The president of Caritas Mali, Archbishop Jean Zerbo of Bamako, has asked for a humanitarian corridor to be opened in his war-torn country. He also appealed to the global Caritas network and the international community to help those affected by the conflict currently being fought. French and African troops are trying to prevent Islamic rebels who have taken control of northern Mali from advancing further. Archbishop Jean Zerbo of Bamako said, “A new period of suffering is beginning for the people of Mali. We would welcome support so that we can help the increasing number of displaced and refugees.” Reports say up to 400,000 people have fled their homes either to southern Mali or to neighbouring countries since the rebels began advancing from the north last year. Some 18 million people lived through a severe food crisis in the region last year. It is feared that influxes of refugees will deplete low food supplies in some countries.“People will increasingly need food, drinking water, hygiene kits, anti-malarials and other items to cover their basic needs as the situation worsens. Here we’re in the cold season, and it is also damp. This makes the humanitarian situation even more complicated,” says Archbishop Zerbo. Caritas Mali continues to work with Catholic Relief Services (a US member of the Caritas network) on development projects in unaffected areas and has been monitoring the situation. Insecurity means that it is extremely difficult for humanitarian agencies to operate. The Caritas office in Mopti has been closed for the past week because of intensive fighting in the surrounding area.French airstrikes started in the north of Mali a week ago. A ground offensive has now begun with the help of African troops. The UN says that at least 30,000 people have abandoned their homes over the past few days. A small percentage have gone to Niger, Burkina Faso and Mauritania. Ninety percent of those fleeing are women.
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Church in Mali urges international help as crisis unfolds
Pubblicato da fidest su venerdì, 18 gennaio 2013
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Malì: sviluppi situazione
Pubblicato da fidest su sabato, 24 marzo 2012
Dopo l’annuncio che i soldati dell’esercito hanno preso il controllo del paese, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) continua a seguire da vicino gli sviluppi della situazione in Mali. Al momento non si registrano nuovi movimenti di popolazione all’interno del paese, né verso i paesi limitrofi.
L’UNHCR è preoccupato che la protratta incertezza politica possa innescare ulteriori spostamenti forzati di popolazione, in una fase in cui la popolazione sradicata all’interno e oltre i confini del paese è già considerevole. L’Agenzia sta aggiornando i propri piani d’emergenza in modo da poter rispondere a possibili nuovi esodi verso i paesi confinanti.Dalla metà di gennaio – a seguito dei combattimenti tra un movimento ribelle e le forze maliane nel nord – migliaia di maliani hanno lasciato il proprio paese. In Mali inoltre gli sfollati vivono in condizioni difficili all’interno di villaggi e insediamenti temporanei e dipendono dalla generosità delle comunità d’accoglienza. Nei prossimi giorni l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati António Guterres sarà in visita in Mauritania per assistere a una cerimonia che segnerà il termine del rimpatrio volontario dal Senegal e per dare riconoscimento all’impegno profuso negli anni per sostenere il processo d’asilo. Nell’occasione Guterres valuterà anche la situazione, in connessione con l’afflusso di persone colpite dal conflitto in Mali.
