Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Posts contrassegnato dai tag ‘manovra’

Roma capitale: manovra di bilancio 2012

Pubblicato da fidest su lunedì, 19 marzo 2012

La Giunta di Roma Capitale presieduta dal sindaco, Gianni Alemanno, ha approvato, su proposta dell’assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Carmine Lamanda, la manovra di bilancio 2012 e le relative deliberazioni propedeutiche che delineano, tra l’altro, il percorso di riorganizzazione del Gruppo Roma Capitale. I numeri della manovra di parte corrente: le maggiori esigenze da coprire Le ultime manovre varate dal Governo hanno determinato pesanti effetti sul bilancio di Roma Capitale. Complessivamente è emersa la necessità di reperire 730 milioni di euro per compensare sia i minori trasferimenti da parte dello Stato e della Regione per un importo complessivo di 478 milioni di euro sia la correzione degli utili per l’anticipo di dividendi già affluiti nello scorso esercizio dalle società partecipate (30 milioni di euro). Incidono negativamente anche le minori valorizzazioni delle contravvenzioni (70 milioni), maggiori spese per oneri finanziari per opere pubbliche (37,3 milioni), minori entrate di varia natura (14,7 milioni) e ulteriori maggiori esigenze della spesa corrente (107 milioni). Tra queste ultime sono compresi 7 milioni per le agevolazioni Tia, 27 milioni di risorse compensative al sociale, 15 milioni per il sostegno dell’occupazione e l’imprenditorialità giovanile, 10 milioni per la manutenzione del verde. Il meccanismo di copertura: determinazione dell’aliquota IMU e nessun incremento addizionale Irpef Considerato che l’IMU ad aliquota base determina maggiori introiti e minori trasferimenti solo a vantaggio dello Stato, le maggiori esigenze sopra indicate sono state affrontate nel modo seguente. L’aliquota IMU è stata fissata al 5 per mille per quanto riguarda le prime case e al 10,6 per mille sulle seconde case e gli altri tipi di fabbricati; complessivamente il gettito dell’addizionale IMU per Roma Capitale sarà pari a 656 milioni di euro. Si è privilegiato l’IMU come leva del riequilibrio dei conti proprio per i contenuti di maggiore equità connessi con il carattere patrimoniale dell’imposta, evitando ogni ulteriore aumento dell’addizionale comunale Irpef. Hanno concorso all’equilibrio di bilancio altre risorse e, in particolare, i tagli ai contratti di servizio ed ad altre spese (39,2 milioni di euro), i risparmi fiscali derivanti dalla costituzione della holding (20 milioni di euro) e ulteriori maggiori entrate per 14,7 milioni di euro. Gli obiettivi del bilancio 2012: rigore, equità, sviluppo e modernizzazione
In questo scenario il bilancio 2012 persegue una molteplicità di obiettivi: assicurare meccanismi di equità fiscale a favore delle categorie più deboli (famiglie, disoccupati, pensionati ecc.); garantire l’attuale livello di agevolazioni previste senza ulteriori incrementi tariffari (asili nido e Tia); avviare il processo di riorganizzazione del Gruppo Roma anche alla luce degli indirizzi normativi sui servizi pubblici locali. Priorità viene attribuita agli interventi per la riduzione della spesa attraverso il potenziamento della Centrale Unica per gli acquisti, il taglio della spesa dei Dipartimenti (con esclusione delle spese per il sociale) e la riduzione dei cosiddetti “costi della politica” (ulteriori interventi sulle auto blu, il freno alle missioni di servizio). Queste iniziative di contenimento vengono estese alle Partecipate su cui si interviene anche con limiti più stringenti ai compensi dei dirigenti e degli amministratori.
Equità: quoziente familiare, blocco delle tariffe e conferma della spesa sociale
Vengono mantenute le agevolazioni per le famiglie e le categorie deboli, viene disposto il blocco degli incrementi tariffari, introdotto il Quoziente Roma nella tariffa comunale dei rifiuti modificando l’ISEE in chiave di quoziente familiare e portando le agevolazioni a 27 milioni.
Rafforzati, anche attraverso la costituzione di una task force, gli strumenti di lotta all’evasione fiscale i cui proventi verranno destinati all’abbattimento dell’IMU e ad interventi per il sociale e l’occupazione. La spesa sociale non è stata ridotta, anzi è stata incrementata nel bilancio previsionale dai 202,5 milioni del 2011 a 211,4 milioni del 2012. Tuttavia, per giungere ai livelli finali del 2011 (la spesa sociale nel bilancio di assestamento era stata di 231 milioni di euro) è necessario un recupero di 18 milioni di mancati trasferimenti della Regione Lazio (a causa dei tagli operati dal Governo) che saranno individuati nell’assestamento di bilancio regionale e comunale.
Sviluppo: interventi per l’occupazione
Viene prevista la costituzione di un Fondo Giovani per favorirne l’auto-imprenditorialità e l’auto-impiego (5 milioni di euro) e la costituzione di un Fondo di sostegno per l’occupazione (10 milioni di euro).
Modernizzazione: creazione della Holding Gruppo Roma Capitale
La costituzione di una Holding in cui confluiranno tutte le società partecipate da Roma Capitale, esclusa Acea che è una società quotata in Borsa, produrrà vantaggi industriali rafforzando il controllo sulla gestione delle società e realizzando economie di costi e importanti sinergie. Ad essa sono associati rilevanti vantaggi sotto il profilo fiscale derivanti dal consolidamento e dalla gestione dell’IVA di gruppo per un importo quantificabile in circa 20 milioni di euro.
Rispetto ai profili di governance si è innovato inserendo per le nomine degli organi di amministrazione e controllo il rispetto del principio dell’equilibrio di genere. Nella holding è inoltre prevista la presenza di un Comitato Consultivo composto da cinque membri designati da Roma Capitale, quattro dei quali indicati dalle rappresentanze sindacali. Un membro del Consiglio di Amministrazione sarà eletto dai lavoratori delle società controllate e un membro del collegio sindacale sarà indicato dal Comitato Consultivo.
Cessione del 21% di Acea Dall’operazione Acea che ottempera a precise indicazioni normative sono stimati incassi pari a 200 milioni di euro. L’operazione che sarà sottoposta al vaglio dell’assemblea capitolina aumenta lo spazio per investimenti sia rispetto ai vincoli del patto di stabilità sia rispetto alle esigenze di liquidità e sarà conforme ai seguenti principi:-prevedere strumenti di Governance e altre disposizioni finalizzate a garantire un adeguato livello di controllo di Roma Capitale sulla società;
-privilegiare il trasferimento di quote a partner strategici (investitori istituzionali di natura pubblica), impedendo inoltre la cessione di quote a chi è già in possesso di più del 2% del capitale della società;
– realizzare l’operazione in modo coerente con i risultati del referendum sul settore idrico.
Un Piano di Investimenti di oltre 3 miliardi, pagamenti possibili per 350 milioni, metropolitane escluse Il finanziamento degli investimenti fa riferimento a risorse pubbliche per 1,3 miliardi circa mentre gli interventi restanti dovranno essere realizzati con il concorso del capitale privato. La destinazione privilegiata dei fondi resterà ovviamente il settore del trasporto pubblico (metropolitane) con circa 750 milioni di risorse comunali investite. Seguono in ordine di impegno gli interventi sul territorio e l’ambiente (269 milioni), la viabilità e mobilità (188 milioni) nonché gli interventi sul patrimonio comunale (61 milioni).
Il Patto di stabilità per Roma Capitale, tutt’ora in fase di negoziazione con il Governo e la Regione Lazio, ha l’obiettivo finale di pagare almeno 350 milioni per gli investimenti oltre quelli delle metropolitane. Sono immediatamente disponibili ulteriori 45 milioni per nuovi interventi di manutenzione di strade e scuole.
Municipi: + 7 milioni di euro per la spesa corrente, + 13 milioni per opere pubbliche
Le risorse di parte corrente per i Municipi vengono complessivamente incrementate di 7 milioni di euro rispetto all’importo definitivo del 2011, tenendo conto anche delle risorse necessarie per la refezione scolastica in appalto, collocate presso i capitoli di bilancio della Centrale Unica per gli Acquisti. Tra le risorse per gli investimenti, sono previsti anche 13 milioni di euro in più ai municipi per opere pubbliche.

