informazioni, che condizionano le riforme, che sottomettono il popolo sovrano all’impero di una conservazione restaurativa di privilegi ad uso esclusivo dei già potenti, di ricchezze a godimento esclusivo dei già ricchi. Ed è la strana storia del nostro paese, scosso dai sussulti dello scandalo Tangentopoli, che fece emergere un mondo fatto di corruzione e di mafiosità impossibile, un sussulto popolare che apriva prospettive per un futuro diverso e migliore di quello. L’indignazione popolare che sollevò il sapere che un mondo profondamente corrotto e mafioso aveva governato nel silenzio generalizzato dell’informazione ufficiale, un mondo che lasciava aperte le porte solo a qualche film di denuncia e a null’altro. Ed è ancora l’informazione che oggi, ci narra di una corruzione tutt’altro che sconfitta, a tutti i livelli. Ed è ancora una indignazione popolare che emerge potente e urlante dal mondo del web, poichè ogni altra via è negata. Ed è ancora questa informazione libera a tratti ed a comando che impedisce ogni riforma ed ogni controllo sul governo della politica. Ed è questa “corte suprema” soppressa ed in gran parte pilotata ad impedire che l’opinione pubblica affermi il suo primato sul primato della politica, il suo primato sulla redistribuzione della ricchezza, il suo primato nel controllo sulla corruzione dilagante. La politica italiana ha costruito un incredibile postribolo di poltrone del potere, di condizionamento pesante nelle selezioni nel mondo del lavoro, compreso quello del giornalismo, al solo fine di “corrompere” il più gran numero possibile di soggetti che oltraggino l’indignazione popolare relegandola al ruolo di “sfogatoio pubblico” invece di moto popolare propositivo. La condivisione della corruzione parte dal basso, dalla selezione di ogni singolo posto di lavoro, di ogni singola poltrona o sediolina del potere. E se Tangentopoli esiste ancora, indiscussa ed imbattuta, lo dobbiamo proprio all’assenza di una corte suprema che esprima l’inesprimibile malessere popolare, che controlli l’incontrollabile potere pubblico deviato od abusato. Chiamatela come volete, chiamatelo Quarto Potere, chiamatela Corte Suprema, chiamatela mondo dell’informazione. Io so come chiamarla: il suo nome è libertà. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X)

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“Berlusconi è bollito”

Pubblicato da fidest su sabato, 4 giugno 2011

Lo dice un Bossi mai stato più saggio. E’ evidente, ormai, che il presidente del Consiglio si sente il terreno tremare sotto ai piedi. Una situazione cui non è abituato, che lo fa andare fuori dai gangheri ancora più di quanto non faccia per sua indole. Che fa, dunque, il Cavaliere disperato perché vede il suo trono a rischio? Si mette a sparare a zero contro tutto e tutti, contro una Cassazione “politicizzata” che secondo le sue elucubrazioni starebbe tentando di dargli la spallata definitiva, contro i suoi candidati, contro la libertà di espressione ed opinione,contro quel Santoro che continua a mettere a nudo verità per Berlusconi troppo scomode. Ma a tutto questo siamo abituati. Quello che, devo dire, è stato sorprendente, per quanto sicuramente non in positivo, è stato l’ultimo coniglio estratto dal cappello magico dell’instancabile premier. La disperazione lo ha portato niente meno che a rispolverare la figura del segretario di partito, che si concretizza “democristianamente” nell’ormai ex guardasigilliAngelino Alfano. Al deus ex machina, dice Berlusconi, “spetterà l’ultima parola sulle scelte partitiche strategiche, anche di governo”. Un noto “signorsì”, insomma, l’Agnellino nazionale, messo a fare da cuscinetto tra il padrone e il suo governo. Ora sarà l’Angelino a dettare gli ordini e salvare l’insalvabile, nella mente contorta di Berlusconi. Quello stesso Angelino che si è messo ai piedi del suo presidente tentando di sovvertire le basi costituzionali cui il Paese si è sempre attenuto, con le varie leggi ad personam. Quell’Angelino che non ha mai opposto resistenza alcuna alle richieste del suo padrone, ora sarà la guida politica di un Pdl ormai a pezzi. Per lui la giusta ricompensa per la totale devozione al capo. Per il partito nessuna svolta sostanziale, ma solo di facciata. Per il Paese un chiaro segno: Berlusconi è ormai all’angolo, reso ancora più folle dalla disperazione per la consapevolezza di essere alla fine.(Massimo Donadi deputato Idv)

