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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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La donna e la ginecologia

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

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Deutsch: Blick über Montecatini Terme English: View over Montecatini Terme (Photo credit: Wikipedia)

Montecatini Terme.L’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI) ha aperto i lavori del suo Congresso Straordinario che vede riuniti, a Montecatini Terme, i massimi esperti a livello nazionale nel campo della Ginecologia e della Ostetricia. Nella località toscana saranno affrontate le principali tematiche legate alla salute della Donna, alla tutela e conservazione della sua fertilità e alla qualità e sicurezza delle cure a lei riservate dal Sistema Sanitario.
Dalla Relazione sullo Stato Sanitario del Paese diramato dal Ministero della Salute nel 2011, emerge come nel nostro Paese le donne rappresentino il 51,5% della popolazione totale e di queste, circa la metà sia in età riproduttiva, ovvero abbia tra i 15 ed i 49 anni.
Continua l’invecchiamento delle madri: il 5,7% dei neonati nasce da una mamma di almeno 40 anni di età, mentre diminuiscono quelli nati da madri di età inferiore ai 25 anni. In forte aumento il numero degli aborti spontanei ed il numero di donne affette da endometriosi. Quest’ultima, patologia prevalentemente femminile, colpisce circa 3 milioni di donne, viene diagnosticata, mediamente, dopo 9,3 anni dalla sua comparsa e costringe chi ne è affetta a perdere dalle 3 alle 7 giornate lavorative al mese con un costo sociale di 4 miliardi di euro.
Nel corso dell’evento si discuterà di argomenti di estrema attualità: di tutela e conservazione della fertilità della donna, soprattutto nella paziente chirurgica ed oncologica e nelle pazienti affette da patologie come diabete, sclerosi multipla o obesità. Si parlerà delle strategie di prevenzione contro i pericoli provenienti dall’ambiente inquinato e dalle patologie infettive, ed ancora, di qualità della vita nelle donne sottoposte a interventi chirurgici radicali e delle frontiere della chirurgia mini – invasiva.
Verranno affrontati anche i temi dell’ incontinenza urinaria, che secondo le statistiche colpisce oggi circa il 25% delle donne, oltre che della prevenzione e cura dell’osteoporosi, che si stima colpisca il 23% delle donne italiane over 40 e quasi il 50% delle donne oltre i 70. Nonostante la sua alta diffusione – 200 milioni di donne nel mondo, quasi 10 volte in più rispetto al cancro al seno – l’osteoporosi continua ad essere sottovalutata tanto che la metà dei pazienti ignora di esserne affetta.

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La ginecologia e l’ostetricia nel territorio: prevenzione, clinica, integrazione?

