In questi giorni si sta ampliando il dibattito sull’occupazione in Italia e molti si stupiscono sull’entità del fenomeno e altri attribuiscono all’attuale crisi economica la perdita dei posti di lavoro. In effetti la situazione ha avuto, se non vogliamo andare troppo a ritroso nel tempo, un precedente che forse alcuni dimenticano. Il primo effetto negativo sull’occupazione l’abbiamo avuto negli anni successivi la fine della seconda guerra mondiale. Allora vi era una ragione dettata dalle conseguenze dei danni bellici e dalla distruzione di molti stabilimenti industriali. Poi vi fu il “boom” della ricostruzione, del risveglio imprenditoriale congiunto all’aiuto del piano Marshall. Ciò non di meno fu chiaro che il Paese si trovava nella impossibilità di coprire, per intero, la forza lavoro disponibile tanto che si ricorse ad alcuni stratagemmi. Per prima cosa si continuò ad emigrare o a spostarsi dal Sud al Nord del paese. Per coloro che restarono furono ideati degli ammortizzatori sociali a partire dalla leva militare obbligatoria e dell’allungamento dei corsi universali (fuori corso) che avevano lo scopo preciso di ritardare la domanda di lavoro delle nuove generazioni. Nello stesso tempo si “dilatarono”, artificiosamente, i posti di lavoro nella pubblica amministrazione e persino nelle grandi aziende private come la Fiat. Pensammo in questo modo di esorcizzare la situazione e di perpetuarla nel tempo incoraggiati, come fummo, dalla situazione politica internazionale che aveva generato la guerra fredda tra i due blocchi e l’Italia era sotto attenta osservazione per l’essere il paese occidentale con il più consistente partito comunista e l’Urss non nascondeva di foraggiarlo. Dopo la caduta del Muro di Berlino e il tracollo dell’Urss le cose cambiarono anche per l’Italia sebbene i politici nostrani sembrarono non accorgersene. E la situazione si aggravò per il semplice motivo che la crisi del sistema impose la drastica riduzione dei surplus occupazionale mentre gli ammortizzatori sociali mostrarono i loro limiti vuoi per la fine della ferma obbligatoria vuoi per l’aumento dei giovani in cerca di un lavoro resi meno pazienti d’attendere le lungaggini dei corsi universitari. Solo ora ci rendiamo conto che di là della crisi economica esiste un gap occupazionale che non è mai venuto meno sebbene si sia aggravato in certi periodi in luogo di altri. E oggi siamo nella fase più acuta. Questo significa che se ritorniamo al regime di sviluppo normale dobbiamo, comunque, convivere con non meno di due milioni di disoccupati, se non di più. E’ una forza lavoro eccedentaria che va ad aggiungersi a quella sempre più consistente degli immigrati che oggi sono tollerati, dal punto di vista lavorativo, solo perché costituiscono il nerbo del lavoro in nero con bassi salari e costi sociali minimi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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L’occupazione in Italia
Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012
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La politica del G8
Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012
Si è concluso l’ennesimo G8, un altro fine settimana di incontri fra i Grandi durante il quale la comunità finanziaria internazionale ha seguito con apprensione i lavori del Vertice anche per comprendere se le questioni e le tensioni nell’Area Euro potranno essere finalmente risolte. Si interverrà con decisione questa volta? Il tempo è scaduto la politica deve rendersene conto – dichiara il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea Aleardo Pelacchi – Le distorsioni della finanza speculativa – continua Pelacchi – hanno prodotto danni immensi all’economia reale, basta guardare il nostro Paese. Disoccupazione record soprattutto tra i giovani che non riescono ad immaginare un futuro, imprese che non ce la fanno, disperazione, suicidi, cittadini disorientati che sfogano la loro rabbia contro altri cittadini anch’essi vittime di questo disastro sociale. Diciamo basta. La verità è che l’economia è sempre più distante dalle persone. E’ necessario affermare con forza l’idea che il sistema bancario deve sostenere la crescita attraverso il sostegno alle famiglie ed alle imprese, come peraltro chiesto in ogni occasione da Unisin. Ultimamente, oramai preoccupati dal possibile credit crunch, questa necessità è stata sostenuta con maggiore determinazione anche da autorevoli pareri in campo economico. E’ necessario che dalle parole si passi finalmente ai fatti poiché non esiste altra via per uscire da questa lunga crisi. Unisin, come è noto, ha indicato da tempo anche un’altra priorità – conclude il Segretario Generale Aleardo Pelacchi – che è quella di valorizzare le lavoratrici ed i lavoratori. Anche in questo caso non c’è una via diversa per gestire i profondi cambiamenti che anche il nostro settore dovrà affrontare nel prossimo futuro. La fase recessiva, purtroppo, non si attenuerà in tempi brevi nonostante le perentorie indicazioni fornite da quest’ultimo G8 che sono orientate a favorire la crescita in Europa. Non si potrà quindi scaricare gli oneri di questa congiuntura sul lavoro ma occorrerà ragionare in termini di sviluppo e di occupazione.
