Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 320

Posts Tagged ‘migranti’

Migranti e violenze

Posted by fidest on Thursday, 23 October 2014

parlamento europeo“Senza che il Parlamento europeo sia stato informato, sono in corso nello spazio Schengen retate brutali contro migranti e persone in fuga da zone di guerra, carestie, disastri climatici. La più importante di queste operazioni poliziesche porta un nome classicheggiante, Mos Maiorum. Iniziata il 13 ottobre, finirà il 26. È stata proposta il 10 luglio dalla Presidenza italiana ai partner europei in un Consiglio dei ministri dell’Interno e della Giustizia. Lo scopo che si pretende di raggiungere con l’operazione: debellare il traffico di immigrati. Il risultato rischia di essere ben diverso: i fuggitivi senza documenti saranno più che mai spinti nella clandestinità e nella dipendenza da reti malavitose.Abbiamo appreso nel frattempo che le forze dell’ordine italiane vengono incaricate nell’ambito di operazioni simili di identificare con la violenza i migranti privi di documenti. Una circolare di cui siamo in possesso, anche se non sappiamo la data esatta, ordina alla polizia italiana di procedere – cito – all’”acquisizione di foto e di impronte digitali anche con l’uso della forza se necessario”.È evidente la violazione dei diritti della persona, del principio di non discriminazione etnica, del non respingimento dei migranti. Mos Maiorum si iscrive in una violenza ormai sistemica di cui chiedo conto al Consiglio. Chiedo anche alla nuova Commissione se non sia il caso, come già rivendicato l’estate scorsa dall’europarlamentare Harlem Désir – quando il governo francese annunciò lo smantellamento di alcuni campi Rom, il 5 agosto scorso – di attivare procedure d’infrazione a seguito di queste operazioni.”

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Malta: assistenza migranti

Posted by fidest on Wednesday, 7 August 2013

Dopo essere stati soccorsi dalla nave commerciale Salamis, 102 migranti, in prossimità delle coste maltesi, aspettano da ieri l’autorizzazione per lo sbarco. Tra di loro 4 donne in stato di gravidanza e un bambino di 5 mesi. Ma Malta sta negando il loro diritto ad essere accolti nel primo porto sicuro per ottenere la necessaria assistenza medica e umanitaria.
“E’ molto grave quello che sta accadendo: Malta, ancora una volta, non concede la possibilità di sbarcare a persone che sono in stato di necessità. Questa storia ne ricorda, purtroppo, molte altre verificatesi nel passato. La normativa internazionale non lascia adito a dubbi: chiunque sia soccorso in alto mare deve essere portato verso il primo porto sicuro e lì essere assistito. E’ evidente che in questo caso la responsabilità ricade su Malta, come primo porto di attracco. Poi delle considerazioni differenti debbono essere fatte a livello europeo circa una necessaria redistribuzione della responsabilità tra i diversi paesi membri. Malta non può essere lasciata da sola, come d’altronde prevede il trattato di Lisbona, ma deve essere supportata dall’Europa” dichiara Christopher Hein Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR).
I migranti non possono infatti in nessun modo essere rimandati in Libia, questo violerebbe gli obblighi internazionali e i diritti di queste persone. Come sancisce la Convenzione su ricerca e soccorso in mare il primo porto sicuro non può essere considerato solo in base alla sua collocazione geografica, in nessun caso le persone possono essere rinviate in territori dove la loro vita e libertà possa essere messe a rischio.“In Libia non ci sono assicurazioni di nessun tipo rispetto alla salvaguardia dei diritti di queste persone. Le condizioni per rifugiati sono ancora estremamente gravi e non può, in nessun modo, considerarsi ancora un luogo “sicuro” in cui migranti forzati possano essere assistiti e soccorsi” conclude Christopher Hein Direttore del CIR.