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 novembre 2011

Ginecología

Image by Daquella manera via Flickr

Roma dal 24 al 26 novembre Via Lucilio 61 tahotel Villa Pamphili, via della Nocetta 105 Congresso Nazionale dell’Associazione dei Ginecologi e delle Ginecologhe del Territorio (AGITE) e della  SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione)
Agite, l’Associazione dei Ginecologi e delle Ginecologhe del Territorio, assieme alla SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione), organizza il suo II° Congresso Nazionale, con lo scopo di definire gli aspetti della professione del ginecologo che lavora sul Territorio, nei Consultori e negli ambulatori pubblici e privati, per incoraggiare  una formazione specifica, una uniformità di azione ed organizzazione, omogeneità ed efficienza nei servizi rivolti alla salute delle donne. Si tratterà di mettere a confronto le due anime della Ginecologia: quella chirurgica (che sul Territorio non si fa o si fa in modo limitato) e quella medica (che, invece, sul Territorio si fa e molto, ma che ?pesa? meno nella considerazione “sociale” della professione). Sarà interessante provare a mettere in discussione le due posizioni e tentare di trovare una sintesi condivisa. Nel corso dei tre giorni verranno presentati i risultati dei lavori e dei progetti realizzati da AGITE dalla sua nascita sino ad oggi e sui progressi della contraccezione e dell’aborto medico,  presentati da SMIC .
Giovedì 24 novembre, dalle 10 alle 13, il Congresso sarà aperto da una Tavola Rotonda dal titolo “Il riordino dei Consultori e dei Servizi per la salute della donna” a cui parteciperanno, tra gli altri, i senatori Ignazio Marino (Pd), Claudio Gustavino (Udc) e Antonio Tomassini  (PdL); i Segretari nazionali di due importanti Sindacati come il SUMAI con Giuseppe Nielfi e la FESMED con Carmine Gigli; la giornalista Elena Ribet (Noidonne), l?ostetrica Gabriella Pacini (Vitadidonna.it) oltre a Rossella Giangrazi (Assemblea permanente Donne della Casa Internazionale delle Donne). Con loro anche il Presidente della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) prof. Nicola Surico, il Presidente di AOGOI (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani) prof. Vito Trojano e il Segretario AOGOI prof. Antonio Chiantera. Sono state invitate a partecipare anche la  ex-sottosegretaria del Ministero della Salute on. Eugenia Roccella, la Governatrice del Lazio, Renata Polverini, e la Consigliera della Regione  Lazio Isabella Rauti. Al centro del dibattito, il riordino dei Consultori e dei servizi socio-sanitari, che svolgono un ruolo importante per la salute riproduttiva della donna, da qualche tempo oggetto di attacchi sia economici (tagli del personale), sia organizzativi (non chiara e disomogenea dirigenza nei Servizi Consultoriali), sia legislativi, attraverso proposte di leggi regionali molto controverse (come in Lazio e Piemonte).
Dopo il successo del I Congresso Nazionale del maggio 2010, che ha ridefinito i canoni della visita ginecologica ambulatoriale e consultoriale, questo secondo appuntamento – organizzato in collaborazione con SMIC e AOGOI  – mira a definire gli aspetti specifici della professione ginecologica territoriale, per la quale manca un riconoscimento della specificità del lavoro svolto. Verranno  affrontati diversi aspetti, tra cui la gravidanza fisiologica, la contraccezione e l?aborto medico, la menopausa e la nuova Cartella Nazionale per gli adolescenti. Inoltre si parlerà dei rischi professionali e degli aspetti assicurativi, sempre più importanti e pesanti anche per i ginecologi del Territorio.  Tra le numerose sessioni in programma anche quella dedicata al progetto di ricerca epidemiologica sulla condilomatosi genitale, che si inserisce nel ruolo di ricerca sul territorio che AGITE promuove come elemento di valorizzazione della ginecologia pubblica.
E? prevista infine una sessione POSTER in cui tutte le realtà territoriali pubbliche e private potranno mostrare il loro operato per “Mantenere la fisiologia  in gravidanza” con immagini e testi. Sono previsti almeno 12 poster di ostetriche, ginecologi, fisioterapisti: il migliore verrà insignito, venerdì 25 novembre alle 16, da un’apposita giuria (composta da Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Presidente dei Collegi delle Ostetriche del Lazio, Rappresentanti AOGOI e AGITE, giornaliste), con un premio in ricordo di Marilina Liuzzo, collega siciliana fondatrice di AGITE che purtroppo è deceduta 2 anni fa, ma che molto aveva lasciato della sua professionalità  ai servizi consultoriali di Enna in cui aveva lavorato.
AGITE è un’associazione nata nel 2008, che vede nel suo Direttivo rispettato il principio di Pari Opportunità di rappresentazione dei generi, e che ha tra i suoi scopi: favorire in modo organico la formazione del ginecologo territoriale anche per le/gli specializzandi;  individuare e uniformare le buone prassi cliniche per la prevenzione e per la rispettosa gestione della salute olistica della donna ed integrare i diversi servizi territoriali con la rete degli ospedali. È una realtà giovane e in espansione in tutta Italia, che intende promuovere una visione medica territoriale integrata tra strutture e competenze, per migliorare l?efficacia e l?efficienza dei diversi campi di intervento  ostetrico e ginecologico sia nel pubblico che nel privato.
SMIC è una società scientifica interessata alle tematiche della salute riproduttiva, dalla contraccezione all?aborto e alla sua prevenzione. Essa riunisce in unico intento i ginecologi aderenti alla AOGOI, quelli aderenti alla AGITE e i medici di medicina generale della SIMG.

