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Pubblicato da fidest su domenica, 13 maggio 2012

Jebel Ressas as seen from the Lake of Tunis, Tunisia (Photo credit: Wikipedia)
Bruxelles, parlamento europeo. La risoluzione parlamentare sostiene che la povertà è “un male persistente nelle campagne” e sottolinea che la “disoccupazione cronica” colpisce soprattutto i giovani; ad esempio, il 45% dei laureati in Tunisia sono senza lavoro. Il Parlamento indica nelle nuove opportunità create dal rovesciamento della maggior parte dei dittatori lo strumento per aprire le economie della regione e creare un’autentica economia di mercato. Sollecita dunque l’UE a fare uso della sua competenza esclusiva in materia di politica commerciale e d’investimento per “fornire una risposta efficace alle rivolte e contribuire al progresso economico e sociale nei paesi del Mediterraneo meridionale”.
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Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012

Tronc d’olivier à Bela Vista (Lisbonne, Portugal). (Photo credit: Wikipedia)
Arezzo dall’8 al 20 maggio, ospiterà la terza edizione di Medoliva, la fiera internazionale dedicata ai migliori oli extravergine di oliva del bacino del Mediterraneo.
La manifestazione, organizzata da Arezzo Fiere e Congressi in collaborazione con la Provincia di Arezzo e il supporto istituzionale della Camera di Commercio di Arezzo, della Regione Toscana e delle tre associazioni di categoria (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) rappresenta un’occasione unica di vedere riuniti contemporaneamente tutti gli attori della filiera olivicola: produttori, territori, associazioni, vivai, cosmesi, cucina, marketing, distribuzione, settore macchinari e comparto tecnologico.
Un’iniziativa per raccontare in modo completo quello che è forse il prodotto alimentare più importante e rappresentativo dell’intero Mediterraneo. Una realtà fatta da numeri che da soli bastano a sottolinearne il ruolo economico, storico e sociale. I Paesi che si affacciano sul Mediterraneo contano 1.184.540.840 di ulivi, 9.488.356 milioni di ettari, 17.514 frantoi attivi, per una produzione che si attesta su circa 2.985.735 di tonnellate e che offre lavoro a decine di migliaia di persone.
Proprio per questo Arezzo diventerà, nelle giornate di Medoliva, l’ombelico del mondo olivicolo internazionale. E lo farà in grande stile, ospitando decine di aziende ma anche tutta una serie di appuntamenti fondamentali per chi opera nel settore.
Un’intera area sarà dedicata alla parte convegnistica con temi importanti quali la salute e gli aspetti nutrizionali, il marketing e la commercializzazione, e altri aspetti che investono il settore.
Ampio spazio sarà dato ai Master formativi, con una serie di 6 moduli che andranno dalla tecniche di confezionamento ai modelli di olivicoltura superintensiva, dal management all’utilizzo del web, dagli aspetti nutraceutici al design del prodotto.
Tra le aree di maggior appeal non poteva mancare quella del Cooking show dove verrà ribadita la liaison tra alta ristorazione e olio extravergine di qualità. Giovani cuochi alle prime esperienze e chef di fama si alterneranno ai fornelli in simpatiche sfide che vedranno protagoniste gustose ricette impreziosite da un sapiente utilizzo dell’oro verde.
Meta imprescindibile, per gli appassionati e i curiosi, il Club Medoliva che riunisce le migliori etichette provenienti da Croazia, Francia, Grecia, Italia, Marocco, Slovenia, Spagna e Turchia. Uno straordinario parterre de roi sul quale ha lavorato un panel internazionale coordinato da Marco Oreggia, considerato uno dei massimi esperti del settore; una selezione di altissimo livello proposta in degustazioni non stop per esaltare i profumi e i sapori di questi campioni di razza che si sfideranno anche nel Concorso Medoliva, che premierà i migliori extravergine presenti alla fiera.
Ma, come sempre, l’organizzazione di Arezzo Fiere e Congressi ha dedicato una particolare attenzione all’aspetto business. Un attento lavoro di incoming porterà infatti a Medoliva un selezionato gruppo di buyer i quali avranno degli incontri programmati e mirati con le varie aziende espositrici, sia per quanto concerne il settore dei produttori di olio che per quello che riguarda le aziende che producono macchinari e tecnologia. Previste delegazioni da Tunisia, Palestina, Egitto, Giordania e Marocco per il settore tecnologico. Mentre provengono da Italia, Stati Uniti, Brasile, Germania, Canada, Polonia e Olanda i buyer interessati all’acquisto di extravergine.
Del resto il comparto, pur con tutte le difficoltà dovute alla congiuntura economica e alle problematiche specifiche del settore, sposta flussi economici rilevanti: basti pensare che Italia e Spagna, i due Paesi leader nella produzione e nella commercializzazione, movimentano ogni anno insieme oltre 4 miliardi di euro.
Anche per questo Medoliva è un appuntamento che catalizzerà l’attenzione di tutti gli operatori del settore che dalla fiera aretina si aspettano indicazioni e strategie sul futuro dell’extravergine di qualità.