Pubblicato in: Economia, Roma | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Italiani: manovra accettata?

Pubblicato da fidest su venerdì, 6 gennaio 2012

l Presidente Monti sostiene che la manovra, che è diventata legge da qualche giorno e che ha segnato una profonda lacerazione nel paese, è stata accettata di buon grado dagli italiani, intesi nella loro totalità. Chi scrive è stato, ovviamente, escluso essendone dissenziente, ma cosa rappresento se non me stesso?
Ma ad un certo punto mi chiedo se sono proprio il solo. Vediamo l’atteggiamento dei partiti: tanto per cominciare hanno votato contro la lega e l’Idv, quest’ultima sia pure in seconda battuta, e una manciata di altri parlamentari, in ordine sparso. Diciamo che ci avviciniamo al 15% senza aggiungere, ovviamente, quelli che hanno detto si a malincuore. E fuori dal palazzo vi anche un’altra fetta di scontenti che non dovrebbero essere scartati dalla conta: mi riferisco ai sindacati, ai movimenti e alla gente in genere dove vi albergano pensionati, precari, cassa integrati, disoccupati e persino famiglie monoreddito. Dovremmo dire che sono contenti? Che hanno accettato di buon grado d’essere tartassati al posti di quanti l’hanno fatta franca? Dovremmo forse dire come aveva osservato in una lettera una lettrice con un sillogismo sulle tasse che “Se io affermo che gli alunni della mia classe con la pelle bianca non hanno fatto merenda oggi e non la faranno neppure domani, significa che quelli che hanno fatto merenda oggi e la faranno domani sicuramente non hanno la pelle bianca. Fila il ragionamento? Bene, se affermo che gli italiani stanno facendo sacrifici oggi e dovranno farli domani, significa che quelli che i sacrifici non li stanno facendo oggi e non li faranno domani, non sono italiani. Giusto? Deduzione: il politici e i ricchi del nostro beato Paese non sono italiani” e allora perché non se vanno? I paradisi fiscali, d’altra parte, sono anche famosi per essere terre ospitali e con un clima oltremodo gradevole. Questa riflessione mi ricorda tanto quella tra i plebei e i patrizi nell’antica Roma. Mi chiedo se al posto dei plebei se ne fossero andati i patrizi cosa sarebbe successo ai superstiti? Con molta probabilità allora, come oggi, i plebei se la sarebbero cavata meglio dei patrizi, e allora caro presidente non sarebbe stato più corretto dire: chi non vuole sacrificarsi nell’interesse generale se ne vada pure, non ci serve. E avrebbe avuto anche il mio plauso. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Milleproroghe: prelievo Bingo

Pubblicato da fidest su sabato, 31 dicembre 2011

A typical bingo dauber or bingo marker, which ...