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Fisioterapisti, le lezioni tornano a Bergamo

Pubblicato da fidest su sabato, 21 agosto 2010

Tornano a Bergamo le lezioni per gli studenti del Corso di laurea in Fisioterapia. Sospese due anni fa per problemi di sede, con la promessa di riavviarle appena possibile, si svolgeranno dall’autunno agli Ospedali Riuniti e accoglieranno non solo gli studenti bergamaschi, ma tutti gli iscritti al primo, secondo e terzo anno di corso per fisioterapisti all’Università di Milano Bicocca. E’ questa la principale novità che riguarda i corsi di laurea dell’Università di Milano Bicocca che hanno sede agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Per tutti – Infermieristica, Ostetricia, Tecniche di Radiologia mediche e Fisioterapia – il termine per iscriversi al bando è fissato alle 12 del 24 agosto, in vista della prova di selezione dell’8 settembre.  In tutto per Fisioterapia si svolgeranno a Bergamo 42 giornate di lezione tra primo e secondo semestre, oltre ad alcuni corsi elettivi e altre attività didattiche complementari, mentre continueranno a svolgersi agli Ospedali Riuniti e nelle sedi accreditate della provincia le 1.500 ore di tirocinio previste nei tre anni per gli iscritti bergamaschi.  Dall’autunno per tutti i corsi di laurea triennale con sede ai Riuniti è prevista quindi la frequenza a Bergamo, e per alcune discipline a Monza, alla Facoltà di Medicina e Chirurgia.  Per l’anno accademico 2010-11 la sede accreditata dei Riuniti accoglierà circa 160 nuove matricole, mentre i numeri dell’anno appena trascorso segnalano che gli studenti dei tre anni sono stati in tutto 418. La maggior parte (285) studenti infermieri, mentre gli altri percorsi per professionisti sanitari hanno registrato 42 studenti di Fisioterapia, 50 di ostetricia e 41 di Tecniche di Radiologia medica, per Immagini e Radioterapia.  I bandi con tutte le informazioni sono consultabili sul sito http://www.medicina.unimib.it.

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Corso ecografia clinica in ostetricia e ginecologia

Pubblicato da fidest su giovedì, 1 aprile 2010

Sovigliana di Vinci. 10 aprile dalle ore 8.30 alle ore 18.00, nei locali dell’Agenzia per la formazione dell’Asl 11, via Oberdan un corso sull’ecografia clinica applicata all’ambito ostetrico e ginecologico. L’iniziativa formativa è rivolta ai ginecologi non dedicati all’ecografia e alle ostetriche che quotidianamente si confrontano con questa metodica diagnostica nella pratica clinica. La partecipazione è gratuita, ma limitata ai primi 100 iscritti.  Durante il corso verranno affrontate le modalità tecniche e le conoscenze teoriche necessarie per sfruttare al massimo le potenzialità dell’indagine ecografica. Oltre ai principali argomenti di ostetricia e ginecologia, largo spazio verrà dato, inoltre, alla trattazione dell’ecografia in travaglio di parto. Tale applicazione, di recente introduzione, risulta promettente nel supportare la valutazione clinica. Il corso sarà articolato in lezioni frontali e demo-live al fine di discutere i problemi pratici che quotidianamente possono manifestarsi.

