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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Migranti giunti dalla Libia

Pubblicato da fidest su martedì, 13 marzo 2012

Italiano: Libia - Tripoli - Suk el Turk

Image via Wikipedia

Il Tavolo Asilo, un forum informale delle maggiori organizzazioni italiane attive nel campo dell’asilo e della protezione dei richiedenti asilo e rifugiati, coordinato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha presentato oggi, insieme ad un gran numero di altre associazioni, enti locali ed enti di tutela operanti in questo campo, un appello al governo affinché si trovino al più presto delle soluzioni per i migranti, richiedenti asilo e rifugiati di vari paesi giunti in Italia nel 2011 a causa del conflitto in Libia.
Lo scorso anno oltre 1,3 milioni di persone di varie nazionalità hanno lasciato la Libia per sfuggire alla violenza. Di queste, circa 28 mila hanno attraversato il Mediterraneo in cerca di sicurezza in Italia. Tra loro vi erano rifugiati in fuga da altri paesi che si trovavano in Libia e anche migranti che da anni lavoravano in questo paese. Al loro arrivo in Italia sono stati tutti incanalati nella procedura d’asilo. Va notato che l’ottenimento della protezione internazionale, ovvero dell’asilo, si basa sulla condizione del singolo nel paese di origine, non in quello di transito o in cui risiede per motivi di lavoro. Appare pertanto necessario trovare soluzioni eque e ragionevoli che tutelino in modo adeguato i bisogni di assistenza di coloro che sono fuggiti dal conflitto in Libia ma che tuttavia non posseggono i requisiti per ottenere la protezione internazionale, evitando di generare situazioni di irregolarità senza soluzione a breve termine e con potenziali gravi ripercussioni sulla società nel suo complesso. In questo contesto, il Tavolo Asilo e gli altri soggetti aderenti all’appello propongono al governo e alle autorità competenti di valutare l’opportunità di una più ampia attuazione delle norme vigenti in materia di protezione umanitaria che permetterebbe di rilasciare un permesso di soggiorno alla maggior parte delle persone arrivate dalla Libia e la concessione di un permesso di soggiorno a titolo temporaneo a quanti non hanno ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale, né la protezione umanitaria. In tal modo si concederebbe a queste persone un ulteriore periodo di regolare soggiorno in Italia, al fine di poter predisporre adeguati programmi di ritorno volontario assistito con un adeguato incentivo economico, sia verso i Paesi di origine, sia verso la Libia, quando la situazione sarà sufficientemente stabile e sicura da poter garantire il rispetto dei diritti umani. Inoltre, tali misure consentirebbero, ove ricorrano le condizioni previste dalla legge di convertire il permesso di soggiorno temporaneo in un permesso ad altro titolo. Il tavolo asilo e gli altri soggetti aderenti all’appello esortano quindi le autorità ad adottare quanto prima le misure più appropriate per coloro che rischiano di diventare irregolari così come a facilitare il processo di integrazione di coloro a cui è stata riconosciuta la protezione internazionale.

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Migranti: Accesso negato ad organizzazioni umanitarie

