Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Osteoporosi: stop alle fratture

Pubblicato da fidest su lunedì, 13 febbraio 2012

Firmato da 5 Società Scientifiche e ormai accreditato punto di riferimento per tutta la popolazione femminile sul tema della fragilità ossea e sui rischi delle fratture, il sito http://www.stopallefratture.it si arricchisce anche di un elenco di 564 strutture ospedaliere per il trattamento dell’Osteoporosi severa, diffuse su tutto il territorio nazionale.
In un’ottica di servizio sempre più personalizzato sulla paziente, l’obiettivo è quello di continuare a sensibilizzare su come, proprio a causa dell’osteoporosi severa, le ossa diventino più fragili e possano fratturarsi anche per traumi banali, ma soprattutto favorire il contatto con uno specialista di riferimento nell’ambito delle malattie metaboliche dell’osso. Contribuendo, così, a migliorare la gestione dell’osteoporosi severa, aumentando la percezione del rischio sia da parte delle pazienti, che degli operatori sanitari, per arrivare ad una più tempestiva, e certa, diagnosi del problema.
Dall’home page del sito, infatti, tutte le pazienti dai 50 anni in su, ovvero la popolazione femminile maggiormente suscettibile di fratture da fragilità ossea, potranno, infatti:
1 scoprire il proprio potenziale di rischio di frattura attraverso un test di auto-diagnosi,
2 stampare il risultato del proprio test,
3 parlarne con uno specialista, orientandosi nell’elenco dei centri ospedalieri autorizzati per osteoporosi severa disponibili da oggi disponibili nel database del sito.
Sempre dall’home page, infatti, è possibile accedere all’elenco delle strutture e, selezionando la provincia di residenza, scegliere in quale struttura prenotare autonomamente una visita specialistica, attraverso i riferimenti telefonici presenti sul sito.

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Screening osteoporosi in farmacia

Pubblicato da fidest su giovedì, 13 ottobre 2011

Farmacia dell'Eremo

Image by zu78 via Flickr

Si è conclusa con successo la campagna gratuita di prevenzione dell’osteoporosi promossa da Farmondo, la rete di 83 farmacie di Pisa e Livorno che aderiscono a Cofapi (Cooperativa farmacisti pisani). Di queste, 60 hanno svolto uno screening nelle due province tra maggio e settembre che consisteva in una ultrasonometria ossea con apparecchi di facile trasportabilità e senza radiazioni, particolarmente adatti a un monitoraggio di primo livello. L’esame non durava più di 60 secondi, e al paziente veniva rilasciato un referto e a seconda dell’esito veniva invitato a recarsi dal medico di famiglia o dallo specialista. Sono stati eseguiti 3.300 test, per il 96% dei casi a donne e buona parte dei soggetti è risultata soffrire di osteoporosi o osteopenia severa già prima dei 60 anni, con il 5% di questi assolutamente ignari e quindi “scoperti” per la prima volta. «I farmacisti della rete hanno operato assolutamente in maniera gratuita, dedicando il loro tempo, la poro professionalità e gli spazi della loro farmacia».(fonte farmacista33)

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Parodontite e osteoporosi a Radio 1

Pubblicato da fidest su martedì, 29 marzo 2011

Rai Radio 1

Image via Wikipedia

Andrà in onda questa sera (29 marzo 2011) alle 19.30 circa su Rai Radio 1, nello spazio salute a cura di Angela Mariella e condotto da Emanuela Medi la ricerca odontoiatrica di Microdentistry protagonista in una puntata di “La Medicina”, la trasmissione dedicata alla salute di Rai RadioUno. L’intervista al dottor Francesco Martelli infatti, fondatore dell’Istituto di Ricerca fiorentino, Il medico parlerà della correlazione fra parodontite, infezione batterica molto comune a carico dell’apparato di supporto dei denti, ed altre malattie sistemiche, in particolare l’osteoporosi, patologia dell’apparato scheletrico caratterizzata da un progressivo deterioramento del tessuto osseo. L’Istituto Microdentistry ha infatti terminato uno studio che dimostra la correlazione genetica fra le due patologie, purtroppo molto comuni. “A breve – ha affermato il dottor Martelli – la pubblicazione dello studio sulla rivista scientifica Archives of Oral Biology”. http://www.microdentistry.it

