Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Posts contrassegnato dai tag ‘misure’

Parlamento sloveno vara rigorose misure economiche

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012

Български: Географска карта на Словения. Deuts...

Български: Географска карта на Словения. Deutsch: Topographisch. English: Map of Slovenia. An enlargeable topographic map of Slovenia. Italiano: Mappa della Slovenia. Bahasa Melayu: Peta Slovenia. (Photo credit: Wikipedia)

Anche la Slovenia vara un pacchetto di rigore finanziario. Il piccolo stato confinante con l’Italia non si sottrae alle misure di austerity in vigore un po’ in tutta Europa e, dopo aver approvato il fiscal compact (il patto di stabilità europeo), il Parlamento sloveno ha approvato con 49 voti (sui 90 complessivi) misure molto dure con tagli praticamente in tutti i settori e la diminuzione dei salari dei dipendenti pubblici del 4 per cento. Il tutto in una cornice di sostanziale pace sociale, grazie ad un accordo con la maggioranza dei sindacati che a loro volta che si sono impegnati ad astenersi da nuovi scioperi e proteste contro i tagli e le altre norme che ridurranno alcuni benefici nel settore pubblico. La manovra ha lo scopo di dimezzare il crescente deficit dei conti pubblici e fermare l’indebitamento estero, per ottenere un giudizio positivo delle agenzie di rating e della Commissione europea che ieri ha stimato un nuovo ciclo di recessione per la Slovenia e la diminuzione del Pil dell’1,4 per cento nel 2012. La manovra avrebbe anche il merito di frenare la crescita del debito pubblico sloveno al momento attestato al 48%. (Piero Tatafiore) (fonte AICCRE)

Pubblicato in: Economia, Estero | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Bcc: misure anticrisi

Pubblicato da fidest su mercoledì, 25 aprile 2012

BCC Carugate, Banca di Credito Cooperativo di Milano e Brianza, è una delle 330 BCC che hanno aderito all’intesa “Nuove misure per il credito alle PMI”, siglata da ABI, Associazioni imprenditoriali, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia e delle Finanze, e che prevede operazioni di sospensione e allungamento dei finanziamenti concessi alle imprese. Dalla prima adesione al 20 aprile 2012, BCC Carugate ha approvato 77 domande di sospensione complessive, per un importo totale di “rate” sospese pari a 4,7 milioni di euro. BCC Carugate – Banca di Credito Cooperativo di Milano e Brianza attiva dal 1953 con 27 filiali in 90 comuni nelle province lombarde di Milano, Monza e Brianza, Lodi, Como e Lecco – ha rinnovato la propria adesione all’Avviso Comune per la sospensione dei debiti delle PMI per l’anno 2012, firmato lo scorso 28 febbraio da ABI e Associazioni di rappresentanza delle imprese e siglato anche dal Ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti Corrado Passera, e dal Vice Ministro dell’economia e delle finanze Vittorio Grilli. Gli obiettivi dell’intesa – denominata “Nuove misure per il credito alle PMI” – sono analoghi a quelli dei precedenti accordi del 2009 e del 2011 e mirano ad assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle imprese che pur registrando tensioni sul fronte della liquidità presentano comunque prospettive economiche positive, creando le condizioni per il superamento delle attuali situazioni di criticità. Le misure finanziarie adottate a favore delle imprese includono operazioni di sospensione dei finanziamenti, operazioni di allungamento dei finanziamenti e operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività.
BCC Carugate è una delle 330 BCC che hanno fin qui aderito all’iniziativa, alle quali si aggiungono i tre enti centrali del Credito Cooperativo: Iccrea Banca Impresa – ex Agrileasing, Cassa Centrale Banca e Banca Sviluppo.
Nel periodo ottobre 2009 – ottobre 2011, il Credito Cooperativo nel suo complesso ha accolto circa 16.400 domande (il 78,9% di quelle analizzate) per un debito residuo di circa 4,2 miliardi (78% circa dell’importo relativo alle domande analizzate). Dalla prima adesione al 20 aprile 2012, BCC Carugate ha approvato 77 domande di sospensione complessive, per un importo totale di “rate” sospese pari a 4.759.327 euro, che corrisponde a un dato medio di 61.800 euro per cliente. Le imprese clienti che volessero presentare una domanda di sospensione o di allungamento di finanziamenti possono farlo fin da subito presso tutte le filiali di BCC Carugate.