Pubblicato da fidest su mercoledì, 26 ottobre 2011

Migrante-1

Image by KarlMarx via Flickr

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e Save the Children – che dal 2006 operano come partner nell’ambito del progetto Praesidium finanziato dal Ministero dell’Interno – esprimono la propria viva preoccupazione per non aver potuto incontrare i 150 migranti sbarcati a Bari dopo essere stati intercettati a largo delle coste pugliesi. Di questi infatti, 71 sono stati rimpatriati senza alcun contatto con le organizzazioni partner, le quali avevano richiesto di poter incontrare i migranti a conclusione delle attività ispettive e di identificazione, prima che fossero adottati provvedimenti sul loro status giuridico ed eventuali misure di allontanamento dal territorio italiano.Tale richiesta era finalizzata all’individuazione di soggetti particolarmente vulnerabili, come minori erroneamente riconosciuti maggiorenni o richiedenti protezione internazionale. La situazione risulta inoltre particolarmente grave considerando che, in base alle testimonianze rese da cinque migranti non rimpatriati e trasferiti nel CIE di Bari, la quasi totalità del gruppo sembrerebbe appartenere alla minoranza copta. Non è la prima volta che accadono episodi di questo genere. Nel corso dell’ultimo anno, alle organizzazioni del progetto Praesidium è stato sistematicamente negato l’accesso ai migranti provenienti dall’Egitto che sbarcano in Puglia, Calabria e Sicilia. In tali casi il divieto è stato motivato con esigenze legate alle indagini e alle procedure d’identificazione. Di fatto però, l’accesso non è mai stato consentito neanche a conclusione delle suddette attività. Tali esigenze non sono invece mai state sollevate a Lampedusa dove, nel corso dell’anno, sono stati registrati oltre 50.000 arrivi. L’UNHCR, l’OIM, e Save the Children operano in Puglia nell’ambito del progetto Praesidium, con l’obiettivo di fornire informazioni e orientamento a coloro che arrivano via mare, individuare gruppi vulnerabili quali richiedenti asilo, minori non accompagnati e vittime di tratta e di rafforzare le capacità di accoglienza. Il mancato accesso ai 150 migranti risulta quindi non conforme alle modalità operative dello stesso progetto. In cinque anni di attuazione, il progetto Praesidium ha contribuito ad una gestione trasparente dell’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo giunti in Italia attraverso il Mediterraneo.

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I rom in udienza dal Papa

Pubblicato da fidest su giovedì, 9 giugno 2011

Roma città vaticano 11 giugno il Papa riceverà in udienza più di 1500 Rom Sinti, Manuches, Kale, Yenish e Travellers da 20 Paesi d’Europa, dall’Italia e da molti “campi” di Roma, nella ricorrenza del 75° anniversario del martirio e dei 150 anni dalla nascita del beato Zeffirino (Ceferino) Giménez Malla (1861-1936), gitano martire della fede di origine spagnola. L’evento è stato realizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Fondazione “Migrantes” della Conferenza Episcopale Italiana, e dalla Diocesi di Roma. L’incontro rinnova l’attenzione della Chiesa per questo popolo: Paolo VI li incontrò a Pomezia nel 1965 e li accolse nel 1975 a Castel Gandolfo. Giovanni Paolo II, incontrò più volte varie delegazioni e proclamò Beato il gitano Zeffirino nel 1997. Durante il Grande Giubileo del 2000 poi, il Papa chiese perdono al Signore anche per i peccati commessi nei confronti degli Zingari dai figli della Chiesa. Tra le testimonianze, vi sarà quella di Ceija Stojka, romnì austriaca deportata a 9 anni prima ad Auschwitz, poi a Ravensbrück ed a Bergen-Belsen. La sua famiglia contava più di 200 persone e solo 6 sopravvissero alla guerra e allo sterminio.
Nel pomeriggio di sabato 11 giugno, alle 18.00, la Comunità di Sant’Egidio organizza una veglia di preghiera nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina. Nella cerimonia un oggetto religioso del Beato Zeffirino sarà consegnato e deposto sull’altare dei martiri di Spagna.Al termine della veglia ci sarà una festa in piazza tra cittadini romani, italiani e Rom.