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Osteoporosi: un farmaco ricostruisce l’osso più forte

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 marzo 2011

Nuove conferme per lo stronzio ranelato, la prima molecola anti-osteoporosi a doppia azione, in grado di stimolare la formazione ossea, riducendo il rischio di fratture. I dati dello studio internazionale BIOPSY (stronzio ranelato verso alendronato), il più grande trial mai realizzato sulle biopsie ossee, sono stati presentati al Congresso Europeo su osteoporosi e osteoartrosi (ECCEO11-IOF) in corso a Valencia fino a domani, con la partecipazione di 5500 esperti. Sono state coinvolte 268 donne in post menopausa con osteoporosi: è stato dimostrato che il farmaco ha una capacità di formare osso nuovo significativamente maggiore rispetto ad alendronato. Le biopsie sono state valutate con una tecnica innovativa, la istomorfometria, che ha dimostrato come, dopo soli sei mesi di trattamento con stronzio ranelato, la superficie di mineralizzazione, cioè il parametro utilizzato per misurare l’estensione del nuovo tessuto osseo, è risultata pari al 2,94% rispetto al 0,20% delle donne a cui è stato somministrato alendronato. L’efficacia dello stronzio ranelato, dimostrata fino a 10 anni di trattamento, è legata al suo meccanismo di azione che riequilibra il metabolismo dell’osso a favore della formazione di tessuto osseo nuovo e più forte.Lo stronzio ranelato è l’unico trattamento che ha dimostrato di avere una efficacia anti-frattura oltre i 10 anni ed è la terapia di prima scelta per l’osteoporosi per tutte le donne in post-menopausa. L’osteoporosi è una patologia seria che non deve essere banalizzata o ritenuta un disturbo fisiologico. Determina una progressiva diminuzione di massa ossea e riguarda circa 5.000.000 di persone in Italia, di cui l’80% sono donne in postmenopausa. Ogni anno, la patologia causa 250.000 nuove fratture, di cui 70.000 l’anno al femore, le più temibili per le conseguenze disabilitanti che determinano e per l’elevato costo sociale. 20.000 l’anno sono invece le fratture vertebrali, anche queste in grado di determinare un forte grado di disabilità nelle pazienti colpite. Il tasso di incidenza annuale di fratture osteoporotiche nelle donne post-menopausa è maggiore delle percentuali di infarto, ictus e tumore alla mammella ed ha un enorme impatto sui bilanci della sanità (entro il 2050 è previsto che la spesa per questa patologia raddoppierà). “I risultati dello studio BIOPSY – osserva il Professor Roland Chapurlat dell’Ospedale di Lione (Francia), un investigatore del trial – dimostrano che questo farmaco preserva la capacità di formazione dell’osso”. “L’attività di formazione ossea osservata in questo lavoro – sottolinea il Professor Louis-Georges Ste-Marie dell’Università di Montreal – può essere attribuita al meccanismo d’azione unico della molecola che coniuga il duplice effetto di mantenere o aumentare la formazione ossea e ridurre il riassorbimento del tessuto”. BIOPSY stabilisce un nuovo standard nella valutazione degli effetti dei diversi trattamenti per l’osteoporosi sul tessuto osseo.

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“Osteoporosi: conoscerla per prevenirla”

