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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Premio Roma 2010

Pubblicato da fidest su mercoledì, 9 giugno 2010

Ostia 16 luglio, nello scenario del Teatro Romano di Ostia Antica  ci sarà la consegna del prestigioso riconoscimento. E’ Gianni Letta l’illustre personalità a cui, per i grandi meriti acquisiti in campo culturale, sociale e politico in senso trasversale, è stato assegnato il Premio internazionale alla cultura per l’edizione 2010 del Premio Roma. L’annuncio sarà dato dal presidente Aldo Milesi  nel corso di una suggestiva cerimonia che si svolgerà oggi pomeriggio, alle ore 17,00 nella Sala Pietro da Cortona nei Musei Capitolini in occasione della presentazione dei finalisti nelle tre sezioni del Premio. Dopo l’annuncio del vincitore del Premio Internazionale alla Cultura sono stati resi noti anche i 15 nomi della letteratura italiana e straniera scelti per il gran finale della XI Edizione del Premio.  La Giuria ha infatti selezionato la rosa dei nomi che si contenderanno la vittoria nelle tre sezioni in concorso: Narrativa Straniera, Narrativa Italiana e Saggistica.
Per la Narrativa straniera: Ildelfonso Falcones, La mano di Fatima,  Longanesi; Jamie Ford, Il gusto proibito dello zenzero, Garzanti; Camilla Lackberg, La principessa di ghiaccio, Marsilio; Azar Nafisi, Le cose che non ho detto, Adelphi; Sara Waters, L’Ospite, Ponte alle Grazie.
Per la Narrativa italiana: Gianrico Carofiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio; Lia Levi, La sposa gentile, E/O; Massimo Lugli, Il carezzevole, Newton Compton; Letizia Muratori, Il giorno dell’indipendenza, Adelphi; Francesco Ongaro, Memorie di un cartografo veneziano, Corbaccio.
Per la Saggistica: Orlando Figes, Sospetto e silenzio. Vite private nella Russia di Stalin, Mondadori; Renate Lunzer, Irredenti Redenti, Lint; Luciano Pellicani, Anatomia dell’anticapitalismo, Rubbettino; Lucio Villari, Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento, Laterza; Loris Zanatta, Eva Peron, Rubbettino.

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I meriti di Tremonti e i demeriti della sinistra

Pubblicato da fidest su venerdì, 28 maggio 2010

L’on.le Cazzola del Pdl scrive: ““Mettiamoci bene d’accordo, cari compagni della sinistra e della Cgil. Delle due l’una: o, come sostenete se vi trovate in qualche salotto buono, la manovra non ha carattere strutturale, ma si limita a chiedere qualche sacrificio per un periodo più o meno lungo; oppure, il governo si accinge a fare ‘macelleria sociale’, come affermate sul campo assai poco neutro di Ballarò”. E soggiunge il deputato del PdL Giuliano Cazzola su Libertiamo.it, il webmagazine dell’associazione politica presieduta da Benedetto Della Vedova. “Un esame attento e disincantato ci porta a vederne il principale limite: una prudenza forse eccessiva. Nessuno si chiede mai perché altri Paesi europei come la Francia e la Germania stanno predisponendo manovre più pesanti di parecchi miliardi e di più lunga prospettiva della nostra, nonostante che i loro saldi di finanza pubblica siano assai migliori di quelli italiani”. Oltre che per l’opposizione, per il deputato del PdL “la domanda vale anche per noi. Perché, invece di puntare, in un tempo più lungo al pareggio di bilancio, ci accontentiamo di un deficit appena sotto il 3 per cento tra due anni?”. Conclude Cazzola: “Giulio Tremonti ha fatto il possibile. Non è colpa del ministro dell’Economia se alla classe dirigente del Paese manca una ‘visione’ condivisa (dubito anche dell’esistenza di più ‘visioni’) del futuro e del possibile ruolo dell’Italia”. (n.r. caro onorevole, noi non protestiamo o ci sorprendiamo per la manovra ma per i suoi contenuti che ricalcano il vecchio modulo di sempre che è quello di far pagare chi meno ha e di proteggere chi più ha anche se lasciamo credere che anch’essi fanno la loro parte. Si è mai chiesto quale grande sacrificio potrebbe fare chi prendendo uno stipendio mensile di seimila euro si vede una trattenuta di 400 euro mentre chi incassa 1200 è già penalizzato con trattenute fiscali del 30% e si vede ora insidiato dalle ulteriori addizionali irpef dei comuni e delle regioni, del ticket, ecc.? Un’associazione consumatori si è preso la briga di calcolare il maggiore gravame che risulta a carico delle famiglie intorno alle 200 euro mensili. Il rapporto è chiaro :c’è chi contribuisce, quello da seimila euro, con un modesto 6-8% e l’altro da 1.200 con oltre il 15% tra oneri diretti e riflessi. E allora se proprio vogliamo quadrare il cerchio incominciamo a ridurre da subito del 20% il numero dei parlamentari, dei consiglieri comunali e regionali, nell’abolire tutte le province, di dare un taglio drastico alle auto blu che oggi hanno un parco di 620mila automobili e che potremmo portarle a meno di centomila. E se lei tanto ama fare dei confronti internazionali sa bene che in Gran Bretagna e in Francia e in Germania le auto blu sono di gran lunga inferiori alle nostre. Non crede, caro onorevole, che se cominciassimo a fare queste cose gli italiani crederebbero un po’ di più ai politici e al loro invito a fare sacrifici?)