Pubblicato in: Economia, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Memorizzare informazioni in pochi atomi: l’ultima sfida della Ricerca IBM

Pubblicato da fidest su lunedì, 16 gennaio 2012

A sottolineare 30 anni di ricerca nella nanotecnologia, i ricercatori IBM sono riusciti a memorizzare informazioni in appena 12 atomi magnetici, uno spazio significativamente inferiore alle unità disco di oggi, che utilizzano circa un milione di atomi per memorizzare un singolo bit di informazioni. Una volta sviluppato pienamente, questo risultato potrebbe condurre a una classe del tutto nuova di memoria, per dispositivi che vanno dai server aziendali ai telefoni cellulari, ai computer e altro ancora.Adottando un approccio nuovo e partendo dalla più piccola unità di storage dei dati – l’atomo – i ricercatori hanno dimostrato uno storage magnetico almeno 100 volte più denso degli hard disk e dei chip di memoria a stato solido di oggi. Le future applicazioni delle nanostrutture, che vengono costruite un atomo alla volta e che applicano una forma non convenzionale di magnetismo, denominata antiferromagnetismo, potrebbero consentire a persone e aziende di memorizzare 100 volte più informazioni nello stesso spazio. La ricerca è stata pubblicata oggi nella rivista Science.

Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Misure sul lavoro e problemi agricoli

Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 gennaio 2012

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con...

Image via Wikipedia

Lunedì prossimo 9 Gennaio il Presidente del Consiglio, Mario Monti, incontrerà, come al solito fa notare il Presidente della Confeuro Rocco Tiso, i tre moschettieri del sindacato italiano, Cgil, Cisl e Uil, a cui si è aggiunto negli ultimi anni il D’Artagnan Ugl. Comprendiamo benissimo che le misure sul lavoro siano determinanti e come sia evidente che l’obiettivo del Governo, che sta lavorando in tempi strettissimi, resta quello di trovare un’intesa con sindacati ed imprese, come anche sollecitato da Giorgio Napolitano nel suo messaggio di fine anno. Ci si rende anche conto, prosegue Tiso, che malgrado l’apertura del Professore al dialogo con le parti sociali, i tempi restano contingentati. E non solo perché è l’Unione europea a chiederci la riforma del mercato del lavoro. Monti vuole arrivare al prossimo Eurogruppo del 23 gennaio con i provvedimenti approvati nero su bianco. Dunque l’incontro previsto con le parti sociali rischia di trasformarsi in un mero vertice illustrativo da parte del governo il cui obiettivo è quello di trovare delle regole uniche per i lavoratori, cancellando quindi anni di flessibilità che hanno portato al monsttrum di 46 contratti atipici indeterminati. Tenuto conto di tutte queste considerazioni, ribadisce infine il Presidente Confeuro, non possiamo esimerci dal porci il solito interrogativo: perché l’agricoltura continua ad essere marginalizzata, quando invece dandole uno spazio nella pur intasata agenda dell’esecutivo, si potrebbe dare un imput notevole alla nostra arrancante economia? Ai posteri l’ardua sentenza.

Pubblicato in: Spazio aperto, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Concorsi pubblici: due pesi e due misure

Pubblicato da fidest su venerdì, 30 dicembre 2011

Nella giornata odierna abbiamo appreso, con immenso stupore e delusione, che all’interno del Decreto cd. milleproroghe, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 23 dicembre 2011, e oggi reso noto dal sito internet del Sole24Ore, è stata prevista la proroga al 31 dicembre 2012 delle graduatorie relative a concorsi pubblici approvate successivamente alla data del 31.12.2005 (art. 1 comma 4). Dispiace constatare, inoltre, come all’interno del medesimo articolo, più precisamente al comma 6, non si sia riservato il medesimo trattamento alle graduatorie concorsuali relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonostante queste ultime abbiamo avuto il medesimo meccanismo di proroga con DPCM del 28 marzo 2011. Infatti, solamente per le graduatorie concorsuali vigenti relative a tutte le altre amministrazioni si fissa il termine del 31.12.2005, come data di “partenza”, modificando di fatto la normale fonte normativa oggetto di proroga. (DPCM 28 marzo 2011). Riteniamo inspiegabile un simile atteggiamento da parte di chi continua a sostenere che in un momento di forte crisi si debba cercare di ridurre al minimo le spese pubbliche e razionalizzarne gli investimenti già impegnati. Giova ricordare, a tal proposito, che la problematica relativa ai vincitori ed idonei di concorso pubblico non assunti trae la sua origine proprio in virtù dei continui interventi normativi in materia di reclutamento di personale da parte delle PP.AA. atti a ridurre le percentuali di accesso (v. blocco del turn over) in ossequio di una non precisata razionalizzazione delle risorse pubbliche.
Infatti, alla luce di quanto sopra, appare ancora più ingiustificata la volontà di cancellare con un solo colpo tutti coloro che, subendo passivamente i predetti interventi, non hanno avuto la possibilità di poter accedere al posto di lavoro meritatamente guadagnato e conquistato passando attraverso il meccanismo previsto dall’art 97 della Costituzione