L’ingresso alla Fiera è gratuito e osserva i seguenti orari: 9,30 – 18,30.
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Pubblicato da fidest su sabato, 5 maggio 2012
Lavori in corso per il progetto Euromed Justice III che porterà alla stesura di una guida per l’accesso alla giustizia. Rappresentanti da Israele, Cisgiordania, Libano, Marocco e Tunisia e alcuni esperti in materia francesi e austriaci hanno partecipato tra il 17 e il 19 aprile scorso al primo gruppo di lavoro sul tema “Accesso alla giustizia e legalità”, che ha assunto il compito della stesura del manuale. Durante l’incontro sono stati presentati il sito web del progetto e tutti gli strumenti ad esso correlati con il relativo calendario di incontri. Nello specifico, due eventi hanno tenuto banco nella tre giorni di Parigi: uno dal titolo “Legalità: un approccio internazionale e l’esperienza francese” realizzata da un esperto del Ministero francese della giustizia e l’altro dal titolo “Introduzione generale sull’accesso alla giustizia e legalità, con specifico riferimento alle minoranze svantaggiate” a cura dell’Ufficio di prevenzione per il controllo della droga e della criminalità delle Nazioni Unite. Con un budget di 5 milioni di euro il progetto Euromed Justice III in programma dal 2011 al 2014 ha lo scopo di sviluppare la capacità e la buona amministrazione nei Paesi del Mediterraneo in campo giudiziario. I rappresentanti dei Paesi dell’area del Mediterraneo hanno stilato una relazione sulla situazione attuale nelle rispettive nazioni cui è seguito un dibattito molto partecipato. È prevedibile che la conclusione dei lavori si realizzerà con cinque incontri entro l’Aprile del 2013. Il prossimo incontro prevede la discussione sulla lunghezza dei procedimenti e sui tempi del processo. Con questo progetto, dunque, si realizza un passo avanti nella modernizzazione dei sistemi giuridici internazionali e nella semplificazione dei processi. (Valeriano Valerio) (fonte aiccre)
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Pubblicato da fidest su domenica, 26 giugno 2011
Vol. XI. Culture, religioni, saperi, AA.VV. Curatore Roberto Bizzocchi Avvalendosi della partecipazione dei massimi studiosi italiani e stranieri, continua il progetto culturale della Storia d’Europa e del Mediterraneo che contribuisce ad arricchire il dibattito sull’identità e le radici storiche dell’Europa. In questo volume i migliori specialisti di storia delle idee, della cultura e delle religioni raccontano le mille
strade percorse prima di approdare alla coscienza della modernità: le nuove scoperte geografiche, l’invenzione della stampa, la rivoluzione scientifica e i nuovi saperi tecnici, l’Illuminismo e l’Encyclopedie di Diderot e d’Alembert, la riforma protestante, il Concilio di Trento e la convivenza delle tre grandi religioni monoteistiche (islam, ebraismo e cristianesimo). Indice. Le scoperte geografiche, di Catarina Madeira Santos; Stampa, censura e governo delle opinioni, di Sandro Landi; Lingua e lingue nell’Europa e nel Mediterraneo, di Franco Fanciullo; L’istruzione, di Patrizia Delpiano e Marina Roggero; Riforma protestante e protestantesimo, di Susanna Peyronel Rambaldi; Il Concilio di Trento e il cattolicesimo, di Gaetano Greco; I cristiani orientali e il mondo musulmano, di Bernard Heyberger; La religione islamica in epoca moderna, di Biancamaria Scarcia Amoretti e Samuela Pagani; Ebraismo in Età moderna, di Alessandro Guetta; La stregoneria e il mondo magico religioso, di Oscar Di Simplicio; Il diritto nell’Europa moderna: strumenti e strategie, di Pietro Costa; L’applicazione del diritto islamico nell’Impero ottomano, di Ersilia Francesca; Stratificazione e mobilità sociale in Europa e nel Mediterraneo, di Simona Cerutti; Opinione pubblica e sociabilità nell’Europa moderna, di Elena Brambilla; Concetti e pratiche di socialità nell’Impero ottomano, di Ays¸e Saraçgil; La Rivoluzione scientifica, di Michele Camerota; Intolleranza, tolleranza, libertà di coscienza e libertà di pensiero, di Tomaso Cavallo; Le categorie della politica tra assolutismo e rivoluzione, di Luca Scuccimarra; L’Illuminismo, di Rolando. p. 838, con 32 pp. di tavv. e 8 pp. di cartine f.t. € 140,00 ISBN 978-88-8402-708-5 Minuti.
L’autore. Il cur. Roberto Bizzocchi insegna Storia moderna all’Università di Pisa. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Guida allo studio della storia moderna (Roma-Bari 2002); Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia (Roma-Bari 2008).