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Tragedia del mare

Posted by fidest on Tuesday, 30 July 2013

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) esprime il proprio cordoglio per la morte di 31 migranti che tentavano di raggiungere l’Italia via mare.Secondo quanto riportato dai 22 sopravvissuti – giunti a Lampedusa nella serata di sabato 27 – durante il terzo giorno di viaggio il gommone sul quale viaggiavano 53 passeggeri avrebbe subito una foratura, cominciato ad imbarcare acqua e a sgonfiarsi. Il carburante presente nel motore e nelle taniche di riserva sarebbe poi fuoriuscito, ustionando cinque passeggeri.Fra le 31 persone annegate ci sarebbero 8 donne (4 in stato di gravidanza) e un neonato. Dopo esser rimasti per circa 5 ore in mare i migranti sono stati soccorsi da una nave mercantile che ha avvisato la guardia costiera per il trasporto dei migranti a Lampedusa.Tra i deceduti risultano esserci parenti dei superstiti che si trovano tuttora in evidente stato di shock. L’Agenzia ONU per i rifugiati auspica un rapido trasferimento di queste persone accompagnato da misure di sostegno psicologico.Questa ennesima tragedia del mare evidenzia ancora una volta come persone in fuga da guerre e persecuzioni rischino la propria vita in pericolosi viaggi attraverso il Mar Mediterraneo per trovare sicurezza in Europa. Sono circa 7.800 – secondo le stime dell’UNHCR – i migranti e i richiedenti asilo che nei primi 6 mesi dell’anno sono approdati sulle coste italiane. I principali luoghi d’origine di questi migranti e richiedenti asilo sono i paesi dell’Africa sub-sahariana – in particolare Somalia ed Eritrea – ma anche Egitto, Pakistan e Siria.L’UNHCR esprime apprezzamento nei confronti della Guardia Costiera italiana e del mercantile coinvolti nelle operazioni di salvataggio, reitera l’esortazione a tutte le imbarcazioni in navigazione affinché restino costantemente allerta sulla presenza di migranti e rifugiati che hanno bisogno di essere soccorsi e a tutti gli stati a proseguire nell’adempimento dei loro obblighi derivanti dal diritto internazionale dei rifugiati e dal diritto del mare.

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Guardia costiera Catannia: soccorsi migranti

Posted by fidest on Wednesday, 17 July 2013

Intensa attività della Guardia Costiera della Sicilia orientale, nella giornata di ieri 15 luglio e fino alle prime luci dell’alba, impegnata in una serie di attività conseguenti a diversi sbarchi di migranti irregolari lungo le coste siciliane. Il primo evento si è verificato nelle prime ore del mattino (del 15 luglio n.d.r.), nel siracusano, dove sono sbarcati – da un gommone – 60 migranti di nazionalità siriana, alcuni dei quali successivamente rintracciati a terra dalle Forze dell’ordine intervenute sul posto. Un secondo evento ha interessato la Capitaneria di Porto di Pozzallo, per uno sbarco avvenuto a Marina di Ragusa. In tale occasione, sono sbarcati da una unità in legno di circa 12 metri di lunghezza, 100 nordafricani. Notevole impegno, sia a terra che in mare, anche da parte del personale della Guardia Costiera di Portopalo di Capo Passero (in provincia di Siracusa), dove in due distinti eventi sono sbarcati 65 egiziani e ben 217 migranti irregolari di nazionalità eritrea (foto). Quest’ultimo evento si è concluso alle prime luci dell’alba. Le attività in questione, sono state tutte coordinate dall’11° Centro Secondario di Soccorso Marittimo della Guardia Costiera di Catania, che ha impiegato le Unità Navali delle Capitanerie di Porto di Siracusa, Pozzallo e Portopalo di Capo Passero.
In occasione di alcuni dei predetti eventi, si è trattato di vere e proprie operazioni di soccorso in mare, considerate le condizioni dei mezzi impiegati per la traversata (tutte imbarcazioni scoperte in legno) e l’eccessivo numero di persone presenti a bordo.