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Salute e migranti

Pubblicato da fidest su martedì, 17 maggio 2011

Roma 20 maggio, ore 11.30, presso la sede della FNOMCeO, Piazza Cola di Rienzo 80/a, si terrà la Conferenza stampa nazionale di presentazione del Convegno sulla cooperazione e l’integrazione sanitaria nel Mediterraneo, che si svolgerà a Giardini Naxos, Hotel Hilton, venerdì 17 e sabato 18 giugno. Un accordo per la promozione di programmi di cooperazione e di integrazione in Sanità è lo scopo del Convegno, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Messina, in collaborazione con l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, l’INMP (Istituto Nazionale per la tutela delle popolazioni migranti e le Malattie della Povertà), l’AMSI (Associazione dei Medci Stranieri in Italia) e la SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni). L’incontro vedrà la presenza di prestigiosi esponenti sanitari nazionali e del mondo arabo mediterraneo, dal Marocco al Libano, tra cui il Viceministro della Salute del Regno del Marocco, il Direttore delle Relazioni Estere del Ministero della Salute egiziano, Mrs. Safaa Moustafa Mourad, e i rappresentanti della Lega Araba per le politiche dell’immigrazione e della sanità, Mr. Lobna Azzam e Mrs. Laila Negm. “Il percorso irrinunciabile di un corretto approccio di sanità pubblica – dice Giacomo Caudo, presidente OMCeO Messina – è quello di rispondere adeguatamente alla domanda di salute dei migranti, nella consapevolezza che avvicinare il mondo dei migranti, soprattutto nel contesto attuale, vuol dire dialogare con codici culturali, che richiedono complessi processi di mediazione. Da qui la necessità – continua Caudo – di stabilire un ponte con le istituzioni sanitarie dei paesi dell’area mediterranea, per un’azione assistenziale comune e condivisa, che interessa poi non solo i migranti, ma tutti gli abitanti dell’area. Alla Conferenza stampa di presentazione nazionale del Convegno parteciperanno:
• Massimo Russo Assessore della Salute della Regione Siciliana;
• Giacomo Caudo, Presidente OMCeO Messina;
• Amedeo Bianco, Presidente nazionale FNOMCeO;
• Foad Aodi, Presidente AMSI;
• Concetta Mirisola, Commissario straordinario INMP;
• Sherif Fouad, Ufficio relazioni internazionali della Rappresentanza della Lega Araba in Italia.
• Taha Mattar, Addetto culturale Ambasciata della Repubblica d’Egitto;
Moderatore: Massimo Caruso, SudSanità. SITO: http://www.convegnosalutemigranti.it

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L’Italia rilancia i respingimenti

Pubblicato da fidest su domenica, 10 aprile 2011

Lampedusa. L’Italia rilancia la politica dei respingimenti, in violazione della Convenzione di Ginevra. Gran parte dei migranti tunisini, infatti, fugge da situazioni di conflitto dovuti a scontri fra fazioni e a un riaffermarsi del fondamentalismo. Noi di EveryOne possiamo solo denunciare queste violazioni, ma tocca all’Alto Commissario Onu per i Rifugiati farsi sentire con le istituzioni: se tace, in un certo senso acconsente; lo stesso vale per gli enti internazionali che dovrebbero tutelare migranti e rifugiati, a propria volta inerti. In questo silenzio generalizzato, la Convenzione di Ginevra perde significato. Berlusconi ha detto che’Italia fornirà a Tunisi “aiuti concreti” ovvero 150 vetture fuoristrada e 4 motovedette per il controllo delle coste. Ha dichiarato pubblicamente che “c’è un’intesa per mandare nostre navi appena fuori le acque territoriali per l’intercettazione delle imbarcazioni”. “Le nostre imbarcazioni,” ha detto il premier, “avvertiranno la, marina tunisina che dovrebbe intervenire. Se questo non fosse possibile offriamo il nostro intervento con l’accompagnamento attraverso le nostre imbarcazioni al porto più vicino. Da lunedì inoltre cominceranno da Lampedusa due voli regolari per il rientro in Tunisi di chi non ha titolo per restare in Italia”. (antonio guiterres)

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Ospitalità migranti

Pubblicato da fidest su giovedì, 31 marzo 2011

“Ci appelliamo al senso di solidarietà e responsabilità di Comuni Province e Regioni affinché ognuno faccia la propria parte per gestire la difficile situazione dei migranti e dei richiedenti asilo che a migliaia stanno giungendo a Lampedusa”. Lo dichiarano in una nota Vincenzo Menna ed Emilio Verrengia, rispettivamente Segretario generale e Segretario generale aggiunto dell’AICCRE che, come hanno annunciato anche Anci ed Upi, si dicono disponibili a collaborare con il Governo perché al più presto si trovi una soluzione strutturale condivisa dagli Enti locali e attenta ai diritti dei migranti e dei cittadini. “Sarà anche nostra intenzione – hanno anticipato – porre la questione in sede di Ccre, nostro organismo europeo”.  “Insieme alla gestione interna il nostro appello si estende anche alle Istituzioni europee e ai Paesi dell’UE affinché, con l’Italia, possano contribuire a sviluppare politiche di cooperazione internazionale per gestire il flusso di migranti. Siamo convinti – proseguono Menna e Verrengia – che un approccio integrato, in cui ognuno si assuma un tassello di responsabilità, sia l’unico possibile non solo per superare l’emergenza italiana ma anche per contribuire a disegnare il nuovo assetto che la crisi del Mediterraneo sta comportando. Uniti – concludono i Dirigenti dell’AICCRE – si è più forti e più concreti”.L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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Italiani indifferenti alla guerra in Libia