Pubblicato in: Diritti, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Crisi: lavoratori alla sbarra

Pubblicato da fidest su domenica, 4 dicembre 2011

“Unità dei lavoratori, salvaguardia delle pmi, infrastrutture, rilancio del pubblico impiego, lotta alle delocalizzazioni e quoziente familiare: queste le linee guida della nostra azione sindacale che daranno vita al prossimo Congresso Confederale dell’Ugl, indetto per il 29, 30, 31 marzo, nel quale rinnoveremo la Confederazione senza per questo recidere le nostre radici”. Lo ha detto Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, chiudendo i lavori del Consiglio Nazionale di Chianciano e sottolineando come “il sindacato, e così l’Italia, non deve subire la crisi ma coglierla come opportunità, puntando su piccole idee immediatamente realizzabili. Un obiettivo possibile grazie alla presenza di un ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, molto disposto ad ascoltare e a realizzare progetti per la crescita e per lo sviluppo”. Rivolgendosi all’assemblea il sindacalista ha detto che “la nostra squadra deve essere ancora più salda perché anche il più piccolo errore di valutazione potrebbe essere fatale, perché non dobbiamo necessariamente subire e possiamo anzi protestare, senza per questo scioperare o ricorrere alle aule dei tribunali, facendo perdere soldi ai lavoratori o, peggio, abdicando dal nostro ruolo fondamentale che è quello della mediazione. Abbiamo il dovere di decidere, perché pagheremmo molto caro l’errore di non decidere per non sbagliare, questo vale per le scelte macroeconomiche, come le riforme, e per la salvaguardia delle aziende a rischio chiusura, tra le quali vanno sostenute prioritariamente le piccole e medie imprese, tra le meno ‘corazzate’ dal punto di vista del lavoro e degli strumenti di protezione. Poiché in questo grave contesto da soli non si arriva da nessuna parte, il nostro obiettivo è e sarà impegnarci per costruire insieme alle altre tre Confederazioni un percorso comune per scongiurare divisioni tra lavoratori, pur mantenendo distinte le nostre identità e le nostre battaglie ‘storiche’”. “Da oggi – ha sottolineato Centrella – non inizia solo il percorso che ci porterà al Congresso ma anche la campagna elettorale per il rinnovo della rappresentanza del pubblico impiego, che stavolta dobbiamo e possiamo vincere, dimostrando a tutti coloro che ancora tentano di escluderci che non potranno mai più ignorarci. La nostra proposta è molto semplice: rilanciare e rivalutare il ruolo e le professionalità del pubblico impiego”. “Infine – ha concluso – per salvare il Paese servono le infrastrutture al Sud, anche per superare le divisioni che hanno lacerato l’Italia, perché senza il Mezzogiorno il Paese intero non potrà crescere e affinché il Nord non si senta più deprivato o depauperato dai ritardi di un pezzo importante del nostro stivale. Anche per questo lanceremo a breve una nostra battaglia, con una raccolta di firme, mirata a chiedere misure adeguate al governo per contrastare il fenomeno delle delocalizzazioni, che sta facendo e farà tante vittime nel mondo del lavoro e della produzione. Così come continueremo ad insistere con il nostro cavallo di battaglia storico a sostegno delle famiglie: l’introduzione del quoziente familiare nella riforma fiscale”.