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Omeopatia in Ostetricia e Ginecologia

Pubblicato da fidest su martedì, 3 novembre 2009

Palermo 21 Novembre 2009 Dalle ore 9.00 alle ore 13.00 Via Terrasanta, 39  Sala Convegni dello Studio Progetto MED.I.CO seminario dal titolo: “Argomenti di  Omeopatia in Ostetricia e Ginecologia”  Relatore Prof. Giuseppe Scaglione Ginecologo oncologo omeopata. Scopo del seminario è affrontare la complessità dell’universo femminile  secondo la chiave interpretativa propria della medicina omeopatica, fornendo sia una lettura universale della medicina dei simili, sia la  proposta pragmatica di alcuni medicinali omeopatici specifici per le singole affezioni dell’apparato genitale femminile.

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Ginecologi: primo obiettivo allattamento al seno

Pubblicato da fidest su lunedì, 2 novembre 2009

UNICEF e SIGO fianco a fianco per la tutela materno infantile: due fra i più autorevoli e rappresentativi organismi impegnati a favore della salute di donne e bambini stringono un patto per lavorare insieme in tutto il territorio nazionale. Il protocollo d’intesa è stato siglato a Bari, nell’85° Congresso della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (SIGO). La prima campagna congiunta è per la promozione dell’allattamento al seno, rivolta in parallelo a mamme e medici e vede coinvolta direttamente la rete degli Ospedali Amici dei Bambini. Come? Attraverso il rispetto del “Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno” dell’OMS/UNICEF e le successive risoluzioni dell’Assemblea Mondiale di Sanità, l’inserimento nei curricula delle Scuole di Specializzazione di Ginecologia e Ostetricia di Corsi di formazione specifici, basati sulle più aggiornate evidenze disponibili e con iniziative di advocacy verso le Istituzioni. Ma i punti toccati dall’accordo riguardano l’intero percorso gravidanza-parto-pueperio, il potenziamento dell’offerta assistenziale, l’umanizzazione dei reparti ostetrici e pediatrici, la lotta alla mortalità materna.  In particolare, oltre al progetto per l’allattamento al seno, la collaborazione tra Comitato Italiano per l’’UNICEF e la SIGO mira a salvaguardare la salute della donna e del bambino attraverso appropriati interventi di promozione della salute, prevenzione e cura in gravidanza, nel parto e nel puerperio, per il miglioramento della qualità dell’offerta assistenziale nelle strutture sanitarie ospedaliere e del territorio. Ma gli orizzonti del Protocollo si estendono ben oltre i confini nazionali, nel sostenere i progetti che l’UNICEF realizza in tutto il mondo per raggiungere gli obiettivi del Millennio, specie nei Paesi in via di sviluppo, in particolare nella lotta alla mortalità materna per gravidanza e parto (5° obiettivo), quella all’infezione da HIV/AIDS (6°obiettivo). Risultati recentemente ribaditi anche al recente Congresso Mondiale di Ginecologia, che ha dedicato a questi temi ampio risalto e di cui la SIGO si fa portavoce in Italia.

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La contraccezione “bio”

