Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 320

Posts Tagged ‘omosessuali’

Gruppi credenti omosessuali

Posted by fidest on Saturday, 17 December 2011

Gay christians at the National Gay Pride march...

Image via Wikipedia

I gruppi di credenti omosessuali in Italia sono “una realtà in piena crescita. Dinamica, variegata, non priva di differenziazioni interne”. Questo è il quadro che emerge dall’inchiesta che Adista (www.adistaonline.it), il bisettimanale su mondo cattolico e realtà religiose, ha voluto dedicare ai circa 30 gruppi di omosessuali credenti presenti nelle varie realtà locali del nostro Paese. L’inchiesta curata da Marco Zerbino, pubblicata su Adista Notizie del 17 dicembre 2011, cerca di far luce soprattutto sui “rapporti dei gruppi con le comunità di credenti locali e con le parrocchie” dando sopratutto voce ai parroci e ai delegati vescovili che accompagnano questi inediti cammini, vera e propria “novità degli ultimi anni”. Attualmente sono molti “i gruppi di credenti omosessuali italiani hanno trovato accoglienza nelle parrocchie, e questo non solo in occasione delle veglie per le vittime dell’omofobia, ma anche per tenere i propri incontri e per organizzarne altri insieme alla più vasta comunità parrocchiale”.Per Adista “punta avanzata nell’accoglienza parrocchiale verso i credenti omosessuali è senz’altro Catania, dove da più di vent’anni il gruppo locale, I Fratelli dell’Elpìs, è inserito nelle attività della parrocchia del SS. Crocifisso della Buona Morte. «Inserito, non ospitato», ci tiene a precisare il parroco, don Giuseppe Gliozzo”.Un rapporto decisamente positivo “con la comunità parrocchiale di riferimento caratterizza anche il gruppo Emmanuele di Padova che, oltretutto, è anche rappresentato ufficialmente da un suo membro nel consiglio pastorale della chiesa della Madonna della Salute”.
Più recente è invece la relazione instauratasi fra la parrocchia della Madonna della Tosse di Firenze e il gruppo Kairòs. “L’incontro con queste persone”, racconta don Giacomo a Adista, «mi ha colpito per la serietà e la maturità della loro fede, e in tal modo ho potuto decostruire stereotipi e idee preconcette di cui, purtroppo, risentiamo un po’ tutti.” Ma l’accoglienza e il rapporto con le parrocchie non si limita ai queste realtà. Afferma Adista che “vengono regolarmente accolti in una parrocchia, ad esempio, anche il gruppo milanese La Fonte, quello bolognese In Cammino e il gruppo La Creta di Bergamo, mentre a Palermo il gruppo Ali d’Aquila di riunisce presso la comunità di San Francesco Saverio all’Albergheria”. L’inchiesta cerca di far luce anche sui rapporti che i vari gruppi sono riusciti a instaurare con le diocesi di appartenenza anche se ricorda che “di fatto, l’unica diocesi italiana ad avere avviato una pastorale di accoglienza per gli omosessuali è quella di Cremona (v. Adista n. 123/09)”, «un percorso iniziato a fine 2007»”. Mentre “un percorso simile a quello di Cremona potrebbe partire in futuro anche a Parma, dove il vescovo, mons. Enrico Solmi, ha da tempo stabilito un contatto con il locale gruppo di credenti omosessuali (v. Adista n. 64/10), e a Crema, dove mons. Oscar Cantoni aveva già cominciato a muovere i primi passi nella stessa direzione”. Invece un discorso “a parte merita infine la diocesi di Torino, per molto tempo una delle più aperte e sensibili su questi temi. Qui, a partire dal Torino Pride del 2006, si era costituito un gruppo di lavoro su fede e omosessualità che, nell’arco di qualche anno, aveva portato alla pubblicazione del volume di don Valter Danna intitolato Fede e omosessualità. Assistenza pastorale e accompagnamento spirituale (Effatà, 2009). Il processo in atto ha tuttavia subito una brusca interruzione” su cui l’inchiesta cerca di luce. Il dossier di Adista termina con una risposta, a più voci, alla domanda: “a cosa servono i gruppi di credenti omosessuali”.
A corollario del dossier una scheda su “Omosessualità e magistero ecclesiastico”, mentre nell’allegato di Adista Documenti, sempre del 17 dicembre 2011, segnaliamo due interventi: “Glbt: una partita da giocare all’attacco” di Franco Barbero e “Al di sopra di tutto l’amore” di don Alessandro Santoro, ampi stralci dei loro interventi alla conferenza europea su “Le persone omosessuali e transessuali e le Chiese cristiane in Europa: paure e opportunità per una piena accoglienza e inclusione” organizzata a Roma dai gruppi di credenti omosessuali italiani durante l’Euro Pride del giugno 2011.