Pubblicato da fidest su mercoledì, 30 marzo 2011

La guerra in Libia non preoccupa il 62% degli Italiani, che risultano sfiduciati, per il 65%, delle capacità diplomatiche italiane nell’attuale crisi libica. Questi sono alcuni dei risultati di un sondaggio effettuato a fine marzo dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1.012 Italiani, di età compresa fra i 18 e i 70 anni, tramite mail e controllo dati. Risulta essere alta inoltre la percentuale di indecisi sulla situazione dei migranti nord africani in Italia e in Europa. Di seguito tutti i dati del sondaggio:
• E’ preoccupato della guerra in Libia? Sì 15%  No 62%  Non so 23%
• Pensa che le rivoluzioni nordafricane possano influire negativamente con i rapporti tra Occidente e Medio Oriente? Sì 30%  No 27%  Non so 43%
• Secondo lei il progetto di accoglienza presentato da Maroni, che prevede la distribuzione regionale dei rifugiati in base al numero di abitanti, è equo? Sì 27%  No 22%  Non so 51%
• Pensa che l’Unione Europea stia facendo abbastanza per le politiche di accoglienza e distribuzione dei rifugiati? Sì 23%  No 28%  Non so 49%
• Secondo lei la situazione in Libia è giusto che venga risolta con l’utilizzo delle forze militari? Sì 23%  No 32%  Non so 45%
• Pensa che l’Italia possa ancora giocare un ruolo fondamentale nella diplomazia con il regime libico? Sì 28%  No 65%  Non so 7%“La parola guerra – spiega CarloVittorio Giovannelli, giornalista e esperto di comunicazione media – è ormai così inflazionata, visto il suo continuo uso improprio in accezioni che non le appartengono (guerra dei prezzi, guerra fra sessi, guerra industriale…), che l’opinione pubblica sentendola non ha le emozioni che il significato della stessa dovrebbe suscitare. Spero che i media possano aiutare l’opinione pubblica a comprendere che ogni qualvolta si parli di guerra si debba pensare ad un tragedia ed a un fallimento delle diplomazie non a un intervento necessario per la pace”. (Claudio Bonato)

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Evacuazione di migranti da Bengasi

Pubblicato da fidest su domenica, 27 marzo 2011

E’ partita dal confine  di Sallum, in Egitto. Le operazioni erano state momentaneamente interrotte a causa dal peggioramento delle condizioni di sicurezza.L’OIM ha evacuato 146 cittadini del Ciad e 4 bengalesi utilizzando dei bus che verso sera hanno raggiunto Sallum. Altri 646 ciadiani saranno trasferiti verso il confine egiziano nei prossimi due giorni, mentre migranti di altre nazionalità saranno assistiti la prossima settimana. Le operazioni di evacuazione aiuteranno i tanti migranti bloccati nell’area del porto e ospitati in una struttura di transito gestita dalla Mezzaluna Rossa libica. Prima della sospensione degli ultimi giorni, l’OIM aveva evacuato 2.159 migranti da Bengasi: via terra verso Sallum e via mare verso Alessandria. Una volta arrivati al confine, i cittadini non egiziani sono sempre assistiti dall’OIM nel loro ritorno in patria. Nel frattempo la situazione nella città di Dirkou, nord del Niger e poco distante dal confine libico, rimane critica. L’OIM gestisce sul posto  - grazie a fondi allocati dal Ministero dell’Interno italiano per il suo funzionamento – un centro di transito e accoglienza. Dall’inizio della crisi almeno 12.000 migranti hanno varcato il confine tra Libia e Niger. A causa del consistente numero di arrivi, che potenzialmente potrebbe creare tensioni nell’area (Dirkou ha una popolazione di soli 4.000 abitanti), il governo nigerino sta organizzando scorte militari che possano accompagnare iconvogli OIM che trasportano i migranti verso la città più meridionale di Agadez. Di lì, staff l’OIM fornisce assistenza sia ai nigerini sia ai cittadini di paesi terzi, aiutando questi ultimi a raggiungere Niamey per poi far ritorno verso i loro paesi di origine. Intanto i primi migranti stanno anche varcando il confine con il Ciad, dove 2.200 cittadini ciadiani e persone di altre nazionalità sono giunte a Faya Largeau e Oum Chalouna Kalai – nel nord del paese –  a bordo di vari camion. Altri dovrebbero giungere a breve dalla città libica di Koufra. Un team di valutazione composto da varie agenzie, tra cui l’OIM, sarà operativo al confine con il Ciad nei prossimi giorni, per verificare i bisogni e capire quali saranno i principali punti di entrata che saranno utilizzati dai migranti provenienti dalla Libia. Un crescente numero di ciadiani è anche fuggito nei giorni scorsi in Egitto e Tunisia. Di questi, quasi 1.700 sono stati evacuati dall’OIM, dall’UNHCR e dal governo ciadiano, che ha anche organizzato voli ad hoc per far rientrare i propri cittadini. Alla luce dell’imponente presenza di ciadiani in Libia, è probabile che il numero di richieste di assistenza aumenteranno ulteriormente nelle prossime settimane. Le attività di evacuazione dell’OIM continuano intanto in tutta la regione. Entro un paio di giorni il numero di migranti che l’OIM avrà evacuato dall’inizio della crisi da Egitto, Tunisia, Algeria, Niger e Malta –  con il supporto dell’UNHCR e di vari governi toccherà quota 70.000 Ad oggi sono già 367.000 i migranti scappati dalla Libia.

