Tutti abbiamo appreso, con commozione ed interiore partecipazione, la notizia diffusa dai media e confermata poi ufficialmente dalla Sala Stampa Vaticana che ha reso pubbliche le stesse parole del Santo Padre Benedetto XVI davanti all’odierno Concistoro di Cardinali convocato per alcune canonizzazioni. Con la sollecitudine di un Padre, desidero riportarle ai figli di questa Chiesa pellegrina in Palermo: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”.
Nella dichiarazione, il Santo Padre ha anche voluto ringraziare tutti i Cardinali per l’amore e il lavoro con cui lo hanno accompagnato nel portare avanti l’onere del ministero petrino. Ha, inoltre, chiesto umilmente perdono per tutti i suoi difetti, e ha concluso dicendo: “Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”. Come Padre e Pastore di questa Santa Chiesa che è in Palermo, mi faccio interprete dei sentimenti di tutta la Comunità Diocesana: accogliamo questa sovrana decisione del Santo Padre, figlie e figli miei carissimi, con quella stessa fede che, in questo particolare anno di grazia siamo tutti spronati a professare e confermare, specie nei momenti di smarrimento e confusione.
Esprimiamo filiale vicinanza al Santo Padre Benedetto XVI, nel cui ministero abbiamo sempre confidato per trovare in lui il Successore di Pietro che confermasse la nostra fede. Ciò si è reso visibile nella memorabile Visita Pastorale che egli ha voluto compiere il 3 ottobre 2010 a Palermo, nella quale, con volto gioioso, ha avuto modo di affermare in Piazza Politeama: “Il Vescovo di Roma va dovunque per confermare i cristiani nella fede, ma torna a casa a sua volta confermato dalla vostra fede, dalla vostra gioia, dalla vostra speranza!”.
Assicuriamo al Papa Benedetto XVI la nostra preghiera, perché il Signore lo ricolmi di tutte le grazie necessarie per portare il peso di questa difficile e sofferta decisione, e perché essa stessa non sia oggetto di superficiali strumentalizzazioni ma sia accolta nell’unica prospettiva da tenere presente, quella del bene della Chiesa. Proprio alla Chiesa vogliamo guardare, con occhi di gratitudine, perché in lei siamo nati e in lei cresciamo continuamente, guardando al suo futuro, con quella serena fiducia che le parole del Maestro le hanno continuato ad infondere nei secoli, e che ancora oggi ci rassicurano della sua costante presenza: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).(Paolo Card. Romeo)
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Dimissioni Papa: dichiarazione card. Romeo
Pubblicato da fidest su martedì, 12 febbraio 2013
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Teatro: progetto artistico
Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012
Il Teatro Massimo di Palermo ha presentato a Milano, presso la Casa degli Atellani, un nuovo progetto artistico per il 2013: in coincidenza con il bicentenario della nascita di Richard Wagner andrà in scena “Der Ring des Nibelungen”. Per la prima volta nella sua storia, il teatro palermitano produrrà un nuovo allestimento del capolavoro wagneriano, programmandolo in un’unica stagione. Il progetto, nato più di due anni fa, segna il raggiungimento di una capacità programmatica e produttiva di rilievo ed è il risultato di un percorso virtuoso impresso dalla direzione del Teatro.
Il “Ring” verrà allestito con la regia di Graham Vick – uno dei più importanti registi di teatro musicale di oggi, particolarmente legato al Teatro Massimo – e con le scene e i costumi di Richard Hudson: uno spettacolo appositamente ispirato e concepito per gli spazi del grande teatro palermitano; a dipanare le trame sonore della Sagra scenica wagneriana sarà invece Pietari Inkinen.
La città di Palermo quindi, già cara a tanti artisti tedeschi e a Wagner (che vi trascorse i mesi invernali fra il 1881 e il 1882), torna a “ospitare” il compositore tedesco realizzando il suo più ampio progetto musicale e drammaturgico. È auspicabile che l’occasione del “Ring” del bicentenario al Teatro Massimo, per la sua unicità nel panorama internazionale, possa essere l’occasione per molti appassionati di visitare a Palermo negli stessi mesi in cui vi soggiornò Wagner, nutrendosi dell’energia che, allora come oggi, si sprigiona dalla terra “dove fioriscono i limoni”. Così la ricorda Goethe, in un’espressione che è l’archetipo di ogni aspettativa riposta dai viaggiatori che, dal nord, sono sbarcati in Sicilia: con il progetto “Wagner a Palermo”, il Teatro Massimo tenta di rinverdire i fasti di una Palermo in cui il turista possa coniugare la “villeggiatura” nel senso più alto del termine con le moderne prerogative del turismo culturale. Le possibili ricadute sull’economia della città sono evidenti, come lo è la preziosa occasione divulgativa dell’ascolto del “Ring” per tutti gli appassionati locali, da tempo desiderosi di tale opportunità. All’interno del progetto verranno predisposti percorsi specifici sulle orme del soggiorno di Wagner a Palermo, dove – secondo il compositore – “c’è solo primavera ed estate”, fra monumenti d’epoca arabo-normanna, barocca e le tante dimore nobiliari che si contesero la presenza del compositore.