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Verona: percorso di alta formazione
Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012
MasterGem, il Master per diventare manager nel settore della Green Economy, fa il bis. Grazie al successo dell’edizione 2012, organizzata a Roma, il network Gem ha deciso di riproporre il format dedicato a studenti e professionisti. L’iniziativa sarà presentata il prossimo 10 maggio nell’area Green Doc di Solarexpo, la Fiera delle energie rinnovabili che si terrà a Verona dal 9 all’11 maggio. “MasterGem cresce – ha spiegato il direttore Master, Giovanni Hausmann – e lo fa perché la formazione è uno degli aspetti fondamentali dello sviluppo della Green Economy. Abbiamo accettato di buon grado l’invito rivoltoci dagli organizzatori di Solarexpo per presentare la nuova edizione del 2013 perché puntiamo su un evento di eccellenza per offrire un prodotto che risponde alle esigenze del mercato. Infatti MasterGem si sta caratterizzando come un’occasione, oltre che formativa per chi già è occupato nel settore, soprattutto per i più giovani i quali hanno trovato nel format originale del nostro Master un contatto diretto con le aziende e con il mondo dell’impresa foriero di reali opportunità di inserimento occupazionale”. La presentazione del Master si terrà il 10 maggio nel padiglione 7 b dello stand G4.1 della Fiera di Verona alle ore 10.
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Tax compliance
Pubblicato da fidest su lunedì, 7 maggio 2012
Crolla ad aprile l’indice della Tax Compliance, che misura la fedeltà fiscale dei contribuenti, del 5,2% ed aumenta l’evasione fiscale del 3,6%. In Italia 4 italiani su 5 non capiscono perché si pagano le tasse.
E’ questo il quadro che e’ emerso dalla ricerca – presentata oggi a Napoli nel corso del Convegno “Evasione fiscale e pubblicità ingannevole” – effettuata da Krls Network of Business Ethics per ”Contribuenti.it Magazine” dell’Associazione Contribuenti Italiani, che ha analizzando i dati sulla Tax Compliance rilevati da Lo Sportello del Contribuente nel periodo 2 aprile – 5 maggio 2012. In Italia, nell’ultimo mese la fedelta’ fiscale dei contribuenti e’ scesa di 5,2 punti passando da 16,5% a 11,3% a causa dei pochi e scarsi servizi che gli italiani ricevono in cambio delle molte tasse che pagano.
Negli ultimi 5 anni l’imponibile eva so in Italia è cresciuto del 37,2% con punte record nel nord dove ha raggiunto l’ 39,7%. Ogni contribuente italiano ”versa mediamente al fisco 7.930 euro all’anno, fra tasse, imposte e tributi vari, la cifra piu’ alta tra i paesi dell’area euro, ma riceve in cambio in servizi sociali meno della metà, 3.460 euro, il piu’ basso tra i principali paesi europei. Dalla ricerca di Contribuenti.it Magazine emerge che al primo posto tra i paesi che investono maggiormente nei servizi sociali troviamo la Francia, seguita dalla Germania, Svezia, Olanda, Inghilterra e Spagna con 8.120 euro.