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Pubblicato da fidest su venerdì, 13 maggio 2011
«Crediamo in una politica del Mediterraneo». Così il sen. Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma ha accolto oggi in Campidoglio i partecipanti al primo meeting di preparazione del Symposium internazionale previsto ad ottobre dal progetto Polismed, promosso da Roma Capitale insieme all’Ipalmo (Istituto per le Relazioni tra l’Italia e i paesi dell’Africa, dell’America Latina, Medio ed Estremo Oriente) e all’Arab Urban Development Institute (Audi). «Riteniamo questa iniziativa molto importante per analizzare potenzialità e occasioni di cooperazione tra tutte le città della Regione – ha aggiunto il Vicesindaco che ha poi illustrato i programmi di sviluppo turistico della Capitale – Nel Mediterraneo e in tutto il mondo Roma è conosciuta per il Colosseo, per il suo Centro Storico, patrimonio dell’Unesco, che è il Primo Polo Turistico. Pochi sanno che le vestigia romane sono presenti in tutto il territorio cittadino che è esteso 12 volte più di quello di Parigi – ha spiegato il Vicesindaco – Ecco perché stiamo valorizzando un’area della città di 27 mila ettari, grande quanto due volte e mezzo il territorio della capitale francese, con la costruzione del Secondo Polo Turistico di Roma. Le opere e infrastrutture che stiamo realizzando sono destinate a raddoppiare le presenze turistiche, attraverso un’offerta turistica differenziata e contemporanea». Tra i presenti all’incontro, il vicesindaco di Beirut, arch. Nadim Abu Rizk, il presidente dell’Ipalmo, Gianni De Michelis, l’addetto alla cooperazione di Tangeri, Suad Sassi, il responsabile delle Relazioni Esterne di Algeri, Chorfi Abdelouaheb, il segretario della Associazione Internazionale dei Sindaci Francofoni, Pier Baillet, il direttore del MedCities Network, Joan Parpal, l’Ing. Ahmed Alsalloum Direttore Generale Audi, e Gassan Samman, della ATO (Arab Urban Towns).
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Pubblicato da fidest su martedì, 29 marzo 2011
Scade il 15 aprile 2011il termine utile per la partecipazione al 3° Concorso Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo”. L’iscrizione è gratuita. Il concorso si articola in quattro sezioni: economia e politica internazionale; donne e
integrazione sociale; carceri e diritti umanitari; turismo religioso e promozione del territorio. E’ possibile scaricare il bando dal sito http://www.terradelmediterraneo.it o chiedere informazioni chiamando il numero 346/82.62.198. Anche quest’anno, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Presidente del Senato, Renato Schifani, hanno attribuito l’alto riconoscimento istituzionale con le Medaglie di Bronzo. L’evento, in partnership con Europuglia, portale di promozione delle attività e dei progetti del Settore Mediterraneo della Regione Puglia, gode del patrocinio dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, delle Ambasciate di Romania, Turchia, Polonia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Marocco, Paesi Bassi, dell’assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, del Corpo Consolare di Puglia, Basilicata e Molise, dell’Istituto dei Giornalisti di Malta, dell’Università IULM di Milano e delle Città di Napoli e Bari. Nell’ambito della manifestazione, riceveranno il Premio “Caravella del Mediterraneo” i giornalisti Luigi Contu, direttore dell’Agenzia Ansa; Riccardo Iacona, conduttore del programma di RAI Tre Presa Diretta; Daniele Mastrogiacomo, inviato di guerra del quotidiano La Repubblica; Gabriele Torsello, giornalista e fotoreporter freelance; Aldo Sofia, corrispondente da Roma per la RSI (Televisione Svizzera Nazionale); Gino Falleri, segretario aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa; Giuseppe De Tomaso, direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno; Padre Gianfranco Grieco, già inviato de “L’Osservatore Romano” al seguito di Giovanni Paolo II. Premio alla Memoria a Pietro Virgintino, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno. (medaglia del presidente)
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Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Il “Mare nostrum” continua a farlo da protagonista. “Nostro”, per intenderci, soprattutto per i paesi che si affacciano lungo le sue coste. Abbiamo da poco sedata la “guerra balcanica” e le sue profonde ferite non sono ancora del tutto rimarginate mentre in Cisgiordania e in Libano si continua a giocare la partita con il gatto e il topo tra ebrei, palestinesi, libanesi e sullo sfondo i siriani e un po’ più staccati i Giordani. Ora le turbolenze sono passate ad Egitto, Tunisia e Libia. Mentre i primi due paesi, dopo una iniziale resistenza da parte dei due “dittatori”, hanno ceduto ai clamori della piazza la mano ora passa alle nuove