Pubblicato da fidest su sabato, 10 ottobre 2009

La prima pillola anticoncezionale con ormone naturale ha centrato l’obiettivo: a pochi mesi dal lancio in 30 Paesi è già stata scelta da centinaia di migliaia di donne. Anche in Italia dove è disponibile dal 10 settembre scorso. Dopo 50 anni di attesa e di ricerche, per la prima volta un contraccettivo, Klaira, utilizza lo stesso estrogeno prodotto dal corpo femminile, l’estradiolo. E le conseguenze sono evidenti: buon controllo del ciclo mestruale, un’elevata sicurezza, alta tollerabilità e ridottissimo impatto metabolico. Il fenomeno  ha catalizzato l’attenzione degli esperti riuniti a Città del Capo per il XIX Congresso mondiale della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) nelle sessioni plenarie dedicate alla contraccezione. E d’altra parte la necessità di favorire l’accesso a una pianificazione familiare consapevole in tutti i continenti è uno dei temi forti  del meeting, che riunisce oltre 13.000 esperti. “Un’opzione più familiare, che rispetti i bioritmi naturali e che il loro corpo “riconosca” – asserisce la Graziottin -. Ecco spiegato il successo trasversale di Klaira, in paesi diversi, con differenti tradizioni e culture. In particolare, grazie alla sua particolare formulazione, questa pillola mantiene per tutto il mese la donna in una condizione ormonale ottimale, la stessa che si registra nella settimana post mestruale, quella in cui si sta meglio”. Sempre più infatti gli esperti considerano rilevanti anche i benefici extracontraccettivi degli anticoncezionali orali, alla ricerca del benessere complessivo per la donna. “Un obiettivo soprattutto nei Paesi occidentali – conclude la Graziottin -, mentre in quelli in via di sviluppo purtroppo restano ancora da conquistare il diritto alla salute, a non subire violenza, a una sessualità libera e consapevole. Temi a cui questo Congresso, il primo che si svolge in Africa, è dedicato: ci auguriamo possa rappresentare una svolta, un inizio per una nuova era della donna anche in questo continente”.

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Tutela del materno-infantile

Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 ottobre 2009

Città del Capo, Silvio Berlusconi scende in campo in prima persona a favore della salute della donna: “Dobbiamo realizzare un percorso medicina-salute-donna completo e fruibile in ogni fase della vita. È stato già istituito ed è operativo, presso la Presidenza del Consiglio, sotto la presidenza del Sottosegretario Gianni Letta, un Tavolo di coordinamento cui partecipano i rappresentanti dei Ministeri, degli enti locali, delle altre Istituzioni, associazioni ed enti”. È un documento ufficiale quello che ieri il premier ha voluto inviare ai massimi esperti della ginecologia durante una cerimonia all’Ambasciata italiana a Citta’ del Capo, dove è in corso il Congresso Mondiale della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO). “Mi auguro – continua la nota del Cavaliere – che l’analisi, l’approfondimento, la collaborazione, le proposte, le idee e le soluzioni che impegneranno i partecipanti al Tavolo divengano un momento stabile di raccolta, esame e sviluppo delle problematiche legate alla salute della donna. In un percorso che inizia oggi e porterà al 2012, anno in cui sarà Roma ad ospitare il Congresso Mondiale. L’Italia lavorerà alle proprie proposte di politica sanitaria dedicata al materno infantile in sede nazionale, europea, internazionale e mondiale e la Capitale accoglierà questo evento forte anche sotto il profilo organizzativo grazie ad una esperienza ormai consolidata per i grandi eventi a partire dal Giubileo del 2000 fino ad arrivare all’ultimo G8. Esprimo anche i più sinceri ringraziamenti alla Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (SIGO), guidata dal prof. Giorgio Vittori, che è riuscita a portare a Roma il prossimo Congresso Mondiale e ciò è motivo di orgoglio per la SIGO in primo luogo, ma anche per il Paese. La SIGO c’è ed il Governo italiano tutto, a partire dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la accompagnerà da oggi all’appuntamento dell’ottobre 2012 in tutte le iniziative e attività che tale incarico comporta”. Il documento del Presidente del Consiglio è stato accolto con grande entusiasmo dai medici riuniti per il Congresso mondiale. “La situazione di allarme in cui versa oggi la ‘questione’ femminile è dovuta in gran parte alla carenza di un impegno politico preciso su questi temi – ha affermato l’egiziano Gamal Serour, presidente entrante della Federazione mondiale dei Ginecologi – . Per questo il valore delle parole del Presidente del Consiglio italiano è tanto significativo e prezioso. Sono certo che con il sostegno delle Istituzioni il prossimo Congresso, il ventesimo della nostra Federazione, si trasformerà in un appuntamento indimenticabile per il mondo scientifico ma anche per l’intera società civile”. Le tematiche affrontate dalla FIGO si espandono infatti ben oltre l’ambito scientifico, con una forte ricaduta sociale: dalla prevenzione dell’aborto, alla lotta alla violenza, dal contrasto delle mutilazioni genitali femminili, alle campagne per una contraccezione consapevole, con un focus particolare rivolto ai Paesi del Sud del mondo.