Pubblicato da fidest su mercoledì, 9 febbraio 2011

Al via “Osteoporosi: conoscerla per prevenirla”, premio giornalistico italiano dedicato al tema dell’osteoporosi. L’originalità e la capacità di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di prevenire questa patologia costituiranno il criterio di selezione degli articoli, che saranno pubblicati o trasmessi sui media entro il 30 giugno 2011. Promosso da FEDIOS – Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro – con il sostegno incondizionato di Novartis, il premio risponde all’esigenza di aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza di prevenire l’osteoporosi, attraverso la valorizzazione di quei giornalisti capaci di comunicare con rigore scientifico le conseguenze di questa patologia. Gli articoli e servizi selezionati, diffusi fino al 30 giugno 2011, dovranno sensibilizzare la popolazione sugli effetti invalidanti dell’osteoporosi e promuoverne la prevenzione.
Dal 2005 l’attività di FEDIOS consiste nel promuovere campagne d’informazione, convegni, dibattiti, studi e ricerche nell’ambito della prevenzione delle malattie dello scheletro. L’attività di sensibilizzazione si concentra soprattutto sul tema dell’aderenza terapeutica, un concetto cruciale per i pazienti osteoporotici, che spesso interrompono anzitempo le cure, rendendole così completamente inefficaci. I premi saranno attribuiti secondo l’insindacabile giudizio della giuria, composta da: Ombretta Di Munno, Presidente del Comitato Scientifico FEDIOS, Ferdinando Silveri, Vicepresidente Comitato Scientifico FEDIOS, Leonardo Sartori, Vicepresidente Comitato Scientifico FEDIOS, Salvatore Minisola, Presidente SIOMMMS, Silvano Adami, Presidente GIBIS.
Gli articoli dovranno pervenire alla segreteria organizzativa entro il 29 luglio 2011. Tutte le informazioni sul bando sono disponibili sul sito http://www.fedios.it.

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Osteoporosi e gli indirizzi comunitari

Pubblicato da fidest su martedì, 25 gennaio 2011

Roma 1 febbraio 2011 presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica. Convegno, promosso dall’Osservatorio Sanità e Salute di cui è Presidente il Sen. Cesare Cursi, moderato dal giornalista Rai Attilio Romita. Questo incontro cercherà di tenere conto di quanto già fatto visitando aree di grande rilievo, quali la realtà Europea relativa alle fratture da fragilità, il Registro Italiano delle stesse, i criteri diagnostici e la prevenzione. Una particolare attenzione verrà data al capitolo delle terapie, tale argomento verrà affrontato dalla Prof.ssa Maria Luisa Brandi, Presidente F.I.R.M.O, considerando i nuovi farmaci e le condizioni di rischio di osteoporosi secondarie ancora non contemplate nei criteri di rimborso della Nota 79. Interverranno inoltre  il Prof. Sergio Ortolani, Direttore Centro Malattie del Metabolismo Osseo dell’Istituto Auxologico Italiano Presidente della Lega Italiana Osteoporosi(LIOS) ,il Prof. Giovanni Simonetti, Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Imaging Molecolare, Radiologia Interventistica e Terapia Radiante della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma, il Prof. Umberto Tarantino, Ordinario di Malattie dell’Apparato Locomotore Università Tor Vergata di Roma e il Prof. Salvatore Minisola Presidente SIOMMMS
L’organizzazione mondiale della Sanità ha recentemente identificato l’osteoporosi come uno dei principali problemi sanitari assieme ad altre malattie non trasmissibili. Da uno studio Esopo (Epidemiology Studyof the Prevalence of Osteoporosis in Italy) risulta che in Italia ci sono circa 4.000.000 di donne osteoporotiche, contro la stima maschile che è di circa 800.000 uomini . La stima dei costi per il SSN è di circa 1 miliardo di euro all’anno per le fratture femorali, cui fanno parte i costi indiretti per pensioni di invalidità (circa 20% dei diretti ) ed i costi dei farmaci. Il Prof. Jean-Yves Reginster, Membro del Direttivo IOF (International Osteoporosis Foundation) darà il suo contributo affrontando il tema a  livello internazionale , così questo incontro tra clinici e istituzioni sarà l’occasione per analizzare la situazione dell’Osteoporosi in Italia e in Europa per una collaborazione efficace a livello comunitario.