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Migranti in fuga dalla Libia

Pubblicato da fidest su venerdì, 4 marzo 2011

Più di 640 migranti sono stati evacuati ieri 3 marzo dalla città di Bengasi. I migranti, tutti originari del Bangladesh, sono stati trasferiti via terra dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) – con l’accompagnamento di una scorta della Mezzaluna Rossa libica –  verso Sallum al confine con l’Egitto, dove l’OIM sta fornendo ai migranti cibo, acqua, cure mediche e altri servizi. Il team dell’OIM si occuperà di organizzare, nei prossimi giorni, il loro ritorno a casa. Altri 300 migranti saranno invece evacuati oggi. Oggi altri 3.633 cittadini egiziani seguiranno lo stesso percorso. Una imbarcazione noleggiata dall’OIM, che aveva lasciato il porto di Sfax nelle prime ore di mercoledì mattina, è arrivata nel frattempo ad Alessandria, con a bordo altri 1.450 egiziani. Dal 7 marzo, l’OIM è riuscita a evacuare, dalla Tunisia, circa 14.858 egiziani. Dai migranti africani che stanno attraversando il confine cominciano invece ad arrivare le descrizioni del duro trattamento subito in Libia in questi giorni. Alcuni eritrei hanno raccontato all’OIM che, lungo i 160 km che separano Tripoli dal confine tunisino, sono stati fermati 20 volte e privati di tutto il loro denaro e dei loro averi. Un migrante del Ciad ha confermato il crescente clima di violenza che ha caratterizzato le notti di Tripoli e che ha causato un’atmosfera di terrore per i migranti rimasti in città. In Egitto, dove l’OIM sta registrando e assistendo i migranti presenti al confine di Sallum, sono stati evacuati dall’Organizzazione 1.079 migranti, tra cui molti bengalesi ma anche ganesi, maliani e filippini, Alla luce dell’aumento del numero di persone che giornalmente fuggono dalla Libia, l’OIM lancerà un nuovo appello lunedì prossimo 7 marzo, nell’ambito dei cosiddetti “Flash Appeal” delle Nazioni Unite . La decisione è stata presa anche in seguito alla incoraggiante risposta ricevuta dall’appello congiunto OIM-UNHCR di qualche giorno fa. Le due organizzazioni hanno preparato un programma di evacuazione congiunto volto ad aumentare gli sforzi necessari ad alleviare la crisi umanitaria lungo il confine tunisino e egiziano.