Il Teatro Massimo – che nel 1881 era in fase di costruzione (l’inaugurazione è del 1897) – ha sempre mostrato attitudine per i titoli wagneriani, con una predilezione per “Lohengrin” (già nella seconda stagione del 1898 fino ad arrivare all’ultima edizione del 2009), senza tralasciare una rarità come “Das Liebesverbot” (in prima italiana nel 1991). Tuttavia le esecuzioni wagneriane sono diventate sempre più sporadiche negli ultimi quarant’anni: l’occasione del bicentenario della nascita è apparsa quindi ottimale per presentare una nuova produzione del “Ring”, per la prima volta a Palermo in un’unica stagione. Gli appassionati ricordano probabilmente l’edizione divisa in due anni (1970 e 1971) diretta da Lovro von Matacic con un allestimento proveniente dal Teatro di Ginevra.
Il nuovo “Ring” firmato da Graham Vick e Richard Hudson e diretto da Pietari Inkinen sarà l’unico interamente nuovo che andrà in scena in Italia nel 2013 e sarà prodotto esclusivamente dal Teatro Massimo: “Das Rheingold” (22-31 gennaio), “Die Walküre” (21 febbraio – 3 marzo), “Siegfried” (19-30 ottobre), “Götterdämmerung” (23 novembre – 4 dicembre). I cantanti coinvolti, da Franz Hawlata nel ruolo di Wotan, a Robert Brubaker in quello di Mime, a Sergei Leiferkus come Alberich, Lise Lindstrom come Brünnhilde e Christian Voigt come Siegfried, sono tutti specialisti del repertorio tedesco wagneriano e rispondono al meglio anche alle esigenze teatrali dello spettacolo.
La presentazione del progetto “Wagner a Palermo 2013” è stata registrata e sarà presto visibile sul canale satellitare Sky Classica. Piero Maranghi, direttore di rete di Classica, ha sottolineato il legame con il Teatro Massimo di Palermo e anticipato futuri progetti in comune.
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Orlando tradisce il popolo delle primarie?
Pubblicato da fidest su sabato, 24 marzo 2012
Deutsch: Prof. Dr. Leoluca Orlando bei der Verleihung des Humanismus-Preises im Rahmen des Bundeskongresses des DAV 2008 in der alten Aula der Universität Göttingen. (Photo credit: Wikipedia)
“Attenti alla gelosia dei ‘vecchi’ che vogliono ‘morire’ governando. In questa avvertenza potrebbe condensarsi perfettamente il nostro giudizio sulla scelta di Leoluca Orlando di tradire il popolo delle primarie, il centrosinistra e i cittadini, e candidarsi nuovamente a sindaco di Palermo. Orlando prova, in extremis, a recuperare un protagonismo ormai perduto. Lo fa con un atto che rappresenta il peggior lascito politico che un uomo come lui potesse consegnare alla sua città. Peggio ancora: afferma di candidarsi perché le primarie sono state ‘inquinate’. Così manca di fiducia e rispetto nei confronti dei tanti palermitani che hanno scelto di partecipare al processo democratico e di investire in un progetto per la città. Ci ricorda, l’atteggiamento di Orlando, quello dei ‘vecchi’ democristiani che nel 1985, alla sua prima esperienza da sindaco, ben 25 anni fa, lo contrastavano e che lui stesso tanto duramente (e legittimamente) biasimava. Oggi Orlando ha svenduto (per cosa, peraltro?) la storia di Palermo, della sua esperienza politica e del centrosinistra. Non ha reso un buon servizio né a se stesso né, soprattutto, alla città che vorrebbe, di nuovo, amministrare. Tutto questo ci porta a sostenere ancora più convintamente la candidatura di Fabrizio Ferrandelli. Da lui e dalle migliaia di persone che gli hanno accordato fiducia può nascere una nuova primavera per Palermo. Ad Orlando e all’Idv che lo sostiene nella sua scelta solo un consiglio: smettete, almeno per un po’, di parlare di valori e legalità. Le regole si rispettano. E in questa partita gli unici ‘abusivi’ siete voi”. Lo scrive Angelo Argento, responsabile di TrecentoSessanta Sicilia e componente della Direzione nazionale del PD, sul sito dell’Associazione che fa riferimento ad Enrico Letta.
