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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Posts contrassegnato dai tag ‘parlamento europeo’

Il Parlamento Europeo discute il prossimo Vertice UE

Pubblicato da fidest su sabato, 9 marzo 2013

Parlamento discuterà le sue priorità per il prossimo summit UE, mercoledì 13 marzo, giorno precedente all’inizio dell’incontro. Il Consiglio europeo del 14-15 marzo valuterà il livello di applicazione negli Stati membri delle raccomandazioni di politica economica dello scorso anno, previste nell’ambito del “Semestre europeo”, i programmi di stabilità e di convergenza per il 2013 e le “iniziative faro” di Europa 2020.

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Un’ambiziosa riforma approvata per fermare la pesca intensiva

Pubblicato da fidest su martedì, 12 febbraio 2013

Il Parlamento ha approvato mercoledì un’importante riforma della politica comune della pesca (PCP), che ha come obiettivo la sostenibilità del settore, la fine dello scarico a mare dei pesci e dei piani a lungo termine basati su solidi dati scientifici. La pesca intensiva è ampiamente vista come il più grande fallimento dell’attuale PCP, che risale al 2002. La nuova entrerà in vigore nel 2014.I dati della Commissione europea suggeriscono che più dell’80% degli stock ittici del Mediterraneo e il 47% di quelli dell’Atlantico sono soggetti a pesca intensiva. La riforma votata in plenaria stabilisce chiari e rigide misure per affrontare il problema.”Abbiamo dimostrato oggi che il Parlamento è tutto meno che inefficace. Abbiamo usato il nostro potere di co-legislatori, per la prima volta nella politica ittica, per mettere un freno alla pesca intensiva. Gli stock ittici dovrebbero riprendersi entro il 2020, permettendoci di avere a disposizione 15 milioni di tonnellate di pesce in più e creare 37 mila nuovi posti di lavoro”, ha dichiarato la relatrice per la riforma della pesca Ulrike Rodust (S&D, DE).La relazione è stata approvata con 502 voti a favore, 137 contrari e 27 astensioni.

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Parlamento europeo: attentato di Brindisi e terremoto in Emilia

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012

All’apertura della sessione plenaria di Strasburgo, il Presidente Martin Schulz ha espresso il disprezzo del Parlamento nei confronti di chi ha commesso l’orribile attentato alla scuola di Brindisi e la solidarietà di tutti i deputati ai familiari delle vittime. Schulz ha inoltre manifestato la partecipazione del Parlamento al dolore dei familiari delle vittime del terremoto in Emilia.”Un tempo esisteva una regola non scritta, secondo la quale neanche i peggiori criminali uccidevano bambini o ragazzi, ma purtroppo questo confine è stato spesso superato. Non si può provare che disprezzo per chi ha perpetrato tali atti”, ha aggiunto il Presidente Schulz, esprimendo poi il cordoglio alla famiglia di Melissa, la ragazza di 16 anni uccisa dall’esplosione, e i migliori auguri a Veronica, che sta ancora combattendo per restare in vita, come pure alle altre vittime e ai loro insegnanti e amici.Schulz ha anche sottolineato che la scuola oggetto dell’attentato era stata dedicata a Francesco Morvillo, moglie del giudice anti-mafia Giovanni Falcone, entrambi assassinati durante un attentato codardo e cruento. Schulz ha poi espresso il cordoglio del Parlamento per le vittime del terremoto in Emilia, che ha causato 7 morti, 50 feriti e 5.000 sfollati. Si è detto particolarmente toccato dalle dimostrazioni spontanee di solidarietà – che hanno avuto luogo in Italia e altrove – per le vittime sia del terremoto sia dell’attentato di Brindisi.

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Parlamento rinvia l’approvazione del bilancio 2010 dell’Agenzia per la sicurezza alimentare