L’indice della tax compliance e’ l’indice di fiducia dei contribuenti italiani. Esso rappresenta il comportamento dei contribuenti nei confronti dell’amministrazione finanziaria. La sua rilevazione avviene attraverso l’analisi di un campione di circa 5.000 contribuenti ed e’ costituito da due subindici, la stima dei contribuenti sulla situazione corrente (40%) e le previsioni per il futuro (60%)”. Il dato ‘ha una forte influenza sulla politica monetaria e fiscale in quanto e’ l’indice della Tax Compliance. Piu’ il valore e’ alto, piu’ i contribuenti hanno conoscenza, informazione e certezza di poter contare sui propri diritti. Attraverso questa via c’e’ da attendersi una diminuzione delle evasioni fiscali insieme ad un incremento delle soluzioni pacifiche delle controversie. “L’evasione fiscale non si combatte né con Equitalia, né con gli spot televisivi, ma con i fatti – ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – In Italia manca finanche la certezza del diritto. Basta guardare al credito d’imposta sud per l’occupazione. Approvato nel maggio 2011 nel decreto sviluppo, prorogato nel 2012 di un anno, ancora nessuna impresa ha potuto beneficiare del contributo con grave danno per l’occupazione. Lo Stato deve tornare ad essere credibile mantenendo le promesse prese, migliorare la qualità dei servizi pubblici e sopra tutto rendere trasparenti i conti pubblici facendo comprendere ai contribuenti come amministrano e spendono i propri soldi, così come fa un amministratore di condominio”.
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I precari siciliani occupano la Provincia
Pubblicato da fidest su lunedì, 7 maggio 2012
E arrivano i nodi al pettine dei tagli imposti dal governo Monti…Come sempre a pagarne il prezzo più caro è il sud Italia. La Sicilia è una di quelle regioni che più ha usufruito di quelle figure precarie che hanno fatto, del mondo del lavoro nel nostro paese, una vera e propria jungla…senza diritti, senza prospettive…e troppo spesso senza le necessarie condizioni economiche per tutte quelle persone che non avevano scelte diverse…ma un’unica sola…cercare di lavorare anche se solo da precari. Appena a marzo scorso la Corte dei Conti bocciava il tentativo della Regione Sicilia di regolarizzazione dei precari. “Non ci sono soldi” il refrain che ormai è divenuta la parola d’ordine di uno Stato che continua a difendere i privilegi dei pochi, che non sfiora con alcun provvedimento la corruzione e gli sprechi (se non con demagogiche ed inconcludenti dichiarazioni di impegni vaghi), ma che tocca nel cuore quella enorme fascia di persone che hanno cercato, in tutti gli anni successivi alla ignobile legge 30 (legge Marco Biagi), di riuscire a trovare un modo qualsiasi per poter lavorare. Precisiamo…non c’è alcun merito da parte della Regione Sicilia che, comunque, ha tenuto migliaia di persone per svariati anni nella condizione di precario…ma l’aggravarsi della crisi e i segnali d’allarme per le poltrone dei politici nostrani a volte sono il volano per iniziative che, in tempi diversi, non si farebbero mai. Il merito va a chi ha lavorato e sudato per pochi spiccioli al mese, ha dato il suo impegno nella speranza che un domani fosse riconosciuto…pensando, sicuramente a torto, di vivere in un paese in cui i sacrifici e il lavoro siano doveri-diritti da non poter ledere. “Siamo obbligati ad occupare” dichiara Orazio Calì dello Slai cobas precari di Catania. “La situazione in Sicilia è esplosiva. Sono 22.000 i precari che lavorano nella pubblica amministrazione…e molti da 23 anni. Chiediamo un incontro al prefetto per sbloccare una situazione che ci vedrà, se così stante, al 31 dicembre tutti disoccupati. Non abbiamo intenzione di fermarci. Ci giungono telefonate dalle altre province siciliane dove stanno avvenendo altre occupazioni. Non ci fermeremo sin quando non avremo risposte certe sul nostro futuro…stiamo preparando altre azioni, ancora più eclatanti, per costringere quelle istituzioni, che fanno finta di non sentirci, a trovare una soluzione a questa situazione.”
E così il 4 maggio alcuni precari di Catania hanno occupato la sede della Provincia. L’occupazione va ad oltranza…nell’attesa che il prefetto, che in un primo momento ha rifiutato di incontrarli, torni sui suoi passi. In tutta Italia migliaia di lavoratori stanno perdendo salario e futuro per una crisi che premia i padroni e affossa la vita delle famiglie di chi ha sempre lavorato.
Il diritto al lavoro è un diritto costituzionale che va difeso non solo da chi rischia di perderlo, ma anche da chi lo ha già perso o da chi ancora lo ha.