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Diritti degli omosessuali

Posted by fidest on Sunday, 19 June 2011

Dopo che già tanti stati nel mondo hanno compiuto sforzi legislativi affinché anche la legge fosse adeguata alla società, perché troppo spesso, anche nei paesi cosiddetti sviluppati la legislazione arriva troppo tardi rispetto all’andamento ed ai comportamenti dei propri cittadini, anche l’ONU compie un grande slancio per la tutela dei diritti di tutti gli uomini con l’approvazione da parte del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu il 17 giugno di una risoluzione che sin da subito è stata definita ”storica” e che stabilisce la parità dei diritti per tutti gli esseri umani, indipendentemente dall’orientamento sessuale, segnando un progresso significativo di livello mondiale nella battaglia per i diritti degli omosessuali. Il provvedimento che è stato presentato dal Sud Africa, è stato emanato con 23 voti a favore, 19 contrari e tre astensioni, nonostante la forte opposizione da parte degli stati arabi e africani. Di straordinaria significatività la frase contenuta nel testo: ”Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e a ciascuno di loro spettano tutti i diritti e le libertà senza distinzione di alcun tipo” e che apre scenari importanti se al dato persuasivo insito nel provvedimento, comporterà anche effetti nelle legislazione degli stati che ancora sono in ritardo nell’equiparazione universale dei diritti di tutti. Se il mondo fa un passo così avanti, aggiunge Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è ora che anche l’Italia si adegui ed il Parlamento approvi nell’immediato e contemporaneamente due leggi: una contro l’omofobia ed un’altra per la parità di tutte le “unioni civili”. È giunta l’ora, ribadisce D’Agata, che sia realizzato compiutamente nel Belpaese l’articolo 3 della Costituzione.

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Festa delle famiglie

Posted by fidest on Saturday, 21 May 2011

Firenze 22 maggio 2011 presso il Parco dell’Anconella, ingresso da Via Villamagna (vicino alle giostre per bambini) in zona Firenze sud si svolgerà per la prima volta a Firenze, in contemporanea con altre città d’Italia, la Festa delle Famiglie. Un’iniziativa di visibilità e di condivisione festosa organizzata dall’Associazione Famiglie Arcobaleno che riunisce genitori e aspiranti genitori omosessuali. La festa è l’occasione per far conoscere all’esterno le famiglie omogenitoriali e per ricordare all’opinione pubblica che le famiglie omogenitoriali non sono riconosciute né tutelate dalla legge e i figli di copie gay e lesbiche non godono degli stessi diritti degli altri bambini. L’evento sarà anche un momento di condivisione con tutte le persone che si riconoscono in un’idea di società inclusiva e “plurale”. Una festa aperta a tutti coloro che hanno voglia di conoscere questa realtà e di passare una giornata di festa.

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No ai gay: imam e vescovi a braccetto

Posted by fidest on Wednesday, 11 May 2011

Dopo i vescovi, che su “Avvenire”, nei giorni scorsi, ci hanno tenuto a far sapere che nelle prossime elezioni amministrative si dovranno sostenere solo coloro che valorizzano la famiglia “nel ‘format’ fondato sul matrimonio uomo-donna sancito dalla Costituzione” ora è il turno di un imam assumere una posizione omofoba ed entrare a gamba tesa nella vita politica del nostro Paese. Ali Abu Shwaimache ha invitato oggi l’elettorato a non votare esponenti gay di partito perché quella omosessuale infatti sarebbe “una condotta che non va d’accordo con l’etica islamica”. Né valgono le rassicurazioni dell’imam che fortunatamente, ha spiegato di non avere chiesto ai fedeli, bontà sua, “di essere contro gli omosessuali”. Ai rappresentanti di entrambi i fondamentalismi, che hanno trovato finalmente sintonia sull’esclusione delle istanze gay e lesbiche dalla dibattito politico e delle persone omosessuali e transessuali dalle istituzioni, ricordiamo che l’Italia non è una teocrazia bensì una Repubblica laica e aconfessionale. Chiediamo quindi agli elettori di votare alle prossime amministrative coloro che, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e dal proprio credo religioso, sappiano garantire una convincente prospettiva nell’amministrazione del futuro delle nostre città. Da parte nostra continuiamo a guardare alla politica come uno spazio aperto a tutti e tutte e respingiamo in nome della laicità della Repubblica ogni invadenza confessionale e religiosa nella vita politica finalizzata a limitare la libertà e i diritti e a trascinarci lontano dall’Europa e dalla Democrazia. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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La chiesa cattolica e gli omosessuali