Pubblicato da fidest su sabato, 12 maggio 2012

Il Parlamento europeo ha approvato giovedì i conti della Commissione europea per il 2010, nel corso della procedura annuale di discarico del bilancio comunitario. I deputati hanno “certificato” i conti della maggioranza delle agenzie e delle istituzioni europee e del Fondo di sviluppo regionale. Tuttavia, l’Aula ha rinviato, fra gli altri, il discarico del Consiglio e dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma.
Discarico della Commissione I deputati continuano a criticare la mancanza di sanzioni per la cattiva gestione finanziaria nei Paesi membri, l’uso di strumenti d’ingegneria finanziaria e il pre-finanziamento dei progetti comunitari. Tuttavia, si sono detti rassicurati dalle parole del Commissario per il controllo dei conti, Algirdas Šemeta, che ha promesso di migliorare la gestione finanziaria in questi settori.
I deputati da tempo cercano di individuare le soluzioni più efficaci per migliorare il controllo sulle spese dei fondi comunitari da parte delle autorità nazionali e locali, la cosiddetta “gestione comune”. Pur non avendo poteri di gestione diretti, la Commissione è responsabile per l’utilizzo di questi fondi che rappresentano circa l’80% del bilancio UE. Il Parlamento chiede ai governi nazionali di assumersi maggiore responsabilità sulla gestione dei fondi comunitari, anche se la responsabilità finale spetterebbe alla Commissione. Ciò potrebbe essere attuato introducendo delle “dichiarazioni di gestione nazionali”, firmate dai responsabili politici nazionali. Šemeta ha affermato che la Commissione “è con il Parlamento” su questa questione, che è parte dei negoziati in corso con i governi nazionali sul regolamento finanziario 2014-2020.
Le altre istituzioni UE
I deputati hanno garantito il discarico a tutte le istituzioni, incluso lo stesso Parlamento, con la sola eccezione del Consiglio. Fra i deputati e il Consiglio è in corso da tempo una discussione su come si possano garantire le giuste condizioni per permettere al Parlamento di eseguire in maniera adeguata il suo compito di controllore dei conti. Poiché non è stata ancora trovata una soluzione, il Parlamento ha deciso di rinviare il discarico. Il Parlamento ha approvato i conti di tutte le agenzie UE ad eccezione dell’Agenzia sulla sicurezza alimentare (EFSA), con sede a Parma, di quella per i medicinali con sede a Londra e dell’Agenzia per l’ambiente di Copenaghen. Secondo la maggioranza dei deputati, il costo medio del consiglio di amministrazione dell’EFSA, composto da 15 membri (EUR 92.630, o EUR 6.175 per membro), è eccessivo e richiede “tagli drastici”.
Il testo approvato sottolinea anche il recente caso di conflitto d’interesse, con la presidente del consiglio d’amministrazione che avrebbe, secondo quanto riportato sui media, dei legami con l’industria alimentare e sarebbe membro del consiglio dei direttori dell’International Life Science Institute (ILSI). L’agenzia ha annunciato le sue dimissioni il giorno precedente al voto del Parlamento (mercoledì).
Per migliorare la gestione finanziaria dell’Agenzia per i medicinali, i deputati chiedono un piano d’azione per rendere più efficaci le procedure sugli appalti e sui contratti e vogliono garanzie sull’imparzialità delle assunzioni del personale e degli esperti nazionali, distaccati temporaneamente. Infine, i deputati hanno criticato il rifiuto dell’agenzia di predisporre un nuovo sistema di pagamenti, come richiesto.
Per quanto riguarda l’Agenzia per l’ambiente, i deputati criticano che dal giugno 2010 all’aprile 2011 il direttore esecutivo fosse stato anche membro dell’International Advisory Board della ONG Earthwatch. Alcuni membri dello staff, incluso il direttore, si sono recati in missione di “ricerca” per far visita a alcuni progetti di Earthwatch nei Caraibi e nel Mediterraneo, per i quali, secondo il direttore, l’agenzia ha versato all’ONG 33.791 euro. I deputati chiedono all’agenzia di presentare un resoconto dettagliato su queste missioni e sulle cifre pagate a Earthwatch.

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No al brevetto per piante e animali ottenuti con riproduzione convenzionale

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 maggio 2012

Il Parlamento europeo vuole proteggere gli allevatori europei da un uso eccessivo dei brevetti che potrebbe soffocare innovazione e progresso. Una risoluzione non legislativa approvata giovedì sottolinea che i prodotti quali broccoli anticancerogeni o vacche da latte a alto rendimento, ottenuti con tecniche di riproduzioni convenzionali, non dovrebbero poter essere brevettati.I deputati riconoscono l’importanza dei brevetti per lo sviluppo della tecnologia, ma sottolineano che “la concessione di una tutela eccessivamente ampia mediante brevetti può soffocare l’innovazione e il progresso e danneggiare i piccoli e medi produttori bloccando l’accesso alle risorse genetiche animali e vegetali”Il Parlamento chiede pertanto all’Ufficio europeo per i brevetti di escludere dalla brevettabilità i prodotti derivati da metodi di riproduzione convenzionali, cosi come i metodi stessi.La risoluzione comune è stata approvata con 354 voti a favore, 192 contrari e 22 astensioni.