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Commercio: nuovi centri commerciali
Pubblicato da fidest su giovedì, 19 aprile 2012
“I Municipi dicono ‘no’ all’assalto del Comune di Roma agli spazi della città ancora liberi dalle medie e grandi strutture di vendita, previsto dal nuovo piano del commercio licenziato dalla Giunta Alemanno e inviato all’esame dei Consigli dei Municipi. Il piano, infatti, contempla da un lato l’occupazione di tutti gli spazi commerciali destinati a medie e grandi strutture e a centri commerciali previsti dal piano regolatore in periferia, senza previsione di alcuna infrastruttura, dall’altro non prevede alcun tipo di regolamentazione per le aperture di nuovi supermercati in deroga da autorizzare nelle strutture pubbliche dismesse e da cedere a privati all’interno del centro storico. Sono a rischio di ospitare nuovi supermercati le ex caserme e gli ex depositi ATAC disseminati in tutto il centro storico, come le caserme di viale Angelico e il deposito di piazza Bainsizza, con evidente danno sia per i cittadini (traffico, parcheggi, inquinamento atmosferico e acustico, etc.) che per il piccolo commercio. A questo proposito il Consiglio del Municipio Roma XVII ha già respinto la proposta di deliberazione, rinviandola al mittente. Auspichiamo che anche gli altri Municipi, sia quelli governati dal centro sinistra, ma anche quelli governati dal centro destra, non cedano alle pressioni del Campidoglio e respingano a loro una volta una delibera che mette in vendita gli spazi della città, generando solo caos e disagi”. Questo è quanto dichiarato in una nota congiunta dall’Assessore alle attività produttive del Municipio Roma XVII Mauro Caliste (PD), dal Presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII Giovanni Barbera (PRC-FDS) e dalla Consigliera Anna Vincenzoni (SEL).
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Lavoro e occupazione nel Valdarno Inferiore
Pubblicato da fidest su giovedì, 5 aprile 2012
Santa Croce sull’Arno 19 aprile prossimo, dalle ore 9 alle ore 14, nella sala convegni “Fausta Giani Cecchini” del centro per l’impiego, in via Donica n. 16 a Santa Croce sull’Arno. Il convegno, organizzato dalla Società della salute Valdarno Inferiore in collaborazione con la provincia di Pisa ed il comune di Santa Croce Sull’Arno, vuole rappresentare l’opportunità per conoscere e riflettere sull’andamento del mercato del lavoro, creando una rete stabile di collaborazione e di condivisione delle politiche del lavoro tra i soggetti pubblici interessati quali i centri per l’impiego, i servizi informagiovani, le organizzazioni sindacali, i soggetti di rappresentanza datoriale, il terzo settore e le agenzie interinali. L’iniziativa si colloca nell’ambito di “Occupiamoci”, il progetto nato nel luglio 2011, che si sviluppa nell’ambito territoriale della Società della salute Valdarno Inferiore per svolgere un ruolo di collegamento e di ponte tra il servizio sociale ed i servizi del lavoro, al fine di accompagnare verso l’occupazione e sostenere tutti i soggetti portatori di una qualche forma di disagio che ne impedisce l’ingresso nel mondo del lavoro. Per i soggetti socialmente più deboli, infatti, il lavoro è uno strumento di inclusione, ma per ottenerlo talvolta necessitano di un supporto non di tipo assistenziale che renda l’individuo parte attiva del proprio destino e artefice delle proprie scelte.
In questo contesto si inserisce anche l’incontro in programma martedì 8 maggio 2012, alle ore 18, nei locali del Centro giovani “Santa Croce Rock City” in Largo Ugo Bonetti a Santa Croce, che sarà dedicato al progetto “Giovani Sì “ della Regione Toscana. Nell’occasione, promossa dalla Società della salute Valdarno Inferiore e dalla Conferenza Educativa Zonale, i rappresentanti dei Cantieri Giovani Sì illustreranno il progetto regionale e le iniziative previste. L’incontro è aperto al pubblico e prevede la partecipazione di assessori comunali, centri giovani del Valdarno, centri per l’impiego, informagiovani, istituti scolastici superiori e associazioni del territorio.