figure politiche, e non è detto che si instauri un’altra dittatura e non certo migliore di quella abbattuta, in Libia, invece, la sommossa popolare ha perso il “momento magico” e ora rischia di essere sopraffatta dopo che per un intero mese vi è stato solo il “bla,bla, delle grandi potenze dagli Usa alla Russia e dalla Cina alla Gran Bretagna passando dalla Francia. L’Italia ha tentennato. Non si sa sino a che punto tale indecisione sia stata determinata dal “baciamano” di Berlusconi a Gheddafi o dall’attendismo tutto levantino, in attesa di capire da che parte stare. Alla fine una “nota diplomatica” ha convinto il nostro Presidente del consiglio a dichiarare che “Gheddafi non sembra avere più il controllo del Paese”. E se oggi assistiamo alla piena disponibilità del nostro governo alle decisioni assunte dal vertice di Parigi della Nato, del segretario dell’Onu e dalla inusitata fretta di mettere a disposizione dell’alleanza le basi militari dislocate al sud del paese, dopo un rapido e non certo indolore voto del Parlamento sulla politica estera, lo dobbiamo al rischio di essere tagliati fuori dai nostri interessi economici ed energetici che ci legano alla Libia. Indubbiamente la situazione è delicata. I pozzi di petrolio libici e le riserve di gas fanno gola a molti. E capire da che parte sta il vincitore significa poter meglio trattare con lui dopo aver dimostrato di averlo sostenuto. Se è giusta questa diagnosi si spiega l’attendismo degli occidentali per un intervento militare, ma ora pur sapendo che la partita la sta vincendo Gheddafi e la repressione si può dire oramai scontata da parte delle truppe lealiste, deve essere prevalso il timore che le assicurazioni di Gheddafi non siano più sufficienti e si pensa ad una diversa leadership. Forse un generale. Forse un “re travicello”. In tutto questo resta l’amaro in bocca: le mosse della politica sono taroccate. Non si pensa alla popolazione che soffre, non si pensa alle vittime di una rivolta che si sta trasformando in un genocidio, ma solo ad assicurarsi un posto al sole per meglio gestire l’immensa ricchezza del sottosuolo libico. I morti? Sono solo un danno collaterale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Pubblicato da fidest su lunedì, 7 marzo 2011
Firenze, 7 marzo 2011 alle ore 16.30 a presso il Circolo SMS Andrea Del Sarto in Via Manara, 12 Ingresso libero Ciò che accade nel Mediterraneo è fondamentale per il futuro dell’Italia e dell’Europa e non può lasciare indifferenti. L’Associazione Politica e Società.it vuole affrontare questo argomento così delicato con un incontro di discussione dal titolo Mediterraneo: quale futuro? . C’è bisogno che il Governo metta in campo una forte azione politica estera volta al sostegno e alla transizione democratica dei paesi al centro di questi avvenimenti? L’Italia non può restare a guardare una situazione politica di violenza e repressione accaduta in ultimo in Libia, ma che ha visto coinvolti uno dopo l’altro tutti i paesi del nord Africa? L’Europa deve impegnarsi da subito per il loro rilancio e per il processo di area di democrazia nel Mediterraneo perchè i flussi migratori e i rapporti in non possono essere! affront ati solo nell’emergenza, ma hanno bisogno anche di una politica attiva sulla quale l’Italia e l’Europa devono dimostrare di esistere? A queste domande e su queste tematiche discuteranno :
• Izzedin Elzir, Imam di Firenze – Presidente Comunità Musulmane d’Italia
• Alberto Tonini, Università di Firenze – Forum per i problemi della Pace e della Guerra
• Franco Rizzi, Presidente UNIMED
• Vannino Chiti, VicePresidente del Senato – Presidente “Politica e Società.it
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Pubblicato da fidest su lunedì, 21 febbraio 2011
Negli ultimi decenni, dalla crisi internazionale degli anni settanta ad oggi, con particolare intensità negli episodi della guerra del Golfo, Bosnia e Afganistan, la questione dell’integralismo islamico si è imposta all’ordine del giorno quale fattore politico. Nasce come risposta nazionalistico-borghese contro l’imperialismo occidentale, si propone come lotta tra borghesie all’interno del mondo islamico e trascina con sé consistenti settori del proletariato e del sotto proletariato che di questa ideologia religiosa e politica finiscono per essere oggetti di manovra, strumenti di giustificazione del potere, in nome della vera libertà coranica o di un presunto anti imperialismo. Il primo problema da risolvere consiste nel comprendere le ragioni non tanto della nascita delle prime organizzazioni che si sono richiamate all’integralismo islamico, sorte agli inizi del secolo scorso, quanto della intensa proliferazione e del radicamento sociale che questi movimenti hanno prodotto negli ultimi anni. In termini grossolanamente deterministici possiamo dire che il