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Osteoporosi, la prevenzione facile

Pubblicato da fidest su martedì, 19 ottobre 2010

Bergamo 20 ottobre Ospedali riuniti. In occasione della giornata mondiale sull’osteoporosi, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da) ha coinvolto gli ospedali che hanno ottenuto i bollini rosa per la loro attenzione alle esigenze delle donne ricoverate, affinchè offrano servizi gratuiti alla popolazione.
Gli Ospedali Riuniti, che hanno raggiunto il massimo riconoscimento (3 bollini rosa), hanno aderito all’iniziativa. Pertanto, mercoledì 20 ottobre tutte le donne interessate ad approfondire questo importante tema che riguarda una vasta percentuale dell’universo femminile potranno recarsi direttamente in Endocrinologia (ingesso 13, 2° piano) dalle 9.30 alle 12.30, rivolgendosi alla segreteria. Saranno quindi indirizzate a un ambulatorio specifico, dove lo specialista eseguirà una breve indagine volta a valutare la stima del rischio di frattura. A questo proposito, se disponibile, è opportuno portare un’indagine densitometrica (MOC) effettuata. L’accesso al servizio è diretto, senza bisogno di alcuna prenotazione.  Secondo il 60% delle donne italiane l’osteoporosi è una conseguenza ineluttabile dell’età che avanza, senza prendere in considerazione che invece dipende dal proprio stile di vita e in particolare da dieta e attività fisica. Solo il 50% conosce il ruolo fondamentale della vitamina D per la salute delle ossa e sa che l’esposizione al sole ne stimola la produzione. Va meglio solo per l’importanza del calcio: 9 donne su 10 sanno che si trova nel latte e nei suoi derivati. Ma il dato più allarmante è che non esiste alcuna consapevolezza riguardo alla possibilità di svolgere una corretta prevenzione sia della malattia in età giovanile che delle fratture in età avanzata. Solo al Nord una esigua minoranza (18%) sa che l’osteoporosi si previene, invece, fin da bambini e che l’accumulo di calcio e vitamina D insieme all’attività fisica regolare a questa età è fondamentale per costituire ossa forti. Mentre l’80% dichiara che il momento per iniziare a prevenire la malattia è durante la menopausa o, addirittura, dopo una frattura, quando ormai è troppo tardi.
Secondo gli esperti la prevenzione va promossa già nella ‘pancia’ della mamma. L’alimentazione della donna in gravidanza è infatti molto importante per la bambina che deve nascere. Anche l’eccessiva magrezza di molte, troppe adolescenti aumenta il rischio di osteoporosi. Fino a 25 anni, infatti, la massa ossea cresce fino a determinare il suo picco: questo ‘salvadanaio di calcio’, però, tende a consumarsi con il passare degli anni.

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Attività fisica per rimanere in forma

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 ottobre 2010

Tornati dalle vacanze, riprese le attività lavorative molti vorrebbero mantenere le buone condizioni fisiche acquisite. Non ci vuole molto,  basta una passeggiata di mezz’ora al giorno. L’iscrizione alle palestre o l’intensa attivita’ sportiva non servono alle nostre tasche e tutto sommato non servono al nostro corpo. Una passeggiata, anche distribuita nel corso della giornata, mantiene in forma e protegge da una serie di affezioni, quali le malattie cardiovascolari, l’obesita’, il cancro dell’intestino crasso, l’artrite e l’osteoporosi. Unica avvertenza e’ quella di passeggiare nel verde; camminare o, peggio, correre  in mezzo alle automobili (come vediamo spesso nelle nostre citta’) non fa che aumentare la quantità di inquinanti assorbiti dal nostro organismo. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Osteoporosi e fratture vertebrali