Posted by fidest on Wednesday, 23 February 2011

Lettera al direttore. Un lettore su Famiglia Cristiana n. 8 del 20 febbraio, chiede quale sia “il pensiero della Chiesa cattolica sulle persone omosessuali”. Il sacerdote Giordano Muraro, senza un piccolo commento, in cui magari l’autore della lettera sperava, riferisce: “Una sintesi sull’omosessualità è nei numeri 2357 – 2359 del Catechismo. Dice che: «La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile», ma chiede che gli omosessuali vengano «accolti con rispetto, compassione, delicatezza». Continua poi, il buon prete, citando sempre dal Catechismo: “Gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati…sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita”.Allora, sperando che il lettore mi legga, un piccolo commento vorrei farlo io. Se io dicessi che i sacerdoti, oppure, non so, che le persone con i capelli rossi, devono essere trattate con compassione, vale a dire compatite, assumerei una posizione razzista, in contrasto con la ragione e col Vangelo. Tale è la posizione della Chiesa Cattolica riguardo agli omosessuali: razzista. Non è possibile dimostrare in  base alle ragione e al Vangelo che gli atti disordinati e contro la legge naturale (quale?) siano peccaminosi. Imitare gli eunuchi, presi ad esempio da Gesù, in vista del regno dei cieli, non significherà per caso andare contro la legge naturale? (Elisa Merlo)

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No ai matrimoni gay

Posted by fidest on Thursday, 6 January 2011

L’ordinanza della Corte Costituzionale la n° 4/2011 ripropone il tema del riconoscimento e della tutela giuridica delle coppie omosessuali escludendo l’illegittimità delle norme del codice civile che impediscono di sposarsi a persone dello stesso sesso. Ne dà notizia Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.  Secondo i giudici non è possibile celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso in quanto le leggi attualmente vigenti in Italia lo escludono.  L’illegittimità costituzionale è confermata da una serie di norme del codice civile che impediscono le nozze gay (gli articoli incriminati erano: 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis e 231).  Ha fatto bene, insomma, l’ufficiale dello Stato civile del Comune di Ferrara a rifiutarsi di procedere alla pubblicazione di matrimonio richiesta dalle parti private.   La Consulta conferma la linea affermata nella sentenza 138/10 e nell’ordinanza 276/10. Ritenendo suprefluo sollevare la questione di legittimità con riferimento ai parametri individuati negli articoli 3 e 29 della Costituzione: rispetto al principio di eguaglianza l’Alta corte osserva che le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio; l’articolo 29, poi, si riferisce alla nozione di matrimonio definita dal codice civile come unione tra persone di sesso diverso e questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica. Nel promuovere il giudizio di legittimità il Tribunale rimettente sottolinea il rapido cambiamento dei costumi sociali avvenuto negli ultimi anni e l’affermarsi, accanto alle unioni tradizionali, di altre forme di convivenza che – seppure minoritarie – aspirano comunque a una tutela; una protezione che, tuttavia, l’ordinamento giuridico al momento non consente: la Consulta ribadisce l’interpretazione dell’articolo 29 della Costituzione secondo cui «la diversità di sesso è elemento essenziale nel nostro ordinamento per poter qualificare l’istituto del matrimonio». La Consulta interviene su di un tema delicato sul quale senza alcun dubbio occorre un intervento improcrastinabile del legislatore che sappia cogliere l’evoluzione della società italiana.