Image via Wikipedia

L’inserimento nel Milleproroghe delle misure sperimentali sul Bingo, con prelievo erariale al 12% e montepremi al 70%,riferisce Agipronews, salva 5 mila posti di lavoro e circa 200 milioni di incassi erariali. E’ quanto conferma Italo Marcotti, presidente di Federbingo, ad Agipronews. “Non rinnovare le misure sperimentali avrebbe comportato un calo stimato nel 30% del volume di gioco con un effetto analogo e diretto sui 15 mila addetti nelle 220 sale italiane. Adesso l’obiettivo – prosegue Marcotti – è ottenere entro il 2012 una stabilizzazione della norma, in particolare per dare serenità ai nostri dipendenti”.Nel 2011 la raccolta del Bingo sarà di oltre 1,8 miliardi di euro, con più di 1,3 miliardi restituiti in vincita e incassi erariali stimati in 222 milioni.L’avvio delle gare per il poker live e per le scommesse sportive – con il termine spostato dal Milleproroghe al prossimo 30 giugno – daranno all’Erario, secondo quanto riporta Agipronews, un contributo da 260 milioni di euro in quattro anni. E’ quanto previsto nella relazione tecnica del Governo alla Manovra estiva. Circa 120 milioni il contributo atteso dal rilascio delle 7 mila concessioni scommesse, senza considerare i nuovi prodotti – come i virtual games – che verranno offerti nella rete allargata. Per il poker live, mille concessioni con base d’asta a 100 mila euro ognuna e tassazione sulle partite al 3%, le attese di incasso sono di circa 140 milioni ’spalmati’ fino al 2014. Le prime sale attive sul territorio potrebbero aprire entro la fine 2012.

Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Caos pensioni

Pubblicato da fidest su giovedì, 29 dicembre 2011

La manovra del Governo Monti provoca continui guai ai titolari di pensioni, in particolare modo a tutti coloro i quali hanno da sempre percepito l’assegno in contante presso gli sportelli postali. Sono circa tre milioni i pensionati che, oltre che tartassati, rischiano di non percepire la pensione dal 1° gennaio prossimo perché titolari di assegni superiori alle 980 euro e sprovvisti di conto corrente. Così facendo il Professore Monti ed il suo Ministro dell’Economia pensano di eliminare l’evasione fiscale, avendo introdotto con l’articolo 12 del decreto il divieto di riscuotere in contanti importi superiori a 980 euro ed imponendo di fatto l’obbligo di aprire un conto corrente, per la felicità della banche tanto care al Presidente del Consiglio. E’ a tutti noto che, tra la richiesta di accredito della pensione su di un conto corrente e l’avvenuto versamento occorrono circa tre mesi, con la paura di poter restare senza pensione per tutto il periodo. L’ulteriore beffa sta nel fatto che vi sarebbe tempo solo fino a febbraio per l’apertura del conto. Cosa succederà a tutti quei pensionati che, poco esperti con pin, iban, bancomat, carta di credito e conto corrente, rischiano di non percepire il loro assegno da gennaio? Sono domande che, come S.a.pens., abbiamo posto al Governo ed agli Enti di Previdenza. Basta con questi atteggiamenti vessatori !!! Attendiamo risposte urgente e certezze per tutti i pensionati, nonché il nostro sacrosanto diritto di continuare a ritirare in contanti la pensione!!!

Pubblicato in: Spazio aperto, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Manovra: costi della politica

Pubblicato da fidest su mercoledì, 21 dicembre 2011

Sulla polemica sul taglio dei costi della politica – interviene Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum. Fermo restando che la professionalità e le capacità personali vanno premiate, è necessario in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversiamo – per equità e per buon esempio – che chi più guadagna più deve contribuire. Non è possibile che mentre i lavoratori dipendenti ed i pensionati pagano un alto contributo per l’uscita dalla crisi, chi guadagna da 500mila euro in su all’anno, non versi il 10% come contributo straordinario, siano essi manager di Stato o di Aziende private.” Adiconsum – prosegue Giordano – ha stilato un Vademecum di buon governo da sottoporre all’Esecutivo di Monti in cui devono trovare posto le seguenti riforme:
• equiparazione dei trattamenti economici e normativi dei parlamentari e del Governo a quelli vigenti nel Parlamento e nella Commissione Europea;
• consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento;
• tagliare i contributi a quei partiti che non raggiungono il 4% del consenso elettorale;
• abbassare il contributo elettorale a 3 euro, anziché agli attuali 4 euro per voto ricevuto, e favoriscano la dimensione associativa dei partiti, non solo quella elettoralistica;
• tagliare i troppi benefici di cui i parlamentari ed i senatori godono;
• impedire la formazione, nel corso della legislatura, di formazioni politiche troppo spesso costituite per fini economici o a sostegni politici di convenienza personale e di gruppo.

Pubblicato in: Politica, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Manovra: la forza delle lobby

Pubblicato da fidest su domenica, 18 dicembre 2011

Occhio al governo Monti...