Pubblicato da fidest su venerdì, 24 settembre 2010

Cremona il 25 settembre  presso la Sala Monteverdi dell’Hotel Impero. Il convegno, presieduto dal Prof. Giuseppe Galli, Direttore del reparto di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, rappresenta l’occasione per informare i Medici di Medicina Generale sulle nuove tecniche di chirurgia mininvasiva vertebrale e proporre procedure condivisibili per avviare immediatamente i pazienti verso un corretto percorso di cura.
Ogni anno in Italia si verificano oltre 100.000 fratture vertebrali causate da osteoporosi. Il progressivo invecchiamento della popolazione, specie nei Paesi più sviluppati, unito alle aumentate esigenze funzionali, fanno sì che le problematiche mediche legate alle patologie della colonna vertebrale, in vertiginoso aumento, siano diventate uno dei principali problemi a cui devono far fronte le persone anziane. Nel corso del convegno verrà inquadrata l’osteoporosi da un punto di vista clinico ed eziopatologico, e si darà largo spazio al confronto tra le diverse procedure, attualmente in uso, di intervento mininvasivo  per le fratture vertebrali.
In particolare, compito del medico di base è quello di riconoscere immediatamente i casi da trattare chirurgicamente, abbattendo le naturali resistenze dei pazienti, soprattutto anziani, all’idea del bisturi. Per questo, un altro importante obiettivo del corso è informare i medici di famiglia delle procedure di chirurgia vertebrale mininvasive più innovative e sicure. Ad oggi i sistemi più utilizzati sono la cifoplastica con palloncino e la vertebroplastica. Entrambe le tecniche prevedono l’iniezione di cemento nella vertebra fratturata, ma la caratteristica che rende unica la cifoplastica è l’uso di un “palloncino” inserito per via percutanea, che una volta gonfiato, oltre a stabilizzare la frattura, risolleva la vertebra collassata posizionandola il più vicino possibile all’altezza originale. A questo punto, si procede con l’inserimento di un cemento sintetico o biologico.
La cifoplastica con palloncino è un intervento della durata di circa un’ora che viene eseguito in anestesia locale e sedazione o generale, a seconda del paziente. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione per un paio di giorni, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono nell’immediato. I vantaggi correlati a questa tecnica chirurgica sono numerosi: dalla rapidità con cui viene restituita la mobilità al paziente, ai notevoli risparmi economico-sociali rispetto alle cure tradizionali. Vengono infatti evitati i costi di ospedalizzazione, riabilitazione e cura farmacologica del dolore.
L’osteoporosi è un problema assai diffuso (in Italia ogni anno si verificano oltre 100.000 casi), in particolar modo tra le donne in età post-menopausale. La patologia si manifesta con un andamento cronico e con una elevata predisposizione alle fratture in quanto l’osso diminuisce di consistenza, diventa poroso e quindi fragile. Il progressivo invecchiamento della popolazione, specie nei Paesi più sviluppati, unito alle aumentate esigenze funzionali fanno sì che le problematiche mediche legate alle patologie discali abbiano subito un vertiginoso incremento in termini numerici e non solo.

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Osteoporosi e ormoni

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 agosto 2010

Quadro clinico dell’osteoporosi: le ossa divengono porose ed i rischi di fratture ossee aumentano. Si presentano dolori alle ossa in ambito dorsale. Nell’ulteriore sviluppo della malattia può addirittura diminuire l’altezza corporea ed in casi estremi si forma una gobba. Fu solo nel 1994 che si riconobbe l’osteoporosi in tutto il mondo come malattia. Le donne soffrono con particolare frequenza di osteoporosi. Per quale motivo? Perchè in esse la riduzione della massa ossea risulta maggiore a seguito della mancanza di estrogeni negli anni della menopausa. Con l’avanzare dell’età una terapia ormonale sostitutiva offre sicuramente protezione dall’osteoporosi. Ma potete prevenire la malattia anche in giovane eta’ con il genere alimentare gelatina. Prevenzione con la gelatina – per non divenire fragili in eta’ avanzata. Chi desidera prevenire l’osteoporosi in modo naturale, puo’ tirare un respiro di sollievo. La proteina naturale collagena gelatina contribuisce, oltre ad altri principi nutritivi, in misura essenziale alla salute delle ossa. Nella gelatina gli aminoacidi glicina e prolina sono contenuti in concentrazione particolarmente elevata, nettamente superiore a quella riscontrata in altre proteine. E questo va bene! Perche’ tali aminoacidi sono particolarmente importanti per la strutturazione delle ossa. Gli aminoacidi ed i peptidi della gelatina penetrano nella circolazione sanguigna attraverso la parete intestinale e raggiungono di qui il loro luogo d’impiego, l’osso. Qui si accumulano preferenzialmente e costruiscono una matrice collagena nell’osso stesso. Nella matrice, che ci possiamo immaginare come un rotolo di rete metallica di recinzione, si depositano calcio ed altre sostanze minerali che assicurano la necessaria solidita’ dell’osso

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Strategia terapeutica contro l’osteoporosi