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Migranti giunti dalla Libia

Posted by fidest on Tuesday, 13 March 2012

Italiano: Libia - Tripoli - Suk el Turk

Image via Wikipedia

Il Tavolo Asilo, un forum informale delle maggiori organizzazioni italiane attive nel campo dell’asilo e della protezione dei richiedenti asilo e rifugiati, coordinato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha presentato oggi, insieme ad un gran numero di altre associazioni, enti locali ed enti di tutela operanti in questo campo, un appello al governo affinché si trovino al più presto delle soluzioni per i migranti, richiedenti asilo e rifugiati di vari paesi giunti in Italia nel 2011 a causa del conflitto in Libia.
Lo scorso anno oltre 1,3 milioni di persone di varie nazionalità hanno lasciato la Libia per sfuggire alla violenza. Di queste, circa 28 mila hanno attraversato il Mediterraneo in cerca di sicurezza in Italia. Tra loro vi erano rifugiati in fuga da altri paesi che si trovavano in Libia e anche migranti che da anni lavoravano in questo paese. Al loro arrivo in Italia sono stati tutti incanalati nella procedura d’asilo. Va notato che l’ottenimento della protezione internazionale, ovvero dell’asilo, si basa sulla condizione del singolo nel paese di origine, non in quello di transito o in cui risiede per motivi di lavoro. Appare pertanto necessario trovare soluzioni eque e ragionevoli che tutelino in modo adeguato i bisogni di assistenza di coloro che sono fuggiti dal conflitto in Libia ma che tuttavia non posseggono i requisiti per ottenere la protezione internazionale, evitando di generare situazioni di irregolarità senza soluzione a breve termine e con potenziali gravi ripercussioni sulla società nel suo complesso. In questo contesto, il Tavolo Asilo e gli altri soggetti aderenti all’appello propongono al governo e alle autorità competenti di valutare l’opportunità di una più ampia attuazione delle norme vigenti in materia di protezione umanitaria che permetterebbe di rilasciare un permesso di soggiorno alla maggior parte delle persone arrivate dalla Libia e la concessione di un permesso di soggiorno a titolo temporaneo a quanti non hanno ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale, né la protezione umanitaria. In tal modo si concederebbe a queste persone un ulteriore periodo di regolare soggiorno in Italia, al fine di poter predisporre adeguati programmi di ritorno volontario assistito con un adeguato incentivo economico, sia verso i Paesi di origine, sia verso la Libia, quando la situazione sarà sufficientemente stabile e sicura da poter garantire il rispetto dei diritti umani. Inoltre, tali misure consentirebbero, ove ricorrano le condizioni previste dalla legge di convertire il permesso di soggiorno temporaneo in un permesso ad altro titolo. Il tavolo asilo e gli altri soggetti aderenti all’appello esortano quindi le autorità ad adottare quanto prima le misure più appropriate per coloro che rischiano di diventare irregolari così come a facilitare il processo di integrazione di coloro a cui è stata riconosciuta la protezione internazionale.

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Migranti: Accesso negato ad organizzazioni umanitarie

Posted by fidest on Wednesday, 26 October 2011

Migrante-1

Image by KarlMarx via Flickr

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e Save the Children – che dal 2006 operano come partner nell’ambito del progetto Praesidium finanziato dal Ministero dell’Interno – esprimono la propria viva preoccupazione per non aver potuto incontrare i 150 migranti sbarcati a Bari dopo essere stati intercettati a largo delle coste pugliesi. Di questi infatti, 71 sono stati rimpatriati senza alcun contatto con le organizzazioni partner, le quali avevano richiesto di poter incontrare i migranti a conclusione delle attività ispettive e di identificazione, prima che fossero adottati provvedimenti sul loro status giuridico ed eventuali misure di allontanamento dal territorio italiano.Tale richiesta era finalizzata all’individuazione di soggetti particolarmente vulnerabili, come minori erroneamente riconosciuti maggiorenni o richiedenti protezione internazionale. La situazione risulta inoltre particolarmente grave considerando che, in base alle testimonianze rese da cinque migranti non rimpatriati e trasferiti nel CIE di Bari, la quasi totalità del gruppo sembrerebbe appartenere alla minoranza copta. Non è la prima volta che accadono episodi di questo genere. Nel corso dell’ultimo anno, alle organizzazioni del progetto Praesidium è stato sistematicamente negato l’accesso ai migranti provenienti dall’Egitto che sbarcano in Puglia, Calabria e Sicilia. In tali casi il divieto è stato motivato con esigenze legate alle indagini e alle procedure d’identificazione. Di fatto però, l’accesso non è mai stato consentito neanche a conclusione delle suddette attività. Tali esigenze non sono invece mai state sollevate a Lampedusa dove, nel corso dell’anno, sono stati registrati oltre 50.000 arrivi. L’UNHCR, l’OIM, e Save the Children operano in Puglia nell’ambito del progetto Praesidium, con l’obiettivo di fornire informazioni e orientamento a coloro che arrivano via mare, individuare gruppi vulnerabili quali richiedenti asilo, minori non accompagnati e vittime di tratta e di rafforzare le capacità di accoglienza. Il mancato accesso ai 150 migranti risulta quindi non conforme alle modalità operative dello stesso progetto. In cinque anni di attuazione, il progetto Praesidium ha contribuito ad una gestione trasparente dell’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo giunti in Italia attraverso il Mediterraneo.