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Fondazione della libertà per il bene comune

Pubblicato da fidest su giovedì, 26 maggio 2011

Roma 26 maggio, alle ore 17, presso il Tempio di Adriano nuovo appuntamento pubblico della “Fondazione della libertà per il bene comune” presieduta dal ministro Altero Matteoli. “Crisi del Nord Africa: rinascita, regole e solidarietà” è il tema della tavola rotonda che si terrà domani, Introduce i lavori il Professor Fabrizio Criscuolo, a seguire il dibattito con l’ambasciatore libico Abdulhafed Gaddur, il generale Carlo Jean, presidente del Centro studi di geopolitica economica, Nicola La Torre, vicepresidente del Gruppo Pd al Senato, Roberto Maroni, ministro dell’Interno, e Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Modera Stefano Folli, editorialista del Sole 24 Ore. L’incontro si propone di dibattere sui profondi rivolgimenti in corso nel Nord Africa, sui numerosi interrogativi che si determinano e su quali risposte andranno trovate.

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Lega-Pdl su intervento in Libia

Pubblicato da fidest su giovedì, 5 maggio 2011

Dopo le tensioni degli ultimi giorni tra Bossi e Berlusconi sull’improvviso cambio di rotta del presidente del Consiglio relativamente all’intervento militare italiano in Libia, torna la quiete nella maggioranza. Ieri, infatti, la Camera ha approvato, con 309 voti favorevoli e 294 contrari, la mozione di Lega e Pdl sulla posizione che dovrà tenere il Governo italiano nella guerra libica. La decisione è stata definita, da più parti, come l’ennesimo passo indietro fatto dal Carroccio nei confronti del Popolo della Libertà. Allo stesso modo la pensa Gennaro Saltalamacchia, responsabile per la Difesa e gli Affari Militari dell’Italia dei Diritti, che commenta il voto in questo modo: “Ancora una volta si palesa la mancanza di coerenza politica da parte della Lega che, in questo caso, aveva dimostrato, fino a qualche giorno fa, una linea politica completamente in opposizione a quella del Pdl. Ieri, è stata votata una mozione che io ritengo estremamente ridicola, poiché non è possibile stabilire ad oggi una data certa per la fine di un conflitto di questo tipo”. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro, quindi, si sofferma sulla questione libica: “Innanzitutto, dovremmo domandarci se è il caso di continuare a fare una guerra che ritengo inutile, giacché se ne dovrebbero occupare le diverse diplomazie che hanno il compito di intervenire al fine di prevenire disastri, come quello che si sta consumando attualmente nel Maghreb”. Saltalamacchia conclude il suo intervento, analizzando la decisione presa dal Parlamento e tenendo presente i problemi generali del Belpaese: “Con il voto di ieri, ancora una volta, il Governo ha dimostrato di essere estremamente egoista, poiché non tiene conto né delle possibilità delle proprie forze militari né delle volontà dei propri cittadini. Dobbiamo dire, una volta e per tutte, basta ai massacri inutili. Inoltre, abbiamo il dovere di soccorrere queste popolazioni sul posto, sul loro territorio, in modo da aiutare loro a non abbandonare le proprie terre, le proprie origini, per venire in un Paese come il nostro, privo di un’organizzazione capace di ricevere queste persone e inadeguato ad offrire loro la sicurezza necessaria. In conclusione, ritengo che sia indispensabile un intervento da parte del Governo che miri a recuperare le risorse che stiamo dissipando in modo incosciente. Bisogna muoversi, immediatamente, per una politica sociale e occupazionale, soprattutto in riferimento ai giovani, che possa migliorare lo stato sociale nazionale e ridurre lo stato di disoccupazione dilagante”. (fonte: Ufficio Stampa Italia dei Diritti)

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