fenomeno del ritorno alla tradizione religiosa e sociale, compresi i rapporti tra le classi, va di pari passo con l’evolversi della crisi capitalistica internazionale. I due fenomeni sono intimamente connessi al punto che il primo può trovare giustificazione solo se rapportato alle drammatiche conseguenze economiche e di aggressione bellica del secondo. La cosiddetta globalizzazione, intesa come il mezzo che il grande capitale utilizza per realizzare i propri interessi di accumulazione in una fase di saggi del profitto sempre decrescenti, si è imposta due obiettivi assolutamente irrinunciabili.1. Il primo è quello di avere a disposizione, ovunque, una forza lavoro flessibile, a basso costo, con garanzie sindacali decrescenti, assumibile e licenziabile a seconda dell’andamento economico dell’impresa. Come corollario si procede allo smantellamento dello stato sociale colpendo e privatizzando le pensioni, la sanità e l’educazione in quanto spese non più compatibili con gli attuali margini di profitto, attaccando cioè, come mai era accaduto nel capitalismo moderno, la classe lavoratrice sia sul terreno salariale e normativo, sia su quello assistenziale sia della prevenzione che dei diritti conquistati.2. Il secondo, centrato sull’esasperazione della concorrenza, è quello di ottenere in tutti i modi, guerre comprese, il controllo dei mercati internazionali delle materie prime (petrolio), commerciali, finanziari e della forza-lavoro. Gli Usa, che di questo processo imperialistico sono la punta avanzata, hanno imposto l’egemonia del dollaro sui mercati finanziari, hanno realizzato il controllo del petrolio nel Golfo Persico e stanno ottenendo, dopo la guerra in Afganistan, quello del Caspio.Le due azioni combinate garantiscono al governo di Washington quota parte della rendita petrolifera parassitaria; in più gli Usa hanno imposto la loro gestione della forza lavoro di interi continenti, che va dal sub continente americano all’Asia, passando dall’India al Pakistan, dal Medio Oriente al sud est asiatico, a seconda delle necessità del decentramento produttivo che a sua volta dipende dal basso costo della forza lavoro locale. Per quanto riguarda le popolazioni e i proletariati di queste aree, gli effetti sono stati devastanti. Alle loro già precarie condizioni di vita e di lavoro si sono sommate quelle ancora più disumane e affamanti derivanti dal processo di globalizzazione.I paesi islamici, in particolare quelli direttamente interessati alla questione petrolifera, come in Medio Oriente, Golfo Persico e attorno al Mar Caspio, sono stati investiti più duramente dall’aggressività della globalizzazione, che ha coinvolto tutte le classi sociali, da quella borghese, non direttamente legata alla rendita petrolifera, a quella proletaria, passando per la piccola borghesia imprenditoriale e di ceto professionale che è stata letteralmente proletarizzata sia in termini economici sia di status sociale. A questo processo vanno sommate le conseguenze nefaste degli imperialismi pregressi, sia nella versione ” democratica” occidentale che di quella del “socialismo” orientale. I due modelli della modernizzazione si sono rivelati per quello che erano, due metodi di colonizzazione apparentemente diversi nelle forme, assolutamente uguali nei meccanismi di sfruttamento e di spoliazione.Ecco perché il fondamentalismo prima, e l’integralismo poi, hanno trovato il giusto terreno di coltura in tutti quegli ambienti nazionalistici che da sempre hanno sofferto la presenza del colonialismo prima, e dell’imperialismo poi. La terza via, il ritorno alle origini come strumento di fuga e di risposta all’imperialismo, è apparso nella tradizione musulmana come l’ancora di salvezza, come il punto da cui ripartire per un processo di rinnovamento e di progresso, al di fuori e contro i falsi modelli dell’occidente “corrotto e corruttore”, nella prospettiva di amministrare in proprio risorse e ricchezze o, più semplicemente, quelle opportunità economiche che hanno a disposizione. Con un quadro di riferimento che non è più quello di un capitalismo in salute, ma al contrario debilitato da saggi del profitto sempre più bassi, finanziariamente parassitario e con problemi crescenti sul terreno del processo di accumulazione. (Rosario Amico Roxas)
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Pubblicato da fidest su lunedì, 7 febbraio 2011
Bari La Medaglia di Bronzo del Presidente del Senato della Repubblica Renato Schifani,
attribuita al 3° Concorso Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo”, assieme alla motivazione, verrà consegnata durante la cerimonia di premiazione. Dunque, ancora una volta una testimonianza istituzionale del Governo Italiano all’evento internazionale che coinvolge giornalisti provenienti dall’Unione Europea, dall’Area dei Balcani e del Mediterraneo.