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“Vucciria”, nel cuore di Palermo tra memoria storica e degrado
Pubblicato da fidest su giovedì, 22 marzo 2012
Giovedì 22 marzo, su Rai Tre alle ore 00:45, in onda il documentario di Magazzini Einstein dedicato al celebre mercato reso noto da Guttuso Renato Guttuso riuscì nell’impresa di racchiudere quel trionfo di colori, umori e suoni nella dimensione di una tela. Preferì dipingerla nel suo studio in Brianza convinto che la luce siciliana ne avrebbe alterato i contorni: ma per essere il più realista possibile si fece inviare cibi e qualità di frutta che si smerciavano al suo interno. Il risultato fu sensazionale, visto che il pittore di Bagheria riuscì a trasferire nell’opera tutta la carica di quel rapporto tra uomo e merce che forse solo certi mercati arabi posseggono. La sua “Vucciria”, l’antico mercato storico di Palermo reso famoso prima di lui dal fotografo Enzo Sellerio, resta forse la più celebre tra quelle descritte in pittura anche perché quel luogo che ritrasse ormai non esiste più. Oggi la Vucciria continua a essere rappresentata dagli artisti che si avvicendano di generazione in generazione, ma il nucleo originario ha perso buona parte della sua suggestione. Lo confermano gli stessi ambulanti che la popolano tutti i giorni: una volta era sempre piena di gente mentre oggi la presenza si è notevolmente ridotta. Da mercato vero e proprio è diventato principalmente un posto dove sperimentare tendenze artistiche. Proprio la crisi di questa antica tradizione palermitana è al centro del docu-film “Vucciria” per la regia di Salvo Cuccia, in onda giovedì 22 marzo su Rai Tre alle ore 00:45, che racconta un degrado che ormai sembra travolgere l’intero capoluogo siciliano. La Vucciria di oggi rappresenta il precario equilibrio tra bellezza e distruzione, una Beirut contemporanea con una tradizione millenaria alle spalle. I tanti artisti che ancora arrivano per conoscerla non pensano possa esistere una realtà urbane come questa: affascina per la mancanza di ordine e per essere a tutti gli effetti un laboratorio aperto alla commistione tra moderno e arcano.
Per i critici, al contrario, questo luogo un tempo magico rappresenta a tutti gli effetti una metafora del mondo attuale: un imbuto nel quale converge un’enorme quantità di cose sconnesse e dove probabilmente si aspetta l’arrivo di un cataclisma. Magazzini Einstein è il contenitore televisivo di Rai Educational dedicato a temi, eventi e personaggi dell’arte e della cultura, del presente e del passato. Un laboratorio di nuovi linguaggi per comunicare l’arte, attraverso la cronaca e la società, uno spazio per seguire sul piccolo schermo i principali eventi culturali e letterari dell’anno, un modo per viaggiare con il cuore e la mente nell’arte dei secoli. Più di quattrocento puntate in cui “la cultura fa spettacolo”.
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Le Riflessioni della Chiesa Palermitana in vista delle Elezioni Amministrative di maggio
Pubblicato da fidest su venerdì, 9 marzo 2012
Palermo Sabato 10 marzo 2012 – ore 10.30 Salone Filangeri (Primo piano) del palazzo Arcivescovile. Le Riflessioni della Chiesa Palermitana in vista delle prossime Elezioni Amministrative: “Una comune responsabilità per Palermo”. Riflessioni maturate nel contesto della vita ecclesiale palermitana, specialmente in seno agli organismi di partecipazione ecclesiale, i Consigli presbiterale e pastorale diocesani, supportati da un gruppo di lavoro formato da esperti. Saranno presentate nel corso della conferenza stampa indetta a margine dell’evento.
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Palermo capitale della cultura
Pubblicato da fidest su mercoledì, 29 febbraio 2012
Fabrizio Ferrandelli, candidato a sindaco della città di Palermo, sottoscrive l’appello lanciato dal Comitato Palermo 2019 e rivolto alle istituzioni culturali, alle organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori, alle forze economiche, ai mondi religiosi, alle strutture operanti nel sociale, al volontariato, ai media per promuovere la candidatura della Città a Capitale europea della cultura 2019.“Non posso che sottoscrivere un simile appello – dichiara Fabrizio Ferrandelli – e condividerne non solo lo spirito ma anche la volontà concreta di trasformare Palermo in Capitale della cultura. Un’ampia parte del mio programma elettorale è dedicata proprio alla cultura, non più intesa come spesa ma come risorsa da valorizzare e in grado di portare economia in città. L’invito da parte del Comitato Palermo 2019 è un ulteriore stimolo a lavorare sempre e con maggiore impegno per la realizzazione del progetto, in perfetta sintonia con il percorso che ho già intrapreso con la Società civile. Un impegno che assumo non solo con il Comitato ma con tutti i cittadini palermitani, che si meritano di vivere in una città europea in tutti i suoi aspetti, da quello sociale a quello culturale”.