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Il Parlamento critica la decisione dell’Argentina di espropriare la YPF

Pubblicato da fidest su sabato, 21 aprile 2012

La Commissione europea dovrebbe fare ricorso a tutti gli strumenti adeguati di risoluzione delle controversie disponibili in seno all’OMC e al G20 per rispondere alla decisione “unilaterale e arbitraria” del governo argentino di espropriare la società energetica YPF, sostiene una risoluzione adottata dal Parlamento venerdì. I deputati deplorano la decisione ed esortano Commissione e Consiglio ad adottare le misure necessarie, compresa la sospensione parziale delle preferenze tariffarie, onde evitare che si ripresentino situazioni simili.
Le autorità argentine dovrebbero “riprendere la via del dialogo e dei negoziati”, sostiene la risoluzione presentata dai gruppi PPE, S&D, ALDE, ECR e EFD, evidenziando che la decisione “unilaterale e arbitraria” del governo argentino costituisce un attacco all’esercizio della libera impresa e al principio della certezza giuridica, “causando in tal modo il deterioramento del contesto per gli investimenti delle imprese europee in Argentina”. Il testo è stato adottato con 458 voti a favore, 71 contro e 16 astensioni.
I deputati invitano il Consiglio europeo, la Commissione europea e l’Alto rappresentate per la politica estera dell’Unione Catherine Ashton a compiere ogni sforzo per difendere la presenza e gli investimenti europei nel paese sudamericano. Il Commissario per il Commercio De Gucht e l’Alto rappresentante Ashton dovrebbero inoltre “ricorrere a tutte le vie diplomatiche disponibili” per risolvere tale situazione con i loro omologhi argentini.Il Parlamento esprime profonda preoccupazione per la situazione, poiché rappresenta “un’inosservanza degli obblighi derivanti da accordi internazionali”, e mette in guardia dagli effetti negativi che simili misure possono causare, quali il disinvestimento a livello internazionale e le ripercussioni negative per l’Argentina nella comunità internazionale. Inoltre, i deputati sottolineano che la decisione riguarda una sola impresa del settore (la società energetica spagnola Repsol) e solo una parte delle sue azioni, “il che potrebbe essere considerato discriminatorio”.
Il Parlamento europeo sostiene che l’Unione europea e il Mercosur debbano affrontare le trattative in corso per un accordo di associazione in uno spirito di apertura e di fiducia reciproca. Secondo il testo approvato, decisioni come quella adottata dalle autorità argentine “possono compromettere il clima di comprensione e di amicizia necessario per raggiungere un siffatto accordo”.
Il 16 aprile il governo argentino ha annunciato la decisione di presentare al Congresso nazionale un progetto di legge inteso a convalidare l’espropriazione del 51% delle azioni della compagnia petrolifera YPF, la cui partecipazione di maggioranza è detenuta dalla società energetica spagnola Repsol. Il suddetto annuncio è stato accompagnato dall’immediata presa di controllo della sede della società da parte delle autorità del governo argentino, che hanno espulso dai locali i legittimi dirigenti e il personale designato della società in questione.
Negli ultimi mesi tale società è stata oggetto di una “campagna pubblica di diffamazione che, assieme a varie decisioni prese dalle autorità amministrative, si è tradotta nella perdita di valore delle sue azioni, con ripercussioni per tutti i suoi azionisti e le imprese ad essa associate”, sostiene il testo adottato.

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Parlamento europeo, stop a etichette alimentari ambigue

Pubblicato da fidest su martedì, 7 febbraio 2012

Español: en el Parlamento Europeo de Estrasbur...