Pubblicato in: Spazio aperto, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Legge stabilità e misure governative

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 novembre 2011

20 centesimi of Italian lira, 1912

Image via Wikipedia

“Abbiamo compreso le misure messe in atto dal Governo, concretizzatesi con l’incremento delle accise, per trovare le risorse necessarie e urgenti per gli eccezionali eventi naturali che hanno colpito parte del nostro Paese. Comprendiamo, altresì, le analoghe misure per soddisfare le richieste dei gestori degli impianti carburante sul bonus fiscale, ponendo così fine ad un’annosa questione che si riproponeva ogni anno.” afferma Franco Ferrari Aggradi Presidente di Assopetroli-Assoenergia in una nota alla stampa. “Ci risulta tuttavia incomprensibile, e inaccettabile – prosegue Ferrari Aggradi – il ricorso ad interventi, facili e frequenti, sulle accise dei carburanti, utilizzati come bancomat per i problemi più disparati. Ultimo in ordine di tempo ma non di importanza, la tentata richiesta con un emendamento alla Legge di stabilita di finanziare il trasporto ferroviario regionale con l’aumento di 3 centesimi euro sui carburanti, compreso, questa volta, il gpl. E’ bene ricordare – prosegue Ferrari Aggradi – che la rete distributiva dei carburanti è stata oggetto, negli ultimi anni, di ingenti investimenti e di una forte razionalizzazione con l’obiettivo di ridurre il prezzo al consumatore. Prova ne sono la nascita di numerosi impianti senza i marchi delle maggiori compagnie petrolifere, le cd “pompe bianche”, e la creazione di 12000 stazioni di servizio che consentono il rifornimento self-service con notevoli risparmi. Tutti questi sforzi verrebbero totalmente vanificati se tale proposta o misure analoghe fossero accolte oltre quelle già stabilite. Assopetroli-Assoenergia – ha concluso Ferrari Aggradi – ribadisce la forte opposizione a tale metodo ricordando che l’intera filiera distributiva si sostiene con meno del 10% del prezzo finale.”(Franco Ferrari Aggradi)

Pubblicato in: Economia, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Berlusconi e le tre carte

Pubblicato da fidest su domenica, 6 novembre 2011

Le forsennate risposte di Berlusconi nella conferenza stampa di ieri a Cannes hanno sgombrato il campo da qualsiasi illusione sulle sue intenzioni. Non ha alcuna intenzione di dimettersi. Intende invece andare alla conta, confidando sulla possibilità di comprare nuovi consensi e garantirsi così una seppur risicata maggioranza.
Gli scenari possibili di qui alle prossime e cruciali settimane si riducono così a tre.
1.Berlusconi riesce nel suo intento, compra qualche deputato dell’opposizione o ricompra quelli che vorrebbero lasciare la sua maggioranza e la giostra riparte esattamente come nell’ultimo anno. Un governo che formalmente ha la maggioranza ma che di fatto non esiste. Per l’Italia sarebbe una tragedia ma Berlusconi, una volta superata la strettoia di fine anno, potrebbe scegliere tra l’arrivare alle elezioni in primavera con questa legge elettorale e provare a tirare a campare sino alla scadenza della legislatura rischiando però di dover cambiare la legge elettorale. A quel punto sarebbe probabilmente la Lega a staccare la spina pur di andare alle urne con il convenientissimo “Porcellum”.
2.Berlusconi viene sfiduciato per pochi voti e, una volta persa la partita principale, accetta quel che oggi considera fuori discussione: passare la mano a Gianni Letta per un governo d’emergenza e di larghe intese col compito di modificare la legge elettorale e varare le misure economiche contro la crisi. Sulla carta un governo del genere nascerebbe per arrivare solo fino alla primavera ma si sa come vanno queste cose…
3.Berlusconi viene sfiduciato ma invece di accettare un governo Letta si impunta. A quel punto l’idea di un governo dell’emergenza, con alle spalle una maggioranza parlamentare risicata, opposta a quella che aveva vinto le elezioni e condizionata dall’IdV, che non è disposta ad accettare misure inique e di macelleria sociale sarebbe improponibile. Non potendo però il Paese sopportare un vuoto di potere di qui alla primavera le elezioni verrebbero convocate il prima possibile, cioè in gennaio.(le tre carte)

Pubblicato in: Recensioni, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Schengen: “Bulgaria e Romania non devono diventare ostaggio d’istanze populiste”

Pubblicato da fidest su sabato, 15 ottobre 2011

Member of the European Parliament Jerzy Buzek ...