I termini per partecipare al Concorso scadono il 12 aprile 2011. L’iscrizione è gratuita e al vincitore di ogni sezione sarà assegnato un premio in denaro di €1000, mentre al vincitore assoluto sarà assegnato un premio di € 1500. Il concorso si articola in quattro sezioni: economia e politica internazionale; donne e integrazione sociale; carceri e diritti umanitari; turismo religioso e promozione del territorio. E’ possibile scaricare il bando dal sito http://www.terradelmediterraneo.it o chiedere informazioni chiamando il numero 346/82.62.198. L’evento, in partnership con Europuglia, portale di promozione delle attività e dei progetti del Settore Mediterraneo della Regione Puglia, gode del patrocinio dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, delle Ambasciate di Svezia, Turchia, Polonia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Marocco, Paesi Bassi, dell’assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, del Corpo Consolare di Puglia, Basilicata e Molise e dell’Istituto dei Giornalisti di Malta.Nell’ambito della manifestazione, riceveranno il Premio “Caravella del Mediterraneo” i giornalisti Riccardo Iacona, conduttore di Presa Diretta di RAI Tre; Daniele Mastrogiacomo, inviato di guerra del quotidiano La Repubblica; Gabriele Torsello, giornalista e fotoreporter freelance; Aldo Sofia, corrispondente da Roma per la RSI (Televisione Svizzera Nazionale); Gino Falleri, segretario aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa; Giuseppe De Tomaso, direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno; Padre Gianfranco Grieco, già inviato de “L’Osservatore Romano” al seguito di Giovanni Paolo II. Premio alla Memoria a Pietro Virgintino, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno. (foto renato schifani)
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Pubblicato da fidest su venerdì, 17 dicembre 2010
A Novoli per il 16 gennaio. Nel piccolo comune nel cuore del Salento, sono già iniziate ad arrivare le prime fascine di tralci di vite secchi, sapientemente assemblate con tecniche antichissime, tramandate gelosamente di padre in figlio. E saranno proprio queste a costruire il falò di 25 metri di altezza e 20 metri di diametro, che verrà acceso a conclusione di un lungo percorso costellato di eventi. La “Fòcara” è un antichissimo rito nato per la Festa di Sant’Antonio Abate, patrono della città, che ancora oggi racconta dell’identità popolare di questa terra. Promosso oggi da Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Novoli in collaborazione con numerosi partner pubblico-privati, l’evento è carico di simboli legati alla cultura popolare e contadina del territorio. Il fuoco sacro e rigenerante della terra ogni anno, da secoli, viene acceso la sera della vigilia della festa con una gragnuola di fuochi pirotecnici.
Così il “fuoco buono di Puglia, messaggero di pace nel mondo” diventa universale simbolo di pace e di solidarietà. Attorno al fuoco, sono tanti gli eventi che rendono questo appuntamento unico e davvero imperdibile. Dalla riscoperta di un tratto meno noto e celebrato della medievale via Francigena a cui verrà dedicato un convegno, alla vetrina di prodotti tipici e enogastronomici di questa terra, dal concorso fotografico “La Fòcara, paesaggi di fuoco e spirito mediterranei” alla collaborazione con l’associazione “Forlife onlus” per la realizzazione di progetti umanitari per l’Africa “Fòcara for Africa”, fino ai concerti e agli spettacoli intorno al fuoco che quest’anno vedono ospiti d’onore Elio e le Storie Tese, l’inverno del Salento si scalda in questo particolarissimo weekend di gennaio a Novoli. (Fòcara)
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Pubblicato da fidest su domenica, 21 novembre 2010
Roma da lunedì 22 a sabato 27 novembre 2010 Biblioteche di Roma : Villa Mercede, BiblioCaffè Letterario, Guglielmo Marconi, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Vaccheria Nardi, Flaminia Incontri di letteratura e musica all’insegna del dialogo interculturale L’ingresso alla manifestazione è gratuito fino ad esaurimento posti. Il Festival delle Civiltà del Mediterraneo, ideato e organizzato da Intesa & C.P. in collaborazione con Biblioteche di Roma e AIMI – Associazione Intellettuali Musulmani Italiani, è realizzato con il sostegno dell Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale e patrocinato dal Parlamento Europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Sei gli appuntamenti previsti, realizzati in sei Biblioteche di Roma, che hanno l obiettivo primario di far riflettere sulla naturale vocazione del Mediterraneo come spazio comune di convivenza e condivisione di interessi culturali e allo stesso tempo di creare un terreno fertile di incontro e confronto tra i vari Paesi, culture e tradizioni che coabitano nel bacino del Mediterraneo.
Lunedì 22 novembre, alle ore 18.30 presso la Biblioteca Villa Mercede ( via Tiburtina 113 ) si incontreranno il musicista marocchino Abderrazzak Telmi, che proporrà brani di musica gnawa, e Ingy Mubiayi Kakese, scrittrice di origine zairese ed egiziana, che ha pubblicato i suoi racconti nelle raccolte Pecore Nere (2004, Laterza), Amori Bicolori (2008, Laterza) e Italiani per vocazione (2000, Cadmo).
Martedì 23 novembre, alle ore 18.30 presso il BiblioCaffè Letterario (via Ostiense 95) il duo musicale del tunisino Ziad Trabelsi e dell italiano Peppe D Argenzio accompagnerà le letture di Khalid Chaouki scrittore e giornalista di nazionalità italiana e di origini marocchine, autore di Salaam, Italia! La voce di un giovane musulmano italiano (Aliberti editore 2005) e direttore del sito di riferimento dell’Islam giovanile in Italia http://www.minareti.it.
Mercoledì 24 novembre, alle ore 18.30 presso la Biblioteca Guglielmo Marconi ( via Gerolamo Cardano 135 ) la cantante italo-turca Yasemin Sannino, accompagnata alla chitarra da Cristiano Califano, dialogherà con Ahmad Gianpiero Vincenzo, scrittore, giornalista e docente universitario, autore dei saggi Islam l’altra civiltà (Mondadori 2001), Islamica (Pellegrini editore 2008) e del romanzo Il libro disceso dal cielo (Salani 2005).