Image via Wikipedia

No alle indicazioni fuorvianti nelle etichette dei prodotti alimentari. Il Parlamento europeo ha approvato la settimana scorsa una risoluzione ad ampia maggioranza con cui boccia la nuova dicitura: “Contiene una percentuale di… (calorie, grassi, grassi saturi, sodio, sale, zuccheri) in meno” proposta dalla Commissione europea, che non prende in considerazione gli alimenti della stessa categoria, ma solo la versione precedente dello stesso prodotto. «Si tratta di un’etichetta ambigua e fuorviante che non avrebbe fatto altro che indurre il consumatore in errore», ha indicato l’eurodeputato Andrea Zanoni (Idv), tra i firmatari con altri 11 colleghi di diverse nazionalità della risoluzione approvata venerdì scorso, e che aveva ricevuto luce verde due giorni prima della Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare. «Sarebbe potuto accadere» ha spiegato Zanoni, membro della Commissione ambiente «che un prodotto con pochissimo sale non fosse autorizzato a mettere questa etichetta, mentre un prodotto con molto sale avrebbe potuto metterla a seguito di una mera riduzione del 15%». «Sono lieto» ha detto l’europarlamentare Matthias Groote (S&D) che presiede la Commissione ambiente «che il Parlamento europeo ha difeso gli interessi dei consumatori attenti alla salute, che hanno bisogno di essere in grado di fare paragoni chiari quando fanno la spesa».

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Eletti i 14 vicepresidenti del Parlamento europeo

Pubblicato da fidest su mercoledì, 18 gennaio 2012

EP Vice-Chairman Giovanni Pittella chaired the...

Image by European Parliament via Flickr

Tutti i 14 vicepresidenti del Parlamento sono stati eletti nel terzo turno con la maggioranza semplice dei voti validi. Gianni Pittella (S&D) e Roberta Angelilli (PPE) sono i due vicepresidenti italiani eletti.I 14 vicepresidenti eletti sono:
Gianni PITTELLA (S&D, IT) 319 voti
Miguel Angel MARTÍNEZ MARTÍNEZ (S&D, ES) 295 voti
Anni PODIMATA (S&D, EL) 281 voti
Alejo VIDAL-QUADRAS (PPE, ES) 269 voti
Georgios PAPASTAMKOS (PPE,EL) 248 voti
Roberta ANGELILLI (PPE, IT) 246 voti
Othmar KARAS (PPE, AT) 244 voti
Edward McMILLAN-SCOTT (ALDE, UK) 239 voti
Isabelle DURANT (Verdi/ALE, BE) 238 voti
Alexander ALVARO (ALDE, DE) 235 voti
Rainer WIELAND (PPE, DE) 230 voti
Oldřich VLASÁK (ECR, CZ) 223 voti
Jacek PROTASIEWICZ (PPE, PL) 206 voti
László SURJÁN (PPE, HU) 188 voti
Ruolo dei vicepresidenti I vicepresidenti sono membri dell’Ufficio di Presidenza del Parlamento europeo. Tale organo stabilisce le regole per il Parlamento, redige il progetto preliminare di bilancio e decide in campo amministrativo, del personale e sulle questioni organizzative.

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Elezione del nuovo Presidente del Parlamento europeo, dei vice presidenti e dei questori

Pubblicato da fidest su domenica, 15 gennaio 2012

Bruxelles Votazioni: martedì 17 e mercoledì 18 gennaioIl primo atto del Parlamento europeo del 2012 sarà l’elezione del nuovo Presidente, di 14 vice-presidenti e di cinque questori. Attualmente, I tre candidati ufficiali per succedere a Jerzy Buzek sono: Martin Schulz (S&D, DE), Diana Wallis (ALDE, UK) e Nirj Deva (ECR, UK). Il voto per scegliere il prossimo Presidente del Parlamento, i vice-presidenti e i questori si terrà martedì e mercoledì a scrutinio segreto. Per maggiori informazioni sulla nomina e sulle procedure di elezione, i doveri di Presidente, vice-presidenti e questori e sui risultati delle precedenti elezioni dei Presidenti del Parlamento, leggere la nota informativa al link sottostante. Procedura: elezione di Presidente, vice-presidenti e questori.

