Cinquant’anni di lotta armata, attentati, guerra civile. Cinquant’anni di isolamento internazionale. I Paesi Baschi sono ora a una svolta: l’abbandono del terrorismo consente alla regione di aprire le porte al mondo puntando sulle sue caratteristiche più vere, cultura e ambiente. Ma non tutte le ferite si sono rimarginate: c’è chi piange ancora i morti, chi è privo di uno o più organi. Ci saranno testimonianze e progetti nel reportage di apertura di «Mediterraneo» il settimanale della TGR proposto da Giancarlo Licata e realizzato a Palermo in coproduzione Rai – France 3, con la collaborazione di altre televisioni estere, in onda alle 11.15 di domenica su Rai Tre. Nella puntata, girata a San Sebastiàn, Roberto Alajmo intervisterà lo scrittore Angél Lerchundi. Dai baschi ai palestinesi. Il villaggio di al-Walaja, a sud di Gerusalemme, è progressivamente tagliato in due dal famoso muro. Al nucleo urbano restano ormai appena sette ettari. Alcune delle case sono state distrutte, altre si ritrovano isolate dal resto del villaggio. La resistenza e la rabbia aumentano.
Infine a Sambuca per una iniziativa che vede insieme gli artigiani di Hebron in Cisgiordania e gli abitanti della cittadina siciliana: l’imminente festa di Maria Santissima dell’udienza sarà illuminata dalle lampade alla veneziana realizzate dai artigiani palestinesi. Si tratta di 800 bocce di vetro bianche, rosse e verdi.
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Rai: i paesi baschi e voglia di normalità
Pubblicato da fidest su domenica, 13 maggio 2012
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La Libia e il cellulare scarico di Berlusconi
Pubblicato da fidest su martedì, 22 febbraio 2011
“L’Italia, per i particolari rapporti che la legano alla Libia, non può limitarsi a generici e confusi auspici alla normalità, ma deve attivarsi esplicitamente per fermare la repressione. Il silenzio equivale a complicità”. Così i deputati del Partito democratico Furio Colombo e Andrea Sarubbi (Pd), che già votarono contro il trattato Italia-Libia in dissenso dal proprio gruppo, commentano gli sviluppi della vicenda libica. “Il trattato di amicizia Italia-Gheddafi si basa sul noto principio giuridico del ‘mi faccio gli affari miei’: una sorta di baratto fra diritti umani, sicurezza delle nostre coste e petrolio. L’art. 7 delega la tutela dei diritti in Libia ad un ordinamento nazionale che non accetta la convenzione di Ginevra. Per non rischiare poi, l’art. 4 prescrive la regola del ‘buon vicinato’, imponendo all’Italia l’astensione da qualsiasi ingerenza interna negli affari libici. Il ‘do not disturb’, pronunciato da Berlusconi sulla questione libica, non è quindi l’ennesima gaffe del presidente del Consiglio, ma la conseguenza logica di un politica estera fondata su un opportunismo cinico. Al premier ultimamente, non è mancato certo il tempo per usare il telefono. Lo ha fatto per chiamare vecchi conoscenti come Belpietro a Mattino Cinque, Santoro ad Anno Zero o Gad Lehrner all’Infedele. Evidentemente ha il cellulare scarico per telefonare anche al suo amico Gheddafi, ma per l’Italia questo silenzio equivale a complicità con il regime libico”.