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Lampedusa: Save the Children

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 febbraio 2011

Importante identificare i minori tra le migliaia di migranti. Almeno 200 già intercettati da Save the Children Sono almeno 200 i minori già intercettati da Save the Children tra le migliaia di migranti giunti a Lampedusa tra giovedì 10 e lunedì 14 febbraio. Oggi nel centro di Lampedusa, il team di Save the Children ha identificato altri 40 minori, di cui 20 sono già partiti verso Porto Empedocle. Circa altri 10 minori sono presenti sull’Isola. Altri 100 minori erano già stati intercettati da Save the Children sull’isola, trasferiti in Sicilia lo scorso giovedì e venerdì e collocati nelle comunità per minori. Inoltre, almeno altri 16 presunti minori sono attualmente presenti nei centri per migranti di Caltanisetta, Trapani e Pozzallo, in attesa di essere identificati formalmente. In Puglia il team di Save the Children ha incontrato quasi 30 minori arrivati a Bari con il ponte aereo organizzato negli scorsi giorni, ma ritiene che molti siano i presunti minori presenti ad oggi nei Centri di Brindisi e Foggia che verranno visitati con urgenza dagli operatori dell’Organizzazione. I team di Save the Children presenti a Lampedusa, Sicilia e Puglia stanno operando in emergenza per intercettare i presunti minori e garantire loro supporto. “E’ una corsa contro il tempo. E’ fondamentale riconoscere i minori non accompagnati e collocarli in comunità per minori del territorio il prima possibile o, perlomeno, all’interno dei Centri per migranti su tutto il territorio, garantire che trovino alloggio temporaneo in strutture separate dagli adulti. Da Lampedusa è altrettanto importante che venga data priorità al loro trasferimento verso il territorio nazionale” dice Carlotta Bellini, Responsabile Protezione dei minori di Save the Children. Save the Children sottolinea la necessità di assicurare il rispetto di standard di protezione e di accoglienza per i migranti e, in particolare, per i minori presenti nelle aree di sbarco e nei Centri di prima accoglienza e di attivare tutta la rete dei servizi di pronta accoglienza per i minori, per assicurare la loro immediata presa in carico.
Save the Children è attualmente presente sull’isola di Lampedusa, in Puglia e in Sicilia nell’ambito del progetto Praesidium del Ministero dell’Interno, in coordinamento con le organizzazioni partner del progetto, UNHCR e OIM, in un’ottica di supporto alla pianificazione di un’efficace risposta alla crisi umanitaria in corso.

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Lampedusa profughi: mancano standard minimi di accoglienza

Pubblicato da fidest su lunedì, 14 febbraio 2011

La riapertura del centro di Lampedusa è una notizia importante, una decisione necessaria volta ad assicurare che gli standard minimi di accoglienza nei confronti di tutte le persone sbarcate in questi giorni siano rispettati. L’attuale situazione di emergenza richiede però al contempo un aumento dei trasferimenti di migranti dall’isola, che non appare più in grado di reggere un così imponente numero di arrivi. Questo è quanto affermato oggi dall’OIM Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, presente sull’isola siciliana con un team di operatori che, da venerdì mattina, presta assistenza ai migranti che  continuano incessantemente ad arrivare. L’improvviso arrivo di migliaia di migranti ha reso estremamente difficoltose le operazioni di assistenza al molo, afferma José Angel Oropeza, Direttore dell’ufficio regionale per il Mediterraneo dell’OIM. I nostri operatori, in collaborazione con i colleghi dell’UNHCR e di Save the Children, stanno cercando di garantire che gli standard minimi di accoglienza siano rispettati e che i migranti giunti sull’isola e in attesa di essere trasferiti nei vari centri di accoglienza sul territorio -  tra cui abbiamo registrato anche la presenza di alcune donne e minori  possano essere assistiti in condizioni ingienico sanitarie adeguate. L’OIM, che resterà sul posto fino a cessate necessità, è intervenuta a Lampedusa nell’ambito di Praesidium, progetto attivo dal 2006, finanziato dal Ministero dell’Interno e realizzato in collaborazione con UNHCR, Save the Children e Croce Rossa italiana. Altri due team OIM sono già presenti in Sicilia e Puglia dove insieme agli operatori delle altre agenzie si adoperano per prestare assistenza ai migranti trasferiti da Lampedusa.