Giovedì 25 novembre, alle ore 18.30 presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo ( via Castellaneta 10 ) sarà la volta dello scrittore tunisino Salah Methnani, giornalista di Rai News 24 e autore del romanzo autobiografico Immigrato (Theoria, 1990), che si incontrerà con la musica del siriano Saleh Tawil accompagnato dalle danze dell artista napoletana Valentina Alqamara.
Venerdì 26 novembre, alle ore 18.30 presso la Vaccheria Nardi ( via Grotta di Gregna 27 ) il rapper italiano Jesto si incontrerà con Amara Lakhous, scrittore algerino e giornalista, autore del romanzo Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio (Edizioni E/O, 2006) e del recentissimo Divorzio all Islamica a Viale Marconi (Feltrinelli, 2010).
Sabato 27 novembre, alle ore 10.30 presso la Biblioteca Flaminia ( via Cesare Fracassini 9 ) il Festival delle Civiltà del Mediterraneo si chiuderà con l incontro tra il musicista marocchino Brahim Boukantar, accompagnato da Jamouni Abdourrazzak, e Omar Camiletti, esperto dell’Islam della Grande Moschea di Roma che leggerà brani tratti dalle opere di Jean-Claude Izzo, scrittore e sceneggiatore francese deceduto nel 2000, autore della Trilogia marsigliese. Partecipa Francesco Antonelli, Presidente Biblioteche di Roma.
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Pubblicato da fidest su giovedì, 28 ottobre 2010
Palermo 29 dalle 09:30 alle 19:00 e sabato 30 ottobre dalle 09:30 alle 13:00, Corso Vittorio Emanuele, 463- Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista” si svolgerà il Convegno Internazionale di Studi “Vescovi, Sicilia, Mediterraneo nella tarda antichità”. L’incontro si propone come sede privilegiata per centrare l’attenzione su un tema di particolare interesse nel campo degli studi sulla diffusione del cristianesimo nel periodo tardo antico e alto medievale. Il dibattito affronterà linee, contesti e personaggi in movimento nell’area mediterranea, con particolare attenzione alla Sicilia.
Venerdì alle ore 09:30 porgeranno i saluti all’assemblea di studiosi S.Em.R. Mons. Paolo Romeo Arcivescovo Metropolita di Palermo e Mons. Rino la Delfa Preside della Facoltà Teologica. Seguirà la presentazione del Convegno curata dal Professore Vincenzo Lombino e la premessa introduttiva del Professore Vincenzo Messana dell’Università di Palermo. Alle ore 10:30 aprirà la prima sessione del dibattito, nel ruolo di moderatore, S.E.R. Mons. Salvatore Di Cristina Arcivescovo di Monreale, seguiranno gli interventi dei Professori Pierre Maraval, dell’Università “La Sorbona”; Emanuele Di Santo, dell’Istituto Teologico “S. Tommaso” – Messina; Rocco Schembra, dello Studio Teologico “S. Paolo” di Catania .
Alle ore 15:30 aprirà la seconda sessione, nel ruolo di moderatrice, la Professoressa Marcella Forlin Patrucco dell’Università di Parma, seguiranno gli interventi dei Professori Michele Cutino, Istituto di Studi Agostiniani di Parigi; Calogero Cerami e Vincenzo Lombino, della Facoltà Teologica di Sicilia; Maria Annunziata Lima dell’Università di Palermo; Giuseppe Ferro Garel dell’Associazione “I Ricostruttori nella Preghiera”.
Sabato ore 09:30 aprirà la terza sessione di studio, nel ruolo di moderatore, il Professore Pierre Maraval dell’Università “La Sorbona”; seguiranno gli interventi dei Professori Francesca Paola Massara della Facoltà Teologica di Sicilia; Mario Re, Ist. Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici di Palermo; Vittorio Rizzone, Studio Teologico “S. Paolo” di Catania e Marcella Forlin Patrucco, dell’Università di Parma. Alle ore 12:30 porgeranno i saluti e i ringraziamenti all’assemblea i Professori Vincenzo Lombino e Vincenzo Messana.
Promotori dell’iniziativa la Cattedra di Patristica della Facoltà Teologica di Sicilia e l’Istituto Siciliano di Studi Patristici e Tardoantichi “J. H. Newman”.