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I rom in udienza dal Papa

Posted by fidest on Thursday, 9 June 2011

Roma città vaticano 11 giugno il Papa riceverà in udienza più di 1500 Rom Sinti, Manuches, Kale, Yenish e Travellers da 20 Paesi d’Europa, dall’Italia e da molti “campi” di Roma, nella ricorrenza del 75° anniversario del martirio e dei 150 anni dalla nascita del beato Zeffirino (Ceferino) Giménez Malla (1861-1936), gitano martire della fede di origine spagnola. L’evento è stato realizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Fondazione “Migrantes” della Conferenza Episcopale Italiana, e dalla Diocesi di Roma. L’incontro rinnova l’attenzione della Chiesa per questo popolo: Paolo VI li incontrò a Pomezia nel 1965 e li accolse nel 1975 a Castel Gandolfo. Giovanni Paolo II, incontrò più volte varie delegazioni e proclamò Beato il gitano Zeffirino nel 1997. Durante il Grande Giubileo del 2000 poi, il Papa chiese perdono al Signore anche per i peccati commessi nei confronti degli Zingari dai figli della Chiesa. Tra le testimonianze, vi sarà quella di Ceija Stojka, romnì austriaca deportata a 9 anni prima ad Auschwitz, poi a Ravensbrück ed a Bergen-Belsen. La sua famiglia contava più di 200 persone e solo 6 sopravvissero alla guerra e allo sterminio.
Nel pomeriggio di sabato 11 giugno, alle 18.00, la Comunità di Sant’Egidio organizza una veglia di preghiera nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina. Nella cerimonia un oggetto religioso del Beato Zeffirino sarà consegnato e deposto sull’altare dei martiri di Spagna.Al termine della veglia ci sarà una festa in piazza tra cittadini romani, italiani e Rom.

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Salute e migranti

Posted by fidest on Tuesday, 17 May 2011

Roma 20 maggio, ore 11.30, presso la sede della FNOMCeO, Piazza Cola di Rienzo 80/a, si terrà la Conferenza stampa nazionale di presentazione del Convegno sulla cooperazione e l’integrazione sanitaria nel Mediterraneo, che si svolgerà a Giardini Naxos, Hotel Hilton, venerdì 17 e sabato 18 giugno. Un accordo per la promozione di programmi di cooperazione e di integrazione in Sanità è lo scopo del Convegno, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Messina, in collaborazione con l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, l’INMP (Istituto Nazionale per la tutela delle popolazioni migranti e le Malattie della Povertà), l’AMSI (Associazione dei Medci Stranieri in Italia) e la SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni). L’incontro vedrà la presenza di prestigiosi esponenti sanitari nazionali e del mondo arabo mediterraneo, dal Marocco al Libano, tra cui il Viceministro della Salute del Regno del Marocco, il Direttore delle Relazioni Estere del Ministero della Salute egiziano, Mrs. Safaa Moustafa Mourad, e i rappresentanti della Lega Araba per le politiche dell’immigrazione e della sanità, Mr. Lobna Azzam e Mrs. Laila Negm. “Il percorso irrinunciabile di un corretto approccio di sanità pubblica – dice Giacomo Caudo, presidente OMCeO Messina – è quello di rispondere adeguatamente alla domanda di salute dei migranti, nella consapevolezza che avvicinare il mondo dei migranti, soprattutto nel contesto attuale, vuol dire dialogare con codici culturali, che richiedono complessi processi di mediazione. Da qui la necessità – continua Caudo – di stabilire un ponte con le istituzioni sanitarie dei paesi dell’area mediterranea, per un’azione assistenziale comune e condivisa, che interessa poi non solo i migranti, ma tutti gli abitanti dell’area. Alla Conferenza stampa di presentazione nazionale del Convegno parteciperanno:
• Massimo Russo Assessore della Salute della Regione Siciliana;
• Giacomo Caudo, Presidente OMCeO Messina;
• Amedeo Bianco, Presidente nazionale FNOMCeO;
• Foad Aodi, Presidente AMSI;
• Concetta Mirisola, Commissario straordinario INMP;
• Sherif Fouad, Ufficio relazioni internazionali della Rappresentanza della Lega Araba in Italia.
• Taha Mattar, Addetto culturale Ambasciata della Repubblica d’Egitto;
Moderatore: Massimo Caruso, SudSanità. SITO: http://www.convegnosalutemigranti.it