Image by Cau Napoli via Flickr

Editoriale Fidest. La recente manovra del Governo Monti, praticamente approvata da entrambi i rami del Parlamento, lascia un segno profondo sul percorso che l’ha portata a diventare legge di Stato. Lo è in quanto ha denotato la capacità delle corporazioni, alias lobby, alias interessi particolari e via di questo passo, di condizionare la vita stessa della società italiana e di spiegare l’immobilismo che l’ha distinta, in specie negli ultimi 20 anni. Quell’amara pillola che ci portiamo dietro, e passiamo da una generazione all’altra come se si trattasse di un “testimone” degno d’essere tramandato, si chiama “riforma strutturale” che non è solo legata ad una necessità contingente ma si rifà alle mutate condizioni del quadro internazionale e comunitario al quale ci colleghiamo in misura sempre più stretta. Ciò che deve renderci, innanzitutto, consapevoli, è che noi abbiamo accorciato “mentalmente” il nostro rapporto temporale. L’idea, ad esempio, calzante è quella della giustizia con processi che durano anche 8-10 anni, prima che la sentenza passi in giudicato. E’ una circostanza che non riusciamo ad accettare, perchè la riteniamo assurda, inconcepibile, controproducente e costosa, per altro. E se ponessimo mano non solo alla riforma della giustizia, da quella burocratica che la pervade, sino a calarci nel civile e nel penale nelle fasi istruttorie e giudicanti, ma espandessimo il nostro intervento alla previdenza, all’assistenza, alla scuola, alla difesa e alla gestione della cosa pubblica centrale e periferica ci accorgeremmo che al “fattore tempo” potremmo agevolmente associare risparmi gestionali significativi. Queste cose le scrivevo già 20 anni fa e col pensiero andavo ancora più indietro ritenendo che avevamo perso un’occasione magica per riformare il sistema Stato negli anni successivi la seconda guerra mondiale conciliandolo con la ricostruzione del Paese. Ma tant’è. Il passato è passato. E’ l’oggi che mi interessa e mi preoccupa, al tempo stesso. Allora scrissi, e riproponendo la mia idea non la ritengo del tutto peregrina, che l’Italia delle riforme potrà realizzarsi solo ad una condizione nella quale trovato l’uomo giusto e carismatico gli si lasci fare le riforme senza interferenze di sorta dandogli un anno di tempo. In questo frangente dovrebbero essere sospese tutte le prerogative parlamentari, politiche e persino costituzionali. D’altra parte non possiamo continuare a prenderci in giro oltre misura. Oggi non basta un governo di larghe intese. Non basta stravincere alle elezioni. Non basta procedere a piccoli passi e ad introdurre riforme parziali, limitate e privandole di una visione d’insieme. Occorre uno choc istituzionale. Un qualcosa di simile ad una guerra civile, ma questa volta intellettuale e non armata dalla violenza. Ci riusciremo? Non vorrei che ci pervenissimo troppo tardi, come è stato tremendamente tardi varare l’attuale governo Monti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti, Editoriali | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Commenti »

Manovra: modifiche solo fumo negli occhi

Pubblicato da fidest su giovedì, 15 dicembre 2011

Pensioners' Party (Italy)

Image via Wikipedia

Il Partito Pensionati giudica i presunti miglioramenti alla manovra economica del Governo Monti miseri e non migliorativi – ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – li considera soltanto “fumo negli occhi” per persone disattente, non vi è nessuna traccia di equità e a nulla serve lanciare un messaggio di apparente giustizia quando si parla di “pensioni basse salve”. L’adeguamento automatico al costo della vita per le pensioni sino a 1.400 euro, il prossimo gennaio, per l’inflazione relativa al 2011, non risolve il problema vero dell’inflazione reale – ha rimarcato Fatuzzo – che riguarda tutti i pensionati, e non si considera che il tetto dei 1.400 euro sono al lordo ed in realtà, a fruire della miserrima rivalutazione, saranno i cittadini che, realmente, in tasca ricevono pensioni con meno di 1.200 euro. Anche questo provvedimento fa parte del pacchetto “fumo negli occhi” dato che, per il 2012-2013, si terrà conto dell’inflazione solo per le pensioni sino a 934 euro. C’è da chiedersi poi se per gli altri pensionati il costo della vita non aumenti. La realtà vera è che i pensionati diventano sempre più poveri – ha sottolineato Fatuzzo – perché il potere d’acquisto diminuisce ogni anno e l’adeguamento al costo della vita, anche per chi lo riceve, è ridicolo rispetto all’inflazione reale, pagata da chi va tutti i giorni al mercato a fare la spesa. Non si è data nessuna risposta ai pensionati – ha rilevato il leader del Partito Pensionati – come pure sono insignificanti le modifiche all’impianto relativo alle pensioni. Prelievo sui libretti postali e sui conti correnti, balzelli sui conti correnti delle aziende, tassa sulla casa, penalizzazione dei pensionandi, diminuita libertà in campo economico, non vi è nulla per lo sviluppo e per contrastare efficacemente la disoccupazione e neppure si trova una traccia, seria e concreta, di una patrimoniale. Non è cambiato nulla – ha concluso Fatuzzo – a pagare, insomma, checché se ne dica, sono sempre pensionati, lavoratori e il ceto medio. Una manovra quella di Monti da respingere, così com’è da bocciare il Governo tecnico.