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Palermo: verso le primarie
Pubblicato da fidest su domenica, 26 febbraio 2012
Gazebo dislocati in lungo e largo per la città e passeggiata su due ruote nel corso del week end di Davide Faraone, candidato a sindaco alle Primarie di Palermo. Si parte domani pomeriggio, sabato 25 febbraio: i cittadini avranno la possibilità di informarsi sul programma del candidato e le sue cento idee, raggiungendo i gazebo che saranno collocati in corso Calatafimi (nei pressi dell’Oviesse), in via Magliocco, in via Roma (vicino alla Rinascente) e in via Cavour. Gli ultimi tre saranno a disposizione dei cittadini anche domenica mattina, quando sarà dato il via ad una passeggiata sulle due ruote insieme al candidato. Palermo viene restituita alla sua gente con “Vuoi la bicicletta? Pedala!”.Una biciclettata che attraverserà le principali vie del centro. Si parte da piazza Castelnuovo alle 10 e si prosegue verso la stazione centrale per poi proseguire in via Roma e concludere il giro in piazza Croci. Obiettivo? Dare priorità alla città: “Prima Palermo”.
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Impegno per Palermo
Pubblicato da fidest su lunedì, 6 febbraio 2012
Palermo. Oggi pomeriggio alle 17,30, a Palazzo Fatta, Fabrizio Ferrandelli, candidato a sindaco della città di Palermo, ha incontrato la società civile, i movimenti, le associazioni e i cittadini che in questi mesi hanno sostenuto la sua candidatura, per tracciare insieme una nuova tappa del percorso. “Nonostante le continue chiacchiere e le dicerie uscite su blog e giornali, che mi vedrebbero alleato un po’ con tutti – dichiara Ferrandelli – c’è la stragrande maggioranza di persone che non si è lasciata abbindolare dalla macchina del fango e che a gran voce ha richiesto un altro incontro per parlare di Palermo, delle sue emergenze e soprattutto per discutere insieme di programmi e progetti per trasformare la nostra città in un posto vivibile e a misura d’uomo. Tra i presenti, questo pomeriggio, anche Padre Gianni Notari con il quale non si è mai interrotto il dialogo e, come sempre, saremo uno al fianco dell’altro nella realizzazione del nostro progetto, nella costruzione di quel grande Polo Civico che vuole lavorare per trasformare Palermo.”
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Il cantiere navale è Palermo
Pubblicato da fidest su lunedì, 9 gennaio 2012
Gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” sono al fianco dei lavoratori del Cantiere Navale di Palermo in lotta per difendere il proprio lavoro, il futuro delle loro famiglie e della Cantieristica navale a Palermo.La Segreteria Nazionale del Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” appoggia le preoccupate, sacrosante proteste dei lavoratori e altresì li invita a vigilare affinché allo stabilimento del Cantiere certa politica e certo sindacalismo non riservino un futuro sulla falsariga, ad esempio, della Sicilfiat. In quell’occasione fu difatti messa in campo una tattica politico-sindacale dilatoria quanto inefficace che portò le forze sindacali, politiche e patronali a minimizzare e dilazionare la situazione di modo che i lavoratori non potessero avere, nella gran parte, il quadro reale di ciò che si andava delineando.Gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” denunciano, dunque, il pericolo di una “sicilfiattizzazione” della Vertenza Cantieri e invitano anche la Cittadinanza palermitana, la Società Civile a sostenere la Vertenza. A tutti ricordiamo che l’eventuale, probabile “scomparsa” del Cantiere Navale finirebbe per rendere più povera, economicamente e socialmente l’intera Città. A nessuno può e deve sfuggire, se in buona fede, quanto importante sia stato e sia ancora la presenza di un presidio industriale ed operaio nella Capitale della nostra amata Sicilia. Un presidio di lavoro, speranza, legalità da opporre e contrapporre a modelli in virtuosi come quello mafioso. La vertenza per il Cantiere Navale è dunque la vertenza di tutti i palermitani. Occorre quindi anzitutto ottenere , a seguito dell’espressa, evidente contrarietà dei dipendenti, che i sindacati Fim Cisl, Uilm, Ugl e Failms ritirino il loro avvallo ai 140 licenziamenti previsti e inoltre che rimandino al mittente datoriale la cassa integrazione straordinaria di 24 mesi prevista, a rotazione, per un massimo di 470 lavoratori, sui 505 in organico attualmente. Nel corso del recente passato infatti, queste stesse OO.SS. non avevano , forse, ottenuto che l’azienda si impegnasse a mantenere se non altro gli attuali livelli occupazionali? Spieghino ai lavoratori perché ora ad un anno e mezzo, hanno cambiato idea!