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L’Italia rilancia i respingimenti

Posted by fidest on Sunday, 10 April 2011

Lampedusa. L’Italia rilancia la politica dei respingimenti, in violazione della Convenzione di Ginevra. Gran parte dei migranti tunisini, infatti, fugge da situazioni di conflitto dovuti a scontri fra fazioni e a un riaffermarsi del fondamentalismo. Noi di EveryOne possiamo solo denunciare queste violazioni, ma tocca all’Alto Commissario Onu per i Rifugiati farsi sentire con le istituzioni: se tace, in un certo senso acconsente; lo stesso vale per gli enti internazionali che dovrebbero tutelare migranti e rifugiati, a propria volta inerti. In questo silenzio generalizzato, la Convenzione di Ginevra perde significato. Berlusconi ha detto che’Italia fornirà a Tunisi “aiuti concreti” ovvero 150 vetture fuoristrada e 4 motovedette per il controllo delle coste. Ha dichiarato pubblicamente che “c’è un’intesa per mandare nostre navi appena fuori le acque territoriali per l’intercettazione delle imbarcazioni”. “Le nostre imbarcazioni,” ha detto il premier, “avvertiranno la, marina tunisina che dovrebbe intervenire. Se questo non fosse possibile offriamo il nostro intervento con l’accompagnamento attraverso le nostre imbarcazioni al porto più vicino. Da lunedì inoltre cominceranno da Lampedusa due voli regolari per il rientro in Tunisi di chi non ha titolo per restare in Italia”. (antonio guiterres)

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Ospitalità migranti

Posted by fidest on Thursday, 31 March 2011

“Ci appelliamo al senso di solidarietà e responsabilità di Comuni Province e Regioni affinché ognuno faccia la propria parte per gestire la difficile situazione dei migranti e dei richiedenti asilo che a migliaia stanno giungendo a Lampedusa”. Lo dichiarano in una nota Vincenzo Menna ed Emilio Verrengia, rispettivamente Segretario generale e Segretario generale aggiunto dell’AICCRE che, come hanno annunciato anche Anci ed Upi, si dicono disponibili a collaborare con il Governo perché al più presto si trovi una soluzione strutturale condivisa dagli Enti locali e attenta ai diritti dei migranti e dei cittadini. “Sarà anche nostra intenzione – hanno anticipato – porre la questione in sede di Ccre, nostro organismo europeo”.  “Insieme alla gestione interna il nostro appello si estende anche alle Istituzioni europee e ai Paesi dell’UE affinché, con l’Italia, possano contribuire a sviluppare politiche di cooperazione internazionale per gestire il flusso di migranti. Siamo convinti – proseguono Menna e Verrengia – che un approccio integrato, in cui ognuno si assuma un tassello di responsabilità, sia l’unico possibile non solo per superare l’emergenza italiana ma anche per contribuire a disegnare il nuovo assetto che la crisi del Mediterraneo sta comportando. Uniti – concludono i Dirigenti dell’AICCRE – si è più forti e più concreti”.L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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Italiani indifferenti alla guerra in Libia