Pubblicato in: Spazio aperto, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Manovra: il problema è il Sud

Pubblicato da fidest su giovedì, 15 dicembre 2011

«Il Nord non è il problema dell’Italia, lo sono i debiti enormi accumulati dal Sud» parte da questo assunto l’analisi del Presidente della provincia di Varese, Dario Galli, nell’intervista sul numero di dicembre de “il Varesino”.
Al governo Monti non concede fiducia piena: «Se si procederà con la riforma federale, noi ci saremo. Se si opererà realmente per tagliare i costi della politica, noi ci saremo. Ma se il federalismo dovesse essere accantonato o le pensioni dovessero essere intaccate allora noi pronunceremo un no forte e chiaro».
Con la riapertura del parlamento Padano la Lega continuerà a «difendere a spada tratta il territorio» perché «Noi non abbiamo responsabilità nel disastro dell’Italia. Non vogliamo fare la fine del pollo di Trilussa».
E sulla situazione di Varese si mostra fiducioso, pur auspicando una riforma del lavoro non più rinviabile: «I dati di Unioncamere (la produzione cresce del 5,3%) sono positivi ormai da anni. È vero, perdono le aziende grandi ma l’occupazione regge e crescono le imprese medio-piccole. Siamo i primi in Lombardia in tema di produttività e questo è indice di estrema vitalità. Certo, casi come quello della Whirlpool sono orribili soprattutto considerando l’enorme indotto che alimentano. La politica deve intervenire, rivedere la legislazione del lavoro. Limitare i freni e gli ostacoli. Lavorare sul costo del lavoro, sulla burocrazia collegata e sulla tassazione per impedire che gli investimenti scappino altrove. Si tratta di una riforma non più rinviabile anche perché noi abbiamo la concorrenza della Svizzera dove è molto più facile fare impresa».

Pubblicato in: Economia, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

La manovra e gli italiani

Pubblicato da fidest su lunedì, 12 dicembre 2011

Michel de Montaigne wrote of his condition tha...

Image via Wikipedia

Dal 2008 ad oggi esiste un’Italia a due visioni della sua realtà. La prima ci fu ammannita dal governo Berlusconi in cui si diceva che tutto procedeva per il meglio e ribadita ancora pochi giorni fa dallo stesso personaggio, diventato ex nel frattempo, che ci informava, bontà sua, che l’Italia è un paese di benestanti e si sa che tale genere di posizione sociale non fa correre il rischio di fallire. In tempi più recenti un altro signore, assurto agli onori di presidente del consiglio, ci informa che la situazione è gravissima e che ci troviamo, addirittura, con un piede penzoloni su un baratro. Questo pericoloso gioco di equilibrismo ci impone di non adeguare le pensioni al costo della vita, di aumentare le tasse e le imposte e lasciare tranquilli i “benestanti di Berlusconi”. Davanti a tutto questo spettacolo tragico-comico gli italiani sembrano poco recettivi per non dire quasi imbambolati dietro questo rincorrersi di pericoli e di blandizie. E’ un atteggiamento che mi ricorda un racconto di Michel De Montaigne in cui cita il comportamento del re d’Egitto Psammerico “che sconfitto e catturato da Gambise, re di Persia, vedendosi passare d’avanti la figlia prigioniera che, vestita da serva, era stata mandata ad attinger acqua, mentre tutti i suoi amici intorno a lui piangevano e si lamentavano, rimase muto, senza far parola, gli occhi fissi a terra; e vedendo anche subito dopo, che suo figlio era condotto a morte, mantenne lo stesso contegno; ma avendo scorto uno dei suoi che veniva condotto fra i prigionieri, cominciò a darsi pugni in testa e a dare segni di uno straordinario dolore.” La spiegazione ce la dà lo stesso Montaigne asserendo che “non è quando la fiamma dell’acceso è più viva e cocente che siamo in grado di dispiegare i nostri gemiti”, ma siamo più portati a portarci il magone di là del fatto grave per poi esplodere per quello minore e in tale circostanza dando sfogo pieno a tutta la repressa rabbia. E’ questo che vuole Monti? A farci caricare di rabbia? O nella inconsapevolezza della natura umana ci prova e ci riprova convinto che se gli va bene una volta tanto vale continuare? Di certo questa manovra nel voler pretendere la salvezza non è certo un assicurante segnale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Piu equa una manovra iniqua

Pubblicato da fidest su lunedì, 12 dicembre 2011

English: From left: the MP Massimo Donadi, mem...

Image via Wikipedia

Se Monti non vuole fare orecchie da mercante deve accettare le modifiche presentate negli emendamenti dell’Italia dei Valori alla sua manovra.Proposte di merito, per ridurre le spese militari, far pagare l’ICI agli immobili commerciali della Chiesa, ridurre gli sprechi e i costi della Casta, combattere l’evasione fiscale, riavviare lo sviluppo del Paese. Misure per rendere più equa una manovra iniqua. Correzioni indispensabili per far sì che i costi non pesino solo sulla povera gente, sui lavoratori e sui pensionati ma vengano ripartiti proporzionalmente: chi più ha più paghi, compresi coloro che vivono dei privilegi della politica. Non andremo da nessuna parte se non ci convinciamo che abbiamo una possibilità unica al mondo: ridurre le spese statali inutili (senza toccare il welfare) e consentire di ripartire con maggior impulso verso una nuova fase della società italiana. E’ bene che Monti ascolti le istanze dei cittadini, piuttosto che farsi tirare per la giacchetta dai Terminator ancora presenti in Parlamento. Berluscones che hanno portato il Paese alla rovina e che adesso vorrebbero terminare l’opera.

Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Una manovra fatta per gli ignoranti?

Pubblicato da fidest su lunedì, 12 dicembre 2011

English: Bust of Cicero, Musei Capitolini, Rom...

Image via Wikipedia

Se riconosco l’enfasi adottata dal prof. Mario Monti nel presentare la manovra economica che in queste ore si discute in Parlamento e la sua buona fede, mi giunge difficile spiluccare tra le sue note per riconoscere quei tratti che non gli rendono giustizia. Sono portato, semmai, a dargli ragione anche se la perplessità non mi manca e trovo arduo contenerla. Alla fine mi chiedo, prendendo a prestito le parole di Cicerone “neminem id agere ut ex alterius praedetur inscitia” (che nessuno cerchi di trarre profitto dell’ignoranza altrui). E credo sia proprio questo il punto. L’Italia è un paese nel quale la cultura ha un suo indiscusso valore e di conseguenza siamo in gran parte propensi nell’affermare: se lo dice lui… ovvero il professorone, il cattedratico. Ma se un giorno ci accorgiamo che da quel “pozzo di scienza” il suo onnisciente giudizio presenta qualche crepa, siamo pronti a trovare qualche giustificazione per lasciare sul piedistallo il nostro idolo. Ma in tutto questo vi è un limite. E’ il nostro caso. Pur non competendo alla pari negli affari economici dell’illustre personaggio, mi sono rimesso al giudizio di coloro che nel ramo ne sanno qualcosa per sostenere quanto nella mia ignoranza già ne avverto la discrasia. E mi chiedo: se questa manovra è sbagliata perchè non si cerca di assegnarle un versus diverso? Dopo tutto l’economista non è un notaio. Non può prendere per oro colato un suggerimento che gli viene da parti interessate e che non hanno, di certo, a cuore gli interessi italiani ma pensano solo a quelli che li riguardano. Qui non si tratta di tamponare un buco ma di cercare una soluzione che ci consenta un rilancio della nostra economia sia pure facendo dei sacrifici e uno sarebbe quello di fermare, ad esempio, l’acquisto degli armamenti che ci permetterebbero di recuperare diversi miliardi di euro. E invece che si fa? Si deprimono i consumi riducendo la liquidità con le tasse, con le accise sui carburanti, con le addizionali irpef, con i ticket sulla salute, ecc. Queste cose le poteva fare anche un governo che definiamo “politico”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Una manovra per il cambiamento

Pubblicato da fidest su lunedì, 12 dicembre 2011

Monti, tremonti o anarchia?

Image by Michele Ficara Manganelli via Flickr

(parte seconda) Mario Monti ci ha presentato una manovra che non convince. Non lo è per le ragioni che ritengo banali, anche se per i diretti interessati sono importanti e riguardano le pensioni e taluni inasprimenti fiscali. Ciò che delude riguarda la mancanza di una politica economica in grado di rilanciare la domanda, lo sviluppo e l’occupazione. Mi limito a questo riguardo a riprendere le parole contenute in una petizione rivolta ai parlamentari italiani da un gruppo di economisti e docenti universitari da quasi tutte le università italiane. Dopo una doverosa premessa nella quale senza mezzi termini si richiama la classe politica nazionale alle sue responsabilità, non avendo saputo attuare “politiche che favorissero lo sviluppo del paese” si rileva, come conseguenza, “la stagnazione dell’economia domestica”. Ma le ragioni vanno anche oltre nell’indicare “l’assenza, nella costruzione dell’Unione Monetaria, di un quadro di politiche fiscali e monetarie coordinate volte alla crescita, alla piena occupazione, all’equilibrio commerciale fra gli stati membri, e a una maggiore equità distributiva nei paesi e fra i paesi”. E si soggiunge: “La crisi europea e il suo aggravamento, in particolare con l’attacco ai titoli del debito pubblico italiano, trovano la loro origine in questa assenza e sono solo parzialmente riconducibili alla progressiva caduta di credibilità del governo sinora in carica. La mancata iscrizione tra i compiti della Banca Centrale Europea del tradizionale ruolo di prestatore di ultima istanza nei confronti dei debiti sovrani ha contribuito ad esporre all’attacco i titoli del debito italiano e di altri paesi europei. Le misure intraprese dai paesi dell’Eurozona per sostenere i debiti sovrani, e in primo luogo il cosiddetto Fondo Salva-Stati, risultano del tutto insufficienti anche per i debiti delle economie più piccole, e a maggior ragione per quelli dei paesi più grandi. Per di più le misure di restrizione dei bilanci pubblici che vengono richieste in cambio di quegli aiuti hanno aggravato la recessione e la stessa crisi finanziaria nei paesi beneficiari. Attualmente l’Eurozona è senza una bussola”. Manca quindi una politica europea che consenta “un più pieno coordinamento delle politiche fiscali, monetarie e salariali in Europa, che includa a pieno titolo la piena occupazione fra gli obiettivi”. Sta quindi al governo Monti “ottenere una garanzia ferma e illimitata della BCE sul debito sovrano italiano e degli altri paesi dell’Eurozona, volto a ricondurre i tassi di interesse ai livelli pre-crisi -intervento da tempo sostenuto anche dall’Amministrazione americana e da molti autorevoli economisti di diverso orientamento teorico”. Per contro: “Un nuovo esecutivo, tecnico o politico, che si configurasse invece come mero esecutore delle richieste europee, quali espresse nelle scorse settimane, determinerebbe un aggravamento della crisi economica e finanziaria in Italia e in Europa, con devastanti conseguenze sociali e l’insostenibilità degli attuali accordi, monetari e commerciali,nell’UE.” Ecco perchè la manovra presentata da Monti non ci convince più ancora dei tagli che preannuncia e dei sacrifici che richiede. Un paese non si deprime per accontentare qualcuno oltr’Alpe ma per ridargli fiducia riaccendendo i motori della crescita e riconciliandolo con le istituzioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)  per la parte prima clicca qui