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Pubblicato da fidest su sabato, 23 ottobre 2010
Roma 20 ottobre, nello studio del notaio Bissatini, AssoMedMarkets, l’Associazione che fa perno sui direttori e dirigenti dei Centri agro-alimentari del Mediterraneo per realizzare una rete di servizi a vantaggio dei mercati all’ingrosso e al dettaglio dell’area, promuovendo la crescita del ruolo di queste strutture come “centri intelligenti” della filiera agro-alimentare, in particolare ortofrutticola, ittica, floricola, e lo sviluppo delle produzioni tipiche all’interno di regole comuni che difendano e valorizzino nel mondo la dieta e lo stile di vita mediterranei. Tra i soci fondatori di AssoMedMarkets ci sono l’Andmi (Associazione dei direttori dei mercati italiani) e Green Med Journal, l’iniziativa editoriale che per prima ha affrontato, nelle varie lingue del Mediterraneo, i temi delle sinergie e delle reti di collaborazione nel settore della coltivazione e del mercato dei prodotti
freschi tipici. La sede dell’Associazione, che è apartitica e non ha fini di lucro, è a Roma, negli uffici Andmi presso il Centro agroalimentare Car. Il primo consiglio direttivo, che resterà in carica fino alla prossima assemblea, che si dovrebbe svolgere a Tunisi nell’ottobre 2011, è composto da Pietro Cernigliaro, presidente Andmi, Mauro Ottaviano, direttore del Centro Agroalimentare di Roma, Valter Vannucci, direttore del Mercato di Rimini, Marco Hrobat, direttore del Mercato di Brescia, e Antonio Felice, Cernigliaro. Il consiglio, che per statuto potrà essere portato a 9 membri,
si aprirà presto a componenti di diverse nazionalità mediterranee. AssoMedMarkets sarà ufficialmente presente in Croazia a fine mese nell’ambito del congresso delle Camere di commercio del Mediterraneo. Una prima progettualità è in fase di studio in collaborazione con Borsa Merci Telematica. L’avvio dell’operatività di AssoMedMarkets è stata salutata con interesse dalla Cia, la Confederazione italiana agricoltori il cui presidente, Giuseppe Politi, rappresenta l’agricoltura mediterranea all’interno della Fipa, la Federazione internazionale dei produttori agricoli. Il progetto era stato presentato la prima volta ad Alessandria d’Egitto, durante il Green Med Forum 2009, ottenendo da subito un buon numero di pre-adesioni internazionali e sollevando un grande interesse; un secondo incontro preparatorio si era svolto a Roma nel maggio scorso, con delegati di nove diversi Paesi mediterranei. Web: http://www.greenmed.eu
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Pubblicato da fidest su domenica, 10 ottobre 2010
A fronte delle notizie su accordi e trattati fra la Regione Siciliana e le Banche e le “Istituzioni” della Repubblica Cinese, l’FNS “Sicilia Indipendente” lancia l’allarme rosso. Anzi l’allarme “giallo”. “Non si associa al trionfalismo manifestato dal Governo Regionale e dai rappresentanti dei Partiti italiani, autonomisti e non, dominanti in Sicilia, tutti d’accordo, in modo inciuciato e trasversale, nel fingere di cantare vittoria per il fatto che il Drago Cinese, in versione capitalistica ed imperialistica, estenderà il proprio potere anche in Sicilia. E sulla Sicilia. A cominciare dal finanziamento delle grandi opere pubbliche. E dall’uso del territorio siciliano. Addirittura, si “festeggia” il fatto, – tutt’altro che esaltante, – che la Sicilia diventerà la “Piattaforma” al centro del Mediterraneo, dei grandi “Traffici Cinesi” nello stesso bacino del Mediterraneo, nel Nord-Africa ed, ovviamente, in gran parte dell’Europa. Vergogna! Assistiamo, cioè, alla replica della tragedia vissuta, dal 1860, che ha visto dare una risposta di servilismo e di autocolonialismo da parte della classe politica pseudo dirigente a tutte le avances imperialiste proveniente da poteri forti estranei (ed oggettivamente ostili) alla Sicilia. Ed al suo diritto ad un futuro di libertà e di creatività. Una “Replica” in grande stile, dunque, molto più pericolosa e forse devastante della prima (tragedia). L’F.N.S. precisa, altresì, che non vorrebbe parlare male della Cina (e, per la verità, neppure bene), ma che non può tacere di fronte alla realtà dell’invasione della Sicilia, “Programmata”, “Organizzata” e ricca di complicità locali. L’F.N.S. ci tiene inoltre a puntualizzare che nessuno è legittimato a tradire o, peggio, a vendere (o a svendere) la Sicilia ed i … Siciliani, con i rispettivi diritti, con la loro dignità, con le proprie speranze. L’esempio del “sorpasso cinese” avvenuto nella Città di Prato, in Italia, dovrebbe insegnarci qualcosa. E noi, Indipendentisti FNS, diciamo ciò nel rispetto della Comunità Cinese, che, per altri versi, stimiamo e talvolta ammiriamo. E con la quale condividiamo il lutto ed il dolore per le tre vittime del recente maltempo. La “legittima” difesa dei Diritti fondamentali del Popolo Siciliano, della sua economia, del suo territorio del suo diritto al futuro… è – tuttavia – un’altra cosa. Lo diciamo a noi stessi. Lo diciamo alla classe politica ed ai partiti dominanti in Sicilia. E lo diciamo ai nostri “fratelli” cinesi, dai quali pretendiamo comprensione avendo essi stessi subito, per secoli, le mortificazioni e i danni derivanti dalla condizione coloniale. Insomma: Cina über alles? no, grazie!”
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