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Le “cattiverie” da notizia a normalità
Pubblicato da fidest su sabato, 5 febbraio 2011
Lettera al direttore. Luca Telese, su Il fatto Quotidiano del 4 febbraio, racconta la storia di un piccolo sindaco leghista di un piccolo paese del Veneto, il quale trova il modo di farsi pubblicità ricorrendo ad una grande cattiveria a danno di una piccola bimba. La maestre dell’asilo frequentato dalla piccola, avevano rinunciato a turno al loro pasto. a favore della bimba la cui famiglia non era in grado di pagare la mensa. Il piccolo sindaco del piccolo paese, lo viene a sapere, e si oppone. Un piccolo sindaco leghista, con un grande cuore. Avrebbe potuto chiudere un occhio, oppure trovare lui il modo di non privare la bimba della mensa. Ma i gesti generosi oggi non fanno notizia. Le cattiverie fanno notizia. Se continuiamo su questa strada, un giorno le cattiverie non faranno più notizia; diventeranno normalità. Così, una volta assuefatti ad una società crudele, diventati magari anche noi crudeli, o perlomeno indifferenti, vivremo felici e contenti, e voteremo anche noi per la Lega. E’ questione di tempo. Ad una sola crudeltà dobbiamo opporci con forza: che non tolgano il crocifisso dalle aule scolastiche. Questo non possiamo permetterlo, ché anche il Crocifisso deve abituarsi alle nostre cattiverie, e chissà che un giorno non resti anche lui indifferente? Questione di tempo. (Miriam Della Croce)
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Elezioni anticipate e Montezemolo
Pubblicato da fidest su giovedì, 7 ottobre 2010
Dichiarazione di Mariano Rabino (Vice Segretario PD Piemonte) “Condivido pienamente la proposta avanzata da Goffredo Bettini, ovvero un impegno politico di Luca Cordero di Montezemolo a guida di un’ampia e trasversale alleanza in grado di portare l’Italia fuori dalla situazione di emergenza democratica in cui si trova, sconfiggere i vari populismi ed aprire una nuova stagione di normalità. Se Montezemolo si candidasse alle primarie di coalizione sarei felice di votarlo e sostenerlo. Sarebbe una grande occasione per il Partito Democratico, che deve uscire dalle varie alchimie sulle alleanze e dire con chiarezza con chi si vuole alleare e con quale programma. Una grande opportunità per costruire finalmente una nuova identità riformista, di impianto liberale e sociale”.
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Napolitano: un monito per il ritorno alla normalità
Pubblicato da fidest su venerdì, 13 agosto 2010
“Il presidente della Repubblica, Napolitano, riporta oggi la giusta attenzione sui temi che interessano chi ogni giorno deve fare i conti con le difficoltà della vita quotidiana: la situazione economica, la debole ripresa, la precarietà del lavoro. Questa e’ e dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione, non inseguire le urla, gli insulti, i tentativi di destabilizzazione istituzionale che si susseguono per finalità altre rispetto al bene del Paese. Torna in mente una riflessione di uno dei maestri del giornalismo, Enzo Biagi, che così scriveva nel 1992, anno che rappresentò il passaggio da un’era politica all’altra, similmente a quanto sta avvenendo oggi: ‘Le polemiche si risolvono con l’insulto o con la fuga. Gli urlatori sono sempre attuali. (…) Sembra che il pubblico non aspetti altro che lo scandalo, il putiferio: ma forse oggi quello che fa veramente scandalo è la normalità’. E’ quello che il PD sta cercando di perseguire: il ritorno alla normalità dopo anni di sguaiata e immorale volgarità”. Così Alessia Mosca, deputato PD e vicepresidente di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.
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La solidarietà del COISP alla C.R.I.
Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 settembre 2009
Roma “Non ci stancheremo mai di dire che gli atti vandalici, compiuti ai danni di istituzioni come la Croce Rossa Italiana, non sono solo delle bravate o degli atti circoscritti, ma sono dei veri e propri attentati allo Stato”. – Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, commenta l’atto compiuto nei giorni scorsi ai danni della sede provinciale della Cri che è stata imbrattata con vernice. “Gli uomini e le donne della Croce Rossa – dice Maccari – sono dei capisaldi nella costruzione della convivenza civile e del supporto in tutte quelle situazioni in cui la solidarietà, la freddezza e la professionalità servono a riportare la normalità laddove di normale non c’è più nulla”. “Ribadiamo dunque che questi atti vanno perseguiti come dei veri e propri attentati allo Stato e condannati non solo a parole, ma puniti duramente – continua ancora Maccari - Alla sezione provinciale della Croce Rossa Italiana e a tutti gli Operatori dell’Ente va il nostro sostegno concreto e la nostra solidarietà vera. Facciamo dunque nostre le parole del Ministro Maroni – conclude il leader del Coisp – che ha lodato il lavoro di volontari ed operatori della Cri esprimendo apprezzamento e stima per il loro impegno quotidiano in Italia ed all’Estero”.