Image via Wikipedia

Bruxelles, Parlamento europeo. Gli Stati membri dovrebbero evitare populismi nazionali e consentire l’ingresso di Bulgaria e Romania nell’area Schengen, prendendo in considerazione esclusivamente i criteri esistenti. Questa è la posizione del Parlamento approvata giovedì in una risoluzione che invita il Consiglio europeo ad adottare le misure necessarie per consentire a entrambi i paesi di entrar a far parte dell’area senza frontiere. In seguito alla decisione dei governi olandese e finlandese del 22 settembre di bloccare la richiesta di Romania e Bulgaria di far parte della zona Schengen, il Parlamento ha votato a larga maggioranza per ribadire il sostegno a includere entrambi i Paesi nell’area Schengen. Bulgaria e Romania “hanno entrambi soddisfatto tutti i criteri” per aderire, insistono i deputati e hanno pienamente attuato le regole di Schengen, che è “l’unico prerequisito alla loro adesione” all’area. Il Parlamento sollecita tutti gli Stati membri a decidere sulla loro adesione “sulla sola base dell’acquis e delle procedure di Schengen”. Criteri addizionali non possono essere imposti a questi due paesi, sottolinea sempre il PE, chiedendo ai governi nazionali di onorare i propri impegni e di “non dare la priorità al populismo nazionale”. I deputati hanno invece respinto un emendamento che chiedeva alla Commissione di presentare proposte per rafforzare la zona Schengen incorporando nella legislazione comunitaria nuovi criteri d’adesione su criminalità e corruzione.
“La Bulgaria e la Romania meritano di far parte dell’area Schengen. Hanno soddisfatto tutti i criteri. I loro confini sono sicuri. Chiedo a tutti gli Stati membri i prendere la decisione di allargare Schengen a Romania e Bulgaria solo sula base dell’aquis comunitario e le procedure esistenti. La Bulgaria e la Romania dovono poter contare sulla solidarietà e la correttezza dei partner europei”, ha detto il Presidente del PE Jerzy Buzek.

Pubblicato in: Estero, Politica | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Senza accordi, nessuna stabilità finanziaria

Pubblicato da fidest su giovedì, 15 settembre 2011

Christine Lagarde - World Economic Forum Annua...