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Parlamento europeo agenzie di rating

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 novembre 2011

 

Michel Barnier

Image by michelbarnier via Flickr

Alla fine della presentazione del Commissario per il mercato interno Michel Barnier della nuova proposta legislativa sulle agenzie di rating, il relatore per il Parlamento Leonardo Domenici (S&D, IT) ha detto: “Il provvedimento appare oggi privo di alcune parti significative rispetto alle anticipazioni ed è ridimensionato rispetto alle attese”.Domenici ha inoltre criticato la procedura seguita ed espresso preoccupazione: “Ci siamo trovati oggi di fronte a una procedura piuttosto travagliata e inusuale in occasione della presentazione di un provvedimento molto importante quale quello sulla regolamentazione delle Agenzie di Rating. E’ questo un evidente sintomo di difficoltà di decisione da parte della Commissione su un argomento assai delicato e forse spiega anche il ritardo con cui si è giunti ad approvarlo. Il provvedimento, per ammissione dello stesso Commissario Barnier, appare oggi privo di alcune parti significative rispetto alle anticipazioni ed è ridimensionato rispetto alle attese”. Domenici ha poi aggiunto: “Il Parlamento europeo attende ancora di essere informato sia per ciò che riguarda la procedura fin qui seguita e la tempistica sia circa il contenuto ufficiale e finale del testo. Il fatto che ci si trovi in questa situazione su un provvedimento molto atteso come questo, non può che suscitare preoccupazione sia sotto l’aspetto istituzionale che sotto il profilo politico”.

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Parlamento europeo: risoluzione controversie

Pubblicato da fidest su mercoledì, 26 ottobre 2011

Il Parlamento europeo invita (2011/2117(INI), la Commissione, a presentare entro la fine del 2011 una proposta legislativa relativa al ricorso alle modalità di risoluzione alternative delle controversie in materia di consumo nell’Unione e sottolinea che è importante che tale proposta sia adottata rapidamente in materie civile, commerciale e familiare. Si ribadisce l’accoglimento con favore dell’armonizzazione di alcune norme per la mediazione e si sottolinea la necessità di definire termini comuni e di applicare garanzie procedurali in tutti i settori dell’ARD (Alternative Dispute Resolution). Vede la necessità di riesaminare le raccomandazioni della Commissione del 1998 e del 2001 nonchè il Codice di condotta. Il Parlamento è tuttavia convinto che l’ADR faccia parte di un’agenda generale “giustizia per la crescita” trasversale a tutti i settori nonchè del parere che qualsivoglia approccio all’ADR debba andare oltre le liti dei consumatori e includere le transazioni civili e commerciali tra imprese (B2B), a prescindere dal fatto che siano effettuate tra imprese private o pubbliche, le controversie familiari, i casi di diffamazione e le altre controversie d’interesse generale o che vedono opporsi parti aventi status giuridico diverso.
Al fine di non pregiudicare l’accesso alla giustizia, si oppone a qualsiasi imposizione generalizzata di un sistema obbligatorio di ADR a livello di UE, ma ritiene che si potrebbe valutare un meccanismo obbligatorio per la presentazione dei reclami delle parti al fine di esaminare le possibilità di ADR (N.d.R.per la mediazione l’Italia ha ricevuto apprezzamenti lusinghieri per l’obbligatorietà di alcune materie); ritiene che non solo la mediazione, ma l’ADR in generale (articolo 8 della direttiva 2008/52/CE) debba influire sui termini di prescrizione e di decadenza. Riconosce, anche, il rischio costituito dalle molte forme di ADR e il rischio di ritardi abusivi nei procedimenti giudiziari. La Commissione poi deve prevedere una sospensione dei termini di prescrizione nel caso di procedure di arbitrato o di mediazione e in certi casi di ADR. Finalmente, ascoltate le ragioni dell’ANPAR di estendere anche all’arbitrato le agevolaz! ioni, le esenzioni fiscali e riduzione delle tariffe, per una più rapida deflazione dei procedimenti nazionali e transfrontalieri. Attendiamo ora solo di essere “sentiti” così come previsto dall’articolo 26 del D. Leg.vo n. 9/11/2007, N. 206 – essendo l’A.N.P.A.R. unica associazione rappresentativa a livello nazionale della professione regolamentata dei mediatori – dal Ministro Palma attraverso il quale proporre nostre osservazioni alla Commissione europea in merito alla proposta di risoluzione del Parlamento europeo.