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Sahel: Potenziata l’assistenza ai rifugiati Maliani
Pubblicato da fidest su mercoledì, 21 marzo 2012
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta potenziando l’assistenza alle migliaia di cittadini maliani sradicati dai combattimenti – in corso da metà gennaio – tra ribelli Tuareg del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad e le forze maliane. Col protrarsi dell’instabilità nel nord del Mali, continuano a essere decine di migliaia le persone fuggite in Burkina Faso, Mauritania e Niger, oltre che in altre aree dello stesso Mali.Sono oltre 60 le tonnellate di aiuti – tra cui coperte, materassi, utensili per cucinare e teli di plastica – attualmente trasportati su camion dai depositi dell’Agenzia ad Accra, in Ghana, verso il Niger e 52 tonnellate in Burkina Faso. La scorsa settimana 35 tonnellate di aiuti – prelevati dalle scorte UNHCR a Douala, in Camerun – sono state trasportate in Niger e 10 tonnellate in Burkina Faso. Le necessità più urgenti rimangono l’alloggio, l’acqua potabile, le cure mediche e beni di prima necessità per le famiglie. In Mauritania, ieri l’Agenzia ha completato il trasferimento di oltre 39mila rifugiati dall’area di confine al campo di Mbera. Operazioni simili sono in corso in Burkina Faso e in Niger, dove durante il fine settimana l’UNHCR ha organizzato il trasferimento di oltre 2.000 rifugiati maliani che si erano insediati a Sinegodar, nell’instabile zona di confine tra Niger e Mali, verso un campo per rifugiati che si trova ad Abala, in un’area interna più sicura. Ad Abala – in collaborazione con le agenzie partner – sono state piantate circa 500 tende e allestite le strutture e i servizi principali, tra cui il trasporto dell’acqua per le famiglie trasferite di recente. Gli operatori UNHCR stanno svolgendo opera di sensibilizzazione presso i rifugiati che risiedono in altri siti al confine – come Miel, Kizamu Tigizefane e nella città di Abala – per il possibile trasferimento in località più sicure come il campo di Abala, che può accogliere fino a 10.000 persone. In Burkina Faso circa 740 rifugiati che si trovavano in località di transito al confine col Mali, nelle province di Oudalan e Soum, sono stati trasferiti in siti più all’interno. Le operazioni di trasporto sono state organizzate dall’UNHCR e dal partner governativo CONAREF (Commissione Nazionale per i Rifugiati). I potenziali nuovi arrivi dal Mali – da 60 a 100 al giorno secondo le autorità – stanno attualmente passando attraverso i punti di transito al confine e proseguono il proprio percorso verso i siti per rifugiati di Ferrerio, Gandafobou, Mentao o Damba. L’accesso all’acqua continua a costituire una preoccupazione nelle regioni del Sahel nel nord del Burkina Faso: mentre finora le popolazioni locali hanno condiviso pozzi e risorse d’acqua con i rifugiati, con le agenzie umanitarie e con l’UNHCR, hanno cominciato a installare cisterne e a trasportare acqua nei siti per rifugiati. Molti rifugiati hanno portato dal Mali il proprio bestiame, che tuttavia pone ulteriore pressione sulle risorse idriche.
In Mali, migliaia di persone sono sfollate, principalmente nella provincia di Gao. La maggior parte di loro si trova in insediamenti di nomadi, dopo aver abbandonato le proprie città o villaggi nel timore di nuovi combattimenti. Centinaia di persone sono fuggite dalla città di Tessalit – dopo che due settimane fa è stata presa dai ribelli – e sono arrivate a Gao. I rifugiati nei paesi limitrofi e gli sfollati all’interno del Mali hanno riferito ai team di operatori UNHCR di voler tornare a casa, ma solo una volta che la pace sarà stata ristabilita.
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Ursula Biemann: Sahara Chronicle
Pubblicato da fidest su martedì, 16 marzo 2010
Milano fino al 10/4/2010 La Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Careof DOCVA a cura di Daria Filardo Careof presenta Ursula Biemann, artista e teorica di fama internazionale, che
ha fatto dello spazio e della mobilità la sua prima categoria di analisi, sottolineando come la natura dell’essere in un luogo sia determinata dalla sua relazione con lo spazio e la sua specificità piuttosto che definita legislativamente. I video-racconti sono stati realizzati dall’artista nel corso di numerosi viaggi in Marocco, Niger, Mauritania. Il lavoro non e’ costruito come narrazione omogenea, l’artista invita a cercare il senso delle storie raccontate negli interstizi, tracciando linee che vanno al di là delle immagini. In occasione della mostra, presso il DOCVA Documentation Centre for Visual Art sono disponibili in consultazione altri video di Ursula Biemann: Performing the Border (1999), Remote Sensing (2001), Europlex (2003), X-mission (2008). Il progetto di Ursula Biemann e’ realizzato grazie al contributo dell’Istituto Svizzero.
Mercoledi’ 17 marzo ore 18.00 presso NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, via Darwin 20, Milano Ursula Biemann terrà una conferenza sul suo lavoro nell’ambito del ciclo di incontri ”Politiche della Memoria”, organizzati da Naba, a cura di Marco Scotini, parte della rassegna di conferenze aperte al pubblico ”Mercoledi’ da NABA”. http://www.naba.it (ursula)
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