Image by World Economic Forum via Flickr

Fa un certo effetto sentire i leader delle istituzioni del vecchio sistema di Bretton Woods parlare di un aggravamento della crisi finanziaria ed economica globale. La nuova direttrice del Fmi, Christine Lagarde, ha detto al Der Spiegel che l’economia mondiale è di fronte al rischio di una «minacciosa spirale discendente». La generale crisi di fiducia ha portato ad un circolo vizioso che deve essere rotto. Lagarde ha affermato che «lo spettro di misure disponibili è molto ristretto in quanto molte munizioni sono già state utilizzate nel 2009». Sul Daily Telegraph di Londra Roberto Zoellick, presidente della Banca Mondiale, ha aggiunto che «in autunno l’economia mondiale potrebbe entrare in una nuova zona di pericolo». Gli autorevoli moniti valgono soprattutto per gli Stati Uniti e per l’Europa. Meritano un approfondimento più attento. Dopo tre anni si torna insistentemente a parlare di crisi sistemica. Quantitative easing, iniezioni di nuova liquidità, aumento dei debiti pubblici per salvare il sistema finanziario, stimoli alla crescita e altre misure pro cicliche non hanno funzionato. Anche il recente programma di Barack Obama che stanzia 450 miliardi di dollari per lavori pubblici non porterà l’America fuori dalla palude della recessione. La verità è che le cause profonde della crisi finanziaria non sono state rimosse! Ce lo conferma con parole molto misurate anche il recente rapporto annuale della Banca dei regolamenti internazionali di Basilea. Nelle pagine dedicate alla «Riforma della regolamentazione» la Bri ammette che il sistema funziona ancora con gli stessi meccanismi e la stessa mancanza di regole di prima del fallimento della Lehman Brothers. Basilea 3 stabilisce sia la quantità minima del capitale delle banche che la sua qualità al fine di coprire un ventaglio più ampio di rischi cui il sistema bancario è esposto. Ma si tratta di regole scritte non ancora applicate. La Bri dice inoltre che le Sifi, Sistemically important financial institutions, istituzioni finanziare di importanza sistemica, non sono state ancora individuate e quindi non sono state definite le misure necessarie per renderle sufficientemente resistenti alle crisi. È vero che il Financial Stability Board di Mario Draghi ha formulato delle precise raccomandazioni in merito, ma le autorità di vigilanza tardano nella definizione dei regolamenti attuativi. La Bri ricorda ancora che «per gettare le fondamenta di un sistema finanziario stabile è necessario estendere il perimetro regolamentare al di là delle istituzioni finanziarie tradizionali, al fine di comprendere anche le banche ombra, ossia quelle entità che svolgono attività di trasformazione delle scadenze o della liquidità al di fuori dell’attuale sistema bancario regolamentato». È chiaro che si parla del sistema di fabbricazione dei derivati finanziari over the counter, che sono negoziati al di fuori dei mercati e tenuti fuori bilancio. Queste banche ombra possono assumere un elevato grado di leva e «rappresentano un’importante fonte potenziale di rischio sistemico essendo strettamente collegate alla banche commerciali». Il rapporto della Bri aggiunge che «le banche, spesso di rilevanza sistemica, generano profitti elevati attraverso la sponsorizzazione di attività bancarie ombra». Il sistema bancario tradizionale, purtroppo, accorda delle garanzie ai detentori di passività e di titoli delle banche ombra originando rischi peggiori per la stabilità finanziaria. Anche in questo campo il sistema delle nuove regole è come la promessa che i bambini fanno nel mese di maggio con i loro fioretti. I dati più recenti indicano che a fine 2010 il totale del valore nozionale dei derivati otc aveva nuovamente superato i 600.000 miliardi di dollari. Negli Usa alla fine del primo trimestre le banche americane avevano 244 trilioni di derivati, il 5,5% in più di quelli dell’ultimo trimestre del 2010 e il 12,7% in più dell’anno precedente. Quattro banche soltanto, la Jp Morgan Chase, la Citi, la Bank of America e la Goldman Sachs ne manovrano 231 trilioni. Il rischio di queste operazioni ombra è incalcolabile. Fintanto che la bolla non esplode di nuovo, questa finanza ombra rappresenta una massa di manovra davvero straordinaria capace di attaccare chiunque. In primis l’euro. Ed è in grado anche di generare un «effetto orda» sui mercati. Le recenti indicazioni della Goldman Sachs ai suoi clienti di giocare contro l’Europa lo dimostrano. Non basta definire tossici certi titoli. Di fronte alla legge hanno gli stessi diritti di quelli sani. Possono essere monetizzati, possono essere portati a copertura di altre operazioni finanziarie e creditizie. In parte persino presso la Fed e la Banca Centrale Europea. Ovviamente si muovono con la benedizione delle agenzie di rating. Anche quando si utilizzano per comprare valori e titoli reali o aziende e immobili pubblici. (Mario Lettieri Sottosegretario dell’Economia nel governo Prodi, Paolo Raimondi Economista)

Pubblicato in: Economia, Estero | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Finanziaria: sacrifici mai per la politica