Pubblicato da fidest su martedì, 10 agosto 2010

Nelle malattie croniche, quale l’osteoporosi, il miglioramento dell’aderenza è uno degli obiettivi prioritari per assicurare il successo del trattamento e la persistenza è un fattore determinante nell’outcome clinico. I bisfosfonati sono notoriamente di prima scelta sia nel controllo della patologia sia nella prevenzione delle relative complicanze fratturative. Tuttavia la persistenza nell’assunzione di questi farmaci risulta ancora insoddisfacente, in relazione agli schemi posologici non sempre di facile attuazione e praticità. La nuova formulazione mensile di risedronato 75 mg, da somministrare in 2 giorni consecutivi al mese, recentemente approvata anche in Italia, rappresenta la prima opzione terapeutica a soddisfare pienamente i requisiti attualmente considerati imprescindibili al fine del successo terapeutico: rapidità d’azione, efficacia in tutti i distretti scheletrici e suo mantenimento nel tempo, sicurezza, tollerabilità e maggiore semplicità di assunzione. Le conclusioni degli studi clinici, tra cui un trial prospettico in doppio cieco di Delmas e coll. (Osteoporos Int. 2008;19:1039-1045), su oltre 1.200 donne in post-menopausa affette da osteoporosi, hanno dimostrato l’equivalenza di risedronato 75 mg mensile rispetto al dosaggio giornaliero di 5 mg, in termini di densità minerale ossea, marker di turnover osseo, incidenza di fratture vertebrali e profilo degli eventi avversi. Evidenze, queste, confermate anche da un’indagine di Watts e coll. (J Bone Miner Res. 2007;22:S456), che ha posto retrospettivamente a confronto i dati ottenuti con risedronato 75 mg con una coorte storica costituita da pazienti dei gruppi placebo degli studi VERT (Vertebral Efficacy of Risedronate Therapy): dopo 12 mesi di trattamento il rischio di nuove fratture vertebrali nel gruppo risedronato è apparso inferiore del 79% rispetto al gruppo placebo “storico” (p = 0,016), con una riduzione analoga a quella verificatasi nei gruppi degli studi VERT MN e NA (rispettivamente 61 e 65%) in trattamento attivo con 5 mg al giorno di risedronato.

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Osteoporosi e la prevenzione primaria

Pubblicato da fidest su giovedì, 1 aprile 2010

Il concetto di prevenzione primaria, quando si parla di osteoporosi, deve cambiare. Non va legato, infatti al rischio di frattura ma alla comparsa della malattia. A sostenerlo è Maria Luisa Brandi, direttore dell’Unità operativa di malattie del metabolismo minerale e osseo dell’ospedale di Careggi di Firenze, nel corso di un incontro tenutosi a Milano. « In Italia si considera la prevenzione solo in termini di rimborso dei farmaci, in soggetti che hanno già sviluppato la malattia, mentre bisogna prevenire lo sbilanciamento del metabolismo osseo, quindi agire in fasce di età più giovani già nei bambini e negli adolescenti, considerando che fino a 25 anni lo scheletro ha la possibilità di svilupparsi fino al massimale genetico grazie a un corretto stile di vita». La prevenzione primaria, secondo l’esperta, deve quindi essere l’educazione agli stili di vita sani, basati su nutrizione ricca di calcio e attività fisica adeguata. Uno strumento importante, che sarà elaborato dalla Commissione nazionale dedicata all’osteoporosi, insediata tempo fa dal ministro Ferruccio Fazio, è una “Carta del rischio osteoporosi”. «La commissione, coordinata da Giovanni Simonetti, dell’Università di Roma Tor Vergata, sta lavorando per aggiornare la carta del rischio con i parametri italiani» ha spiegato Brandi, «ma dovrà essere un’iniziativa istituzionale concertata con il Governo». Uno strumento simile esiste già, si chiama Frax ed è usato a livello internazionale: «Con il sistema Frax è possibile calcolare il proprio rischio personale di osteoporosi, è tradotto in italiano, ma l’algoritmo utilizzato tiene conto di realtà diverse da quella italiana, vale a dire popolazioni con diverso introito di calcio, con diversa aspettativa di vita e altro» ha precisato Brandi. (Simona Zazzetta) (fonte doctor news)

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Fratture maschili: questione di osteoporosi