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Il parto in italia “vale” 2000 euro, il doppio in danimarca

Pubblicato da fidest su giovedì, 21 maggio 2009

“È sulle donne e i bambini che bisogna scommettere per rilanciare l’economia del Paese. Ed è qui che rischiamo di restare ‘al palo’, se non vi sarà una decisa inversione di tendenza – afferma Giorgio Vittori, presidente della Società di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), alla vigilia della presentazione delle nuove tariffe di rimborso delle prestazioni sanitarie dal Ministero della Salute -. Gli interventi femminili sono attualmente fra i più penalizzati: un’appendicectomia viene rimborsata 3.814 euro, un intervento ricostruttivo dell’apparato riproduttivo femminile – essenziale per mantenere la fertilità – 3.017. E siamo il fanalino di coda anche rispetto al resto d’Europa. Un parto da noi viene valutato meno di 2.000 euro, in Danimarca siamo circa al doppio. Si tratta di una vera e propria distorsione, soprattutto se paragonata con quanto avviene altre aree terapeutiche, decisamente meno ‘strategiche’ per il futuro della nostra società. Riteniamo determinante combattere questa battaglia, in questa delicata fase di ridefinizione dei DRG: l’attuale situazione è inaccettabile e, nel disegnare il nuovo piano sanitario, sarà necessario rivalutare le prestazioni femminili, dando loro dignità. Quando vi è esitazione nelle politiche di promozione del materno infantile – continua Vittori – le conseguenze sono imprevedibili: le Istituzioni dovrebbero meditare su quali possano essere gli effetti nel lungo periodo del disinvestimento su quest’area. L’Italia ha registrato un calo del PIL decisamente superiore alla media europea, e non v’è dubbio che si respira un’aria di grave incertezza che si tra¬duce in paura del futuro. Basti pensare che ad oggi, in assenza di una reale politica di sostegno alla famiglia, chi determina l’aumento di natalità sono soprattutto gli immigrati”. Nel 2008, secondo una stima Istat, sono nati 576 mila bambini, circa 12 mila in più rispetto al 2007. Di questi circa 88mila sono figli di donne immigrate (il 15,3% del totale, nel 1999 erano il 5,4%). “La Francia spende 1,4 punti di PIL più dell’Italia per il sostegno alle famiglie con figli, circa 22 miliardi di euro. Una cifra importante che determina effetti diretti anche sulla domanda e sui tempi di reazione alla crisi. Come conferma l’analisi di autorevoli esperti – aggiunge Vittori – le nazioni che usciranno prima e con conseguenze più lievi dall’attuale congiuntura economica sono quelle che avranno investito nel futuro delle nuove generazioni”.

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I ginecologi: “il G8 dedichi più risorse al materno infantile”