Pubblicato da fidest su sabato, 16 luglio 2011

I conti dell’Italia vanno male per almeno quattro cause ampiamente note: un debito pubblico spropositato, l’evasione fiscale, il peso della corruzione, i costi della politica. Nei testi presentati non si trovano però misure pertinenti su questi problemi, anche soltanto di valore simbolico. Per esempio, una imposta sui grandi patrimoni da destinare direttamente alla riduzione del debito avrebbe testimoniato la volontà di concentrare tutte le energie del Paese sul fare fronte alla situazione, e non casualmente è stata avanzata anche in ambienti confindustriali. L’ammontare non sarebbe decisivo, ma un miliardo di euro è pari al 50% del valore della manovra per il 2011 e sarebbe soltanto il doppio del risarcimento che Fininvest dovrebbe corrispondere a De Benedetti. La corruzione, secondo la Corte dei conti, incide per 60 miliardi, e potrebbe essere sensibilmente ridotta con la collaborazione della cittadinanza attiva al regime dei controlli. Una seria lotta all’evasione è indispensabile per la ripresa dello sviluppo del paese.
La questione della politica non riguarda soltanto i costi,che peraltro non sono così marginali come vari commentatori sostengono. La politica ha una funzione “catalitica” nel bene e nel male: può essere un motore di sviluppo o al contrario indurre sprechi, dissipazione di risorse e, come è avvenuto da noi negli ultimi anni, stagnazioni melmose. Se l’Italia è sotto attacco non è soltanto colpa di una crisi generale ma anche, e forse soprattutto, di un governo normalmente in altre faccende affaccendato, di una opposizione prevalentemente ripiegata sui propri problemi e di una propensione condivisa a non lasciare spazi alla società civile e alla cittadinanza attiva. Se si pensa che fino a fino a qualche ora prima dell’inizio dell’attacco i ministri passavano il tempo a litigare e ad insultarsi in pubblico è difficile negare che esistano tutti gli estremi del licenziamento.
Secondo Il Sole 24 ore (ricerca di Parente e Trovati) la politica costa 23 miliardi (cioè mezza manovra). Camera e Senato, per funzionare, spendono 1,7 miliardi che comprendono 218 milioni di vitalizi agli ex parlamentari, 98 milioni di rimborso delle spese e altre decine di milioni di benefit, fra cui 10 milioni per le cure dentali delle famiglie (nipoti compresi) di deputati e senatori. Le auto blu costano un miliardo l’anno, gli enti territoriali 8,6 miliardi, gli enti intermedi un miliardo e mezzo, i vari consigli di amministrazione e le consulenze esterne 2,5 miliardi rispettivamente. I rimborsi elettorali incidono per 180 milioni. Il valore della manovra è meno del 5 per mille di tutte queste somme ed è pari a zero. In compenso il 5 per mille destinato dai cittadini alla sussidiarietà e alla cura dei beni comuni viene riportato a 100 milioni già nel 2011, con un taglio di 300 milioni che, da solo, rappresenta il 15% circa della manovra per il 2011.
Il confronto è del tutto sconcertante. E’ veramente difficile comprendere perché questa cifra non potesse essere recuperata, in pochi mesi, dai costi di una politica che, come si è detto, meriterebbe il licenziamento. Il guaio è che se non si mette mano sul serio a questi problemi, il Paese è destinato a restare “sotto schiaffo” in una crisi generale epocale che sta mettendo a dura prova la sostenibilità di tutti i sistemi politici. La manovra convoca la cittadinanza attiva e la nostra organizzazione in particolare a uno straordinario esercizio di responsabilità. Difendere i beni comuni e la universalità dei diritti significa lottare per ristrutturare tutta la spesa pubblica accettando il perimetro generale delle riduzioni richieste per tenere in equilibrio i conti pubblici. La ristrutturazione dei costi della politica, per i motivi detti, ha un valore strategico e non soltanto simbolico. Il primo obiettivo è il ripristino dei fondi del 5 per mille con risorse recuperate, subito, da congrui tagli delle spese. Poi bisognerà impegnarsi per una progressiva riduzione delle spese improprie destinando metà dei risparmi alla riduzione del debito e l’altra metà allo sviluppo delle funzioni politiche esercitate dalla cittadinanza attiva. (Alessio Terzi, Presidente nazionale di Cittadinanzattiva)

Pubblicato in: Politica, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Manovra: entrate giochi da verificare

Pubblicato da fidest su venerdì, 15 luglio 2011

Le entrate previste dalle misure contenute nella manovra economica per il settore giochi “andranno verificate, in particolare per le nuove modalità offerte, anche considerando che si attende un rendimento decrescente della raccolta lorda, a parità di volume di gioco”. E’ quanto ha dichiarato Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, nel corso della sua audizione presso la Commissione bilancio del Senato. Sostanzialmente positivo il giudizio della Corte sulla Manovra. Giampaolino ha ricordato come nelle misure per i giochi “che prevedono un gettito da circa 500 milioni l’anno a partire dal 2011, si combinano diversi aspetti: lotta all’evasione e all’illegalità, ampliamento dell’offerta esistente e forme di prelievo diverse dalle imposte”.