Posted by fidest on Wednesday, 30 March 2011

La guerra in Libia non preoccupa il 62% degli Italiani, che risultano sfiduciati, per il 65%, delle capacità diplomatiche italiane nell’attuale crisi libica. Questi sono alcuni dei risultati di un sondaggio effettuato a fine marzo dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1.012 Italiani, di età compresa fra i 18 e i 70 anni, tramite mail e controllo dati. Risulta essere alta inoltre la percentuale di indecisi sulla situazione dei migranti nord africani in Italia e in Europa. Di seguito tutti i dati del sondaggio:
• E’ preoccupato della guerra in Libia? Sì 15%  No 62%  Non so 23%
• Pensa che le rivoluzioni nordafricane possano influire negativamente con i rapporti tra Occidente e Medio Oriente? Sì 30%  No 27%  Non so 43%
• Secondo lei il progetto di accoglienza presentato da Maroni, che prevede la distribuzione regionale dei rifugiati in base al numero di abitanti, è equo? Sì 27%  No 22%  Non so 51%
• Pensa che l’Unione Europea stia facendo abbastanza per le politiche di accoglienza e distribuzione dei rifugiati? Sì 23%  No 28%  Non so 49%
• Secondo lei la situazione in Libia è giusto che venga risolta con l’utilizzo delle forze militari? Sì 23%  No 32%  Non so 45%
• Pensa che l’Italia possa ancora giocare un ruolo fondamentale nella diplomazia con il regime libico? Sì 28%  No 65%  Non so 7%“La parola guerra – spiega CarloVittorio Giovannelli, giornalista e esperto di comunicazione media – è ormai così inflazionata, visto il suo continuo uso improprio in accezioni che non le appartengono (guerra dei prezzi, guerra fra sessi, guerra industriale…), che l’opinione pubblica sentendola non ha le emozioni che il significato della stessa dovrebbe suscitare. Spero che i media possano aiutare l’opinione pubblica a comprendere che ogni qualvolta si parli di guerra si debba pensare ad un tragedia ed a un fallimento delle diplomazie non a un intervento necessario per la pace”. (Claudio Bonato)

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Evacuazione di migranti da Bengasi

Posted by fidest on Sunday, 27 March 2011

E’ partita dal confine  di Sallum, in Egitto. Le operazioni erano state momentaneamente interrotte a causa dal peggioramento delle condizioni di sicurezza.L’OIM ha evacuato 146 cittadini del Ciad e 4 bengalesi utilizzando dei bus che verso sera hanno raggiunto Sallum. Altri 646 ciadiani saranno trasferiti verso il confine egiziano nei prossimi due giorni, mentre migranti di altre nazionalità saranno assistiti la prossima settimana. Le operazioni di evacuazione aiuteranno i tanti migranti bloccati nell’area del porto e ospitati in una struttura di transito gestita dalla Mezzaluna Rossa libica. Prima della sospensione degli ultimi giorni, l’OIM aveva evacuato 2.159 migranti da Bengasi: via terra verso Sallum e via mare verso Alessandria. Una volta arrivati al confine, i cittadini non egiziani sono sempre assistiti dall’OIM nel loro ritorno in patria. Nel frattempo la situazione nella città di Dirkou, nord del Niger e poco distante dal confine libico, rimane critica. L’OIM gestisce sul posto  – grazie a fondi allocati dal Ministero dell’Interno italiano per il suo funzionamento – un centro di transito e accoglienza. Dall’inizio della crisi almeno 12.000 migranti hanno varcato il confine tra Libia e Niger. A causa del consistente numero di arrivi, che potenzialmente potrebbe creare tensioni nell’area (Dirkou ha una popolazione di soli 4.000 abitanti), il governo nigerino sta organizzando scorte militari che possano accompagnare iconvogli OIM che trasportano i migranti verso la città più meridionale di Agadez. Di lì, staff l’OIM fornisce assistenza sia ai nigerini sia ai cittadini di paesi terzi, aiutando questi ultimi a raggiungere Niamey per poi far ritorno verso i loro paesi di origine. Intanto i primi migranti stanno anche varcando il confine con il Ciad, dove 2.200 cittadini ciadiani e persone di altre nazionalità sono giunte a Faya Largeau e Oum Chalouna Kalai – nel nord del paese –  a bordo di vari camion. Altri dovrebbero giungere a breve dalla città libica di Koufra. Un team di valutazione composto da varie agenzie, tra cui l’OIM, sarà operativo al confine con il Ciad nei prossimi giorni, per verificare i bisogni e capire quali saranno i principali punti di entrata che saranno utilizzati dai migranti provenienti dalla Libia. Un crescente numero di ciadiani è anche fuggito nei giorni scorsi in Egitto e Tunisia. Di questi, quasi 1.700 sono stati evacuati dall’OIM, dall’UNHCR e dal governo ciadiano, che ha anche organizzato voli ad hoc per far rientrare i propri cittadini. Alla luce dell’imponente presenza di ciadiani in Libia, è probabile che il numero di richieste di assistenza aumenteranno ulteriormente nelle prossime settimane. Le attività di evacuazione dell’OIM continuano intanto in tutta la regione. Entro un paio di giorni il numero di migranti che l’OIM avrà evacuato dall’inizio della crisi da Egitto, Tunisia, Algeria, Niger e Malta –  con il supporto dell’UNHCR e di vari governi toccherà quota 70.000 Ad oggi sono già 367.000 i migranti scappati dalla Libia.