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Serracchiani la più seguita al parlamento europeo

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 luglio 2011

Debora Serracchiani a Sassuolo

Image by Debora Serracchiani via Flickr

(Ansa) – Bruxelles, Debora Serracchiani (S&D) è l’europarlamentare in assoluto più seguito su Facebook e Twitter con quasi 56mila fan sul social network nato a Palo Alto e oltre 21mila follower su Twitter. Il dato emerge utilizzando la nuova applicazione del Parlamento europeo che consente di visualizzare le statistiche del gradimento sui nuovi media di ogni singolo onorevole Ue.
Debora Serracchiani supera anche il Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, che si assesta intorno ai 31mila fan su Facebook, ma che sta guadagnando posizioni con una grossa campagna autopromozionale sul social network. Su Facebook, dopo la Serracchiani e’ Sonia Alfano (Alde) ad avere piu’ fan: oltre 32mila. Gli eurodeputati olandesi sono tra i piu’ seguiti su Twitter, il dato si spiega con l’ampio utilizzo della piattaforma di microblogging nei Paesi Bassi, infatti Sophia in ‘t Veld (Alde) e’ terza in classifica con quasi 10mila follower dopo il franco/tedesco Daniel Cohn-Bendit (Verdi/Ale) che ne conta piu’ di 13mila.

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Parlamento europeo: diritti dei consumatori

Pubblicato da fidest su sabato, 25 giugno 2011

Un diritto a livello europeo per i consumatori a cambiare idea su un acquisto on-line entro due settimane dal ricevimento del bene, come pure i nuovi requisiti che incombono ai commercianti online per fornire agli acquirenti informazioni precise sul prezzo totale, la merce ordinata e i contatti del commerciante, sono tra i vantaggi delle nuove regole approvate giovedì dal Parlamento. La nuova normativa, approvata con 615 voti favorevoli, 16 contrari e 21 astensioni, rafforzerà la tutela degli acquirenti on-line e specificherà le regole di consegna e download digitale, riducendo la burocrazia per le piccole e medie imprese. Le vigenti norme UE sui diritti dei consumatori erano state emanate prima della rivoluzione digitale e oggi i consumatori sono scarsamente protetti quando fanno lo shopping on line. Le preoccupazioni per il ritardo o la mancata consegna della merce, nonché la frammentazione tra gli Stati membri di norme a tutela del consumatore, li trattengono dal fare shopping transfrontaliero on line. Allo stesso tempo, le aziende citano le differenze legislative tra Stati membri come principale causa della scarsa vendita transfrontaliera.. Dopo il voto finale di ieri in Parlamento, l’ultimo, è prevista per il mese di luglio l’approvazione formale da parte del Consiglio dei Ministri. Gli Stati membri avranno un massimo di due anni per attuare le nuove regole.

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Europa: assistenza alle regioni

Pubblicato da fidest su sabato, 25 giugno 2011

Il Parlamento europeo difende l’attuale architettura dei Fondi strutturali. Nel corso del dibattito i deputati hanno assunto una posizione in favore di una politica di coesione efficace, solidale e ambiziosa “che è stata testata e ha fornito impulsi alla crescita e all’occupazione”, ha dichiarato Markus Pieper (PPE, DE), autore della relazione di sintesi “Strategia per la politica di coesione dopo il 2013″, il cui voto è stato rimandato alla prossima sessione plenaria di inizio luglio. Nel dibattito con il Commissario Johannes Hahn, responsabile per lo sviluppo regionale, i deputati hanno sottolineato la loro ferma opposizione a qualsiasi proposta “di nazionalizzazione o settorializzazione della politica di coesione, soprattutto tramite i nuovi fondi tematici (clima, energia, trasporti).
Sulla base della relazione di Miroslav Mikolášik (PPE, SK) sull’esecuzione dei programmi per la politica di coesione 2007-2013, approvata con 610 voti favorevoli, 61 voti contrari e 12 astensioni, i deputati chiedono che sia semplificato e accelerato il processo di attribuzione, in particolare per le PMI e che sia incoraggiato il finanziamento multi-fondo e incrociato. Una migliore sinergia tra i vari fondi dovrebbe permettere di portare avanti una politica di sviluppo regionale maggiormente focalizzata sui risultati, come indicato nella relazione di Georgios Stavrakakis (S&D, GR) sulle future sinergie per una maggiore efficacia tra il FESR e altri fondi strutturali, approvata con 613 voti favorevoli, 47 voti contrari e 10 astensioni.
A fine settembre, la Commissione proporrà un pacchetto legislativo comprensivo di un regolamento generale nonché regolamenti per i fondi sociali, di coesione, di sviluppo regionale e per la cooperazione territoriale. A fine 2011 seguirà una proposta quadro comune per tutti i fondi europei.