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Berlusconi Nobel per la Pace?

Pubblicato da fidest su giovedì, 21 maggio 2009

Il Comitato della Libertà di cui è Presidente Emanuele Verghini, Vice-Presidente Alessandro Carnevali e consiglieri Valerio Cianciulli, Edoardo Babusci, e promotore portavoce Giammario Battaglia preannunciano che  Il giorno 26 maggio a Roma in Piazza di Pietra, dalle ore 10:30 alle ore 18:30 inizierà la raccolta delle adesioni per candidare Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace del 2010. Si tratta di un primo momento di raccolta adesioni, che rappresenterà l’inizio di una lunga traversata che li porterà, anche, all’estero, in Francia, Russia, Georgia, USA,Turchia, perchè sono certi che nessuno, più di ogni altro, oggi, meriti tale riconoscimento. Tra i meriti che si ascrivono a Berlusconi vi è il suo intervento durante il conflitto Russia-Georgia del 2008, dove ha tirato fuori tutte le migliori doti che, da sempre, all’estero ci riconoscono, quali la flessibilità, la capacità di ascoltare, di mediare, l’umanità. Lo hanno riconosciuto Nicholas Sarkozy e Mikhail Saakashvili: «Con Berlusconi ci siamo sentiti per mettere fine alla guerra. Mi piace. Ha dato prova di essere una persona intelligente, capace di muoversi con efficacia a livello diplomatico» (Mikhail Saakashvili, 19 maggio 2009), «Mai avremmo ottenuto un accordo tra georgiani e russi se Berlusconi non avesse fatto valere i suoi antichi legami di amicizia e fiducia con Vladimir Putin » (Nicholas Sarkozy, 24 febbraio 2009), mentre noi, a causa di chi, accecato dall’odio, dal fumo del gossip, da questioni personali, dal fanatismo ideologico, che nulla ha a che fare con la straordinarietà di un episodio, in un dato contesto storico, sta perdendo la possibilità di unirsi a noi e di riconoscere che gli Italiani sono i veri protagonisti della storia, in quanto portatori di pace. E poi soggiungono i responsabili del Comitato: “ Sono passati 107 anni da quanto Ernesto Teodoro Moneta vinse il Premio Nobel per la Pace e, da allora, nessun italiano lo ha mai più ricevuto, e, sebbene, il Premio Nobel per la Pace sia, comunque, sempre stato legato ad una persona, e mai ad una nazione o ad un popolo, oggi, quel premio, tutti gli italiani, nessun escluso, dovrebbero sentirselo loro, con la candidatura di Silvio Berlusconi, per il semplice fatto che grazie al Premier, in un dato momento e contesto storico, siamo riusciti a scongiurare il reale pericolo di una terza guerra mondiale. Per tali motivi, invieremo via e-mail a tutti i rappresentanti delle Istituzioni l’invito a firmare il modulo di adesione alla candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace”. (fonte http://www.silvioperilnobel.it)

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