La Segreteria Nazionale del Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” auspica, dunque, che la mobilitazione divenga dell’intera città e che questa lotta sappia e voglia mantenersi sui binari di una ferma quanto pacifica iniziativa la cui direzione deve passare esclusivamente nelle mani dei lavoratori dei Cantieri Navali.
Invitiamo inoltre il Governo Regionale, le Deputazioni Siciliane a Roma e a Palermo, tutte le organizzazioni politiche operanti in Sicilia ad assumere , subito, ciascuno per ciò di sua competenza, iniziative concrete e reali per affermare che non è possibile pensare un futuro di Palermo senza un presidio produttivo, popolare ed operaio come quello del Cantiere Navale.
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Palermo: l’omelia del cardinale
Pubblicato da fidest su lunedì, 2 gennaio 2012
“In questo Palazzo di Città, che è il luogo più rilevante dell’istituzione civile palermitana, mi è doveroso fare appello al cuore di tutti e singoli i palermitani: la Palermo che sogniamo e che desideriamo passa dalla nostra determinazione interiore a renderla più bella, più accogliente, più onesta, più laboriosa. E questo è compito di tutti, compito che matura nel cuore, che si fa strada in una elaborazione interiore quotidiana e feconda, illuminata dalla nostra fede, orientata dai valori umani fondamentali che si pongono alla base della civile convivenza e del vero progresso”. E’ un passo dell’Omelia pronunciata ieri mattina, a palazzo delle Aquile, dal cardinale Paolo Romeo, durante la celebrazione Eucaristica, nel suo consueto incontro di inizio anno con gli amministratori della Città. L’Arcivescovo nel suo intervento ha fatto riferimento alla Giornata della pace voluta dal Papa Paolo VI ed ha rivolto il suo pensiero ai giovani. “L’augurio di riconciliazione e di solidarietà scavalca la sfera dei rapporti strettamente personali e raggiunge gli estremi confini della terra. L’anno nuovo comincia proprio con l’impegno della pace, sottolineato di volta in volta da un particolare tema di riflessione proposto dal tradizionale Messaggio del Santo Padre, quasi a voler mettere sotto un unico grande manifesto programmatico le opere e i giorni di questo nuovo arco di storia. In particolare, il tema scelto da Papa Benedetto XVI per questo nuovo anno 2012 è “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”. I giovani vivono tanti aspetti con apprensione: Il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale. Intercettare i desideri più profondi dei giovani del nostro tempo è certamente una priorità da parte della comunità ecclesiale, ma, facendo eco alle parole del Santo Padre, desidero sottolineare che è anche un dovere di tutte le istituzioni educative, a cominciare dalla famiglia “piccola chiesa domestica” e “cellula originaria della società”. Quindi il cardinale ha citato l’esortazione del Papa Benedetto XVI ai genitori a non perdersi d’animo nonostante le difficoltà, ma che riconosce che in questo tempo di crisi l’istituzione familiare deve essere maggiormente tutelata e valorizzata quale soggetto educativo responsabile della costruzione del futuro dei giovani e dunque del futuro dell’intera società civile. “Ed a proposito della famiglia, lasciate che, come Padre e Pastore di questa amata Chiesa di Palermo, rivolga proprio oggi e proprio all’interno di questo Palazzo di Città, un accorato appello perché tutte le Istituzioni si adoperino responsabilmente per salvaguardare il carattere sacro e di insostituibile valore dell’unione fra un uomo e una donna: è all’interno della famiglia che il dono della vita può fiorire e svilupparsi perché essa è punto di riferimento, è il primo ambiente in cui l’uomo si relaziona, è il primo luogo di formazione psicologica e morale di ogni persona. La sua legge non può essere cambiata, perché è scritta nella natura dell’uomo stesso”.“D’altra parte è l’appello che il Santo Padre rivolge a tutti i responsabili politici “chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare. Non deve mai mancare un adeguato supporto alla maternità e alla paternità. Facciano in modo che a nessuno sia negato l’accesso all’istruzione e che le famiglie possano scegliere liberamente le strutture educative ritenute più idonee per il bene dei propri figli. Si impegnino a favorire il ricongiungimento di quelle famiglie che sono divise dalla necessità di trovare mezzi di sussistenza. Offrano ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti”.Infine l’Arcivescovo, ha lanciato un messaggio di speranza. “Il nuovo anno richiede uno sguardo di speranza che guardi a ciò che è possibile costruire con la buona volontà e l’impegno di tutti. Le nuove generazioni attendono da noi un forte esempio di dedizione e la testimonianza di coerenza e di creatività anche in mezzo ai sacrifici che le contingenze attuali ci richiedono. Ma ogni sforzo rischia di essere vano se non viene illuminato dalla luce della grazia divina, se non è animato dalla forza dell’amore, se non è proiettato nell’orizzonte della costruzione del Regno di Dio. La fede che fu di Maria Vergine, Madre di Dio, sia anche la nostra, all’inizio di questo nuovo anno in cui invochiamo la benedizione del Signore sulle nostre vite e sul nostro impegno: il Signore rivolga su di noi il suo volto e ci doni la sua pace, aiutandoci ogni giorno a costruirla e custodirla insieme”.