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Occupazione giovanile
Pubblicato da fidest su sabato, 31 marzo 2012
Gli under 40 hanno pagato il prezzo più alto della crisi. Tra il 2008 e il 2011 i lavoratori con meno di 40 anni sono diminuiti dell’11,4%, facendo mancare all’appello 1.233.500 occupati. Contemporaneamente i lavoratori con più di 40 anni sono aumentati del 5,2%, pari a 663.700 unità. Ma sono le imprese più piccole a pagare il conto più salato: per quelle con meno di 50 addetti il costo del lavoro ammonta a 173,2 miliardi di euro ed è pari al 51,6% del valore aggiunto. Tra il 2003 e il 2009 l’incidenza del costo del lavoro sul valore aggiunto creato dalle imprese fino a 50 addetti è aumentato del 10,7%, passando dal 40,8% al 51,6%. Nello stesso arco di tempo, per le imprese medio-grandi l’incremento è stato inferiore (+6,6%). La grande recessione ha colpito anche l’imprenditoria giovanile. Tra il 2007 e il 2011 si registra una diminuzione del 17,1% di imprenditori italiani under 40, pari a 387.400 unità in meno. Nel nostro Paese la diminuzione è più accentuata rispetto al calo medio del 14,7% di giovani imprenditori verificatosi nell’Unione europea Nonostante questa flessione, l’Italia rimane sul gradino più alto del podio europeo per numero di imprenditori e di lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni: sono 1.872.500 e staccano nettamente il Regno Unito che ne conta 1.303.700, la Polonia che ne conta 1.127.300 e la Germania che arriva a contarne 1.055.900. Nel nostro Paese, quindi, il 19,6% dei giovani occupati under 40 lavora in proprio, una percentuale quasi doppia rispetto al 10,3% della media europea.(Confartigianato imprese Crotone)
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il filosofo Bauman a Siracusa
Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 marzo 2012
Siracusa il 9 (ore 16.30) e il 10 marzo, nel corso del quale terrà una Lectio Magistralis (10 marzo ore 10) il celebre filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman, 86 anni, sarà a Siracusa per due giorni nell’ambito del seminario di studi su “Modernità liquida in difesa del Paesaggio solido” in programma al Museo Archeologico Paolo Orsi. La manifestazione, che vedrà a confronto filosofi, sociologi ed esponenti del mondo della formazione e della cultura, è organizzata dal Consorzio Universitario “Archimede” rappresentato dalla vice presidente Pina Ignaccolo, dalla Facoltà di Architettura di Siracusa, presieduta dal prof. Carlo Truppi, e dal Collegio Siciliano di Filosofia, diretto dal filosofo Roberto Fai. L’obiettivo del seminario è quello di promuovere scelte condivise e di democrazia partecipata in difesa del paesaggio con riferimento al dibattito in corso nella comunità siracusana sul Piano Paesistico.
Per il “Bauman Day” a Siracusa, città del matematico e filosofo Archimede, sono attesi accademici e giovani ricercatori provenienti da tutta Europa. Fra i relatori figurano la sociologa polacca Aleksandra Jasinska Kania, Francois Zille del Master Politecnico di Milano e Paolo La Greca, direttore Darc (Dipartimento di Architettura) dell’Università di Catania. Nel corso del suo soggiorno a Siracusa, Bauman visiterà anche la città di Noto e la sua Cattedrale. Studioso della civiltà postmoderna, Bauman è uno dei massimi sociologi contemporanei. Nato in Polonia da una famiglia di origine ebraica non praticante, Bauman si dovette rifugiare nella zona di occupazione sovietica nel 1939 per sfuggire alle epurazioni antisemite. Vive in Inghilterra dal 1971 e fino al 1990 ha insegnato sociologia nell’Università di Leeds.
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Formazione per favorire l’occupazione”
Pubblicato da fidest su giovedì, 19 gennaio 2012
Sono aperte le pre-iscrizioni per l’anno formativo 2012-2013 ai corsi professionali triennali che il Comune di Roma organizza nei nove Centri di Formazione Professionale dislocati nel territorio cittadino. Il termine di scadenza per le pre-iscrizioni è il 31 marzo, mentre l’anno formativo inizierà a settembre 2012. I Centri offrono ai ragazzi dai 14 ai 18 anni la possibilità di completare l’obbligo formativo attraverso corsi interamente gratuiti nei quali saranno formate figure professionali di natura tecnico-pratica che verranno poi sostenute nell’inserimento del mondo del lavoro. I corsi proposti spaziano da operatore grafico informatico a operatore hardware, da elettricista montatore a meccanico, da estetista a operatore della ristorazione.I corsi prevedono sia lezioni teoriche in aula sia lezioni pratiche nei laboratori. L’insegnamento delle materie professionali viene svolto nei laboratori dei Centri e, attraverso i tirocini, presso le aziende sotto la guida di un tutor. Al termine del percorso formativo si sostiene un esame finale per ottenere un attestato di qualifica professionale e quindi inserirsi nel mondo del lavoro anche aprendo un’attività autonoma.