Pubblicato in: Economia, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Iniziative anti-caldo

Pubblicato da fidest su martedì, 12 luglio 2011

Un numero di telefono per offrire informazioni ai cittadini, una campagna di sensibilizzazione per gli operatori della salute e una guida con alcuni consigli pratici su come comportarsi per gestire il caldo. Queste le misure preventive messe in atto dal ministero della Salute. Tra le regole che i cittadini sono chiamati a rispettare, innanzitutto l’attenzione alla corretta conservazione domestica dei farmaci, ma anche quella di rivolgersi agli operatori della salute del territorio in caso di difficoltà. Attenzione anche alle persone più vulnerabili che vivono in casa, come bambini molto piccoli, anziani con malattie croniche, persone non autosufficienti o ai vicini di casa che vivono da soli. Il consiglio poi è di bere almeno due litri d’acqua al giorno, evitando però alcolici e bevande contenenti caffeina, e per quanto riguarda i pasti i cittadini vengono invitati a frazionarli durante l’arco della giornata. Meglio se si consumano cibi leggeri e, in particolare, frutta e verdura freschi. Per il sole, il consiglio è di proteggere occhi e testa, schermare finestre delle case e finestrini delle auto, preferire abiti leggeri, non aderenti e chiari, limitare l’attività fisica intensa e in ogni caso evitare di uscire nelle ore più calde (dalle 11 alle 18). La temperatura ideale nelle abitazioni è di 24-26°C. Va bene abbassare la temperatura corporea con bagni e docce, ma andrebbe evitato l’utilizzo di acqua troppo fredda. (fonte farmacista33)

Pubblicato in: Medicina, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

La credibilità italiana è politica non economica

Pubblicato da fidest su martedì, 12 luglio 2011

“Non abbiamo certo una bacchetta magica; quello che si dovrebbe fare è comunque sedersi e studiare con attenzione delle misure più rapide, e soprattutto con effetti più rapidi. Penso, ad esempio, alle privatizzazioni che non sono più state fatte e invece potrebbero dare un segnale importante per consentire di recuperare competitività all’economia italiana. E’ molto importante la credibilita’, bisogna smetterla di dire che l’Italia sta bene; questa è la responsabilità che io attribuisco al governo. E’ una questione di credibilità e il Governo italiano l’ha persa sia all’interno che all’esterno”. L’ha detto il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà on. Benedetto Della Vedova al giornale online Clandestinoweb.com.

Pubblicato in: Politica, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Aumenta il fenomeno del bullismo

Pubblicato da fidest su domenica, 19 giugno 2011

Non solo nelle banlieues francesi ma bande di ragazzine tra i tredici ai sedici anni si aggirano purtroppo anche nelle Nostre città. Un fenomeno tutto nuovo ed in crescita quello delle baby gang femminili che pare stia prendendo piede anche in Italia e che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene utile portare all’attenzione affinché vengano adottate tutte quelle misure necessarie a debellarlo. È rilevabile, purtroppo, un progressivo cambiamento nella società ed in particolare tra i giovani. Se prima il cosiddetto bullismo era appannaggio quasi esclusivo dei ragazzi mentre le ragazze si dimostravano più inclini ad andare a suola, allo studio e comunque ad evitare la via della delinquenza, oggi pare sia avvenuta una certa omologazione nei comportamenti negativi che si sta diffondendo a macchia d’olio specie nelle grandi città ma si evidenziano degli episodi anche nei piccoli centri. Una sorta di emulazione degli atteggiamenti dei ragazzi da parte delle ragazze che appare, almeno a detta di autorevoli sociologi, una sorta di reazione per sfuggire alle periferie in cui erano cresciute e soprattutto alla cultura familiare e maschile che molto spesso le opprime. La natura del problema non va affrontato sotto un perimetro strettamente “culturale” entro il quale alcune scuole sociologiche vorrebbero ridurlo, ma soprattutto sotto quello educativo. Sono i luoghi di ritrovo, le famiglie e la scuola che devono dare il contributo decisivo per bloccare tali fenomeni. Ma è soprattutto la scuola che potrebbe essere la carta decisiva dove realizzare campagne permanenti di sensibilizzazione per favorire la socializzazione e valorizzare dei rispettivi ruoli di uomo e donna. Si avviino, dunque, laboratori e progetti scolastici prima che le cronache quotidiane riportino ulteriori episodi di bullismo al femminile che al momento appaiono ancora non di grande rilevanza.

Pubblicato in: Spazio aperto, Università | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 29 follower