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Impianto illuminazione pubblica a Palermo
Pubblicato da fidest su mercoledì, 30 novembre 2011
Palermo mercoledì mattina 30 novembre, dopo circa 25 anni, i lavori perla realizzazione dell’impianto di pubblica illuminazione nelle vie Ida Castellucci, Emilio Greco, Antonio Agostino e Beniamino Joppolo, ubicate nella ex quartiere della Zisa a Palermo. Tali lavori, metteranno in sicurezza una vasta zona fortemente urbanizzata ad alta densità residenziale, che in questi lunghi anni è rimasta priva di illuminazione pubblica. La zona, nel passato e fino a qualche anno fa’ è stata parzialmente illuminata da punti luce allacciati alle utenze private. Per effetto anche dell’ammaloramento di alcuni pali di luce che negli anni non sono stati oggetto di manutenzione, oggi l’intera area è priva di illuminazione durante le ore notturne. A comunicarlo è l’Assessore comunale alle Manutenzioni e all’Ambiente,
Michele Pergolizzi – che aggiunge: “Finalmente, reperite le risorse finanziarie, l’Amministrazione Comunale potrà mettere definitivamente in sicurezza una porzione del territorio cittadino che da oltre venticinque anni registrava condizioni di degrado, aggravato anche da frequenti atti delinquenziali, con grande disagio per i residenti”.
L’impianto, sarà costituito da n. 23 punti luce alimentati in derivazione con lampade a Ioduri metallici con bruciatore ceramico da 60 watt., mentre il costo complessivo dell’intervento ammonterà ad €. 75.000,00.
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Anniversario Carlo Alberto Dalla Chiesa
Pubblicato da fidest su giovedì, 1 settembre 2011
Palermo, Venerdì 3 settembre 1982, ore 21.00 il nuovo prefetto di Palermo, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sta andando a cena con la giovane moglie Emanuela Setti Carraro, di scorta li segue un’Alfetta guidata dall’agente della polizia di Stato Domenico Russo. Giunti in Via Isidoro Carini sopraggiungono due motociclette e un’auto che affiancandosi all’A112 del generale aprono il fuoco a colpi di kalashnikov uccidendoli sul colpo. Sul luogo dell’eccidio, un anonimo cittadino lascia un cartello affisso al muro. Poche parole, una frase che in breve fa il giro del mondo: “Qui è morta la speranza dei siciliani onesti”. Carlo Alberto Dalla Chiesa nacque a Saluzzo (Cuneo) nel 1920. Nel 1942 divenne sottotenente dell’Arma dei Carabinieri, si laureò in giurisprudenza e fu uno dei capi della Resistenza nelle Marche. Nel 1946, a Firenze, sposò Dora Fabbo, che rimase compagna silenziosa e fedele del futuro generale per più di 30
anni. Nel 1948 fu inviato con il grado di colonnello in Sicilia dove ebbe le sue prime esperienze nella lotta contro la mafia, arrivando all’incriminazione di Luciano Liggio e, fra il 1966 e il 1973, arrestò 76 capi mafiosi. Nel 1973 venne promosso generale di brigata e trasferito in Piemonte e nel ’77 gli fu affidata la coordinazione degli istituti di sicurezza e di pena. Nel 1978 venne promosso generale con poteri su tutto il territorio e una dipendenza diretta dal Ministero degli Interni fino al 1981 per far fronte alla minaccia del terrorismo. In tre anni riuscì a distruggere l’organizzazione delle Brigate Rosse e grazie ad una serie di pentimenti oggi possiamo sapere la storia completa di tale gruppo eversivo. Nel 1981, quando il pericolo cessò, Dalla Chiesa fu mandato a Palermo dove la delinquenza persisteva, con l’incarico di prefetto antimafia, però i suoi poteri limitati gli impedirono di agire. Il 3 settembre del 1982, mentre tornava dal palazzo della Prefettura del capoluogo siciliano, fu assassinato da killer mafiosi, insieme alla giovane moglie Emanuela Setti Carraro di 31 anni, con la quale il generale era sposato da soli 54 giorni, e all’agente di scorta Domenico Russo.