“L’offerta formativa di Roma Capitale – spiega l’Assessore alle Attività Produttive e al Lavoro Davide Bordoni – rappresenta un anello fondamentale delle politiche attive del lavoro e, insieme all’orientamento e all’inserimento lavorativo, offre ai cittadini opportunità di crescita personale e professionale, dando le stesse possibilità anche alle fasce deboli e svantaggiate. Attraverso i Centri di Formazione Professionale è possibile ampliare le opportunità di formazione sia nel settore delle nuove professionalità che in quello dei mestieri tradizionali”.Le pre-iscrizioni effettuate entro il 31 marzo dovranno essere confermate da parte dell’Amministrazione di Roma Capitale nel mese di luglio. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all’URP di via dei Cerchi al numero 06 67106046 -3494; telefonare al Chiama Roma allo 060606 oppure consultare il sito http://www.comune.roma.it nell’area del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione e Lavoro.
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Peoples of Europe, rise up!
Pubblicato da fidest su sabato, 15 ottobre 2011
Roma 15 ottobre – Partenza ore 14.00 da Piazza della Repubblica Ci siamo. Oggi è la giornata globale di mobilitazione che ha adottato come slogan “united for global change/uniti per il cambiamento globale”. Non solo in Italia e in Europa ma in tutto il mondo milioni di persone si mobiliteranno contemporaneamente: saranno infatti oltre 800 le manifestazioni che riempiranno le strade e le piazze di 719 città di 71 paesi sparsi nei 5 continenti per rivendicare diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell’occupazione, del welfare contro le misure di austerity imposte dagli organismi finanziari internazionali con il beneplacito dei governi nazionali.
Da questa notte diverse centinaia di autobus da oltre 70 città di tutto il paese partiranno per raggiungere la capitale, dove nel pomeriggio di sabato si snoderà il grande corteo unitario.
L’appuntamento è per le ore 14.00 a Piazza delle Repubblica. Il corteo attraverserà via Cavour, via dei Fori Imperiali, via Labicana e via E.Filiberto prima di raggiungere piazza San Giovanni. A San Giovanni saranno allestiti diversi speakers’ corner per dare ai manifestanti la possibilità di prendere parola. Dal punto voce principale si susseguiranno i rappresentanti delle principali lotte in corso in Italia, dai cassintegrati della Fiat, agli studenti, ai precari, ai lavoratori dello spettacolo, alle vertenze in difesa del territorio e dei beni comuni.
In Italia l’appello internazionale è stato raccolto da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre. La grande manifestazione nazionale non sarà che una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, necessario per cambiare l’Italia e il nostro continente e restituire democrazia, partecipazione, diritti.
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Roma: Occupazione teatro Valle
Pubblicato da fidest su sabato, 3 settembre 2011
Roma «Siamo d’accordo con il sottosegretario al Mibac, Francesco Giro, quando sostiene che l’occupazione del Teatro Valle non ha niente a che vedere con la difesa della cultura come bene pubblico. Siamo davanti, infatti, ad un’occupazione di un teatro di importanza storica da parte di privati in pieno conflitto di interessi. La descrizione di alcuni giornali, che disegna l’ennesimo caso in cui l’amministrazione pubblica vende i propri “gioielli”, non combacia con la realtà dei fatti e gli atti amministrativi finora adottati dallo Stato e da Roma Capitale. Prima il passaggio di consegne dal Ministero all’Amministrazione capitolina, poi l’affidamento al Teatro di Roma e lo stanziamento in bilancio delle risorse necessarie alla stagione 2011/2012, infine la stesura di un bando pubblico per l’assegnazione e la gestione del Teatro rivolto a soggetti che ne rispettino la storia e l’identità».