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Migranti in fuga dalla Libia

Posted by fidest on Friday, 4 March 2011

Più di 640 migranti sono stati evacuati ieri 3 marzo dalla città di Bengasi. I migranti, tutti originari del Bangladesh, sono stati trasferiti via terra dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) – con l’accompagnamento di una scorta della Mezzaluna Rossa libica –  verso Sallum al confine con l’Egitto, dove l’OIM sta fornendo ai migranti cibo, acqua, cure mediche e altri servizi. Il team dell’OIM si occuperà di organizzare, nei prossimi giorni, il loro ritorno a casa. Altri 300 migranti saranno invece evacuati oggi. Oggi altri 3.633 cittadini egiziani seguiranno lo stesso percorso. Una imbarcazione noleggiata dall’OIM, che aveva lasciato il porto di Sfax nelle prime ore di mercoledì mattina, è arrivata nel frattempo ad Alessandria, con a bordo altri 1.450 egiziani. Dal 7 marzo, l’OIM è riuscita a evacuare, dalla Tunisia, circa 14.858 egiziani. Dai migranti africani che stanno attraversando il confine cominciano invece ad arrivare le descrizioni del duro trattamento subito in Libia in questi giorni. Alcuni eritrei hanno raccontato all’OIM che, lungo i 160 km che separano Tripoli dal confine tunisino, sono stati fermati 20 volte e privati di tutto il loro denaro e dei loro averi. Un migrante del Ciad ha confermato il crescente clima di violenza che ha caratterizzato le notti di Tripoli e che ha causato un’atmosfera di terrore per i migranti rimasti in città. In Egitto, dove l’OIM sta registrando e assistendo i migranti presenti al confine di Sallum, sono stati evacuati dall’Organizzazione 1.079 migranti, tra cui molti bengalesi ma anche ganesi, maliani e filippini, Alla luce dell’aumento del numero di persone che giornalmente fuggono dalla Libia, l’OIM lancerà un nuovo appello lunedì prossimo 7 marzo, nell’ambito dei cosiddetti “Flash Appeal” delle Nazioni Unite . La decisione è stata presa anche in seguito alla incoraggiante risposta ricevuta dall’appello congiunto OIM-UNHCR di qualche giorno fa. Le due organizzazioni hanno preparato un programma di evacuazione congiunto volto ad aumentare gli sforzi necessari ad alleviare la crisi umanitaria lungo il confine tunisino e egiziano.