L’Agente Scelto Domenico Russo nasce a S. Maria Capua Vetere (CE) il 27/12/1950. Quella sera Domenico seguiva con l’auto di servizio, un’Alfetta non blindata, come scorta alla A-112 del Generale e della sua compagna, che vennero trucidati in maniera vile da un commando della Mafia a colpi di Kalashinkov, in quella circostanza, l’auto con a bordo l’autista e l’Agente Russo, venne affiancata da una motocicletta guidata da Pino Greco detto “Scarpuzzedda”, che uccise l’autista e ferì in maniera gravissima il Russo, il quale morì dopo 13 giorni di agonia all’ospedale di Palermo. Domenico lasciava la moglie ed un figlio piccolo.
L’Agente Russo per il suo atto di eroismo venne insignito della Medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione: “Di scorta automontata per il servizio di sicurezza ad eminente personalítà, assolveva al proprio compito con sprezzo del pericolo e profonda abnegazione. Proditoriamente fatto segno a numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata da parte di alcuni appartenenti a cosche mafiose, tentava di reagire al fuoco degli aggressori nell’estremo eroico tentativo di fronteggiare i criminali, immolando così la vita nell’adempimento del dovere. Palermo, 3 settembre 1982.” (carlo alberto, domenico russo)
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Palermo Motor Show
Pubblicato da fidest su mercoledì, 1 giugno 2011
Palermo 2 giugno, all’Aeroporto di Boccadifalco, con il taglio del nastro alle ore 17,00, parte ufficialmente “Millegiri – dalla Targa Florio al Giro aereo di Sicilia”, un evento unico che racchiude al suo interno manifestazioni sportive ed esposizioni dedicate agli appassionati del mondo dei motori. A fare da apripista, la seconda edizione del Palermo Motor Show, un contenitore di emozioni, che torna a Palermo con un calendario fitto di eventi. Non solo stand, concerti, e workshop, ma esibizioni di Kart, Super Motard, Stuntman e Freestyle. Un mix di adrenalina e puro spettacolo per gli amanti del brivido su due e quattro ruote. All’interno dell’aeroporto è stato anche realizzato un vero circuito di gara,l’autodrome, destinato ad ospitare nell’arco della manifestazione, che si svolgerà dal 2 al 5 giugno, piloti di fama internazionale che si esibiranno in simulazioni e prove straordinarie. Spazio anche alle esposizioni di auto e aeroplani: un viaggio nel tempo, tra passato, presente e futuro, con modelli storici e vetture di ultima generazione. Si parte dunque alle 17,00 con il taglio del nastro, alla presenza di Marco Salerno, dirigente generale del dipartimento regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Mariella Antinoro, dirigente del servizio 8 Sostegno alle Attività sportive dell’assessorato al Turismo, Alessandro Aricò, primo firmatario della legge regionale sulla Targa Florio recentemente approvata dall’Ars.