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Manovra e le ragioni che non convincono

Pubblicato da fidest su venerdì, 9 dicembre 2011

Italy

Image by CameliaTWU via Flickr

Vorremmo rispondere a quanti in Germania e in Francia vedono di traverso gli accadimenti italiani per dire loro, in primis, che serve a poco sterilizzare l’Italia e pensare, così facendo, di risolvere i problemi che da tempo ci assillano. Prima di tutto perchè è una crisi di proporzioni planetarie. Per sconfiggerla è necessario ricercare al proprio interno le ragioni che l’hanno portata sull’orlo del baratro e non è certo l’Italia o qualsivoglia nazione ad essere la causa o la concausa di quanto accade. L’Italia, indubbiamente, è un anello debole ma è dentro ad una catena la cui debolezza è strutturale e riguarda un po’ tutti sia pure con gradualità diverse.

Incominciamo a prendere atto che l’espansione della crescita industriale e tecnologica ha determinato due grosse ricadute: la riduzione delle risorse e l’eccesso di popolazione. Quest’aspetto si è acuito sia per gli sprechi che abbiamo compiuto ai tempi delle “vacche grasse” e per la nostra “cecità” difronte ad una espansione demografica senza controllo.
L’Italia, nello specifico, già negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, risentì gli eccessi di manodopera e intese risolverli con gli ammortizzatori sociali: assunzioni nel pubblico impiego e nelle imprese pubbliche e persino in quelle private, superiori agli effettivi bisogni aziendali. Altre soluzioni le ricercò ritardando l’accesso al lavoro sia con la ferma militare obbligatoria sia allungando la permanenza dei giovani negli studi universitari. Vi fu, poi, un momento magico con lo sviluppo industriale e del terziario del Nord del paese per cui fu attivato un imponente sistema di immigrazione interna bilanciando in questo modo il disagio dei giovani del Sud che già allora risentivano gli effetti di una disoccupazione molto accentuata. Ma questo escamotage non durò a lungo e provocò dei gravi danni al sistema paese. Prima di tutto perchè fu penalizzato il meridione, bloccandone il suo sviluppo, e con esso la messa a punto di infrastrutture per utilizzare al meglio l’industria del turismo e l’agricoltura ed invece furono costruite quelle che furono chiamate “cattedrali nel deserto” con impianti industriali ad alta tecnologia ma con scarso impiego di manodopera. E non è finita qui. Nell’ultimo ventennio si è aggiunto il “ciclone Cina” e paesi affini che si resero competitivi sul mercato internazionale esportando prodotti a bassissimo costo di produzione per via di una manodopera mal pagata e senza diritti. Ciò spinse il sistema industriale italiano ed anche le altre economie occidentali a correre ai ripari alzando il livello tecnologico delle loro produzioni, riducendo i diritti acquisiti dei lavoratori e contraendo la manodopera. Fu poi adottato un altro stratagemma con il trasferire le produzioni domestiche nei paesi asiatici dove la manodopera costava molto meno e da lì importare in Italia tali manufatti sotto il marchio di fabbrica italiano.
Questo scenario, che si compone di altri aspetti che per brevità espositiva tralascio, ci porta alla realtà odierna e alla consapevolezza che se vogliamo un sistema globale dobbiamo conferire ad esso pari condizioni nel lavoro e nelle logiche produttive. Ma su tutto questo resta il problema di fondo già citato in premessa e che noi oggi non possiamo garantire il lavoro contestualmente a tutti gli abitanti della terra, ma solo ad una parte di essi, diciamo tra il 20 e il 25% e gli altri? In termini crudi diremmo sono eccedentari. E qui si pone la necessità di una pianificazione delle nascite per contemperare due diritti fondamentali e per quanto contraddittori tra loro irrinunciabili: il diritto alla vita e il diritto a vivere. E per diritto a vivere intendiamo che ciascun essere umano deve veder garantita l’assistenza sanitaria, l’alimentazione, l’istruzione, il lavoro, la previdenza e un tetto sotto cui ripararsi. Non possiamo, anzi non dobbiamo più permettere che si debba morire di fame, di malattie e di stenti. Questo per evitare che si ricomponga il concetto di un progresso a due marce dove da una parte vi è la pleble, ovvero il 90% della popolazione mondiale e, dall’altra, i patrizi al 10% e che esista di conseguenza un mondo di sfruttati e di sfruttatori. E oggi l’Italia corre il rischio di diventare un paese sfruttato da sfruttatori d’oltre alpe. E non parliamo di sola Europa. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Manovra, spariscono quorum e concorsi sanità

Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 dicembre 2011

La Manovra cambia ancora. E il velo di ottimismo che lunedì sera si leggeva negli occhi di molti titolari lascia di nuovo il posto alla preoccupazione. Colpa delle novità che il decreto “salva Italia”, ieri in Gazzetta ufficiale, ha tirato fuori dal cilindro in zona Cesarini: dall’articolo 32, infatti, spariscono d’un botto quorum e concorsi, spunta un decreto del ministero della Salute (d’intesa con le Regioni) che detterà i «requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi» di cui dovranno disporre gli esercizi di vicinato per dispensare i farmaci di fascia C e infine arriva la possibilità di una scontistica in stile “Storace” (vedi articolo sotto). A parte quest’ultimo punto, ci sarebbe in apparenza da gioire ma in Federfarma gli umori ricalcano fedelmente l’altalena della borsa e ieri segnavano rosso a ragion veduta. La sensazione, infatti, è che lo stralcio delle norme su quorum e concorsi non significhi il definitivo accantonamento della questione ma soltanto un rinvio, magari alla riforma delle professioni promessa dalla Manovra stessa oppure a un tavolo al quale ricominciare a discutere di ammodernamento delle farmacie assieme agli altri soggetti coinvolti. Ma senza l’ala protettrice di un governo amico, com’era fino al mese scorso. Invitano a tale ipotesi le voci di queste ultime ore: innanzitutto quelle che raccontano della frettolosa convocazione al capezzale del governo di un tecnico del dicastero Salute, che sul filo di lana avrebbe ritoccato alcuni passaggi del testo e “consigliato” a Catricalà e colleghi di rimandare la Pianta organica a un provvedimento più organico; e poi quelle secondo le quali Monti avrebbe fatto sapere (attraverso intermediari) che se i farmacisti si fossero presentati con una proposta di riforma seria e coraggiosa sarebbero stati ascoltati. Anche per queste voci, sono in parecchi oggi in Federfarma a rimpiangere la versione di lunedì della Manovra, quella con il quorum a quattromila più duemila per la seconda farmacia. Si sarebbero aperte non più di 1.700 nuove sedi e di Pianta organica non si sarebbe più parlato per parecchio tempo. Pure le parafarmacie, d’altronde, in questi giorni hanno dimostrato di essere più attente alle sorti della fascia C a quelle di quorum e concorsi. E non è neanche difficile intuirne i motivi: con gli etici non rimborsati fuori, le sigle che rappresentano le “para” (proprio in questi giorni al lavoro per confluire in una organizzazione unitaria) faranno meno fatica a imporre una riorganizzazione totale dei meccanismi di accesso all’esercizio professionale e alla titolarità. (fonte farmacista33)

Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Manovra: Il Parlamento delude

Pubblicato da fidest su martedì, 6 dicembre 2011

Non è la prima volta. Il tutto è iniziato circa un anno fa allorché si ebbe l’occasione di mandare a casa il governo Berlusconi e fu, invece, salvato con le stampelle dei cosiddetti “responsabili”, un piccolo manipoli di fuoriusciti da vari partiti d’opposizione. Se allora avessimo voltato pagina avremmo fatto esplodere le diverse contraddizioni che tiranneggiano il nostro sistema politico. Ora ci riprova il nuovo governo dopo mesi di stallo nei quali abbiamo dovuto pagare un costo salato di interessi sul debito pubblico primario. Gli esperti ci dicono che sono per lo meno 24 miliardi di euro, ovvero quanto ci costa oggi la quinta manovra che da luglio scorso siamo stati chiamati ad approntare nel tentativo di colmare la voragine che si era aperta sotto i nostri piedi e tale resta a tutt’oggi. In pratica l’acquiescenza di quel governo ci ha ridotti ad una serie ininterrotta di misure di emergenza e per chi è addentro alle segrete cose ci assicura che non finisce qui.
Dovremmo dire che da quando è entrato l’euro non abbiamo fatto altro che impoverirci. Abbiamo perso da subito il 50% del nostro potere d’acquisto e ora, per il colmo della beffa, dovremo affrontare probabilmente maggiori sacrifici per tenerlo in piedi. Ma chi ce lo fa fare? Ma chi sono i protettori di questa moneta tanto iellatrice? E’ il tam tam dell’alta finanza, degli interessi incrociati dei comitati d’affari, di coloro che sono adusi svernare nelle sedi borsistiche giocando al massacro dei titoli per specularvi e trarne profitti miliardari a spese dei piccoli azionisti, della povera gente che con un modesto gruzzoletto cerca di assicurarsi un futuro meno drammatico.
Ora per la seconda volta il Parlamento mostra tutta la sua debolezza al cospetto di una classe di tecnocrati che sono stati chiamati non per curare gli interessi dell’Italia come popolo ma per proteggere le ricchezze di chi ha senza essere. Dovrebbero fare come Scilipoti, dopo l’intervento in aula di Monti, alzarsi e andarsene “svergognati” perchè è la prima volta che accade nel mondo occidentale che un parlamento non riesce ad esprimere una sua volontà, a darsi un governo di sua espressione e consenso, ma deve ricorrere a chi usualmente è al suo servizio per dare pareri ma non per decidere al suo posto. E l’agonia continua. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 29 follower