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Card. Romeo presiede la liturgia dell’Epifania

Pubblicato da fidest su giovedì, 6 gennaio 2011

Palermo Oggi, Solennità dell’Epifania del Signore, ricorre il 27° anniversario dell’ordinazione Episcopale dell’Arcivescovo. Sua Eminenza il Cardinale Paolo Romeo presiederà la Messa Pontificale nella chiesa Cattedrale alle ore 11. Per l’occasione l’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni animerà la celebrazione. La corale interculturale “Arcobaleno di Popoli” animerà con canti in lingue diverse, i vari momenti della celebrazione Eucaristica. “Il solenne Pontificale di quest’anno – spiega il direttore dell’Ufficio Migrantes Mario Affronti – sarà caratterizzato dalla presenza di giovani e ragazzi figli dei circa 25.000 migranti che vivono nella nostra città. I giovani e le ragazze oltre a rappresentare le numerose comunità etniche arricchiranno la liturgia con le loro tipiche espressioni culturali”. Gli stessi giovani offriranno una grande bandiera dell’Italia a Gesù Bambino per porre ai piedi del principe della Pace il desiderio di essere riconosciuti cittadini italiani (attualmente i figli di immigrati nati Italia non sono riconosciuti cittadini italiani, lo possono richiedere solo con la maggiore età). La solennità dell’Epifania così vissuta è segno visibile dell’unico popolo di Dio che attorno al suo Pastore esprime la cattolicità della Chiesa. Alla fine della Messa il Cardinale premierà la squadra vincitrice del V° torneo di calcetto interetnico “Arcobaleno di popoli”. “Segnalo un’altra iniziativa che si svolgerà sempre nella mattinata al Castello Utveggio – aggiunge Affronti – il presidente del Cerisdi, Adelfio Elio Cardinale, offrirà un pranzo agli animatori della Santa Messa del Gruppo degli immigrati della Pastorale delle Migrazioni e ad alcuni volontari ed ospiti della Missione Speranza e Carità di Biagio Conte”.

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Chiesa e migranti, la mia battaglia

Pubblicato da fidest su martedì, 23 novembre 2010

Roma 25 novembre alle 17 in Campidoglio presentazione del volume dell’arcivescovo Agostino Marchetto con Marco Roncalli Chiesa e migranti, la mia battaglia  Per una sola famiglia umana ” Partecipano Andrea Riccardi, Giuseppe de Rita, Pierferdinando Casini, i cardinali Paolo Romeo e Antonios Naguib. Modera: Aldo Maria Valli.
Nel suo nuovo libro dal titolo Chiesa e migranti. La mia battaglia per una sola famiglia umana ( intervista di Marco Roncalli . Editrice La Scuola, pp. 160, euro 9,50), l’autore, noto sin qui anche per i suoi studi sul Concilio Vaticano II, affronta via via molti temi che toccano la nostra vita e quella di milioni di immigrati. Fra regolari, irregolari, rifugiati, richiedenti asilo, rom, vittime del traffico e del contrabbando di esseri umani, il colloquio con Roncalli passa in rassegna questioni cruciali che dettano l’agenda politica per l’Europa e creano il consenso elettorale: le frontiere, la sicurezza, il lavoro, la casa, la salute, i ricongiungimenti familiari, la scuola, la cittadinanza, il dialogo interreligioso e le relazioni con l’islam, i respingimenti.. Queste pagine, ancora, ricordano questioni recenti e ne prefigurano altre su quello che dovrebbe essere un tema bipartisan, da affrontare con lungimiranza e memoria storica, l’unico modo per aiutare, anche gli italiani, a vivere questa transizione ancora incompiuta e a considerare gli immigrati come l’espressione più umana della globalizzazione non solo in una prospettiva di sostegno del mercato del lavoro. A lettura finita quasi un grido d’allarme nella consapevolezza di tante forme di integrazione mancata e un dispiacere particolare per l’arcivescovo dei migranti che se da una parte invoca il “segreto pontificio”, dall’altra ammette il suo rammarico particolare per la “mancata pubblicazione, finora, di un documento, in gestazione da ben otto anni, sui migranti forzati, a cominciare dai rifugiati…”.