Pubblicato da fidest su lunedì, 4 maggio 2009

“Ogni minuto nel mondo una donna muore per problemi in gravidanza e 110 sono vittime di complicazioni del parto, la maggior parte per cause che possono essere prevenute. Salvare queste vite è una priorità per la Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) ed è per raggiungere questo obiettivo che oggi siamo seduti al tavolo del Civil G8 – annuncia il prof. Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) e delegato FIGO per questo rilevante incontro che si è aperto oggi in Campidoglio. Si tratta di un summit fra le più importanti organizzazioni della società civile provenienti da tutto il mondo, per lanciare il loro messaggio ai rappresentanti dei governi in vista del Vertice del prossimo luglio. “Chiediamo ai grandi della terra 10 miliardi di dollari da investire in politiche di sostegno alla maternità. Assistiamo ad una grave devalorizzazione delle problematiche femminili, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo: ogni 8 minuti una donna muore per complicanze correlate ad aborti compiuti in condizioni di non sicurezza. Ogni 40, una viene uccisa dal partner. Ogni anno oltre due milioni sono sottoposte a mutilazioni genitali e due milioni di persone muoiono di Aids. Una situazione drammatica, che supera i problemi morali ed etici e determina effetti boomerang economici e sanitari – continua Vittori -. Se i governi non inizieranno ora ad occuparsi di pianificazione famigliare, di contraccezione di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, il costo economico futuro per gestire le conseguenze di questa negligenza supererà di molto il denaro che sarebbe necessario investire oggi per prevenzione e controllo. La FIGO, la più importante organizzazione di ginecologia e ostetricia al mondo che celebrerà proprio a Roma il suo congresso nel 2012, si fa portavoce di questa istanza al tavolo del Civil G8, con l’obiettivo di definire progetti strutturati e un attenta e controllata ripartizione delle risorse”. Il vertice, che vede riuniti oltre 200 delegati da tutto il mondo, vedrà susseguirsi gruppi di lavoro su beni comuni (la salute in testa), cambiamenti climatici e ambiente, sovranità alimentare e agricoltura, economia mondiale, finanza per lo sviluppo e lavoro, global governance. Domani i portavoce delle organizzazioni civiche incontreranno gli Sherpa (rappresentanti dei governi) per esporre le loro conclusioni e proposte: il summit si concluderà alle 18 con una conferenza stampa.

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Conservazione sangue cordone ombelicale

Pubblicato da fidest su domenica, 12 aprile 2009

Quanto spende lo stato italiano? perchè si spende il 2500% in più di paesi come gli Usa e la Germania? aspettiamo che il ministero ci risponda. Nel nostro Paese la conservazione del sangue ombelicale, fonte eccellente di cellule staminali, sta cominciando a prendere piede, anche se chi lo dona lo puo’ fare solo per un benessere generale pubblico e se, fortunato, nel reparto ostetricia in cui ha partorito, la raccolta viene effettuata. Infatti e’ vietata la conservazione del sangue ad uso privato (che sarebbe ottimale per utilizzarlo su se stessi e su malati della stessa famiglia), e puo’ essere depositato solo in apposite banche che, collegate anche a livello internazionale, su richiesta e rispondendo a certe caratteristiche, lo mettono a disposizione.  In questo contesto di altruismo obbligato, che ha pochi esempi nel mondo (la Francia per esempio), apprendiamo oggi un dato economico che ci lascia perplessi. Secondo la presidente del Lazio dell’Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale (Adisco) Maria Cristina Tirindelli, oggi in una conferenza stampa, tra le altre cose ha detto che “per conservare per un anno presso una banca specializzata un’unita’ di sangue placentare, la spesa e’ di oltre 2000 euro”.  La cosa ci ha fatto sobbalzare, perche’ sappiamo che l’azoto liquido, che e’ la sostanza in cui si conserva il sangue placentare, costa mezzo euro al litro.  Cos’e’ che fa la differenza, cioe’ il 2500% in piu’?  Ovviamente non lo sappiamo e per questo lo chiediamo al nostro ministero della Salute.  Ma abbiamo il forte sospetto che, come in tanti altri ambiti, cio’ che fa la differenza e’ il mercato, l’assenza del quale fa si’ che in una gestione monopolista il prezzo e’ solo frutto della burocrazia dello Stato. E dove sarebbe il guadagno, per lo Stato e per gli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale? A noi sembra che non ci sia, e che, vuoi anche per il divieto della conservazione autologa, a pagare siano sempre i contribuenti/pazienti e in modo doppio: economico e per la indisponibilita’ del proprio sangue.  Costi che, ovviamente, pur con l’attuale normativa scoraggiano gli ospedali a dotarsi delle necessarie strutture per facilitare la donazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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