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Parlamento europeo: governance economica

Pubblicato da fidest su venerdì, 24 giugno 2011

L’Aula ha adottato giovedì la sua posizione sul pacchetto relativo alla governance economica, chiedendo una serie di regole nuove che diano maggiore ambizione e peso alle proposte originarie della Commissione. Maggiore trasparenza, avvertimenti automatici e sanzioni più forti, nonché nuove multe, rientrano in questo accordo. I gruppi del centrosinistra, tuttavia, avvertono tutto ciò implica più austerità. Parti del pacchetto, in particolare quelle che si occupano del rafforzamento del patto di stabilità e di crescita, sono state approvate con margini ridotti, con l’S&D, i Verdi/ALE e il GUE/NGL che si sono espressi contro, in quanto ritengono vi sia un’eccessiva focalizzazione sul controllo fiscale e poco margine per continuare con gli investimenti vitali necessari per una crescita e un’occupazione a lungo termine. Tuttavia, i testi per prevenire gli squilibri macro-economici hanno ottenuto maggioranze significative. I testi adottati forniranno ora ai ministri delle finanze e ai Capi di Stato la posizione ufficiale del Parlamento europeo nel suo complesso, in vista del Consiglio europeo del 23-24 giugno. Questa posizione costituirà la base per le trattative tra gli eurodeputati e gli Stati membri, che sono destinate a proseguire speditamente, per raggiungere un accordo definitivo non appena possibile.
Punti importanti che emergono dal voto Tra i nuovi punti figurano:
• Un maggiore utilizzo del voto a maggioranza qualificata inversa (RQMV) per rendere più automatiche le raccomandazioni e le avvertenze. Ciò riguarda in modo particolare la dichiarazione che uno Stato membro non ha preso alcuna azione correttiva per porre rimedio allo squilibrio macroeconomico accertato.
• Una maggiore trasparenza, rendendo pubblici più testi e più discussioni di quanto previsto inizialmente, anche attraverso il coinvolgimento del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali per responsabilizzare gli Stati membri.
• La codifica del semestre europeo in testi giuridici, dando così valore giuridico a tale procedura.
• L’aumento dei poteri della Commissione, attraverso maggiori informazioni da fornire alla Commissione rispetto a quanto previsto in precedenza e missioni di sorveglianza negli Stati membri.
• Una nuova sanzione (0,2% del PIL) per le statistiche fraudolente in relazione ai dati su deficit e debito.
• Un deposito fruttifero come sanzione (0,1% del PIL) nel caso uno Stato membro non agisca come raccomandato per correggere uno squilibrio macroeconomico.
• Una maggiore indipendenza degli istituti statistici.
• Maggiori dettagli sugli indicatori da utilizzare per il controllo degli squilibri macroeconomici per garantire che la Commissione non basi il suo giudizio solamente su dati puramente economici, ma consideri anche la dimensione sociale.
• La salvaguardia dei processi di contrattazione sociale e gli accordi di fissazione dei salari.
• Una clausola di revisione sugli Eurobond (Eurosecurities). Entro la fine del 2011, la Commissione preparerà una relazione e, eventualmente, delle proposte legislative.
Sebbene non vi sia ancora un accordo definitivo con gli Stati membri sui punti seguenti, essi figurano nei testi adottati questo giovedì dai deputati.
• Nessun accordo ancora sulle dichiarazioni automatiche da inviare agli Stati membri che ignorano gli avvertimenti della Commissione sul superamento della spesa. Questo automatismo è previsto nei testi adottati in quanto è considerato il mezzo per riuscire a imporre sanzioni, e quindi in grado di fornire un reale incentivo a un paese per regolarizzare la propria situazione. La clausola inserita riduce il potere dell’accordo di Deauville proposto da Francia e Germania di mantenere una salda presa sulle valutazioni di non conformità espressa dalla Commissione.
• Audizione dei ministri delle Finanze da parte del PE. In base alla proposta della Plenaria, “lo Stato membro interessato si vedrebbe offerta l’opportunità (…) di partecipare a uno scambio di opinioni”.
• Un riferimento alla necessità di guardare ai paesi con una partita corrente attiva (come la Germania), nonché ai paesi con partite correnti in deficit (paesi che importano molto) al momento di valutare le cause di uno squilibrio macroeonomico.

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