Interverranno all’inaugurazione anche il giornalista Rai Roberto Gueli e la modella Stefania Scordio, conduttori degli eventi del Palermo Motor Show. Sempre all’interno dell’Aeroporto di Boccadifalco, sono previste anche due prove speciali della Targa Florio. Prime ad arrivare, alle 19,00, le vetture dell’Historic Rally Targa Florio, partite da Piazza Castelnuovo, che effettueranno sotto gli occhi del pubblico la prova speciale “Città di Palermo”. A seguire, alle 20,30, arriveranno le auto della Targa Florio, anch’esse partite da Piazza Castelnuovo, per effettuare la prova speciale che si terrà in un circuito tortuoso di 1650 metri, creato ad hoc all’interno dell’Aeroport
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6 nuovi diaconi a Palermo
Pubblicato da fidest su venerdì, 20 maggio 2011
Palermo 21/5/2011 Il rito si terrà in Cattedrale alle 18 presieduta dal cardinale Romeo Sono giovani del nostro tempo a cui piace la musica, lo sport, l’arte alcuni sono esperti in computer, uno di essi aveva pure la ragazza e voleva mettere su
famiglia, ma giunta la chiamata del Signore, hanno lasciato tutto e domani, sabato 21 maggio 2011, diranno il loro “Eccomi” definitivo consacrandosi anche nel celibato che si impegneranno di mantenere per tutta la vita. La solenne celebrazione Eucaristica si svolgerà in Cattedrale, alle ore 18 e sarà presieduta dal cardinale Paolo Romeo. Si tratta di Massimiliano Lo Chirco, 35 anni della parrocchia di San Giovanni apostolo in Palermo che negli ultimi anni ha svolto il servizio nella parrocchia di Santa Margherita in Palermo. Sergio Matranga, 30 anni della parrocchia di Santa Rosalia in San Lorenzo Palermo che ha svolto il servizio nella parrocchia di Santa Caterina da Siena in Palermo. Giuseppe Pomi, 43 anni parrocchia di provenienza San Giovanni Battista in Misilmeri, svolge servizio nella parrocchia di San Giovanni apostolo in Palermo. Angelo Tomasello, 32 anni della parrocchia di Maria SS. Immacolata in Bagheria, svolge il servizio nella parrocchia di Sant’Ernesto in Palermo. Massimiliano Turturici, 33 anni della parrocchia di Santa Petronilla in Trabia e svolge servizio nella parrocchia di Sant’Ippolito in Palermo. La sua ordinazione giunge dopo 80 anni dall’ultima avvenuta a Trabia e Giuseppe Zucchetto Giuseppe, 26 anni della parrocchia di San Gaetano in Misilmeri, svolge servizio nella parrocchia di Santa Luisa de Marillac in Palermo.
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“I sepolcri del Giovedì Santo”
Pubblicato da fidest su domenica, 17 aprile 2011
Palermo. A mezzo degli organi di informazione è stata diffusa la notizia che il prossimo giovedì 21 aprile avrà luogo l’iniziativa “I sepolcri del Giovedì Santo”, organizzata dall’Associazione Via Roma Centro Storico e dalla Vm Agency Srl, e patrocinata dall’Assessorato al Turismo del Comune di Palermo. In due orari diversi l’iniziativa propone percorsi notturni da effettuare a piedi per visitare in gruppo, con ausilio di guide turistiche e dotazione di audioguide, diverse parrocchie e chiese del Centro Storico nelle quali la liturgia cristiana del Giovedì Santo, prevede, dopo la celebrazione “In Coena Domini” la reposizione dell’Eucaristia per l’adorazione da parte dei fedeli. L’Altare della reposizione viene pertanto adornato con fiori, ceri e ogni preziosa suppellettile per sottolineare la presenza dell’Eucaristia cioè Dio vivo e vero, da adorare e riconoscere come il Vivente. Non si tratta pertanto di un luogo sepolcrale, ma del luogo nel quale la reale presenza di Dio vista con gli occhi della fede, comunica Vita e Speranza. Nelle ore serali del Giovedì Santo non ha luogo la “visita” ai “sepolcri”, né tantomeno ai tradizionali e solenni addobbi degli altari. La “visita” è fatta all’Eucaristia, con la preghiera silenziosa e di adorazione personale e comunitaria all’interno delle Chiese, luoghi sacri. A tal proposito la Curia Arcivescovile avverte la necessità di specificare quanto segue. Una visita guidata, come quella sopra descritta entro un percorso stabilito e a pagamento, e per di più con l’ausilio di audio guide, snatura, svilisce e offende il senso e il valore di tale momento di adorazione e di preghiera che la Chiesa offre ai fedeli quale prolungamento della memoria dell’istituzione dell’Eucaristia durante l’Ultima Cena di Gesù. Parrocchie e chiese aperte la sera del Giovedì Santo non possono far parte di itinerari turistici programmati e assistiti. Non si può e non si deve correre il rischio di ridurre ad un bene di consumo, con una fruizione a pagamento, l’offerta libera che, in ogni Giovedì Santo, la Comunità ecclesiale compie aprendo le porte di tante chiese per la preghiera, il raccoglimento, la celebrazione del sacramento della Penitenza. Si invitano pertanto i Reverendi Parroci e i Rettori delle chiese, particolarmente di quelle del Centro Storico della nostra Città, a fare in modo che dopo la celebrazione “In Coena Domini”, nelle ore destinate all’Adorazione Eucaristica, sino alle ore 24,00 si crei nelle stesse chiese un clima di silenzio, di raccoglimento, di preghiera personale e comunitaria nel rispetto della verità e della dignità dei luoghi sacri e del momento celebrativo. Non si consentano durante l’esposizione Eucaristica visite guidate di gruppi organizzati.
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