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Negli uomini le fratture delle costole sono d’origine osteoporotica. È quanto stabilito da Elizabeth Barrett-Connor e collaboratori del Department of Family and Preventive Medicine, University of California che hanno evidenziato come queste fratture siano associate ai classici fattori di rischio dell’osteoporosi, quali l’età avanzata, bassa densità minerale ossea e storia di fratture. L’indagine pubblicata su British medical journal ha reclutato, tra il 2000 e il 2002, circa 6mila uomini, d’età pari o superiore a 65 anni, presso sei centri americani. I partecipanti sono stati invitati a rispondere, con cadenza quadrimestrale, via e-mail, a specifici questionari su cadute e fratture. Dopo un follow-up medio di 6,2 anni, l’incidenza annuale di fratture costali è risultata pari a 3,5/1.000 persone. Fattori di rischio di queste fratture sono apparsi: età pari o superiore a 80 anni, bassa densità minerale ossea, difficoltà nelle attività quotidiane manuali e storia di precedenti fratture. In particolare, individui con storia di fratture presenterebbero un rischio almeno doppio di fratture di costole (harard ratio = 2,71), anca (hr = 2,05) e polso (hr = 2,06). «Per un’efficace prevenzione negli uomini anziani non va dimenticata la stretta correlazione tra fratture costali e osteoporosi» ha sottolineato Barrett-Connor. BMJ. 2010 Mar 15;340:c1069. (fonte doctor news)
L’osso torna nuovo con un’iniezione Perfezionato dall’Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli un nuovo materiale composito, utilizzabile come sostituto osseo per il trattamento delle fratture da traumi e delle patologie del sistema scheletrico, dalla perdita di sostanza ossea all’osteoporosi * Il brevetto è stato depositato con Finceramica Faenza S.p.a., società nata come spin-off dall’Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale “Il dispositivo, costituito da un polimero sintetico e materiale bioceramico riassorbibile – spiega Luigi Ambrosio dell’Imcb-Cnr di Napoli – è iniettabile mediante tecniche chirurgiche o vie d’accesso anatomiche mini invasive. La solidificazione avviene in pochi minuti, compatibilmente con i tempi della chirurgia, colmando il difetto osseo e stimolando la rigenerazione. Una volta riassorbito, infatti, il materiale promuove il processo di rigenerazione del tessuto osseo, come dimostrato da studi preclinici effettuati presso gli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, riparando così fratture che presentano tempi lunghi di recupero o riempiendo cavità dovute a interventi chirurgici particolarmente demolitivi … (inoltre) tale materiale si differenzia dagli attuali cementi ossei perché fornisce migliori proprietà meccaniche ed evita lo sviluppo di calore durante la fase di indurimento e i conseguenti danni ai tessuti circostanti …Il campo di applicabilità riguarda tutte le patologie che coinvolgono il sistema scheletrico: dalle più comuni legate al fattore età, quali osteoporosi, artrosi e artriti, alle più gravi, quali sarcomi e cisti ossee” (fonte: j buon giorno impresa)