È quanto dichiara in una nota il presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale, Federico Mollicone, che ha aggiunto: «Dispiace che tutto questo non compaia su una certa stampa, orientata a sottolineare le dichiarazioni dei rivoluzionari del “sabato sera”, che si “sbattono” per blandire e difendere gli “intermittenti” dello spettacolo nella loro presunta “rivoluzione” culturale. È paradossale come gli artisti famosi scesi in prima linea in questa vicenda, quei “profeti del tutto gratuito” che pretendono di regalare un teatro pubblico del Settecento ad una “cricca” di occupanti senza nulla a pretendere, siano gli stessi che fanno pagare ai ragazzi anche 50 e 60 euro a biglietto per i propri spettacoli. Penso ad esempio ad artisti come Jovanotti o Fiorella Mannoia. Senza criminalizzare i ragazzi che occupano, lanciamo loro un ultimo appello: la ricreazione sta finendo ed è arrivato il momento di restituire ai romani un bene pubblico».
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Roma: occupazioni abusive
Pubblicato da fidest su martedì, 5 luglio 2011
“Occorre fermare una volta per tutte le occupazioni abusive nella Capitale, spesso tollerate e a volte, come nel caso eclatante dell’occupazione dell’ex cinema Palazzo a San Lorenzo, addirittura negate dalle inchieste della magistratura, che ha ritenuto di chiedere l’archiviazione del procedimento contro gli occupanti dell’immobile, regolarmente affittato ad un privato, e addirittura sostenute da esponenti della sinistra come il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ha sottolineato la turpe impresa illuminandola con la notorietà di personaggi dello spettacolo dalla carriera tinta di un rosso compatto e senza sfumature”. Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori, che ha partecipato oggi alla conferenza stampa sulla vicenda dell’ex cinema Palazzo, insieme al portavoce del Pdl Daniele Capezzone e al deputato Pdl Francesco Aracri. “Secondo una mappatura realizzata dalla Commissione sicurezza di Roma Capitale, sono oltre cento gli immobili, tra pubblici e privati, che in città sono occupati senza titolo da gruppi di personaggi, perlopiù riconducibili a frange dell’estrema sinistra, che indisturbati ricorrono all’assurda pratica dell’esproprio proletario per far valere le proprie ragioni e creare spazio per le proprie attività, spesso illegali. Ho presentato un’interrogazione al Sindaco perché solleciti il Prefetto di Roma, quale responsabile per l’ordine e la sicurezza pubblica, allo scopo di porre fine a questa farsa e impedire che insorgano nuovi conflitti. Non è possibile tollerare ancora la violenza di chi sfonda i cancelli delle proprietà altrui sbandierando idee che altro non sono che una sballata e intollerabile teorizzazione del sopruso che nessuna legge consente e nessuna circostanza giustifica: chiediamo quindi con forza un intervento immediato delle istituzioni preposte perché si metta finalmente la parola fine a questa triste vicenda e si ripristini la legalità anche negli altri immobili abusivamente occupati a Roma”, conclude Santori.
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L’economia mondiale ed elementi di criticità
Pubblicato da fidest su lunedì, 27 giugno 2011
Le stime recenti (vedasi Fondo Monetario internazionale e degli analisti economici) lasciano intravedere la prosecuzione della ripresa in atto e la tenuta del commercio mondiale. Vi sono, tuttavia, delle eccezioni riguardo i maggiori progressi come il Giappone, alcuni paesi del Sud e centro America (Argentina, Brasile, Cile e Messico) che di una parte dell’Europa orientale (Russia, Ucraina, Polonia, Ungheria e Turchia). Non bene, invece, va sul fronte dell’occupazione con percentuali di senza lavoro ancora elevate soprattutto nei paesi occidentali. Un altro elemento di criticità è dato dagli squilibri commerciali con disavanzi delle economie già in deficit e avanzi in quelle in surplus. Nell’area degli avanzi risultano esservi la Germania, la Cina, la Russia, Taiwan, Hong Kong e Singapore mentre il Giappone in seguito al recente terremoto vede ridursi la dinamica produttiva. Vi è poi la variabile dei tassi d’interesse condizionati dai minori interventi a favore delle economie reali, dei mercati finanziari e del settore creditizio. Ciò potrebbe favorire una qualche riduzione dei disavanzi pubblici sebbene il peso del debito pubblico sul Pil sembra ancora destinato ad aumentare.
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