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Zena El Khalil
Pubblicato da fidest su martedì, 28 luglio 2009
Torino fino al 2/8/2009 via Limone, 24 Fondazione Merz A’Salaam Alaykum: Peace be upon you (La pace sia con voi) e’ il terzo appuntamento di Meteorite in Giardino, una rassegna di arte visiva a cura di Maria Centonze. Il titolo dell’iniziativa prende spunto da un’opera di Mario Merz del 1976. Lo spazio esterno della Fondazione, in particolare la “vasca”, che conteneva i sylos della ex centrale termica, ospiterà le installazioni che resteranno visibili fino al successivo evento, seguendo il consueto orario della Fondazione, dalle 11 alle 19. Con il lavoro A’Salaam Alaykum: Peace upon you, l’artista racconta una generazione che vive nel ricordo costante della guerra e nella consapevolezza che questa possa ricominciare, ma che contemporaneamente desidera il ritorno alla normalità e soprattutto alla pace. In primo piano una grande scritta che riporta “Allah” in arabo, alta circa 3,80 m, interamente ricoperta da tessere di specchi che riflettono la luce dei faretti posti ai lati della vasca della Fondazione Completano l’installazione un dj set di Ayla Hibri, che con la sua consolle ricrea l’atmosfera delle discoteche di Beirut e una proiezione che mette in scena e celebra la vita quotidiana attraverso immagini convenzionali. Il pubblico potrà prendere parte in prima persona alla performance, ballando come se si trovasse in una vera discoteca.
Zena el Khalil e’ nata a Londra, vive e lavora a Beirut. Nei suoi lavori utilizza varie forme d’espressione: la pittura, la performance e l’installazione, con l’uso di differenti tecniche che includono anche il collage e la scrittura. La violenza e la guerra sono le principali tematiche che affronta; nelle sue opere i militari, donne e uomini, e i civili sono ornati con fiori di plastica, brillantini, soldatini giocattolo, tessuti, gioielli e altri oggetti raccolti a Beirut. L’installazione e’ realizzata in collaborazione con la Galerie Tanit Monaco e Beirut. (Zena)
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Il cecchino e la bambina
Pubblicato da fidest su venerdì, 10 aprile 2009
Roma 15 aprile 2009, alle ore 18:00, Caffè Letterario, Via Ostiense 95, (www.caffeletterarioroma.it) il giorno mercoledì verrà presentato il libro di Franco Di Mare: “Il cecchino e la bambina”. Una rassegna di eventi dalla guerra del Golfo all’Iraq, dal Ruanda alla Somalia, dal Libano all’Afghanistan. Una guerra vista e raccontata da un reporter e che diventa l’occasione per scendere in profondità nell’animo umano. Ha modo di raccontarci della Sarajevo, nel 1992 dove una bambina di nome Amira, sta giocando per strada con le sue amichette. Un cecchino a trecento metri di distanza punta il fucile su di lei. Sparerà? Così si apre “Il cecchino e la bambina” il nuovo libro di Franco Di Mare, che tanto successo sta ottenendo per la sua capacità di analizzare la guerra nella sua assurda “normalità”. “Psicopatologia della vita quotidiana”, direbbe Freud. E in effetti il libro di Franco Di Mare sconvolge per la sua capacità di stare “dentro al fatto”, mostrando il vero volto della violenza al di là delle immagini, spesso fuorvianti, che ci giungono dai mezzi di comunicazione di massa. La presentazione del libro, con la partecipazione dell’autore, avverrà al nell’ambito della rassegna “Sinergie d’arte” a cura di Autori Online. Presentano: Plinio Perilli e Francesco D’Episcopo. Interventi: Carlo Jovine, Pietro Raschillà, Massimo Nardi. Conduzione a cura di Deborah D’Agostino
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