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Lampedusa: Save the Children

Posted by fidest on Wednesday, 16 February 2011

Importante identificare i minori tra le migliaia di migranti. Almeno 200 già intercettati da Save the Children Sono almeno 200 i minori già intercettati da Save the Children tra le migliaia di migranti giunti a Lampedusa tra giovedì 10 e lunedì 14 febbraio. Oggi nel centro di Lampedusa, il team di Save the Children ha identificato altri 40 minori, di cui 20 sono già partiti verso Porto Empedocle. Circa altri 10 minori sono presenti sull’Isola. Altri 100 minori erano già stati intercettati da Save the Children sull’isola, trasferiti in Sicilia lo scorso giovedì e venerdì e collocati nelle comunità per minori. Inoltre, almeno altri 16 presunti minori sono attualmente presenti nei centri per migranti di Caltanisetta, Trapani e Pozzallo, in attesa di essere identificati formalmente. In Puglia il team di Save the Children ha incontrato quasi 30 minori arrivati a Bari con il ponte aereo organizzato negli scorsi giorni, ma ritiene che molti siano i presunti minori presenti ad oggi nei Centri di Brindisi e Foggia che verranno visitati con urgenza dagli operatori dell’Organizzazione. I team di Save the Children presenti a Lampedusa, Sicilia e Puglia stanno operando in emergenza per intercettare i presunti minori e garantire loro supporto. “E’ una corsa contro il tempo. E’ fondamentale riconoscere i minori non accompagnati e collocarli in comunità per minori del territorio il prima possibile o, perlomeno, all’interno dei Centri per migranti su tutto il territorio, garantire che trovino alloggio temporaneo in strutture separate dagli adulti. Da Lampedusa è altrettanto importante che venga data priorità al loro trasferimento verso il territorio nazionale” dice Carlotta Bellini, Responsabile Protezione dei minori di Save the Children. Save the Children sottolinea la necessità di assicurare il rispetto di standard di protezione e di accoglienza per i migranti e, in particolare, per i minori presenti nelle aree di sbarco e nei Centri di prima accoglienza e di attivare tutta la rete dei servizi di pronta accoglienza per i minori, per assicurare la loro immediata presa in carico.
Save the Children è attualmente presente sull’isola di Lampedusa, in Puglia e in Sicilia nell’ambito del progetto Praesidium del Ministero dell’Interno, in coordinamento con le organizzazioni partner del progetto, UNHCR e OIM, in un’ottica di supporto alla pianificazione di un’efficace risposta alla crisi umanitaria in corso.

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Lampedusa profughi: mancano standard minimi di accoglienza

Posted by fidest on Monday, 14 February 2011

La riapertura del centro di Lampedusa è una notizia importante, una decisione necessaria volta ad assicurare che gli standard minimi di accoglienza nei confronti di tutte le persone sbarcate in questi giorni siano rispettati. L’attuale situazione di emergenza richiede però al contempo un aumento dei trasferimenti di migranti dall’isola, che non appare più in grado di reggere un così imponente numero di arrivi. Questo è quanto affermato oggi dall’OIM Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, presente sull’isola siciliana con un team di operatori che, da venerdì mattina, presta assistenza ai migranti che  continuano incessantemente ad arrivare. L’improvviso arrivo di migliaia di migranti ha reso estremamente difficoltose le operazioni di assistenza al molo, afferma José Angel Oropeza, Direttore dell’ufficio regionale per il Mediterraneo dell’OIM. I nostri operatori, in collaborazione con i colleghi dell’UNHCR e di Save the Children, stanno cercando di garantire che gli standard minimi di accoglienza siano rispettati e che i migranti giunti sull’isola e in attesa di essere trasferiti nei vari centri di accoglienza sul territorio –  tra cui abbiamo registrato anche la presenza di alcune donne e minori  possano essere assistiti in condizioni ingienico sanitarie adeguate. L’OIM, che resterà sul posto fino a cessate necessità, è intervenuta a Lampedusa nell’ambito di Praesidium, progetto attivo dal 2006, finanziato dal Ministero dell’Interno e realizzato in collaborazione con UNHCR, Save the Children e Croce Rossa italiana. Altri due team OIM sono già presenti in Sicilia e Puglia dove insieme agli operatori delle altre agenzie si adoperano per prestare assistenza ai migranti trasferiti da Lampedusa.

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