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La Chiesa e gli omosessuali

Posted by fidest on Monday, 16 August 2010

Lettera al direttore. “Non darei la comunione a Vendola perché ostenta la sua condizione perversa e malata di omosessuale praticante…Se muore un gay certamente me ne dolgo e prego per lui, ma non posso celebrare una messa funebre per la semplicissima ragione che è morto senza pentimento”. Questi gravissimi giudizi sono stati espressi con sconcertante disinvoltura dal vescovo emerito di Otranto, Vincenzo Franco. Vorrei ricordare al vescovo, l’ammonimento di S. Giacomo: “Il giudizio sarà senza misericordia per chi non ha usato misericordia” (Gc 2,13). Certamente Giacomo si basava sulle parole del Signore: “Perché osservi la pagliuzza che sta nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che sta nel tuo? Oppure: come puoi dire al tuo fratello: « Lascia che io tolga dal tuo occhio la pagliuzza »; ed ecco, la trave è là nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave nel tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello” (Mt 7,3 – 5). Il vescovo, però, nell’occhio del fratello ha visto una trave, non una pagliuzza. Evidentemente l’uomo della Chiesa si specchia negli occhi dei fratelli, ed altro non può osservarvi che il riflesso di massicce travi. (Francesca Ribeiro)

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Il vescovo di Otranto e la messa funebre

Posted by fidest on Sunday, 15 August 2010

Lettera al direttore. Il vescovo emerito di Otranto, Vincenzo Franco, ha dichiarato: “Non darei la comunione a Vendola perché ostenta la sua condizione perversa e malata di omosessuale praticante”. Ed ha avuto il coraggio di aggiungere: “Se muore un gay certamente me ne dolgo e prego per lui, ma non posso celebrare una messa funebre per la semplicissima ragione che è morto senza pentimento”. Il vescovo somiglia molto a San Paolo, e per niente a Gesù. Così va il mondo della Chiesa. San Paolo, infatti, riguardo agli omosessuali, ma anche riguardo alle donne, faceva discriminazioni che Gesù non ha mai fatto. Il vescovo di Otranto, dando pubblicamente del perverso e del malato ad un omosessuale, non ha calpestato solo il Vangelo, ma anche la ragione. Doppio peccato. Qualora dovesse morire senza pentimento (Dio non voglia!), stando alla sua affermazione, sarebbe giusto gli fosse negata la messa funebre. Vale forse la pena ricordare al buon vescovo che il Gesù del Vangelo non negò il pane spezzato neppure all’apostolo traditore. (Elisa Merlo)

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“Ricordate e fate ricordare”

Posted by fidest on Wednesday, 27 January 2010

Il 27 gennaio è la “Giornata della Memoria”, giornata di commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo, del fascismo, dell’Olocausto ed in Onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. “Ricordare e far Ricordare” è un dovere sacrosanto al quale nessuno si può e si deve sottrarre. “Ricordare e far Ricordare” che nei campi di sterminio hanno trovato la morte Ebrei, Testimoni di Geova, Omosessuali, Zingari e Dissidenti, Uomini, Donne e Bambini che non avevano altra colpa che quella di Esistere. “Ricordare e far Ricordare” perchè ciò che è accaduto mai più possa accadere, scolpirlo nella mente dei nostri figli affinchè crescano ricordando quanto scellerato è potuto essere l’essere umano e ricordarlo,al caldo nelle nostre case, nei posti di lavoro, quotidianamente perchè ciò che è accaduto mai più si ripeta. A volte può sembrare crudo raccontare e far ricordare ma in una società come la nostra, dove si notano sempre più emergenti segnali di xenofobia, è importante ricordare e ricordarlo ai più giovani perchè non si lascino trasportare da sentimenti di fanatismo che purtroppo nella storia hanno portato al triste epilogo che questa giornata vuole ricordare. Amo spesso in questa giornata, prosegue il coordinatore comunale dell’Italia dei Valori Maurizio Ferraioli, con le mie figlie ed i miei nipoti fare un gioco, una sorta di psicodramma, nel quale chiudendo gli occhi e narrando lascio immaginare le sensazioni che si potrebbe provare se nel caldo delle nostre case, tranquilli e sereni, all’improvviso venissimo presi, portati via, separati gli uomini dalle donne, i mariti dalle mogli, i figli dai padri, e deportati in un campo dove la speranza del ritorno è una fiammella che lentamente si spegne. Non è con cattiveria che faccio ciò ma è solo perchè ritengo che spesso si sottovaluta quello che è successo o si lascia alla sola lettura nei libri di storia o ad una lacrima spesa in un film con qualche connotazione sentimentale, purtroppo non è così e riuscire ad immedesimarsi anche solo per un attimo consente di sentirci vicini a chi ha subito questa immane tragedia direttamente o attraverso i propri familiari. Forse qualche acuto psicologo o psichiatra potrebbe rimproverarmi di stressare questi giovani familiari ma preferisco essere per loro uno stress di fantasia e vederli crescere con una forte coscienza facendo propri i principi di Uguaglianza, Libertà, Solidarietà e Fratellanza di tutti i Popoli e sperare che il loro Futuro possa essere migliore del nostro recente e tragico passato. Ricordare fino allo stremo delle forze è il nostro “Dovere” e mi piace ricordare, ricordando la parte finale della poesia di Primo Levi “Se questo è un Uomo” che recita così: Meditate che questo è stato.Vi comando queste parole-Scolpitele nel vostro cuore-Stando in casa andando per via,Coricandovi alzandovi;Ripetetele ai vostri figli-O vi si sfaccia la casa,La malattia vi impedisca,I vostri cari torcano il viso da voi: Ricordate e fate ricordare”.