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Chiesa e migranti: la mia battaglia

Pubblicato da fidest su martedì, 19 ottobre 2010

Per quasi dieci anni nel dicastero della Santa Sede per la pastorale dei migranti, l’arcivescovo Agostino Marchetto presenta in queste pagine la sua visione del fenomeno migratorio nella fedeltà al vangelo e ai diritti dell’uomo. Sollecitato dalle domande dell’ intervistatore affronta via via molti temi che toccano la nostra vita e quella di milioni di immigrati. Fra regolari, irregolari, rifugiati, richiedenti asilo, rom , vittime del traffico e del contrabbando di esseri umani, il colloquio con Marco Roncalli passa in rassegna questioni cruciali che dettano l’agenda politica per l’Europa e creano il consenso elettorale: le frontiere, la sicurezza, il lavoro, la casa, la salute, i ricongiungimenti familiari, la scuola, la cittadinanza, il dialogo interreligioso e le relazioni con l’islam, i respingimenti. L’occasione per ripercorrere l’intensa esperienza di chi ha seguito da vicino il dipanarsi di questa fitta trama di argomenti, per tracciare un bilancio generale, offrire dati sicuri, indicare chiavi di lettura e prospettive, ma anche per condividere interrogativi diffusi sul senso di un’accoglienza vanificata dall’incapacità di dare pane e dignità, ma anche sulle responsabilità di chi rifiuta il soccorso in casi di emergenza. Fra indicazioni del magistero e convenzioni internazionali, catechismo e leggi italiane dai tempi della Martelli al “pacchetto Sicurezza”, fra le differenti forme di intervento della Chiesa e le risposte della politica di casa nostra e non solo, la conversazione ricorda scontri e sconfessioni, incidenti e polemiche non ancora sopite, ma si ferma poi su soluzioni pratiche e questioni giuridiche, aspirazioni legittime e problemi nuovi. Queste pagine, ancora, ricordano questioni recenti e ne prefigurano altre su quello che dovrebbe essere un tema bipartisan, da affrontare con lungimiranza e memoria storica, l’unico modo per aiutare, anche gli italiani, a vivere questa transizione ancora incompiuta e a considerare gli immigrati come l’espressione più umana della globalizzazione non solo in una prospettiva di sostegno del mercato del lavoro. A lettura finita quasi un grido d’allarme nella consapevolezza di tante forme di integrazione mancata e un dispiacere particolare per l’arcivescovo dei migranti che se da una parte invoca il “segreto pontificio”, dall’altra ammette il suo rammarico particolare per la “mancata pubblicazione, finora, di un documento, in gestazione da ben otto anni, sui migranti forzati, a cominciare dai rifugiati…”.
Agostino Marchetto, Chiesa e migranti. La mia battaglia per una sola famiglia umana. Intervista  di Marco Roncalli . Editrice La Scuola, pp. 160, euro 9,50.

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Sostegno ai migranti anziani

Pubblicato da fidest su domenica, 5 settembre 2010

(Centro Maderna)  Valorizzare progetti capaci di promuovere il diritto dei migranti anziani ad avere una vita sociale, culturale, economica e spirituale attiva, nel rispetto dei loro bisogni, dei loro desideri e delle loro capacità, offrendo loro adeguata protezione, sicurezza e assistenza. E’ uno degli obiettivi di ELAC (European Local Authorities Competition) for migrant elders, concorso realizzato dall’associazione tedesca Aktion Courage e.V. – Sos Rassismus, con il patrocinio del Parlamento Europeo. L’iniziativa è rivolta alle autorità locali di paesi dell’Unione che mettono in atto progetti incentrati sul miglioramento della qualità della vita dei migranti anziani. L’ottica è quella di favorire “un’integrazione a due vie” basata sul reciproco rispetto di diritti ed obblighi sia dei migranti anziani che della società ospitante, aiutarli a riconquistare la propria libertà di scelta e di decisione e valorizzare il potenziale umano di queste persone. In palio tre riconoscimento: primo premio da 3.000 euro, secondo premio da 1.500 euro, terzo premio 1.000 euro. Questi i settori a cui le iniziative possono essere rivolte: housing; tempo libero e cultura; attività sociali ed intergenerazionali; attività economiche di sensibilizzazione culturale; attività di volontariato che vedano coinvolti i migranti anziani sia come volontari che come beneficiari.  Il bando scade il 31 ottobre 2010.

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