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Le fratture nell’anziano

Pubblicato da fidest su giovedì, 11 marzo 2010

Circa 3 milioni di italiani soffrono di Osteoporosi, una malattia delle ossa che colpisce una donna su tre e un uomo su dodici durante la loro vita, soprattutto superati i 65 anni. E se in Italia si calcolano circa 70 mila fratture d’anca, 50 mila fratture del polso e 40 mila della colonna vertebrale, in tutto il mondo e’ stato calcolato che le sole fratture dell’anca passeranno da 1 milione e 700 mila del 1990 ai 6 milioni e 500 mila nel 2050. Un vero e proprio allarme mondiale che trova una possibile soluzione in una delle vitamine piu’ diffuse e comuni: la Vitamina C, la cui assunzione tramite l’accurata dieta a cui dovrebbero sottoporsi gli anziani coadiuvata dagli integratori alimentari, potrebbe divenire fondamentale per la prevenzione dell’Osteoporosi e dei suoi rischi, in primo luogo per gli over65. Lo dichiara l’Osservatorio FederSalus, la Federazione Nazionale dei Produttori di Prodotti Salutistici, che rende noto uno studio elaborato dalla Framingham Osteoporosis Study e condotto su 929 partecipanti. Secondo la ricerca statunitense, infatti, emerge come fondamentale l’assunzione di Vitamina C rispetto ad altre vitamine come la D, al Calcio e ad altre sostanze nutritive. I partecipanti allo studio sono stati seguiti dai 15 ai 17 anni e, durante la somministrazione, si sono verificate solo 100 fratture dell’anca e 180 fratture non-vertebrali di cui, rispettivamente, l’80% e l’86% nelle donne. Mentre sia gli uomini sia le donne che hanno assunto le giuste dosi di Vitamina C, somministrata con una media di 313 milligrammi al giorno, hanno riscontrato un rischio inferiore del 44% rispetto ai soggetti che hanno avuto una somministrazione della vitamina piu’ bassa di 94 milligrammi. Il rischio inferiore di possibili fratture non-vertebrali, inoltre, e’ stato riscontrato nei soggetti che hanno assunto una dose di Vitamina C piu’ alta.  In conclusione, i ricercatori hanno dunque spiegato che una giusta assunzione di Vitamina C, a cui possono concorrere a mantenere le dovute quantita’ gli integratori alimentari, potrebbe proteggere le ossa attraverso la sua azione antiossidante. Inoltre, i risultati dello studio suggeriscono un possibile effetto preventivo della Vitamina C sull’integrita’ delle ossa, soprattutto nei soggetti piu’ a rischio, ovvero gli anziani.

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Congresso internazionale di osteoporosi

Pubblicato da fidest su mercoledì, 10 marzo 2010

Firenze dal 5 all’8 maggio Fortezza da Basso il più grande appuntamento mondiale per gli specialisti, unitamente al decimo congresso europeo sugli aspetti clinici ed economici dell’osteoporosi e dell’osteoartrite. Previsti quattromila partecipanti. Per l’occasione si terranno congiuntamente due dei più grandi eventi mondiali della medicina specialistica: il World Congress on Osteoporosis e il 10th European Congress on Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis and Osteoarthritis. I due congressi sono co-organizzati da IOF – International Osteoporosis Foundation e da ESCEO – European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis and Osteoarthritis, sotto gli auspici di GREES (Group for the Respect of Ethics and Excellence in Science). «Il congresso», illustra il professor René Rizzoli, co-presidente dello Scientific Programme Committee, «offrirà una visione d’insieme dei più recenti sviluppi della ricerca nel campo della patofisiologia, della diagnosi, della prevenzione e del trattamento dell’osteoporosi e dell’osteoartrite, oltre a tutte le implicazioni nel campo della politica e dell’economia sanitaria». In un simposio così internazionale, ci sarà spazio anche per la ricerca italiana. Sabato 8 maggio, dalle 16.390 alle 18.00, un gruppo di specialisti parlerà delle fratture patologiche causate dalle malattie, sotto gli auspici della fondazione FIRMO, dedicata alla ricerca sulle malattie delle ossa, della Società italiana di medicina generale (SIMG), della Società italiana dell’osteoporosi del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro (SIOMMMS) e della Società italiana di ortopedia e traumatologia (SIOT) e della stessa ESCEO.Il Firenze Convention Bureau (FCB) è una società non-profit nata nel 1995 per coordinare al meglio la ricca filiera congressuale fiorentina. Raccoglie oltre 50 soci con le quattro associazioni alberghiere più importanti (con oltre 350 unità), centri congressi, Aeroporto di Firenze, event agency, società di allestimenti e arredi, audiovisivi, cartellonistica e catering, centri prenotazione, agenzie di ricerche di mercato, ristoranti, provider di servizi culturali; agenzie di spettacolo e intrattenimento, di traduzione e interpretariato e di trasporti. Si propone come interlocutore indispensabile per consigli e appoggio nell’organizzazione di qualsiasi tipologia di evento e garantisce assistenza tecnica secondo i più alti standard internazionali. Tra i servizi: prenotazione di degli spazi e delle camere, contatti professionali con i soci, pianificazione delle visite alle strutture e stampa di materiale informativo. http://www.conventionbureau.it

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