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Qube, la condanna del sindaco Alemanno

Posted by fidest on Saturday, 19 September 2009

«Esprimo la mia totale condanna per il nuovo attentato commesso questa mattina contro un locale frequentato da persone omosessuali. Mentre attendiamo l’esito delle indagini, nella certezza che gli inquirenti assicurino alla giustizia i responsabili, è assolutamente necessario un forte coinvolgimento di tutte le istituzioni contro qualsiasi forma di discriminazione razzista e omofoba. Per questo dobbiamo impegnarci affinché la fiaccolata in programma a Roma per il 24 settembre trovi larghissima partecipazione di tutte le forze politiche e sociali della nostra città». Lo afferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma.

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L’influenza della Chiesa

Posted by fidest on Monday, 7 September 2009

Lettera al direttore. Coloro che, al tempo in cui si affrontavano temi come la fecondazione assistita, oppure il riconoscimento delle coppie di fatto,  ed ultimamente quello della interruzione delle cure per Eluana Englaro, ritennero che la posizione della Chiesa influisse sugli uomini politici italiani, oggi, alla luce delle vicende riguardanti il respingimento dei barconi dei disperati provenienti dall’Africa, dovrebbero ricredersi, o perlomeno ammettere che l’influenza della Chiesa è alquanto blanda, relativa. La Chiesa, infatti, ha espresso la sua disapprovazione, ma è rimasta inascoltata. Certo, non è arrivata a parlare esplicitamente agli uomini politici, come fece ad esempio quando temeva fossero riconosciute legalmente le unioni tra persone omosessuali, ed uscì il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede (28 marzo 2003), approvato da Giovanni Paolo II e firmato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, nel quale era scritto: “Nel caso in cui si proponga per la prima volta all’Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge”. Non ha parlato in tal modo, e forse è giusto non l’abbia fatto giacché sarebbe vera e propria ingerenza, però ha fatto sentire chiaramente la sua voce, così come l’ha fatta sentire a proposito delle vicende recentissime riguardanti i comportamenti non esemplari del Cavaliere, nonché le bassezze cui è arrivato un giornalista.  Voce assolutamente inascoltata. Deduzione: gli uomini politici italiani seguono le indicazione della Chiesa non secondo coscienza ma secondo convenienza. Qualora non si perdano consensi, o meglio ci sia la possibilità di guadagnarne, conviene schierarsi dalla parte della Chiesa. Altrimenti essa diventa solo un ostacolo da combattere o da ignorare.  (Renato Pierri)

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La chiesa che parla

Posted by fidest on Saturday, 27 June 2009

Lettere al direttore. Quante volte la Chiesa negli ultimi tempi  ha parlato, gridato, quando non doveva parlare, o perlomeno doveva farlo sommessamente? Chi può dimenticare il chiasso della gerarchia ecclesiastica al tempo del referendum sulla fecondazione assistita, quando arrivò a diffondere nelle chiese volantini che invitavano i fedeli ad astenersi dal voto? Oppure quando nel giugno del 2003 dava alle stampe un opuscolo firmato Joseph Card. Ratzinger, in cui si invitavano i parlamentari cattolici a “votare contro” un eventuale “progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali”? Come dimenticare le parole dure come pietre di Monsignor Crociata e del cardinale Barragan riguardo al padre di Eluana Englaro? Eppure nè la ragione né il vangelo imponevano di parlare. Oggi la Chiesa dovrebbe dire una parola perlomeno ai fedeli, riguardo al cattivo esempio dato dal presidente del Consiglio, ed invece tace. Eppure il Vangelo le imporrebbe di parlare: “Se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria e sia precipitato nel fondo del mare. Guai al mondo per gli scandali!” (cf Mt 18, 6-7). Ma tra questa Chiesa e il Cristo c’è un abisso. (Miriam Della Croce)

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